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joetiziano

E per l'Opera?

Chi è il vostro compositore d'Opera preferito in assoluto?  

91 voti

  1. 1. Sceglietelo tra...

    • Monteverdi
      4
    • Haendel
      3
    • Gluck
      0
    • Mozart
      24
    • Cherubini
      0
    • Spontini
      0
    • Rossini
      13
    • Donizetti
      0
    • Bellini
      1
    • Verdi
      13
    • Wagner
      15
    • Bizet
      2
    • Puccini
      14
    • Mascagni
      0
    • Strauss
      2
    • Altro
      3


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Conosco alcune (affidabili) persone che hanno lavorato più volte con lui da quando ha deciso di allargarsi oltre il Seicento e non la pensano esattamente alla stessa maniera :laughingsmiley:

...

Non fraintendermi Lud: non dico che Jacobs non sia un ottimo musicista. Ho letteralmente adorato alcune sue registrazioni col Concerto Vocale e non avendo mai suonato direttamente con lui ho solo riportato impressioni di colleghi (della Freiburger Barockorchester, che col René ci lavora spesso). Quello che mi ha lasciato perplesso di ciò che mi è stato riferito è che (a parte la pressoché totale incapacità del soggetto di dirigere nel senso della parola) le idee musicali paiono essere piuttosto confuse e cangianti; se consideri che questo è riportato da chi lavora in una delle più prestigiose orchestre filologiche abituata a veder passare tutti i più grandi nomi del settore puoi comprendere i miei dubbi. Per l'affidabilità dei suddetti colleghi purtroppo ti devi solo fidare della mia parola...

...

un po' di tempo fa avevo letto "critiche" simili... magari c'è qualcosa di vero, allora... (a meno che non fossi sempre tu la fonte...)

domanda: dal tuo primo post sembra che queste "difficoltà" vengano fuori nel momento in cui il buon Réné si è mosso verso il XVIII secolo (musicalmente parlando)... è così o sto interpretando male le tue parole?

in ogni caso... non so come sia la gestazione delle sue registrazioni... ma i risultati che ottiene a me paiono soddisfacenti (anzi, a volte eccezionali)...

LK

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un po' di tempo fa avevo letto "critiche" simili... magari c'è qualcosa di vero, allora... (a meno che non fossi sempre tu la fonte...)

domanda: dal tuo primo post sembra che queste "difficoltà" vengano fuori nel momento in cui il buon Réné si è mosso verso il XVIII secolo (musicalmente parlando)... è così o sto interpretando male le tue parole?

in ogni caso... non so come sia la gestazione delle sue registrazioni... ma i risultati che ottiene a me paiono soddisfacenti (anzi, a volte eccezionali)...

LK

La testimonianza di Bulax è molto interessante. A questo punto sarebbe interessante pure sentire Jacobs dal vivo. Può essere che egli abbia delle ottime idee musicali e interpretative e una meno buona capacità di metterle in pratica, dovuta a limiti tecnici che in sala di registrazione è molto più facile nascondere.

Sul fatto che alla fine quello che conta è il risultato sono assolutamente d'accordo, ma non è detto che il risultato live sia lo stesso di una seduta di registrazione.

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La testimonianza di Bulax è molto interessante. A questo punto sarebbe interessante pure sentire Jacobs dal vivo. Può essere che egli abbia delle ottime idee musicali e interpretative e una meno buona capacità di metterle in pratica, dovuta a limiti tecnici che in sala di registrazione è molto più facile nascondere.

Sul fatto che alla fine quello che conta è il risultato sono assolutamente d'accordo, ma non è detto che il risultato live sia lo stesso di una seduta di registrazione.

Assolutamente d'accordo... tra l'altro a casa dovrei avere un Eliogabalo "live" diretto dal buon Réné... in questi giorni mi metterò sotto con l'ascolto...

inoltre segnalo (non l'ho ancora visto tutto... solo i primi 2 minuti) che su youtube ci sono un paio di video sulla preparazione/registrazione del Don Giovanni...

LK

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Come al solito faccio l'alternativo...

"Cassandra" di Gnecchi e "Mirra" di Alaleona son casi isolati o questi due italici signori meritano davvero una riscoperta?

La seconda è anche meglio della prima, a mio avviso... Un sogno, un capolavoro, davvero meravigliosa e da lasciare senza fiato. Inutile dire che ambedue le opere "godono" l'onore di ben UNA registrazione a testa, fatte ovviamente in qualche modo sia dagli artisti che dai tecnici del suono. :thumbsdown_anim:

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La "palla colossale" è che in tre atti il Fidelio-Leonore diventi appunto una palla colossale... Stiamo parlando di Beethoven. Il duetto Leonora-Marcellina con violino concertante è letteralmente incantevole, la scena di Pizarro che "insulta" Rocco, i militari e i prigionieri è spassosa, seppur un po' grossolana, un po' al modo dell'Opera Comique.

A differenza, poniamo, delle Nozze di Figaro dove le arie aggiunte spezzano il ritmo drammatico e la magia dell'insieme nella Leonora "originale" questi brani stavano benissimo: passi il taglio a Pizarro, ma quello del duettino buffo-amoroso non lo capisco proprio. Ritardava solo di cinque minuti il passaggio dalla commedia al dramma e la personalizzazione delle due donne rimaneva intatta.

Scelta difficile, questo sondaggio, ma ho votato Mozart. Comunque ingiusto lasciare in disparte altri nomi importanti.

Per esempio Beethoven. Proprio ieri ho sentito a Madrid, in versione di concerto, non rappesentata, la Leonora di Beethoven. Anche se ovviamente preferisco di gran lunga il Fidelio, Leonora mi e' sembrata un'opera che si lascia ascoltare con piacere.

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Rossini! Primo perchè è italiano, secondo perchè lo può ascoltare sia un bambino che un addetto ai lavori e terzo perchè non mi stanca mai

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In questo momento Rossini è primo con 11 voti seguito da Wagner e Mozart con 9.

Difficile trarre conclusioni in quanto il totale dei voti è troppo basso per fare testo

ma mi chiedo e forse se lo chiedeva anche qualcun altro nelle pagine che ho scorso

come mai Rossini, al momento, è il più votato ma nei singoli interventi non ne parla nessuno? (o quasi)

o i voti sono fasulli?

o i rossiniani hanno pochi argomenti?

o sono gli indecisi che votano Rossini?

o ancora forse che chi preferisce altri ha la critica dalla "sua" parte e si sente più "forte" nell'argomentare?

altro?

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Non portano bene i miei interventi

sto resuscitando discussioni morte e sepolte

e dopo il mio passaggio si scatenano gli altri e mi rivoluzionano la classifica!

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Semplicemente WAGNER, così splendente da adombrare tutti gli altri compositori...!!

Viva sempre la Musica di Wagner! :wub_x:

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Ribadisco la mia preferenza per Bellini, pura musica, puro canto.

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Ho letto tutta la discussione. L'ho trovata molto interessante, e allo stesso tempo molto divertente! :D

Il mio voto, quando si parla di opera lirica (che è ben diversa dalla musica strumentale), va indubbiamente a Verdi, che, tra tutti i compositori presenti nel sondaggio, è quello che ha un maggior talento teatrale. Ha saputo come nessun altro porre la musica al servizio dell'esigenza drammatica. La bravura di un operista si vede da questo. Con ciò non voglio togliere nulla, ad esempio, a Wagner, il quale mi piace e che ascolto frequentemente.

Infatti, Wagner non è propriamente un'operista, il suo è dramma musicale, teatro musicale, non belcanto, che è tutta un'altra cosa. In wagner oltre ad essere dei bravi cantanti, bisogna essere anche dei bravi attori. ;)

Questo è vero. Ma non è più vero di quanto lo sia in riferimento all'opera verdiana. Verdi stesso ha più di una volta menzionato l'importanza che hanno le doti sceniche in una rappresentazione operistica. Pensa, ad esempio, che per interprare il ruolo di Violetta (per citare quello più complesso), non è per niente sufficiente saper solo cantare. Con Verdi possiamo ben dire di aver superato il Belcanto e di aver messo sullo stesso piano l'aspetto scenico/espressivo con quello musicale. E questo non avviene tardi nel percorso evolutivo dell'arte verdiana. Il nostro Peppone ha aveva idee ben precise al riguardo fin dal principio. Riporto qui una lettera che scrisse a Salvatore Cammarano, il 23 novembre del 1848, riguardo all'allestimento di "Macbeth" al San carlo di Napoli:

"Risvegli l'attenzione sul fatto che esistono due pezzi centrali in quest'opera: il duetto tra la Lady e il suo consorte e il sonnambulismo. Se queste scene non riescono, non c'è nessun rimedio per l'opera: e questi pezzi non devono assolutamente essere cantati. Devono essere recitati e declamati, con una voce piuttosto cupa e velata; in caso contrario non susciterebbe il minimo effetto..."

Poi, in un'altra lettera, sempre riguardo all'allestimento di "Macbeth":

"Lei sa quale opinione ho della signora Tadolini ma nell'interesse dell'esecuzione, penso sia necessario osservare che possiede qualità troppo grandi per questa parte. Può sembrare un'assurdità. La Tadolini ha bella voce e bella presenza ed io vorrei una Lady Macbeth brutta e cattiva. La Tadolini canta in modo perfetto ed io vorrei che la Lady non cantasse affatto..."

Con Wagner, magari bisogna essere più mobili, meno statici sul palcoscenico, interagire con l'ambiente scenografico, questo si. Però non è che con Verdi basta saper cantare e stop! Anzi, talvolta bisogna dimostrare una capacità espressiva ben superiore.

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Guest Fede_Rinhos

anch'io, come il buon Pacific, ho votato altro: Alban Berg B)

cmq la presenza di Mascagni è un insulto al forum :guiltysmiley:

ah, neanche un voto per Donizetti? peccato.

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Ho votato per Mozart, che, grazie al suo immenso talento drammaturgico, riesce sempre a coinvolgerti nell'Opera.

cmq la presenza di Mascagni è un insulto al forum :guiltysmiley:

Ti dirò di più: non riesco a digerire Verdi! alle mie orecchie l'unico pezzo buono che ha scritto è il Quartetto in Mi minore, ma il resto della produzione :wacko: :wacko: ... Sarà che l'Opera a me non piace, ma Verdi è a mio parere sopravvalutato. Il suo talento drammaturgico lo trovo molto inferiore a quello di Mozart.

E poi perché non avete incluso Beethoven?

Dimenticavo: non sarà proprio un'Opera, ma diamine, la Johannes-Passion di Bach è drammaticamente realistica: la linea vocale secca e tesissima dei recitativi, il canto implorante dei corali, le dissonanze del coro d'apertura... Ma siamo sicuri che non sia da considerarsi uno dei più alti esiti non solo della Musica Sacra, ma anche del Teatro musicale europei?

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Ho letto tutta la discussione. L'ho trovata molto interessante, e allo stesso tempo molto divertente! :D

Il mio voto, quando si parla di opera lirica (che è ben diversa dalla musica strumentale), va indubbiamente a Verdi, che, tra tutti i compositori presenti nel sondaggio, è quello che ha un maggior talento teatrale. Ha saputo come nessun altro porre la musica al servizio dell'esigenza drammatica. La bravura di un operista si vede da questo. Con ciò non voglio togliere nulla, ad esempio, a Wagner, il quale mi piace e che ascolto frequentemente.

Questo è vero. Ma non è più vero di quanto lo sia in riferimento all'opera verdiana. Verdi stesso ha più di una volta menzionato l'importanza che hanno le doti sceniche in una rappresentazione operistica. Pensa, ad esempio, che per interprare il ruolo di Violetta (per citare quello più complesso), non è per niente sufficiente saper solo cantare. Con Verdi possiamo ben dire di aver superato il Belcanto e di aver messo sullo stesso piano l'aspetto scenico/espressivo con quello musicale. E questo non avviene tardi nel percorso evolutivo dell'arte verdiana. Il nostro Peppone ha aveva idee ben precise al riguardo fin dal principio. Riporto qui una lettera che scrisse a Salvatore Cammarano, il 23 novembre del 1848, riguardo all'allestimento di "Macbeth" al San carlo di Napoli:

"Risvegli l'attenzione sul fatto che esistono due pezzi centrali in quest'opera: il duetto tra la Lady e il suo consorte e il sonnambulismo. Se queste scene non riescono, non c'è nessun rimedio per l'opera: e questi pezzi non devono assolutamente essere cantati. Devono essere recitati e declamati, con una voce piuttosto cupa e velata; in caso contrario non susciterebbe il minimo effetto..."

Poi, in un'altra lettera, sempre riguardo all'allestimento di "Macbeth":

"Lei sa quale opinione ho della signora Tadolini ma nell'interesse dell'esecuzione, penso sia necessario osservare che possiede qualità troppo grandi per questa parte. Può sembrare un'assurdità. La Tadolini ha bella voce e bella presenza ed io vorrei una Lady Macbeth brutta e cattiva. La Tadolini canta in modo perfetto ed io vorrei che la Lady non cantasse affatto..."

Con Wagner, magari bisogna essere più mobili, meno statici sul palcoscenico, interagire con l'ambiente scenografico, questo si. Però non è che con Verdi basta saper cantare e stop! Anzi, talvolta bisogna dimostrare una capacità espressiva ben superiore.

Sì, hai ragione, anche in Verdi bisogna essere dei bravi attori, ma non sono d'accordo con il fatto che Verdi ha un maggior talento teatrale. :(

Senza dubbio c'è un maggior talento dal punto di vista del canto :wub: , ma non della drammaturgia e drammaticità in generale, dove in Wagner è massima grazie all'uso profondo dei leitmotiv, al punto ché in alcune scene si riescono ad avvertire dei brividi dietro la schiena, e non sono le scene con più azione, ma quelle in cui Wagner riesce a farci ascoltare con la sua musica i pensieri più reconditi di un determinato personaggio. :wub_x:

In Verdi l'uso dei leitmotiv è utilizzato in maniera più o meno matura nelle ultime sue Opere (Rigoletto, Trovatore, Traviata, Boccanegra, Don Carlos, Aida, Otello e Falstaff), a differenza che in Otello e Falstaff, dove raggiungono una connotazione più profonda paragonabile a Wagner; Macbeth insieme ai Foscari assai precedenti sono un caso a parte (fanno parte infatti degli "Anni di galera"), dove, più in Macbeth e un po' meno nei Foscari, i leitmotiv vengono utilizzati stranamente in maniera più matura, cosa che non verrà mantenuta nei Masnadieri successivi al Macbeth, ciò dimostra la disomogeneità delle Opere verdiane.

A proposito del Macbeth verdiano, cito una parte di una sua dichiarazione a Vienna nel 1875 a un giornalista della "Neue Freie Press": «Anch'io ho tentato la fusione della musica con il dramma e precisamente nel Macbeth, ma non potrei scrivere da solo i libretti come fa Wagner. Wagner supera tutti i compositori nella varietà dei colori della strumentazione...», da "G. Tintori: Invito all'ascolto di Verdi, ed. Mursia".

Dunque, anche Verdi ammirava la musica di Wagner, ma non sopportava i suoi imitatori.

Una buona Domenica. ;)

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Sì, hai ragione, anche in Verdi bisogna essere dei bravi attori, ma non sono d'accordo con il fatto che Verdi ha un maggior talento teatrale. :(

Senza dubbio c'è un maggior talento dal punto di vista del canto :wub: , ma non della drammaturgia e drammaticità in generale, dove in Wagner è massima grazie all'uso profondo dei leitmotiv, al punto ché in alcune scene si riescono ad avvertire dei brividi dietro la schiena, e non sono le scene con più azione, ma quelle in cui Wagner riesce a farci ascoltare con la sua musica i pensieri più reconditi di un determinato personaggio. :wub_x:

In Verdi l'uso dei leitmotiv è utilizzato in maniera più o meno matura nelle ultime sue Opere (Rigoletto, Trovatore, Traviata, Boccanegra, Don Carlos, Aida, Otello e Falstaff), a differenza che in Otello e Falstaff, dove raggiungono una connotazione più profonda paragonabile a Wagner; Macbeth insieme ai Foscari assai precedenti sono un caso a parte (fanno parte infatti degli "Anni di galera"), dove, più in Macbeth e un po' meno nei Foscari, i leitmotiv vengono utilizzati stranamente in maniera più matura, cosa che non verrà mantenuta nei Masnadieri successivi al Macbeth, ciò dimostra la disomogeneità delle Opere verdiane.

A proposito del Macbeth verdiano, cito una parte di una sua dichiarazione a Vienna nel 1875 a un giornalista della "Neue Freie Press": «Anch'io ho tentato la fusione della musica con il dramma e precisamente nel Macbeth, ma non potrei scrivere da solo i libretti come fa Wagner. Wagner supera tutti i compositori nella varietà dei colori della strumentazione...», da "G. Tintori: Invito all'ascolto di Verdi, ed. Mursia".

Dunque, anche Verdi ammirava la musica di Wagner, ma non sopportava i suoi imitatori.

Una buona Domenica. ;)

Beh... dal mio punto di vista non parlerei proprio di leitmotiv in riferimento nell'arte verdiana, ma mi limiterei a tema ricorrente :laughingsmiley:. Non per nulla, ma Wagner associava le cellule melodiche, il leitmotiv, ad un personaggio, un pensiero, un oggetto (a tutto insomma) ed è molto sofisticato nel variare e miscelare tali cellule tra di loro. I temi del nostro Peppuccio non possono essere definiti "cellule", nonstante acquistino maggiore importanza nelle sua maturità artistica. Dico questo perchè hai fatto il paragone tra Verdi e Wagner basandoti sull'utilizzo dei leitmotiv, paragone non legittimo, perchè Peppinello ha sempre dimostrato di avere una propria concezione della musica ben diversa da Riccardello :thumbsup_anim:

Riguardo alla disomogeneità delle opere verdiane non c'è dubbio, anche se le cose cominciano a mutare da "Rigoletto" (ma forse anche da "Stiffelio") in poi. Durante gli "Anni di galera" il povero Verdi aveva poco tempo per pensare.

Poi, per quanto riguarda il talento teatrale (che io non valuto principalmente sull'uso dei leitmotiv), forse bisogna chiarire il significato che do al concetto. Se tu mi parli di fluidità dell'azione, corrispondenza temporale o roba del genere, non vi è dubbio, Wagner, allora, è più talentuoso. Ma io intendo (nel campo della lirica) la capacità di modellare i personaggi, di scolpirli, di dargli un carattere (che non coincide col farti capire solamente quello che pensa il personaggio), di farli evolvere dal punto di vista psico-affettivo e di far trasparire il loro stato interiore. Wagner rimane quasi sempre freddo (non perchè non emozioni la sua musica, anzi, ma perchè il carattere dei suoi personaggi non ha spessore), complesso dal punto di vista musicale ma povero dal punto di vista concreto. Io non riesco a paragonare nessun personaggio wagneriano, ad esempio, a Rigoletto. Poi, naturlamente, dipende sempre da cosa una persona cerca nell'opera. :laughingsmiley:

Buona domenica anche a te!

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Beh... dal mio punto di vista non parlerei proprio di leitmotiv in riferimento nell'arte verdiana, ma mi limiterei a tema ricorrente :laughingsmiley: . Non per nulla, ma Wagner associava le cellule melodiche, il leitmotiv, ad un personaggio, un pensiero, un oggetto (a tutto insomma) ed è molto sofisticato nel variare e miscelare tali cellule tra di esse. I temi del nostro Peppuccio non possono essere definiti "cellule", nonstante acquistino maggiore importanza nelle sua maturità artistica. Dico questo perchè hai fatto il paragone tra Verdi e Wagner basandoti sull'utilizzo dei leitmotiv, paragone non legittimo, perchè Peppinello ha sempre dimostrato di avere una propria concezione della musica ben diversa da Riccardello :thumbsup_anim:

Riguardo alla disomogeneità delle opere verdiane non c'è dubbio, anche se le cose cominciano a mutare da "Rigoletto" (ma forse anche da "Stiffelio") in poi. Durante gli "Anni di galera" il povero Verdi aveva poco tempo per pensare.

Poi, per quanto riguarda il talento teatrale (che io non valuto principalmente sull'uso dei leitmotiv), forse bisogna chiarire il significato che do al concetto. Se tu mi parli di fluidità dell'azione, corrispondenza temporale o roba del genere, non vi è dubbio, Wagner, allora, è più talentuoso. Ma io intendo (nel campo della lirica) la capacità di modellare i personaggi, di scolpirli, di dargli un carattere (che non coincide col farti capire solamente quello che pensa il personaggio), di farli evolvere dal punto di vista psico-affettivo e di far trasparire il loro stato interiore. Wagner rimane quasi sempre freddo (non perchè non emozioni la sua musica, anzi, ma perchè il carattere dei suoi personaggi non ha spessore), complesso dal punto di vista musicale ma povero dal punto di vista concreto. Io non riesco a paragonare nessun personaggio wagneriano, ad esempio, a Rigoletto. Poi, naturlamente, dipende sempre da cosa una persona cerca nell'opera. :laughingsmiley

Buona domenica anche a te!

Vedo che abbiamo un concetto diverso di teatralità di un'Opera e di teatro musicale, per me la teatralità deve essere presente anche nella musica, e nessuno in questo supera il grande Richard.

Il mio paragone dei leitmotiv in Wagner e Verdi era piuttosto generalizzato, non ho preteso di dire che l'uso dei leitmotiv in Verdi è identico a quelli in Wagner, anche se nelle ultime due Opere (Otello e Falstaff) l'uso che ne fa è più simile a quello che fa Wagner.

Poi, in fondo in fondo, io paragonerei l'Ortrud wagneriana alla Lady Macbeth verdiana, specialmente nella scena notturna con Telramund, solo dal punto di vista della recitazione e teatralità della scena. ;)

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Copio ed incollo dal topic chiusomi:

R. Leoncavallo - Pagliacci. Ve l'aspettavate? XD

Trovo quest'opera geniale. Perchè? Per prima cosa, adoro l'idea del teatro nel teatro, ovvero il fatto che all'interno di una rappresentazione (quella dei pagliacci) se ne svolga un'altra (lo spettacolo di Colimbina, Arlecchino, Taddeo e Pagliaccio).

Il fatto che Canio riviva nella rappresentazione clownesca la stessa esperienza (quella del tradimento della consorte) ed il fatto che confonda teatro e vita "reale" è una trovata dal fortissimo effetto drammatico: in una parola è geniale. Inoltre, il fatto che il Leoncavallo si sia ispirato ad un episodio di cronaca nera nella stesura del libretto e della musica mi ha sempre colpito: l'artista, il vero artista, è capace di vedere con occhi diversi, con delle lenti speciali direi, quella realtà che magari ai più è semplicemente apparsa come un ordinario fatto di cronaca, un "banale" omicidio di cui si legge ogni giorno sui giornali.

Passiamo al cast:

Canio: Luciano Pavarotti (tenore)

Tonio: Sherrill Milnes (baritono) - le parti dei bastardoni gli vengono sempre perfette... *-*

Nedda: Mirella Freni (soprano)

Beppe: un tenore qualsiasi andrebbe bene... non è una parte impegnativa

Silvio: Piero Cappuccilli (baritono)

Questa per me sarebbe la combinazione perfetta °_° Ovviamente è irrealizzabile per ovvie ragioni, ma sognare non costa nulla XD. oggi ci metterebbero il solito Villazon (canio) e la solita Netrebko (nedda) >_>

Insomma, ho votato "altro"

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Vi parrà strano ma ho dato il voto a Mozart :D Il connubbio Mozart-Da Ponte credo sia insuperabile. Ho notato, con stupore, che vi sono più wagneriani che verdiani in questo forum, almeno dal conteggio dei voti. Bene!

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Mozart che è sempre Herr Mejo, secondo una definizione romano-tedesca smile.gif

(Più ascolto musica altrui e più mi accorgo che l'unico, grande, magico compositore è proprio lui, e che solo Beeth può stargli al pari)

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