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Beethoven

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46 minuti fa, giobar dice:

Premessa: sono appena rientrato da teatro, felice di aver fatto una bella scoperta. Ero andato a vedere/sentire La fanciulla del west quasi soltanto per onorare l'abbonamento e trascorrere una serata diversa con mia moglie. Puccini è un autore che in genere non apprezzo quasi per niente, ma qui, a mio avviso, ha tirato fuori un capolavoro straordinario: un'opera moderna, coinvolgente, con una trama musicale fittissima e varia. Vorrei risentirla in una buona edizione, anche per approfondire i dettagli che stasera possono essermi sfuggiti. Mi piacerebbe inoltre cogliere meglio le sfumature della parte di Minnie, annebbiate dalla prestazione non eccelsa della mugghiante protagonista odierna, che si poneva diversi gradini al di sotto degli altri protagonisti, in primis un superbo Donato Renzetti sul podio e poi Marcello Giordani come Johnson e Roberto Frontali come Rance. Che edizione mi suggerite (indifferentemente cd o dvd)? 

La miglior ( e non di poco) registrazione della Fanciulla del West, giobar, è un live risalente al Maggio Musicale Fiorentino del 1954. La ripresa sonora è più che accettabile e i cantanti (Steber, Del Monaco e Guelfi) sono in gran forma. Straordinariamente intensa  la direzione di Dimitri Mitropoulos. Poi ci sono state altre registrazioni in studio e riprese dal vivo, alcune di buona fattura, ma questa è di assoluto riferimento.

 

 

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1 ora fa, Pinkerton dice:

La miglior ( e non di poco) registrazione della Fanciulla del West, giobar, è un live risalente al Maggio Musicale Fiorentino del 1954. La ripresa sonora è più che accettabile e i cantanti (Steber, Del Monaco e Guelfi) sono in gran forma. Straordinariamente intensa  la direzione di Dimitri Mitropoulos. Poi ci sono state altre registrazioni in studio e riprese dal vivo, alcune di buona fattura, ma questa è di assoluto riferimento.

 

 

Grazie, ho visto un po' in rete e tutti invariabilmente ne parlano molto bene. Penso di prenderla.

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In video io ho questo, che benché non possa competere con il magistero dell'edizione segnalata da Pink (che anch'io posseggo), non è male:
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Anche questa di Mehta è una buona edizione (che riapre anche i tagli della tradizione).

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Per il DVD scelgo questa: prodotto eccellente del Met con Domingo, la Daniels bravissima e Slatkin sul podio (forse il punto debole rispetto alle concertazioni accesissime di Mitropoulos e Mehta). Regia tradizionale, ma non brutta, molto western di Giancarlo del Monaco. Regia televisiva di Brian Large, vecchia volpe della cinepresa musicale.

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10 ore fa, Ives dice:

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Anche questa di Mehta è una buona edizione (che riapre anche i tagli della tradizione).

0734023.jpg

Per il DVD scelgo questa: prodotto eccellente del Met con Domingo, la Daniels bravissima e Slatkin sul podio (forse il punto debole rispetto alle concertazioni accesissime di Mitropoulos e Mehta). Regia tradizionale, ma non brutta, molto western di Giancarlo del Monaco. Regia televisiva di Brian Large, vecchia volpe della cinepresa musicale.

La direzione di Metha, Ives, non ha il vigore e neppure il pathos di quella, incomparabile, di Mitropoulos. Tuttavia e' una direzione di prim'ordine, vivida e attenta ai dettagli. Domingo, ne' per voce ne' come interprete, uguaglia Del Monaco ( che qui realizza forse la performance migliore  di tutta la carriera) e neppure Milnes, tutto sommato,  vale Giangiacomo Guelfi. Tuttavia sia Domingo che Milnes appaiono convincenti. Il punto debole di questa edizione e' la Minnie di Carol Neblet, specie per la pronuncia alquanto difettosa.

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On 31/10/2017 at 14:53, zeitnote dice:

 

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Molto bello questo concerto, l'ho visto su SKY. Luks e il suo ensemble son proprio bravi!

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1 ora fa, zeitnote dice:

il primo ce l'ho già, l'ho comprato un mese fa circa (v. topic acquisti). Del secondo, invece, non ne so nulla!

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Per me, esecuzioni che valgono per il repertorio americano meno noto (più o meno il CD di Madiel, già Ives e Gershwin sono alquanto pesanti), i classici sono da dimenticare. Penosa la Nona di Mahler, lontanissima parente dell'infuocata lettura RCA a Philadelphia. Lo stesso dicasi per Bartok (il disco DG grida vendetta). Per tacere di Brahms. Periodo poco fortunato quello monacense per Levine, dopo l'epoca del santone Celi.

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10 ore fa, Ives dice:

Per me, esecuzioni che valgono per il repertorio americano meno noto (più o meno il CD di Madiel, già Ives e Gershwin sono alquanto pesanti), i classici sono da dimenticare. Penosa la Nona di Mahler, lontanissima parente dell'infuocata lettura RCA a Philadelphia. Lo stesso dicasi per Bartok (il disco DG grida vendetta). Per tacere di Brahms. Periodo poco fortunato quello monacense per Levine, dopo l'epoca del santone Celi.

nel mio cd l'unico neo mi pare la registrazione, un po' piatta. Per il resto, le Variazioni di Carter non sono una partitura particolarmente interessante (almeno per me), il Concerto di Sessions è praticamente identico all'altra versione della NWR (il pianista è lo stesso!), la bella Sinfonia di Di Domenica non ha possibilità di paragoni essendo la prima e unica incisione, molto incisiva l'esecuzione di Wuorinen in linea con il temperamento di questo compositore. Tutto sommato è un buon disco ben eseguito, gli darei un 8 come voto solo a causa della ripresa sonora poco entusiasmante.

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13 ore fa, Madiel dice:

nel mio cd l'unico neo mi pare la registrazione, un po' piatta. Per il resto, le Variazioni di Carter non sono una partitura particolarmente interessante (almeno per me), il Concerto di Sessions è praticamente identico all'altra versione della NWR (il pianista è lo stesso!), la bella Sinfonia di Di Domenica non ha possibilità di paragoni essendo la prima e unica incisione, molto incisiva l'esecuzione di Wuorinen in linea con il temperamento di questo compositore. Tutto sommato è un buon disco ben eseguito, gli darei un 8 come voto solo a causa della ripresa sonora poco entusiasmante.

La ripresa audio è mediocre in tutti i CD, spesso "cavernosa" quando non "lontana".

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On 29/10/2017 at 22:35, Pinkerton dice:

La miglior ( e non di poco) registrazione della Fanciulla del West, giobar, è un live risalente al Maggio Musicale Fiorentino del 1954. La ripresa sonora è più che accettabile e i cantanti (Steber, Del Monaco e Guelfi) sono in gran forma. Straordinariamente intensa  la direzione di Dimitri Mitropoulos. Poi ci sono state altre registrazioni in studio e riprese dal vivo, alcune di buona fattura, ma questa è di assoluto riferimento.

 

 

 

On 29/10/2017 at 23:41, giobar dice:

Grazie, ho visto un po' in rete e tutti invariabilmente ne parlano molto bene. Penso di prenderla.

Cd arrivati e ascoltati subito in forza della grande curiosità. Davvero un'esecuzione formidabile e trascinante: avevo un impegno ma l'ho rinviato volentieri per finire l'ascolto. Mitropoulos qui è incredibile ed è un peccato che la registrazione sia un po' precaria e soprattutto poco trasparente. Mi è piaciuto moltissimo anche Del Monaco, mentre la Steber, pur bravissima e cento volte meglio del soprano ululante che ho sentito due settimane fa, mi ha lasciato un po' il retrogusto (che non apprezzo molto) della cantante d'antan con vezzi che oggi si usano di meno e che, soprattutto, mi paiono poco coerenti con la parte. Ma sono minuzie rispetto a un'incisione che giustamente è ritenuta fondamentale. E con questo ascolto di Mitropoulos, la Fanculla del west vola ancora più in alto nel mio gradimento rispetto alla restante produzione pucciniana.

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4 ore fa, giobar dice:

 

Cd arrivati e ascoltati subito in forza della grande curiosità. Davvero un'esecuzione formidabile e trascinante: avevo un impegno ma l'ho rinviato volentieri per finire l'ascolto. Mitropoulos qui è incredibile ed è un peccato che la registrazione sia un po' precaria e soprattutto poco trasparente. Mi è piaciuto moltissimo anche Del Monaco, mentre la Steber, pur bravissima e cento volte meglio del soprano ululante che ho sentito due settimane fa, mi ha lasciato un po' il retrogusto (che non apprezzo molto) della cantante d'antan con vezzi che oggi si usano di meno e che, soprattutto, mi paiono poco coerenti con la parte. Ma sono minuzie rispetto a un'incisione che giustamente è ritenuta fondamentale. E con questo ascolto di Mitropoulos, la Fanculla del west vola ancora più in alto nel mio gradimento rispetto alla restante produzione pucciniana.

Davvero? pensa che per me la Steber è quella più "in parte" di tutti... sarà una banalità, ma un certo vezzo tipicamente americano in un'opera del genere (tra il dramma, il musical e il western) secondo me ci sta a pennello. Un'altra registrazione imbattibile è questa:

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sì ok la Callas (e chi più di me può amarla?), ma non aveva quell'allure hollywoodiano della diva un po' santa e un po' puttana che hanno alcune eroine pucciniane (aggiungi Manon).

Fanciulla ebbe un (breve) periodo di celebrità, alla Scala l'allestirono più o meno in quel periodo ('58 credo) con la Frazzoni, una specie di Santuzza vestita da Signora del West... nello stesso periodo la incisero la Nilsson (la Callas diede forfait) e la Tebaldi! Tebaldona che, a fine carriera, fu coinvolta in un consunto allestimento del Met di almeno 10 anni prima, che era stato di Dorothy Kirsten, che ebbe successo solo perchè la Tebaldi in America era amatissima, ma che col senno di poi....

6869307

per dire: opera bellissima e sfigatissima, che ha avuto poche interpreti e sempre inadeguate, quantomeno per temperamento, e spesso anche vocalmente.

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12 ore fa, giobar dice:

 

Cd arrivati e ascoltati subito in forza della grande curiosità. Davvero un'esecuzione formidabile e trascinante: avevo un impegno ma l'ho rinviato volentieri per finire l'ascolto. Mitropoulos qui è incredibile ed è un peccato che la registrazione sia un po' precaria e soprattutto poco trasparente. Mi è piaciuto moltissimo anche Del Monaco, mentre la Steber, pur bravissima e cento volte meglio del soprano ululante che ho sentito due settimane fa, mi ha lasciato un po' il retrogusto (che non apprezzo molto) della cantante d'antan con vezzi che oggi si usano di meno e che, soprattutto, mi paiono poco coerenti con la parte. Ma sono minuzie rispetto a un'incisione che giustamente è ritenuta fondamentale. E con questo ascolto di Mitropoulos, la Fanculla del west vola ancora più in alto nel mio gradimento rispetto alla restante produzione pucciniana.

 Non dubitavo, Giobar, che questa registrazione ti sarebbe piaciuta.Tutto il nucleo patetico-drammatico dell'opera sta nel lungo duetto Minnie-Johnson del II Atto.

Il quid drammatico è strano e attraente, di fatto è un equivoco, e consiste nella reciproca convinzione dei due innamorati di essere indegni dell'altro. La Steber e Del Monaco entrano bene nei personaggi ma straordinariamente partecipe e affettuoso appare Mitropoulos, che li accompagna e li assiste in questo loro primo approccio amoroso con eccezionale intensità e resa del singolare clima psicologico:

 

 

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10 ore fa, Majakovskij dice:

6869307

 

Ma è la Tebaldi o Tony Curtis in una sequenza tagliata di A qualcuno piace caldo ? :lol:

Quanto alla Steber, ribadisco che le mie perplessità sono minuzie rispetto a una prestazione che comunque riconosco maiuscola. Però, mentre Del Monaco e gli altri interpreti minori riescono, a mio avviso, a dare un'idea credibile di un contesto rude e senza fronzoli, in cui si inquadra perfettamente anche la stessa storia di passione tra Minnie e Mister Johnson, certe svenevolezze, i portamenti, l'espressione un po' chioccia della Steber mi sembrano un po' fuori luogo: non dimentichiamo che Minnie è quella che riesce a imporre lezioni di lettura e catechismo ai minatori e custodisce il loro tesoro. E ciò non in forza di sdolcinatezze e carinerie campagnole stile Holly Hobbie, ma di un'autorevolezza e di una forza morale che le permettono di fronteggiare, pur essendo lei una donna sola, quel contesto così peculiaree di fare una scelta così di frontiera come quella di iniziare, andando verso l'ignoto, una storia d'amore con un bandito . Premesso che la mia ignoranza in tema di vocalità e di cantanti d'opera mi può far dire corbellerie, per dare un'idea del tipo di approccio più disincantato e "maschio" che potrebbe ricevere il personaggio mi vengono in mente (senza sapere se sia un ruolo adatto alla loro vocalità) cantanti come la Antonacci o la Hannigan. Ecco, ho detto la sciocchezza della domenica :D

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17 ore fa, zeitnote dice:

le hanno già tutte pubblicate, le trascrizioni intendo, in un disco Amadeus. Mi pare pure con la stessa orchestra. Piuttosto, servono più opere orchestrali maderniane in disco, ce ne sono poche e neppure sempre eseguite come si deve!

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2 ore fa, giobar dice:

Ma è la Tebaldi o Tony Curtis in una sequenza tagliata di A qualcuno piace caldo ? :lol:

Quanto alla Steber, ribadisco che le mie perplessità sono minuzie rispetto a una prestazione che comunque riconosco maiuscola. Però, mentre Del Monaco e gli altri interpreti minori riescono, a mio avviso, a dare un'idea credibile di un contesto rude e senza fronzoli, in cui si inquadra perfettamente anche la stessa storia di passione tra Minnie e Mister Johnson, certe svenevolezze, i portamenti, l'espressione un po' chioccia della Steber mi sembrano un po' fuori luogo: non dimentichiamo che Minnie è quella che riesce a imporre lezioni di lettura e catechismo ai minatori e custodisce il loro tesoro. E ciò non in forza di sdolcinatezze e carinerie campagnole stile Holly Hobbie, ma di un'autorevolezza e di una forza morale che le permettono di fronteggiare, pur essendo lei una donna sola, quel contesto così peculiaree di fare una scelta così di frontiera come quella di iniziare, andando verso l'ignoto, una storia d'amore con un bandito . Premesso che la mia ignoranza in tema di vocalità e di cantanti d'opera mi può far dire corbellerie, per dare un'idea del tipo di approccio più disincantato e "maschio" che potrebbe ricevere il personaggio mi vengono in mente (senza sapere se sia un ruolo adatto alla loro vocalità) cantanti come la Antonacci o la Hannigan. Ecco, ho detto la sciocchezza della domenica :D

Hai ragione giobar. Minnie, al di la' delle sdolcinatezze di facciata e del clima vagamente bozzettistico "Golden West" dell'opera, ha una volontà di ferro e crede fermamente, come lo credono molte donne innamorate, nella sua capacità redentrice. D'altra parte, unica donna in un mondo di soli uomini e di uomini soli, e' ben esercitata a svolgere un simile ruolo. Quanto agli esempi che citi, ho capito il concetto ma dissento: la Antonacci e' una mezzosoprano  e la Hannigan è troppo eccentrica, sia per temperamento che per assetto vocale, per cantare  un Puccini che, per quanto avanguardistico, e' pur sempre Puccini, ossia un sostanziale melodista fautore convinto della poetica del "grande dolore in piccole anime".

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3 minuti fa, Pinkerton dice:

Quanto agli esempi che citi, ho capito il concetto ma dissento: la Antonacci e' una mezzosoprano  e la Hannigan è troppo eccentrica, sia per temperamento che per assetto vocale, per cantare  un Puccini che, per quanto avanguardistico, e' pur sempre Puccini, ossia un sostanziale melodista fautore convinto della poetica del "grande dolore in piccole anime".

Con quegli esempi di interpreti poco zuccherose volevo solo far capire che cosa intendevo e mi sembra che si sia capito...:D

Curiosità tecnica: ma la Antonacci non ha una voce che le consente anche ruoli sopranili?  Ignoro peraltro se, tecnicamente, potrebbe affrontare il ruolo di Minnie...

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20 minuti fa, giobar dice:

Curiosità tecnica: ma la Antonacci non ha una voce che le consente anche ruoli sopranili?  Ignoro peraltro se, tecnicamente, potrebbe affrontare il ruolo di Minnie...

Anche se e' un mezzosoprano chiaro, la Antonacci ha qualche difficolta' in acuto anche come mezzosoprano. In ogni caso, certi "atout" acuti, decisi e scoperti, che Fanciulla prevede le sono preclusi. 

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1 ora fa, Pinkerton dice:

Anche se e' un mezzosoprano chiaro, la Antonacci ha qualche difficolta' in acuto anche come mezzosoprano. In ogni caso, certi "atout" acuti, decisi e scoperti, che Fanciulla prevede le sono preclusi. 

sì l'Antonacci è cortissima... poi il problema di Fanciulla è che richiede una vocalità tremenda... il rischio è proprio che vada in bocca alla Nilsson, alla Dimitrova, alle "Turandot" diciamo così, che in fondo col ruolo non c'entrano nulla. Le riflessioni di @giobar sono acute, ma a questo punto, mi vien da dire, chi avrebbe potuto cantare l'opera con efficacia vocale e interpretativa? davvero rimane solo la Callas, che pure avrebbe avuto molte riserve su di un ruolo così "scoperto" come quello (si sa che prediligeva i romanticismi di Felice Romani e i neoclassicismi da tragedia greca).

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