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Beethoven111

Lieder di Schubert

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D'uahahaha, c'era già in libreria! B) Quindi ora è mmmio, è tu-tto mi-o! B)

Durch den Hain

Aus und ein

Schalle heut ein Reim allein:

Die geliebte Müllerin ist mein!

Mein!

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L’opera che pongo alla vostra attenzione è il celeberrimo Gretchen am Spinnrade D118

Meine Ruh' ist hin,

Mein Herz ist schwer,

Ich finde sie nimmer

Und nimmermehr.

Wo ich ihn nicht hab

Ist mir das Grab,

Die ganze Welt

Ist mir vergällt.

Mein armer Kopf

Ist mir verrückt,

Mein armer Sinn

Ist mir zerstückt.

Nach ihm nur schau ich

Zum Fenster hinaus,

Nach ihm nur geh ich

Aus dem Haus.

Sein hoher Gang,

Sein' edle Gestalt,

Seine Mundes Lächeln,

Seiner Augen Gewalt,

Und seiner Rede

Zauberfluß,

Sein Händedruck,

Und ach, sein Kuß!

Meine Ruh' ist hin,

Mein Herz ist schwer,

Ich finde sie nimmer

Und nimmermehr.

Mein Busen drängt sich

Nach ihm hin.

[Ach]1 dürft ich fassen

Und halten ihn,

Und küssen ihn,

So wie ich wollt,

An seinen Küssen

Vergehen sollt!

Perduta ho la pace, ho in cor mille guai;

Ah, no, più non spero trovarla più mai.

M'è buio di tomba ov'egli non è;

Senz'esso un deserto è il mondo per me.

Mio povero capo confuso travolto;

Oh misera, il senno, il senno m'è tolto!

S'io sto al finestrello, ho gl'occhi a lui solo;

S'io sfuggo di casa, sol dietro a lui volo.

Oh, il bel portamento; oh, il vago suo viso!

Qual forza è nei sguardi, che dolce sorriso!

E son le parole un magico rio;

Qual stringer di mano, qual bacio, mio Dio!

Anela congiungersi al suo il mio petto;

Potessi abbracciarlo, tenerlo a me stretto!

Baciarlo potessi, far pago il desir!

Baciarlo! e potessi baciata morir.

la data della sua composizione 19/10/1814 viene considerata simbolicamente come la nascita del Lied Romantico.

Il Lied per pianoforte e voce, fino ad allora considerato un genere minore, grazie a Schubert che lo porta a livelli artistici mai raggiunti prima, esce dall’ambito angusto dell’intrattenimento domestico ed entra a pieno titolo nella vita concertistica al pari della musica da camera.

Lo Schubert adolescente (aveva allora 17 anni) celebra con questo Lied l’incontro con la lirica di Goethe, l’autore che emergerà fra tutti gli altri. Quella scintilla del 1814 fece sì che nei due anni successivi Schubert compose ben 261 Lieder.

Ma in che cosa il Lied schubertiano si differenzia dal passato ?

Non è soltanto la straordinaria invenzione melodica o la varietà degli accompagnamenti e delle forme usate, è l’utilizzo della parte pianistica non come semplice accompagnamento ma precisa illustrazione di un dato psicologico suggerito dal testo, un’integrazione tra parole e musica senza precedenti.

Questo Lied ne è un fulgido esempio, la mano destra con il suo continuo movimento di sestine di semicrome illustra il rumore dell’arcolaio, le note sincopate della sinistra alludono al contrasto di emozioni di Margherita il cui canto sempre più ansioso e frammentato esprime il suo turbamento.

Il Lied raggiunge il culmine quando la musica si interrompe su una settima di dominante che risolve eccezionalmente su una settima diminuita coronata, è il momento in cui Margherita ripensa al bacio di Faust.

Nella seconda parte tutto sembra ripetersi in modo uguale, in realtà il dramma si è consumato, la musica ci ha esplicato ciò che il testo lasciava solo intuire, non vi sarà un lieto fine.

Mi scuso se ho detto cose risapute che ho letto quà e là, però per chi conosce poco Schubert possono essere di stimolo per approfondirne la conoscenza

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L’opera che pongo alla vostra attenzione è il celeberrimo Gretchen am Spinnrade D118

Meine Ruh' ist hin,

Mein Herz ist schwer,

Ich finde sie nimmer

Und nimmermehr.

Wo ich ihn nicht hab

Ist mir das Grab,

Die ganze Welt

Ist mir vergällt.

Mein armer Kopf

Ist mir verrückt,

Mein armer Sinn

Ist mir zerstückt.

Nach ihm nur schau ich

Zum Fenster hinaus,

Nach ihm nur geh ich

Aus dem Haus.

Sein hoher Gang,

Sein' edle Gestalt,

Seine Mundes Lächeln,

Seiner Augen Gewalt,

Und seiner Rede

Zauberfluß,

Sein Händedruck,

Und ach, sein Kuß!

Meine Ruh' ist hin,

Mein Herz ist schwer,

Ich finde sie nimmer

Und nimmermehr.

Mein Busen drängt sich

Nach ihm hin.

[Ach]1 dürft ich fassen

Und halten ihn,

Und küssen ihn,

So wie ich wollt,

An seinen Küssen

Vergehen sollt!

Perduta ho la pace, ho in cor mille guai;

Ah, no, più non spero trovarla più mai.

M'è buio di tomba ov'egli non è;

Senz'esso un deserto è il mondo per me.

Mio povero capo confuso travolto;

Oh misera, il senno, il senno m'è tolto!

S'io sto al finestrello, ho gl'occhi a lui solo;

S'io sfuggo di casa, sol dietro a lui volo.

Oh, il bel portamento; oh, il vago suo viso!

Qual forza è nei sguardi, che dolce sorriso!

E son le parole un magico rio;

Qual stringer di mano, qual bacio, mio Dio!

Anela congiungersi al suo il mio petto;

Potessi abbracciarlo, tenerlo a me stretto!

Baciarlo potessi, far pago il desir!

Baciarlo! e potessi baciata morir.

la data della sua composizione 19/10/1814 viene considerata simbolicamente come la nascita del Lied Romantico.

Il Lied per pianoforte e voce, fino ad allora considerato un genere minore, grazie a Schubert che lo porta a livelli artistici mai raggiunti prima, esce dall’ambito angusto dell’intrattenimento domestico ed entra a pieno titolo nella vita concertistica al pari della musica da camera.

Lo Schubert adolescente (aveva allora 17 anni) celebra con questo Lied l’incontro con la lirica di Goethe, l’autore che emergerà fra tutti gli altri. Quella scintilla del 1814 fece sì che nei due anni successivi Schubert compose ben 261 Lieder.

Ma in che cosa il Lied schubertiano si differenzia dal passato ?

Non è soltanto la straordinaria invenzione melodica o la varietà degli accompagnamenti e delle forme usate, è l’utilizzo della parte pianistica non come semplice accompagnamento ma precisa illustrazione di un dato psicologico suggerito dal testo, un’integrazione tra parole e musica senza precedenti.

Questo Lied ne è un fulgido esempio, la mano destra con il suo continuo movimento di sestine di semicrome illustra il rumore dell’arcolaio, le note sincopate della sinistra alludono al contrasto di emozioni di Margherita il cui canto sempre più ansioso e frammentato esprime il suo turbamento.

Il Lied raggiunge il culmine quando la musica si interrompe su una settima di dominante che risolve eccezionalmente su una settima diminuita coronata, è il momento in cui Margherita ripensa al bacio di Faust.

Nella seconda parte tutto sembra ripetersi in modo uguale, in realtà il dramma si è consumato, la musica ci ha esplicato ciò che il testo lasciava solo intuire, non vi sarà un lieto fine.

Mi scuso se ho detto cose risapute che ho letto quà e là, però per chi conosce poco Schubert possono essere di stimolo per approfondirne la conoscenza

Che bella traduzione, è tua? oppure l'hai trovata da qualche parte? se l'hai trovata, mi potresti dire dove?

GRazie mille,

Vale

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in questo ci sono i testi con varie traduzioni (molte delle quali fortunatamente in italiano)

Che bella traduzione, è tua? oppure l'hai trovata da qualche parte? se l'hai trovata, mi potresti dire dove?

GRazie mille,

Vale

No non è mia, io e il tedesco non siamo molto intimi :lol:

La traduzione l'ho presa dal sito che avevo citato nel post che ho riportato quà sopra.

ciao

lichtental

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ao, volevo sapere se esistono incisioni della Schöne Müllerin o del(la) Winterreise cantate da cantanti donne

Mi rispondo da sola.

Oggi dal discaio ho trovato questo:

http://www.onyxclassics.com/mp3detail.php?...Number=ONYX4010

Ahimè, sentendo le parti scaricabili dal sito l'era meglio non averlo trovato... :girl_impossible:

Altre incisioni? E della Müllerin?

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Se qualcuno ne sa di più (o se sa le lingue per cui può tradurre qualcosa che trova in internet...), mi piacerebbe avere maggiori notizie su Der Hirt auf dem Felsen, ultimo lied di Schubert.

Leggo che fu "scritto su richiesta del soprano Anna Milder-Hauptmann". Si tratta della stessa Hauptmann di Beethoven? Singolare, una nobildonna che si mette nei panni di un pastore innamorato!

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Se qualcuno ne sa di più (o se sa le lingue per cui può tradurre qualcosa che trova in internet...), mi piacerebbe avere maggiori notizie su Der Hirt auf dem Felsen, ultimo lied di Schubert.

Leggo che fu "scritto su richiesta del soprano Anna Milder-Hauptmann". Si tratta della stessa Hauptmann di Beethoven? Singolare, una nobildonna che si mette nei panni di un pastore innamorato!

Ho trovato qualcosina su internet, eccola quà tradotta (da me in modo pessimo) al volo:

L’amicizia tra Franz Schubert e il soprano Anna Milder-Hauptmann è molto importante per la genesi di Der Hirt auf dem Felsen.

Milder-Hauptmann, ben conosciuta come Leonora di Beethoven nelle prime tre produzioni del Fidelio, era un’amica di Schubert e grande ammiratrice dei suoi Lieder.

Ella gli chiese molte volte di comporre un Lied con caratteristiche ben specifiche per lei da cantare nei suoi recital.

Dopo aver lasciato gli anni passare, Schubert alla fine compose Der Hirt auf dem Felsen per lei nel 1828.

Il lied è in parte rimarchevole anche per le sue molte connessioni al Fidelio di Beethoven.

Tristemente, Schubert morì prima di poter presentare il Lied a Milder-Hauptmann.

Il fratello di Franz, Ferdinand, glielo mandò tramite Joahnn Michael Vogl (suo collega e primo insegnante) nel 1829.

Der Hirt auf dem Felsen è relazionato a due arie cruciali del Fidelio, “Komm, Hoffnung, Lass den letzen Stern” e “Gott! Welch Dunkel hier! …In des Lebens Fruhlingstagen.”

Inoltre, connessioni possono essere fatte tra il lied di Schubert e il ciclo di Beethoven “An die Ferne Geliebte”.

All’interno dei suoi lavori, connessioni possono essere fatte tra Der Hirt auf dem Felsen e Auf dem Strom, il solo altro lied per voce e strumento a fiato.

In ultimo, alcune connessioni possono essere fatte tra Der Hirt auf dem Felsen e “Parto, parto” aria dal primo atto della Clemenza di Tito di Mozart.

la ricerca continua ...

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LITANEI LITANIA

(J. G. Jacobi)

Ruhn in Frieden alle Seelen, Tutte le anime riposano in pace

die vollbracht ein banges Quälen, quelle che compirono paurosi tormenti

die vollendet süßen Traum, che terminarono un dolce sogno,

lebenßatt, geboren kaum, stanche di vivere, nate appena

aus der Welt hinüberschieden: e dal mondo separate

alle Seelen ruhn in Frieden! tutte le anime riposano in pace!

Liebevoller Mädchen Seelen, Anime di ragazze piene d' amore

Deren Tränen nicht zu zählen, Le cui lacrime non si contano

Die ein falscher Freund verliess, Che un falso amico abbandonò

Und die blinde We It verstiess: Che il cieco mondo ripudiò

Alle, die von hinnen schieden, e dal mondo separate

alle Seelen ruhn in Frieden! tutte le anime riposano in pace!

Und die nie der Sonne lachten, E risero il basso sole

Unterm Mond auf dornen wachten, Sotto la luna, su spine vegliarono

Gott im reinen Himmelslicht Dio in pure canzoni celesti

Einst zu sehn von Angesicht: Prima di vederlo di persona

Alle, die von hinnen schieden, e dal mondo separate

alle Seelen ruhn in Frieden! tutte le anime riposano in pace

Oh, grazie davvero!

Non sa quante volte l'ho ascoltata senza conoscere il testo, era già bellissima anche così...

Qui ne potete ascoltare un pezzettino: http://www.amazon.co.uk/Schubert-Lieder-Franz/dp/B00005NPJU

Vedo che sempre qui sopra c'è anche Der Winterabend D938, altro lied che adoro

DER WINTERABEND D938

Es ist so still, so heimlich um mich.

Die Sonn ist unten, der Tag entwich.

Wie schnell nun heran der Abend graut.

Mir ist es recht, sonst ist mir's zu laut.

Jetzt aber ist's ruhig, es hämmert kein Schmied,

Kein Klempner, das Volk verlief, und ist müd.

Und selbst, daß nicht rassle der Wagen Lauf,

Zog Decken der Schnee durch die Gassen auf.

Wie tut mir so wohl der selige Frieden!

Da sitz ich im Dunkel, ganz abgeschieden.

So ganz für mich. Nur der Mondenschein

Kommt leise zu mir ins Gemach [herein]1.

Er kennt mich schon und läßt mich schweigen.

Nimmt nur seine Arbeit, die Spindel, das Gold,

Und spinnet stille, webt, und lächelt hold,

Und hängt dann sein schimmerndes Schleiertuch

Ringsum an Gerät und Wänden aus.

Ist gar ein stiller, ein lieber Besuch,

Macht mir gar keine Unruh im Haus.

Will er bleiben, so hat er Ort,

Freut's ihn nimmer, so geht er fort.

Ich sitze dann stumm in Fenster gern,

Und schaue hinauf in Gewölk und Stern.

Denke zurück, ach weit, gar weit,

In eine schöne, verschwundne Zeit.

Denk an sie, an das Glück der Minne,

Seufze still und sinne, und sinne.

LA SERA D'INVERNO

Tutto è così silenzioso e nascosto intorno a me,

Il sole è tramontato, il giorno è finito.

Come ingrigisce rapidamente ora la sera,

Mi piace tanto, il giorno è troppo rumoroso per me.

Ma ora tutto è tranquillo,

Nessun maniscalco picchia con il martello,

Nessuno stagnino, la gente si è dissipata, ed è stanca;

E, per far tacere lo sferragliamento delle carrozze,

La neve ha posato un manto sulle strade.

Com'è bello avere questa santa pace!

Siedo qui nell'oscurità, tutto solo

Tranquillo da solo. Soltanto il chiaro di luna

Entra tranquillamente nella mia stanza.

Mi conosce e mi lascia tacere,

Prende solo il suo lavoro, il fuso, l'oro

E fila in silenzio, e sorride serenamente,

Poi appende il suo scintillante velo

Sulla mobilia e sui muri tutt'intorno.

È un'amata visitatrice silenziosa,

Che non disturba la casa.

Se vuole restare c'è spazio,

Se non vi trova gioia se ne va via.

Allora mi piace sedere alla finestra silenzioso,

E alzare gli occhi alle nubi e alle stelle.

Ripenso a molto, molto tempo fa,

A un bel passato svanito.

Penso a lei, alla gioia dell'amore,

Dolcemente sospiro, e medito, e medito...

Di una malinconia...! :(

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Qualcuno ha qualche notizia del lied "Amalia", D195?

Nel libro di traduzioni della Mrs Santandrea manca. Volevo sapere se per caso sta sotto un altro titolo o se se n'è proprio dimenticata. Nel sito coi testi è segnalato, nel catalogo pure, nel sito di partiture idem... Boh, non si spiega questa lacuna...

Testo originale

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Guest Janacek

Allora, ho ripescato un vecchio libro che credevo perso negli scatoloni dell'università con i testi e le traduzioni di diversi Lieder da Mozart a Berg (e anche oltre, mi pare ci sia anche Krenek). Non è un libro enorme per cui non ci sarà tutto, però se serve qualcosa posso contribuire anch'io. Se volete vi faccio la lista dei Lieder di cui ho la traduzione così mi dite quali urgono di più.

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Allora, ho ripescato un vecchio libro che credevo perso negli scatoloni dell'università con i testi e le traduzioni di diversi Lieder da Mozart a Berg (e anche oltre, mi pare ci sia anche Krenek). Non è un libro enorme per cui non ci sarà tutto, però se serve qualcosa posso contribuire anch'io. Se volete vi faccio la lista dei Lieder di cui ho la traduzione così mi dite quali urgono di più.

Per ora l'unico che manca nel libro che dovrebbe contenere tutte le traduzioni è appunto questo "Amalia"...

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Guest Janacek
Per ora l'unico che manca nel libro che dovrebbe contenere tutte le traduzioni è appunto questo "Amalia"...

Allora niente, mi sa che non posso aiutarvi. Torno nell'ombra...

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Qualcuno ha qualche notizia del lied "Amalia", D195?

Nel libro di traduzioni della Mrs Santandrea manca. Volevo sapere se per caso sta sotto un altro titolo o se se n'è proprio dimenticata. Nel sito coi testi è segnalato, nel catalogo pure, nel sito di partiture idem... Boh, non si spiega questa lacuna...

Testo originale

Ecco la traduzione:

Bello come un angelo colmo della gioia del Walhalla

Bello tra tutti i giovani egli era,

d'una mitezza celeste il suo sguardo, come il sole di maggio,

riflesso nello specchio blu del mare.

I suoi baci – sensazione paradisiaca!

Come s'intrecciano due fiamme, come

Suoni d'arpa accordati l'un con l'altro

Nell'armonia celeste –

Così caddero, volarono, si sciolsero anima nell'anima,

labbra, gote arsero, tremarono

si fusero una nell'altra – e la terra e cielo fluttuarono

come dissolti intorno agli amanti!

Se n'è andato – invano, ah inutilmente

Si mandano inquieti sospiri per lui!

È andato, e tutta la passione dell'amore

Spande [nell'aria] un vano lamento!

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Posto una pagina di celeberrima letteratura manniana

...è una canzone, uno di quei Lieder - patrimonio popolare e opera d'arte insieme, che appunto da questo insieme riceve la sua particolare impronta spirituale e cultiurale. A che le ambagi?...Era la Canzone del Tiglio di Schubert, nient'altro che il notissimo Am Brunnen vor dem Tore.

[...] Sappiamo tutti come sulle labbra del popolo e dei fanciulli la stupenda canzone sia un po' diversa che nella sua forma artistica. Là viene cantata di solito semplificata, strofa per strofa secondo la melodia principale, mentre nell'originale questa linea popolare modula in minore già con la seconda delle strofe di otto versi, per ritornare al maggiore, con magnifico effetto, già nel quinto verso, ma risolversi drammaticamente nei successivi kalte Winde, venti freddi, quando essi portano via il cappello, e ritrovarsi soltanto agli ultimi quattro versi della terza strofa, i quali vengono ripetuti, affinchè la melodia possa concludersi. La vera e propria svolta travolgente della melodia compare tre volte e precisamente nella sua seconda metà modulante, la terza volta dunque alla ripresa dell'ultima semistrofa: "Nun bin ich manche Stunde". Questa svolta prestigiosa, che non vorremmo sciupare con parole, coincide con le frasi "So manches liebe Wort", "Als riefen sie mir zu", "Entfernt von jenem Ort" [...]. Nella ripetizione dell'ultimo verso però, "Du fändest Ruhe dort" [il tenore] cantava il fändest la prima volta a pieni polmoni, con ardente desiderio, e soltanto la seconda volta col più tenero flautato.

Questo volevamo dire del Lied e del modo di cantarlo. Vorremmo lusingarci di essere riusciti in casi precedenti a ispirare ai nostri ascoltatori un'approssimativa comprensione dell'intima simpatia che Castorp provava per i numeri perferiti dei suoi concerti notturni. Ma quella di far capire che cosa significasse per lui quest'ultimo numero, la vecchia Canzone del Tiglio, è certo un'impresa assai scabrosa [...]

Il Lied era molto rilevante per lui, significava un mondo intero, e precisamente un mondo che egli doveva amare, perchè altrimenti non si sarebbe così pazzamente innamorato del simbolo che lo sostituiva. Siamo consci di quel che diciamo quando - forse un po' oscuramente - aggiungiamo che la sua sorte sarebbe stata diversa se l'animo suo non fosse stato accessibilissimo alle bellezze sentimentali, all'atteggamento spirituale in genere che il Lied riassumeva in modo così intimo e misterioso. Ma proprio quella sorte aveva creato sviluppi, avventure, intenzioni, gli aveva posto problemi di governo che l'avevano maturato ad un'intuitiva critica di quel mondo, di quel suo simbolo assolutamente ammirevole, di quel suo amore, ed erano tali da sottoporre tutti e tre ai dubbi della sua coscienza.

[...] Ma in che consistevano i dubbi della coscienza e del governo di Castorp circa la superiore liceità del suo amore per l'affascinante canzone e il suo mondo? Qual'era stato questo mondo retrostante, che secondo il presentimento della sua coscienza doveva essere un mondo d'amore proibito?

Era la morte.

Palese follia! Come? Una canzone così meravigliosa? Un puro capolavoro sorto dalle estreme e più sacre profondità dell'anima popolare; un sublime tesoro, il prototipo dell'intimità! Quale odioso vilipendio!

Eppure dietro questo lavoro soave sta la morte. Esso mantiene relazioni con la morte, che si possono anche amare, ma non senza rendersi conto, nei presentimenti d'uno che vuol governare, di una data non liceità di questo amore. Secondo la sua originaria natura può non essere simpatia per la morte, bensì qualcosa di molto popolare e vitale, ma la relativa simpatia spirituale è simpatia per la morte,... pura religiosità, del tutto sensata al suo principio, non lo si dovrebbe minimamente contestare; ma al suo seguito si trovano prodotti delle tenebre.[...]

Il soave canto della nostalgia, l'atmosfera cordiale cui apparteneva, e l'amorosa inclinazione verso quell'atmosfera dovevano forse essere..."sintomi di malattia"? Niente affatto. Erano quanto di più sano e cordiale esiste al mondo. Ma questo è un frutto che, fresco e splendente e sano in questo istante o un momento fa, tende nettamente a decomporsi e marcire, e, purissimo conforto dell'animo se gustato al momento giusto, dal successivo momento non giusto diffonde putredine e rovina nell'umanità che lo gusta. E' un frutto di vita, generato dalla morte e di morte pregno. Un miracolo dell'anima,... il più sublime forse al cospetto della bellezza incosciente e da essa benedetto, ma per motivi plausibili, considerato con diffidenza dall'occhio dell'amicizia per la vita, governante con responsabilità, dell'amore per il mondo organico, e oggetto del superamento di se in base all'ultimo responso della coscienza. [...]

Non occorre più genio, ma soltanto assai più ingegno di quanto non avesse l'autore della canzone del Tiglio, per conferire, come mago dell'anima, proporzioni gigantesche alla canzone e con essa assoggettare il mondo. Probabilmente vi si possono fondare regni, regni terreni-troppo terreni, molto vigorosi e progressivi e, a rigore, niente affatto nostalgici,... nei quali la canzone si sciupa diventando musica da grammofono elettrico. Ma il suo figlio mgliore deve essere colui che nel superamento di se consuma la vita e muore, con sulle labbra la nuova parola dell'amore che non sa ancora pronunciare... Merita, la magica canzone, che per essa si muoia! Ma chi per essa muore, non muore già più per essa ed è un eroe soltanto perchè, in fondo, muore per il nuovo, avendo in cuore la nuova parloa dell'amore e dell'avvenire...

-Thomas Mann-

-E. Pocar (trad)-

---

Il testo:

Am Brunnen vor dem Tore

Da steht ein Lindenbaum;

Ich träumt in seinem Schatten

So manchen süßen Traum.

Ich schnitt in seine Rinde

So manches liebe Wort;

Es zog in Freud' und Leide

Zu ihm mich immer fort.

Ich mußt' auch heute wandern

Vorbei in tiefer Nacht,

Da hab' ich noch im Dunkel

Die Augen zugemacht.

Und seine Zweige rauschten,

Als riefen sie mir zu:

Komm her zu mir, Geselle,

Hier find'st du deine Ruh'!

Die kalten Winde bliesen

Mir grad ins Angesicht;

Der Hut flog mir vom Kopfe,

Ich wendete mich nicht.

Nun bin ich manche Stunde

Entfernt von jenem Ort,

Und immer hör' ich's rauschen:

Du fändest Ruhe dort!

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Mi rispondo da sola.

Oggi dal discaio ho trovato questo:

http://www.onyxclassics.com/mp3detail.php?...Number=ONYX4010

Ahimè, sentendo le parti scaricabili dal sito l'era meglio non averlo trovato... :girl_impossible:

Altre incisioni? E della Müllerin?

Mi ri-rispondo da sola:

Oggi ho pigliato questo:

41KP0P52WNL._SS500_.jpg

Non è malino, Gute Nacht mi è sembrato un po' troppo piatto, il Lindenbaum non è male anche se non si può attaccare l' "Ich musst" con un f come fa la Ludwig! Die Post è lentissimo e poco chiaro. Gli altri lieder però mi sembrano molto buoni, il cd secondo me merita di essere preso

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Der Wanderer, D489

Ich komme vom Gebirge her,

Es dampft das Tal, es braust das Meer.

Ich wandle still, bin wenig froh,

Und immer fragt der Seufzer, wo?

Die Sonne dünkt mich hier so kalt,

Die Blüte welk, das Leben alt,

Und was sie reden, leerer Schall;

Ich bin ein Fremdling überall.

Wo bist du, mein geliebtes Land?

Gesucht, geahnt, und nie gekannt!

Das Land, das Land so hoffnungsgrün,

Das Land, wo meine Rosen blühn.

Wo meine Freunde wandelnd gehn,

Wo meine Toten auferstehn,

Das Land, das meine Sprache spricht,

O Land, wo bist du? . . .

Ich wandle still, bin wenig froh,

Und immer fragt der Seufzer, wo?

Im Geisterhauch tönt's mir zurück:

"Dort, wo du nicht bist, dort ist das Glück."

_________________________________________

Il viandante

Vengo dalle montagne,

la valle esala vapore, il mare infuria.

Vengo silenzioso, sono scontento.

E sempre mi domando sospirando: dove?

Qui il sole sembra così freddo,

i fiori appassiti, la vita vecchia,

e quello che dicono gli uomini vacuo rumore.

Ovunque sono un forestiero.

Dove sei, mio amato paese?

Cercato, sognato, e mai conosciuto,

Il paese, il paese così verde di speranza,

Il paese dove fioriscono le mie rose!

Dove passeggiano i miei amici,

dove resuscitano i miei morti,

il paese che parla la mia lingua,

O paese, dove sei?

Vago silenzioso, sono scontento,

e sempre mi domando sospirando: dove?

Una voce misteriosa mi risponde:

Là, dove tu non sei, là c'è la felicità...

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Qualcuno ha il Winterreise con Richter e Schreier o conosce un qualche sito dove sia possibile ascoltarne qualche estratto?

Non so quanto ti possa esser utile ma QUI c'è un sito che permette di ascoltarne qualche passo significativo. Personalmente sono "sentimentalmente" attaccato alla Winterreise di Hans Hotter con Gerald Moore.

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Non so quanto ti possa esser utile ma QUI c'è un sito che permette di ascoltarne qualche passo significativo. Personalmente sono "sentimentalmente" attaccato alla Winterreise di Hans Hotter con Gerald Moore.

Grazie per il sito.

Io ho:

Dieskau - Moore

Dieskau - Demus

Holl - Grubert

Ludwig-Levine

Credo che piangerei pure se lo sentissi eseguito dal peggior cantante sulla faccia della terra; eppure ancora tra tutte queste interpretazioni non ne ho trovata una che mi soddisfi pienamente, peccato.

Questa di Schreier e Richter non sembra niente male davvero, peccato si possa sentire così poco

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Guest Janacek

Oddio no, però così a botta l'idea del Winterreise orchestrato mi suscita una sensazione mista fra l'orticaria e l'attacco di nausea. :scratch_one-s_head:

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Guest Norbe
Oddio no, però così a botta l'idea del Winterreise orchestrato mi suscita una sensazione mista fra l'orticaria e l'attacco di nausea. :scratch_one-s_head:

Questa versione ti farebbe ammalare di brutto, soprattutto perchè prevede percussioni, strumenti strani, fisarmoniche... :cat_shocked: Riamaniamo all'originale, vah.

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Mai sentito il Winterreise nell'orchestrazione di Hans Zender?

Mah... certo che a questo punto si potrebbe pure pensare di essere autorizzati ad aggiungere il rondò alla 111...

Per che etichetta la trovo?

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