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LudwigII

Joseph Haydn (1732-1809)

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Anch'io vorrei parlare solo di musica; il guaio è che si finisce puntualmente per parlare di fantastoria della musica e un topic su un autore diventa un topic contro l'autore stesso.

Ti accontento subito. Vorrei segnalare, già lo feci altrove, due splendide Sinfonie del periodo cosiddetto "classico": la n.53 "Imperiale" e la quasi contemporanea n.54. Una meglio dell'altra, un vero piacere da gustarsi. Tuttavia, non mi smentisco mai, segnalo che la n.53 (che ha ben quattro versioni diverse del finale!) fa parte del gruppo di 28 anonimi del "fondo-Lucchesi" di Modena. Segnalo anche che il secondo finale della n.53 (eseguito da Adam Fischer nell'integrale Brilliant) coincide completamente col primo movimento della n.62 (anch'essa nel fondo modenese), che però contiene meno strumenti. Curioso che lo stesso brano funzioni bene sia come primo che quarto movimento in due diverse sinfonie, vero?

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Ti accontento subito. Vorrei segnalare, già lo feci altrove, due splendide Sinfonie del periodo cosiddetto "classico": la n.53 "Imperiale" e la quasi contemporanea n.54. Una meglio dell'altra, un vero piacere da gustarsi. Tuttavia, non mi smentisco mai, segnalo che la n.53 (che ha ben quattro versioni diverse del finale!) fa parte del gruppo di 28 anonimi del "fondo-Lucchesi" di Modena. Segnalo anche che il secondo finale della n.53 (eseguito da Adam Fischer nell'integrale Brilliant) coincide completamente col primo movimento della n.62 (anch'essa nel fondo modenese), che però contiene meno strumenti. Curioso che lo stesso brano funzioni bene sia come primo che quarto movimento in due diverse sinfonie, vero?

"Taboga stesso ammette che l'inventario del fondo è generico (non sono specificati gli autori di un pacchetto di sinfonie) e che alcuni di questi stessi manoscritti sono stati inventariati più volte, per cui, a questo punto, se l'inventario non è affidabile, la teoria traballa" (Logi) A proposito, è possibile creare un bel topic per i complottisti e poter finalmente discutere di Haydn in santa pace senza gettargli fango addosso?

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Mi pare che lo sport preferito di alcuni grandi compositori fosse proprio quello di parlar mare dei colleghi, vivi o morti. Il punto è che nessuno si è mai scandalizzato per questo: Mozart definisce "musica da far scappare i cani" quella dei suoi contemporanei. Mai nessuno che abbia stigmatizzato questa frase: tanto più che Haydn, Gluck e tanti altri erano compresi nella lista.

La data 1812 si riferisce alla pubblicazione, avvenuta dopo le biografie non "dal vivo" di Griesinger e un altro che ora non ricordo. Nel 1809 "Le haydine" erano già belle che scritte.

Sì, ma solo quando sono state pubblicate quel parere è diventato di dominio pubblico. Troppo tardi perché il buon Joseph potesse conoscerlo e ripagare Carpani di ugual moneta.

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Sinfonia N° 37 in do maggiore (1758)

- Il ritrovamento di una copia datata 1758 ha permesso di stabilire con certezza che questa sinfonia è una delle primissime. Ciò è tanto più sorprendente in quanto si tratta di una pagina sotto vari aspetti più matura delle sinfonie della stessa epoca

- Ma l'evoluzione di Haydn sì compì certo gradualmente, partendo però da posizioni già avanzate o dichiaratamente sperimentali

- Questa sinfonia già reca in modo stupefacente tutte le caratteristiche della sinfonia haydniana, compresa la forma in quattro movimenti, con il minuetto addirittura spostato in seconda posizione (novità comune alla Nona Sinfonia di Beethoven !!)

Presto

- una frase accentata, i cui nodi espressivi sono sottolineati da timpani e trombe, garantisce effetti "speciali" per la tonalità celebrativa di do maggiore

Minuetto

- uno dei minuetti meglio costruiti per mezzo dei noti metodi di ritmi puntati e terzine

- il trio per soli archi, in minore, crea con i suoi effetti folcloristici un notevole contrasto con la solennità pomposa

Andante

- la pagina più originale, smentisce l'impressione suscitata da altre sinfonie che Haydn stentasse a scrivere vere melodie

- anche qui si nota il tratto comune dei ritmi puntati e note ribattute

- la felice distribuzione delle pause all'interno delle battute contribuisce all'efficacia della costruzione melodica

- la seconda parte (a 2'26) giocata sull'alternanza di forte e piano movimenta l'atmosfera generale contemplativa, anticipando gli episodi drammatici degli andanti posteriori

Presto

- un brano conciso aperto da una terzina esultante ripetuta poi varie volte nel corso dell'esposizione e dello sviluppo conclude amabilmente questa sinfonia in do maggiore "sentita"

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A proposito, è possibile creare un bel topic per i complottisti e poter finalmente discutere di Haydn in santa pace senza gettargli fango addosso?

sottoscrivo ! Caro Conte Caramella non se la prenda a male se la invitiamo a discutere delle questioni che le stanno a cuore aprendo un altro topic dedicato ai complotti.

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Sinfonia N° 107 ("B") in si bemolle maggiore (1759-1760 ca)

- un'opera per lungo tempo conosciuta come "Partita", ma per una serie di considerazioni che non sto qui a riportare si puo' tranquillamente considerare come uno dei primi tentativi di sinfonia in quattro movimenti

Allegro molto

- costruito per mezzo di un unico tema su ritmi barocchi, abbellito da trilli alla moda austriaca

- breve e privo di sviluppo : questi sono i caratteri che lo imparentano al genere leggero delle partite o divertimenti

Minuetto

- costruito con abilità su un ritmo antiquato, il tema si presenta ripartito tra archi e fiati

- nel trio inaspettata comparsa del fagotto solista con una melodia cupa dal profumo balcanico

Andante

- movimento leggiadro, tutto immerso in un'atmosfera cantabile corelliana d'altri tempi che Haydn ingloberà nel proprio stile anche in sinfonie successive

- la limpida melodia viene esposta in imitazione dai vari gruppi di archi con qualche effetto di dissonanza che anticipa l'adagio della sinfonia N° 22 "Filosofo"

Presto

- calcolando il numero delle battute (95) doppio rispetto al primo tempo, si ha un'idea dello squilibrio di cui soffre questa sinfonia, in cui il finale è ben più significativo degli altri tempi

- influenze italiane : il primo tema con le sue note ribattute e i salti di ottava richiama la scuola operistica napoletana (che tanto piace al nostro Hanno :D), il secondo con la sua leggerezza pare invece presagire il Cimarosa

- si possono infatti riassumere in 5 le fonti o "scuole" a cui Haydn poteva attingere all'epoca per la sinfonia : Vienna (Georg Matthias Monn), Mannheim (Carl Stamitz), Napoli, Parigi (barocco celebrativo) e Berlino (C.P.E. Bach)

- stupefacenti progressi nello sviluppo (a 0'52) dove si assiste ad una modifica del primo tema attaverso l'aumentazione o diminuzione degli intervalli, una drammatizzazione espressiva, processo fondamentale della futura sinfonia haydniana

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Sì, ma solo quando sono state pubblicate quel parere è diventato di dominio pubblico. Troppo tardi perché il buon Joseph potesse conoscerlo e ripagare Carpani di ugual moneta.

Ricorda che la "moneta" di Carpani, contemporanea o postuma che sia, è dovuta a fatti accaduti realmente: il rispetto è una cosa, la realtà è una cosa diversa.

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"Taboga stesso ammette che l'inventario del fondo è generico (non sono specificati gli autori di un pacchetto di sinfonie) e che alcuni di questi stessi manoscritti sono stati inventariati più volte, per cui, a questo punto, se l'inventario non è affidabile, la teoria traballa" (Logi) A proposito, è possibile creare un bel topic per i complottisti e poter finalmente discutere di Haydn in santa pace senza gettargli fango addosso?

Gradiresti indicarmi questa fonte? Mi interessa molto leggere le reazioni, specie se documentate, al caso-Luchesi. A dimostrazione che se trovassi "teorie" altrettanto lucide e credibili (come Taboga, cui tutto si può dire, fuorchè non sia documentato) potrei sempre modificare l'idea. Grazie.

Comunque, da quel che ho letto, è vero che l'inventario (Neefe 1784) fu fatto anche su archivi bonnensi già inventariati: è proprio quello, a mio avviso, che conferma la teoria di Taboga: se sono ancora precedenti quando mai sarà stata scritta la "Nelson-Mass" o "Le ultime sette parole"? Non certo nelle date riportate da più fonti. Semmai sono ancora da retrodatare... E comunque il nome del compositore nel 1784 manca sempre. Perchè?

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"Taboga stesso ammette che l'inventario del fondo è generico (non sono specificati gli autori di un pacchetto di sinfonie) e che alcuni di questi stessi manoscritti sono stati inventariati più volte, per cui, a questo punto, se l'inventario non è affidabile, la teoria traballa" (Logi) A proposito, è possibile creare un bel topic per i complottisti e poter finalmente discutere di Haydn in santa pace senza gettargli fango addosso?

Comunque hai cambiato discorso. Cosa pensi delle due sinfonie da me citate?

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io sono del parere che la musica parli chiaro!la musica di haydn nn può essere scritta dalla stessa persona che ha scritto quella di mozart,è categorico!chi dice stè cose probabilmente nn ha mai preso una partitura in mano!

ad esempio ieri ho letto la sonata n.17 di haydn ,in mibemolle maggiore(è una delle più famose,nonchè delle migliori)ed è infinitamente diversa da qualsiasi pezzo pianistico del salisburghese.la forma sonata del primo tempo è molto meno "perfetta" di quella mozartiana,gli elementi nn sono tutti chiari e le idee sono disposte in maniera meno ordinata.in compenso il pianismo è però leggermente più sviluppato,ricorda già beethoven e lo sviluppo è più ardito(addirittura dopo un accordo di sol maggiore lungo,ripropone un tema dello sviluppo nella lontanissima tonalità di mi magg!),ma anche più discutibile. haydn sembra spingersi più avanti,sembra voglia mettersi in gioco,ma per questo mi risulta cmq meno incantevole di mozart,che riesce, a colpi di genio, a nn stancare mai pur usando sempre lo stesso procedimento:il suo uso della forma sonata è quasi metafisico,è l'essenza,la perfezione,ma mai subordinato alla coerenza melodica, armonica e strumentale.il suo comporre in forma- sonata è paragonabile al modo in cui bach plasma la fuga.ma parliamo di haydn....il secondo movimento è in schema a-b-a1 ,(il primo tema ricorda vagamente il tema del secondo tempo dell'op.81a di beethoven)ed è pianisticamente molto interessante:è ricco di volatine,anche a mani unite,e di arpeggi.Il terzo tempo è un vero capolavoro.un originalissimo tema su note ribattute, ripetuto poi,e la cosa è di ottimo effetto!,un tono sopra e sviluppato in forma sonata.

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Gradiresti indicarmi questa fonte? Mi interessa molto leggere le reazioni, specie se documentate, al caso-Luchesi. A dimostrazione che se trovassi "teorie" altrettanto lucide e credibili (come Taboga, cui tutto si può dire, fuorchè non sia documentato) potrei sempre modificare l'idea. Grazie.

Comunque, da quel che ho letto, è vero che l'inventario (Neefe 1784) fu fatto anche su archivi bonnensi già inventariati: è proprio quello, a mio avviso, che conferma la teoria di Taboga: se sono ancora precedenti quando mai sarà stata scritta la "Nelson-Mass" o "Le ultime sette parole"? Non certo nelle date riportate da più fonti. Semmai sono ancora da retrodatare... E comunque il nome del compositore nel 1784 manca sempre. Perchè?

io l'ho trovato,si tratta di un altro forum,ma nn so se posso dartelo ,potrebbero bannarmi.cmq si parla del caso-luchesi e c'è il solito antipaticone che crede di conoscere la verità!

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io l'ho trovato,si tratta di un altro forum,ma nn so se posso dartelo ,potrebbero bannarmi.cmq si parla del caso-luchesi e c'è il solito antipaticone che crede di conoscere la verità!

Grazie Bernardo, credevo che il buon Kraus avesse fonti un po' più "ufficiali": mi sembrava strano.

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Grazie Bernardo, credevo che il buon Kraus avesse fonti un po' più "ufficiali": mi sembrava strano.

prego...cmq credo sia un musicologo,ma nn famoso,credo.

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E una bella biografia non romanzata esiste? Anche in inglese andrebbe bene.

Ciao Alucard e ciao a tutti,

ovviamente va benissimo la raccolta di lettere nel Robbins-Landon "grande" in inglese, che ti è stata segnalata da Ludwig II, ma è probabilm. più accessibile il Robbins Landon "piccolo" (molto noto) Robbins Landon e Wyn Jones Haydn, edito da Rusconi (ne ho una copia del 1988, ma sicuramente è stato ristampato anche dopo).

Alterna i capitoli biografici con quelli di analisi di opere di ciascun periodo

Bud

chiedo scusa: ma il "Gregor" da dove salta fuori?

dove si possonio trovare in rete le partiture delle (o di alcune) sinfonie? per le sonate ho trovato facilmente, e così per qualche quartetto

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Ciao a tutti

stiamo parlando delle sinfonie del periodo "barocco",

è da parecchio tempo che non le riascolto, chi me ne sa indicare una incisione discografica accessibile e capace di renderle davvero bene, con tutta la loro ricchezza di colori?

ne ricordo una vecchissima, in vinile, della CBS con Max Goberman alla guida dell'Orchestra dell'Opera di Stato di Vienna, che allora, da ragazzo, trovavo entusiasmante.

Dovrò cercare se ne è stato fatta qualche riedizione in CD - chi l'ha sentita? chi ne sa qualcosa?

Ricordo come vibrava il violoncello nel curioso Trio di "Le Matin"

Avrei voluto sentire parlare un pò più a lungo della "serenata" nel II tempo della n° 4, che è uno di quei brani che "bucano" l'orecchio, "graceful ghost" (l'ombra di Pergolesi?) incontrato per caso ...

ciao a tutti...

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si dimenticò nel 1776 di citare sul suo curriculum 60 Sinfonie (R.Landon lo giustifica affermando che "la sinfonia allora era un genere minore".

Caro Conte,

forse le polemiche è meglio spostarle in altra sede, dove hanno migliore probabilità di ricevere risposte accurate, visto che qui si cerca di parlare d'altro.

Non pretendo di mettere parola nella difficile questione sollevata da Taboga, che ha ovviamente il suo interesse, ma che non si può pretendere di risolvere esigendo delle conversioni "en masse" al verbo del suddetto musicologo.

Se ha un pò di cognizione di come avvengono le "rivoluzioni scientifiche" nei vari campi, dovrebbe sapere che un "nuovo paradigma" che ne voglia sostituire uno vecchio deve giungere ad un minimo di compiutezza per poter ricomporre in modo alternativo il quadro che infrange. E nel nostro caso non basta semplicemente il tirar fuori ogni tanto dal cappello la parola magica "scuola vallottiana" Legga il classico testo di Thomas Kuhn La struttura delle rivoluzioni scientifiche - Mi sembra che ci sia qualche assonanza col caso in questione (nel suo piccolo, ovviamente: non stiamo parlando di cose che modifichino i destini dell'umanità! per me (come, credo, per lei) conta soprattutto che la musica ci sia).

Comunque, veniamo al punto:

lei, nel passo citato sopra del suo post, fa riferimento a delle vautazioni di Taboga che ho letto anch'io.

Mi sembra che Taboga, per quante ragioni talvolta degne di considerazione ci siano nei suoi scritti, abbia il brutto vizio di voler ad ogni costo stravincere, o meglio: di distorcere costantemente tutti i dati che siano passibili di essere distorti, cosicché accanto alla celebrata lucidità e "logicità" delle sue argomentazioni, c'è anche una evidente e costante animosità, che finisce per creare attorno alle tesi che lui avversa un'aura di improbabilità (quanto giustificata?)

quello da lei ricordato mi sembra proprio un caso del genere.

se uno da retta a come lo riassume lei, finisce per immaginare incongruenze molto più evidenti di quelle che invece ci sono davvero nel testo di Haydn (lettera Mademoiselle Leonore del 6 luglio 1776) e nel commento di Robbins Landon (R. L. e Wyn Johnson Haydn, Rusconi pagg. 198 -200)

  • anzitutto perché la "lettera" di Haydn si può defnire curriculum vitae solo in un senso molto informale, (già Haydn lo chiama - con la sua solita tendenza autoironica - "un minestrone di cose alla rinfusa"),
  • le opere vocali che menziona , viene precisato, sono ricordate "inter alia"
  • per quanto Robbins Landon dica che il profilo era compilato per "un periodico austriaco", e ci sia un destinatario lontano, c'è un intermediario, e potrebbe benissimo darsi che la preminenza data alle composizioni vocali sia condizionato dal gusto, dalla cultura ed dagli interesi della destinataria immediata del documento - Insomma: può ben darsi che, nello scegliere i pezzi per il minestrone , Haydn abbia anzitutto pensato al tipo di musica che poteva essere apprezzata da quella particolare interlocutrice
  • non è affatto vero che il documento non parli della musica strumentale. a tale argomento è dedicato l'ultimo (e più significativo, più risentito paragrafo, dove H. sfoga il proprio malumore contro il disprezzo o almeno la disattenzione dei berlinesi: viene da pensare che ci fosse qualche disappunto recente da digerire) - è vero che parla di "musica da camera", ma potrebbe anche darsi che - dato il carattere informale e dichiaratamente breve e frammentario del curriculum - il discorso si potesse considerare esteso a tutta la musica strumentale
  • tanto più che il baricentro del discorso cade non sulla qualità dei propri conseguimenti - vista dal proprio punto di vista - ma sul successo ottenuto, con soddisfazione per il gruppo di opere vocali mezionato per primo, e poi con un misto di soddisfazione e amarezza per le opere strumentali menzionate poi; sembra anche che in questo frettoloso finale del documento - trasportato dalle ultime considerazioni polemiche fatte - l'autore ritenga di aver detto ciò che più gli stava a cuore su successi e insuccessi della propria musica strumentale in generale
  • insomma, il breve quadro non è poi così incompleto: una produzione vocale (operistica e sacra) legata ad eventi non facilmente ripetibili (e spesso alla sede di Esterhaza) e una produzione strumentale che era passibile di una diffusione scritta, [e se la mia pochissima dottrina non va errando tali erano anche le sinfonie] (e apprezzata in "quasi tutte le nazioni", ma non in Prussia)
  • (en passant : un mero prestanome potrebbe essere così offeso per un cattivo giudizio? - e sicuremente non si trattava dei disprezzati (quanto giustamente non lo so - non li conosco) Trii per baryton: quelli erano a uso interno ad Esterhaza)
  • il fatto è che poi Robbins Landon, nelle sue considerazioni aggiuntive, enfatizza molto le mancanze e gli squilibri del suddetto "curriculum" (o "minestrone" che dir sui voglia), e dice che "la musica da camera" è accennata solo di sfuggita ed in generale (pag. 200 dell'edizione citata)
  • a questo punto, a Taboga non sembra vero prendere Robbins Landon "in castagna", e si lancia in una valutazone di cio che de facto c'è nel testo haydniano, che sembra motivata dal contesto creato dalle aggiunte di Robbins Landon
    ed ecco bello che confezionato un testo tendenzioso, che poi diventa accusa lampante e manifesta nel riassunto che ne da lei, sig. Conte
    Ma tutto questo serve per creare attorno alle (non moltissime) evidenze che Taboga effettivamente possiede una nebbia di pregiudizi piuttosto vaghi, di ovvietà e di apriorismi che non giovano ad una discussione serena

    e quanto al "non saper scrivere per strumenti a fiato"?
    anzitutto "in pubblico": ora non ho modo di ricontrollare il passo di Taboga da cui lei, come me, ha desunto la notizia, ma mi sembra fosse un confidenza alquanto riservata, che poi è finita forse nel Carpani, forse in qualche altra documentazione minore. per di più pronunciata in modo che - almeno a prima vista - è del tutto onorevole: Haydn avrebbe detto qualcosa come "ora che sto imparando a scrivere per i fiati, sono già diventato vecchio" -
    io auguro a me stesso, e a lei, una vecchiaia nella quale (nel nostro piccolo) ci rimaga desiderio di migliorare.
    come minimo può voler dire che l'uomo era più vivo di quanto appaia dal ritratto che Tab. fa selezionando un dettaglio qua e uno là. Anche di altri grandi si raccontano cose simili: di Michelangelo, di Husserl (78 anni: "non credevo fosse così difficile morire, ora che tutto iniziava a farsi chiaro ...")
    Ma, nella sostanza, come prendere tale affermazione?
    forse come bisogna prendere tutte le autovalutazioni: spesso dipendono dagli standard di qualità, o di eccellenza, che si hanno presenti e che si intravedono, e che talvolta possono essere molto alti (esempi eccellenti ce n'erano: per es. Gran Partita di Mozart)

    Sul terzo episodio non so niente, ma visto come sono stati raccontati questi due...

    Saluti

    Bud

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Ciao Alucard e ciao a tutti,

ovviamente va benissimo la raccolta di lettere nel Robbins-Landon "grande" in inglese, che ti è stata segnalata da Ludwig II, ma è probabilm. più accessibile il Robbins Landon "piccolo" (molto noto) Robbins Landon e Wyn Jones Haydn, edito da Rusconi (ne ho una copia del 1988, ma sicuramente è stato ristampato anche dopo).

Alterna i capitoli biografici con quelli di analisi di opere di ciascun periodo

Bud

Bello :D

Vedrò cosa riuscirò a trovare non appena mi ricapita qualche spicciolo in tasca. Grazie della info.

chiedo scusa: ma il "Gregor" da dove salta fuori?

E' quello che mi chiedo anche io °°

dove si possonio trovare in rete le partiture delle (o di alcune) sinfonie? per le sonate ho trovato facilmente, e così per qualche quartetto

qui ce n'è qualcuna

http://www.imslp.org/wiki/Category:Haydn%2C_Joseph

Ciao a tutti

stiamo parlando delle sinfonie del periodo "barocco",

è da parecchio tempo che non le riascolto, chi me ne sa indicare una incisione discografica accessibile e capace di renderle davvero bene, con tutta la loro ricchezza di colori?

Integrale delle sinfonie (32cd) - Philarmonia Hungarica / Antal Dorati - DECCA

Prendi questa.

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Caro Conte,

forse le polemiche è meglio spostarle in altra sede, dove hanno migliore probabilità di ricevere risposte accurate, visto che qui si cerca di parlare d'altro.

E ti sembra facile? Lo hanno proibito, nonostante io abbia vinto nettamente il mio "referendum"... Se ero Pannella vedevi che sciopero della fame!

Non pretendo di mettere parola nella difficile questione sollevata da Taboga, che ha ovviamente il suo interesse, ma che non si può pretendere di risolvere esigendo delle conversioni "en masse" al verbo del suddetto musicologo.

Se ha un pò di cognizione di come avvengono le "rivoluzioni scientifiche" nei vari campi, dovrebbe sapere che un "nuovo paradigma" che ne voglia sostituire uno vecchio deve giungere ad un minimo di compiutezza per poter ricomporre in modo alternativo il quadro che infrange. E nel nostro caso non basta semplicemente il tirar fuori ogni tanto dal cappello la parola magica "scuola vallottiana" Legga il classico testo di Thomas Kuhn La struttura delle rivoluzioni scientifiche - Mi sembra che ci sia qualche assonanza col caso in questione (nel suo piccolo, ovviamente: non stiamo parlando di cose che modifichino i destini dell'umanità! per me (come, credo, per lei) conta soprattutto che la musica ci sia).

É proprio perchè è difficile interpretare la questione, che meriterebbe analisi molto approfondite da più studiosi (e non da uno solo che è costretto a urlare per farsi sentire...), che non si può spernacchiarla: chi la spernacchia ci guadagna forse qualcosa? Non credo.

Comunque, veniamo al punto:

lei, nel passo citato sopra del suo post, fa riferimento a delle vautazioni di Taboga che ho letto anch'io.

Mi sembra che Taboga, per quante ragioni talvolta degne di considerazione ci siano nei suoi scritti, abbia il brutto vizio di voler ad ogni costo stravincere, o meglio: di distorcere costantemente tutti i dati che siano passibili di essere distorti, cosicché accanto alla celebrata lucidità e "logicità" delle sue argomentazioni, c'è anche una evidente e costante animosità, che finisce per creare attorno alle tesi che lui avversa un'aura di improbabilità (quanto giustificata?)

Sull'animosità non posso dare torto a nessuno.

quello da lei ricordato mi sembra proprio un caso del genere.

se uno da retta a come lo riassume lei, finisce per immaginare incongruenze molto più evidenti di quelle che invece ci sono davvero nel testo di Haydn (lettera Mademoiselle Leonore del 6 luglio 1776) e nel commento di Robbins Landon (R. L. e Wyn Johnson Haydn, Rusconi pagg. 198 -200)

  • anzitutto perché la "lettera" di Haydn si può defnire curriculum vitae solo in un senso molto informale, (già Haydn lo chiama - con la sua solita tendenza autoironica - "un minestrone di cose alla rinfusa"),
  • le opere vocali che menziona , viene precisato, sono ricordate "inter alia"
  • per quanto Robbins Landon dica che il profilo era compilato per "un periodico austriaco", e ci sia un destinatario lontano, c'è un intermediario, e potrebbe benissimo darsi che la preminenza data alle composizioni vocali sia condizionato dal gusto, dalla cultura ed dagli interesi della destinataria immediata del documento - Insomma: può ben darsi che, nello scegliere i pezzi per il minestrone , Haydn abbia anzitutto pensato al tipo di musica che poteva essere apprezzata da quella particolare interlocutrice
  • non è affatto vero che il documento non parli della musica strumentale. a tale argomento è dedicato l'ultimo (e più significativo, più risentito paragrafo, dove H. sfoga il proprio malumore contro il disprezzo o almeno la disattenzione dei berlinesi: viene da pensare che ci fosse qualche disappunto recente da digerire) - è vero che parla di "musica da camera", ma potrebbe anche darsi che - dato il carattere informale e dichiaratamente breve e frammentario del curriculum - il discorso si potesse considerare esteso a tutta la musica strumentale
  • tanto più che il baricentro del discorso cade non sulla qualità dei propri conseguimenti - vista dal proprio punto di vista - ma sul successo ottenuto, con soddisfazione per il gruppo di opere vocali mezionato per primo, e poi con un misto di soddisfazione e amarezza per le opere strumentali menzionate poi; sembra anche che in questo frettoloso finale del documento - trasportato dalle ultime considerazioni polemiche fatte - l'autore ritenga di aver detto ciò che più gli stava a cuore su successi e insuccessi della propria musica strumentale in generale
  • insomma, il breve quadro non è poi così incompleto: una produzione vocale (operistica e sacra) legata ad eventi non facilmente ripetibili (e spesso alla sede di Esterhaza) e una produzione strumentale che era passibile di una diffusione scritta, [e se la mia pochissima dottrina non va errando tali erano anche le sinfonie] (e apprezzata in "quasi tutte le nazioni", ma non in Prussia)
  • (en passant : un mero prestanome potrebbe essere così offeso per un cattivo giudizio? - e sicuremente non si trattava dei disprezzati (quanto giustamente non lo so - non li conosco) Trii per baryton: quelli erano a uso interno ad Esterhaza)
  • il fatto è che poi Robbins Landon, nelle sue considerazioni aggiuntive, enfatizza molto le mancanze e gli squilibri del suddetto "curriculum" (o "minestrone" che dir sui voglia), e dice che "la musica da camera" è accennata solo di sfuggita ed in generale (pag. 200 dell'edizione citata)
  • a questo punto, a Taboga non sembra vero prendere Robbins Landon "in castagna", e si lancia in una valutazone di cio che de facto c'è nel testo haydniano, che sembra motivata dal contesto creato dalle aggiunte di Robbins Landon
    ed ecco bello che confezionato un testo tendenzioso, che poi diventa accusa lampante e manifesta nel riassunto che ne da lei, sig. Conte
    Ma tutto questo serve per creare attorno alle (non moltissime) evidenze che Taboga effettivamente possiede una nebbia di pregiudizi piuttosto vaghi, di ovvietà e di apriorismi che non giovano ad una discussione serena

    Sei sicuro che Taboga si riferisca a suddetta lettera e non a un inventario di Eisenstadt?

    e quanto al "non saper scrivere per strumenti a fiato"?
    anzitutto "in pubblico": ora non ho modo di ricontrollare il passo di Taboga da cui lei, come me, ha desunto la notizia, ma mi sembra fosse un confidenza alquanto riservata, che poi è finita forse nel Carpani, forse in qualche altra documentazione minore. per di più pronunciata in modo che - almeno a prima vista - è del tutto onorevole: Haydn avrebbe detto qualcosa come "ora che sto imparando a scrivere per i fiati, sono già diventato vecchio" -
    io auguro a me stesso, e a lei, una vecchiaia nella quale (nel nostro piccolo) ci rimaga desiderio di migliorare.
    come minimo può voler dire che l'uomo era più vivo di quanto appaia dal ritratto che Tab. fa selezionando un dettaglio qua e uno là. Anche di altri grandi si raccontano cose simili: di Michelangelo, di Husserl (78 anni: "non credevo fosse così difficile morire, ora che tutto iniziava a farsi chiaro ...")
    Ma, nella sostanza, come prendere tale affermazione?
    forse come bisogna prendere tutte le autovalutazioni: spesso dipendono dagli standard di qualità, o di eccellenza, che si hanno presenti e che si intravedono, e che talvolta possono essere molto alti (esempi eccellenti ce n'erano: per es. Gran Partita di Mozart)

    Mi pare che i documenti sulla presunta "incapacità" haydniana di scrivere per i fiati siano due, riportati non solo da Carpani credo. Ma qualunque cosa abbia detto lascia da pensare: come poteva mai dire di sè una cosa del genere, per di più in vecchiaia??? Comunque, per quanto mi riguarda, non sono abituato a distinguere una fonte in "maggiore" o "minore", ma in "vera" e "falsa": maggiore o minore mi sa tanto di "razzismo accademico"... Passami il termine, please.


    Sul terzo episodio non so niente, ma visto come sono stati raccontati questi due...

    Allora leggilo in una ardente critica di Taboga (vedi il sito di Luchesi) al libro di Buscaroli su Beethoven, e fatti un'idea. Buona lettura.

    Saluti

    Bud

    A presto C.C.

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prego...cmq credo sia un musicologo,ma nn famoso,credo.

Neppure Taboga è famoso. E' noto soltanto per questa sua teoria che fa tanto fine e tanti proseliti perché permette a un sacco di gente che non sarebbe in grado di creare nulla di tentare di distruggere un genio e la sua opera.

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Neppure Taboga è famoso. E' noto soltanto per questa sua teoria che fa tanto fine e tanti proseliti perché permette a un sacco di gente che non sarebbe in grado di creare nulla di tentare di distruggere un genio e la sua opera.

Mi sembra che il "chic" e il "fine" stia tutto, invece, in questa tua noiosissima, abusatissima e snobissima frase. Aspettiamo ancora "esperti" ufficiali che si occupino di questa storia, Ok? Aspettiamo, aspettiamo, aspettiamo... :sleeping_03anim:

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ho visto anche la pagina gemella su Mozart - Tante grazie a kraus, davvero un bel lavoro (che poi è quello promesso in un altro forum)

Grazie a te Bud! :)

Sinfonia n. 103 in mi bemolle maggiore

Qui mi sembra che il contrasto domini i primi due movimenti: nel primo caso abbiamo un'introduzione(Adagio) di carattere misterioso, annunciata un rullo di timpano in pp (col quale è stata anche soprannominata la Sinfonia) e seguita da un Allegro con spirito d'una chiarezza lampante. L'Adagio introduttivo si rifà sentire proprio alla fine, quasi a chiudere un cerchio. Segue il tempo lento, "Andante più tosto Allegretto", un ciclo di doppie variazioni su un tema in minore che subito dopo viene rieseguito in maggiore. E' un'oscura marcia, quasi

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Oops, scusate: ho fatto dei pasticci col salvataggio dell'ultimo post e l'ho ripetuto. Segue nella prossima pagina l'analisi completa della Sinfonia n. 103.

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