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LudwigII

Joseph Haydn (1732-1809)

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Sinfonia N° 2 in do maggiore (1759-1760)

Pubblicata a Parigi dall'editore Venier nel 1764 sotto il titolo "I nomi sconosciuti che meritano di essere conosciuti" :D

La fama internazionale di Haydn inizia quindi con questa Seconda.

Segno caratteristico : la scomparsa dell'indicazione dei ritornelli, la sinfonia scorre da inizio a fine senza ripetizioni.

Rimane il dilemma se fu composta prima o dopo la precedente : rispetto alla Prima la struttura formale è più progredita e il discorso è qui organizzato con maggiore logica e padronanza del linguaggio sinfonico.

Allegro

- primo tema dal carattere eroico su ritmi puntati barocchi solennemente haendeliano

- tratto precorritore delle due ultime sinfonie N° 103-104 : uso dei trilli al termine di questo primo tema in funzione di esultanza guerriera

- secondo tema in netto contrasto ma generato da questo stesso ritmo puntato (0'42)

- sviluppo (1'11) basato essenzialmente sul primo tema; un artista maturo avrebbe sfruttato maggiormente il carattere antitetico dei temi

- falsa ripresa che ritarda la riesposizione (1'36)

- riesposizione (2'17)

- secondo tema dalla dominante minore passa alla tonica minore (2'38)

Andante

- una melodia cullante, moto perpetuo senza sosta, i trilli sottolineano gli accenti forti, scorre attraverso prudenti modulazioni dalla tonalità principale di sol maggiore a quelle contigue

- orchestrazione molto semplice a 2 sole parti : i secondi violini raddoppiano i primi, le viole raddoppiano il basso

- anche per questo, seppur elegante, risulta un po' monotona ...

Presto

- è un rondò tripartito, non frequente nelle prime sinfonie

- nella seconda parte in do minore (0'37) affiora un motivo derivato dal secondo tema del primo tempo

- nella terza parte (1'25) si notano influssi dell'opera italiana (Pergolesi)

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uff che palle :sleeping_03anim: affiorano anche qui le solite polemiche :cat_tongue:

Peccato che su questo forum in generale si preferiscano sempre polemiche, graduatorie stile meglio Ciccio o Franco, o spam qualunquista, piuttosto che commenti, approfondimenti, analisi, riflessioni in materia musicale.

Ecco perchè avrei preferito un angolo in cui si potesse parlare solo di musica. :hunter:

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uff che palle :sleeping_03anim: affiorano anche qui le solite polemiche :cat_tongue:

Peccato che su questo forum in generale si preferiscano sempre polemiche, graduatorie stile meglio Ciccio o Franco, o spam qualunquista, piuttosto che commenti, approfondimenti, analisi, riflessioni in materia musicale.

Ecco perchè avrei preferito un angolo in cui si potesse parlare solo di musica. :hunter:

giusto

ho ascoltato la seconda sinfonia, davvero interessante anche se come hai fatto notare giustamente gli sviluppi non arrivano a livelli stratosferici; dopotutto se non sbaglio è una delle prime cronologicamente, quindi va bene così

e poi come direbbe qualcuno è piacevole da ascoltare :D

il titolo è molto interessante, voi ci vedete un legame stretto con la musica, oppure è titolata cosi per belezza? l'unica cosa che può caratterizzarla credo sia questo eroismo e incisività che porta a lottare per i propri intenti, ovvero far conoscere gli sconosciuti, ma mi sembra un po' fantasioso

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Ecco. "Illustre idiota" disse Carpani, per la precisione. Povero lui.

Non mi pare una cosa molto nobile: quando Carpani scrisse quel delicato commento, il buon Haydn non poteva rispondergli per le rime perché era già morto da un pezzo.

Se poi anche Haydn ha dato dello "scribacchino" a Sammartini, questo chiaramente non torna a suo onore, ma in ogni caso tra "scribacchino" e "illustre idiota" ci passa una certa differenza.

Le 256 sinfonie attribuite ad Haydn sono scese poi alle attuali 107: appartenevano in realtà a L.Mozart, Dittersdorf, Vanhal, M.Haydn, Kraus ed altri ancora. Tutti austro-tedeschi ovviamente.

Infatti ho detto "le 257 (pardon, 256) Sinfonie che furono un tempo attribuite a Haydn". Non "che sono". Poi magari un giorno salta fuori che alcune di quelle scartate poi erano davvero sue.

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giusto

ho ascoltato la seconda sinfonia, davvero interessante anche se come hai fatto notare giustamente gli sviluppi non arrivano a livelli stratosferici; dopotutto se non sbaglio è una delle prime cronologicamente, quindi va bene così

e poi come direbbe qualcuno è piacevole da ascoltare :D

il titolo è molto interessante, voi ci vedete un legame stretto con la musica, oppure è titolata cosi per belezza? l'unica cosa che può caratterizzarla credo sia questo eroismo e incisività che porta a lottare per i propri intenti, ovvero far conoscere gli sconosciuti, ma mi sembra un po' fantasioso

No, non hai inteso, l'editore intendeva solo dire che questo sconosciuto Haydn merita di essere conosciuto, tutto qui, voleva incuriosire gli acquirenti.

Quanto agli sviluppi c'è da dire però che caratteristica tipica dell'arte di Haydn è proprio quella, e in ciò si differenzia ad esempio da Mozart, che i suoi temi sono in perenne sviluppo, cioè vengono sviluppati ingegnosamente anche fuori dal "luogo deputato" allo sviluppo. Più avanti posterò magari una analisi simpatica del primo tempo della sinfonia N° 90 in cui si puo' osservare quanto ingegno, per non dire arte, metteva nel comporre.

Sono d'accordo con te (è la prima volta che le ascolto anch'io) sono molto piacevoli queste sinfonie e l'interpretazione di Antal Dorati che sto ascoltando ne esalta davvero la scrittura.

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uff che palle :sleeping_03anim: affiorano anche qui le solite polemiche :cat_tongue:

Peccato che su questo forum in generale si preferiscano sempre polemiche, graduatorie stile meglio Ciccio o Franco, o spam qualunquista, piuttosto che commenti, approfondimenti, analisi, riflessioni in materia musicale.

Ecco perchè avrei preferito un angolo in cui si potesse parlare solo di musica. :hunter:

giusto...spesso si sprecano pagine con post inutili,ripetitivi e inconcludenti...e con polemiche non costruttive...per non parlare dello spam o di argomenti diversi dal topic...un forum non e' un grande chat...e devo dire che i moderatori non sempre sono o vogliono essere vigili...eppure ci fu un periodo che quasi bastava postare una faccina di troppo per essere bannati...

cmq e' interessante notare che spesso nelle sinfonie tarde di Haydn il secondo tema non e' altro che il primo tema trasportato alla dominante...eppure...quanta richezza d'inventiva e sviluppi geniali...

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No, non hai inteso, l'editore intendeva solo dire che questo sconosciuto Haydn merita di essere conosciuto, tutto qui, voleva incuriosire gli acquirenti.

Quanto agli sviluppi c'è da dire però che caratteristica tipica dell'arte di Haydn è proprio quella, e in ciò si differenzia ad esempio da Mozart, che i suoi temi sono in perenne sviluppo, cioè vengono sviluppati ingegnosamente anche fuori dal "luogo deputato" allo sviluppo. Più avanti posterò magari una analisi simpatica del primo tempo della sinfonia N° 90 in cui si puo' osservare quanto ingegno, per non dire arte, metteva nel comporre.

Sono d'accordo con te (è la prima volta che le ascolto anch'io) sono molto piacevoli queste sinfonie e l'interpretazione di Antal Dorati che sto ascoltando ne esalta davvero la scrittura.

ah ecco mi sembrava strano :SHABLON_padonak_01:

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forse perché tu non chiarisci un bel nulla, fra tutti i "magari", i "potrebbe", la serietà e obiettività di cui ti fai promotore è ben lungi dall'essere condivisa. Per non parlare del complotto austro-tedesco nei confronti dei "poveri" compositori italiani, che ti rende tutto fuorché obiettoivo e credibile.

P.S. Per correttezza cita le fonti da cui trai le tue informazioni (esistono?), così si comincia a ragionare.

Secondo te Don Chisciotte fu un'invenzione di Sancho Panza?

Caro Bruyland, io non ho alcun "potere": cerco di segnalare cose di dominio pubblico che vengono bellamente snobbate per ragioni che francamente mi sfuggono. O no?

Fai bene a sottolineare i "potrebbe", "magari" e "forse". Ma se tu fossi davvero obiettivo noteresti come tutte le biografie dei "grandi compositori" contengano questi termini sino alla noia. Non si scappa, mi spiace.

Su questi dubbi e condizionali Wolfgang Hildesheimer ha scritto forse il più obiettivo saggio sulla vita di Mozart, domandandosi il perchè di una vita piena di forse... Sulla sua falsariga io definisco "venditori" i suoi biografi. Hildesheimer invece è più tenero di me: li definisce apologi. Decidi quale dei due termini sia più esatto.

PS. Le "mie" fonti le trovi ovunque, anche in rete. Sul "caso Luchesi", in particolare, non hai che l'imbarazzo della scelta.

Io so solo che esistono i mulini a vento... :laughingsmiley:

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Non mi pare una cosa molto nobile: quando Carpani scrisse quel delicato commento, il buon Haydn non poteva rispondergli per le rime perché era già morto da un pezzo.

Se poi anche Haydn ha dato dello "scribacchino" a Sammartini, questo chiaramente non torna a suo onore, ma in ogni caso tra "scribacchino" e "illustre idiota" ci passa una certa differenza.

Infatti ho detto "le 257 (pardon, 256) Sinfonie che furono un tempo attribuite a Haydn". Non "che sono". Poi magari un giorno salta fuori che alcune di quelle scartate poi erano davvero sue.

Al solito: l'idiota è Carpani, ovvio. Si giudica il "modo", non la "questione". Si badi che comunque, "illustre idiota" a parte, la biografia dal vivo di Carpani è ovviamente scritta per celebrare un compositore: se da un libro, ben scritto tra l'altro, si leggono due parole e s'ignora il resto allora vuol dire che anche qui la malafede è una buona compagna di vita dei detrattori...

Vedo che il tagliacuci si usa anche qui, e alla grande. Ho citato tre casi in cui Haydn fu tutt'altro che "intelligente": Max Franz lo fece correre e si rifiutò di mandare Beethoven con lui al secondo viaggio a Londra, come sarebbe accaduto se Haydn non si fosse comportato in quel modo. Stupido? Distratto? Disonesto? :scratch_one-s_head:

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Al solito: l'idiota è Carpani, ovvio.

No: l'idiota non è nessuno. E' che i morti non si offendono, tanto più dal momento che non possono difendersi.

Si giudica il "modo", non la "questione". Si badi che comunque, "illustre idiota" a parte, la biografia dal vivo di Carpani è ovviamente scritta per celebrare un compositore: se da un libro, ben scritto tra l'altro, si leggono due parole e s'ignora il resto allora vuol dire che anche qui la malafede è una buona compagna di vita dei detrattori...

E alla faccia: per fortuna voleva celebrarlo, figurati se voleva denigrarlo...

Dal vivo? Ma le Haydine non sono del 1812?

Vedo che il tagliacuci si usa anche qui, e alla grande. Ho citato tre casi in cui Haydn fu tutt'altro che "intelligente": Max Franz lo fece correre e si rifiutò di mandare Beethoven con lui al secondo viaggio a Londra, come sarebbe accaduto se Haydn non si fosse comportato in quel modo. Stupido? Distratto? Disonesto? :scratch_one-s_head:

Ecco. taglicuci. Ma siamo tutti una massa di cretini? Adesso volete farci pure credere che per 200 anni non abbiamo saputo attingere alle fonti? Cos'era, tutto sotto censura? Le biblioteche non sappiamo visitarle? Tanto voleva distruggere tutto, come ha fatto la signora Mozart con le lettere del marito. Ma basta con questa storia! Ma poi è possibile che tutti i topic in cui si parla di Haydn o Mozart o del '700 in genere si tira sempre fuori il complotto ad ogni costo? Basta, basta, basta! Io ho ascoltato questi presunti geni italiani, e non sono nulla di speciale: meglio, ma molto meglio, i vari C.P.E. e J. C. Bach, i Vanhal, tavolta persino i Dittersdorf che costellano il Classicismo musicale. D'altronde se fossero davvero tutto 'sto granché la gente li avrebbe già apprezzati e se ne sarebbe infischiata dei critici. Ribadisco: è l'entusiasmo della scoperta (unita a un nazionalismo o a un campanilismo comprensibile, nel caso di Taboga) che fa sopravvalutare questi autori italiani. E se non era per i vari Bicentenari potevamo stare certi che non li avrebbe riscoperti nessuno, come non avremmo riscoperto i figli di Bach, Vanhal eccetera.

E non me ne importa nulla se Haydn s'è comportato da stupido disonesto o distratto. A me interessa la musica, non l'uomo. E la sua è una musica meravigliosa. Oggi, non sapendo più costruire niente, dobbiamo consolarci distruggendo la reputazione degli artisti più grandi e negandone la genialità?

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uff che palle :sleeping_03anim: affiorano anche qui le solite polemiche :cat_tongue:

Peccato che su questo forum in generale si preferiscano sempre polemiche, graduatorie stile meglio Ciccio o Franco, o spam qualunquista, piuttosto che commenti, approfondimenti, analisi, riflessioni in materia musicale.

Ecco perchè avrei preferito un angolo in cui si potesse parlare solo di musica. :hunter:

Anch'io vorrei parlare solo di musica; il guaio è che si finisce puntualmente per parlare di fantastoria della musica e un topic su un autore diventa un topic contro l'autore stesso.

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No: l'idiota non è nessuno. E' che i morti non si offendono, tanto più dal momento che non possono difendersi.

E alla faccia: per fortuna voleva celebrarlo, figurati se voleva denigrarlo...

Dal vivo? Ma le Haydine non sono del 1812?

Ecco. taglicuci. Ma siamo tutti una massa di cretini? Adesso volete farci pure credere che per 200 anni non abbiamo saputo attingere alle fonti? Cos'era, tutto sotto censura? Le biblioteche non sappiamo visitarle? Tanto voleva distruggere tutto, come ha fatto la signora Mozart con le lettere del marito. Ma basta con questa storia! Ma poi è possibile che tutti i topic in cui si parla di Haydn o Mozart o del '700 in genere si tira sempre fuori il complotto ad ogni costo? Basta, basta, basta! Io ho ascoltato questi presunti geni italiani, e non sono nulla di speciale: meglio, ma molto meglio, i vari C.P.E. e J. C. Bach, i Vanhal, tavolta persino i Dittersdorf che costellano il Classicismo musicale. D'altronde se fossero davvero tutto 'sto granché la gente li avrebbe già apprezzati e se ne sarebbe infischiata dei critici. Ribadisco: è l'entusiasmo della scoperta (unita a un nazionalismo o a un campanilismo comprensibile, nel caso di Taboga) che fa sopravvalutare questi autori italiani. E se non era per i vari Bicentenari potevamo stare certi che non li avrebbe riscoperti nessuno, come non avremmo riscoperto i figli di Bach, Vanhal eccetera.

E non me ne importa nulla se Haydn s'è comportato da stupido disonesto o distratto. A me interessa la musica, non l'uomo. E la sua è una musica meravigliosa. Oggi, non sapendo più costruire niente, dobbiamo consolarci distruggendo la reputazione degli artisti più grandi e negandone la genialità?

condivido...anche se cmq nn bisogna negare che anche gli italiani nell '700 si facevano valere,ma qui si vuole far credere che il classicisimo viennese sia un fatto esclusivamente italiano!cmq per una volta parliamo solo della musica,a prescindere dall'autore!io per lettura della partitura sto leggendo la prima delle londinesi,in re maggiore,davvero notevole,a breve scriverò un post dettagliato.

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Anch'io vorrei parlare solo di musica; il guaio è che si finisce puntualmente per parlare di fantastoria della musica e un topic su un autore diventa un topic contro l'autore stesso.

sono perfettamente d'accordo con quanto hai scritto sopra, ma non voglio entrare in queste polemiche sull'attendibilità delle fonti, a me interessa la musica (e ce n'è talmente tanta da apprezzare!), non i pettegolezzi di Novella 1800.

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Scusate ancora per l'OT, rettifico dove ho scritto "come ha fatto la signora Mozart con le lettere del marito" (erano le lettere al marito).

Se posso cominciare dal fondo o quasi...

Sinfonia n. 99

Per i primi due movimenti è, a mio semplice avviso, la più bella Sinfonia scritta da Haydn. L'introduzione (Adagio) è scultorea, ha il respiro dei grandi preparativi, e il suo promettente slancio è mirabilmente assecondato dal Vivace assai che la segue. Temi semplici, di potenza e plasticità beethoveniana (soprattutto il 1°), e una vena concertante che si ritroverà anche nel movimento successivo (Adagio), dove la melodia iniziale sembra anche qui una sorta di preparazione, di attesa. E' il secondo tema che dà compimento a quest'attesa: qui Haydn pare dipingere sospiri su una tela di cielo, sembra evocare un lontano amore perduto che fa risuonare la sua eco nella generosa e ampia frase orchestrale, quasi una parafrasi anticipata di "Amami Alfredo".

Col 3° tempo (Menuet - Allegretto) questa passione e quest'intensità quasi scompaiono: ci ritroviamo di colpo nella Sinfonia classica "di tutti i giorni": sequenza accordale, frasi a botta e risposta, una normalità che il Trio (un Valzer viennese dolce e disinvolto) non si preoccupa di scalfire. Il Finale (Vivace) conferma quest'atmosfera tranquilla ritrovata a metà dell'opera, con i suoi saliscendi e le evoluzioni spensierate del flauto. Solo un rimpianto, come afferma il Della Croce: "Se Haydn avesse composto un finale con lo stesso carattere dei due primi movimenti ci avrebbe lasciato la sua più grande sinfonia tragica". Ma il "finale ottimistico" si ritrova talvolta anche in Beethoven (op. 95), oltre che in Mozart (Quintetto in sol minore) e tanti altri autori.

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Scusate ancora per l'OT, rettifico dove ho scritto "come ha fatto la signora Mozart con le lettere del marito" (erano le lettere al marito).

Se posso cominciare dal fondo o quasi...

Sinfonia n. 99

Certo ! Ognuno si senta libero di intervenire da dove e come crede, ogni contributo puo' essere utile, comprese osservazioni, aggiunte, correzioni, commenti. Intanto grazie Kraus, ascolterò quella sinfonia con un'attenzione particolare.

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Certo ! Ognuno si senta libero di intervenire da dove e come crede, ogni contributo puo' essere utile, comprese osservazioni, aggiunte, correzioni, commenti. Intanto grazie Kraus, ascolterò quella sinfonia con un'attenzione particolare.

Di nulla :) Cercherò di dare un ascolto anche alle altre Londinesi e alle Sinfonie del periodo di mezzo (purtroppo le prime non ce l'ho, altrimenti sarei intervenuto volentieri).

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Di nulla :) Cercherò di dare un ascolto anche alle altre Londinesi e alle Sinfonie del periodo di mezzo (purtroppo le prime non ce l'ho, altrimenti sarei intervenuto volentieri).

in questi giorni sono stupito e ammirato dall'altissimo livello dell'integrale Dorati, persino queste sinfonie giovanili un po' acerbe sotto la sua direzione precisa e vigorosa al tempo stesso, risultano molto piacevoli e non annoiano mai.

Di questo passo alle Londinesi arriverò chissà quando ... ma preferisco gustarle lentamente, cercando di capirci qualcosa

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Sinfonia N° 4 in re maggiore (1759-1760)

- influsso dello stile barocco nelle figurazioni ritmiche, soprattutto nelle parti di accompagnamento

- la presenza di 3 temi nel primo tempo conferma che Haydn ancora non era convinto dell’importanza dialettica del secondo tema che nella forma sonata del periodo classico si oppone al primo suscitando un conflitto attorno al quale ruota poi l’intera costruzione

- nello stesso tempo lo sbriciolamento del tema principale per svilupparne poi solo un frammento annuncia già uno dei tratti tipici dell’arte di Haydn, ossia la preferenza di motivi brevi, di cellule ritmiche, eredità che poi lascerà a Beethoven

Presto

- primo tema gioioso secco ma poco attraente, tratto secondo Robbins Landon dal patrimonio folcloristico balcanico

- a 0’20 dà origine ad un secondo soggetto, che è qualccosa di più di un semplice passaggio di raccordo al secondo tema

- secondo tema a 0’40 anch’esso imparentato con il primo (le note sono le stesse, cambiano i valori), sebbene in modo meno evidente di quanto non avveniva nella seconda sinfonia

- a 1’06 riesposizione

- sviluppo basato esclusivamente sulla forza d’urto insospettata del primo tema (2’12)

- ripresa a 2’55

Andante

- una malinconia serenata su accompagnamento sincopato che fa pensare ai momenti difficili in cui Haydn suonava per le strade di Vienna, nei ritrovi pubblici, sotto i balconi di famosi attori pur di racimolare qualche soldo

- interessante l’uso della sordina, effetto caro ai compositori Sturm und Drang, applicata in modo originale soltando ai violini secondi

Tempo di minuetto

- per terminare questa volta insolitamente sceglie un minuetto, ben calibrato e diviso in 2 parti (la seconda inizia a 2’15), ma privo dell’usuale trio.

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in questi giorni sono stupito e ammirato dall'altissimo livello dell'integrale Dorati, persino queste sinfonie giovanili un po' acerbe sotto la sua direzione precisa e vigorosa al tempo stesso, risultano molto piacevoli e non annoiano mai.

Di questo passo alle Londinesi arriverò chissà quando ... ma preferisco gustarle lentamente, cercando di capirci qualcosa

Sono stato lì lì per comprare tutte le Sinfonie di Haydn anch'io, ma preferirei aspettare l'uscita di un'opera omnia che forse la Brilliant pubblicherà di qui a pochi anni. Purtroppo non si hanno conferme della notizia.

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Sinfonia N° 3 in sol maggiore (1759-1760 ca)

- tra le più solide e unitarie di questo primo gruppo di sinfonie “italiane”, soprattutto per l’importanza riservata al finale

Allegro

- tema principale simmetrico e a linea spezzata, a valori lunghi

- grande novità sono gli oboi a cui Haydn affida il compito di enunciare (0’36) il secondo tema, simile peraltro a quello della 4° Sinfonia : questo inizio di indipendenza degli strumenti a fiato è importante perché prelude allo stile concertante degli anni successivi.

- riemergono gli oboi anche a 2’31 e a 3’13

Andante moderato

- dopo il primo movimento elaborato maturo e serioso, si ritorna alla calma e al gusto raffinato con un movimento dal carattere riflessivo basato sulla ripetizione di una particella ritmica nota lunga-nota breve

- la ripetizione ossessionante di queste cellule ritmiche sarà una costante della maturità, ma qui occorre dire che finisce con il suscitare più che altro un senso di monotonia

Minuetto

- raffinato grazie allo scambio del tema, in stile imitativo, tra violini e viole

- nel trio rivalutazione di legni e ottoni

Finale (alla breve)

- Haydn osa introdurre una fuga in forma quasi canonica, azzardo che poi ripeterà solo per le sinfonie N° 40 e 70 e da cui staranno alla larga persino i compositori romantici

- è una fuga sinfonica perfettamente in stile con gli altri movimenti

- il tema è affine a quello del primo tempo, cioè valori lunghi su una linea spezzata, i controsoggetti sono due di cui il primo si presenta fin da subito assieme al tema

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Sinfonia n. 64 in la maggiore "Tempora mutantur"

Stavolta la faccio breve perché si tratta di una meraviglia da gustare in fretta, anche se dalla musica non si capisce il motivo del titolo. E' un la maggiore sorridente, un po' malinconico - specie nel 2° e nel 4° movimento. Dopo un Allegro con spirito melodicamente attraente e finissimo, segue il lirico Largo, dove si fa strada fin dalle battute iniziali una Stimmung nostalgica, rinvigorita dai tristi silenzi che costellano il brano. Inutile tentare di descrivere la dolcezza, sulla quale Haydn indulge significativamente prima di passare, quasi sbrigativo, agli ultimi due movimenti: un Minuetto energico, il cui Trio rappresenta di fatto una naturale prosecuzione, solo un po' più leggera e danzante, e il Finale (presto) , con un tema dal ritmo spezzato. Sembra quasi che Haydn voglia disfarsene rapidamente, facendogli seguire un altro soggetto di carattere simile e stravolgendo quest'atmosfera quasi fatalista con uno sviluppo violento, pure rapidissimo come il tempo del movimento.

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Per la serie " un bicchierino non si nega a nessuno" continuo la mia ricognizione dell'opera sinfonica haydniana, chi ha qualcosa da ridire verrà bannato in automatico :girl_hospital:

Sinfonia N° 5 in la maggiore (1759-1760 ca)

- Per la prima volta viene sconvolto l’ordine tradizionale, anticipando l’adagio e collocandoolo in apertura

- non è un mero giochetto, ma si tratta proprio di una concezione diversa di intendere la sinfonia, infatti tutte le sinfonie seguenti che adottano questa disposizione (21-22-34-49) hanno un carattere particolare, pensoso, quasi religioso, come sei il primo tempo lento invitasse alla meditazione piuttosto che agli scontri tematici della forma sonata

- una sinfonia quindi “ d’atmosfera” contrapposta alle sinfonie “di carattere”

Adagio, ma non troppo

- la melodia convenzionale degli archi viene riscattata dall’ingresso dei corni che mantengono alto l’interesse per questa pagina altrimenti manierata

- nonostante il colore scuro degli ottoni, l’atmosfera rimane bucolica, una scena campestre

Allegro

- la conferma del carattere campestre viene in queste secondo movimento dal tema principale che con quel ritmo insistente sostenuto dai corni pare un richiamo di caccia

- questo stesso tema si impone per tutto il movimento lasciando ben poco spazio al secondo tema

Minuetto

- Notevoli i contrasti dinamici tra battuta e battuta o addirittua all’interno di una stessa battuta

- trio dominato da oboi e corni

Presto

- Felice inizio a due voci, con violini primi e secondi, che fa sperare in un seguito contrappuntistico subito però disatteso. Si avverte la fretta di gettare la penna :D

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Ho riempito lo spazio vuoto del 2° post con le caratteristiche generali del primo gruppo di sinfonie, cosiddetto "Periodo italiano".

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Franz Joseph Haydn : Sinfonia N° 6 in Re maggiore Hob.I:6 “Le Matin”.

Il soprannome, non originale di Haydn, ma ben presto adottato deriva dall’introduzione lenta del primo movimento che dipinge chiaramente il sorgere dell’aurora. Comunque non c’è un programma dettagliato di eventi naturali extra-musicali come nelle Stagioni vivaldiane.

Una delle prime sinfonie, scritta da Haydn appena giunto alla corte degli Eszterhazy (1761), la prima di tre caratterizzate da inusuali passaggi virtuosistici solistici che attraversano tutta l’orchestra. Haydn con questo suo primo contributo voleva sfruttare le capacità dell’ottima orchestra tenuta dal principe (i musicisti che si distinguevano venivano anche premiati economicamente).

Si rifà alla forma barocca del Concerto Grosso (Vivaldi, Tartini, Albinoni allora molto di moda nelle corti europee).

1° tempo : inizia con la descrizione dell’aurora (vedi Creazione), poi solo di flauti e oboi.

2° tempo : deliberatamente nel modo di un concerto barocco in miniatura per il primo violino Luigi Tomasini e il cellista Joseph Weigl, che formano il concertino accompagnato dal ripieno degli archi (anche le idee musicali oltre alla forma richiamano a Corelli, soprattutto le 2 parti esterne).

3° tempo : minuetto in cui i fiati sono raggruppati come una banda, raro passaggio solistico per violone e fagotto nel trio.

4° tempo : di nuovo forma di Concerto Grosso con passaggi solistici per violino e cello al centro.

Haydn mostra il ventaglio della sua invenzione musicale in una caleidoscopica varietà di stili e tessiture abbastanza atipici per la sinfonia convenzionale della metà del secolo.

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No: l'idiota non è nessuno. E' che i morti non si offendono, tanto più dal momento che non possono difendersi.

E alla faccia: per fortuna voleva celebrarlo, figurati se voleva denigrarlo...

Dal vivo? Ma le Haydine non sono del 1812?

Mi pare che lo sport preferito di alcuni grandi compositori fosse proprio quello di parlar mare dei colleghi, vivi o morti. Il punto è che nessuno si è mai scandalizzato per questo: Mozart definisce "musica da far scappare i cani" quella dei suoi contemporanei. Mai nessuno che abbia stigmatizzato questa frase: tanto più che Haydn, Gluck e tanti altri erano compresi nella lista.

La data 1812 si riferisce alla pubblicazione, avvenuta dopo le biografie non "dal vivo" di Griesinger e un altro che ora non ricordo. Nel 1809 "Le haydine" erano già belle che scritte.

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