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Notizie dal mondo della musica classica

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Adesso sentite questa. Ultimo numero di Classica, rubrica l’écoute en aveugle, ovvero ascolto alla cieca di più versioni di una composizione per poi decretarene la migliore. Questo mese Nona di Dovrak ed ecco la classifica:

1. Andris Nelsons

2. Ivan Fischer

3. Mariss Jansons (‘92)

4. Thomas Dausgaard

5. Karel Ancerl (‘61)

6. Istvan Kertesz

7. Claudio Abbado (‘97)

8. Jiri Belohlavek

Sfoderate le scimitarre.

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7 ore fa, Majakovskij dice:

Questa non l'ho detta mai neanche io di Wagner :D

 

3 ore fa, Wittelsbach dice:

Guarda ti giuro, ci ho provato subito dopo Pasqua, è stato un massacro.

Penso anch'io.
E penso che, come sempre in questi casi, farò molti e molti altri tentativi.

 

3 ore fa, Wittelsbach dice:

Guarda ti giuro, ci ho provato subito dopo Pasqua, è stato un massacro.

Penso anch'io.
E penso che, come sempre in questi casi, farò molti e molti altri tentativi.

Francamente non riesco a capire questa presa di distanze corale, per non dire ostilità, rispetto a Janacek da parte di ascoltatori onnivori. Poi, è ovvio, i gusti sono gusti e anche io, pur reputandomi onnivoro, ho le mie allergie. Ma proprio in Janacek trovo una ricchezza di prospettive, una forza drammatica, una originalità di linguaggio, una varietà di toni, anche un'abilità drammaturgica (per restare sulle opere liriche) che lo pongono sui più alti gradini del mio personale podio. La difficoltà della lingua? Me ne frego altamente e forse è meglio così. Probabilmente Verdi e Bellini mi piacerebbero un po' di più se fossero cantati in turkmeno e non si capissero le scemenze dei libretti. Adoro Wagner e sono felice di conoscere così poco il tedesco da non capire esattamente certi "voli poetici" del musicista "faccio-tutto-io".  Certo, probabilmente mi perdo quanche dettaglio importante dato dal rapporto testo-musica, ma quando la musica e la presa drammaturgica sono così forti e avviluppanti come in Wagner, in Mussorgsky, in Rimsky-Korsakov, in Weber, in...Janacek, mi è sufficiente anche una traduzione di Google o una sintesi dettagliata per farmi catturare. Non pretendo né posso pretendere che per altri sia lo stesso e capisco le ragioni di chi, senza una comprensione esatta della lingua, si sente un po' perso: Fabio Luisi dice che il Boris Godunov è fra le sue opere preferite ma non potrà mai dirigerla perché ha difficoltà col russo.  Ma il mio approccio è diverso. A Wittelsbach consiglio  di procurarsi qualche edizione di Janacek in lingue occidentali: per esempio, era una fissa di Kubelik dirigerlo nella lingua del posto in cui veniva rappresentato e dovrebbero trovarsi delle registrazioni di una o più opere in inglese.

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14 ore fa, zeitnote dice:

Adesso sentite questa. Ultimo numero di Classica, rubrica l’écoute en aveugle, ovvero ascolto alla cieca di più versioni di una composizione per poi decretarene la migliore. Questo mese Nona di Dovrak ed ecco la classifica:

1. Andris Nelsons

2. Ivan Fischer

3. Mariss Jansons (‘92)

4. Thomas Dausgaard

5. Karel Ancerl (‘61)

6. Istvan Kertesz

7. Claudio Abbado (‘97)

8. Jiri Belohlavek

Sfoderate le scimitarre.

Conosco solo quella di Abbado :mellow: coi Berliner:

4576512.jpg

Fiacca routine, seppur di lusso. Stupenda, invece, quella in video a Palermo, ma è degli anni 2000.

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11 ore fa, giobar dice:

 

 

Francamente non riesco a capire questa presa di distanze corale, per non dire ostilità, rispetto a Janacek da parte di ascoltatori onnivori. Poi, è ovvio, i gusti sono gusti e anche io, pur reputandomi onnivoro, ho le mie allergie. Ma proprio in Janacek trovo una ricchezza di prospettive, una forza drammatica, una originalità di linguaggio, una varietà di toni, anche un'abilità drammaturgica (per restare sulle opere liriche) che lo pongono sui più alti gradini del mio personale podio. La difficoltà della lingua? Me ne frego altamente e forse è meglio così. Probabilmente Verdi e Bellini mi piacerebbero un po' di più se fossero cantati in turkmeno e non si capissero le scemenze dei libretti. Adoro Wagner e sono felice di conoscere così poco il tedesco da non capire esattamente certi "voli poetici" del musicista "faccio-tutto-io".  Certo, probabilmente mi perdo quanche dettaglio importante dato dal rapporto testo-musica, ma quando la musica e la presa drammaturgica sono così forti e avviluppanti come in Wagner, in Mussorgsky, in Rimsky-Korsakov, in Weber, in...Janacek, mi è sufficiente anche una traduzione di Google o una sintesi dettagliata per farmi catturare. Non pretendo né posso pretendere che per altri sia lo stesso e capisco le ragioni di chi, senza una comprensione esatta della lingua, si sente un po' perso: Fabio Luisi dice che il Boris Godunov è fra le sue opere preferite ma non potrà mai dirigerla perché ha difficoltà col russo.  Ma il mio approccio è diverso. A Wittelsbach consiglio  di procurarsi qualche edizione di Janacek in lingue occidentali: per esempio, era una fissa di Kubelik dirigerlo nella lingua del posto in cui veniva rappresentato e dovrebbero trovarsi delle registrazioni di una o più opere in inglese.

Eh, può succedere. Dico anche che questo mio senso di inadeguatezza si esplica solo con la produzione lirica del Nostro. Idem per Szymanowski, trovo Krol Roger una delle cose più noiose e antiteatrali con cui mi sia confrontato, mea culpa. E di lui apprezzo tutto il resto! :o

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11 ore fa, giobar dice:

Francamente non riesco a capire questa presa di distanze corale, per non dire ostilità, rispetto a Janacek da parte di ascoltatori onnivori. Poi, è ovvio, i gusti sono gusti e anche io, pur reputandomi onnivoro, ho le mie allergie. 

E perchè ti dovresti stupire delle allergie degli altri? :D Perchè detestare Rossini è accettabile e detestare Janacek incomprensibile?

15 ore fa, zeitnote dice:

Adesso sentite questa. Ultimo numero di Classica, rubrica l’écoute en aveugle, ovvero ascolto alla cieca di più versioni di una composizione per poi decretarene la migliore. Questo mese Nona di Dovrak ed ecco la classifica:

1. Andris Nelsons

2. Ivan Fischer

3. Mariss Jansons (‘92)

4. Thomas Dausgaard

5. Karel Ancerl (‘61)

6. Istvan Kertesz

7. Claudio Abbado (‘97)

8. Jiri Belohlavek

Sfoderate le scimitarre.

almeno i primi quattro sono direttori viventi...

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2 ore fa, Majakovskij dice:

E perchè ti dovresti stupire delle allergie degli altri? :D Perchè detestare Rossini è accettabile e detestare Janacek incomprensibile?

almeno i primi quattro sono direttori viventi...

Possiedo l’edizione arrivata prima e devo ammettere che è una grande prova di Nelsons. Potente.

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Il problema dell’opera di area slava è che per tradizione culturale è modellata sul calco della fiaba, quindi più incentrata sulla narrazione, didascalica e descrittiva, che non sull’interazione drammatica.

Le cose migliori, per me, restano l’Onegin, Il Giocatore e anche La sposa dello Zar.

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4 ore fa, Ives dice:

Conosco solo quella di Abbado :mellow: coi Berliner:

4576512.jpg

Fiacca routine, seppur di lusso. Stupenda, invece, quella in video a Palermo, ma è degli anni 2000.

Concordo in pieno. Quella in cd fa il paio con la fiacchissima Ottava incisa sempre con i Berliner per la Sony, quasi irritante per come è tirata via per dovere contrattuale. Bellissima invece quella in video.

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3 ore fa, Majakovskij dice:

E perchè ti dovresti stupire delle allergie degli altri? :D Perchè detestare Rossini è accettabile e detestare Janacek incomprensibile?

 

La premessa era che la cosa singolare è, per me, la natura collettiva di quest'allergia. Ognuno ha le sue allergie, e ci sta. Mi stupiva invece questo convergere su un autore che, comunque, è ritenuto importante (della serie: non stiamo parlando di Einaudi...). Per la precisione, poi, Rossini me gusta muchissimo. Sono Bellini e Donizetti a farmi cascare gli zebedei al piano di sotto... :D

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1 ora fa, giobar dice:

La premessa era che la cosa singolare è, per me, la natura collettiva di quest'allergia. Ognuno ha le sue allergie, e ci sta. Mi stupiva invece questo convergere su un autore che, comunque, è ritenuto importante (della serie: non stiamo parlando di Einaudi...). Per la precisione, poi, Rossini me gusta muchissimo. Sono Bellini e Donizetti a farmi cascare gli zebedei al piano di sotto... :D

Scusa per Rossini!! metti Bellini allora :D bah no, io non ho niente contro Janaceck, non mi fa impazzire però in passato l'ho ascoltato abbastanza, perchè era considerato un "famoso di seconda fascia", e tra i melomani Jenufa era un must. Ormai parlare di allergie collettive in un forum dove siamo rimasti in cinque ad intervenire attivamente è anche un po' esagerato :lol:

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3 minuti fa, Alucard dice:

ma che fine hanno fatto tutti?

Boh, fatto sta che il numero di quelli che intervengono e non si limitano a inserire un link a youtube si è piuttosto ridotto. Per me l'interesse è ancora immutato e ho piacere a dire la mia e a leggere gli interventi altrui, anche perché non conosco in rete luoghi discussione (in italiano) altrettanto validi e immuni da interferenze di troll e di OT a valanga. Ma è certo che lo spazio di discussione e di confronto si è assai impoverito.

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La notizia non è freschissima perché la storia assai curiosa del pianista Roberto Cominati era stata già divulgata anni fa, ma è tornata a galla oggi (e così l'ho scoperta, andando poi a googlare per approfondimenti). Insomma, per diversi anni Cominati ha avuto una doppia vita barcamenandosi fra l'attività pianistica e il lavoro a tempo pieno come pilota di aerei di linea, svolto anche dopo la vittoria al premio Busoni  e l'avvio di una prestigiosa carriera concertistica. Come opportunamente sottolinea l'articolista di Repubblica, si trattava di lavoro "vero" e non di semplice hobby coltivato a tempo perso (come Karajan o Harding o, aggiungo io, Pletnev). 

http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/11/30/news/cominati_il_pianista_dei_boeing_i_miei_anni_tra_le_sale_da_concerto_e_la_cabina_di_pilotaggio_-182637010/

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11 ore fa, Alucard dice:

https://nypost.com/2017/12/02/legendary-opera-conductor-molested-teen-for-years-police-report/

 

questa è tosta: James Levine accusato di molestare adolescenti.

Norman Lebrecht e i commentatori sul suo sito ricordano che i "rumours" al riguardo, purtroppo, non sono di oggi...

http://slippedisc.com/2017/12/james-levine-a-note-of-caution/

http://slippedisc.com/2017/12/ny-post-james-levine-molested-teenaged-boy/

http://slippedisc.com/2017/12/the-met-issues-statement-on-james-levine/

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Se ne parlava già tanti anni fa...ovviamente,  ciò non vuol dire nulla , nè in un senso nè nell'altro.

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Sta cagnara sulle molestie ha qualcosa di grottesco: tutti - all'improvviso - si svegliano una mattina e scoprono di essere stati molestati e denunciano - a vele mediatiche spiegate - la loro infelice condizione (passata). Perché non l'hanno esposta, la denuncia, all'epoca dei (supposti) fatti? Non conveniva, bisognava turarsi il naso per arrivare da qualche parte? La class action del piagnisteo. Ridicoli.

Nel caso di Levine, il fatto che il MET lo abbia sospeso in assenza di prove certe e conclamate è cosa molto grave, inaudita ed inaccettabile. Se non lo sanno loro che la calunnia è un venticello...

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Non è facile esporre una situazione simile quando sei un ragazzino che non conta nulla, dovendoti praticamente mettere contro un direttore di fama internazionale col culo parato da tutti quelli che gli stanno attorno. E' come chiedersi come mai la gente non denuncia subito atti di estorsione mafiosi, o i soprusi delle multinazionali. Non diverso dagli episodi di abusi nel mondo ecclesiastico che vengono generalmente (quando vengono) resi noti molto ma molto dopo essere avvenuti. In questo caso ci sono almeno 3 testimonianze corroborate da nomi e facce; dubito  siano 3 esibizionisti usciti dal nulla. E non è nemmeno nuova di nuovo visto che accuse simili gli sono mosse da decenni.

Dovremmo piuttosto chiederci perché queste situazioni abbiano dovuto attendere un clima mediatico propizio per essere rese pubbliche. Perché nessuno provvide a rimuovere Levine tempo addietro? I dirigenti del MET ora fanno i paraculi ma è ovvio che sapessero, è che ora non siano più in grado di insabbiare come certamente hanno fatto in passato.

Tante altre testimonianze personali, con riflessioni varie, le si possono leggere

Tra l'altro cosa simile è accaduta pari pari al coro di Georg Ratzinger. Quindi non è che le molestie di massa all'interno del mondo musicale siano una moda del momento.

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