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Notizie dal mondo della musica classica

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Incredibile, Tori Amos incide per la Deutsche Grammophon* :


/>http://www.youtube.com/watch?v=viNyOxuD0KQ

Elio e le Storie tese però avevano previsto questa svolta pop dell'etichetta gialla:

Elio-e-le-Storie-Tese-Gattini-250.jpg

*Wittels, vuoi un consiglio? Non guardare. :D

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Incredibile, Tori Amos incide per la Deutsche Grammophon* :

E non è la prima. Elvis Costello e Sting l'hanno fatto prima di lei.

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Colin Davis ha saltato i concerti che doveva dare qui a Roma (La creazione di Haydn) per motivi di salute. Spero non sia niente di grave (quando Sawallisch annullò il concerto che doveva dare qui poi finì definitivamente la carriera).

Comunque ieri sera sono andato, il sostituto, tale Hartmut Haenchen, mi è parso bravo. Peccato perchè speravo di sentire per la prima volta Davis dal vivo (e in un pezzo che volevo proprio ascoltare dal vivo).

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L'intero pacchetto azionario della Brilliant Classics è stato acquistato dalla società tedesca Edel, casa discografica proprietaria anche dei marchi ex DDR Berlin Classics ed Eterna. E' probabile pertanto che siano ripubblicate con marchio Brilliant un sacco di cose interessanti già uscite per quelle etichette.

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L'orchestra della Tonhalle di Zurigo ha nominato un nuovo direttore musicale, appena ventiseienne, al posto di David Zinman. Si tratta del francese - finora a me ignoto - Lionel Bringuier.

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L'intero pacchetto azionario della Brilliant Classics è stato acquistato dalla società tedesca Edel, casa discografica proprietaria anche dei marchi ex DDR Berlin Classics ed Eterna. E' probabile pertanto che siano ripubblicate con marchio Brilliant un sacco di cose interessanti già uscite per quelle etichette.

Ottima notizia. :)

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Claudio Abbado torna a dirigere la Filarmonica dopo 26 anni


/>http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_ottobre_30/abbado-scala-concerto-ritorno-2112494435715.shtml

Ovviamente, la Rai si è ben guardata dal trasmettere live il concerto tenutosi martedì sera con musiche di Chopin (Piano Concerto No. 1 con Daniel Barenboim solista che compiva 70 anni) e Symphony No. 6 di Mahler.

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Guest Carlin

Ne approfitto per segnalare due articoli che non hanno a che fare con la musica direttamente, ma con le vicende legate ad alcune personalità illustri: uno riguarda la conferma del fatto che Karajan era iscritto al partito nazista come scritto qui:

http://www.firstonli...06-c8b646a13450, e che potete trovare sul Corriere con un piccolo trafiletto (non che sia una bella notizia ma tanto qualcuno l'avrebbe postata).

L'altro un bell'articolo sempre sul Corriere a riguardo della grafomania di Ciaikovskij.

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Beh, ma la prima si sapeva già da tempo (se non sbaglio si era iscritto prima alla sezione austriaca e dopo l'Anschluss di iscrisse anche a quella ormai unica e tedesca).

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Grandi polemiche in Russia e nel mondo del concertismo per la fuga del pianista Andrei Gavrilov dalla sala di Mosca in cui avrebbe dovuto eseguire il Terzo concerto di Rachmaninov. E' stato sostituito all'impronta da un altro bravo pianista, Alexander Ghindin, che era seduto nel pubblico e che pare abbia riscosso un buon successo. La notizia non è tanto nell'abbandono di un concerto poco prima dell'inizio, perché su questo ci sono stati e ci sono grandi esperti del forfait all'ultimo momento, su tutti Benedetti Michelangeli e la Argerich. Ciò che ha destato sconcerto è la veemente serie di contumelie e di invettive verso l'orchestra e verso il direttore sparata poco dopo da Gavrilov su Facebook. E la replica degli orchestrali non è stata meno dura.

Gli strali di Gavrilov: http://www.artsjournal.com/slippeddisc/2012/12/when-a-pianist-cancels-rachmaninov-3-in-moscow-theres-always-another-in-the-hall.html

La risposta dell'orchestra: http://www.artsjournal.com/slippeddisc/2012/12/just-in-musicians-hit-back-at-gavrilov-for-walking-out-on-rach-3.html

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In arrivo una valanga di cofanetti verdiani. :tired: Io ho una ammirazione sconfinata per Verdi però le case discografiche propongono sempre le stesse cose e sempre le stesse edizioni. Davvero a parte il pacchettino non cambia nulla. Puro marketing.

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Chissà? Di sicuro la linea dei grandi direttori alla guida dei Berliner si è interrotta dopo Abbado.

io direi con von Karajan !

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Non ritieni Abbado un grande direttore :o?

nel periodo berliner no.

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io direi con von Karajan !

Condivido. Abbado prima, Rattle poi, a Berlino non hanno dato il meglio di sé, che anzi offrirono prima dell'incarico berlinese. Perché ciò sia accaduto non saprei. Almeno questo è il mio parere. È stato tutto un patetico tentativo di "rinnovare" (ma cosa poi?) anziché di concentrarsi sul fare musica e basta. Abbado che voleva togliere ai berlinesi il suono "impastato" di Karajan (che poi era una grande qualità, far diventare l'orchestra un unico strumento espressivo, come disse Karajan di Talich) e Rattle che voleva portare un po' di musica fuori dal tradizionale repertorio dei Berliner (Gershwin, sai che roba, più tonnellate di Mahler, come se se ne sentisse la mancanza). Dischi molto belli ne avranno fatti, ma memorabili, forse nemmeno uno. Il confronto con il regno di Furtwaengler e Karajan è improponibile.

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Abbado ha lavorato molto per cancellare l'immagine conservatrice dei Berliner, ha favorito un sensibile abbassamento dell’età media dei musicisti, ha aperto le porte dell’orchestra ad altri grandi direttori, e soprattutto ha provveduto alla progressiva ripulitura di quel timbro così decadente lasciatogli in eredità da Karajan (che andava bene solo per certo repertorio tardo-romantico) per dare ai Berliner una più ampia gamma di sonorità e metterli in grado di eseguire con maggiori cognizioni stilistiche non solo il repertorio classico e romantico ma anche la musica del Settecento e barocca e, soprattutto, quella contemporanea. Non è infatti improbabile che tra i motivi che indussero anni fa i Berliner ad eleggere Abbado ci fosse anche la convinzione che lo spessore musicale ed intellettuale del maestro italiano avrebbe potuto affrancarli, come di fatto è stato, da quella sindrome autocelebrativa e da quella chiusura culturale entro cui Karajan aveva imprigionato l’orchestra. Rattle lo conosco poco in disco ma è un direttore che va sentito dal vivo per valutarlo nella sua totalità, soprattutto nel repertorio del 900 storico e in quello contemporaneo.

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Sarà... ma io preferisco di più Rattle ad Abbado. E' vero che anche il primo, rispetto al periodo Birmingham, sembra essersi stremperato (sia in scelte di repertorio che a livello di esecuzioni), però il suo respiro è rimasto sempre moderno. E' pur vero quel che dice Ives, Rattle veniva dopo un Abbado che gli aveva spianato la strada (e che aveva ereditato l'orchestra di Karajan, che era più che un direttore stabile), però è pure vero che l'ultimo Abbado berlinese si è richiuso nel repertorio tedesco di tradizione, con non molte eccezioni, cercando il più delle volte di inseguire le conquiste interpretative raggiunte dalle nuove generazioni. Abbado poi, da bravo intellettuale, ha tutta la sua bella serie di pregiudizi e snobbismi che si sono accentuati sempre di più nel tempo. Insomma gli spettri di Furt e Karajan erano ancora lì dietro l'angolo. Rattle credo che abbia cercato di spazzarli via definitivamente, anche se da uno che ha tirato fuori da un'orchestrina americana tutto e il contrario di tutto convengo che c'era da aspettarsi molto di più. Non conosco tutte le incisioni Rattle-Berliner, ma di quelle che conosco se ne dovessi salvare una mi porterei le sinfonie di Brahms; far suonare ai Berliner un Brahms così poco "tedesco" per me è stato un merito. Chissà salta fuori qualcosa di interessante di quì a poco (l'ennesima Carmen mi farebbe sospettare di no).

PS: Karajan è stato un genio, ma molte delle incisioni degli ultimi 20 anni di carriera ormai mi risultano assai indigeste...

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Sarà... ma io preferisco di più Rattle ad Abbado. E' vero che anche il primo, rispetto al periodo Birmingham, sembra essersi stremperato (sia in scelte di repertorio che a livello di esecuzioni), però il suo respiro è rimasto sempre moderno. E' pur vero quel che dice Ives, Rattle veniva dopo un Abbado che gli aveva spianato la strada (e che aveva ereditato l'orchestra di Karajan, che era più che un direttore stabile), però è pure vero che l'ultimo Abbado berlinese si è richiuso nel repertorio tedesco di tradizione, con non molte eccezioni, cercando il più delle volte di inseguire le conquiste interpretative raggiunte dalle nuove generazioni. Abbado poi, da bravo intellettuale, ha tutta la sua bella serie di pregiudizi e snobbismi che si sono accentuati sempre di più nel tempo. Insomma gli spettri di Furt e Karajan erano ancora lì dietro l'angolo. Rattle credo che abbia cercato di spazzarli via definitivamente, anche se da uno che ha tirato fuori da un'orchestrina americana tutto e il contrario di tutto convengo che c'era da aspettarsi molto di più. Non conosco tutte le incisioni Rattle-Berliner, ma di quelle che conosco se ne dovessi salvare una mi porterei le sinfonie di Brahms; far suonare ai Berliner un Brahms così poco "tedesco" per me è stato un merito. Chissà salta fuori qualcosa di interessante di quì a poco (l'ennesima Carmen mi farebbe sospettare di no).

PS: Karajan è stato un genio, ma molte delle incisioni degli ultimi 20 anni di carriera ormai mi risultano assai indigeste...

inglese...

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l'ultimo Abbado berlinese si è richiuso nel repertorio tedesco di tradizione, con non molte eccezioni, cercando il più delle volte di inseguire le conquiste interpretative raggiunte dalle nuove generazioni.

Quest'affermazione mi desta parecchie perplessità. Pensiamo al ciclo-Beethoven: più che inseguire conquiste di altri, mi sembra - date alla mano - che Abbado abbia imposto su larga scala un nuovo modo di leggere quel ciclo sinfonico, al di là di certi capostipiti (Harnoncourt e Gardiner su tutti e prima ancora Tilson Thomas che usò una piccola orchestra). E l'esito di Abbado in questo senso non è stato una scopiazzatuta epigonica ma un risultato ammirato da moltissimi. Quanto al repertorio non sono d'accordo: lo dimostrano i dischi e soprattutto le impaginazioni dei programmi. Se alcuni esiti eccelsi Abbado ha raggiunto coi Berliner, ciò è avvenuto proprio nel repertorio che prima i Berliner poco frequentavano: pensiamo allo straordinario Boris Godunov, o al Canto sospeso di Nono o alle altre formidabili esecuzioni di musica del secondo 900.

Abbado poi, da bravo intellettuale, ha tutta la sua bella serie di pregiudizi e snobbismi che si sono accentuati sempre di più nel tempo. Insomma gli spettri di Furt e Karajan erano ancora lì dietro l'angolo. Rattle credo che abbia cercato di spazzarli via definitivamente, anche se da uno che ha tirato fuori da un'orchestrina americana tutto e il contrario di tutto convengo che c'era da aspettarsi molto di più. Non conosco tutte le incisioni Rattle-Berliner, ma di quelle che conosco se ne dovessi salvare una mi porterei le sinfonie di Brahms; far suonare ai Berliner un Brahms così poco "tedesco" per me è stato un merito. Chissà salta fuori qualcosa di interessante di quì a poco (l'ennesima Carmen mi farebbe sospettare di no).

Non conosco quasi per nulla il Rattle coi Berliner, mentre apprezzo moltissimo quello di Birmingham. Da qui al 2018 c'è ancora tempo. Penso che qualcosa di molto buono verrà.

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inglese...

giusto... che gaffe :D 4 in geografia!

Abbado abbia imposto su larga scala un nuovo modo di leggere quel ciclo sinfonico, al di là di certi capostipiti (Harnoncourt e Gardiner su tutti e prima ancora Tilson Thomas che usò una piccola orchestra).

E' proprio da certi capostipiti che i grandi direttori di oggi hanno preso il modo di suonare Beethoven (certo personalizzandolo ognuno secondo la propria estetica). E penso allo stesso Rattle o a Chailly, ma pure Zinman o Mackerras...

La tanto disprezzata integrale di Roger Norrington (giudicata goffa, arbitraria, addirittura ridicola da alcuni) esce alla fine degli anni 80 addirittura e, quella sì, comincia a muovere seriamente qualcosa. Così come Tilson Thomas, che mi pare coevo. Cosa facevano Abbado e company a quell'epoca? Semmai Abbado è stato il primo dei direttori istituzionali a "importare" le prassi filologiche (o comunque storicamente informate) alle compagini tradizionali, creando un mix anche un po' ruffiano che tiene contento l'amante del suono tradizionale e l'amante dell'impostazione HIP. Ma ci sono voluti 10 e passa anni. Questo perchè a confronto dei colleghi i direttori di tradizione cominciavano a risultare ridicoli con il loro Beethoven fermo agli anni '60 (tranne Baremboim che sembra non si sia accorto di nulla). Se per "imposto su larga scala" intendevi questo, allora sono daccordo! :) Tra l'altro, Abbado c'ha provato anche con Mozart, ma il suo Mozart pseudo-hip è di noiosissimo grigiore (come pure, va detto, l'Haydn di Rattle), e poi con Bach, meglio, ma sentiamo davvero il bisogno dei Brandeburghesi di Abbado dopo Goebbels, Suzuki, Giardino Armonico, Alessandrini, Fasolis, Koopman ecc. ecc.?

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giusto... che gaffe :D 4 in geografia!

E' proprio da certi capostipiti che i grandi direttori di oggi hanno preso il modo di suonare Beethoven (certo personalizzandolo ognuno secondo la propria estetica). E penso allo stesso Rattle o a Chailly, ma pure Zinman o Mackerras...

La tanto disprezzata integrale di Roger Norrington (giudicata goffa, arbitraria, addirittura ridicola da alcuni) esce alla fine degli anni 80 addirittura e, quella sì, comincia a muovere seriamente qualcosa. Così come Tilson Thomas, che mi pare coevo. Cosa facevano Abbado e company a quell'epoca? Semmai Abbado è stato il primo dei direttori istituzionali a "importare" le prassi filologiche (o comunque storicamente informate) alle compagini tradizionali, creando un mix anche un po' ruffiano che tiene contento l'amante del suono tradizionale e l'amante dell'impostazione HIP. Ma ci sono voluti 10 e passa anni. Questo perchè a confronto dei colleghi i direttori di tradizione cominciavano a risultare ridicoli con il loro Beethoven fermo agli anni '60 (tranne Baremboim che sembra non si sia accorto di nulla). Se per "imposto su larga scala" intendevi questo, allora sono daccordo! :) Tra l'altro, Abbado c'ha provato anche con Mozart, ma il suo Mozart pseudo-hip è di noiosissimo grigiore (come pure, va detto, l'Haydn di Rattle), e poi con Bach, meglio, ma sentiamo davvero il bisogno dei Brandeburghesi di Abbado dopo Goebbels, Suzuki, Giardino Armonico, Alessandrini, Fasolis, Koopman ecc. ecc.?

Maja, oggi prendi dei lapsus da campionato. Dopo i Brandeburghesi di Goebbels, aspettiamo senza troppa ansia anche l'Arte della Fuga di Goering.

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... in realtà stavo pensando a lui:


/>http://www.youtube.com/watch?v=ScgFj9jBjvw

più che HIP è NIP: Nazis informed performance

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