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LudwigII

Che tipo di ascoltatore sei ?

Che tipo di ascoltatore sei  

93 voti

  1. 1.

    • Ascoltatore viscerale - Non ho bisogno di sapere nulla riguardo a ciò che ascolto, il mio fine è il piacere immediato
      12
    • Ascoltatore informato - Quando ascolto cerco notizie di carattere generale per "inquadrare" l'autore e le composizioni in questione
      43
    • Ascoltatore analitico - Spesso leggo o faccio analisi dell'armonia, delle connessioni tematiche, ecc. con l'ausilio delle partiture
      9
    • Ascoltatore critico - Conoscendo bene la composizione mi piace confrontarne esecuzioni diverse per comprendere lo stile dell'esecutore
      21
    • altro
      8


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Anch'io oscillo tra 1, 2, 4 ... non sempre una composizione mi piace abbastanza da approfondirne i contenuti, e non sempre, per quanto riguarda ciò che trovo interessante, mi procuro varie interpretazioni per confrontarle ... a volte mi capita di non trovarne altre ...

Certo, per esempio un poema sinfonico di C. Franck, ne esiste solo una registrazione, e per giunta non si trova più in commercio. :scratch_one-s_head:

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non mi definisco certo un musicista di una certa esperienza, però è difficile che mi piaccia uun pezzo dopo decine di volte. Mi accade solo con Prokof'ev, per adesso.

A me è successo con la Prima sinfonia di Brahms: al primo ascolto non mi è piaciuta e neanche al successivo, poi ho sentito il tema iniziale in un sogno, e al risveglio non sapevo di chi fosse quella musica. Dopo circa una settimana l'ho scoperto e il mio ascolto è stato entusiastico, e da allora mi è sempre piaciuta. Erano i primi anni '90. :to_pick_ones_nose2:

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Ho promosso il sondaggio e mi sono dimenticato di rispondere :D

In genere parto sempre con l'ascolto puro e semplice senza alcuna sovrastruttura, poi con il tempo (occorre tanto tempo e pazienza) cerco di percorrere progressivamente le altre tappe che ho elencato, soprattutto se quella musica mi piace, in modo da raggiungere una maggiore consapevolezza di quello che sta accadendo. Quindi riassumendo quasi mai mi fermo a 1, cerco di tendere a 3-4.

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guardando la partitura: mi risulta noiosissimo, ma so che c'è a chi piace. TIPO A ME :to_pick_ones_nose2:

Ho votato 1 ma avrei coluto votarli tutti

Ascoltatore viscerale - Non ho bisogno di sapere nulla riguardo a ciò che ascolto, il mio fine è il piacere immediato

Il piacere immediato è una delle cose che si ricercano nella musca principalemte....in assoluto percio lo votato

Non so pero credo che ascoltando ma non sentendo(questo mai ) visto che amo la musica riesco a fare tutte e quattro le cose insieme non vorrei esagerare ma è cosi!

Direi che non riesco a scindere l'ascolto allo stato puro dell'orecchio all' ''analizzare''

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Ho votato 1 ma avrei coluto votarli tutti

Ascoltatore viscerale - Non ho bisogno di sapere nulla riguardo a ciò che ascolto, il mio fine è il piacere immediato

Il piacere immediato è una delle cose che si ricercano nella musca principalemte....in assoluto percio lo votato

Non so pero credo che ascoltando ma non sentendo(questo mai ) visto che amo la musica riesco a fare tutte e quattro le cose insieme non vorrei esagerare ma è cosi!

Direi che non riesco a scindere l'ascolto allo stato puro dell'orecchio all' ''analizzazione''

sì sì analizzazione :thumbsup_still:

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In passato generalmente mi dedicavo all'ascolto fine a sè stesso, ma da un po' di tempo ho assunto il profilo C. Ascoltatore analitico.

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Informato. Però sono anche un ascoltatore analitico: cerco sempre nei limiti del possibile di avere la partitura, specialmente quando l'opera mi intriga parecchio.

Una cosa che non faccio spesso è invece confrontare esecuzioni diverse. Di solito mi informo su qual'è considerata la migliore sulla piazza e mi tengo quella! :D

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Io penso di essere viscerale, capita anche a me di leggere la partitura ma solo ai primi ascolti per seguire il tempo.

Anche perché se mi dovessi mettere a fare l'analisi armonica di una sinfonia di Mahler.... o di un qualsiasi pezzo di Stravinsky, Schoenberg

ne uscirei pazzo angelic_kid.gif Si può fare con qualche brano, e possibilmente con una guida...

Ascoltatore informato nemmeno. Prima ascolto e poi leggo content_kid.gif

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Informato. Però sono anche un ascoltatore analitico: cerco sempre nei limiti del possibile di avere la partitura, specialmente quando l'opera mi intriga parecchio.

Una cosa che non faccio spesso è invece confrontare esecuzioni diverse. Di solito mi informo su qual'è considerata la migliore sulla piazza e mi tengo quella! :D

con quell'immagine sulla firma sformatti il forum. Quando posti tu compare

sempre la barra orizzontale del browser!

Basta che ne togli uno e torna tutto apposto... tipo il settimo cat_lol.gif

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con quell'immagine sulla firma sformatti il forum. Quando posti tu compare

sempre la barra orizzontale del browser!

Basta che ne togli uno e torna tutto apposto... tipo il settimo cat_lol.gif

No no, Franz me lo tengo, altro che! Fosse Wagner, non ci penserei su due volte, ma Franz... :a1

Risolvo il problema rimpicciolendo lo striscione ingombrante e aggiungendoci un bel color seppia à la moda veja. Et voilà!

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Ad anni di distanza dalla prima risposta credo alla fine di esser cambiato poco. Resto un ascoltatore comunque certo più viscerale che critico, benché mi piaccia procurarmi tante versioni della stessa opera. Il problema di quest'ultimo approccio è che mi coglie sempre il dubbio: ma acquistare un'altra copia delle Nozze del Barbiere (così non devo dire "di X") quando ne ho già una o un paio non è uno spreco? Non è meglio provare un po' tutto senza tornare più d'una volta sullo stesso spartito?

Ascoltatore informato... A volte. E' sicuro che per Mozart, Beethoven o Haydn l'interesse per i particolari è maggiore che non per Villa Lobos o Prokofiev, anche se per ragioni tecniche dovrebbe avvenire proprio l'opposto. Pare che la testa, o meglio le orecchie, qui abbiano le porte: chiuse per i primi quartetti haydniani, aperte per la 1° Sinfonia di Cajkovskij, fiducia moderata per quei disgraziati di autori novecenteschi, ecc.

Ascolto analitico: averne il tempo! E dire che sono almeno in grado di leggiucchiare la musica e le connessioni tematiche posso coglierle di tanto in tanto al volo, se non altro perché la memoria che è in me più forte è di certo quella melodica o auditiva che dir si voglia.

In definitiva: più che mai musicofago in tutte le direzioni, sebbene sia classicista convinto; molto superficiale perché, con tutto quello che c'è da ascoltare qui a pochi metri da me, gli impegni e tutto il resto, non potrò mai diventare certo un critico musicale - anche se sotto sotto è la mia passione.

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non avevo mai notato questo sondaggio! comunque io ho messo l'"informato" ma devo dire che anche il piacere immediato ha un ruolo importantissimo nel mio ascolto, e mi piace sia ascoltare versioni di esecutori diversi sia guardare le partiture di alcuni dei brani che ascolto.... per cui un po' un ibrido, come vedo molti di quelli che hanno commentato!

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Direi che la definizione più consona per quanto mi riguarda sia quella che ho votato,cioè:"Ascoltatore informato - Quando ascolto cerco notizie di carattere generale per "inquadrare" l'autore e le composizioni in questione"

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Ascoltatore critico. Mi affascina parecchio confrontare le diverse esecuzioni che ho a disposizione di una stessa opera. Sono anche molto curioso: mi avvicino a tutti i compositori di ogni periodo sempre con la stessa speranza di trovarmi di fronte ad un genio ingiustamente dimenticato.

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Il primo ascolto di un brano è quasi sempre impegnativo: mi siedo davanti allo stereo e non faccio altro, al massimo leggo qualcosa.

Se il primo ascolto è di un'opera, mi rifiuto di eseguirlo senza il libretto fra le mani (lo trovo necessario, sia per capire il dramma, che per sopravvivere indenne a certi recitativi :nea: )

L'ascolto - con - partitura mi è successo solo per Tosca, Norma e Trovatore.

Gli altri ascolti invece hanno lo scopo di sottofondo: dallo stare al PC al lavare il cane, dal tagliare l'erba al viaggiare. :cat_lol:

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La prima fase dell'ascolto é sempre viscerale, per me. Ho votato però l'ultima opzione perché mi piace fare confronti e procurarmi, quando possibile, diverse esecuzioni dello stesso brano, questo per vedere le idee interpretative degli esecutori.

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tutte e quattro, dipende da quanto mi sento attratto da un certo brano (e quindi quanto cresce il desiderio di approfondirne la conoscenza)

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Beh, direi prima la 2... Poi una volta che ho acquisito una padronanza del brano, da me reputata accettabile per i miei standard, se le incisioni lo consentono (cioè se posso contare su una buona eterogeneità nelle differenti interpretazioni), divento critico, quindi passo alla quattro.

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Guest vivaldi76

Sono un ascoltatore a cui interessa conoscere qualcosa delle opere che ascolta ma allo stesso tempo,ascolto per il piacere immediato che dà la musica classica. Ecco una via di mezzo tra un ascoltatore informato ed un ascoltatore viscerale.

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Tranne per l'ascoltatore analitico, direi che mi rispecchio in parte in tutti gli altri: cerco il piacere dell'ascolto, ma adoro informarmi sull'autore e sul periodo e, infine, se conosco abbastanza bene la composizione mi fisso sul confrontare le esecuzioni (in questo YT aiuta tantissimo).

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Che ascoltatore sono? Benché io ormai sia uno “svisceratore di musica” da un arco di tempo piuttosto esteso, mi sembra sempre -invariabilmente- di essere in debito di esperienza musicale. Questo mi porta spesso a riflettere con autoironia su questo piccolo concetto: possiedo un terzo dei dischi che vorrei possedere, e sospetto che i dischi che vorrei possedere siano un terzo dei dischi che dovrei possedere. Senza parlare del fatto che sicuramente ho avuto modo di ascoltare i miei dischi solo un terzo delle volte che sarebbero necessarie… ma bando alle facezie e alle digressioni. Posso dire che mi ritrovo a orbitare alternativamente attorno ai vari “centri gravitazionali” indicati ad inizio sondaggio: ascoltatore informato per default, potremmo dire, e ascoltatore critico per alcune opere che hanno fatto da pietra angolare della mia crescita musicale in ambito “classico”, come ad esempio la Sacre di Stravinsky o il Prelùde di Debussy. Ascoltatore analitico raramente, per due motivi: salvo qualche attento ascolto con partitura su youtube, non sono motivato a comprarmi o scaricarmi partiture per conto mio, e poi probabilmente non è il tipo di ascolto che più mi si addice o per il quale sono preparato. Questione anche di competenza non ancora sufficientemente sviluppata, ma siamo da capo. Certo, l’idea mi stuzzica, restano però altre le priorità.

Il punto è che spesse volte la fame di approfondimento, di crescita musicale, di conoscenza e di evoluzione mi porta sì a scoprire nuovi autori meravigliosi e ad analizzare la loro musica, ma mi tiene (o forse “ci” tiene) quasi sempre avvinto a un ascolto molto “razionale”, a una concentrazione e percezione necessariamente su più livelli. Niente di strano… penso che chiunque si metta in certi casi ad occhi chiusi ad ascoltare, impegnandosi a vivere in intensità il momento sonoro di puro presente, oppure allargando la consapevolezza a spettro più ampio nell’arco di un brano, interiorizzando. Mi domando però: e se invece per una volta ci si staccasse da questo ascolto ipercosciente e ci si domandasse come verrebbe percepito, che so, un Concerto di Vivaldi da un orecchio completamente vergine e nuovo? Voglio dire, un orecchio che non è inevitabilmente condizionato dalla “roccaforte di conoscenza ed esperienza” che è stata faticosamente e meticolosamente costruita in anni o lustri o decenni di passione e ricerca musicale. Un orecchio, una mente e uno spirito non perennemente vessati e offuscati da suoni e musiche che ci attorniano inconsapevolmente in qualsiasi momento, nel mondo che ci circonda. Oppure, sempre posta la medesima premessa, come verrebbe percepito un Mottetto di Dufay piuttosto che Nomos Alpha di Xenakis? Non è provocazione, e non è nemmeno un rimando a quella (assurda e obsoleta) questione dell’orecchio e dei suoi “bisogni”, di cui si parlava qui anni or sono. Tutt’altro. Qualche pagina fa, un utente menzionò in questa stessa discussione un suo ipotetico obiettivo, ovvero un ritorno voluto all’ascolto autenticamente viscerale, come se si fosse fanciulli digiuni di musica esposti per la prima volta a Beethoven. Lo trovo, a parere personale, un obiettivo nobilissimo, squisitamente umano e se vogliamo un po’ kandinskiano; uno tra i tanti obiettivi che ci poniamo, nella nostra carriera di “svisceratori di musica”. Di certo non implicherebbe disimparare e tantomeno abbandonare la succitata “roccaforte di conoscenza” a cui tanto teniamo, e che alcuni di noi necessitano fino ad averne dipendenza. Una semplice riflessione, mia e discreta, su come sarebbe magnifico imparare a conservare un “momento di innocenza musicale”; magari per certi primi ascolti assoluti, o al contrario per pezzi che conosciamo come le linee del nostro palmo, e in cui ci farebbe bene abbandonare l’ego e la ragione per qualche sanissimo istante, scendendo nell’esperienza primigenia. Verosimile? A mio umile avviso, si. Buon prosieguo.

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Io sono tra l'informato e l'analitico, anche se alla fine ho votato per il secondo.

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