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LudwigII

Che tipo di ascoltatore sei ?

Che tipo di ascoltatore sei  

93 voti

  1. 1.

    • Ascoltatore viscerale - Non ho bisogno di sapere nulla riguardo a ciò che ascolto, il mio fine è il piacere immediato
      12
    • Ascoltatore informato - Quando ascolto cerco notizie di carattere generale per "inquadrare" l'autore e le composizioni in questione
      43
    • Ascoltatore analitico - Spesso leggo o faccio analisi dell'armonia, delle connessioni tematiche, ecc. con l'ausilio delle partiture
      9
    • Ascoltatore critico - Conoscendo bene la composizione mi piace confrontarne esecuzioni diverse per comprendere lo stile dell'esecutore
      21
    • altro
      8


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Sarebbe interessante che si motivasse la scelta della categoria cui si crede di appartenere e magari si aggiungessero commenti e consigli su quello che noi riteniamo il miglior metodo di ascolto.

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La seconda. Mi sarebbe piaciuto votare la terza o la quarta ma non ne sono ancora in grado :(

edit: ovviamente quando possibile. Certe volte si trovano pochessime info riguardo alcune composizione sconosciute.

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Mah, un po' di tutto tranne la quarta. Per il confronto delle esecuzioni sono negato, anche se sto cercando di capirne di più, ma cerco volentieri di ricordarmi dove ho già sentito un tema (se l'ho già sentito da qualche parte, of course) o di procurarmi lo spartito se si tratta di opere per pianoforte. Nel caso che si tratti di opere di fine '700 o primo '800 m'informo regolarmente, ma non escludo anche che mi piace semplicemente ascoltare quello che passa la radio o comprare più CD per smania di collezionismo.

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In assoluto la 4.

Quando ascolto una musica per la prima volta il mio primo obbiettivo è il "compositore ideale", il scovare la tecnica usata, il giudicare se troppo rarefatta o troppo diffusa.....

Comunque anche la 3 mi ha fatto riflettere...

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Io in genere vado a fasi: la prima ascolto semplicemente e vedo se la composizione mi piace (anche senza sapere nulla a rigurado); la secondo comincia a memorizzare il brano e a documentarmi su autore, pezzo,...; la terza cerco anche di cogliere le sfumature e la struttura dell'opera (i vari temi, le sezioni, la forma, ecc.).

Purtroppo non sono ancora in grado di fare un'analisi dal punto di vista armonico o compositivo :(

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la due, molto polleggiosamente. Però ad esempio le composizioni che amo e che mi prefiggo di studiare le analizzo come dice il punto 4 (soprattutto bach, ma anche schubert o chopin).

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Solitamente sono ascoltatore critico (specie se i pezzi che sento li conosco già e specie se seguo un concerto dal vivo), anche troppo...perché quando si tratta di ascoltare dei cantanti vado ad analizzare quello che fanno ad ogni batter di ciglia.

Se devo essere sincero comunque, questo modo di fare può anche essere deleterio...siccome sto sempre attento ad una persona come canta, spesso e volentieri non posso godere appieno della musica (soprattutto se la persona in questione canta male :P ) e magari questo è decisamente controproducente...ma penso sia una deformazione professionale, non posso farci niente.

Comunque sondaggio interessante ;)

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In genere ascolto per provare piacere. Ma ascolto sulla base di quello che ho scoperto in approfonditi studi di storia della musica. Oppure ascolto per studiare l'interpretazione di un pezzo, se si tratta di pianoforte, e avere elementi per costruire la mia interpretazione. Una cosa che proprio non riuscirei a fare è seguire il contrappunto o i temi, magari guardando la partitura: mi risulta noiosissimo, ma so che c'è a chi piace. Forse è perchè non sopporto il contrappunto: in genere all'ascolto di una fuga mi do alla fuga :lol:

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Guest Fede_Rinhos

Be',molto spesso semplicemente la 1 e un po' la 2....

con i pezzi che conosco davvero bene, anche la 4 (confronto spesso le sonate di Prokof'ev, i brandeburghesi, il conc per vl. di Ligeti e naturalmente i capricci di Paganini)

la 3 quasi mai, anche se spesso seguo i pezzi partitura la mano (ma spesso farne l'analisi armonica diventa un po' difficile, sia con Ockeghem sia con Ligeti :D )

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ho votato la 3..(analitico)ma anche la 4°(critico) mi sta bene..

seguire con lo spartito e' una cosa importantissima..s'imparano un sacco di cose.

poi se si ha tempo e voglia(sia per dovere che per piacere)e' bello analizzare la forma,la struttura,l'armonia e altre cose interessanti di questo genere.

pero' credo che raggiunta una certa esperienza di conoscenze musicali e di ascolti, molte analisi(in particolare se si e' aiutati da un buon orecchio,non necessariamente "assoluto"..ma che abbia senso armonico)

si possono fare anche in tempo reale senza partitura..per esempio di sonate e sinfonie classiche non e' molto difficile.

invece con un analisi approfondita a tavolino,a volte brani che all'ascolto possono sembrare solo gradevoli o semplici risultano essere pieni di sorprese(magari una sinfonia di Haydn o un brandeburghese di Bach...brani che magari uno fischietta passeggiando..) che le sole orecchie non avrebbero mai potuto apprezzare completamente...in questi casi la musica e' doppiamente affascinante. :rolleyes:

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il fine da raggiungere dovrebbe essere il primo, viscerale... ma non mi piace molto il termine, meglio procedere per negazioni, direi acritico, disinformato e inanalitico (si può dire?).

Questa sarebbe la méta di anni e anni di studio faticoso :rolleyes: ma è molto difficile, beh si prova, via...

Ascoltare Beethoven con le orecchie di un neonato :lol:

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io appartengo alla quarta specie che ordina i pochi cd che ha in base all'ordine alfabetico dell'interprete. naturalmente in complesso ho poche composizioni ma in molte 'versioni'. il terzo tipo d'ascolto sfugge alla mia preparazione. la seconda mi tocca solo relativamente, può capitare d'informarmi di più ma è solo per avere eventuali conferme a mie supposizioni infondate. non faccio ricerche storiche e non mi piace 'erudirmi' da quel punto di vista. lo lascio fare a chi ha tempo e memoria sufficienti. può capitarmi di interessarmi ad un determinato genere o periodo storico etc. ma sono interessi di gran lunga secondari. insomma la mia al più è una ricerca di svago. naturalmente la prima specie è la più lontana da me perché sono molto condizionato dagli ascolti precedenti. ma non m'importa perché tanto alla fine arriva comunque il rapporto 'viscerale' con ciò che si ascolta ma con modalità differenti. insomma sono diversi tipi di somministrazione ma l'effetto sull'organismo è lo stesso.

poi ci sono momenti come questi in cui ascolto la fantasia contrappuntistica 'usandola' come colonna sonora ad altre attività tipo pensare al lavoro di domani, scrivere sul pc frasi capibili e dare un occhio all'inter su una rete sfigata facendo zapping con sanremo ovviamente con l'audio disattivato. insomma busoni è particolarmente sgradevole 'ascoltato' così. ma non si può sempre ascoltare davvero sennò diventa un'attività non retribuita che richiede troppo tempo...e ogni tanto mi piace concedermi delle pause nonostante ci sia musica che pretende l'ascolto (spesso negli studi si mette musica tipo 'new age' o comunque roba 'easy' che non distrae...secondo me è molto più bello non farsi distrarre da takemitsu o sorabji. perché quando cerchi di non distrarti quella musica ti infastidisce tremendamente...se l'ascolti ti risucchia...e devi quindi essere sempre concentratissimo per farla scorrere via nell'indifferenza generale! un'impresa che se ti riesce vuol dire che stai lavorando maledettamente bene :D

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ho votato la 3..(analitico)ma anche la 4°(critico) mi sta bene..

seguire con lo spartito e' una cosa importantissima..s'imparano un sacco di cose.

poi se si ha tempo e voglia(sia per dovere che per piacere)e' bello analizzare la forma,la struttura,l'armonia e altre cose interessanti di questo genere.

pero' credo che raggiunta una certa esperienza di conoscenze musicali e di ascolti, molte analisi(in particolare se si e' aiutati da un buon orecchio,non necessariamente "assoluto"..ma che abbia senso armonico)

si possono fare anche in tempo reale senza partitura..per esempio di sonate e sinfonie classiche non e' molto difficile.

invece con un analisi approfondita a tavolino,a volte brani che all'ascolto possono sembrare solo gradevoli o semplici risultano essere pieni di sorprese(magari una sinfonia di Haydn o un brandeburghese di Bach...brani che magari uno fischietta passeggiando..) che le sole orecchie non avrebbero mai potuto apprezzare completamente...in questi casi la musica e' doppiamente affascinante. :rolleyes:

bel post, l'ho proprio letto con piacere, condivido pienamente ;)

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Guest bradipoalpiano

mi piacerebbe però avere le competenze per poter confrontare e giudicare due diverse interpretazioni con criteri sistematici...posso confrontarle solo sul piano del gradimento personale...invece seguo molto spesso i pezzi con lo spartito davanti e lo analizzo...spesso inizio a sentirlo senza spartito solo se conosco benissimo lo spartito o se l'ho sentito centinaia di volte...sono così posso capirlo...o almeno io penso di riuscirci :P

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Allora.. nella maggior parte dei casi sono profilo A… ascolto e ascolto (nella radio tedesca poco si capisce anche dei titoli quindi.. :ph34r: ) e ogni tanto esclamo <Toh! Che brano caruccio.. cos’è?> :D

Per motivi di studio devo riferirmi il più possibile a profili come il C e il D..

Ma rimango in linea generale un’ascoltatrice viscerale d.o.c. (di orecchio certificato! :lol: )

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Guest sPaCeMaN

Il fine è il piacere, ma mi piace approfondire ciò che mi piace, nei limiti del possibile (quindi la seconda)

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Votato 4, ma in realtà non seguo sempre lo stesso sistema.

Welcome back! :)

LK

p.s.: ho votato la 2... ma anche un po' di analisi "comparata" ogni tanto provo a farla... [ma delle poche cose che conosco veramente bene!]... sicuramente sono sempre curioso di avvicinarmi all'autore, di cercare insomma di immedesimarmi con lui, e perchè no?, anche con l'esecutore...

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Ho votato la 3 (analitico), anche se in realtà lo faccio prevalentemente quando ascolto concerti per pianoforte e orchestra, o sonate per pianoforte, o musica da camera in cui in qualche modo il mio strumento c'entri e quindi posso procurarmi lo spartito... :D

Trovo che sia un aspetto importantissimo, estremamente affascinante e che, se praticato correttamente, magari insieme al proprio insegnante, fa raggiungere in fretta un certo grado di "maturità" musicale, indispensabile per essere un vero musicista, e non un mero esecutore.

Ciò non toglie che, in altre occasioni, mi ritrovo anche nel tipo 4 (critico) --> soprattutto per Chopin, Schumann, Brahms ed altre pietre miliari della letteratura pianistica :wub:

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Guest Janacek

Io ho votato 2... Mi piace comparare le esecuzioni, ma non essendo musicista mi capita di rado di conoscere una composizione "bene" (cioè con lo spartito sottomano)

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Ho votato 1).

... purtroppo solo al primo ascolto (anzi mi sforzo di resettare le mie conoscenze sull'autore e l'epoca per non farmi influenzare, cosa assai ardua quando si ha una certa esperienza di ascoltatore).

Di solito evito di leggere il libretto di accompagnamento al primo ascolto (così come non leggo prefazioni e introduzione prima di leggere un nuovo libro), in modo da godere al massimo del piacere della musica, in maniera quanto più ingenua e acritica, non influenzata da pregiudizi così da formarmi una prima opinione personale sull'opera qanto più scevra da influenze esterne.

Dal secondo ascolto in poi sicuramente divento sicuramente un ascoltatore di tipo 2 o addirttura di tipo 4 con certi autori che amo particolarmente (e.g. bach, vivaldi haendel monteverdi gesualdo palestrina etc etc).

Se l'opera ho avuto modo di cantarla allora, anche se la cosa non mi piace affatto, mi viene naturale analizzare l'esecuzione in dettaglio, e inevitabilmente nasce il confronto fra la "mia" versione e quella dell'autore (e quella del maestro del mio coro) e l'aspetto analittico tende a prevaricare sul piacere ingenuo e naturale dell'ascolto viscerale.

Scusate la domanda un po' OT ma a volte mi chiedo se un musicista di una certa esperienza riesca ancora a godere del piacere dell'ascolto di musica che ha eseguito decine e decine di volte...

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Guest Fede_Rinhos
Scusate la domanda un po' OT ma a volte mi chiedo se un musicista di una certa esperienza riesca ancora a godere del piacere dell'ascolto di musica che ha eseguito decine e decine di volte...

non mi definisco certo un musicista di una certa esperienza, però è difficile che mi piaccia uun pezzo dopo decine di volte. Mi accade solo con Prokof'ev, per adesso.

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Io ho votato 2... Mi piace comparare le esecuzioni, ma non essendo musicista mi capita di rado di conoscere una composizione "bene" (cioè con lo spartito sottomano)

Non essere timido, Janacek. Sei palesemente un 4.

;)

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Anch'io oscillo tra 1, 2, 4 ... non sempre una composizione mi piace abbastanza da approfondirne i contenuti, e non sempre, per quanto riguarda ciò che trovo interessante, mi procuro varie interpretazioni per confrontarle ... a volte mi capita di non trovarne altre ...

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La due, sono un semplice ascoltatore non un musicista. Tuttavia questo lo si può fare solo con i compositori più famosi.

Provate a farlo con i rari, ad esempio Wagenaar, Stenhammar o Parry; e questi sono i primi tre che mi vengono in mente, ma ce n'è una miriade. Purtroppo l'etichetta Naxos ha sempre scartato l'italiano dai suoi bloukets. :scratch_one-s_head:

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