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Io non penso che il fatto che la produzione di Chopin sia quasi esclusivamente pianistica sia un limite..Chopin esalta tutte le qualità del pianoforte, la sua versalità, la sua capacità di possedere in sè stesso tutti gli strumenti di un'orchestra!Un esempio?Lo studio op. 25 n. 1 che, suonato con le intenzioni del compositore, trasfigura il pianoforte in una splendida arpa...

Indubbiamente egli ha contribuito enormemente nella storia del suo strumento prediletto..nella tecnica pianistica ma anche nelle ricerche sul suono..!I compositori successivi devono molto a lui..Debussy per esempio, il suo impressionismo..lo studio op. 25 n. 6 di Chopin, quello sulle terze, non potrebbe forse essere impressionista?

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Io non penso che il fatto che la produzione di Chopin sia quasi esclusivamente pianistica sia un limite..Chopin esalta tutte le qualità del pianoforte, la sua versalità, la sua capacità di possedere in sè stesso tutti gli strumenti di un'orchestra!Un esempio?Lo studio op. 25 n. 1 che, suonato con le intenzioni del compositore, trasfigura il pianoforte in una splendida arpa...

Indubbiamente egli ha contribuito enormemente nella storia del suo strumento prediletto..nella tecnica pianistica ma anche nelle ricerche sul suono..!I compositori successivi devono molto a lui..Debussy per esempio, il suo impressionismo..lo studio op. 25 n. 6 di Chopin, quello sulle terze, non potrebbe forse essere impressionista?

Arpeggio=effetto simile all'arpa...cosa c'è di tanto magistrale?

Ragazzi...non attribuiamo alla gente meriti che NON ha..ogni giorno che passa mi accorgo (e non solo qui) della crescente copiosità di mistificatori! <_<

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torrefranca è il nome del conservatorio di Vibo!  :)

Eh, sì: Torrefranca era nato a Vibo Valentia (che all'epoca si chiamava, mi sembra, Monteleone Calabro).

Ciao.

cap

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Ragazzi...non attribuiamo alla gente meriti che NON ha..ogni giorno che passa mi accorgo (e non solo qui) della crescente copiosità di mistificatori! <_<

Ma non esageriamo neppure andando nella direzione opposta. Come ho già avuto occasione di scrivere, Chopin non è in testa alla mia classifica personale, però non ho nessuna difficoltà a riconoscergli il posto che gli compete nella storia della musica.

Per fare gli iconoclasti le opinioni e i gusti personali non sono sufficienti ;)

Ciao.

cap

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Ragazzi...non attribuiamo alla gente meriti che NON ha..ogni giorno che passa mi accorgo (e non solo qui) della crescente copiosità di mistificatori! <_<

Ma non esageriamo neppure andando nella direzione opposta. Come ho già avuto occasione di scrivere, Chopin non è in testa alla mia classifica personale, però non ho nessuna difficoltà a riconoscergli il posto che gli compete nella storia della musica.

Per fare gli iconoclasti le opinioni e i gusti personali non sono sufficienti ;)

Ciao.

cap

Uh...non è una questione di Iconoclastia...ne di Gusti...ne di Opinioni!

E' assurdo asserire l'importanza del ruolo storico di Chopin...è un dato oggettivo..no ha meriti se non quello di avere eletto definitivamente il Pianoforte a strumento Borghese e, al limite, al modo di percepire la musica strumentale <_< ..Posso capire il tuo ragionamento riferito a Liszt..che invece (pur non godendo dei miei gusti) rivoluziono il modo di FARE la musica, essendo inoltre un punto di passaggio obbligato tra Bethoven e la scuola pianistica moderna.. ^_^

Non c'è posto per Chopin nell'Olimpo musicale...spiacente...nulla ha creato di nuovo, e nulla ha immutabilmente cambiato nel corso della sua breve, tisica vita! -_-

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Non c'è posto per Chopin nell'Olimpo musicale...spiacente...nulla ha creato di nuovo, e nulla ha immutabilmente cambiato nel corso della sua breve, tisica vita! -_-

Ti dirò, anch'io la pensavo più o meno come te. L'ultima volta che ho ascoltato musiche di Chopin in concerto è stato, pensa un po', nel corso dell'ultimo recital torinese di Artur Rubinstein. Son passati 35 anni...

Poi, fra il '98 e il 2000, ho compulsato un gran numero di documenti chopiniani, e ho potuto constatare quanto il polacco abbia influito sui compositori delle generazioni successive, come per esempio Ravel.

I miei gusti non sono mutati, ma la considerazione che ho per l'opera di Chopin sì.

Ciao.

cap

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Doktor è piccolino, deve ancora maturare :rolleyes:

Mi meraviglio come la fase di maturazione non sia ancora stata raggiunta dallo zio Mad....

eh sì, è un eterno ragazzino lo zio.... :D

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Doktor è piccolino, deve ancora maturare :rolleyes:

Mi meraviglio come la fase di maturazione non sia ancora stata raggiunta dallo zio Mad....

eh sì, è un eterno ragazzino lo zio.... :D

in linea di massima non sono ostile a priori a Sciopén, diciamo che esula dai miei gusti. Mi sembra di averlo anche scritto una volta. Ritengo invece molto più pericoloso Liszt, nonostante il suo presunto modernismo..... Ma ne ho parlato ampiamente altrove.... <_<

Comunque sia io resto allergico alla musica ottocentesca, per me c'è un buco nero dal 1759 al 1888 e faccio come Malipiero: "la salto via" :D

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Doktor è piccolino, deve ancora maturare  :rolleyes:

Mi meraviglio come la fase di maturazione non sia ancora stata raggiunta dallo zio Mad....

eh sì, è un eterno ragazzino lo zio....  :D

in linea di massima non sono ostile a priori a Sciopén, diciamo che esula dai miei gusti. Mi sembra di averlo anche scritto una volta. Ritengo invece molto più pericoloso Liszt, nonostante il suo presunto modernismo..... Ma ne ho parlato ampiamente altrove.... <_<

Comunque sia io resto allergico alla musica ottocentesca, per me c'è un buco nero dal 1759 al 1888 e faccio come Malipiero: "la salto via" :D

Peraltro i meriti innovativi che Doktor attribuisce a Lizst sottraendoli a Chopin non mi sembrano così evidenti B)

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Comunque sia io resto allergico alla musica ottocentesca, per me c'è un buco nero dal 1759 al 1888 e faccio come Malipiero: "la salto via"  :D

Dunque, vediamo....

Il 1759 è l'anno della morte di Händel, giusto? E anche della nascita di Johann Carl Friedrich Rellstab, padre di Heinrich Friedrich Ludwig, noto stroncatore di Chopin...

Nel 1888 che cosa è successo di significativo, per te?

=============================

Avvenimenti musicali del 1759

Nascono nel corso di quest'anno: François Devienne (Joinville, Haute-Marne, 31-I), flautista, fagottista e compositore; Johann Carl Friedrich Rellstab (Berlino, 27-II), compositore, musicologo e editore; Maria Theresia von Paradis (Vienna, 15-V), compositrice e pianista; Wilhelm Friedrich Ernst Bach (battezzato a Bückeburg il 27-V), compositore, figlio di Johann Christoph Friedrich; Simeone Antonio Sografi (Padova, 29-VII), librettista e drammaturgo; Friedrich Schiller (Marbach sul Neckar, 10-XI), poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo; Frantisek Vincenc Krommer (Kamenice, 27-XI), compositore e violinista; Pierre-Jean Porro (Béziers), compositore, chitarrista e editore.

Il 1759 è l'anno della morte di: Georg Friedrich Händel (Londra, 14-IV), compositore; Carl Heinrich Graun (Berlino, 8-VIII), compositore e cantante; Girolamo Chiti (Roma, 4-IX), compositore e teorico; François-Antoine Mion (Torino, 31-XII), danzatore e coreografo.

(circa) Intorno al 1759 si colloca la morte di Antonio Rinaldi, danzatore, coreografo e maestro di danza, e di Johann Standfuß (Amburgo), violinista e compositore.

Prime esecuzioni e rappresentazioni:

- Alessandro nell'Indie, dramma per musica in 3 atti di Ignaz Holzbauer su libretto di Pietro Metastasio (Milano, Teatro Regio Ducale, gennaio)

- Blaise le savetier, «opéra comique» in 1 atto di François-André Philidor su libretto di Michel-Jean Sedaine ispirato a un racconto di Jean de la Fontaine (Parigi, Opéra-Comique [Théâtre de la Foire Saint-Germain], 9-III).

- Der Messias e Das befreite Israel, oratori sacri di Georg Philipp Telemann su testo rispettivamente di Friedrich Gottlieb Klopstock e di Friedrich Wilhelm Zacharias (Amburgo, 29-III).

- Ippolito e Aricia, opera di Tommaso Traetta, libretto di Carlo Innocenzo Frugoni tratto da Simon-Joseph Pellegrin (Parma, Teatro Ducale, maggio).

- Achille in Sciro, dramma per musica in 3 atti di Johann Adolf Hasse su libretto del Metastasio (Napoli, Teatro San Carlo, 4-XI).

- La clemenza di Tito, dramma per musica in 3 atti di Baldassare Galuppi su libretto di Pietro Metastasio (Torino, Teatro Regio, 26-XII).

- Israel ab Agyptiis liberatus, oratorio di Nicola Porpora (Venezia).

- Achille in Sciro, dramma per musica in 3 atti di Giuseppe Sarti, libretto del Metastasio (Copenaghen, Kongelige Teater). Una nuova versione di quest'opera andrà in scena il 25-X-1779 al Teatro della Pergola di Firenze.

A partire da quest'anno l'editore J. J. Hummel pubblica le Six Easy Sonattas [sic!] for the Harpsichord or for a Viola da Gamba/Violin or German flute with a Through-Bass Accompaniment di Carl Friedrich Abel, virtuoso di viola da gamba.

A Berlino, presso l'editore Friedrich Wilhelm Birnstiel, s'inizia la pubblicazione del settimanale «Kritische Briefe über die Tonkunst, mit Kleinen Clavierstücken und Singoden begleitet, von einer musikalischen Gesellschaft in Berlin» (direttore F. W. Birnstiel), che proseguirà sino al 1764 (3 volumi).

Giovanni Battista Guadagnini, dopo aver soggiornato a Piacenza e a Cremona, diviene liutaio di corte presso il duca Filippo di Parma.

=============================

Ciao.

cap

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Comunque sia io resto allergico alla musica ottocentesca, per me c'è un buco nero dal 1759 al 1888 e faccio come Malipiero: "la salto via"  :D

Dunque, vediamo....

Il 1759 è l'anno della morte di Händel, giusto? E anche della nascita di Johann Carl Friedrich Rellstab, padre di Heinrich Friedrich Ludwig, noto stroncatore di Chopin...

Nel 1888 che cosa è successo di significativo, per te?

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Avvenimenti musicali del 1759

Nascono nel corso di quest'anno: François Devienne (Joinville, Haute-Marne, 31-I), flautista, fagottista e compositore; Johann Carl Friedrich Rellstab (Berlino, 27-II), compositore, musicologo e editore; Maria Theresia von Paradis (Vienna, 15-V), compositrice e pianista; Wilhelm Friedrich Ernst Bach (battezzato a Bückeburg il 27-V), compositore, figlio di Johann Christoph Friedrich; Simeone Antonio Sografi (Padova, 29-VII), librettista e drammaturgo; Friedrich Schiller (Marbach sul Neckar, 10-XI), poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo; Frantisek Vincenc Krommer (Kamenice, 27-XI), compositore e violinista; Pierre-Jean Porro (Béziers), compositore, chitarrista e editore.

Il 1759 è l'anno della morte di: Georg Friedrich Händel (Londra, 14-IV), compositore; Carl Heinrich Graun (Berlino, 8-VIII), compositore e cantante; Girolamo Chiti (Roma, 4-IX), compositore e teorico; François-Antoine Mion (Torino, 31-XII), danzatore e coreografo.

(circa) Intorno al 1759 si colloca la morte di Antonio Rinaldi, danzatore, coreografo e maestro di danza, e di Johann Standfuß (Amburgo), violinista e compositore.

Prime esecuzioni e rappresentazioni:

- Alessandro nell'Indie, dramma per musica in 3 atti di Ignaz Holzbauer su libretto di Pietro Metastasio (Milano, Teatro Regio Ducale, gennaio)

- Blaise le savetier, «opéra comique» in 1 atto di François-André Philidor su libretto di Michel-Jean Sedaine ispirato a un racconto di Jean de la Fontaine (Parigi, Opéra-Comique [Théâtre de la Foire Saint-Germain], 9-III).

- Der Messias e Das befreite Israel, oratori sacri di Georg Philipp Telemann su testo rispettivamente di Friedrich Gottlieb Klopstock e di Friedrich Wilhelm Zacharias (Amburgo, 29-III).

- Ippolito e Aricia, opera di Tommaso Traetta, libretto di Carlo Innocenzo Frugoni tratto da Simon-Joseph Pellegrin (Parma, Teatro Ducale, maggio).

- Achille in Sciro, dramma per musica in 3 atti di Johann Adolf Hasse su libretto del Metastasio (Napoli, Teatro San Carlo, 4-XI).

- La clemenza di Tito, dramma per musica in 3 atti di Baldassare Galuppi su libretto di Pietro Metastasio (Torino, Teatro Regio, 26-XII).

- Israel ab Agyptiis liberatus, oratorio di Nicola Porpora (Venezia).

- Achille in Sciro, dramma per musica in 3 atti di Giuseppe Sarti, libretto del Metastasio (Copenaghen, Kongelige Teater). Una nuova versione di quest'opera andrà in scena il 25-X-1779 al Teatro della Pergola di Firenze.

A partire da quest'anno l'editore J. J. Hummel pubblica le Six Easy Sonattas [sic!] for the Harpsichord or for a Viola da Gamba/Violin or German flute with a Through-Bass Accompaniment di Carl Friedrich Abel, virtuoso di viola da gamba.

A Berlino, presso l'editore Friedrich Wilhelm Birnstiel, s'inizia la pubblicazione del settimanale «Kritische Briefe über die Tonkunst, mit Kleinen Clavierstücken und Singoden begleitet, von einer musikalischen Gesellschaft in Berlin» (direttore F. W. Birnstiel), che proseguirà sino al 1764 (3 volumi).

Giovanni Battista Guadagnini, dopo aver soggiornato a Piacenza e a Cremona, diviene liutaio di corte presso il duca Filippo di Parma.

=============================

Ciao.

cap

1888: la Prima Sinfonia di Mahler !

1888: Don Juan di Strauss !

:)

simpatico il gattino nero, dalla parvenza mironiana, del tuo avatar.... si chiama Behemoth per caso ? :D

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Doktor è piccolino, deve ancora maturare  :rolleyes:

Mi meraviglio come la fase di maturazione non sia ancora stata raggiunta dallo zio Mad....

eh sì, è un eterno ragazzino lo zio....  :D

in linea di massima non sono ostile a priori a Sciopén, diciamo che esula dai miei gusti. Mi sembra di averlo anche scritto una volta. Ritengo invece molto più pericoloso Liszt, nonostante il suo presunto modernismo..... Ma ne ho parlato ampiamente altrove.... <_<

Comunque sia io resto allergico alla musica ottocentesca, per me c'è un buco nero dal 1759 al 1888 e faccio come Malipiero: "la salto via" :D

Peraltro i meriti innovativi che Doktor attribuisce a Lizst sottraendoli a Chopin non mi sembrano così evidenti B)

agli occhi dei contemporanei erano evidentissimi, Liszt era il caposcuola dei compositori, per così dire, "progressisti"...

cmq non ha il carisma di Wagner, anche se alla fine fra tutti preferisco sempre Mahler...

Su Brahms e il fatto che sia accusato di tradizionalismo la penso come Schoenberg ;)

cap, sei il curatore del DEUMM? :blink:

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Ragazzi miei...mi pare che siate proprio voi tutti ad esprimere dei pareri assolutamente personali...io ho semplicemente fatto una constatazione storica! :lol:

...Qualcuno di voi è in grado di parlarmi di una qualche forma di Rivoluzione Chopiniana?... <_<

...Povera Gioventù intellettuale..a volte penso che siate voi ad isolarmi nel mio stesso snobismo! -_-

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ma io che cosa c'entro ? :huh:

a me sembra, caro Doktor, che sei tu a fare classifiche tra autori più moderni (dunque migliori) e altri isolati o comunque meno moderni (dunque da buttare). Il progressismo in arte non è sinonimo di qualità artistica. E Liszt sta a dimostrarlo.

Personalmente, se dovessi scegliere tra i due - che sottolineo non m'interessano affatto - preferirei Sciopén senza dubbio. Liszt gli sta un gradino sotto (ho spiegato il perchè tante altre volte e dubito mi ripeterò questa volta - :o )

Per quanto riguarda Laurenti..... che pastrocchio di nomi messi insieme così.... mica ho capito la sostanza del ragionamento :D:D:D:huh:

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Personalmente, se dovessi scegliere tra i due - che sottolineo non m'interessano affatto - preferirei Sciopén senza dubbio. Liszt gli sta un gradino sotto (ho spiegato il perchè tante altre volte e dubito mi ripeterò questa volta - :o )

Per quanto riguarda Laurenti..... che pastrocchio di nomi messi insieme così.... mica ho capito la sostanza del ragionamento :D:D:D:huh:

io pastrocchio?

paragonare Chopin a Liszt a che serve?

Liszt e Wagner erano portatori del nuovo in musica, a loro si opponeva Brahms, o Hanslick più che altro...

Chopin in tutto questo c'entrava ben poco, la loro rivalità era normale rivalità di colleghi.

Il paragone fra Brahms e Chopin non l'ho mica tirato fuori io ma il cap citando il Belozzi ( :D:D:D )

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Ragazzi miei...

al massimo "zietti miei" :ph34r:

e finiscila d'invecchiarmi.... <_<

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Personalmente, se dovessi scegliere tra i due - che sottolineo non m'interessano affatto - preferirei Sciopén senza dubbio. Liszt gli sta un gradino sotto (ho spiegato il perchè tante altre volte e dubito mi ripeterò questa volta -  :o )

Per quanto riguarda Laurenti..... che pastrocchio di nomi messi insieme così.... mica ho capito la sostanza del ragionamento  :D  :D  :D  :huh:

io pastrocchio?

paragonare Chopin a Liszt a che serve?

Liszt e Wagner erano portatori del nuovo in musica, a loro si opponeva Brahms, o Hanslick più che altro...

Chopin in tutto questo c'entrava ben poco, la loro rivalità era normale rivalità di colleghi.

Il paragone fra Brahms e Chopin non l'ho mica tirato fuori io ma il cap citando il Belozzi ( :D:D:D )

:lol:

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Cosa sarebbe il DEUMM? :huh:

Il DEUMM è il

Dizionario

Enciclopedico

Universale della

Musica e dei

Musi...lunghi :lol:

edito dalla Utet a partire dal 1983: con i due che usciranno a luglio (fra i quali la Cronologia della musica di cui vi ho dato un assaggio più sopra) saranno in tutto 22 volumi in-4o di circa 600 pagine l'uno - e scusate se è poco... ;)

Ciao!

cap

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simpatico il gattino nero, dalla parvenza mironiana, del tuo avatar.... si chiama Behemoth per caso ?  :D

In realtà si chiama Miso (s sorda, ovviamente), ma questo conta relativamente perché, come ci ha spiegato T. S. Eliot,

a cat must have three different names

Già che ci siamo, vi racconterò una storia buffa.

Qualche tempo fa parlavo con una mia giovane collaboratrice a proposito del mondo dell'editoria, e della miriade di piccole e grandi vicende delle quali sono stato testimone (e in qualche caso anche protagonista) da quando quel mondo è il mio - sono ormai ventisei anni...

Un episodio in particolare, legato alla pubblicazione del libro che ho dedicato a Chopin (vedi il mio primo post in questo forum), ha suscitato il suo divertito interesse.

Premessa. Il testo in questione è stato pubblicato dalla Einaudi nel gennaio del 2001 come numero 525 della collana Gli Struzzi, ed è firmato da me e da un'altra persona, tal Giorgio Dolza. Il quale però di quel libro non ha scritto nemmeno una parola; ma il suo nome non compare del tutto a sproposito sulla copertina: se non altro perché fu Dolza a farmi ottenere l'incarico dalla Casa editrice.

Portato a termine e inoltrato alla tipografia il testo, mi dedicai alla stesura della prefazione. All'inizio di questa prefazione avevo pensato di inserire in rapida carrellata alcune più o meno celebri definizioni di Chopin, le ultime tre delle quali tratte dagli scritti di Cristina Campo. Poiché ammiro molto questa signora decisi di mettere in evidenza il suo nome; un nome d'arte, come forse saprete: si chiamava in realtà Vittoria Guerrini ed era figlia di Guido, compositore, direttore d'orchestra e critico, figura di una certa importanza nell'Italia musicale del primo Novecento. Cristina Campo fu una straordinaria traduttrice, in particolare dal tedesco e dall'inglese: ho molto cara la sua versione dei sonetti di John Donne; fra l'altro tradusse Eliot, con il quale ebbe intensi rapporti epistolari.

E così: Chopin visto da Cristina Campo, Cristina Campo che è un nome "altro", Cristina Campo traduttrice di Eliot, Eliot e i nomi dei gatti... A raccontarlo sembra una cosa lunga e arzigogolata, forse anche un po' forzata, ma in realtà nella mia testa tutto si svolse con la rapidità del lampo. Pensai dunque di aggiungere una nota alle famose definizioni di Chopin, una nota a pie' di pagina in cui scrissi semplicemente: "L'autrice delle ultime tre definizioni portava l'effanineffabile nome di Cristina Campo".

Tutto sta in quell'effanineffabile.

Nella prima poesia dell'Old Possum's Book of Practical Cats Eliot scrive, come ho riportato sopra, che ogni gatto ha tre nomi diversi:

First of all, there's the name that the family use daily,

Such as Peter, Augustus, Alonzo or James,

Such as Victor or Jonathan, or George or Bill Bailey

Poi, continua Eliot, ogni gatto necessita di avere un altro nome, assai particolare:

A name that's peculiar, and more dignified,

Else how can he keep up his tail perpendicular,

Or spread out his whiskers, or cherish his pride?

Of names of this kind, I can give you a quorum,

Such as Munkustrap, Quaxo, or Coricopat,

Such as Bombalurina, or else Jellylorum -

Names that never belong to more than one cat.

Infine c'è un terzo nome, noto soltanto al micio che lo porta; e dovete sapere che, quando vi succede di vedere un gatto assorto in profonda meditazione, la ragione è invariabilmente la stessa:

His mind is engaged in a rapt contemplation

Of the thought, of the thought, of the thought of his name:

His ineffable effable

Effanineffable

Deep and inscrutable singular Name.

Insomma, avevo pensato così: se qualcuno mai leggerà la prefazione, chi è al corrente di tutti i particolari avrà modo di sorridere, per tutti gli altri probabilmente quell'effanineffabile sarà soltanto un refuso.

Dolza, che non aveva messo bocca in tutto il resto del libro, si rivoltò come una biscia cui si pesti la coda e cominciò a sbraitare che sono un disonesto perché mi prendo gioco dei miei lettori (!).

Naturalmente non gliela diedi vinta, ma alla fine per tranquillizzarlo almeno in parte la redattrice che aveva in carico la pubblicazione decise di aggiungere nella mia nota una parentesi dopo la parola effanineffabile, giusto per puntualizzare: "come direbbe Eliot".

Spero che questa storia vi abbia procurato qualche attimo di buonumore.

A presto!

cap

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Cap, tu mi spaventi. Sembri un mio vecchio professore di liceo...gli davi un argomento e tirava fuori tutta la sua conoscenza. Quello che non c'entrava nulla lo ricollegava al centro con modi impressionanti...

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Cap, tu mi spaventi. Sembri un mio vecchio professore di liceo...gli davi un argomento e tirava fuori tutta la sua conoscenza. Quello che non c'entrava nulla lo ricollegava al centro con modi impressionanti...

Ma, vedi, che non c'entrasse nulla sembrava soltanto: in realtà i collegamenti c'erano - e ci sono - e il tuo prof era stato abile nel trovarli.

Devo tutto ciò che so alla musica, grazie alla quale ho imparato la storia, la geografia, la letteratura e un mucchio di altre cose. Scoprendo legami più o meno nascosti, seguendo in un senso e nell'altro i percorsi tracciati fra una cosa e l'altra. Esperienze che a volte sono davvero esaltanti.

(E ci sono ancora innumerevoli argomenti che vorrei approfondire - ma non riuscirò mai a camminare lungo tutte le strade.)

Ho appreso fra l'altro che per comprendere il senso di un brano musicale spesso non basta leggere pagine e pagine di studi condotti da musicologi più o meno insigni (non sono musicologo, mi ritengo del tutto estraneo alla categoria). Talvolta le migliori risposte ai tuoi perché si trovano altrove - un esempio: nel libro su Chopin, a proposito del Finale della Sonata op. 35 ho inserito un ampio passo di Milan Kundera ove si spiega in modo efficace la ragione per cui quel brano deve necessariamente essere così com'è.

Spero di non averti ulteriormente spaventato ;)

Ciao.

cap

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