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Sere01

recensioni

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Guest Fede_Rinhos
Fede, il 7/3 vado a sentire Repin che suona il concerto di Beethoven diretto da Gergiev. Che mi devo aspettare? E' bravo?

non conosco bene Repin. Sicuramente è un grande virtuoso.

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Guest Fede_Rinhos

Auditorium Pollini, 5/2/2009

M. Glinka: Kamarinskaya, scherzo

P.I. Cajkovskij: Sérénade Mélancolique op.26, per violino e orchestra

N. Rimskij-Korsakov: Fantasia su temi russi op.33, per violino e orchestra

A. Borodin: Nelle steppe dell'Asia centrale, schizzo sinfonico

H. Wieniawski: Concerto n.2 op.22 per violino e orchestra

Massimo Quarta: direttore-solista

Orchestra di Padova e del Veneto

be', diciamo che il mio piccolo astio contro Quarta si ridimensiona notevolmente. Come direttore non è certo un fenomeno (i suoi gesti sono a dir poco incomprensibili :D ), ma come suona, be', pochi al mondo. Un suono molto scuro e pastoso, che a me personalmente non piace, ma quant'è difficile da ottenere. Un cantabile mieloso e seducente che ti fa veramente venire le lacrime agli occhi. E poi la tecnica, inarrivabile, al livello veramente dei Virtuosi russi di altissimo livello...solo che lui suona "all'italiana", e si vede. Un gran controllo dell'arco che risalta soprattutto in Wieniawski (la terribile ultima nota della Romanza e il picchettato a dir poco "mitragliatrice" del terzo tempo :mellow: ). L'orchestra se l'è cavata meglio di altre volte. che dire? bravo, bravo, bravo. una nota di merito per Rimskij-Korsakov...non ho mai visto un pezzo piu' antiviolinistico di quello, suonarlo dev'essere veramente una tortura cinese :blink:

e a fine concerto un simpatico siparietto nel dietro le quinte con il M° che è pure molto simpatico ;)

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Guest Fede_Rinhos

Teatro alla Scala di Milano, 30/3/2009

Dmitrij Sostakovic: Concerto per violino n.1 op.77

J. Brahms: Sinfonia n.4

Christian Tetzlaff: violino solista

Orchestara Filarmonica della Scala

Seymon Bychkov

Tetzlaff che suona il primo di Shosta alla Scala? non andare a questo concerto sarebbe stato un reato punibile per legge :D

dopo la visita al museo del Futurismo, siamo entrati al Teatro, prima Galleria leggermente sulla sinistra degli orchestrali, inscatolati come sardine con lo strapiombo di sotto e io che soffro di vertigini mi sono dovuto attaccare alla sedia come un polpo :blink:

tutti gli strumenti sono posizionati, dalla celesta al tam-tam. Entra l'orchestra, ed entra il violinista. Il Notturno, preso secondo me troppo veloce, suona benissimo, l'atmosfera è veramente magica. Nessun suono si perde, persino con l'orchestra tutta in sordina il solista si sente abbastanza bene sebbene non abbia un suono che spacchi i timpani. Però adesso si arrivano alle dolenti note. L'inizio dello Scherzo, sebbene suonato magistralmente dal flauto, dal clarinetto basso e dal solista, mette in evidenza l'acustica a dir poco orripilante del Teatro, che immagino sia molto piu' adatto all'opera che non alla musica sinfonica: il solista non si sente niente, mentre i due legni fanno un casino infernale, sembra che ci stiano suonando di fianco, inoltre manca assolutamente di frequenze basse e di riverbero, insomma sembra che stessero suonando in camera mia :wacko: la cosa si ripete nell'intermezzo caricaturale dell'orchestra. Il finale inoltre fa sentire benissimo come manchi totalmente il rimbombo, sembrava di stare all'aperto. Mah.

La Passacaglia non mi ha emozionato particolarmente, ma è naturale. I fiati si sentivano troppo e gli archi troppo poco, c'era uno squilibrio davvero troppo evidente. La cadenza, invece, è stata un vero spettacolo. Non una nota fuori posto, non una nota esagerata, è stata veramente sviscerata di tutti i suoi profondi significati e cosa piu' importanti rispetta le indicazioni di tempo di Shosta, cosa che non fa praticamente nessuno. L"attacca" alla Burlesque non è dei migliori ma poco importa. Il tempo non è velocissimo, ma ci sta. C'è sempre sto squilibrio di voci ma tant'è. Un attimo di panico tra i clarinetti che per due battute suonano a canone un inciso che devono suonare insieme :D (colpa di quel cane di Bychkov <_< ) ma finisce lì. Purtroppo nella parte virtuosistica del violino con il tema della passacaglia il violino sembrava quasi non suonasse, e dire che sicuramente non stava suonando piano, un vero peccato. Il finale, di nuovo, manca di quel minimo! di rimbombo che ci sta. Comunque, scrosci di applausi assolutamente meritati ;)

Brahms....mi è piaciuto molto :o una sinfonia decisamente particolare (A parte che sul programma hanno sbagliato a scrivere i movimenti e non ci ho capito una mazza di dove eravamo :D), molto suggestivo e rustico il secondo tempo con quel tema ostinato ambiguo tra piu' tonalità. Molto bello davvero. E il terzo tempo è l'apoteosi del kitsch, va detto :D comunque è una sinfonia che non conosco assolutamente quindi non mi posso dilungare come sul concerto.

due paroline sul direttore: io non sopporto sti direttori che fanno i fenomeni e che invece di battere il tempo vanno in trance metafisica e con la bacchetta disegna i crop-circles. Ma come fa un dannato orchestrale a capire il tempo che batte un direttore che sembra stia infilzando uno spiedino?

in ogni caso, un'esperienza indimenticabile :wub:

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Brahms....mi è piaciuto molto :o una sinfonia decisamente particolare (A parte che sul programma hanno sbagliato a scrivere i movimenti e non ci ho capito una mazza di dove eravamo :D), molto suggestivo e rustico il secondo tempo con quel tema ostinato ambiguo tra piu' tonalità. Molto bello davvero. E il terzo tempo è l'apoteosi del kitsch, va detto :D comunque è una sinfonia che non conosco assolutamente quindi non mi posso dilungare come sul concerto.

Ci risiamo... Non sono d'accordo :D. E' proprio un Allegro giocoso nel vero senso della parola.

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12 giugno 2009

Madrid, Auditorio Nacional

The Philharmonia Orchestra.

Direttore: Esa-Pekka Salonen.

Per riportare a galla questo topic, che mi sembra dovrebbe essere uno dei più attivi del forum, vi lascio una recensione del primo dei due concerti che Salonen farà qui a Madrid in questo fine settimana. L’orario estremo per un concerto che è solito usarsi qui (non so se in altri posti è lo stesso, questo concerto di iersera è cominciato alle 22:30 ore…) alla fine non andava del tutto male per un programma che comprendeva i Tre pezzi per orchestra op. 6 di Berg e la Sesta di Mahler. Il concerto mi è piaciuto molto, e ho potuto confermare la buona impressione che Salonen come direttore mahleriano mi lasció a marzo quando venne a Madrid per dirigere la Nona (e i Gurre-Lieder all’indomani).

Quello che mi è piaciuto di più è stato il suono, molto lavorato e depuratissimo in ogni momento, con un’orchestra Philharmonia che sembra attraversare un periodo di ottima forma. E anch’io personalmente gradisco il fatto che Salonen rischi poco in Mahler, e rimanga su una via oggetiva e senza eccessi, che secondo me va molto bene per Mahler. Pochi sono gli eletti quando si parla di un modo soggettivo di interpretare Mahler. I due primi movimenti (lo Scherzo nel secondo posto) sono stati vicino alla perfezione. L’inizio del primo è stato esatto e potente, e tutto il movimento ha conservato quel impeto fino alla fine. Salonen ha iniziato la ripresa dell’esposizione (staccati dei bassi) in pianissimo e crescendo; non ne sono certo, ma questa è stata una delle poche licenze che si è permesso. Anche si è compiaciuto, ma non troppo, nella ripresa del tema di Alma, magari l’unico momento in cui si è affacciato un certo lirismo. Lo Scherzo ha continuato il modo inesorabile segnato dal primo movimento, e magari questo giustificasse la scelta dell’ordine Scherzo - Andante… O magari mi è sembrato così potente proprio perché Salonen l’ha posto come secondo movimento, a continuare con l’inerzia del primo... In modo particolare mi è piaciuto il Trio, con un bel rubato che gli dava un innegabile sapore di Ländler. L’Andante è stato il peggio, senza dubbio; è volato troppo basso, e mi ha lasciato la sensazione di un semplice interludio prima dell’ultimo movimento. Nel Finale (con soli due colpi di martello) la battaglia mi è sembrata sin dall’inizio troppo inclinata dal lato della luce, con poche tonalità oscure nell’introduzione, nel requiem finale dei tromboni, per esempio... ma quello suonava meravigliosamente!! Salonen è stato sempre atentissimo al dettaglio, e ha mantenuto il controllo su un discorso che era sempre più intenso.

Non ho sentito tantissime volte i Tre pezzi di Berg, però mi è sembrata un’interpretazione stupenda. Sono stati un preludio molto azzecato per un’opera come la Sesta, e per la loro atmosfera anche lo potrebbero essere per la Settima, la sinfonia che verrà eseguita questa sera: ovviamente, anche alla stessa ora. <_<

Alla fine del concerto, io e quattro altri amici siamo andati a bere una birra che intendevamo rapida rapida, che poi è durata fino alla chiusura del bar alle 3 del mattino. Comunque, qualche opinione sul concerto di Salonen è stata più tiepida della mia. Appunto, qualcuno (vera enciclopedia, e voce autorizzatissima) ha evocato una Sesta che Sinopoli fece a Madrid con la Staatskapelle, poco tempo prima di morire; concerto al quale io non volli andare per la mia avversione verso quel direttore, e ha detto che quella di Sinopoli era stata la migliore Sesta senza discussione che lui avesse mai sentito in diretta... qualcosa che anche altri mi avevano già lasciato intendere prima, e per cui mi dispiace retrospettivamente di aver mancato quel concerto. Un altro ha anche opinato che la recente Sesta di Daniele Gatti è molto buona... Tornando a Salonen, credo che maneggia con molta securità il linguaggio di Mahler, e soltando ci manca un po’ più di “interiorizzazzione” per raggiungere un grandissimo livello in questo repertorio.

Questa sera sentiremo la Settima.

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CHIESA DI SAN DOMENICO, REGGIO EMILIA, SABATO 3 OTTOBRE 2009, ORE 21:00.

Johann Sebastian BACH:

Gottes Zeit Ist Die Allerbeste Zeit. Cantata per soli, coro, due flauti, due viole da gamba e continuo, BWV106.

Komm, Jesu, Komm. Mottetto per due cori e continuo, BWV229.

Mein Herze Schwimmt im Blut. Cantata per soprano, oboe, viola, archi e continuo, BWV199.

Singet Dem Herrn Ein Neues Lied. Mottetto per due cori e continuo, BWV225.

Alice Borciani, soprano.

Letizia Verzelesi, contralto.

Luigi Pagliarini, tenore.

Sergio Foresti, basso.

Coro del Friuli-Venezia Giulia.

Pietro Mareggini & Luca Scarpa, flauti dolci.

Stefano Vezzani, oboe.

Patxi Montero & Matteo Malagoli, viole da gamba.

Capella Regiensis.

Renato Negri, direttore.

Concerto nell'ambito della quinta edizione della rassegna 'Soli Deo Gloria. Organi, Suoni e Voci della città', nonché Concerto d'esordio dell'Ensemble 'Capella Regiensis', prima formazione strumentale Reggiana votata all'esecuzione della Musica Barocca su strumenti d'epoca. Il programma, dedicato soprattutto ad Opere per doppio coro di Bach, è risultato ben organizzato intorno a tre temi principali, la morte, il Pentimento e la Letizia Religiosa.

In apertura, dopo una breve introduzione affidata ad un Teologo Luterano, è stato posto il famoso Actus Tragicus, composto intorno al 1707. L'Orchestra, diretta dal clavicembalo da Renato Negri, è parsa particolarmente a suo agio, tinteggiando la delicata Sonatina d'apertura con lievi toni acquerellati; perfetto anche il coro, dotato di una sonorità decisa ma non troppo potente.

Anche la resa del successivo Mottetto Komm, Jesu, Komm, affidato stavolta a due piccole compagini corali separate ed al continuo (due violoncelli, violone ed organo), è stata particolarmente felice. Quest'Opera non ha una destinazione certa: la sua destinazione è sicuramente un Servizio funebre, ma non si sa se fosse stata composto per una vera e propria Liturgia o se non avesse in realtà una destinazione solo semi-Liturgica (la commemorazione di un defunto). Gli effetti 'stereofonici' della scrittura di Bach sono stati ben marcati senza per questo far sentire eccessivamente la separazione tra i due cori.

Sorprendente l'apertura della Cantata per la XI Domenica dopo la Festa della Santissima Trinità Mein Herze Schwimmt im Blut, affidata ad un Recitativo accompagnato. Nella prima Aria si fa sentire il suono pieno e rotondo dell'oboe, un esemplare in stile Barocco affidato a Stefano Vezzani. Corposo ma al contempo discreto il continuo, piacevolmente sostenuto dai toni bassi e setosi del violone e rafforzato anche da una tiorba. Eccellente anche la prestazione dei due violinisti, Sebastiano Airoldi e Clara Fanticini, e del gambista Patxi Montero, solista strumentale nell'Aria Ich, Dein Betrübtes Kind (scritta sul Tema di un Corale composto da Johann Heermann). Nonostante la consueta viola 'da braccio' sia stata dunque rimpiazzata da una viola da gamba contralto, la performance non è stata minimamente intaccata: è anzi noto come, all'epoca, non fosse inusuale vedere uno o più strumenti sostituiti da strumenti aventi estensione ed agilità compatibili con le parti.

In conclusione è stato eseguito il Mottetto Singet Dem Herrn Ein Neues Lied, destinato alla corte Cattolica del Principe Elettore Friedrich August I di Sassonia. Ottima la separazione tra gli episodi e la declamatoria del Coro, apparso a suo agio anche con la Lingua Tedesca.

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Guest Lenny

Stasera, dopodomani e il 13 (al Teatro Palladium) ascolterò i Brandeburghesi di Bach con i solisti dell'orchestra di Santa Cecilia diretti da Mario Brunello (nella doppia veste di solista al violoncello e direttore). Questi appuntamenti sono stati intitolati "Shuffle Bach". "Shuffle" vuol dire mescolare ed il significato intrinseco di questo verbo Brunello lo porta nel mondo della musica e dei concerti abbinando al grande Bach dei sei concerti brandeburghesi brani di autori contemporanei per una miscela sicuramente gradevole e interessante (un pò quello che fece Pollini con il suo "Pollini-Prospettive"). Nella prima serata sono previsti due famosi brani di Ives: "Central Park in the Dark" e "The Unanswered Question". Nella seconda "Morning Prayers" di Kancheli e "Violoncelles Vibrez!" di Sollima; nella terza "Vox Balenae" di George Crumb, "Piece in the shape of a square" di Glass e il "Concerto Grosso n. 1" di Schnittke. C'è poi una quarta serata, gratuita e a sorpresa, nella quale verranno eseguite le composizioni di musica contemporanea, che il pubblico ha maggiormente apprezzato. Farò sapere...

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Guest Lenny

Stasera, dopodomani e il 13 (al Teatro Palladium) ascolterò i Brandeburghesi di Bach con i solisti dell'orchestra di Santa Cecilia diretti da Mario Brunello (nella doppia veste di solista al violoncello e direttore). Questi appuntamenti sono stati intitolati "Shuffle Bach". "Shuffle" vuol dire mescolare ed il significato intrinseco di questo verbo Brunello lo porta nel mondo della musica e dei concerti abbinando al grande Bach dei sei concerti brandeburghesi brani di autori contemporanei per una miscela sicuramente gradevole e interessante (un pò quello che fece Pollini con il suo "Pollini-Prospettive"). Nella prima serata sono previsti due famosi brani di Ives: "Central Park in the Dark" e "The Unanswered Question". Nella seconda "Morning Prayers" di Kancheli e "Violoncelles Vibrez!" di Sollima; nella terza "Vox Balenae" di George Crumb, "Piece in the shape of a square" di Glass e il "Concerto Grosso n. 1" di Schnittke. C'è poi una quarta serata, gratuita e a sorpresa, nella quale verranno eseguite le composizioni di musica contemporanea, che il pubblico ha maggiormente apprezzato. Farò sapere...

Dopo due serate di brandeburghesi contrapposti a brani moderni, posso fare qualche personale commento: vanno indubbiamente fatti i complimenti a Brunello per l'idea di accostare Bach con i moderni, cercando di abituare, per quanto possibile, il pubblico alla musica moderna. La realizzazione però è precaria: i brandeburghesi sono eseguiti con diligenza ma il complesso strumentale ceciliano (forse poco propenso alla musica barocca e a Bach in particolare) appare privo di brio e pulizia, poco preciso e tutto scivola via senza lasciare il segno. Nei brani moderni (alcuni bellissimi ma difficili come Vox Balenae di Crumb o il solito Ives con Brunello sul podio) servirebbe un direttore vero, per rendere al meglio le complesse archittetture proposte, anche perchè dopo non ci si può lamentare se il pubblico non vuole brani moderni se li si esegue in questo modo, senza entusiasmo e passione. Ottimo, dunque, il progetto in sè, ma non adeguate le esecuzioni. Comunque, il pubblico era nutrito e ha partecipato con interesse.

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Appena di rientro da concerto:

Luciano Berio - Rendering

Ludwig van Beethoven - Sinfonia 9

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari, diretti da Pinchas Steinberg

soprano Adina Aaron,

mezzosoprano Ildiko Komlosi,

tenore Scott Mac Allister,

basso Rudolf Rosen.

maestro del coro Fulvio Fogliazza

sono stati bravi.. Berio un po a tratti però godibile dai. Negli episodi

"moderni" un po di difficoltà nel distinguere bene le voci e nel fraseggio

però in qualche punto hanno reso bene. Il suono c'era :happystrange:

Il 10/11 c'è Abbado e l'orchestra Mozart che suonano Haydn, Mozart e Mendelsshohn.

Sempre le stesse cose :irritated_kid: però unica occasione per me di vedere Claudietto :give_heart:

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Luciano Berio - Rendering

Ludwig van Beethoven - Sinfonia 9

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari, diretti da Pinchas Steinberg

sono stati bravi.. Berio un po a tratti però godibile dai. Negli episodi

"moderni" un po di difficoltà nel distinguere bene le voci e nel fraseggio

però in qualche punto hanno reso bene. Il suono c'era :happystrange:

C'ero anch'io e mi è piaciuto un sacco. Non ho trovato quei difetti in Rendering. Tieni conto che era precisa volontà di Berio che le parti di sua esclusiva creazione avessero un suono un po' pastoso: addirittura lui parlava di "cemento".

Comunque, grandissimo Steinberg. L'interpretazione della Nona non aveva niente di particolarmente originale, ma svettava per una fluidità e una naturalezza straordinarie. E poi ha confermato di essere davvero un mago con l'orchestra: ciò che aveva fatto pochi mesi fa con la Quinta di Sciostakovich era eccezionale (la migliore Quinta mai sentita, e in disco ne ho almeno una decina, mentre dal vivo l'ho sentita persino da Barshai e da Sciostakovich jr.), ma la Nona è stata la riprova di un

altissimo artigianato, con una grande capacità di dominare l'insieme, di valorizzare tutte le parti e di ottenere il meglio da ogni strumentista. Neanche nei momenti di maggiore eccitazione sonora, per esempio, gli ottoni hanno mostrato sbandamenti e ciò, conoscendo i limiti intrinseci dell'orchestra, credo sia un merito preciso del direttore. Un bel po' al di sotto della media il coro, invece: un suono complessivo piuttosto acido e qualche imprecisione di troppo.

Il 10/11 c'è Abbado e l'orchestra Mozart che suonano Haydn, Mozart e Mendelsshohn.

Sempre le stesse cose :irritated_kid: però unica occasione per me di vedere Claudietto :give_heart:

Mah, non direi. Hai avuto molte occasioni di sentire la sinfonia concertante di Haydn, per giunta con solisti come Carmignola e Bronzi? Per non parlare della presenza del grande Anderszewski!

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Guest Fede_Rinhos

Appena di rientro da concerto:

Luciano Berio - Rendering

anche l'ORchestra di Padova e del Veneto ce l'ha in programma quest'anno. cosa mi devo aspettare? :D

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anche l'ORchestra di Padova e del Veneto ce l'ha in programma quest'anno. cosa mi devo aspettare? :D

fede ma sei in buoni rapporti con l'orchestra padoveneta?

Sono gli unici ad aver eseguito la creazione di haydn in italiano ma non hanno rilasciato il cd :(

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anche l'ORchestra di Padova e del Veneto ce l'ha in programma quest'anno. cosa mi devo aspettare? :D

Un brano molto bello, di piacevolissimo ascolto, in cui la elaborazione, in chiave squisitamente schubertiana, dei pochi abbozzi per pianoforte lasciati dal compositore austriaco per una nuova sinfonia è frammista (cementata, dice Berio) a una specie di tessuto connettivo in chiave contemporanea, fatto di una fitta ragnatela di suoni, di allusioni tematiche, di squarci sulla modernità (mi vengono in mente gli éclairs sur l'au-dela di Messiaen, anche se non c'entrano molto). L'integrazione è a mio avviso perfetta e dimostra il genio di Berio. Il quale avrebbe potuto fare una grande carriera anche come falsario, perché la sua elaborazione dei pezzi originali di Schubert è assolutamente perfetta, anche dal punto di vista fonico, con una costruzione del suono che sembra tratta di peso dall'Incompiuta o dall'ouverture Rosamunde.

Comunque ho visto che Rendering è stata inserita dai nostri prodi su wellesz: http://www.youtube.com/watch?v=fR6q8cj1UVQ

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Non riesco a quotare il messaggio.

@giobar

Si comunque mi è piaciuta eh :thumbsup_still:

E' anche vero che ho ascoltato solo un'altra interpretazione (quella appunto su wellesz) e non è che possa essermi fatto una coscienza critica. Solo che, seppur conoscendo quasi a memoria l'esecuzione su wellesz, in alcuni momenti (tipo il 20% dei frammenti interamente di pugno di Berio) mi sembrava stessero suonando ognuno per conto proprio (sarei curioso di leggere la partitura).

Per il concerto con Abbado l'italiana di Mendelssohn l'hanno fatta pure l'anno scorso e la versione che ho a casa è proprio diretta da Abbado :embarassed_kid: Poi per quanto riguarda Haydn e Mozart sinceramente io e il classicismo non siamo tanto amici...

@Fede_Rinhos

quoto giobar, un brano molto bello. Da brividi!

Una genialata. Mi piace molto questo contrasto moderno/antico, questi protagonisti che si rispondono l'un l'altro, sfumano a vicenda e convivono in maniera eccelsa :wub_anim:

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Guest Fede_Rinhos

fede ma sei in buoni rapporti con l'orchestra padoveneta?

Sono gli unici ad aver eseguito la creazione di haydn in italiano ma non hanno rilasciato il cd :(

ci ho suonato una manciata di volte :D

cmq sei sicuro che sia stata l'orchestra di Padova ad aver fatto la Creazione? a me sembrava che fossero stati i Solisti Veneti con Scimone, ma non ci giurerei

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ci ho suonato una manciata di volte :D

cmq sei sicuro che sia stata l'orchestra di Padova ad aver fatto la Creazione? a me sembrava che fossero stati i Solisti Veneti con Scimone, ma non ci giurerei


/>http://www.ravennafestival.org/stampa/comunicati/pagina725.html

fatti passare qualche registrazione amatoriale sottobanco :ninja:

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Guest Fede_Rinhos

/>http://www.ravennafestival.org/stampa/comunicati/pagina725.html

fatti passare qualche registrazione amatoriale sottobanco :ninja:

ahah, ci provo, forse mi chiameranno per qualche produzione quest'anno, vedrò cosa riesco a fare...

cmq è un'orchestra di cialtroni

:ph34r:

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Orchestra Mozart

direttore Claudio Abbado

pianista Piotr Anderszewski

oboe Lucas Macias Navarro

fagotto Matthias Racz

violino Giuliano Carmignola

violoncello Enrico Bronzi

Franz Joseph Haydn, Sinfonia concertante in si bemolle maggiore op. 84 Hob 1 n. 105

Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per pianoforte e orchestra n. 17 in sol maggiore K453

Felix Mendelssohn, Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 Italiana

....

Bellissimo concerto, forse il migliore a cui abbia assistito (però sono due anni solo che vado a teatro).

Anche se non mi piace tanto il classicismo Haydn mi è garbato e a tratti anche Mozart (solo il secondo mov).

Ma con quell'orchestra anche il ballo del qua qua sarebbe bellissimo :laughingsmiley:

L'italiana particolarmente scoppiettante, adoro come Abbado fa muovere gli archi. Finale strepitoso.

Mi pare che con questo concerto siano in giro per l'italia, quindi... nel caso... consigliatissimo!

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Ieri ho sentito all'auditorium (Roma) la 34° di Mozart, lo Stabat Mater di Szymanowski e l'8° di Dvoràk dirette da Eschenbach.

Allora, la sinfonia di Mozart non è delle migliori, il finale è il movimento più bello.

Lo Stabat Mater è una bella lagna, soprattutto la prima metà (nel finale migliora).

L'8° di Dvoràk la conoscevo già ed è molto bella (per me anche meglio della 9°).

Ma la cosa più interessante è stato sentire Eschenbach, che fino a ieri conoscevo solo di nome. Con lui l'orchestra ha suonato molto meglio che quando suona con Pappano, con sfumature dinamiche molto ricche e un suono (non particolare in realtà) sempre controllato anche nei tutti orchestrali. L'unica pecca sono stati i tromboni nei tutti dell'8° di Dvoràk che corpivano un po' gli altri (ma, sentendo anche come gli piaceva far sentire i contrabbassi pizzicati e i fagotti nelle melodie suonate dai violoncelli, dev'essere un suo gusto nel far sentire gli accordi di fondo - per me è esagerato, ripeto -). Un ottimo direttore, soprattutto se confrontato con Pappano (che con quell'orchestra lavora tutto l'anno <_<).

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Franz Joseph Haydn, Sinfonia concertante in si bemolle maggiore op. 84 Hob 1 n. 105

Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per pianoforte e orchestra n. 17 in sol maggiore K453

Felix Mendelssohn, Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 Italiana

....

Bellissimo concerto, forse il migliore a cui abbia assistito (però sono due anni solo che vado a teatro).

Anche se non mi piace tanto il classicismo Haydn mi è garbato e a tratti anche Mozart (solo il secondo mov).

Ma con quell'orchestra anche il ballo del qua qua sarebbe bellissimo :laughingsmiley:

Concordo, bellissimo concerto, anche se non faccio graduatorie rispetto ai tanti altri della mia carriera di spettatore e ho ancora scolpito nella memoria l'ultimo concerto che Carlos Kleiber fece proprio a Cagliari nella sua troppo breve esistenza. Straordinario soprattutto il concerto di Mozart, con un Anderszewski superlativo. Hai ragione nell'indicare il top nel secondo movimento, in cui pianista e direttore sono riusciti a dimostrare la modernità di quella musica e a collegarla in modo sapiente addirittura col 900 avanzato. Certe atmosfere tese e rarefatte, certi stacchi dinamici, certi passaggi sgranati li ho trovati davvero impressionanti.

L'orchestra non mi ha fatto una grandissima impressione, bravi ma nulla di eccezionale e anche con qualche passaggio un po' sporco dei primi violini e alcuni svarioni fuori tempo del timpanista nell'ultimo movimento di Mendelssohn. Non mi è piaciuto per nulla Carmignola in Haydn: un po' svogliato e con un suono particolarmente acido e in qualche passaggio ai limiti dello stridulo.

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Lo Stabat Mater è una bella lagna, soprattutto la prima metà (nel finale migliora).

Ehm...questa mi sembra una specie di bestemmia. :scratch_one-s_head:

Con lui l'orchestra ha suonato molto meglio che quando suona con Pappano, con sfumature dinamiche molto ricche e un suono (non particolare in realtà) sempre controllato anche nei tutti orchestrali. Un ottimo direttore, soprattutto se confrontato con Pappano (che con quell'orchestra lavora tutto l'anno <_<).

Questi giudizi mi suonano un po' strani, tenuto conto dei numerosi giudizi positivi che ho letto sull'operato di Pappano a Roma.

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Ehm...questa mi sembra una specie di bestemmia.:scratch_one-s_head:

Beh, al primo ascolto l'impressione è stata quella, non ci posso far nulla.

Questi giudizi mi suonano un po' strani, tenuto conto dei numerosi giudizi positivi che ho letto sull'operato di Pappano a Roma.

Mah, a me Pappano non ha mai convinto più di tanto. Ricordo un Till Eulenspiegel dove tutti suonavano con la stessa forza, con il risultato di non far capire nulla. Anche in altri pezzi gli piace sparare spesso gli ottoni a coprire tutto. Eschenbach mi ha fatto un'impressione di gran lunga migliore.

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Guest Fede_Rinhos

stamattina sono stato al concerto dei sogni di Alucard :D

Auditorium Pollini

22 Novembre 2009, ore 11

F.J.Haydn: "Echo", per archi

J. Hoffmann: Concerto per mandolino e archi in re maggiore

K. Dittersdorf: Concerto per contrabbasso e orchestra in mi maggiore

C. W. Gluck: "Danza degli spiriti beati", per flauto e orchestra, dall'Orfeo

C.M. Weber: Introduzione, tema e variazioni per clarinetto e archi

J. N. Hummel: Introduzione, tema e variazioni per tromba e archi

I Solisti Veneti

Claudio Scimone

Ugo Orlandi: mandolino

Gabriele Ragghianti: contrabbasso

Clementine Hoogendoorn: flauto

Lorenzo Guzzoni: clarinetto

Fabrizio Ruin: tromba

non farò una grande analisi sul concerto, dico solo che ho apprezzato molto la scelta dei brani, molto diversificata e ardita. Divertente il primo brano, con l'eco continuo di tre strumenti dietro le quinte (vi giuro che per buone 5-6 battute mi sono chiesto chi fosse a suonare, a un certo punto ho pensato addirittura a suoni elettronici :o). Sul mandolinista preferisco non pronunziarmi <_< .

Il contrabbasso (in pratica andavo solo per quello) mi è piaciuto molto, poi si vede da lontano un miglio che quelli che suonano all'italiana riescono a legare molto di piu' che non suonando alla tedesca, con grande miglioramento dei cantabili e dei movimenti lenti. In piu' era molto intonato, il che non guasta mai. A parte qualche sbavatura (a volte un po' troppo :blink:) una buona esecuzione devo dire.

sì, bon, gli altri piu' o meno tutti bravi. Certo, tutti, solisti compresi, hanno commesso parecchi errori (e poi non ho mai sentito l'orchestra così stonata :girl_impossible:) , ma ormai non mi aspetto neanche piu' di tanto.

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stamattina sono stato al concerto dei sogni di Alucard :D

Auditorium Pollini

22 Novembre 2009, ore 11

F.J.Haydn: "Echo", per archi

J. Hoffmann: Concerto per mandolino e archi in re maggiore

K. Dittersdorf: Concerto per contrabbasso e orchestra in mi maggiore

C. W. Gluck: "Danza degli spiriti beati", per flauto e orchestra, dall'Orfeo

C.M. Weber: Introduzione, tema e variazioni per clarinetto e archi

J. N. Hummel: Introduzione, tema e variazioni per tromba e archi

Ugo Orlandi: mandolino

Gabriele Ragghianti: contrabbasso

Clementine Hoogendoorn: flauto

Lorenzo Guzzoni: clarinetto

Fabrizio Ruin: tromba

non farò una grande analisi sul concerto, dico solo che ho apprezzato molto la scelta dei brani, molto diversificata e ardita. Divertente il primo brano, con l'eco continuo di tre strumenti dietro le quinte (vi giuro che per buone 5-6 battute mi sono chiesto chi fosse a suonare, a un certo punto ho pensato addirittura a suoni elettronici :o). Sul mandolinista preferisco non pronunziarmi <_< .

Il contrabbasso (in pratica andavo solo per quello) mi è piaciuto molto, poi si vede da lontano un miglio che quelli che suonano all'italiana riescono a legare molto di piu' che non suonando alla tedesca, con grande miglioramento dei cantabili e dei movimenti lenti. In piu' era molto intonato, il che non guasta mai. A parte qualche sbavatura (a volte un po' troppo :blink:) una buona esecuzione devo dire.

sì, bon, gli altri piu' o meno tutti bravi. Certo, tutti, solisti compresi, hanno commesso parecchi errori (e poi non ho mai sentito l'orchestra così stonata :girl_impossible:) , ma ormai non mi aspetto neanche piu' di tanto.

Ma Orlandi non è bravo (perlomeno famoso)? Ho i concerti di Vivaldi fatti con Scimone e sonon veramente belli ("solari" se mi passi il termine).

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Guest Fede_Rinhos

Ma Orlandi non è bravo (perlomeno famoso)? Ho i concerti di Vivaldi fatti con Scimone e sonon veramente belli ("solari" se mi passi il termine).

Orlandi lo conosco bene, ed è sia famoso (per le sue varie ricerche musicologiche e sulla letteratura mandolinistica) ed è anche bravo (ho sentito altri concerti suoi e meritava). Si vede che oggi era ubriaco :D

dimenticavo di scrivere che questo concerto era proprio con Scemone e i Soliti Veneti :D

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