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BaBi_YAR

L'ultimo CD acquistato (musica classica)

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Un altro bel periodo d'incubazione... Poi uno dice "non ci ricasco più", "eh, ma a me, l'anno prossimo, 'un mi fregano", ecciatera eccetara. È insomma la solita figura da cioccolatino tipica del collezionista (la si potrebbe chiamare anche in un altro modo, ma sono un signore e non dico come):

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Più alcune amenità naxosiane:

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Reo confesso in tutti i casi, perché o sono regali che mi sono ordinato direttamente, o sono doni suggeriti ad amici parenti e ziiii i quali, si capisce, ogni volta che vogliono farmi un presente sanno bene che vado pazzo per la classica, ma temono di sbattere il musetto arruffato contro un doppione. Per evitare cotanto guaio ci sarebbe, affé mia, anche la soluzione alternativa:

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Ma questa difficilmente posso spacciarla per musica classica: per carità, è piacevolissima, fa dimenare il giusto (10 secondi netti) e concilia anche il sonno, ma mi dicono dalla regia che, con il genere di cui trattasi in questa sede, c'entra come un polipo in un garage, salvo contaminazioni, ergo passo oltre e chiudo.

 

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18 ore fa, Nitriero Cavalleone dice:

@Ives Quel Requiem di Dvorak è bellissimo, io lo comperai a Praga. Ma stranamente non piace a nessuno.
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E' vero, le opere corali di Dvorak sono di rarissimo ascolto, soprattutto il Requiem. Negli ultimi anni però è stato notevolmente rivalutato dalla critica e dagli interpreti. Paga una certa prolissità e un certo accademismo, che peraltro serpeggia un pò in tutto Dvorak, ma indubbiamente ci sono moltissime pagine di alto lirismo e di melodicità quasi di fattura schubertiana. Oggi abbiamo anche più scelta interpretativa rispetto al passato, quando dominavano la discografia l'edizione DG di Ancerl e quella Decca di Kertesz (oggi abbiamo Wit, Jarvi, Jansons, Herreweghe che lo considera un capolavoro tout court, tra le incisioni contemporanee). Sawallisch lo trovo perfetto in queste opere che assommano appunto acceso lirismo e compunzione classica. Probabilmente, lo Stabat è quanto di più alto scritto da Dvorak (quasi sempre ricordato solo per le solite opere sinfoniche).

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15 ore fa, Alucard dice:

Ives mi giudichi il monteverdi di butt?

Per me che, discograficamente (tante edizioni le ho sentite su spotify), ero fermo alla vecchia versione di Andrew Parrott (importante storicamente ma oggi forse un pò statica e noiosa nella sua impostazione liturgica, quando oggi sappiamo che i vari lavori furono composti in anni diversi e contesti differenti), mi sembra a un primo ascolto molto bella, un'ottima versione "da camera": i solisti sono ridottissimi come d'abitudine per Butt (10 cantori), cantano però benissimo, timbratissimi e ardenti nell'esposizione del testo, cui è rivolta estrema cura. C'è una capacità innata di questo piccolo ensemble scozzese di modellare le frasi tenendole ben delineate, anche con scelte di tempi flessibili e spesso danzanti (la Sonata, ad esempio). Alcuni ascoltatori potrebbero storcere il naso per mancanza di fasto sonoro in alcuni punti. Audio e confezione editoriale di prim'ordine come da tradizione Linn.

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19 ore fa, Nitriero Cavalleone dice:

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Poi fammi sapere che ne pensi dell'opera. L'ho ascoltata non molto tempo fa e rispetto al Boris mi è parsa molto più monocorde nella sua enfasi retorica.

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On 31/12/2017 at 16:27, superburp dice:

Poi fammi sapere che ne pensi dell'opera. L'ho ascoltata non molto tempo fa e rispetto al Boris mi è parsa molto più monocorde nella sua enfasi retorica.

Non sono un esperto (anzi, al contrario, non ne capisco niente) e l'assenza in questa serie dei libretti cartacei non aiuta... una traduzione in inglese, almeno, permetterebbe di seguire un po' meglio lo svolgersi della vicenda che, stando a quanto ho letto sul web, è un po' contorta. Musicalmente mi è piaciuta, l'ouverture mi è sembrata addirittura splendida, e ci sono altri momenti strumentali molto belli. Anche i cori mi sono piaciuti. Non dico nulla sulle voci perché non ho gli strumenti per lanciarmi in critiche, ma in generale apprezzo molto le opere in cui i ruoli dei baritoni e bassi sono preponderanti.
Quindi, direi che al primo ascolto, benché distratto, l'impressione è buona. Nonostante sia un'incompiuta e ci abbiano messo le mani in troppi (questa è la revisione di Sostakovic, so che ne esiste una di Rimskij ed un'altra di Stravinskij) all'ascolto pare anche abbastanza coesa e coerente con le atmosfere musicali tipiche di Modest.
Paragoni col Boris non riuscirei a farne dal momento che ancora devo esplorare seriamente il  capolavoro mussorgskiano: sto impiegando una vita solo per districarmi tra le tre versioni esistenti e sto facendo una fatica immane!!!
Riascolterò tutto con la calma che vorrei tanto dedicare alla musica, e che purtroppo al momento non ho.

Scusa se non sono all'altezza... ci ho provato ^_^

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3 ore fa, Nitriero Cavalleone dice:

Non sono un esperto (anzi, al contrario, non ne capisco niente) e l'assenza in questa serie dei libretti cartacei non aiuta... una traduzione in inglese, almeno, permetterebbe di seguire un po' meglio lo svolgersi della vicenda che, stando a quanto ho letto sul web, è un po' contorta.

Se può aiutarti:

http://www.dicoseunpo.it/M_files/Chovanscina.pdf

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Ricordo che è un'opera alquanto "incasinata" per le edizioni da seguire e il completamento di pagine che, lasciate incompiute da Mussorgsky, i revisori hanno completato in modo autonomo...da sentire comunque anche Abbado, che forse ha la veste editoriale più filologicamente studiata, frutto di approfondimento certosino e memorabili spettacoli all'Opera di Vienna:

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E cominciamo il 2018 col botto (anche se questi sarebbero dovuti arrivare il mese scorso, so' regali):

                                                                                                          Risultati immagini per alkan edition brilliant

 

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18 ore fa, Ives dice:

Ricordo che è un'opera alquanto "incasinata" per le edizioni da seguire e il completamento di pagine che, lasciate incompiute da Mussorgsky, i revisori hanno completato in modo autonomo...da sentire comunque anche Abbado, che forse ha la veste editoriale più filologicamente studiata, frutto di approfondimento certosino e memorabili spettacoli all'Opera di Vienna:

61gaScLwD3L.jpg

E' l'edizione che ho io (orchestrazione di Shosta, scena finale di Stravinskij).

A Nitriero: il preludio è bellissimo ed infatti è un pezzo dei più famosi di Mussorgskij.

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15 ore fa, il viandante del sud dice:

E cominciamo il 2018 col botto (anche se questi sarebbero dovuti arrivare il mese scorso, so' regali):

                                                                            

                Risultati immagini per charles ives rca

Questa serie RCA con le cartine geografiche è vecchissima, ma sono cd usati?...comunque, Morton Gould fu anche un ottimo direttore, non solo nel repertorio americano:

0004503852.jpg

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On 22/12/2017 at 16:40, giobar dice:

Quel doppio Roussel-Hahn è bellissimo e i pezzi da camera di Hahn spono stati per me una grande scoperta.

Io l'ho preso per Roussel, perché è l'unica edizione che ho trovato dei suoi concerti. Hahn è una primizia e devo dire non mi è dispiaciuto, tant'è che ho appena ricevuto un altro suo cd con musiche per strumento concertante e orchestra. Spero di farmi un'idea più precisa.

 

2 ore fa, Ives dice:

Questa serie RCA con le cartine geografiche è vecchissima, ma sono cd usati?...comunque, Morton Gould fu anche un ottimo direttore, non solo nel repertorio americano:

0004503852.jpg

Sinceramente il dubbio mi ha sfiorato (considerato anche il prezzo irrisorio), ma anche se fosse, non fa differenza, sto scoprendo delle musiche niente male (tipo Atterberg, veramente notevoli quelle due suite e pure dirette da lui!).

Di Madetoja ho letto che le sue sinfonie sono le più importanti dopo quelle di Sibelius, mentre Ives entra per la prima volta nella mia discoteca (di tutti gli altri avevo già qualcosa qua e là), ho letto che la Prima Sinfonia ha degli echi dvorakiani e questo mi è bastato, la Question la conosco di fama (e l'ho anche ascoltata), gli altri due pezzi (la Robert Browning Overture e l'Orchestral Set n. 2) mi sono del tutto ignoti. 

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3 ore fa, il viandante del sud dice:

Di Madetoja ho letto che le sue sinfonie sono le più importanti dopo quelle di Sibelius, mentre Ives entra per la prima volta nella mia discoteca (di tutti gli altri avevo già qualcosa qua e là), ho letto che la Prima Sinfonia ha degli echi dvorakiani e questo mi è bastato, la Question la conosco di fama (e l'ho anche ascoltata), gli altri due pezzi (la Robert Browning Overture e l'Orchestral Set n. 2) mi sono del tutto ignoti. 

Ora che ascolti Robert B. o ti metti le mani nei capelli o ti compri tutta la discografia di Ives!

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4 ore fa, Majakovskij dice:

Ora che ascolti Robert B. o ti metti le mani nei capelli o ti compri tutta la discografia di Ives!

il sior Viandante si è evidentemente sbagliato, vedrai che tornerà ad Atterberg di corsa :D

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5 ore fa, Majakovskij dice:

Ora che ascolti Robert B. o ti metti le mani nei capelli o ti compri tutta la discografia di Ives!

Forse tutta no, qualcos'altro si :) (i.e. Three Pieces in New England). A tal proposito ho puntato questo:

Charles Ives: Symphony No.2

1 ora fa, Madiel dice:

il sior Viandante si è evidentemente sbagliato, vedrai che tornerà ad Atterberg di corsa :D

Ti dirò, sono sopravvissuto a questo "magma incandescente", l'ho immaginata come colonna sonora di un film (a tratti, non so perché, mi ricordava Benjamin Frankel) ed è filata senza particolari problemi. Di certo, devo dire, ho apprezzato di più la Sinfonia e la Question, ma che volete, sono pur sempre un conservatore reazionario :D

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Ma Atterberg se piace quel genere nordico-tardoromantico-conservatore è un autore di buona penna, che però ha scritto troppo, diventando spesso tedioso. Una sua sinfonia, la Dollar Symphony, fu pure eseguita da Toscanini negli USA. Di primo lavoro faceva il manager o qualcosa del genere :D

La Chandos ha affidato all'onnisciente Neeme Jarvi una integrale sinfonica in corso d'opera con l'orchestra di Goteborg:

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Oggi concertisticamente è nell'oblio.

 

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12 ore fa, il viandante del sud dice:

Forse tutta no, qualcos'altro si :) (i.e. Three Pieces in New England). A tal proposito ho puntato questo:

Charles Ives: Symphony No.2

Ti dirò, sono sopravvissuto a questo "magma incandescente", l'ho immaginata come colonna sonora di un film (a tratti, non so perché, mi ricordava Benjamin Frankel) ed è filata senza particolari problemi. Di certo, devo dire, ho apprezzato di più la Sinfonia e la Question, ma che volete, sono pur sempre un conservatore reazionario :D

male, malissimo, ma l'importante è non finire mozzzartiani :D Il cd in questione è magnifico, offre un panorama suggestivo dei pezzi famosi e sconosciuti di Ives. Acquisto essenziale per chi vuole avvicinarsi a questo autore. Tra l'altro, la 2a Sinfonia è un riferimento con Bernstein.

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