BaBi_YAR

L'ultimo CD acquistato (musica classica)

15922 risposte in questa discussione

35 minuti fa, glenngould dice:

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Alla fine l'ho fatto...

e hai fatto bene, è un'ottima antologia.

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Jascha Heifetz - The Complete Stereo Collection

 

 offerta davvero invitante della JPC,

tra cui il concerto : 

Disk 2 von 24

Violin Concerto in D Major, Op. 61 - Remastered, che nella interpretazione  di Heifetz spesso mi coinvolge commuovendomi.
Label: RCA, ADD, 1957-1975  (The albums were remastered complex from the original stereo tapes. )

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ARCANGELO CORELLI - Concerti Grossi op. 6
The English Concert/Trevor Pinnock

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...peccato solo questa copertina del cavolo.

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Just grabbed...
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Un Verdi musicalmente magnifico suonato dalla più grande orchestra del mondo, che forse farebbe storcere il naso a qualche purista delle esecuzioni all'italiana, ma che svela quanta ricchezza si annida nelle musiche di Verdi. Bravissimo e grazie Thielemann per questo regalo! Grande prova, poi, della Röschmann in Desdemona.

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Appena ho visto quel dvd di Otello mi è venuto un secondo infarto a leggere direttore e soprattutto cast.

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3 minuti fa, Wittelsbach dice:

Appena ho visto quel dvd di Otello mi è venuto un secondo infarto a leggere direttore e soprattutto cast.

Sì sì certo, Cura è Cura con i suoi scadimenti veristici e quant' elter (come si dice a BO), ma quello è uno spettacolo coi fiocchi. Basta non farsi prendere dai soliti riflessi condizionati (ah!, Lauri Volpi, Del Monaco...ah!, Serafin-Vickers...e bla bla bla) e aprire mente e orecchie.

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5 ore fa, zeitnote dice:

Sì sì certo, Cura è Cura con i suoi scadimenti veristici e quant' elter (come si dice a BO), ma quello è uno spettacolo coi fiocchi. Basta non farsi prendere dai soliti riflessi condizionati (ah!, Lauri Volpi, Del Monaco...ah!, Serafin-Vickers...e bla bla bla) e aprire mente e orecchie.

Nemmeno io, come non lo e' il Principe,  sono un fans di Cura. Però la tua approvazione senza riserve su questo Otello, mi incuriosisce ad ascoltarlo. Se ci riesco ti faro sapere.

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11 minuti fa, Pinkerton dice:

Nemmeno io, come non lo e' il Principe,  sono un fans di Cura. Però la tua approvazione senza riserve su questo Otello, mi incuriosisce ad ascoltarlo. Se ci riesco ti faro sapere.

Mi farebbe piacere Pink. Ti dirò, poi, che Cura non rientra nemmeno tra mie preferenze. L'ho sempre trovato un cantate sguaiato e scomposto. In quell'Otello, invece, è sopportabilmente addomesticato, nel contesto generale di una grandissima interpretazione musicale di Thielemann, che - per dirne una - fa emergere come non ho mai sentito prima i germogli della poetica di Puccini già nelle note di questo Verdi.

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In che anno siamo?

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3 ore fa, Wittelsbach dice:

In che anno siamo?

Marzo 2016

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9 ore fa, zeitnote dice:

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Comica la copertina di Lohengrin in stile serie televisiva :lol:

In che cosa consistono le nuove orchestrazioni di Pletnev e qual è il senso dell'operazione (sempre che il libretto lo sveli...)?

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15 ore fa, zeitnote dice:

Mi farebbe piacere Pink. Ti dirò, poi, che Cura non rientra nemmeno tra mie preferenze. L'ho sempre trovato un cantate sguaiato e scomposto. In quell'Otello, invece, è sopportabilmente addomesticato, nel contesto generale di una grandissima interpretazione musicale di Thielemann, che - per dirne una - fa emergere come non ho mai sentito prima i germogli della poetica di Puccini già nelle note di questo Verdi.

 

Ho ascoltato e visto questo recente Otello salisburghese. La messa in scena, geometrica e funerea, intimistica e fortemente simbolica, quasi totalmente denudata da  qualsivoglia orpello ornamentale, ha se non altro il pregio di focalizzare l'attenzione sui personaggi. L'orchestra suona bene, è nitida ed è in primo piano, è lei la protagonista vera dello spettacolo. Molto bene i cori. alterni i comprimari.

Dei cantanti protagonisti, in un simile contesto, quello che appare veramente fuori posto, paradossalmente, è proprio Carlos Alvarez che è anche quello che,dei tre, canta di gran lunga meglio: voce ben educata, tonda, pastosa, di bel timbro virile, di rara uguaglianza, il baritono spagnolo in quest'Otello tutto simboli e  geometrie, affiancato da una soprano mediocre e da un tenore vergognoso,  è un pesce fuor d'acqua, anche perchè, in un'Otello "moderno", "à la page" come questo, dove ai cantanti si chiede solo di interpretare ( "cantare" ormai è diventato un optional), sembra contentarsi di cantar bene risultando piuttosto avaro quanto a fantasia interpretativa. Sulla Desdemona della Roeshmann, che tu lodi, non mi sento di concordare: la voce , oltre che di timbro ordinario, è dura, corta, spesso oscillante, incapace di modulazioni decenti. L'interprete, fatte salve alcune sguaiatezze veristicheggianti, delinea comunque una Desdemona senza dolcezza, allarmata più che dolente, corrucciata e contrariata più che malinconica e rassegnata ( e , a dire il vero, ne avrebbe ben donde, lei, fanciulla nobile e adolescente, che uno strano destino ha fatto innamorare perdutamente di un vecchio soldato dal passato nebuloso, mettendole fra i piedi, in sopramercato, un essere malvagio e dispettoso, deciso a rovinarla).

Su Josè Cura, infine, sorvolo: non è mia abitudine maramaldeggiare.

 

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13 ore fa, giobar dice:

Comica la copertina di Lohengrin in stile serie televisiva :lol:

 

Ecco, adesso hai fornito l'idea a qualche malsano produttore... :D 
 

13 ore fa, giobar dice:

In che cosa consistono le nuove orchestrazioni di Pletnev e qual è il senso dell'operazione (sempre che il libretto lo sveli...)?

Il nome in codice dell'operazione è "SILICIO", ovvero So, I Like Ciopen :D
Scherzi a parte, pare che l'idea Pletnev fosse quella di riportare i due concerti nell'alveo di una concezione più cameristica, capace di riequilibrare la parte pianistica e quella orchestra. I recensori della rivista francese Classica, pur dando 4 stelle al disco, hanno espresso qualche perplessità riguardo alla riuscita. Io non l'ho ancora ascoltato.

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1 ora fa, Pinkerton dice:

 

Ho ascoltato e visto questo recente Otello salisburghese. La messa in scena, geometrica e funerea, intimistica e fortemente simbolica, quasi totalmente denudata da  qualsivoglia orpello ornamentale, ha se non altro il pregio di focalizzare l'attenzione sui personaggi. L'orchestra suona bene, è nitida ed è in primo piano, è lei la protagonista vera dello spettacolo. Molto bene i cori. alterni i comprimari.

Dei cantanti protagonisti, in un simile contesto, quello che appare veramente fuori posto, paradossalmente, è proprio Carlos Alvarez che è anche quello che,dei tre, canta di gran lunga meglio: voce ben educata, tonda, pastosa, di bel timbro virile, di rara uguaglianza, il baritono spagnolo in quest'Otello tutto simboli e  geometrie, affiancato da una soprano mediocre e da un tenore vergognoso,  è un pesce fuor d'acqua, anche perchè, in un'Otello "moderno", "à la page" come questo, dove ai cantanti si chiede solo di interpretare ( "cantare" ormai è diventato un optional), sembra contentarsi di cantar bene risultando piuttosto avaro quanto a fantasia interpretativa. Sulla Desdemona della Roeshmann, che tu lodi, non mi sento di concordare: la voce , oltre che di timbro ordinario, è dura, corta, spesso oscillante, incapace di modulazioni decenti. L'interprete, fatte salve alcune sguaiatezze veristicheggianti, delinea comunque una Desdemona senza dolcezza, allarmata più che dolente, corrucciata e contrariata più che malinconica e rassegnata ( e , a dire il vero, ne avrebbe ben donde, lei, fanciulla nobile e adolescente, che uno strano destino ha fatto innamorare perdutamente di un vecchio soldato dal passato nebuloso, mettendole fra i piedi, in sopramercato, un essere malvagio e dispettoso, deciso a rovinarla).

Su Josè Cura, infine, sorvolo: non è mia abitudine maramaldeggiare.

 

Come sempre oggettivo. Be', dai, poteva andare peggio... :)

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On Sunday, October 01, 2017 at 22:26, glenngould dice:

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Alla fine l'ho fatto...

Tanto ero convinto che l'ho ordinato due volte. Ovviamente tenerne due copie non mi serve a nulla, chi lo vuole acquistare a prezzo stracciato mi scriva in privato.

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Ho acquistato l'Arte della fuga suonata da Koroliov.

 

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8 ore fa, giordanoted dice:

Ho acquistato l'Arte della fuga suonata da Koroliov.

 

Ce l'ho in carrello presso JPC da due settimane insieme ai suoi due libri del CBT, per un totale di poco più di 80 euro.

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