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Peperoncin@

Concerti per pianoforte e orchestra

Quale di questi preferite?Ovviamente con un messaggio specificate a quale concerto vi riferite ^_^  

157 voti

  1. 1. Quale di questi preferite?Ovviamente con un messaggio specificate a quale concerto vi riferite ^_^

    • Ravel
      12
    • Mozart
      23
    • Rachmaninov
      37
    • Prokofiev
      7
    • Beethoven
      27
    • Liszt
      10
    • Chopin
      13
    • Schumann
      7
    • Grieg
      2
    • Poulenc
      1
    • Busoni
      4
    • Skalkottas
      2
    • Bartok
      0
    • Shostakovich
      0
    • Brahms
      5
    • Weber
      1
    • Cowell
      1


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più o meno succede anche a me lo stesso. Pensa te che non avrei mia pensato di finire in un forum a parlare di Debussy. Proprio no ! :D

Se continuo di questo passo finirò per comprare qualche cd con le sue ultime sonate..... A casa mi crederanno ammattito :lol: ... Però adesso che ci penso forse mi piace il Martyre perchè poco debussiano ma molto post impressionista. Cioè perchè è anomalo nella sua produzione.

Concordo per Schubert !

E' una questione di tempo senza dubbio. Io ne ascolto molta di musica, anche troppa, e così lo "spirito" si affina mio malgrado, ci si accorge di cose che inizialmente sembravano altro ecc. ecc.--- si diventa incredibilmente schizzinosi !!!! Pensa che certe volte, alle tre di notte, mi faccio la "dose" di ascolti prima di andare a dormire. E' più forte di me !

A proposito, adesso che mi ricordo dovevo chiederti se sapevi forse che Debussy "registrò" della sua musica pianistica attorno al 1905/1910. Anni fa esisteva ancora un raro cd con le riproduzioni, una cosa stranissima. Non erano registrazioni nel vero senso della parola, perchè furono "fatte" su un piano meccanico. Mentre l'autore suonava il meccanismo forava un rullo di carta e così creava la "registrazione". Rulli che pare siano sopravvissuti fino ad oggi. Rimangono un documento, seppure tecnicamente limitato, di come usava il ritmo o concepiva alcuni suoi brani.

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Il motivo della mia ostilità a diffonderla indiscriminatamente ovunque è che non ci sono le condizioni culturali adesso. Almeno in Italia, perchè il discorso vale SOLO per l'Italia. Si rischia di fare danni, banalizzazioni. Francamente mi spaventa vedere un giovane che "ascolta"  un pezzo di Bach come uno di musica leggera, passando senza soluzione da una musica all'altra. Senza che riesca a capire la differenza tra le due forme. Rumore indistinto che copre l'horror vacui dell'esistenza quotidiana. So che il sistema appena descritto sopra ha bisogno di tempi lunghi, almeno una generazione, però credo sia giusto tentare senza creare danni indiscriminati.

Il tuo progetto a lungo termine potrebbe sicuramente produrre ottimi risultati in futuro, ma non credi che oggi sia troppo discriminante per un pubblico più adulto ?

Qualunque "profano" non potrà mai avvicinarsi alla musica classica, se non nei modi più semplici: utilizzandola come sottofondo in un bar, o ancor peggio impostandola come suoneria del suo cellulare. :unsure:

Mi trovi pienamente d'accordo sulla superficialità dei programmi e dei metodi di divulgazione nelle scuole. Se a te è rimasto indigesto Mozart, a me "Pierino e il lupo" di Prokofiev ha fatto lo stesso effetto, non perchè non mi piacesse, ma per il modo in cui ci è stato imposto.

Il problema, secondo me, sta nel trovare anche i modi più stupidi per promuovere l'ascolto di alcune opere. E' chiaro che nessuno potrà mai comprendere al meglio un'opera di Bach, se non ha una serie di conoscenze ed esperienze alle spalle, pur provando un certo gradimento nell'ascolto della celebre "Toccata e fuga" per organo, per citarne una.

Ti faccio un esempio: Avevo undici anni quando ho cominciato ad appassionarmi di musica classica; ero ancora agli inizi col pianoforte. La prima opera ascoltata integralmente di mia volontà è stata la suite de "Lo schiaccianoci" di Ciajkowski. Il motivo per cui mi misi alla ricerca di quel disco, era perchè avevo ascoltato due suoi brani in un vecchio videogames e mi erano piaciuti. In quel momento non solo ho percepito la differenza fra la fredda versione computerizzata e la coinvolgente orchestrale, ma ho apprezzato altri brani della stessa opera che fino ad allora non conoscevo. All'inizio non potevo far altro che gradire, senza comunque comprendere. Cosa che magari sono riuscito a fare dopo con quella e con altre. Uso questo personalissimo stupido esempio per distinguere due concetti differenti, seppur affini.

Il piacere di un qualsiasi campo credo che si possa cogliere, per la prima volta, attraverso le sensazioni più immediate. Il capire un determinato linguaggio, le sue varie sfaccettature subentra dopo.

Proponendo più spesso la musica classica nella nostra vita quotidiana, forse un pò la si banalizzerebbe, ma nello stesso tempo si aprirebbe la strada a nuovi appassionati.

Chiaramente non tutti i brani sarebbero alla portata dei novizi, e bisognerebbe partire con motivi di facile comprensione, rimanendo d'accordo su eventuali rischi di banalizzazione (necessari, trattandosi di una giusta causa).

Diversamente, soprattutto per gli adulti, oggi non credo ci sarebbe soluzione migliore per diffondere la Musica con la "M" maiuscola. Non credi ? ;)

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Lo avevo letto, ma francamente non sapevo che esistesse un CD con le riproduzioni! Magari riuscissi a trovarlo..... riuscirei a capire molto meglio l'uomo Debussy, così schivo, sfuggente e incline alla solitudine...

P.S. Io invece non mi troverò mai a parlare di Schubert nel forum semplicemente perchè non ne so un'emerita mazza ;)

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Se non fossi stata imbranata avrei votato per Chopin! Ma purtroppo mi sono inceppata col computer e ho spinto tasti sbagliati. Qualcuno sa fare qualcosa?

cavolo..anch'io volevo votare chopin, invece non sono riuscita ed ho fatto un danno.. non ho nemmeno capito cosa ho votato... :blink::blink::blink:

Forse hai letto i risultati prima di selezionare una preferenza. La cosa ti ha impedito di votare.

Ho provato questa esperienza nel sondaggio "Musiche per pianoforte". :(

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una soluzione sarebbe far capire alla gente, in qualche maniera, che il prodotto di cui si usufruisce è solo una parte di qualcosa molto più grande e importante. Ecco, forse questa sarebbe la soluzione ideale. Pubblicizzare la musica però far capire, tramite la scuola ad esempio, che Pierino il Lupo è solo una banalità ma che Sergei ha scritto ben altro ! Oppure organizzare concerti gratuiti pubblici con nomi importanti, in Germania ci sono direttori anche noti che si prestano a tali operazioni. Bernstein e Stokowski lo facevano per le scolaresche newyorkesi. Mi sembra un bel incettivo all'ascolto, magari mischiando brani antichi con quelli moderni, spiegando le relative differenze. In Gran Bretagna e in alcuni colleges statunitensi hanno la tradizione di coinvolgere gli studenti in operine scolastiche. Forse così si può evitare la banalizzazione completa della musica classica attraverso i sistemi di comunicazione di massa (nei cui confronti la gente è sempre un pò passiva o distratta). Alla idea base di un insegnamento scolastico è possibile fare tante varianti. Dipende solo dalla volontà di iniziare un progetto. Volontà che da noi manca del tutto. Viviamo in un paese di pigri menefreghisti, almeno culturalmente.

Sapevo che il cd in questione era della Teldec, pubblicato parecchi anni fa. Dovrebbe essere fuori catalogo da secoli. Interessava anche a me perchè c'era una registrazione di Mahler di alcuni suoi lieder (naturalmente nella trascrizione per solo pianoforte).

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una soluzione sarebbe far capire alla gente, in qualche maniera, che il prodotto di cui si usufruisce è solo una parte di qualcosa molto più grande e importante. Ecco, forse questa sarebbe la soluzione ideale. Pubblicizzare la musica però far capire, tramite la scuola ad esempio, che Pierino il Lupo è solo una banalità ma che Sergei ha scritto ben altro ! Oppure organizzare concerti gratuiti pubblici con nomi importanti, in Germania ci sono direttori anche noti che si prestano a tali operazioni. Bernstein e Stokowski lo facevano per le scolaresche newyorkesi. Mi sembra un bel incettivo all'ascolto, magari mischiando brani antichi con quelli moderni, spiegando le relative differenze. In Gran Bretagna e in alcuni colleges statunitensi hanno la tradizione di coinvolgere gli studenti in operine scolastiche. Forse così si può evitare la banalizzazione completa della musica classica attraverso i sistemi di comunicazione di massa (nei cui confronti la gente è sempre un pò passiva o distratta). Alla idea base di un insegnamento scolastico è possibile fare tante varianti. Dipende solo dalla volontà di iniziare un progetto. Volontà che da noi manca del tutto. Viviamo in un paese di pigri menefreghisti, almeno culturalmente.

Sapevo che il cd in questione era della Teldec, pubblicato parecchi anni fa. Dovrebbe essere fuori catalogo da secoli. Interessava anche a me perchè c'era una registrazione di Mahler di alcuni suoi lieder (naturalmente nella trascrizione per solo pianoforte).

E' proprio perchè Pierino e il lupo è l'opera più insignificante del grande Prokofiev, io non mi sono mai spiegato per quale motivo a scuola non ci avessero fatto ascoltare di meglio.

Concordo sul maggiore coinvolgimento dei grandi direttori ed esecutori nelle opere di divulgazione. Mi ricordo un programma simile, anni fa, su TVE (l'emittente di stato spagnola).

Le nostre televisionii potrebbero iniziare, per esempio, a trasmettere qualcosa in orari più umani.

Il problema di approccio alla musica, comunque, si estende in ogni genere. Basti pensare che molti brani di leggera oggi trovano il loro migliore veicolo promozionale negli spot televisivi, e il più delle volte finiscono per associarsi al prodotto che reclamizzano.

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esatto, è la stessa domanda che mi sono fatto anch'io. Devi sapere che quando stavo alle medie ci facevano ascoltare poca musica per i più svariati motivi. E quel poco era di pessima qualità. Oltre al solito, indigesto e inascoltabile Mozart, ci avevano "violentato" con Prokofiev. Con l'orrendo Pierino. Una cosa a dir poco schifosa, anche i bambini la troverebbero oscena ! per colpa della mia insegnante ho pensato per tanti anni che Prokofiev fosse una porcheria di autore. Successivamente ascoltai la sinfonia n.1 e l'opinione rimane quasi immutata. Passati i 20 anni finalmente iniziai a cambiare idea perchè ascoltai la Suite Scita, riuscendo piano piano a scoprire che la musica del russo è geniale. Almeno fino al 1935. Per gusto personale ed estetico non sopporto proprio quella del periodo successivo. A parte il "Matrimonio" (che comunque contiene molte pagine troppo sentimentali e scontate). A scuola dovrebbero interessare i giovani e magari far loro scegliere il brano. Se non capiscono questo è inutile insistere con la "classica"

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Aggiungerei che esistono docenti in educazione musicale laureati il lettere, le cui ambizioni professionali sono ben altre, che seguono il programma didattico come un peso di cui liberarsene.

Adoro il Concerto per piano e orchestra in do maggiore e le "Visioni fuggitive": fanno parte del tuo Prokofiev preferito ? ;)

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certamente ! Mi piace proprio il Prokofiev aspro, grottesco e tagliente. Quello dei primi balletti, delle prime opere liriche, dei concerti per pianoforte.

Poi il concerto in questione ha una sonorità che lo avvicina al balletto il Buffone (Chout), una delle opere che ammiro maggiormente. L'ho ascoltato per la prima volta in vita mia due anni fa !

Purtroppo i concerti per piano non li ho sentiti tutti. Mi interessa l'ultimo, quello del 1932. Eseguito raramente rispetto ai primi due. Anche il quarto, quello per mano sinistra sola, non l'ho mai sentito.

Ma il mio grande sogno, almeno per Prokofiev, è ascoltare la cantata sinfonica "Ils sont Sept", scritta verso il 1918. Ne ho letto bene e dalla descrizione rientrerebbe nei miei gusti. Pare abbia come soggetto un poema simbolista che tratta la fine del mondo, o qualcosa del genere. E' per coro e grande orchestra. Purtroppo rimane un sogno proibito......chissà che qualche etichetta discografica si decida a registrarla, prima o poi.

La partitura per sola orchestra che prediligo è la Sinfonia n.2. e' stata una rivelazione. Se la Suite Scita mi aveva incantato questa partitura mi aveva convinto del tutto ! E' una composizione possente, senza compromessi, dalle sonorità eccessive ma fascinose..... :lol:

Peccato però che poi dopo il 1935 Sergei abbia subito una forte decandenza qualitativa. Ma poco male, quello scritto in precedenza basta e avanza per rimanere nella storia !!

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come vi siete persi ???? :D

Riassunto : abbiamo iniziato parlando di alcuni compositori-pianisti, siamo passati ai gusti personali, alle critiche su alcuni compositori studiati nelle scuole, alle nostre idee per lo sviluppo e pubblicizzazione della musica classica presso la gente,

alla critica per il sistema educativo italiano. E infine, tornando alle boiate che fanno sentire a scuola, parlavamo di Prokofiev.... di quello "buono" e di quello "meno buono".

Bello l'accordo mistico, peccato che Scriabin fosse credente come lo poteva essere d'Annunzio :D:D:D:D

Come direbbero a Roma : manco pe' gnente :D:D:D

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certamente ! Mi piace proprio il Prokofiev aspro, grottesco e tagliente. Quello dei primi balletti, delle prime opere liriche, dei concerti per pianoforte.

Poi il concerto in questione ha una sonorità che lo avvicina al balletto il Buffone (Chout), una delle opere che ammiro maggiormente. L'ho ascoltato per la prima volta in vita mia due anni fa !

Purtroppo i concerti per piano non li ho sentiti tutti. Mi interessa l'ultimo, quello del 1932. Eseguito raramente rispetto ai primi due. Anche il quarto, quello per mano sinistra sola, non l'ho mai sentito.

Ma il mio grande sogno, almeno per Prokofiev, è ascoltare la cantata sinfonica "Ils sont Sept", scritta verso il 1918. Ne ho letto bene e dalla descrizione rientrerebbe nei miei gusti. Pare abbia come soggetto un poema simbolista che tratta la fine del mondo, o qualcosa del genere. E' per coro e grande orchestra. Purtroppo rimane un sogno proibito......chissà che qualche etichetta discografica si decida a registrarla, prima o poi.

La partitura per sola orchestra che prediligo è la Sinfonia n.2. e' stata una rivelazione. Se la Suite Scita mi aveva incantato questa partitura mi aveva convinto del tutto ! E' una composizione possente, senza compromessi, dalle sonorità eccessive ma fascinose..... :lol:

Peccato però che poi dopo il 1935 Sergei abbia subito una forte decandenza qualitativa. Ma poco male, quello scritto in precedenza basta e avanza per rimanere nella storia !!

Su Prokofiev andiamo abbastanza d'accordo. ;)

Reputo il n. 3 uno dei migliori concerti per piano e orchestra in assoluto, anche perchè scritto con una tonalità "insolita" per un genere simile.

Facendo una personalissima statistica, raramente mi sono entusiasmato tanto per opere composte in do maggiore. ;)

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hihihih, che problemi di tonalità ! in genere nei concerti miei non esiste tutto questo ! A parte gli scherzi...... ieri mi sono ricordato la bella interpretazione che avevo visto due anni fa alla tv e così ho deciso di comprarmi l'integrale dei concerti. Li ho ordinati stasera. Così finalmente ascolterò per la prima volta il n.4 e il n.5. E' stata una inversione a U come si suol dire perchè sono in attesa del concerto terzo di Skalkottas, un'opera dalla sonorità molto difficile e ben lontana dalle acrobazie prokofieviane. Due mondi sonori quelli del greco e del russo agli antipodi. Il greco era (semi-)dodecafonico, con tendenze neoclassiche, scriveva musica in stile popolare..... un gran problema. Pensa che il 3° concerto (piano e 10 fiati con percussioni) dura la bellezza di 60 minuti e che per la prima, avvenuta postuma nel 1969 dopo ben trent'anni dalla composizione, ben tre pianisti rifiutarono l'esecuzione perchè troppo difficile. C'è proprio da preoccuparsi......

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assolutamente rachmaninov tutti e quattro, anche procofiev(piu o meno scritto così) e ciaicovsky(parlo da clarinettista e non da pianista pero...)

e brahms?? anche se nn sono pianista pure lui ne ha scritti di belli(nn ricordo quanti pero uno lo ascoltato sicuro) e Gershwin?? ci manca pure lui :huh::huh:

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hihihih, che problemi di tonalità ! in genere nei concerti miei non esiste tutto questo ! A parte gli scherzi...... ieri mi sono ricordato la bella interpretazione che avevo visto due anni fa alla tv e così ho deciso di comprarmi l'integrale dei concerti. Li ho ordinati stasera. Così finalmente ascolterò per la prima volta il n.4 e il n.5. E' stata una inversione a U come si suol dire perchè sono in attesa del concerto terzo di Skalkottas, un'opera dalla sonorità molto difficile e ben lontana dalle acrobazie prokofieviane. Due mondi sonori quelli del greco e del russo agli antipodi. Il greco era (semi-)dodecafonico, con tendenze neoclassiche, scriveva musica in stile popolare..... un gran problema. Pensa che il 3° concerto (piano e 10 fiati con percussioni) dura la bellezza di 60 minuti e che per la prima, avvenuta postuma nel 1969 dopo ben trent'anni dalla composizione, ben tre pianisti rifiutarono l'esecuzione perchè troppo difficile. C'è proprio da preoccuparsi......

Secondo me la tonalità conta molto, anche per testare le capacità intuitive del compositore. Non da meno, i cambiamenti di tonalità a brano in corso mettono in risalto la gradevolezza della sensazione dolce/amaro, nel passaggio da un tema a un altro.

Facendo delle improvvisazioni jazz, ad esempio, si percepisce come certi effetti cromatici "rendano" meglio adoperandone alcune, rispetto ad altre: noto come venga spesso utilizzata quella in mi bemolle minore e in la bemolle minore, oltre alla più semplice in fa minore (per dirne tre). Su questo argomento comunque ci sarebbe da aprire un topic apposito. :D

L'ordine lo fai dal sito che mi hai consigliato ? Quasi quasi vado a farmi un giro. ;)

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Secondo me la tonalità conta molto, anche per testare le capacità intuitive del compositore. Non da meno, i cambiamenti di tonalità a brano in corso mettono in risalto la gradevolezza della sensazione dolce/amaro, nel passaggio da un tema a un altro.

...... e creano un continuo effetto-sorpresa di squilibrio uditivo che tiene desta l'attenzione dell'ascoltatore. E' uno dei motivi preminenti per cui adoro Debussy e Ravel. E quant'è bello quando a stento si riesce a percepire la tonalità del brano...... :o

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infatti, ho segnato proprio questa caratteristica di Debussy in una risposta in altra discussione. Il suo sistema di composizione, almeno per un certo periodo, sembra che sospenda la tonalità. Ignoro se inconsciamente o no, però il risultato è questo. Per tale motivo è da considerare, nonostante tutto, un padre del novecento.

Certo, la tonalità è importante nel brano che si ascolta, specie se molto "avventuroso". Però devi tenere conto che nel tipo di musica che ascolto io (ad esempio la seriale) non esiste o non esiste una indicazione precisa. In qualche autore può esserci una allusione, ma sono spesso giochi di bravura fatti con la/le "serie". Ad esempio esiste un autore, Joseph M. Hauer, che inventò un sistema para-dodecafonico in concorrenza a Schoenberg e nonostante tutte le sue elucubrazioni mentali sembra apparentemente tonale all'ascolto. Vedi com'è facile ingannare l'orecchio !

Gli ordini si possono fare anche via pc, ma io in genere chiedo materiale molto particolare e dunque sono costretto a rompere le scatole per telefono anche ad altri rivenditori. Chi arriva prima e al minor prezzo di vendita si aggiudica l'ordine.

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infatti, ho segnato proprio questa caratteristica di Debussy in una risposta in altra discussione. Il suo sistema di composizione, almeno per un certo periodo, sembra che sospenda la tonalità. Ignoro se inconsciamente o no, però il risultato è questo. Per tale motivo è da considerare, nonostante tutto, un padre del novecento.

Certo, la tonalità è importante nel brano che si ascolta, specie se molto "avventuroso". Però devi tenere conto che nel tipo di musica che ascolto io (ad esempio la seriale) non esiste o non esiste una indicazione precisa. In qualche autore può esserci una allusione, ma sono spesso giochi di bravura fatti con la/le "serie". Ad esempio esiste un autore, Joseph M. Hauer, che inventò un sistema para-dodecafonico in concorrenza a Schoenberg e nonostante tutte le sue elucubrazioni mentali sembra apparentemente tonale all'ascolto. Vedi com'è facile ingannare l'orecchio !

Gli ordini si possono fare anche via pc, ma io in genere chiedo materiale molto particolare e dunque sono costretto a rompere le scatole per telefono anche ad altri rivenditori. Chi arriva prima e al minor prezzo di vendita si aggiudica l'ordine.

quant'è bello 'sto forum!!! :D Secondo me si sta facendo una grande cosa. E' come far parte di un circolo cultural-musicale aperto a tutti. Niente toni accademici e impegnativi, ma tanta ricchezza di contenuti elaborati anche in base all'esperienza e alla passione musicale di ognuno di noi. Grande! :lol::P:D

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L'ottocento è un periodo musicamente orrendo. A parte Beethoven e Rossini (ma non sempre, che poi erano compositori particolari, di "passaggio" generazionale) la maggior parte dei compositori era formata da pessimi orchestratori e compositori inascoltabili. Al massimo posso accettare qualche compositore russo come Mussorgski o Rimsky, se proprio voglio farmi del male. Anche i più geniali non si salvavano dalle banalità. Wagner compreso (penso a quei passaggi in cui suggerisce l'amore o il sentimento con arpa e archi, poi imitatissimi nel post romanticismo, Mahler in testa purtroppo :( ).... Sonorità grossolane, effetti bandistici, virtuosismi a vuoto di voci o strumenti, retorica dei sentimenti o politica..... per carità. Secolo buio, ben detto glenngould !!! Solo verso il 1880 inizia a vedersi un pò di luce !

E dunque ben venga Mendelssohn. Purezza di linee, limpidezza apollinea fuori moda forse, orchestrazione leggera senza retorica (o molto poca). Meglio di niente e comunque sempre meglio di Liszt....

Caro Madiel, ho gradito molto i tuoi consigli di contemporanea e sui negozi on-line. Permettimi questa volta di essere in totale disaccordo con quanto hai scritto. E' inutile fare lunghe repliche: non sarò certo io a farti cambiare idea.

Mi limito a rammentarti che il romanticismo, come fu reso estemporaneo dal novecento, nacque (e si sviluppò) come innovativo per tutto il secolo precedente, alimentando il crogiuolo di compositori ed esecutori, che, anche nell'abbandono completo alla ricerca espressiva (a scapito spesso della struttura melodica in senso stretto) hanno contribuito ad inventare e perfezionare raffinatezze stilistiche, oltre a nuove elaborazioni cromatiche. Queste ultime saranno state sicuramente oggetto del presunto "sorpasso" dei dodecafonici e successivi, ma assoluto innegabile loro punto di partenza.

Posso anche essere d'accordo a svalutare un artista, ma estendere il tutto ad un'intera epoca assolutamente no ! Tutti i moviventi culturali hanno lasciato qualcosa: non di meno il romanticismo ha contraddistinto un'epoca, che considerando i tardo-romantici si estende per oltre un secolo; ha prodotto una vastità di opere, valide e non: sicuramente non tutte meritano di essere considerate inascoltabili e banali. :o

Ho avuto modo di replicare tempo fa ad una considerazione critica di Alberto: Qui nessuno ama Liszt :( ! Non pensavo mai di trovare tanto astio nei confronti del grande Franz ! :( Scusate lo sfogo. :o

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le mie "gravi" affermazioni sono dovute ad una serie di ragionamenti che faccio da tempo sulla musica ottocentesca. E' vero che il romanticismo ha creato le premesse per tutto ciò che godiamo poi nel "nostro" secolo, lo riconosco ci mancherebbe, però è anche vero che, rispetto ai secoli precedenti e al successivo, la quantità di cattiva musica ottocentesca (cattiva nel senso di qualitativo) è nettamente superiore rispetto a 700 e 600 o 900. Mettila come vuoi ma praticamente nessun grande compositore ottocentesco ne rimane immune. Le cause sono molteplici, alcune le ho elencate, ma penso che il problema sia principalmente dovuto all'epoca, alla retorica romantica che mette l'ego del compositore prima e avanti a tutto.

Il mio discorso non è del tipo: progresso = bellezza musicale. Nella maniera più assoluta, in caso contrario avrei dovuto, almeno, disprezzare Mendelssonhn. Cosa che evito per il semplice motivo che fu, di fatto, uno dei pochi ad avere prodotto musica di qualità quasi sempre elevata. Se non nell'ispirazione almeno nella tecnica. Vedi, caro Siloti, cadi nello stesso errore. Consideri la musica come fatto meramente progressivo con la tua affermazione sulla novità. Dunque il romanticismo, essendo una novità rispetto al settecento, è migliore. O almeno dovrebbe esserlo. Purtroppo dal 1799 al 1899 c'è un abisso e le pietre per colmarlo sono poche.

Il "grande" Franz L. è stato grande piuttosto di rado. Su circa 500 composizioni quante se ne eseguono, o interessano, oggi (ma anche alla sua epoca cambiava poco) ? Forse meno di quaranta. Non è solo per cambiamento del gusto del pubblico. La maggior parte è proprio musica inutile, spessissimo le innovazioni timbriche o armoniche sono immerse in un oceano di banalità. Sic et simpliciter. Poi che abbia ispirato altri compositori, magari migliori, è un altro discorso. Che nulla c'entra con la natura musicale intrinseca delle sue opere.

La retorica può anche piacere, ci mancherebbe ! Però la tendenza generale del XIX secolo era, volenti o nolenti, quella descritta. Mi rendo conto di aver buttato una bomba sulla folla inerme e che mi farò degli "amici" ;) . Ma almeno riconosciamo i difetti senza falsi pudori e poi salviamo il salvabile.

....... dopo questo affondo credo che verrò, come minimo, linciato...... :D:D:D

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Non è il fatto di disprezzare una corrente musicale (o un solo esponente di essa) che mi contraria, ma il volerla bollare come insignificante, frivola o "scarsa". Se vogliamo, ogni giudizio riguardante solo una di queste qualità comporta un'influenza del gusto personale, che non può e non deve conformarsi ad un'idea di progresso. Anche Mozart, riproposto in tutte le salse, non è apprezzato da entrambi nella misura in cui viene decantato (su questo ci troviamo d'accordo :D ). Nulla però voglio togliere alle qualità del "grande" Wolfgang Amadeus. Piacciano o no è innegabile che anche Liszt e Chopin siano stati delle pietre miliari della musica classica. Se così non fosse, i vari Rubinstein, Cortot, Malcuzynski, Cziffra avrebbero fatto meglio a risparmiare le loro doti esecutive per ripiegare su autori più "significativi" e meno difficili da eseguirsi. E non faccio nessuno binomio progresso-bellezza: al contrario apprezzo molto Bach, che se non altro è lontano cronologicamente dagli altri autori sovraccitati, e gli riconosco i meriti degli storici e dei critici del '900. Allo stesso modo ho molta "diffidenza" nei confronti di numerosi contemporanei, spesso all'affannosa ricerca di qualcosa che sembra irraggiungibile, ma che è ben lontana da assumere una qualche forma musicale che io riesca a definire.

Nel gusto personale, rientra anche la concezione di banalità. Può risultare retorico dire che quello per te è inutile o banale, per me non lo è, ma è indubbio che ognuno di noi può "gradire" e apprezzare in alternanza Bach, come Mozart o Schubert, lasciandosi anche affascinare da melodie molto coinvolgenti ma di scarsa qualità (seguendo il tuo parametro), alternando l'abbandono della ratio (che per i romantici è una conditio sine qua non), a una maggiore consapevolezza delle strutture propriamente "significative". L'immedesimazione, oltre l'opera, nella realtà storica, nella concezione e nella funzione sociale della musica, nei costumi e nei mezzi di un'epoca, dovrebbe essere un fattore che l'ascoltatore non può sottovalutare: non si dovrebbe passare da Mozart a Brahms senza predisporsi all'ascolto in maniera differente (i nostri preconcetti su Mozart ci impedirebbero comunque di farlo in serenità :rolleyes: ). Sarà anche retorico, ma mi preme ribadire questo concetto. Ascoltare duemila CD dei più sconosciuti e alternativi compositori, o avventurarsi in pompose e chilometriche recensioni, può senza dubbio aiutare ad analizzare e distinguere le svariate espressioni dell'arte musicale. Ritengo altrettanto di aiuto un approccio diverso a seconda del brano, dell'autore e del periodo. L'egocentrismo del compositore non lo vedo come un fattore negativo, anzi, per me è un pregio, un modo anche estremo di rimarcare la sua personalità, il suo stile. Nel Jazz oserei direi che è determinante.

Per quanto possa esistere un filo logico nell'esprimere pareri opposti su ciò che ci piace, non condivido mai frasi del tipo: "ci siete cascati anche voi, come me", quasi come dire: "siamo degli stolti, bisogna seguire la retta via". Anche Glenn Gould, genio incontrastato della tastiera, non mi trova d'accordo quando si arroga il diritto di svalutare i suoi predecessori. :unsure: Benché si provi a dissertare all'infinito, non credo possa sussistere una critica generalizzata fra autori di diverse correnti musicali, o ancor peggio, fra intere correnti collocate in distinte epoche. Non ho nulla contro di te Madiel, sia chiaro: ognuno ha i suoi gusti ed è giusto rispettare le opinioni divergenti. E' il dire "il romanticismo è pressoché vuoto", "l'impressionismo è un florilegio di musicisti" e frasi simili, che non riesco a proprio a tollerare. Sarò pure esagerato …mah ! :o

Un saluto ;)

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