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Peperoncin@

Concerti per pianoforte e orchestra

Quale di questi preferite?Ovviamente con un messaggio specificate a quale concerto vi riferite ^_^  

157 voti

  1. 1. Quale di questi preferite?Ovviamente con un messaggio specificate a quale concerto vi riferite ^_^

    • Ravel
      12
    • Mozart
      23
    • Rachmaninov
      37
    • Prokofiev
      7
    • Beethoven
      27
    • Liszt
      10
    • Chopin
      13
    • Schumann
      7
    • Grieg
      2
    • Poulenc
      1
    • Busoni
      4
    • Skalkottas
      2
    • Bartok
      0
    • Shostakovich
      0
    • Brahms
      5
    • Weber
      1
    • Cowell
      1


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Madiel, scusa ma non sono d'accordo. Certamente avrò banalizzato il problema della scarsa diffusione della musica classica in Italia proponendo una soluzione "colorita" e "pittoresca", ma era per sottolineare l'assenza di opportunità , per coloro che il mondo della musica classica ancora non lo conoscono, di accostarvicisi e di potersene innamorare. Quando mi capita di andare al Teatro della Pergola (raramente, dati i programmi con le ragnatele che propinano) vedo una popolazione che francamente mi mette tristezza. Pochissimi giovani, e quelli che ci sono o studiano pianoforte o sono stranieri, molti ultrasessantenni della "firenze bene", la maggior parte dei quali ha come priorità quella di "farsi vedere" e non certo quella di ascoltare il concerto....... finche non si troveranno dei modi alternativi per diffondere la musica classica in Italia, questa rimarrà d'elite e potrà essere apprezzata e amata solo da pochi privilegiati. Si potrebbe iniziare magari con l'insegnare l'ascolto alla musica classica nelle scuole (ricordo che a scuola media avevo una professoressa molto "illuminata" a tale riguardo). E se si abbassassero anche i PREZZI dei concerti?

Maronna quanto sono stato serioso........... <_<

notte ;)

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Con i cd ne so qualcosa....... ho scritto di possederne 400 ma non sapete che ne ho buttati altrettanti perchè insoddisfatto degli interpreti, delle registrazioni ecc. ecc.... Con la gioia dei miei genitori potete solo immaginarvi.

Forse la mia posizione è sicuramente elitaria. Perchè ho sempre ascoltato la musica tra pochissimi intimi, con medesimi gusti, con medesimi interessi. In provincia si fa quel che si può. Per cui sembrava più di partecipare ad un rito esoterico che altro. Un'altro modo è ascoltare la musica ai concerti, ne convengo.

Secondo me non è solo una questione di costi elevati, di mancata organizzazione... ma è una questione di ignoranza diffusa. Anche presso i cosidetti competenti, sebbene per questi il discorso mi sembra più un fatto di pigrizia che altro.

Sono perfettamente d'accordo con te su un punto. Bisogna insegnare la storia della musica fin dalle scuole elementari. Non c'è altra soluzione. Tutta, dalle prime manifestazioni alle ultraavanguardie. Altro che rompere le palle con i soliti due/tre compositori, alla fine i giovani si scocciano (e giustamente). Bisogna educare l'orecchio dei bimbi ad ascoltare LA musica. Magari insegnare anche i rudimenti della teoria. Però con competenza. Bisogna imporre l'"arte" fin dai primi anni scolastici e insegnare che è un dono da conservare per il futuro. Bisogna preparare gli insegnanti, dotare le scuole degli strumenti necessari. Solo così si potrà creare un bacino di utenti futuri. In economia si dice creare la domanda di mercato per un prodotto. E quando si crea la domanda in genere l'offerta si amplia, si diversifica e crea competitività, fondando le premesse per l'abbassamento dei prezzi e dei costi relativi. Se non si crea "fame" di musica non si va da nessuna parte. Si rimane elitari, o vecchi pensionati. Formando una base culturale si dovrebbe creare anche un maggiore rispetto per l'arte. TUTTA l'arte. Perchè l'arte ti dà tanto se la sai capire e bisogna rispettarla per questo. Aiuta a vivere meglio !

Il motivo della mia ostilità a diffonderla indiscriminatamente ovunque è che non ci sono le condizioni culturali adesso. Almeno in Italia, perchè il discorso vale SOLO per l'Italia. Si rischia di fare danni, banalizzazioni. Francamente mi spaventa vedere un giovane che "ascolta" un pezzo di Bach come uno di musica leggera, passando senza soluzione da una musica all'altra. Senza che riesca a capire la differenza tra le due forme. Rumore indistinto che copre l'horror vacui dell'esistenza quotidiana. So che il sistema appena descritto sopra ha bisogno di tempi lunghi, almeno una generazione, però credo sia giusto tentare senza creare danni indiscriminati.

Scusate il pistolotto moralista però il tema mi tocca da vicino.

Vi racconto un anedotto sull'ignoranza diffusa nei nostri insegnanti. La mia prof delle medie era una diplomata in lingue (!) che insegnava storia della musica e ci faceva zuffolare con quei maledetti flauti di plastica. Naturalmente capiva pochissimo e nulla di teoria, ci insegnava quel nulla che sapeva imparato nei corsi di aggiornamento. Oppure ci insegnava le due scemenze scritte nel libro di testo. Ci parlava di un pò di Mozart, analizzava due o tre brani ascoltati su un vecchio giradischi risalente alla metà degli anni sessanta, però già arrivare a Beethoven era un dramma per la poveretta. Saltava direttamente a Ciaikovsky. Siccome nel libro c'erano anche due composizioni moderne analizzate con ampiezza. In particolare mi interessava Arthur Honegger e il suo Pacific 231, ed ero ansioso di sapere il perchè e il per come su questo autore. Insomma, alla fine mi arrischiai, durante una pausa, a chiedere qualche cosa e la prof sconsolatamente mi disse che non aveva mai sentito il brano in questione e che il sottoscritto ne sapeva più di lei. Insomma, morale della storia : o ascolti la ciofeca di Mozart o ti affoghi. Tutto il resto è come se non esistesse ! Cito Mozart perchè ho subito quel compositore, sia chiaro, ma il discorso può calzare per qualsiasi altro compositore celebre.

E di situazioni così ce ne sono state chissà quante altre in giro per l'Italia.

Diamine, ho digitato troppo stasera, mi fanno male le dita...... buona notte ! :lol:

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Quello che hai scritto Madiel è molto interessante, e io credo che l'ignoranza sia diffusa anche, e colpelvomente, tra gli addetti ai lavori; e lo si nota dal modo in cui è stato trattato a suo tempo Busoni (addirittura in Germania c'è una sua statua...qui lo si ricorda di rimando nell'edizione del clavicembalo ben temperato), inoltre per conoscere un po' di musica seriale ho dovuto sbattermi io...a scuola di musica nessuno mi ha mai detto niente (e per uno che studia composizione è grave...), non so negli altri paesi com'è la faccenda (anche se dubito FORTEMENTE che in Germania o in Austria sia così) ma qui se vuoi farti una cultura musicale devi darti una mossa te...è come l'insegnamento della storia si arriva fino al '45 poi finisce il mondo...!!

volevo lanciarmi in un'analisi della storia musicale italiana, anzi l'avevo scritta ma l'ho cancellata perchè mi sono depresso troppo....e mi ha raccontato la mia professoressa di composizione che quando ha fatto l'esame di composizione lei (fine anni '80) le hanno dato non so quanti punti in meno perchè hanno scoperto che suonava in una jazz-band!!!pazzesco eppure questo succedeva al conservatori G.Verdi di Milano!!

poi è anche vero che all'italiano medio piace solo la canzone popolare...vabbè è una mentalità che ci portiamo dietro da secoli...la musica italiana si è sempre contraddistinta perchè era semplice, orecchiabile, vivace...e soprattutto durava poco...mi vengono in mente le prime sinfonie di Mozart quelle scritte nello stile italiano...che durano 5-10 minuti...uno come Mahler, Bruckner o R.Strauss ce lo sogniamo in Italia...i compositori seriali italiani poi se non sono sompletamente dimenticati ci andiamo molto vicino...

infine, piccola chicca...nel 1983 (credo) a Palermo Stockhausen disse che il migliore interprete di Bach secondo lui era stato Glenn Gould e noi tutti a domandarci chi diavolo fosse costui !!

mah...ricollegandomi al discorso di Madiel riguardo all'insegnamento della musica alle Medie: noi facevamo solfeggio perchè eravamo una classe musicale, ma più in là di Bizet non siamo andati...cioè abbiamo fatto,male, Bach; benino,Mozart (e solo quella odiosa sinfonia in sol minore)...ah no anche il flauto Magico e Don Giovanni (sì ma nella sala di proiezione dove li abbiamo visti eravamo intenti a fare altro con le ragazze)...Beethoven neanche sfiorato, i romantici:chi sono??...poi improvvisamente Bizet e la sua Carmen e noi (con l'orecchio abituato a Mozart): mamma quante stonature che ci sono (dissonanze volgarmente dette!!)...poi il vuoto...

e nel libro c'erano anche Strauss, Schoenberg, Mahler, Webern, Casella e (udite, udite) John Cage!quindi il libro non era male...però non do neanche tutta la colpa al professore, in classe avevamo degli elementi...

vabbè...sono stato mezz'ora a scrivere e francamente mi sono stufato...

comunque questa discussione mi piace...

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concordo ! L'Italia è, musicalmente parlando, un paese provinciale. Me ne sono accorto parlando con amici stranieri. Importiamo dall'estero senza "ritegno" qualsiasi boiata (spesso di musica leggera).

Faccio un esempio di vita vissuta. Qualche tempo fa ho scoperto che un mio amico americano era stato compagno di classe all'università del compositore Ned Rorem. Autore postormantico statunitense, vivente, piuttosto noto nel suo paese. Fu molto amico di Leonard Bernstein. E' comunque di nicchia, forse anche minore. Si vive benissimo ignorando la sua esistenza ! Ebbene, il mio amico si è compiaciuto che io europeo lo conoscessi (almeno di nome), mentre io mi sono meravigliato che loro negli USA non sapessero neanche chi fosse Goffredo Petrassi (storicamente molto più importante)...... Negli USA "proteggono" ogni loro gloria nazionale facendola diventare gloria mondiale, da noi manco a parlarne.

beh, nei paesi scandinavi o di area tedesca è tutta un'altra cosa. Sia per l'insegnamento che per divulgazione.

Fortunati, noi alle medie siamo arrivati a Ciaikovsky per puro caso. In compenso ore e ore di Mozart (come odio il concerto K.622.......). Niente Bach (neanche dopo), un pochino d Bizet, quasi nulla Beethoven, il solito Rossini..... Niente Strauss, niente Bruckner, ma neanche Wagner, Brahms, Verdi. Che tristezza !

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(come odio il concerto K.622.......).

Come puoi odiarlo??? :o Secondo me è stupendo...

Beh.. è proprio vero che de gustibus non est disputandum :P

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Mozart come compositore non mi piace proprio. Però nel caso mio il motivo c'è. Quando ti inculcano a forza qualcosa da piccoli poi da grandi l'effetto è di rigetto ! Credo valga per qualsiasi compositore. A me da piccolo piaceva molto di più Haydn. E tuttora lo apprezzo molto pur essendo lontano dai gusti odierni.

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Ahimè, non posso darti torto, Madiel! :o Io ho la stessa "repulsione" per Beethowen (non riesco neanche a scriverlo... :blink: ), mentre tollero molto di più Mozart, che al limite mi piace (mi diverte moltissimo suonare le sonate a 4 mani :lol: ). Per quanto mi riguarda non è questione di "sovradosaggio", ma di puri e semplici gusti maturati col tempo. Preferisco il periodo che va a cavallo tra l'800 e il '900, con una particolare predilezione per il primo novecento (ah, i "miei" Debussy e Ravel...!!! ;)), ma Bach resta comunque un genio. Credo sia atemporale. E credo che metta un po' tutti d'accordo :)

cià cià

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Ma come cacchiolina si fa ad inserire "la massima"? GRRRRR :angry:

L'uomo non guarda il cielo perchè lo vede sempre :)

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(come odio il concerto K.622.......).

Come puoi odiarlo??? :o Secondo me è stupendo...

Beh.. è proprio vero che de gustibus non est disputandum :P

preferisco di più il quintetto con il clarinetto...

in quanto a Mozart secondo me in alcune sue composizioni rispecchia esattamente quello che un ascoltatore medio vuole:poca quantità di pensiero...e questo si nota nelle sue sinfonie(di solito le più celebri) in alcuni concerti e in alcune sonate...sulle serenate, divertimenti e minuetti e danze tedesche non mi pronuncio...

però la medaglia ha due facce: in alcuni casi Mozart ha una genialità spaventosa, e mi riferisco ad alcune sonate(le prime sono fantastiche...quella in mib molto haydniana!), qualche sinfonia(Haffner e quella scritta a Mannheim) e soprattutto la produzione operistica...in queste ultime utilizza l'orchestra in un modo del tutto nuovo rispetto a come fa ad esempio nelle composizioni sacre...credo che Mozart dia il meglio di se nei pezzi d'insieme quando a cantare sono due o più voci...amo un sacco la k477(musica funebre massonica)

fantastico il Recordare del requiem...l'ho sempre amato, dalla prima volta che l'ho sentito...

Mozart era fondamentalmente un compositore geniale e lo sapeva...e purtroppo alcune volte ne approfittava di questo...

inoltre scendeva un po' troppo a compromessi con il pubblico di amatori viennesi del tempo...

come ha detto Madiel le cose che vengono imposte da bambino poi da grande le odi...per me è vero solo per quelle composizioni di Mozart che il "grande" pubblico ammira di più...preferisco ad esempio Così fan tutte al Flauto magico...

questo e quello che penso su di lui...amo il Mozart che si nasconde...

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a proposito Haydn secondo me è troppo sottovalutato...

quasi quasi fondo un comitato a suo favore...

"Comitato contro la sottovalutazione di Haydn"...

:o

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:D:D:D:D , poca QUALITA' di pensiero !....... già, ci vuole proprio un comitato pro Haydn. Approvo appieno, darò un largo finanziamento all'impresa :lol:

A scuola nessuno sapeva chi fosse, ma in compenso mi hanno fatto due p...... così con Mozart. E' un compositore insopportabile, noioso, superficiale, fatto giusto per l'ascoltatore medio. Mi scuso in anticipo con quanti lo amano, ma è lontano anni luce dal mio essere. Solo OGNI tanto ci azzeccava. Preferisco senza dubbio il pantofolaio Haydn. Non aveva guizzi intellettuali e non ne proponeva, era un buon professionista senza rompere troppo le scatole a noi ascoltatori. Lo si prende così per quello che è. Mozart invece bisogna amarlo, e di diventare masochista, almeno per adesso, non se ne parla ! :D:D:D La cosa più penosa è che quando lo dico in giro mi guardano storto...... :blink:

Eh, che volete farci, io provengo dal barocco, inizio da Monteverdi e arrivo a Bach salto Mozart & c. fino a Rossini, volteggio un pochino e, hop, ricado direttamente su Wagner e continuo a camminare in avanti da questo in poi. Mi fa orrore il romanticismo in sè, a parte pochi autori e poche musiche. L'ottocento è stato un periodo di cattivo gusto musicale. No, faccio come il grande Malipiero che con ragione "lo saltava via". Naturalmente mettetemi in croce, eh ! :D

Bach è stato un raro caso di compositore che ho apprezzato crescendo. Da piccolo lo trovavo noioso, poi l'ho riscoperto con la musica moderna. Tutta, più o meno, si rifà alle tecniche del grande turingio. Concordo in pieno, è atemporale forse perchè manca di "calore" e spesso è incredibilmente oggettivo per via del tecnicismo intrinseco.

Col tempo è naturale eliminare il "superfluo", però il gusto per le avventure non mi passa !

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quello che dici te su Mozart è assolutamente vero...

infatti io amo le composizioni di quel "ogni tanto" che ci azzeccava...(tra l'altro le meno note al grande pubblico, anzi sconosciute...)

il romanticismo secondo me è stato un secolo buio in cui i musicisti si abbassavano ai gusti del pubblico per non dire dei recital pirotecnici...vabbè...ah si salva solo Mendelssohn...

per questo Bach è atemporale...come lui non c'è nessuno nel suo periodo...e lui non si è fatto condizionare dal gusto del tempo...

per Haydn ho sempre avuto una simpatia innata, non so spiegare perchè poi doveva essere un uomo con un senso dell'umorismo pazzesco dato che chiamava Beethoven "Gran Mogol"!!...c'è stato un peiodo che mi ascoltavo sempre la sua Creazione...cantata da Andrea Rost, soprano di cui ero strainnamorato!

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:angry: no no no... non toccatemi Chopin... per lo meno lo Chopin meno romantico e melenso! Quello più asciutto dei Preludi e degli Studi, per intendersi :blink:

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dovresti fare la Fondazione Haydn, con tanto di contratto depositato :D

L'ottocento è un periodo musicamente orrendo. A parte Beethoven e Rossini (ma non sempre, che poi erano compositori particolari, di "passaggio" generazionale) la maggior parte dei compositori era formata da pessimi orchestratori e compositori inascoltabili. Al massimo posso accettare qualche compositore russo come Mussorgski o Rimsky, se proprio voglio farmi del male. Anche i più geniali non si salvavano dalle banalità. Wagner compreso (penso a quei passaggi in cui suggerisce l'amore o il sentimento con arpa e archi, poi imitatissimi nel post romanticismo, Mahler in testa purtroppo :( ).... Sonorità grossolane, effetti bandistici, virtuosismi a vuoto di voci o strumenti, retorica dei sentimenti o politica..... per carità. Secolo buio, ben detto glenngould !!! Solo verso il 1880 inizia a vedersi un pò di luce !

E dunque ben venga Mendelssohn. Purezza di linee, limpidezza apollinea fuori moda forse, orchestrazione leggera senza retorica (o molto poca). Meglio di niente e comunque sempre meglio di Liszt....

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vabbè, accettiamo lo Chopin degli studi e delle polacche, ci siamo cascati tutti, me compreso. Ma quello dei concerti proprio no, le bottigliate tra le gambe risparmiatemele, ve ne prego....... :lol:

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certo è lo stesso Cage. Regolare alla sua maniera naturalmente ! Quando scriveva musica (perchè poi ha scritto sempre meno e cazzeggiato sempre di più) negli anni quaranta non era male. Il Concerto per pianoforte e orchestra è già di un periodo successivo, 1951 credo. L'ho sentito  un paio di volte ma lo trovai sempre insopportabile. Non tanto le incredibili pause, quanto per la mancanza assoluta di discorso tra piano e orchestra. Un non-concerto. Il vuoto-nulla tra le pause ! Un assurdità musicale. Brandelli di suoni piazzati tra le pause senza alcun nesso e senso. Ho visto anche la partitura, più simile ad un pasticcio che altro. Di fatto la parte aleatoria comprende il 90% della "composizione". L'Harrison che dico io ricorda il Cage dei pezzi per piano preparato, delle sonate, degli interludi. Il Cage più leggero se vogliamo, piacevole.

I brani che ho indicato esistono in cd, però bisogna ordinarli di proposito. Io colleziono cd da una vita perchè per dove vivo non posso andare a sentire concerti. Ne possiedo oltre 400. Così mi sono un pò smaliziato nella ricerca. Poi l'esperienza nel settore porta alla ricerca di rarità, di brani strani, di compositori poco noti..

Se si abita in città si possono ordinare in un negozio di grande negozio di dischi.  Esiste un sito per gli acquisti on line (www.stradivarius.it), ottimo, hanno rarità e un catalogo che comprende praticamente tutto. Un altro indirizzo invece è (arche.musica@tin.it), senza sito credo, qui le richieste vanno fatte specificatamente. Stasera mi sono ordinato due cd, uno di Skalkottas appena uscito (il Concerto per piano n.3... finalmente !!) - un'opera ostica ve lo dico già per chi fosse interessato (Cd Bis 1364) - e tre sinfonie romantiche di Langgaard (n.4 "la caduta delle foglie", n.5 "la natura delle steppe", n.6 "il cielo fiammeggiante") (Chandos 9064, esiste anche il sito del compositore danese con esempi musicali della sua opera : www.langgaard.dk)

Poi se interessa qualche numero di cd magari posso segnalare una buona edizione.

Vado con ordine. Dall'ultima visita ho notato con piacere che il discorso si è ampliamente sviluppato:

Molte grazie per la segnalazione: purtroppo non ho ancora visitato niente. Una volta fatto, ti farò sapere. ;)

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Solo verso il 1880 inizia a vedersi un pò di luce !

Hy, Mad! ;) Dal momento che sulla questione "romanticismo" sono parzialmente d'accordo con te (io comunque non includerei Mussorsky nel trend ottocentesco e salverei anche qualcosa di Schumann...), mi interessa molto avere una tua opinione su Debussy, non sul "primo " Debussy, quello delle composizioni giovanili, ma sul Debussy più maturo, quello dei Preludi, delle Estampes, delle Images, fino ad arrivare allo stile asciutto e al limite spigoloso degli Studi e della Sonata per violino e pianoforte (a mio parere splendido il primo tempo). Thanks :D

P.S. Io adoro i Nocturnes orchestrali, specie NUAGES :)

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beh, forse mi sono spiegato male, quando intendevo Mussorgsky non tutto e lo stesso con Rimsky. Mussorgsky mi lascia spesso nel dubbio perchè le poche sue musiche orchestrali e operistiche complete sono state talmente ritoccate e manomesse che spesso è impossibile farsi una idea delle idee originarie (scusate i bisticcio dei termini) dell'autore. Forse è meglio considerarlo per l'altra produzione cameristica. Ecco, la mia espressione "facciamoci del male" è da prendere in questo senso.

Paradossalmente non amo in nessuna maniera Debussy. Eppure è stato uno dei padrini della musica del novencento ! E' importante, a suo modo è stato innovativo, eppure sotto molti punti di vista il suo modus operandi non mi convince. E' un figlio illegittimo di Wagner, ha cercato in ogni maniera di soffocare Parsifal nella culla senza riuscirci. E' un romantico che si nasconde timidamente dietro tinte smorte, colori sfumati, luci soffuse.... la mancanza di "carne" non fa per me. Io amo i colori netti. Mi ricorda un giovane timido con la sua ragazza (la musica) al primo appuntamento, non sapendo che tecnica di approccio usare ne inventa una sua. Disprezza i rossori e le timidezze ma poi la sostanza è la medesima. Lo trovo ambiguo.

Poi il suo tardo recupero del classicismo mi lascia molto perplesso, specie dopo che c'erano già arrivati Busoni (il primo di tutti, ricordiamolo, mentre il nostro bighellonava ancora per le brume del Pelleas), Strauss e altri. Dà la sensazione che si sia rifugiato nel classicismo delle ultime opere più per disperazione che per convinzione. Disperazione di non saper trarre le giuste conseguenze della sua musica : la dissoluzione del discorso musicale. Non la frantumazione, ma proprio la scomparsa dell'evento sonoro. Come in un soffio.

Del Debussy riesco a sopportare solo una o due composizioni, è come bere un calice amaro per me. E' un fatto esistenziale, scusatemi :lol: ! O meglio, aspetto qualcuno che mi convinca del contrario.....

Non mi piacciono neanche le sue posizioni estetiche. Disprezzava Grieg ad esempio, che come compositore ha una dignità oltre ad essere stato un suo padre indiretto (specie per i pezzi pianistici), non sopportava Strauss (malisssssssimo), ignorava Mahler (ancora male, era proprio un figlio del suo tempo....) e Puccini, diffidava di Ravel..... che era molto più geniale di lui (questa volta spezzo volentieri una lancia a favore di Maurice nonostante tutto !) e non accettava le estreme conseguenze musicali della sua incredibile tecnica (ad esempio disprezzava Le Roi des étoiles di Stravinsky, che è direttamente ispirata alla sua musica ed è opera veramente d'avanguardia per i tempi). Si rifiutava di vedere il nuovo, anzi il nuovissimo, cosa che nessuno dei suoi colleghi coetanei fece. Neanche Strauss o Sibelius, considerati reazionari in suo confronto, furono così avulsi dal loro tempo. Almeno per il periodo 1890-1918. Capisco che ciò riguarda più l'uomo che la sua musica,..... però ha passato i suoi anni da critico sputando a destra e a manca sui poveri colleghi !

Purtroppo i Nocturnes esulano dai miei gusti, i pezzi pianistici mi lasciano indifferente (forse perchè ascolto i relativi di altri compositori più avanguardistici e dunque il brani del francese appaiono meno interessanti). Raramente ascolto La Mer ma devo contare su tutto il mio autocontrollo :D . Nel senso che mi devo trattenere dal togliere il disco o spegnere la radio :D:D . Forse la cosa che mi piace di più è il Martyre de Saint-Sebastien. C'è una perfetta aderenza al bel testo dannunziano, l'opera è strutturalmente rivoluzionaria e musicalmente la trovo notevole, seppure con i soliti limiti delle "nuanges" debussiane. Ma è difficile dire il motivo del mio interesse puramente musicale per la composizione. Anni fa tradussi il testo dal francese per mio diletto e dunque mi appassionai nel corso del lavoro. Credo che pochi siano di questo parere perchè il Martyre è generalmente mal considerato, forse perchè è un ibrido. Mi rendo conto di fare con Debussy ciò che altri fanno con Mozart: una selezione estrema.

Debussy rimane per me un grande punto interrogativo. Senza alcuna risposta, finora.

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Se non fossi stata imbranata avrei votato per Chopin! Ma purtroppo mi sono inceppata col computer e ho spinto tasti sbagliati. Qualcuno sa fare qualcosa?

cavolo..anch'io volevo votare chopin, invece non sono riuscita ed ho fatto un danno.. non ho nemmeno capito cosa ho votato... :blink::blink::blink:

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Ti ringrazio molto per la tua attenta disamina sul compositore francese. Immagino che tu sia un esperto del settore, altrimenti non si spiega una così grande competenza. Potresti essere un critico musicale (in tutti i sensi ;) )...

Io non percepisco Debussy come un romantico, altrimenti non mi piacerebbe così tanto. I romantici sono scontati, lui no. I romantici risolvono, lui sospende. Era un anticonvenzionale. Credo tu abbia ragione quando affermi che Debussy fosse alla perenne ricerca di qualcosa. Era un inquieto e un perenne insoddisfatto. Pensa che anche a me Debussy talvolta dà fastidio, perchè nell'ascolto delle sue composizioni sento la sua inquietudine. Probabilmente riesco ad apprezzarlo al 100% quando sono in armonia col mondo, e questo non succede così spesso :rolleyes: . Ma lo adoro. Adoro i suoi finali brumosi, i suoni che si confondono sovrapponendosi senza alcuna regola (lui ODIAVA le regole! E' un altro motivo per cui lo sento molto vicino :D ), come nel primo preludio del secondo libro (Brouillards - come tacciarlo di romanticismo?!?!? <_< ), o schizzano scintillando lungo tutta la tastiera (ultimo rpeludio del secondo libro, Feux d'artifice). Anche se il mio preludio prediletto è La terrasse des audience du clair de lune. Un concentrato di stupende armonie.

Sarebbe molto interessante partecipare ai vostri "raduni" musicali :rolleyes:

Saluti da firenze ;)

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su Debussy non ho da dire pressochè niente...non perchè mi piaccia...ma proprio perchè non lo conosco...ho ascoltato un paio di volte il prelude à l'apres-midi però molto distrattamente...prometto che, come ho fatto con Ravel, provvederò!

ciao

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no, non sono critico o cose simili, per carità, mi occupo di tutt'altro !

Sai, ti devo dare ragione su una cosa. Era anti accademico e forse è per questo che mi disturba un pò. Amando i contrappunti, la meccanica del brano, non posso apprezzare Debussy. La sua "sospesione", la stasi temporale, mi produce un effetto di vuoto che non riesco a sopportare. Ho bisogno di concretezza, amo i colori netti e forti, lui mi dà solo sfumature, sospiri, leggerezza. Amo il movimento, la dinamica. E' un dato caratteriale il mio....

La stasi pen(s)osa del francese è troppo raffinata per il mio gusto. Certe volte sembra fine a sé stessa. Un pò come tutta la poesia e l'arte francese del periodo.

E ribadisco che fu, almeno fino al 1910 circa, un autentico romantico mascherato.

Pensava la musica e iniziava il pezzo dal dato sensibile prima di metterlo nella carta. Come tutti i romantici. E lo suggerisce il fatto che dava spesso un titolo evocativo di qualcosa, se non proprio descrittivo. Come facevano i romantici.

Però aveva il buon gusto di non cadere nei luoghi comuni degli altri suoi contemporanei e possedeva una attitudine anti-borghese (non solo anti-accademica). Proprio aborriva il modus vivendi dei suoi contemporanei e perciò evitava di accontentarli musicalmente. Si spiega così, forse in parte, la sua ostilità nei confronti di musicisti e operisti in voga alla sua epoca.

Tieni conto che poi era una mente sottilmente speculativa, si rendeva conto, a differenza dei vari Puccini, Mahler o Strauss (che se ne accorsero tardi o mai), che il romanticismo stava morendo e che il dio-Wagner, padre padrone dei romantici, era ingombrante e bisognava seppellirlo. Però, suo malgrado lo salvava riversandolo in forme nuove..... era anche un conservatore sotto sotto :D:D:D

Se posso dirla tutta.... esistono varie forme di romanticismo. Certe musiche stravolte a cavallo del 900 sono il frutto di un romanticismo urlante, distorto, da psicanalisi. Quello di Debussy era estremo al contrario, nella raffinatezza più spinta, malata ed esangue. Ma sempre romanticismo rimane, moto dell'anima allo stato più genuino. Sicuramente si era reso conto, negli ultimi anni, che la sua maniera sarebbe degenerata (come poi fu) e credo si spieghino così i suoi tentativi classicisti.

Chissà cosa avrebbe composto dopo il 1919..... :lol:

Un saluto dal mare :D:D:D:D:D:D

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Rinnovo quanto detto prima a proposito della tua competenza in materia :rolleyes: io non so quasi nulla riguardo ai compositori che non toccano la mia sensibilità musicale! In questo, credo, sbaglio. Il mio è un preconcetto. Non approfondisco la conoscenza di un compositore perchè magari ho ascoltato un suo pezzo che non mi ha trasmesso nulla. Chiudo il discorso lì e non gli dò la possibilità di farsi conoscere. Così è stato per Beethowen o ancora di più per Schubert (BLEEEH :wacko::wacko:). Credo che in parte sia dovuto alla mancanza di tempo... Ad ogni modo non mi sento di affermare che Debussy è solo sfumature, sospiri, leggerezza. Le sfumature e la leggerezza caratterizzano solo la sua prima produzione, quella "giovanile"; nelle composizioni più mature io percepisco una grande introspezione da cui traspare, come detto già prima, inquietudine ed anche sofferenza. A me il discorso musicale di Debussy intriga moltissimo, perchè mi intrigano gli sperimentatori e gli avventurieri :P

Detto questo, aggiungo che trovo molto divertente, accattivante e stimolante lo studio dei brani di Debussy, tanto è "inusuale" - rispetto al repertorio canonico - il modo di approcciarvisi.

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bene mi sono attrezzato: ho preso la Suite Bergamasque, Children's corner, Images I e II, Deux Arabesques, 12 Studi e il primo libro dei preludi...

mi sembra che vengano prima le deux arabesques, pertanto inizierò da quelle...

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