Pacific231

Video di grandi sassofonisti

18 risposte in questa discussione

Bene, credo che faccia piacere un pò a tutti i sassofonisti vedere all'opera coloro che hanno fatto grande questo straordinario strumento.

Inevitabilmente la maggior parte dei contributi video riguarderanno jazzisti (e già c'è di che stropicciarsi gli occhi e le orecchie :o ) ma tra le pieghe del web ci sono sicuramente filmati che riguardano anche composizioni di musica contemporanea o trascrizioni di brani del repertorio classico.

Intanto non si può non iniziare con un'icona assoluta del Sax Tenore: John Coltrane

Ho scelto un video storico della prima metà degli anni '60 con il suo celebre quartetto più l'aggiunta del grande Eric Dolphy.

John Coltrane - Impressions

Per una curiosa coincidenza mi sono imbattuto anche in un video degli anni'70 in cui l'altosassofonista Anthony Braxton esegue lo stesso pezzo di Coltrane. Braxton è un punto cardine delle avanguardie jazzistiche degli anni '70. Esponente della scuola di Chicago, sassofonista e compositore del periodo cosiddetto del "post-free", cioè quello in cui i jazzisti, superata l'esperienza del free-jazz, volgevano lo sguardo oltre i confini di quel movimento approdando alla musica colta europea e contemporaneamente al recupero della tradizione della musica africana. Questo è uno dei rari casi in cui Braxton si concede all'esecuzione di un celebre Strandard jazzistico. Si noti come il linguaggio dell'improvvisazione nell'assolo di Eric Dolphy (uno dei precursori di quel fraseggio "libero" che porterà poi al free-jazz) nel video di Coltrane sia legato da un preciso filo storico a quello di Braxton il quale invece arriva più di 10 anni dopo e, metabolizzate e superate tutte le fasi del movimento free, ha un approccio totalmente libero con il materiale tematico e armonico portando il suo solo totalmente oltre i confini canonici di un percorso melodico leggibile.

Tra i due c'è l'assolo di Coltrane che all'epoca del video ancora faceva convergere il suo lirismo verso una ricerca di tipo modale. La "conversione" definitiva verso la libertà delle strutture melodico-armoniche Coltrane la completerà solo qualche anno dopo con quel meraviglioso affresco di musica improvvisata che è "Ascension".

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Come promesso ecco un video che testimonia l'uso del sassofono in ambito classico. Si tratta della celebre

di Claude Debussy. Il solista è Federico Mondelci, l'Orchestra è quella della Scala diretta da Seiji Ozawa.

E' divertente notare la differenza di impostazione e di suono rispetto ai jazzisti dei video precedenti (ricordate Braxton? :o:ph34r: )

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Ecco tre brevi composizioni del sassofonista tedesco Tobias Rugen che sfruttano la tecnica della respirazione circolare. Non so quanti di voi conoscono e praticano questa tecnica che consiste nel mantenere costante l'emissione sonora coordinando l'aria che si introduce nei polmoni con quella che si soffia nello strumento in modo da non si interrompa mai. Questa tecnica difficile e delicata deve essere padroneggiata in modo eccellente perchè anche una minima esitazione può compromettere il costante flusso d'aria con conseguenze disastrose (sbalzi di dinamica o, peggio, interruzione del suono).

La respirazione circolare è ormai entrata stabilmente nel bagaglio tecnico di molti sassofonisti soprattutto delle avanguardie jazzistiche ma si trova di frequente anche in partiture di musica contemporanea dedicate al sassofono. Nella tradizione della musica popolare invece questa tecnica è largamente conosciuta ed impiegata. Un esempio tipico sono i suonatori di Launeddas sardi, per i quali la "circular breathing" è quasi un obbligo.

I tre video che vi riporto purtroppo sono ad immagine fissa, quindi non si vede l'esecutore mentre applica la respirazione circolare (sarebbe stato certamente interessante), ma dal sonoro si intuisce quanto il bravo Rugen riesca a dominare questa tecnica abbinandola anche all'utilizzo di suoni multipli, altro terreno di ricerca capace di allargare in modo considerevole le potenzialità di questo strumento.

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Ecco tre brevi composizioni del sassofonista tedesco Tobias Rugen che sfruttano la tecnica della respirazione circolare. Non so quanti di voi conoscono e praticano questa tecnica che consiste nel mantenere costante l'emissione sonora coordinando l'aria che si introduce nei polmoni con quella che si soffia nello strumento in modo da non si interrompa mai. Questa tecnica difficile e delicata deve essere padroneggiata in modo eccellente perchè anche una minima esitazione può compromettere il costante flusso d'aria con conseguenze disastrose (sbalzi di dinamica o, peggio, interruzione del suono).

La respirazione circolare è ormai entrata stabilmente nel bagaglio tecnico di molti sassofonisti soprattutto delle avanguardie jazzistiche ma si trova di frequente anche in partiture di musica contemporanea dedicate al sassofono. Nella tradizione della musica popolare invece questa tecnica è largamente conosciuta ed impiegata. Un esempio tipico sono i suonatori di Launeddas sardi, per i quali la "circular breathing" è quasi un obbligo.

I tre video che vi riporto purtroppo sono ad immagine fissa, quindi non si vede l'esecutore mentre applica la respirazione circolare (sarebbe stato certamente interessante), ma dal sonoro si intuisce quanto il bravo Rugen riesca a dominare questa tecnica abbinandola anche all'utilizzo di suoni multipli, altro terreno di ricerca capace di allargare in modo considerevole le potenzialità di questo strumento.

mi è capitato proprio oggi di parlarne con un flautista (che suona pure una specie di cornamusa basca e va in tourneé con Evia :o ) che mi ha spiagato brevemente come funziona...è pazzesco mentre soffiava gli si vedevano le narici che si aprivano e inspiravano.

Un esempio tipico sono i suonatori di Launeddas sardi, per i quali la "circular breathing" è quasi un obbligo.

l'ho visto anche in una puntata di super quark. in pratica per farlo (per perfezionarsi ci vuole tipo una decina di anni) questi strumentisti,sia quelli sardi che in seguito i jazzisti, si allenano soffiando nell'acqua con una cannuccia :o

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mi è capitato proprio oggi di parlarne con un flautista (che suona pure una specie di cornamusa basca e va in tourneé con Evia :o ) che mi ha spiagato brevemente come funziona...è pazzesco mentre soffiava gli si vedevano le narici che si aprivano e inspiravano.

l'ho visto anche in una puntata di super quark. in pratica per farlo (per perfezionarsi ci vuole tipo una decina di anni) questi strumentisti,sia quelli sardi che in seguito i jazzisti, si allenano soffiando nell'acqua con una cannuccia :o

In realtà la tecnica non è di difficile apprendimento, si tratta in definitiva di usare la bocca come fosse una sorta di mantice (tipo quello delle cornamuse) e di approvvigionare costantemente la riserva d'aria attraverso l'inspirazione dalle narici. La cosa di per sè non è di difficoltà trascendentale si può anche imparare in 10 minuti (se te la insegna qualcuno veramente ferrato in materia) i problemi (grossi) arrivano dopo sotto forma di "tenuta" e di controllo. Il lungo esercizio serve per equilibrare perfettamente il circolo d'aria e renderlo "naturale". Quest'aspetto è essenziale per evitare di incappare negli incidenti descritti nel post precedente. Inoltre l'esercizio è importante anche per una questione di resistenza: all'inizio, quando cioè ancora non si padroneggia la tecnica, il rischio tipico è quello di ritrovarsi improvvisamente in apnea, letteralmente "senza fiato", rischio dovuto al bilanciamento non perfetto delle due fasi, quella inspiratoria e quella dell'immissione dell'aria nello strumento. Quando però queste componenti giungono finalmente in equilibrio allora si può letteralmente andare avanti per ore. Pazzesco.

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In realtà la tecnica non è di difficile apprendimento, si tratta in definitiva di usare la bocca come fosse una sorta di mantice (tipo quello delle cornamuse) e di approvvigionare costantemente la riserva d'aria attraverso l'inspirazione dalle narici. La cosa di per sè non è di difficoltà trascendentale si può anche imparare in 10 minuti (se te la insegna qualcuno veramente ferrato in materia) i problemi (grossi) arrivano dopo sotto forma di "tenuta" e di controllo. Il lungo esercizio serve per equilibrare perfettamente il circolo d'aria e renderlo "naturale". Quest'aspetto è essenziale per evitare di incappare negli incidenti descritti nel post precedente. Inoltre l'esercizio è importante anche per una questione di resistenza: all'inizio, quando cioè ancora non si padroneggia la tecnica, il rischio tipico è quello di ritrovarsi improvvisamente in apnea, letteralmente "senza fiato", rischio dovuto al bilanciamento non perfetto delle due fasi, quella inspiratoria e quella dell'immissione dell'aria nello strumento. Quando però queste componenti giungono finalmente in equilibrio allora si può letteralmente andare avanti per ore. Pazzesco.

ok ti credo...devo dire però che sono sicuro del fatto che su quark dissero che ci volevano 10 anni per perfezionarsi, ma credo che volevano solo ingigantire un po' cosa.

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ok ti credo...devo dire però che sono sicuro del fatto che su quark dissero che ci volevano 10 anni per perfezionarsi, ma credo che volevano solo ingigantire un po' cosa.

Ah ma non mi stupisce affatto questa cosa. Un conto è imparare come si fa, altra cosa è riuscire a farlo bene. Io conosco musicisti che non ci hanno impiegato 10 anni ad imparare, ma dopo un paio che applicavano la respirazione circolare capitava che in qualche occasione rischiassero di "inciampare" ancora in qualche buccia di banana. Sicuramente per dominare questa tecnica in modo impeccabile ci vuole del tempo, e parecchio anche. Poi dipende, credo, anche dal tipo di strumento in cui applichi questa tecnica. Il sax richiede sicuramente un bel dispendio d'aria, ma credo che le Launeddas siano più "dure" da muovere (solo per sentito dire, non ho esperienza diretta) e quindi forse necessitano di un maggiore controllo e quindi di un maggiore esercizio. Non so, la butto lì :o

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Sempre a proposito (anche) di respirazione circolare posto un video di uno dei sassofonisti secondo me più bravi quanto poco considerati della storia del Jazz: Roland Kirk.

Questo musicista dovrebbe appartenere di diritto al Guinness dei primati in quanto, sebbene fosse colpito da gravi menomazioni come la cecità e una semi-paralisi nella parte destra del corpo, riusciva a suonare fino a 5 strumenti a fiato contemporaneamente :o

Flautista e sassofonista influenzato dallo stile di Sonny Rollins fu autentico uomo-orchestra, capace di suonare i temi con due o tre sax contemporaneamente o con sax unito a flauti che suonava con il naso. A lui si deve la riscoperta di strumenti ibridi come il Manzello (una specie di sax soprano) e lo Strich (una specie di sax contralto).

Qui lo vediamo con il suo gruppo cimentarsi in una canzone del repertorio di Burt Bacharach, la famosa "Say a little prayer".

Se sopravviverete all'introduzione (della durata di circa due minuti ma veramente "letale") potrete ammirare Kirk non solo nella sua specialità del suono contemporaneo di più strumenti ma assistere anche, durante il suo solo, ad abbozzi di respirazione circolare.

Roland Kirk - Say a little prayer

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Sempre a proposito (anche) di respirazione circolare posto un video di uno dei sassofonisti secondo me più bravi quanto poco considerati della storia del Jazz: Roland Kirk.

Questo musicista dovrebbe appartenere di diritto al Guinness dei primati in quanto, sebbene fosse colpito da gravi menomazioni come la cecità e una semi-paralisi nella parte destra del corpo, riusciva a suonare fino a 5 strumenti a fiato contemporaneamente :o

Flautista e sassofonista influenzato dallo stile di Sonny Rollins fu autentico uomo-orchestra, capace di suonare i temi con due o tre sax contemporaneamente o con sax unito a flauti che suonava con il naso. A lui si deve la riscoperta di strumenti ibridi come il Manzello (una specie di sax soprano) e lo Strich (una specie di sax contralto).

Qui lo vediamo con il suo gruppo cimentarsi in una canzone del repertorio di Burt Bacharach, la famosa "Say a little prayer".

Se sopravviverete all'introduzione (della durata di circa due minuti ma veramente "letale") potrete ammirare Kirk non solo nella sua specialità del suono contemporaneo di più strumenti ma assistere anche, durante il suo solo, ad abbozzi di respirazione circolare.

Roland Kirk - Say a little prayer

cavolo che bravo :o forse ho anche notato la respirazione circolare ,mi interessa l argomento.

la usano anche i clarinettisti? credo che i "clanirettisti" (che poi non suonano un clarinetto una specie)

ungheresi la usino anche loro vista la velocita e la continuità con cui suonano.

modifica: ah e poi che diamine è quel coso che suona all inizio con quella levetta!!!

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cavolo che bravo :o forse ho anche notato la respirazione circolare ,mi interessa l argomento.

la usano anche i clarinettisti? credo che i "clanirettisti" (che poi non suonano un clarinetto una specie)

ungheresi la usino anche loro vista la velocita e la continuità con cui suonano.

modifica: ah e poi che diamine è quel coso che suona all inizio con quella levetta!!!

Ahahah! :lol: non ne ho la più pallida idea! un aggeggio come i milioni utilizzati da Kirk il quale sembrava avere una predilezione per gli strumenti più inusuali. Piuttosto trovo veramente insopportabile il personaggio simil-predicatore che rompe le balle dall'inizio alla fine vicino al sassofonista :o:D

sicuramente Roland Kirk usa la respirazione circolare a più riprese nel video e certamente in quasi tutto l'assolo nel quale "spezza" il suono solo due volte, in una delle quali per raddoppiare gli strumenti suonati :ph34r:

Comunque il movimento delle guance è abbastanza indicativo del fatto che sta usando la respirazione circolare, si nota il classico "mantice".

Teoricamente questa tecnica si può applicare su qualunque strumento a fiato (Kirk la applicava anche sul flauto a becco che naturalmente nella sua bocca diventavano almeno due).

So di clarinettisti e trombettisti che la applicano. Naturalmente immagino ci siano dei limiti fisiologici dettati da particolari tipo la taglia dello strumento. Per esempio non ho notizie di qualcuno che usi la respirazione circolare in un sax contrabbasso :o:ph34r: mentre ho sentito Braxton usarla nel sax basso. E credimi se ti dico che già lì ci vogliono polmoni da Nembo-Kid :o

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mentre ho sentito Braxton usarla nel sax basso. E credimi se ti dico che già lì ci vogliono polmoni da Nembo-Kid :o

:o

scommetto che hai tipo 60 anni

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:o

scommetto che hai tipo 60 anni

No, di più. E passo le mie giornate a leggere la "Domenica del Corriere" seduto sulla sedia a dondolo con la coperta sulle ginocchia :o

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No, di più. E passo le mie giornate a leggere la "Domenica del Corriere" seduto sulla sedia a dondolo con la coperta sulle ginocchia :o

hai dimenticato di dire "ascoltando musica dal grammofono" :lol:

(vabbè adesso la smetto)

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hai dimenticato di dire "ascoltando musica dal grammofono" :lol:

(vabbè adesso la smetto)

Nono, quello è finito in solaio insieme alle locandine di Gianni & Pinotto. Ora uso un autentico mangiacassette degli anni '70, mi sono ammodernato B)

Col grammofono avevo dei problemi, sai la tremarella... :ph34r:

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Salve. o trovato questo sito con alcuni video di saxofonisti

spazioinwind.libero.it/gabrielesax/

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questo si che è un grande sassofonista!!! :laughingsmiley:

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Salve a tutti!

Sinceramente questo video non sapevo dove metterlo, comunque questa per chi non la conoscesse è la mitica GRP ALL STAR BIG BAND.

I nomi che vi suonano sono da infarto: Patitucci, Dave Weckl, Mintzer, Marienthal, Eddie Daniel, Arturo Sandoval, Randy Brecker, Gary Burton, Ernie Watts ecc... guardatevi tutti i video correlati...

Semplicemente strepitosi!!!

http://www.youtube.com/watch?v=TMPZ75wQOt0&NR=1

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