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haskil

Argerich VS Pollini

quale preferite fra i due?  

42 voti

  1. 1. quale preferite fra i due?

    • Argerich
      18
    • Pollini
      22


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pollini sarà un grande.

ma della argerich QUESTO NO!!!

capisco che sono cose estremamente soggettive decidere se uno è bravo o meno.

ma ci sono dei dati certi, come definire la lunghezza chessò di un tavolo. la argerich nè pesta nè suona in modo sdolcinato.

ok non devo imporre a nessuno il fatto di essere convinti che sia la migliore ma... boh quando una cosa è certa...

senti, solo una curiosità, l'hai mai sentita dal vivo?????

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Io sì, ma preferisco Pollini tutta la vita B)

non capisco perché si dice che Pollini è freddo, ma avete ascoltato il suo Schumann? :huh:

Pollini è un mostro proprio dal punto di vista dell'interpretazione, e in quanto a tecnica la fa sentire molto meno di Michelangeli. Inoltre Pollini è il pianista di riferimento per tutto il repertorio moderno :ph34r:

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Dai, ragazzi...

Son 2 pianisti del tutto diversi, ad ognuno di noi può piacere uno dei due maggiormente rispetto all'altro, ma mica dobbiamo arrivare a scannarci :ph34r: ...

qua davvero nn ha senso stare a scannarci.... anche perchè sn entrambi nel "sentire" hanno la medesima sensibilità(nn vi è uno "+ freddo" dell'altro...)..sn due dei + grandi artisti del nostro secolo eh!...

nell' "esporre" ovviamente differiscono, e di molto! sn due personalità quasi opposte!

una cosa però: nn li si può attaccare da un punto di vista tecnico, per carità, faremmo cadere questo forum nel ridicolo..

personalmente..mmm....ho la foto della Argerich come sfondo del desktop  :P  :P  (tra l'altro è sempre stata bellissima!  :lol:  )... e Pollini è per me un "mostro sacro" tanto quanto lei...

in alcuni pezzi posso preferire l'uno all'altra e viceversa ma fondamentalmente ci dobbiamo ritenere fortunati del fatto che..... "siano nati entrambi", no??

dai, Leo92, pollini nn è "freddo".. caso mai è uno che cerca il + possibile di creare un equilibrio fra "passione" e "razionalità interpretativa" e mi pare abbia ottenuto sempre ottimi risultati!

<{POST_SNAPBACK}>

A proposito di freddezza ieri sera stavo ascoltando (e guardando) un video di Michelangeli mentre eseguiva Debussy (images, children's corner) e mi ha lasciato veramente deluso per il suo distacco e la sua freddezza da automa. Tecnicamente ineccepibile, non c'è che dire, ma sembrava tutto artificiale: ritmo preciso, pochissima libertà, qualche trattenuto qua e là come se fosse stato programmato al computer. Insomma eleganza e sensualità pari a 0 (zero). Insomma l'apoteosi della freddezza. :(

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non mi sono spiegato bene. a e b sono passati alla direzione. pollini no e dirige solo sporadicamente. pollini al pianoforte riesce a dire tutto quello che pensa e non ha bisogno di bacchette.

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non ti confondi con un altro Pollini? :unsure:

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a padova ovviamente :D al pollini  ;)

se suoni in giro, mandami un mess qui che vengo a sentirti volentieri ;)

immagino conoscerai pure mariangela vacatello..

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ahemmmm ci conosciamo??? :rolleyes:

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we Leo ho letto un'intervista tua sul "giornale della musica".

il commento del mio maestro è stato:- per metterla su questo giornale deve essere proprio brava...!

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Non sono d'accordo su Ravel.. del suo "Gaspard de la nuit" mi piace solo "Le gibet", ma nel complesso preferisco molto di più l'esecuzione di Pascal Rogé: in particolare per quanto riguarda "Scarbo". Lo stesso discorso vale per "Jeux d'eau".

<{POST_SNAPBACK}>

Dissento completamente.

Le Gibet è il pezzo di gaspard de la nuit suonato da Lei che mi piace meno. Eccessivamente lento, diventa una lagna (capisco l'immagine che evoca, ma non passa mai!!!).

Invece trovo che il suo Scarbo sia sublime, superlativo, eccezionale.

Idem dicasi per Jeux d'eau, tranne l'impercettibile flessione nella parte finale

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we Leo ho letto un'intervista tua sul "giornale della musica".

il commento del mio maestro è stato:- per metterla su questo giornale deve essere proprio brava...!

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ah è uscita??

è bella??? :rolleyes:

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A proposito di freddezza ieri sera stavo ascoltando (e guardando) un video di Michelangeli mentre eseguiva Debussy (images, children's corner) e mi ha lasciato veramente deluso per il suo distacco e la sua freddezza da automa. Tecnicamente ineccepibile, non c'è che dire, ma sembrava tutto artificiale: ritmo preciso, pochissima libertà, qualche trattenuto qua e là come se fosse stato programmato al computer. Insomma eleganza e sensualità pari a 0 (zero). Insomma l'apoteosi della freddezza.  :(

<{POST_SNAPBACK}>

già, quello che ho sempre pensato anch'io di michelangeli.

tranne rare eccezioni..

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già, quello che ho sempre pensato anch'io di michelangeli.

tranne rare eccezioni..

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dicono che michelangeli fosse pure nevrotico... :ph34r:

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Guest sPaCeMaN
Dissento completamente.

Le Gibet è il pezzo di gaspard de la nuit suonato da Lei che mi piace meno. Eccessivamente lento, diventa una lagna (capisco l'immagine che evoca, ma non passa mai!!!).

Invece trovo che il suo Scarbo sia sublime, superlativo, eccezionale.

Idem dicasi per Jeux d'eau, tranne l'impercettibile flessione nella parte finale

<{POST_SNAPBACK}>

Ti consiglio di sentire l'interpretazione di Pascal Rogé: assolutamente perfetto negli accordi e nel trillo iniziale, se li "gode" e sinceramente se li gode anche l'ascoltatore :D

"Jeux d'eau" sempre di Rogé invece mi piace perchè è lento, veramente è un flusso d'acqua che scorre, mentre Martha Argerich lo prende troppo veloce per i miei gusti, non me lo fa gustare (passatemi il gioco di parole :) ), è freddo nel tocco perchè sembra dare maggior rilievo alla velocità che all'espressività, cosa che succede anche con Scarbo. Comunque è evidente che cerchiamo due cose diverse dall'ascolto di Ravel :P

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dicono che michelangeli fosse pure nevrotico... :ph34r:

<{POST_SNAPBACK}>

E non hai idea di ciò che combinava ogni volta che qualcuno lo andava a trovare...

gli bendava gli occhi in modo da non far vedere dove abitava... (cose dell'altro mondo!!!!) :ph34r::ph34r:

Riguardo il topic, preferisco la Argerich a Pollini perchè quando suona mi trasmette molte più emozioni di quante non me le possa trasmettere Maurizio.

Tuttavia Pollini non è da buttar via :D:D ... proprio in questi giorni ho sentito il suo concerte sans orchestre di Schumann che mi ha lasciata :o ... di stucco!!!

E' un grandissimo pianista e questo non lo si può certo negare ma lo trovo in certi punti estremamente razionale... la Argerich invece no.

Ovviamente secondo il mio parere.

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E non hai idea di ciò che combinava ogni volta che qualcuno lo andava a trovare...

gli bendava gli occhi in modo da non far vedere dove abitava... (cose dell'altro mondo!!!!) :ph34r:  :ph34r:

Riguardo il topic,  preferisco la Argerich a Pollini perchè quando suona mi trasmette molte più emozioni di quante non me le possa trasmettere Maurizio.

Tuttavia Pollini non è da buttar via :D  :D ... proprio in questi giorni ho sentito il suo concerte sans orchestre di Schumann che mi ha lasciata  :o ... di stucco!!!

E' un grandissimo pianista e questo non lo si può certo negare ma lo trovo in certi punti estremamente razionale... la Argerich invece no.

Ovviamente secondo il mio parere.

<{POST_SNAPBACK}>

noi due sì che ci capiamo vero bea??

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ora sappiamo pure il nome di haskil...

...bea...

come la fidanzata di un mio amico!

-.-"

<{POST_SNAPBACK}>

Allora mi conosci...

SCHERZOOOOO!!!!!!

Sono felicemente single :PB) !!!!

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Ti consiglio di sentire l'interpretazione di Pascal Rogé: assolutamente perfetto negli accordi e nel trillo iniziale, se li "gode" e sinceramente se li gode anche l'ascoltatore :D

"Jeux d'eau" sempre di Rogé invece mi piace perchè è lento, veramente è un flusso d'acqua che scorre, mentre Martha Argerich lo prende troppo veloce per i miei gusti, non me lo fa gustare (passatemi il gioco di parole  :) ), è freddo nel tocco perchè sembra dare maggior rilievo alla velocità che all'espressività, cosa che succede anche con Scarbo. Comunque è evidente che cerchiamo due cose diverse dall'ascolto di Ravel :P

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:ph34r: ma scherziamo? :ph34r:

tra l'altro il suo Jeux d'eau un mi sembra troppo veloce.

Werner Haas lo esegue molto + veloce e soprattutto cineticamente monòtono. Lei invece cambia ritmo passando da un rivolo ad una fontanella ed un gioco d'acqua + coreografico :rolleyes:

Il Ravel di Pascal Rogé non lo conosco ma mi hai incuriosito :rolleyes:

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Guest sPaCeMaN
:ph34r: ma scherziamo?  :ph34r:

tra l'altro il suo Jeux d'eau un mi sembra troppo veloce.

Werner Haas lo esegue molto + veloce e soprattutto cineticamente monòtono. Lei invece cambia ritmo passando da un rivolo ad una fontanella ed un gioco d'acqua + coreografico  :rolleyes:

Il Ravel di Pascal Rogé non lo conosco ma mi hai incuriosito  :rolleyes:

<{POST_SNAPBACK}>

Cack, anche a me piace molto come suona Martha, ma, ripeto, su queste composizioni di Ravel preferisco altre esecuzioni e ti assicuro che non lo dico sotto effetto di droghe né per farti un dispetto :D

Dopo averle ascoltate potrai anche dirmi che è più piacevole rompere un vetro a morsi che subire Rogé che suona Ravel, mi sta benissimo: vuol dire che, come ho scritto nel messaggio precedente, cerchiamo due cose diverse dall'ascolto di questa musica.

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felicemente?  :ph34r:

<{POST_SNAPBACK}>

Certo.

Meglio sola che male accompagnata ;)

E poi, ho 13 anni!!!!Mi sembra un tantino eccessivo!!!!

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Io ho votato per la Argerich. Essendo un po' più anzianotto di tanti qui nel forum, ho avuto modo di ascoltare entrambi dal vivo e a poca distanza di tempo. Il suono della Argerich mi piace decisamente di più. Sono entrambi grandi, grandissimi musicisti. I preludi op. 28 di Chopin della Martha per me sono eccezionali e li preferisco a quelli di Pollini così anche per il concerto di Schumann. Gli studi di Pollini, d'altra parte, sono un punto di riferimento imprescindibile per chi si accosta allo studio di Chopin.

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