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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2018

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Eugène Ysaÿe
Sei sonate per violino solo, op. 27
Domenico Nordio

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Bellissima esecuzione live dal suono cristallino, che va a mio parere ad affiancarsi più che degnamente a quella, di assoluto riferimento, di Oscar Shumsky (Nimbus).

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Handel

Susanna HVW 66

VonMagnus/Holton/Buwalda/Elwes/Sol

Kölner Kammerchor/Collegium Cartusianum

Peter Neumann

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Neumann si affida alla versione con micro-tagli approvata da Handel nel 1759 (sono circa 10 minuti di musica in meno tra recitativi, brevi arie soprattutto dei due vecchioni, e due cori) restituendo colori vividi e mutevoli, nonchè incessante passo drammaturgico, a questo oratorio biblico di raro ascolto, ma tra i più serrati di Handel. I tempi sono spediti ma molto mossi, versatili e l'accompagnamento al canto sempre vibrante, sensibile e soffice. In sintesi, Neumann, altrove pedante e anonimo, qui si trova perfettamente a suo agio, supportato dagli ottimi strumentisti del Collegium di Colonia. Il cast di voci è globalmente buono, nessuna punta d'eccellenza ma ben equilibrato: la VonMagnus (figlia di Harnoncourt) non replica la performance sublime della Hunt Lieberson con McGegan (edizione Harmonia Mundi da sentire proprio per la protagonista), ma, seppur diseguale, riesce a infondere passione e musicalità nelle sue splendide arie (difettosa anche la pronuncia inglese); la Holt non ha voce imperiosa, è un pò flebile, ma possiede un bel timbro dolce e luminoso; Buwalda è un controtenore vecchio stile con limiti evidenti, ma interpreta con vigore ed è sempre meglio di Drew Minter; corretti i due vecchi laidi di Elwes e Sol. Ottimo il coro da camera di Colonia.

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Sibelius: Sinfonia n.3

New York Philharmonic diretta da Bernstein

 

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WOLFGANG AMADEUS MOZART
Sonate n. 11-14 (K. 331, 332, 333, 457)

Glenn Gould piano

Certo che la 11 K. 331 di Gould, in confronto a quella quasi religiosa di Friedrich Gulda, pare proprio uno sberleffo al compositore! Cioè, lo è, o per meglio dire è come se si fosse tolto una scarpa e gliel'avesse tirata in faccia... :D 

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Ricercar a 6,  Bach/Webern, Robert Craft. 

 

Ciòche mi affascina sta nel fatto che la musica di Bach solitamente si presta bene ad essere suonata da qualsiasi strumento musicale; ma rispetto ad una trascrizione qualunque, Webern aggiunge una nuova dimensione alla partitura esaltandone degli aspetti nascosti attraverso la scomposizione e rilegatura degli elementi nello spazio dei timbri dell'orchestra. L'effetto di ciò è sconcertante: il brano non suona più barocco ma ingloba i tre secoli di musica che lo separano da Webern. Sarebbe riuscito a fare qualcosa del genere, giusto per fare un esempio, Mahler? Credo di no, credo che col suo stile avrebbe snaturato la composizione o fatto qualcosa di banale piuttosto che aggiungere/scovare qualcosa di nuovo. L'orchestrazione diventa in Webern un veicolo di nuove idee piuttosto che un abbellimento. Il problema mio è riuscire ad apprezzare Webern quando questo ancoraggio al passato scompare e vuole provare come queste nuove idee si mantengono da sole.

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On 8/1/2018 at 01:30, noone dice:

I brividi ogni volta.

Il IV Atto di Manon Lescaut è un capolavoro: scava nell'anima, nell'amore, nel dolore. Qui la Scotto e Domingo sono interpreti ideali, l'una sofferta e analitica nel fraseggio, l'altro, in ottima forma vocale, caldo, vibrante, accorato. A 3:25,  lo slancio disperato di "O immensa delizia mia, tu fiamma d'amore per me!" resta impresso nella memoria.

Ottima scelta Maddalena, come sempre.

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7 ore fa, Pinkerton dice:

Il IV Atto di Manon Lescaut è un capolavoro: scava nell'anima, nell'amore, nel dolore. Qui la Scotto e Domingo sono interpreti ideali, l'una sofferta e analitica nel fraseggio, l'altro, in ottima forma vocale, caldo, vibrante, accorato. A 3:25,  lo slancio disperato di "O immensa delizia mia, tu fiamma d'amore per me!" resta impresso nella memoria.

Ottima scelta Maddalena, come sempre.

Sono certa che questa mia ottima scelta è soprattutto figlia di qualche tuo ottimo commento, quindi grazie a te, Luciano.

Spero tu non ti offenda se termino questo messaggio modificando leggermente una tua celebre battuta: Puccini forever.

 

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Leifs: Grogaldr, per soli e orchestra op.62

Orchestra Sinfonica Islandese, Baumer ecc.

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Franz von SUPPE'
Quattro ouvertures: La dama di picche - Cavallerria leggera - Poeta e contadino - Un mattino, un pomeriggio e una sera a Vienna

Wiener Philharmoniker
Georg Solti

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