Vai al contenuto
Wittelsbach

Allons enfants de la Patrie - La musica francese

Recommended Posts

Mi sono accorto che in questo forum non c'è un topic ufficiale sulla musica francese.
C'è su quella britannica, su quella americana, ma non su quella francese.
Eppure, in Francia c'è stata una specificità musicale notevole.
 

L'ora è tarda per me, ma se volete parlar voi nei prossimi giorni...
Si parte dalle epoche antiche o antichissime, e dai successivi barocchisti, da Lully, Rameau, Couperin, Philidor, Gretry:

Poi il titano della "musica dell'avvenire": Hector Berlioz e il suo esempio, rimasto in parte isolato. E l'opéra lirique e comique: Gounod, Bizet, Thomas, Messager, Massenet... Indi, la polemica sul wagnerismo, Franck, Chausson, Fauré, Saint-Saens, D'Indy.
I ragazzini terribili: Satie, Dukas, Debussy e Ravel.
L'outsider di lusso: Koechlin. I minori di classe: Schmitt, Emmanuel.
Gli organisti: Vierne, Widor...

E poi, i sommi novecentisti: l'oriundo Honegger, Milhaud, Poulenc, la Tailleferre.

Sotto sotto, di roba ne abbiamo!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Milhaud dirige Milhaud con la pianista della prima

concerto breve, quanto originale. Non ci sono modelli precisi, anche se forse in origine l'autore guardava al Concerto in sol di Ravel, in questo caso prosciugato da ogni mollezza decadente. Da notare il finale con il fresco motivetto popolaresco che, nella coda, viene ripreso dal pianoforte e frantumato in accordi dissonanti. Il tessuto della musica è congestionato dalla politonalità di orchestra e solista, ma Milhaud risolve come suo solito con effetti sonori gradevoli.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sarebbe curioso indagare sulla totalità dell'immenso catalogo di Milhaud. Mi piacerebbe anche solo leggerlo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Piuttosto, come si sente questo? Le composizioni mi intrigano.

51xCArZNrBL._SR600,315_PIWhiteStrip,Bott

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
3 ore fa, Wittelsbach dice:

Piuttosto, come si sente questo? Le composizioni mi intrigano.

51xCArZNrBL._SR600,315_PIWhiteStrip,Bott

qualcosa bene, qualche cos'altro molto bene, altro ancora con una qualità sonora indecente. Ci sono alcune incisioni degli anni venti, una anche dal vivo, con un suono intubato e appena percepibile. Il grosso delle registrazioni risale agli anni cinquanta, primissimi sessanta, per cui è nella media delle incisioni "live" che ascolti tu. Pieno di bella musica e di grandi voci del teatro francese del tempo. Secondo me, i punti migliori si hanno ne Le pauvre matelot, Les Choephores (dal vivo 1957, con Markevitch sul podio !), Les Malheurs d'Orphée e nelle cantate. Incomprensibile Christophe Colomb, lavoro per me sempre rimasto un rebus nonostante una certa fama presso i musicologi, seguirlo senza libretto è difficile e diventa pesantissimo perchè quasi tutto parlato. Il testo delirante di Claudel fa altri disastri, mai capita l'ammirazione di Milhaud per questo prolisso trombone fondamentalista. Meno interessanti Maximilien e Bolivar, reggono male le scene essendo poco più di un collage di arie, recitativi e pezzi di carattere, ma sono dirette con grande competenza e tutto sommato non annoiano come Christophe (sul podio Rosenthal e Baudo, live 1963 e 1962). Hanno anche dei tocchi di esotismo sudamericano abbastanza piacevoli. Il box è, per lo più, una ristampa di vecchi lp francesi. In particolare, questa ben nota edizione del Christophe rimase per decenni l'unica disponibile in catalogo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
4 ore fa, Wittelsbach dice:

Sarebbe curioso indagare sulla totalità dell'immenso catalogo di Milhaud. Mi piacerebbe anche solo leggerlo.

c'è on line, sono catalogate qualcosa come 444 opere (!!) Ed esiste pure un sito interessante con tutta la discografia.

http://lesamisdedariusmilhaud.blogspot.it/p/catalogue-complet-des-oeuvres-de-darius.html

come si può notare, escluse alcune serie complete (sinfonie, i quartetti, i concerti, sonate) una buona fetta del catalogo non è mai apparsa in disco. Soprattutto la produzione tarda degli anni cinquanta-sessanta è praticamente ignorata, per esempio mancano all'appello quasi tutte le opere orchestrali. Facendo copia-incolla dal link, ci sono dei titoli stuzzicanti...

Opus n ° 2 americanum , Op.219b (1940), après le ballet Moïse 

La cueillette des citrons op.298b Intermède provençal (1949)

Les Funérailles de Phocion (Hommage à Poussin), Op.385 (1960)

Meurtre d'un grand chef d'Etat Op.405, (1963)

Ode verse les morts des Guerres, Op.406 (1963)

Musique pour Lisbonne , Op.420 (1966)

Music for  Boston Op.414 (1965)

Symphonie pour l'univers claudélien , Op.427 (1968)

Musique pour Graz , Op.429 (1968-1969)

Musique pour San Francisco , Op.436 (1971)

Ode pour Jérusalem , Op.440 (1972)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sarebbe interessante capire se almeno in Francia, se non incisa, un po' di questa musica sia almeno eseguita! :o

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
9 minuti fa, Wittelsbach dice:

Sarebbe interessante capire se almeno in Francia, se non incisa, un po' di questa musica sia almeno eseguita! :o

Milhaud gode soprattutto fama per una decina di pezzi, forse pure una quindicina (la musica da camera è molto apprezzata dagli esecutori), in pratica si suonano sempre quelli. Non che siano lavori sovrastimati o dalla fama immeritata, ma senz'altro esistono altre dozzine di lavori pure interessanti. Ha, però, una certa fama discografica e almeno le opere maggiori sono state registrate (spesso pure molto bene), per cui quello che manca dal vivo si recupera in disco. Il problema, un po' come per Malipiero, consiste in un catalogo sterminato e dalla mancanza d'interesse da parte delle etichette per precisi momenti della sua produzione o per specifici generi. Per esempio, escluso il noto Service Sacré (al momento esiste in due edizioni), la sua produzione sacra è ignorata. Scrisse pezzi sia per il culto ebraico che per quello cristiano.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Aggiungo alla lista di @Wittelsbach qualche compositore a me caro, come Roussel e Jolivet, autori difficilmente classificabili, con una base neoclassica ma con un coté impressionista, ma non solo... (un paio di opere corali, per non mettere sempre sinfonie e concerti):

Anche Ibert, che prima colpevolmente snobbavo, ho scoperto piacermi abbastanza, anche lui un compositore "a metà strada":

Ultimamente mi capita di ascoltare anche Ohana, un altro strano del quale non so ancora molto (riferimenti: Casella, folclore andaluso, microtoni... @Madiel aiuto):

°°°°°

Il problema di Milhaud è che ha scritto tantissimo e benissimo... cose brutte o noiose non le ho ancora incontrate (non conosco le opere liriche però!). In fondo le opere che hanno avuto diffusione sono forse solo le più accessibili/divertenti... aveva uno stile così multiforme (pur essendo sempre riconoscibile), che ci sono opere distantissime da altre... a me ad esempio piace molto questo secondo concerto per due pianoforti (da non confondere col più celebre primo), vagamente hindemithiano (!?!!??):

(purtroppo non c'è su youtube).

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
3 ore fa, Majakovskij dice:

Aggiungo alla lista di @Wittelsbach qualche compositore a me caro, come Roussel e Jolivet, autori difficilmente classificabili, con una base neoclassica ma con un coté impressionista, ma non solo... (un paio di opere corali, per non mettere sempre sinfonie e concerti):

Anche Ibert, che prima colpevolmente snobbavo, ho scoperto piacermi abbastanza, anche lui un compositore "a metà strada":

Ultimamente mi capita di ascoltare anche Ohana, un altro strano del quale non so ancora molto (riferimenti: Casella, folclore andaluso, microtoni... @Madiel aiuto):

°°°°°

Il problema di Milhaud è che ha scritto tantissimo e benissimo... cose brutte o noiose non le ho ancora incontrate (non conosco le opere liriche però!). In fondo le opere che hanno avuto diffusione sono forse solo le più accessibili/divertenti... aveva uno stile così multiforme (pur essendo sempre riconoscibile), che ci sono opere distantissime da altre... a me ad esempio piace molto questo secondo concerto per due pianoforti (da non confondere col più celebre primo), vagamente hindemithiano (!?!!??):

(purtroppo non c'è su youtube).

 

 

bello il 2° di Milhaud, non lo conoscevo! Peccato che l'edizione di Poulenc che lo accompagna sia abbastanza noiosa

Ohana è compositore alquanto appartato e tutto sommato ancora sottovalutato. Credo che lo abbia danneggiato l'aver evitato di prendere partito per una scuola e l'aver creato un'arte troppo sofisticata, ricca di troppe sfumature e rimandi. Si è sempre tenuto fuori dai formalismi e dalla serialità, anche se la lezione dello strutturalismo weberniano in qualche modo è stata percepita. Le sue influenze iniziali sono state del puro e semplice neoclassicismo francese. Sensibile l'influenza di Debussy, che si è prolungata per tutta la sua parabola artistica. Si riconosce per l'attenzione al dato timbrico, spesso unica ragione d'essere di molte opere. Fondamentale, però, è stata la musica di de Falla, che gli ha inculcato l'amore per l'Andalusia e il rigore formale. Si è anche ispirato al folklore africano ed è rimasto molto influenzato, almeno a partire dagli anni settanta, dai ritmi negri (soprattutto in chiave incantatoria e magica, in questo è vicino a Jolivet). Pur restando distante da scuole e parrocchie, si è avvicinato alle tecniche delle avanguardie degli anni sessanta-settanta, per cui sono apparsi nelle sue musiche la microtonalità, il bruitismo varesiano e così via. Tali tecniche raramente sono la ragione esclusiva della sua musica, sono piuttosto un aggiornamento lessicale: sentire per esempio i grandi pezzi orchestrali o concertanti come Anneau de Tamarit, Livre des prodiges, Chiffres de clavecin ecc., dove orchestre gigantesche sono usate con una parsimonia incredibile, lavora soprattutto sulle sfumature timbriche e i minimi dettagli armonici. Difficilmente fa "il verso" a tizio o a caio. L'artigianato è talvolta così esagerato che nelle opere maggiori perde un po' di vista l'architettura generale a favore del particolare. Spesso sovrappone armonie e ritmi diversi, ma in genere la sua musica è sempre atonale, caratterizzata dall'alternarsi di episodi quasi statici e dai toni notturni (forse memori di certa musica popolare iberica) ad altri, in genere brevi, più mossi. Gli scontri e gli accumuli violenti sono, nel complesso, piuttosto rari, nella sua musica strumentale dominano i colori lucenti, netti, e una certa introversione espressiva. Compone dei paesaggi sonori surreali. Credo, però, che le sue opere migliori siano quelle vocali, almeno con Llanto e i Cantigas (ispirati al folklore andaluso, i secondi presentano pure una certa fascinazione per la distillazione sonora di Webern) o l'arcaica Messe abbia scritto dei capolavori. Convince di meno quando cerca di attenersi in maniera pedestre ai modelli delle avanguardie (Cris, Syllabaire pour Phèdre).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
3 ore fa, Majakovskij dice:

Il problema di Milhaud è che ha scritto tantissimo e benissimo... cose brutte o noiose non le ho ancora incontrate (non conosco le opere liriche però!). In fondo le opere che hanno avuto diffusione sono forse solo le più accessibili/divertenti... aveva uno stile così multiforme (pur essendo sempre riconoscibile), che ci sono opere distantissime da altre...

 

 

Alcune opere liriche di Milhaud sono molto importanti nella storia del teatro francese ed europeo degli anni venti. Senz'altro tra la produzione maggiore Les Choéphores e Les Euménides (1915-1923), nel complesso il trittico dell'Orestie è forse il suo capolavoro teatrale. Eppure, sono le operine brevi che rimarranno nel repertorio e nella storia perché sono le sole in cui ha radicalmente rivoluzionato il genere lirico. Les Euménides, per esempio, richiedono un allestimento troppo complesso, con un terzo atto complicatissimo, e si caratterizzano per organici giganteschi. Nelle opere brevi, le cosidette opéras-minutes (L'elevèment d'Europe, L'abandon d'Ariane e La délivrance de Thésée 1928), ispirate a episodi della mitologia greca ha ridotto la trama a pochi gesti essenziali. Gli organici cameristici, con netto predominio dei fiati, le durate minime sui dieci minuti, l'impiego di forme tratte dalla musica strumentale e l'assenza di qualsiasi indagine psicologica dei protagonisti gli permettono di allontanarsi dal post wagnerismo. Non è, però, neppure una forma di ritorno al barocco francese perché è assente la parodia e la citazione, ma è proprio un modo nuovo di intendere i rapporti tra dramma-musica e opera-spettatore. Ne Le pauvre matelot (1926) e in Les malheurs d'Orphée (1924) gli ottimi drammi di Cocteau gli permettono un gesto musicale più incisivo. Si caratterizzano per la rigida divisione in pezzi chiusi, per una vocalità che evita le sottolineature espressive pur mantenendo un perfetto equilibrio con la parte strumentale (cosa che, per esempio, non accade nel coevo Cardillac), e per l'impiego di piccoli gruppi orchestrali dalle sonorità secche. Sono presenti perfino degli influssi della musica popolare provenzale in Les mahleurs d'Orphée, in linea con l'ambientazione meridionale: da notare pure la stranissima conclusione con il coro delle Furie che taglia di netto il finale dell'opera, in perfetta polemica contro il pathos wagneriano. Il risultato di questi lavori, però, non è sempre un puro gioco astratto come nelle opéras-minutes. Per esempio, in alcuni momenti di Le pauvre matelot la musica rasenta perfino la cupezza espressionistica e l'inquietudine, aspetti abbastanza inusuali per Milhaud.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

You need to be a member in order to leave a comment

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

  • Chi sta navigando   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×