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Neutral Reader

Sondriaggio: le opinioni su Mozart dei Sigg. Bianchini e Trombetta, musicologi sondriesi

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1 ora fa, Michele Girardi dice:

 

 

 

 

Questo per qualificare la presunta bonomia dei signori B&T, farisei e sepolcri imbiancati. 

 

Io, Michele, per questa sordida coppia di sedicenti musicologi, astiosi e supponenti, non rispolvererei citazioni evangeliche. Il loro errore e la loro colpa non sta nel dire cose inesatte e nemmeno nel dispensare a piene mani insulti e calunnie, ma nel pretendere di abolire ogni altra opinione che non fosse la loro. Il loro peccato mortale e' l'ostinata, gretta, cieca autoreferenzialita', il sottrarsi a ogni forma di comunicazione, di confronto, di dialogo, atteggiamento deplorevole che, sotto un'arroganza di facciata, denota paura, insicurezza e aridita' intellettuale.

 

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3 ore fa, Michele Girardi dice:

Vista la deriva compassionevole che sta prendendo piede nella discussione, vorrei ricordare (anzitutto a me stesso) che all'origine del presente thread sta l'intervento dei Sondriesi citato da NeutralReader: http://www.mozartlacadutadeglidei.it/2017/03/. dove non leggo traccia alcuna di bonomia. Riassumendo: di fronte all'estratto parziale della prima vera critica professionale che avevano ricevuto dopo svariati Mbytes di incenso del loro fanclub, i signori B&T hanno reagito definendo "Classic Voice" una rivista ‘fantomatica’ e il recensore un 'gazzettante', un ‘incompetente’ che non ha mai visto un libro, un "mestierante di second'ordine", il quale scriverebbe "per interesse e per comando d’un padrone che deve vendere i CD di Mozart", lo paga un tanto a numero e "ha aspettato che il libro impazzasse sul web per salire sul carro del vincitore e farsi gratuitamente della pubblicità".

 

 

Più altre bestialità pseudoscientifiche e calunnie senza fondamento fra le quali quella (ormai notissima) al presente forum, descritto come "ricettacolo di chiacchiere da bar, di parole in libertà, nella cornice erotica di donnine che sino a qualche settimana fa si vendevano in webcam". Se ora il Gazzettante Carlo Vitali – il quale, sia detto incidentalmente, ha esercitato per vent'anni il mestiere di bibliotecario e ha scritto di musicologia per quaranta, in Italia e in altri Paesi; basta informarsi – risponde a quei manganellatori mediatici con ragionate argomentazioni e un sano pizzico d’ironia, non è proprio il caso di compassionarli. Sono già fortunati a non beccarsi una querela per diffamazione e minacce. Chiarisco: il paragone fra il Gazzettante moderno (Vitali) e il Macrobio della rossiniana Pietra di paragone dove va a parare? Forse al suggerimento colà contenuto di usare sulle sue spalle il "tocca e sana/ d’ogni sesso e d’ogni età", ossia il bastone?

 

 

 

Questo per qualificare la presunta bonomia dei signori B&T, farisei e sepolcri imbiancati. Sulla loro competenza ne abbiamo già lette delle belle, ed altre ne potremo leggere sul secondo volume del loro libro, che già si annuncia in uscita fra rulli di tamburo e squilli di trombone.

 

Io, pregiatissimo professore, non ho avallato la bonomia di nessuno, ma ho solo provato a porre una questione di metodo e di stile. Un'etica della discussione può anche procedere in maniera asimmetrica, nel senso che non è mica "strettamente necessario" adeguarsi o conformarsi ai mezzi o ai mezzucci (polemici, dialettici e retorici) del proprio interlocutore/avversario per sostenere le proprie ragioni. Non crede? Altrimenti il rischio, per restare sul leggero, è quello di trovarsi nella situazione simile a quella del "tocco e ri-tocco", magistralmente interpretata da Totò.

L'arroganza e la tracotanza dispiegata dai due è il segno tangibile della loro debolezza e della  ridicola inconsistenza delle loro congetture, alle quali bisognerebbe riservare l'attenzione - quasi nulla - che meritano. Io, invece, osservo una strana e - a volte - sospetta forma di godimento, da parte di molti partecipanti a questa querelle, nel rilanciare la schermaglia con questi due sedicenti studiosi. Occhio ai mulini a vento!

Non si faccia prendere dalla deriva della provocazione e del conseguente piagnisteo.

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5 ore fa, Michele Girardi dice:

Più altre bestialità pseudoscientifiche e calunnie senza fondamento fra le quali quella (ormai notissima) al presente forum, descritto come "ricettacolo di chiacchiere da bar, di parole in libertà, nella cornice erotica di donnine che sino a qualche settimana fa si vendevano in webcam". Se ora il Gazzettante Carlo Vitali – il quale, sia detto incidentalmente, ha esercitato per vent'anni il mestiere di bibliotecario e ha scritto di musicologia per quaranta, in Italia e in altri Paesi; basta informarsi – risponde a quei manganellatori mediatici con ragionate argomentazioni e un sano pizzico d’ironia, non è proprio il caso di compassionarli. Sono già fortunati a non beccarsi una querela per diffamazione e minacce.

Professore, con tutto il rispetto per la sua persona e la sua carriera, ma se ci sono degli estremi per procedere legalmente, perchè lei o il suo collega non procedete? Io quando ho problemi di questo tipo vado dall'avvocato. E se gli estremi non ci sono, perchè non spostate quella che mi sembra una guerra tra fazioni di musicologi su un terreno diverso da questo? Perchè la sensazione che riceve un lettore qualunque quale io sono è che si stia strumentalizzando l'attacco di questi signori al forum per usare il forum stesso come campo di battaglia. Beh io parlo per me, queste polemiche tra studiosi non mi appassionano, sinceramente, e data anche la scarsa partecipazione alla discussione dei forumisti più attivi, dedurrei che non appassionano neanche gran parte del forum. A me piacerebbe che lei arricchisse le nostre pagine con qualche dissertazione sull'opera italiana, piuttosto che con questi contrattacchi, è un desiderio personale, si intende.

E' stato chiaro a tutti dal primo intervento che l'attacco di questi signori era volto a screditare le conclusioni emerse in UNO dei mille topic di questo contenitore (un atteggiamento, quello del discredito reciproco, purtroppo ricorrente nel vostro settore). Se pure la critica fosse stata diretta al forum intero (ma ritengo surreale l'idea che gente come lei o i suoi colleghi passi del tempo a leggere i miei interventi), penso che comunque nessuno avrebbe dato peso a certe sciocchezze. Ergo, qui - da quel che ho letto, anzi che non ho letto - nessuno si è risentito, a limite qualcuno ha raccolto gli attacchi con divertimento, contrariamente a lei e all'utente neoscritto cromagobba (dietro il cui nick ignoro chi si cela). Sia chiaro che io qui dentro non sono amministratore, per me potete continuare quanto e come volete, però visto che effettivamente questo è un posto di "parole in libertà", da forumista mi sento libero di dire la mia come hanno fatto gli altri.

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Anche il sito di «Musica» riprende l'Accademia della bufala:

http://www.rivistamusica.com/2022-2/

2 ore fa, Majakovskij dice:

mi sembra una guerra tra fazioni di musicologi [...] la sensazione che riceve un lettore qualunque quale io sono è che si stia strumentalizzando l'attacco di questi signori al forum per usare il forum stesso come campo di battaglia.

Scusi, ma non ho davvero bisogno di strumentalizzare nessun attacco, visto che può leggere questa polemica anche altrove, oltre che nella mia pagina facebook. Nessuna guerra, si tranquillizzi, anche perché non ritengo che i due in questione siano musicologi: checché ne pensi la gente comune si tratta di una professione seria e in troppi si fregiano di questa qualifica non avendone diritto. Se dunque perdo un po' del mio tempo in questa causa è perché ritengo di dover difendere l'utente medio della rete da chi si autopromuove ai danni di uno fra i massimi geni di ogni tempo, spalando fango sul suo talento. Mi pare, la loro, una causa comprensibile ma al di sotto di una media etica accettabile.

La recensione su «Classic Voice» di Carlo (Vitali) è un magnifico pezzo di prosa, e le prime tre puntate dell'Accademia della bufala non sono solo una critica che riporta in auge i diritti del pamphlet, ma uno strumento di lettura critica di un'epoca storica e dei suoi corollari.

Aggiungo che per abitudine diffondo sistematicamente quello che scrivo, a partire dall'elenco delle mie pubblicazioni: http://www-5.unipv.it/girardi/MG_pubblicazioni.htm. Lì può leggere molto di quello che ho scritto, se le interessa.

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5 ore fa, Majakovskij dice:

Professore, con tutto il rispetto per la sua persona e la sua carriera, ma se ci sono degli estremi per procedere legalmente, perchè lei o il suo collega non procedete? Io quando ho problemi di questo tipo vado dall'avvocato. E se gli estremi non ci sono, perchè non spostate quella che mi sembra una guerra tra fazioni di musicologi su un terreno diverso da questo? Perchè la sensazione che riceve un lettore qualunque quale io sono è che si stia strumentalizzando l'attacco di questi signori al forum per usare il forum stesso come campo di battaglia. Beh io parlo per me, queste polemiche tra studiosi non mi appassionano, sinceramente, e data anche la scarsa partecipazione alla discussione dei forumisti più attivi, dedurrei che non appassionano neanche gran parte del forum. A me piacerebbe che lei arricchisse le nostre pagine con qualche dissertazione sull'opera italiana, piuttosto che con questi contrattacchi, è un desiderio personale, si intende.

E' stato chiaro a tutti dal primo intervento che l'attacco di questi signori era volto a screditare le conclusioni emerse in UNO dei mille topic di questo contenitore (un atteggiamento, quello del discredito reciproco, purtroppo ricorrente nel vostro settore). Se pure la critica fosse stata diretta al forum intero (ma ritengo surreale l'idea che gente come lei o i suoi colleghi passi del tempo a leggere i miei interventi), penso che comunque nessuno avrebbe dato peso a certe sciocchezze. Ergo, qui - da quel che ho letto, anzi che non ho letto - nessuno si è risentito, a limite qualcuno ha raccolto gli attacchi con divertimento, contrariamente a lei e all'utente neoscritto cromagobba (dietro il cui nick ignoro chi si cela). Sia chiaro che io qui dentro non sono amministratore, per me potete continuare quanto e come volete, però visto che effettivamente questo è un posto di "parole in libertà", da forumista mi sento libero di dire la mia come hanno fatto gli altri.

Sottoscrivo in tutto! Anche perché questo è ormai il secondo topic consacrato all'argomento e il passo dalla caduta degli Dei a quella degli zebedei è vicino.

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14 minuti fa, zeitnote dice:

Sottoscrivo in tutto! Anche perché questo è ormai il secondo topic consacrato all'argomento e il passo dalla caduta degli Dei a quella degli zebedei è vicino.

Spero che siano pochi a condividere la sua posizione.

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Cita

 

[...]
Gli ascoltatori potranno tranquillamente ignorare, ad esempio, che sul manoscritto
di Regensburg della Sinfonia 31 cosiddetta "Parigina" K.297 il nome dell'autore
reale è cancellato, e che qualcuno ha manomesso l'originale per sovrascrivere che è
di "Mozart".

La parola erasa a noi pare "Luchese" (altro nome per Andrea Luchesi) ma
occorrerebbe un'analisi attenta per stabilire con esattezza chi si cela dietro la
"Parigina", che le industrie discografiche vorrebbero di Wolfgang. 475

475 TABOGA (2000)

 

 

Ci risiamo. 
Poche righe per rispolverare la visione taboghiana della firma di Andreino. Poi anche in
questo libro è pubblicata una bella immagine della firma cancellata nello splendore
tecnologico del 4Kacca. 

Nei prossimi post vedremo questa firma sotto un'altra luce.

Perseverare è.......

 

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"Il volume è stato adottato nell'Istituto Superiore di Studi Musicali di Siena, Alta Formazione  ...   

Se ciò è vero, e mi pare che in questo forum siamo tutti d'accordo, o quasi, nel riconoscere che questo libro sia viziato da argomentazioni che non stanno in piedi oltre a innumerevoli inesattezze e errate e/o arbitrarie interpretazioni di documenti, mi sembra doveroso che anche su queste pagine se ne parli il più possibile (soprattutto se assistiti da persone autorevoli come Vitali e Girardi). Appoggio pienamente il professor Girardi.

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5 minuti fa, Solminorio dice:

"Il volume è stato adottato nell'Istituto Superiore di Studi Musicali di Siena, Alta Formazione  ...   

Se ciò è vero, e mi pare che in questo forum siamo tutti d'accordo, o quasi, nel riconoscere che questo libro sia viziato da argomentazioni che non stanno in piedi oltre a innumerevoli inesattezze e errate e/o arbitrarie interpretazioni di documenti, mi sembra doveroso che anche su queste pagine se ne parli il più possibile (soprattutto se assistiti da persone autorevoli come Vitali e Girardi). Appoggio pienamente il professor Girardi.

Altrimenti che succederà? Sono previsti roghi notturni di dischi e partiture di Mozart, Haydn e Beethoven nelle piazze di Sondrio e Siena?

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52 minuti fa, Solminorio dice:

"Il volume è stato adottato nell'Istituto Superiore di Studi Musicali di Siena, Alta Formazione  ...   

Se ciò è vero, e mi pare che in questo forum siamo tutti d'accordo, o quasi, nel riconoscere che questo libro sia viziato da argomentazioni che non stanno in piedi oltre a innumerevoli inesattezze e errate e/o arbitrarie interpretazioni di documenti, mi sembra doveroso che anche su queste pagine se ne parli il più possibile (soprattutto se assistiti da persone autorevoli come Vitali e Girardi). Appoggio pienamente il professor Girardi.

Concordo, e davanti a dimostrazioni d'imperterrita faccia tosta come questa:

On 29/4/2017 at 09:09, artifex dice:

[...]
"Gli ascoltatori potranno tranquillamente ignorare, ad esempio, che sul manoscritto
di Regensburg della Sinfonia 31 cosiddetta "Parigina" K.297 il nome dell'autore
reale è cancellato, e che qualcuno ha manomesso l'originale per sovrascrivere che è
di "Mozart".

La parola erasa a noi pare "Luchese" (altro nome per Andrea Luchesi) ma
occorrerebbe un'analisi attenta per stabilire con esattezza chi si cela dietro la
"Parigina", che le industrie discografiche vorrebbero di Wolfgang. 475

475 TABOGA (2000)"

gli zebedei dovrebbero cadere a noi, più che agli altri. Il fatto di continuare a propalare questa solenne panzana, specie dopo le confutazioni di Artifex nell'altro topic (da cui estraggo questo suo intervento, il primo su questo forum), è segno palese d'avere, come il più illustre personaggio cui si riferiva la seguente espressione, "un'anima di bronzo":

 

On 16/3/2008 at 22:22, artifex dice:

La prima cosa che ho fatto è stata andare a veder il sito ItalianOPERA per rendermi

conto dei fatti. E la prima cosa che vedo è l'immagine del manoscritto di Ratisbona e leggo:

 

manoscritto di Regensburg - T297, K297.

Il nome di "Luchese" è stato cancellato ;

il nome di Mozart è stato sovrascritto

 

e già noto nella didascalia la mancanza di parole come "forse", "probabilmente". La cancellatura del

nome Luchese è data come certa. Allora clicco.....e vedo le immagini. C'è qualcosa che non mi

convince. Cerco di informarmi meglio e navigando trovo lo scritto di una conferenza del musicofilo

Taboga: Musica e matematica - Andrea Luchesi, genio incompreso tra Riccati e Beethoven. Clicco sulla

versione inglese per vedere i documenti allegati. Ecco, adesso ho la pagina iniziale completa del

manoscritto di Ratisbona (anche se è di pessima qualità).

Rispolvero il mio amatissimo libro di calligrafia "Arte della calligrafia - Guida pratica alle

tecniche della scrittura" di David Harris edito da Mondadori e procedo. La calligrafia del manoscritto

è l'Italico corsivo. Confronto le varie le lettere del mio manuale con quelle del manoscritto e tutto

torna, niente è fuori stile. Anche il nome "Mozart" è perfetto. E allora rivado a vedere la

riscostruzione del nome "Luchese" sul sito ItalianOPERA. Salvo l'immagine e la apro con Photoshop per

analizzarla meglio. Mi viene da ridere. Mi accorgo di quattro "stranezze":

 

1. La lettera "L" del nome Luchese non è Italico corsivo. Sembra una capitale gotica scritta in

corsivo (esiste?). Non è ampia come dovrebbero essere le iniziali maiuscole, anzi è proprio

striminzita. Le capitali italiche (anche decorate) sono un'altra cosa. Il copista quindi ha voluto

dare al nome Luchese un risalto maggiore? Nemmeno la parola "Sinfonia" ha la capitale così decorata.

2. Il mio adorato manuale riporta: "L'Italico si scrive con penna inclinata e pennino a punta dritta,

con un angolo tra 35° e 45°. Le lettere vanno scritte senza troppi stacchi (la maggior parte con un

solo tratto)". Invece lo spazio tra le lettere "c" "h" "e" "s" "e" è enorme! E' fuori stile! Basta

guardare le altre parole del manoscritto per accorgersene.

3. La lettera "s" potrebbe essere una "f" e per questo non bisogna avere sottomano il manuale di

calligrafia ma basta guardare la "f" della parola Sinfonia.

4. Ingrandendo di molto l'immagine si nota che la ricostruzione del nome Luchese non tiene conto di

altre "macchie" di inchiostro presenti sotto il nome Mozart.

 

E questa storia del nome Luchese scritto sotto quello di Mozart sta alla base dell'attribuzione della

sinfonia? Mi vien voglia di leggerci sotto "Artifex" e attribuirmi l'opera.....

Io penso che se si vuole "vedere" il nome Luchese sotto il nome di Mozart lo si vede. Basta avere gli

occhiali di Taboga, il programma di fotoritocco di Luca Bianchini e Anna Trombetta e dei buoni motivi

per farsi pubblicità.

Ma che nervi, oltrettutto! Ma questi due ancora insistono, dopo tutte le figure di palta che hanno rimediato?  Evil or Very Mad

 

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51 minuti fa, zeitnote dice:

Altrimenti che succederà? Sono previsti roghi notturni di dischi e partiture di Mozart, Haydn e Beethoven nelle piazze di Sondrio e Siena?

Beh ... potrebbe accadere di rimanere senza dischi e partiture di musica tout court, visto che quelle di autori diversi da Mozart, Haydn e Beethoven, soprattutto se italiani, furono a suo tempo e sono ancora oggi "nascoste", bruciate, triturate, cancellate un po' dappertutto in una pianificata furia del dileguare storico musicale e mica solo a Sondrio e a Siena. 

NR 

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1 ora fa, zeitnote dice:

Altrimenti che succederà? Sono previsti roghi notturni di dischi e partiture di Mozart, Haydn e Beethoven nelle piazze di Sondrio e Siena?

Apprezzo la sua ironia. Parlo solo del sacrosanto diritto di far sentire finalmente un'altra sonora e autorevole campana contro quella che ha finora martellato ovunque e indisturbata, cercando sempre di escludere qualsiasi contraddittorio. Quanto alle eventuali sommosse a cui lei ha accennato, conosco (qualcuno anche personalmente) diversi sostenitori di B&T, capaci di andarci molto vicino :)

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33 minuti fa, Solminorio dice:

conosco ... diversi sostenitori di B&T, capaci di andarci molto vicino :)

Confermo. In effetti (non scherzo) qualcuno auspica anche un cambiamento di regime politico e dell'assetto geo-politico europeo tra le cui conseguenze vede la cancellazione di ogni "dipendenza" dall'imperialismo culturale (e non solo) tedesco e quindi la messa al bando della musica della "Trinità" del classicismo viennese und so weiter. Un esempio di Grand Strategy da far invidia a Karl Haushofer, Halford Mckinder e Nicholas Spykman. C'è da chiedersi se B&T possano un giorno considerarsi i George Kennan della musicologia.

NR

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1 ora fa, Solminorio dice:

Apprezzo la sua ironia. Parlo solo del sacrosanto diritto di far sentire finalmente un'altra sonora e autorevole campana contro quella che ha finora martellato ovunque e indisturbata, cercando sempre di escludere qualsiasi contraddittorio. Quanto alle eventuali sommosse a cui lei ha accennato, conosco (qualcuno anche personalmente) diversi sostenitori di B&T, capaci di andarci molto vicino :)

Lungi da me la difesa dei due fanta-musicologi e delle loro fantasticherie, eppure le confesso che anche a me capita di frequentare qualche sito musica classica, e nondimeno non mi sono ancora mai imbattuto in un loro venerabile testo. Neppure una ricerca in google fornisce risultati apprezzabili sulla diffusione delle attività di B&T. Sicuri di inquadrato bene dimensione è portata del fenomeno?

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54 minuti fa, zeitnote dice:

Sicuri di inquadrato bene dimensione è portata del fenomeno?

Per quanto riguarda la dimensione "censoria", questa è di amplissima portata e sistematica. La verità è che lo è sempre stata. Nel 2011 B&T aprirono un "Forum" all'interno del loro sito per discutere dei primi capitoli dell'attuale Volume I della c.d. CdD. Non durò che qualche settimana e poi venne chiuso perché i "proprietari" non parvero gradire le puntuali critiche che vennero rivolte loro. Identico comportamento e ancor di più ampia dimensione dal momento in cui la presenza di B&T è registrata su FB (stavo per scrivere, odiando FB in tutte le sue perverse manifestazioni e utilizzi, nella cloaca Facebook). Esclusione sistematica di qualsiasi commentatore "non allineato" alle loro idee e giudizi sia che si tratti del libro sia di altri post che hanno per oggetto la musica. Insomma, banning a destra e a manca.

Ma l'esempio più eclatante di rifiuto di un confronto diretto lo abbiamo avuto in questo Forum. Bianchini apparve fugacemente nel thread dedicato a L'aria della contessa ma non appena il gioco cominciò a farsi criticamente duro, il duro ... uscì dal gioco e non si fece più vedere. Per riassumere, diciamo che B&T gradiscono sempre giocare in casa e vincere (have the cake and eat it too).

NR

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1 ora fa, Neutral Reader dice:

Per quanto riguarda la dimensione "censoria", questa è di amplissima portata e sistematica. La verità è che lo è sempre stata. Nel 2011 B&T aprirono un "Forum" all'interno del loro sito per discutere dei primi capitoli dell'attuale Volume I della c.d. CdD. Non durò che qualche settimana e poi venne chiuso perché i "proprietari" non parvero gradire le puntuali critiche che vennero rivolte loro. Identico comportamento e ancor di più ampia dimensione dal momento in cui la presenza di B&T è registrata su FB (stavo per scrivere, odiando FB in tutte le sue perverse manifestazioni e utilizzi, nella cloaca Facebook). Esclusione sistematica di qualsiasi commentatore "non allineato" alle loro idee e giudizi sia che si tratti del libro sia di altri post che hanno per oggetto la musica. Insomma, banning a destra e a manca.

Ma l'esempio più eclatante di rifiuto di un confronto diretto lo abbiamo avuto in questo Forum. Bianchini apparve fugacemente nel thread dedicato a L'aria della contessa ma non appena il gioco cominciò a farsi criticamente duro, il duro ... uscì dal gioco e non si fece più vedere. Per riassumere, diciamo che a B&T gradiscono sempre giocare in casa e vincere (have the cake and eat it too).

NR

Questa non è la risposta che cercavo, in quanto la mia domanda poneva un'altra questione. La riformulo. Quale è l'influenza reale delle opinioni di costoro sulla cultura musicale di oggi? Lo chiedo perché la mia impressione che tutta questa faccenda sia una polemica di nicchia, circoscritta a poche voci, è che ci sia una sproporzione tra la rivelanza effettiva delle posizioni taboghiane e la potenza di fuoco che le contesta.

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1 ora fa, zeitnote dice:

Lo chiedo perché la mia impressione che tutta questa faccenda sia una polemica di nicchia, circoscritta a poche voci, è che ci sia una sproporzione tra la rivelanza effettiva delle posizioni taboghiane e la potenza di fuoco che le contestano.

Sì, e se anche fosse come dici? A tuo giudizio la musicologia rappresenta qualche cosa di più di una "nicchia" all'interno delle c.d. "scienze umane"? Hai bisogno di dati quantitativi? Potresti chiedere lumi al MIUR e all'AFAM in particolare, che dici? Elaborare un modello comparativo dell'ampiezza accademica delle diverse discipline, traendo forse ispirazione dal settore immobiliare ... discipline monolocali fino a 25 mq, disciplina signorile fino a 150 mq ... no agenzie e perditempo. Ma vengo alla tua domanda. La prima osservazione è che si tratta di un quesito la cui chiarezza è solo di superficie (stiamo parlando di ampiezza disciplinare, no?): per esempio, che cosa intendi per "cultura musicale"? Come dobbiamo interpretare l'espressione "influenza reale"? Cosa significa "rilevanza effettiva"? In particolare, mi incuriosisce molto quel "effettiva". Come interpretare la metafora "potenza di fuoco"? Mirato o a saturazione? Come definire una "posizione" all'interno di una disciplina, soprattutto se di nicchia? Qual è l'unità di misura della proporzione di una "posizione" - in musicologia, in questo caso - e la potenza di fuoco che la contesta? Qual è l'indicatore quantitativo e qualitativo delle "voci" (poche cosa significa? metro di valutazione?). Per esempio, chi scrive in questo momento rappresenta una "voce" o lo sono solo quelle di Girardi o di Vitali ... o la tua?

Detto questo, rispondo alla tua domanda dando per scontato che tu abbia già chiariti i punti di cui sopra. Naturalmente si tratta della mia personale risposta (altri potranno replicare, se lo vorranno, con argomenti diversi). Ed essa è: non ne ho idea e neppure me ne preoccupo. Per certo so che la tua domanda mi appare irrilevante e un poco impertinente. Per certo so che a Neutral Reader e ad altre persone  - in questo Forum e al di fuori di esso - la questione interessa a prescindere dalla sua rilevanza effettiva qualsiasi possa essere il significato della tua espressione. Insomma e per dirla in breve affinando la mia risposta, la tua domanda mi appare irricevibile dal momento che essa presuppone l'individuazione di criteri di "legittimità" per l'accesso alla discussione in questo Forum. Mi sembra un requisito non contemplato dalle regole di moderazione così autorevolmente amministrate da Madiel ;). Spero di essere stato chiaro.

NR 

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Santi Numi NR, ma ti che cavolo stai parlando? "Ampiezza disciplinare, accademica"? Che vor dì? Chi ha mai parlato di criteri di legittimità? Io chiedevo solo di chiarirmi un dubbio o una mia curiosità: perché tanto clamore, tante energie profuse per contestare delle posizioni non solo palesemente fasulle, ma anche giustamente marginali rispetto alla stessa musicologia? Perché prendere così maledettamente sul serio due sconosciuti che pensano che Mozart sia un impostore, quando basterebbero due righe per liquidare la faccenda, in quanto ennesima "conspiracy theory" che popola la rete?

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5 ore fa, zeitnote dice:

Lungi da me la difesa dei due fanta-musicologi e delle loro fantasticherie, eppure le confesso che anche a me capita di frequentare qualche sito musica classica, e nondimeno non mi sono ancora mai imbattuto in un loro venerabile testo. Neppure una ricerca in google fornisce risultati apprezzabili sulla diffusione delle attività di B&T. Sicuri di inquadrato bene dimensione è portata del fenomeno?

Il problema è che fino ad ora nessuna voce forte e chiara si sia contrapposta a quella di B&T e co. e questo stesso forum, pur avendo affrontato la questione in modo assai interessante già da una decina di anni, è rimasto sempre troppo in ombra. Anch'io, come qualcun altro, pensavo (o almeno speravo) che il libro fosse stato adottato per mostrare agli studenti “cosa non non si deve fare per scrivere un lavoro in modo serio dal punto di vista storico e musicologico”, ma purtroppo non è così, e il suo utilizzo in tale ambito, avallato inoltre da musicologi di consolidata fama, suona tanto come un investimento ufficiale; una vera e propria pietra miliare in questo campo! Qui non siamo più alle prese col solito leone da tastiera che dal web grida giustizia contro “quei furfanti di Mozart ed Haydn che hanno fregato la Jupiter (o la Giupiter, come direbbe la giornalista-imbonitrice che gli aizza contro Mozart in un'intervista) a Lucchesi” (e magari conoscendone poco o nulla sulla loro musica), il che (pur facendomi preoccupare un pochetto) può essere liquidato tranquillamente con una bella risata; qui si sta dando definitiva credibilità a due signori che si permettono (dimostrando spesso di saperne anche meno anche del leone da tastiera di cui sopra) di spacciare come storicamente e scientificamente accertate certe bufale cosmiche che qualcuno molto più competente del sottoscritto ha giustamente evidenziato; a questo punto la faccenda comincia ad essere molto meno divertente e mi sembra naturale che un Musicologo (con la M) abbia ragione a sentirsi preso in giro e a manifestare il suo disappunto, e tanto meglio se lo fa in modo in modo istruttivo, come mi pare che stia avvenendo su queste pagine (che finalmente e giustamente vengono prese in più vasta considerazione). A cotanto bufalificio da parte di B&T mi pare giusto rispondere in modo adeguato, a prescindere dall'effettiva portata del fenomeno di cui lei parla. :) 

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26 minuti fa, Solminorio dice:

Il problema è che fino ad ora nessuna voce forte e chiara si sia contrapposta a quella di B&T e co. e questo stesso forum, pur avendo affrontato la questione in modo assai interessante già da una decina di anni, è rimasto sempre troppo in ombra. Anch'io, come qualcun altro, pensavo (o almeno speravo) che il libro fosse stato adottato per mostrare agli studenti “cosa non non si deve fare per scrivere un lavoro in modo serio dal punto di vista storico e musicologico”, ma purtroppo non è così, e il suo utilizzo in tale ambito, avallato inoltre da musicologi di consolidata fama, suona tanto come un investimento ufficiale; una vera e propria pietra miliare in questo campo! Qui non siamo più alle prese col solito leone da tastiera che dal web grida giustizia contro “quei furfanti di Mozart ed Haydn che hanno fregato la Jupiter (o la Giupiter, come direbbe la giornalista-imbonitrice che gli aizza contro Mozart in un'intervista) a Lucchesi” (e magari conoscendone poco o nulla sulla loro musica), il che (pur facendomi preoccupare un pochetto) può essere liquidato tranquillamente con una bella risata; qui si sta dando definitiva credibilità a due signori che si permettono (dimostrando spesso di saperne anche meno anche del leone da tastiera di cui sopra) di spacciare come storicamente e scientificamente accertate certe bufale cosmiche che qualcuno molto più competente del sottoscritto ha giustamente evidenziato; a questo punto la faccenda comincia ad essere molto meno divertente e mi sembra naturale che un Musicologo (con la M) abbia ragione a sentirsi preso in giro e a manifestare il suo disappunto, e tanto meglio se lo fa in modo in modo istruttivo, come mi pare che stia avvenendo su queste pagine (che finalmente e giustamente vengono prese in più vasta considerazione). A cotanto bufalificio da parte di B&T mi pare giusto rispondere in modo adeguato, a prescindere dall'effettiva portata del fenomeno di cui lei parla. :) 

Bene, ora ho capito: una bega tra musicologi che ha bisogno di "campi di battaglia", di spazi di visibilità. "E' ora che anche questo forum esca dall'ombra". Aveva visto bene @Majakovskij.

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1 ora fa, zeitnote dice:

Bene, ora ho capito: una bega tra musicologi che ha bisogno di "campi di battaglia", di spazi di visibilità. "E' ora che anche questo forum esca dall'ombra". Aveva visto bene @Majakovskij.

Beh, io musicologo non lo sono, purtroppo, tuttavia è una discussione che mi interessa proprio perché, da semplice e modesto musicista quale sono, mi appassiono anche a ciò che, direttamente o indirettamente, riguarda il campo della musica. Lei probabilmente di musicologia ne sa più di me e forse per questo parla ( e a ragione, in questo caso) di argomenti ormai usurati e di conseguenza anche talune parti del corpo. Se è in corso una bega tra musicologi a me non interessa affatto; a me, come d'altronde a tanti altri che musicologi o musicisti non lo sono, interessa soltanto cercare di approfondire un determinato argomento con l'aiuto di chi ne sa più di noi, senza prendere tutto per oro colato, naturalmente. Mi sembra inoltre più che umano, una volta valutate le varie argomentazioni, schierarsi da una parte piuttosto che dall'altra (senza per questo far scatenare una guerra civile ... sono anch'io per i toni pacati :) .  

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3 ore fa, zeitnote dice:

Bene, ora ho capito: una bega tra musicologi che ha bisogno di "campi di battaglia", di spazi di visibilità. "E' ora che anche questo forum esca dall'ombra". Aveva visto bene  @Majakovskijle

Zeitnote, non so se lei finga di non capire o se effettivamente qualcosa le sfugga (sfugga a lei come a Majakovskij).

Per i loro 'litigi' e 'beghe' i musicologi di professione non hanno bisogno di un forum: per questi e quelle hanno i loro canali appositi, costituiti dalle riviste specializzate (in Italia ce ne sono due o tre).

Il caso di B&T è però del tutto particolare. Il prof. Girardi direbbe: non sono musicologi. Io, che ho un concetto meno enfatico del titolo, non direi così, ma la sostanza non cambia. E la sostanza è che i due autori evitano programmaticamente ogni confronto con la musicologia professionale, non pubblicano su riviste specializzate, non inviano il libro per recensione a organi di stampa competenti. In altri termini, si sottraggono a quella che nelle comunità scientifiche è la peer review, il vaglio di colleghi autorevoli. Se dovessi definirli, chiamerei B&T 'musicologi populisti': musicologi che, pur trattando materie estremamente specialistiche, si rivolgono direttamente ai lettori comuni by-passando allegramente ogni contraddittorio e ogni filtro scientifico.

E' solo per questo motivo, presumo, che professionisti come Vitali e Girardi - non usi a scrivere nei forum - partecipano a questa discussione: cioè per richiamare i due sedicenti musicologi alle loro responsabilità nei confronti di una disciplina del cui titolo amano fregiarsi.

La visibilità non c'entra.

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