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Sondriaggio: le opinioni su Mozart dei Sigg. Bianchini e Trombetta, musicologi sondriesi

368 risposte in questa discussione

In un recente dotto intervento (si scorra in fondo nel sito: Mozart. La Caduta degli Dei), i Sigg. Luca Bianchini e Anna Trombetta (B&T), titolari dello stesso sito, hanno descritto Musica Classica.it Forum con le seguenti parole:

Cita

Il forum di musica classica.it, ricettacolo di chiacchiere da bar, di parole in libertà, nella cornice erotica di donnine che sino a qualche settimana fa si vendevano in webcam tra richieste di musica sacra, sinfonie, quartetti, Requiem, Miserere, Luchesi ecc. ecc. come si vede qui sotto (omissis). Evidentemente prima dell’articolo hanno fatto opera di ripulitura.

Che ne pensate? Inviate "in libertà" le vostre chiacchiere. Siete liberi di farlo dai luoghi più diversi, anche se, a mio modesto avviso, il bar continua ad essere luogo privilegiato per la valutazione di opinioni come quella di B&T, musicologi sondriesi (da cui il neologismo "sondriaggio").

Sin da ora, sappiano B&T, musicologi sondriesi, che per quanto riguarda le "donnine", le webcam et alia eroticalia, la "ripulitura" è avvenuta non senza un vivace dibattito - segnale di democrazia - fra i due partiti, quello favorevole all'amore per la musica e quello favorevole alla musica dell'amore. Efficaci primarie, più che stucchevoli preliminari, hanno reso possibile la soluzione dell'impiccio, di cui, peraltro, gli stessi B&T, musicologi sondriesi, poterono godere, seppure per un fugace attimo.

NR

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6 ore fa, Neutral Reader dice:

In un recente dotto intervento (si scorra in fondo) nel sito: Mozart. La Caduta degli Dei, il Signor Luca Bianchini, titolare dello stesso sito, ha definito Musica Classica.it Forum con le seguenti parole:

Che ne pensate? Inviate "in libertà" le vostre chiacchiere. Siete liberi di farlo dai luoghi più diversi, anche se, a mio modesto avviso, il bar continua ad essere luogo privilegiato per la valutazione di opinioni come quella del Sig. Luca Bianchini, musicologo sondriese (da cui il neologismo "sondriaggio").

Sin da ora, sappia il Sig. Bianchini, musicologo sondriese, che per quanto riguarda le  "donnine", le webcam et alia eroticalia, la "ripulitura" è avvenuta non senza un vivace dibattito - segnale di democrazia - fra i due partiti, quello favorevole all'amore per la musica e quello favorevole alla musica dell'amore. Efficaci primarie, più che stucchevoli preliminari, hanno reso possibile la soluzione dell'impiccio, di cui, peraltro, lo stesso Sig. Bianchini, musicologo sondriese, poté godere, seppure per un fugace attimo.

NR

quanto gli brucia ! Ma tanto tanto.. :cat_lol: :rofl::rofl: :rofl: 

 

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2 ore fa, Neutral Reader dice:

In un recente dotto intervento (si scorra in fondo) nel sito: Mozart. La Caduta degli Dei, il Signor Luca Bianchini, titolare dello stesso sito, ha definito Musica Classica.it Forum con le seguenti parole:

Che ne pensate? Inviate "in libertà" le vostre chiacchiere. Siete liberi di farlo dai luoghi più diversi, anche se, a mio modesto avviso, il bar continua ad essere luogo privilegiato per la valutazione di opinioni come quella del Sig. Luca Bianchini, musicologo sondriese (da cui il neologismo "sondriaggio").

Sin da ora, sappia il Sig. Bianchini, musicologo sondriese, che per quanto riguarda le  "donnine", le webcam et alia eroticalia, la "ripulitura" è avvenuta non senza un vivace dibattito - segnale di democrazia - fra i due partiti, quello favorevole all'amore per la musica e quello favorevole alla musica dell'amore. Efficaci primarie, più che stucchevoli preliminari, hanno reso possibile la soluzione dell'impiccio, di cui, peraltro, lo stesso Sig. Bianchini, musicologo sondriese, poté godere, seppure per un fugace attimo.

NR

Mi ripeto: siamo davanti alla caduta degli zebedei...

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A sondriesi, aggiungerei anche caucasoidi o europoidi. Facciamo pari e patta con Einstein/Pergolesi. Infatti, per chi non lo avesse notato, B&T accusano Alfred Einstein di "razzismo":

"Così Alfred Einstein definisce Pergolesi: "musicista negroide napoletano zoppo e malaticcio". Lo scrive nella biografia su Mozart Questo è uno dei vangeli mozartiani, testo della musicologia ufficiale, che piace tanto alle riviste di musica classica. Einstein che ha curato l'edizione delle opere di Mozart dice così perché segue il cosiddetto procedimento scientifico (Per approfondire vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart la caduta degli dei - Parte seconda p.64)."

Dell'utilizzo da parte di Einstein del termine "negroide" (lessicalmente e storicamente situato), B&T non conoscono nulla. Probabilmente preferiscono credere alle raffigurazioni idealizzate di Pergolesi.

(dalla pagina Facebook de La Gaduta de Zebedei)

NR

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4 minuti fa, Neutral Reader dice:

Però! Abbiamo una polemica in corso in altro luogo. Fantastico!

NR

Peccato che nel link sia citata solo una piccola parte dell'articolo, che le canta chiaro e forte a B&T. Nella conclusione vengono messe in evidenza alcune "amenità" del libro che riporto per chi fosse interessato:

"Per una completa disamina del Libro sarebbe quindi necessario un albero genealogico della bufala, che risparmiamo al paziente lettore (...) Come pegno di future risate gli lasciamo un paio di amenità contenute nel primo, scelte fra le dozzine di cui siamo pronti a rivelare le chiavi dietro accredito di 5 bitcoins sul nostro conto offshore alle Isole Tabogas. "Il quarto di tono è un intervallo quasi impossibile da percepire" (p. 83). Il sonetto in onore di Mozart attribuito a Corilla Olimpica è "un'aria di baule valida per ogni occasione" e di gender neutro (232 sgg.). Mozart padre e figlio millantavano senza diritto il titolo di Kapellmeister (passim, è un chiodo fisso). Leopold "piratò" il suo trattato Gründliche Violinschule da Tartini, Geminiani e Locatelli (119 sgg.). Il fan club si beve, elevandole a dogma di fede, queste ed altre inimitabili pagine dei due coniugi che cozzano "a piene corna, stupendamente", direbbe Gadda - contro ogni criterio di metodologia storica, di più; contro ogni logica e buon costume. Come quando a difesa di una giusta causa, l'innocenza di Salieri dalle accuse di veneficio, bollano di pregiudizio etnico il sottotitolo di un'ottima biografia di Volkmar Braubehrens disponibile anche in traduzione (p. 49, n. 123). Ricordate quel Bibliotecario di Musil che non andava mai oltre il frontespizio? Povero onore della musica italiana, se hai di questi difensori!"

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Se posso dire la mia...

Ho letto con interesse e curiosità la "nuova" discussione su CV, e dirò che francamente l'ho trovata stucchevole. Mi pare che, in fondo, qui dentro - e mi riferisco ovviamente al "nostro" decennale forum sul "caso- Luchesi" - si sia fatto e detto molto di più.

Invece siamo sempre ai soliti argomenti, ai puntini sulle "i", al sottolineare reciprocamente se in un vocabolo si è saltata una lettera o un accento... oltre ai soliti riferimenti ironici a complottismi e rettiliani. Andiamo oltre, perchè l'ironia sdrammatizza ok, ma anche fa scadere il sano confronto fra le parti.

Bene, le tesi del fu Giorgio Taboga son state affrontate e respinte. Ora, è possibile farlo anche con quanto scritto sulla pubblicazione di Bianchini-Trombetta che se vogliamo ha ulteriormente ampliato il ventaglio d'ipotesi? Ma al tempo stesso, rileggendo le fonti dell'epoca, è davvero possibile continuare a basarsi su molte di esse? L'interrogativo vale per Mozart e per qualunque altro personaggio storico, sia chiaro. Anche a me è capitato di fare ricerca su fonti vetuste, e spesso mi son messo le mani tra i capelli nel leggere molte cose impossibili o prive di fonti, e difficili da prendere in considerazione seriamente. E non si trattava di Mozart, o Beethoven, o Brahms, ma di un illustre sconosciuto su cui si sa ben poco: e quel poco sembra impossibile almeno al 50%, contenendo inoltre un buon 20% di errori... e se ci sono due fonti spesso le notizie, le date, ecc. non coincidono. Un disastro. E s'io fossi stato uno studioso dell'epoca avrei dubitato o tenuto tutto?

In breve: c'è da fidarsi totalmente delle cosiddette "fonti primarie"? Il primo problema da affrontare forse è questo. Prima ancora del fatto che Mozart sia o non sia una "bufala".
 

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11 minuti fa, Conte Caramella dice:

(...)

In breve: c'è da fidarsi totalmente delle cosiddette "fonti primarie"? Il primo problema da affrontare forse è questo. Prima ancora del fatto che Mozart sia o non sia una "bufala".
 

Sai qual è il vero problema, caro Conte? È che, volendo, non c'è da fidarsi di nulla, basta volerlo e non si crede più a niente e a nessuno. Lo scetticismo è un gioco antico che ha le sue regole e le sue motivazioni più o meno oscure. L'esercizio del dubbio a volte è un espediente retorico-argomentativo, come in Descartes, altre è un strumento di manipolazione (Così fan tutte) e altre ancora è una malattia (nevrosi ossessiva).

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On 11/4/2017 at 23:56, zeitnote dice:

... L'esercizio del dubbio a volte è un espediente retorico-argomentativo, come in Descartes, altre è un strumento di manipolazione (Così fan tutte) e altre ancora è una malattia (nevrosi ossessiva).

Concordo. E, mi spiace per Laureto Rodoni (notevole personaggio), le considerazioni di Zeit valgono anche per Cioran. Noioso leggere "filosofia letteraria" che muove dalla constatazione che la vita è uno schifo. Preferisco, piuttosto, la razionalità filosofica di un David Benatar. Ma si tratta di "gusti" e devo ammettere che ho sempre detestato la figura del filosofo "profondo" di cui Paul Feyerabend si burlava facendosi ritrarre in cucina a lavare i piatti in tanto abbigliamento adatto alla bisogna. Rimane comunque un interrogativo: cosa avrebbe pensato Manlio Sgalambro di queste discussioni? 

NR

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13 ore fa, zeitnote dice:

Sai qual è il vero problema, caro Conte? È che, volendo, non c'è da fidarsi di nulla, basta volerlo e non si crede più a niente e a nessuno. Lo scetticismo è un gioco antico che ha le sue regole e le sue motivazioni più o meno oscure. L'esercizio del dubbio a volte è un espediente retorico-argomentativo, come in Descartes, altre è un strumento di manipolazione (Così fan tutte) e altre ancora è una malattia (nevrosi ossessiva).

Non fidarsi di nulla e nessuno non è affatto bello e può essere ascrivibile a una delle cose che scrivi... al contempo non puoi mai essere certo, fino a prova contraria, che ciò che è stato scritto corrisponda a (totale o parziale) realtà.

Sia la verità che la menzogna possono dunque essere "espediente retorico-argomentativo", "strumento di manipolazione" e "nevrosi ossessiva".

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2 ore fa, Conte Caramella dice:

Non fidarsi di nulla e nessuno non è affatto bello e può essere ascrivibile a una delle cose che scrivi... al contempo non puoi mai essere certo, fino a prova contraria, che ciò che è stato scritto corrisponda a (totale o parziale) realtà.

Sia la verità che la menzogna possono dunque essere "espediente retorico-argomentativo", "strumento di manipolazione" e "nevrosi ossessiva".

Sì ma la "prova contraria" è a carico di chi dubita. Se io domattina, per ritagliarmi il mio quarto d'ora di celebrità o perché semplicemente uscito matto, iniziassi a mettere in dubbio la paternità della Divina Commedia dovrei iniziare anche a fornire argomenti e prove consistenti, incontrovertibili. L'alternativa è il vaniloquio.

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15 ore fa, zeitnote dice:

Sì ma la "prova contraria" è a carico di chi dubita. Se io domattina, per ritagliarmi il mio quarto d'ora di celebrità o perché semplicemente uscito matto, iniziassi a mettere in dubbio la paternità della Divina Commedia dovrei iniziare anche a fornire argomenti e prove consistenti, incontrovertibili. L'alternativa è il vaniloquio.

Concordo. Tuttavia, qui sotto "bollono" in stile slow cooking questioni assai rilevanti. La natura della classificazione (fonti primarie, secondarie eccetera), il rapporto di "relatività" fra quelle, lo status e le finalità di ciò che noi chiamiamo "storia" (cioè storiografia). Si potrebbe proseguire con la natura del ragionamento giuridico (soprattutto in ambito common law, basti pensare ai concetti di "onere della prova" o di "oltre il ragionevole dubbio" ... ) e dulcis in fundo la differenza o l'identificazione, di origine platonica e quindi "tecnicamente" filosofica, fra verità e certezza. Ma tutto ciò credo sia OT e quindi mi fermo. Non vorrei che dal porno si concludesse con il dormo.

NR 

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1 ora fa, Neutral Reader dice:

Concordo. Tuttavia, qui sotto "bollono" in stile slow cooking questioni assai rilevanti. La natura della classificazione (fonti primarie, secondarie eccetera), il rapporto di "relatività" fra quelle, lo status e le finalità di ciò che noi chiamiamo "storia" (cioè storiografia). Si potrebbe proseguire con la natura del ragionamento giuridico (soprattutto in ambito common law, basti pensare ai concetti di "onere della prova" o di "oltre il ragionevole dubbio" ... ) e dulcis in fundo la differenza o l'identificazione, di origine platonica e quindi "tecnicamente" filosofica, fra verità e certezza. Ma tutto ciò credo sia OT e quindi mi fermo. Non vorrei che dal porno si concludesse con il dormo.

NR 

Mah, vedi NR io qui non scomoderei un bel niente, perché tutto questo agitarsi sulle attribuzioni e le fantasticherie annesse alla fine non mi appassionano. In questa mia mancanza di afflato per la ruminante indagine filologico-storico-investigativo-indiziaria sono rozzo e triviale : a me basta che ci sia l'opera d'arte e che possa fruirne, in questo caso la musica che storia ha voluto cadesse sotto l'etichetta "Mozart". A questo aggiunti che nutro una naturale avversione per gli iconoclasti della domenica.

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33 minuti fa, zeitnote dice:

... a me basta che ci sia l'opera d'arte e che possa fruirne, in questo caso la musica che storia ha voluto cadesse sotto l'etichetta "Mozart". A questo aggiunti che nutro una naturale avversione per gli iconoclasti della domenica.

Posizione che mi sento di condividere in grande parte. Comprensibile se consideri che giunsi alla vicenda "Taboga" e prosecutori da quello che fu il mio storico ambito di formazione e specializzazione, cioè la filosofia e la scienza della politica (in particolare lo studio della mentalità complottistica). È un puro frutto del caso ch'io sia anche appassionato dilettante di musica d'arte (o come la vogliono chiamare gli addetti ai lavori).

NR

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49 minuti fa, Neutral Reader dice:

Posizione che mi sento di condividere in grande parte. Comprensibile se consideri che giunsi alla vicenda "Taboga" e prosecutori da quello che fu il mio storico ambito di formazione e specializzazione, cioè la filosofia e la scienza della politica (in particolare lo studio della mentalità complottistica). È un puro frutto del caso ch'io sia anche appassionato dilettante di musica d'arte (o come la vogliono chiamare gli addetti ai lavori).

NR

All'università ho imparato ad amare i lavori di Carl Gustav Hempel
41569pcityL._SX314_BO1,204,203,200_.jpg 0009910_come-lavora-uno-storico.jpeg
La lettura di questi libri è sempre fonte di ispirazione.

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2 ore fa, zeitnote dice:

All'università ho imparato ad amare i lavori di Carl Gustav Hempel
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La lettura di questi libri è sempre fonte di ispirazione.

Quella copertina giallo ocra della vecchia collana Feltrinelli di epistemologia mi porta indietro di 35 anni ... ma non desidero scadere nel nostalgico-sentimentale. Piuttosto, un consiglio se sei interessato a queste tematiche: leggi il Carlo Ginzburg più recente. Ha scritto cose straordinarie (come del resto ha sempre fatto). Per esempio: Il filo e le tracce. Vero, falso, finto (Feltrinelli) e  Rapporti di forza. Storia, retorica, prova (Feltrinelli). Ginzburg è il nostro Quentin Skinner e non potremo mai essergli sufficientemente grati per il suo insuperabile magistero. Di Antiseri ho meno stima ... Ma ora basta.

NR

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21 ore fa, zeitnote dice:

Sì ma la "prova contraria" è a carico di chi dubita. Se io domattina, per ritagliarmi il mio quarto d'ora di celebrità o perché semplicemente uscito matto, iniziassi a mettere in dubbio la paternità della Divina Commedia dovrei iniziare anche a fornire argomenti e prove consistenti, incontrovertibili. L'alternativa è il vaniloquio.

Ovvio.

Ma non è detto che chi operi questo tipo di studi lo faccia perchè - come dici tu - cerchi celebrità o sia matto. Mi sembra una forzatura bella e buona, anche perchè ci son ben altri e comodi modi di cercar celebrità, evitando di fare e subire insulti.

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6 ore fa, Neutral Reader dice:

... Non vorrei che dal porno si concludesse con il dormo.

NR 

:lol:

Bè, in tal caso ogni tanto puoi postare qualche filmino... [CENSURA]

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4 ore fa, zeitnote dice:

Mah, vedi NR io qui non scomoderei un bel niente, perché tutto questo agitarsi sulle attribuzioni e le fantasticherie annesse alla fine non mi appassionano. In questa mia mancanza di afflato per la ruminante indagine filologico-storico-investigativo-indiziaria sono rozzo e triviale : a me basta che ci sia l'opera d'arte e che possa fruirne, in questo caso la musica che storia ha voluto cadesse sotto l'etichetta "Mozart". A questo aggiunti che nutro una naturale avversione per gli iconoclasti della domenica.

Questo è però un tuo giudizio soggettivo, che rispetto, e non un'argomentazione.

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25 minuti fa, Conte Caramella dice:

Ovvio.

Ma non è detto che chi operi questo tipo di studi lo faccia perchè - come dici tu - cerchi celebrità o sia matto. Mi sembra una forzatura bella e buona, anche perchè ci son ben altri e comodi modi di cercar celebrità, evitando di fare e subire insulti.

La celebrità suscita sempre invidie, per cui gli insulti sono inevitabili.
La celebrità si declina in molti modi, per quelli più facili bisogna avere il fisico. A coloro che non ce l'hanno tocca cercare gloria nelle lettere. :D 

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«Si vocifera che il breve dramma di Puskin [“Mozart e Salieri”, ndr] sia alla base della pièce teatrale in due atti scritta da Peter Shaffer nel 1978. Il suo “Amadeus”, che tradotto letteralmente significa “L’amato dagli dèi”, ossia “Wen die Götter lieben” [titolo di un film biografico tedesco del 1942, dedicato a Mozart, non a torto aspramente criticato dagli autori qualche pagina prima, ndr], fu rappresentato nel 1979 al Royal National Theatre di Londra». (BIANCHINI e TROMBETTA, "Mozart - La caduta degli dèi", p. 60).

Desta meraviglia che in 4-righe-4 si possano dire tante sciocchezze.

1. Shaffer ha pubblicamente dichiarato di non aver letto Puskin, prima di stendere il suo dramma, in un’intervista televisiva del 1981  (cfr. M. BIDNEY, “Thinking about God and Mozart: The Salieris of Pushkin and Peter Shaffer”, in «The Slavic and East European Journal», vol. 30, n. 2, 1986, pp. 183-195), e come del resto risulta evidente da un confronto tematico e drammaturgico tra i due drammi (anche solo per il fatto che in Puskin Salieri uccide Mozart, cosa che non accade in Shaffer). Qualora si voglia mettere in dubbio la parola dell’autore, sarebbe necessaria una qualche prova (ma, in genere, B&T non si fanno tanti scrupoli). Qui, invece, ci si affida a un formidabile «si vocifera», per il quale cfr. infra, punto 3.

2. “Amadeus” non significa affatto, etimologicamente, “l’amato dagli dèi”, bensì “colui che ama Dio”. Il titolo del film tedesco, ovviamente, non ha nulla a che fare con il nome di Mozart, ma cita il celeberrimo frammento di Menandro “muore giovane colui che è caro agli dèi”. Avessero letto anche solo “Amore e morte” di Leopardi, lo ricorderebbero …

3. Quel «si vocifera» poi, dicevo, è un assoluto capolavoro. Si vocifera dove? Al bar? In piazza? In parrocchia? Nei corridoi dell’Istituto Comprensivo di Sondrio? Meriterebbe un capitolo a parte, naturalmente, lo stupro della lingua italiana spesso perpetrato dai due, su cui volentieri sorvoliamo. Ma la dice lunga, in ogni caso, del background culturale di tutta la prima parte del libro, dedicata alla costruzione del “mito” mozartiano da parte dei malefici tedeschi contro i teneri e indifesi italiani.

Rimane comunque un interrogativo: se si vuol valorizzare un Leo, un Jommelli, un Lotti, fino a Paisiello, Cambini, Boccherini e chi volete voi (compreso Luchesi) perché non scrivere saggi su di loro, indicandone la "grandezza" (e qui sarebbe interessante apprendere da B&T il loro punto di vista critico), inscrivendone l’opera in un più ampio contesto biografico e culturale, invece che sparare fesserie su Mozart (e Haydn, Beethoven, Bach, Schubert: ce n’è per tutti, in questa perversa forma di razzismo culturale al contrario…)? Ma i due musicologi sondriesi e per di più caucasoidi (absit iniuria verbis), per ora, si accontentano di un bolso pot-pourri in stile Torrefranca-Taboga e confidano in YouTube riguardo le magnifiche sorti e progressive della musica e dei musicisti italiani fino ad oggi ingiustamente oscurati dall'imperialismo culturale tedesco.

NR (Mario Bracca da Facebook)

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Questi due B&T danno lezione a modo loro: evitateli!

 

Cito, secondo le norme vigenti, dalla Caduta degli dei, parte I, p. 35:

«Con tutti i limiti che può avere una schematizzazione, le espressioni letterarie, filosofiche, artistiche della cultura occidentale seguono una scansione comune.

Barocco: fine 1500-tutto 1600.
Arcadia: fine 1600-inizi 1700.
Illuminismo: prima metà 1700.
Rococò: 1730-1760.
Neoclassicismo: seconda metà 1700.
Preromanticismo: seconda metà del 1700.
Sturm und Drang: 1765-1785.
Romanticismo: prima metà 1800.
Realismo: seconda metà 1800.
Naturalismo: fine 1800.
Verismo: fine 1800.

Per Beethoven, contemporaneo di quel pilastro dell’arte romantica tedesca che fu Caspar David Friedrich (1774-1840) si parlerà allo stesso modo di romanticismo e non di classicismo».

NR (Michele Girardi da Facebook)

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