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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2017

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Nessuno come Rosvaenge sa rendere, come qui in Lohengrin, il concetto di "eroica narrazione". Ciò è possibile anche grazie ad una voce educata ad ogni tipo di emissione, che la tecnica rende straordinariamente omogenea e duttile

A Super in controdedica.

Estendo a miasko,Endy, kraus, Maja, nitriero, Zeit e Giordano.

 

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1 ora fa, Majakovskij dice:

sì è vero, a cominciare dalla costruzione del suono orchestrale, che in Dutoit ha una filigrana meno spessa e meno fondata... poi tende a fare il contrario, cioè a enfatizzare ciò che succede "sopra" e tenere in background quel che accade "sotto".... quella continuità che davano i registri gravi, quella forza propulsiva viene a mancare, ci sono una serie di episodi più o meno caratterizzati da particolari colori e atmosfere che si susseguono, alternati ad esplosioni che in questo caso appaiono più violente e accentuate, creando delle momentanee cesure nel discorso... per Dutoit Roussel rimane un compositore neoclassico con un coté impressionista, anche nelle sinfonie, la sua lettura asseconda al massimo quest'idea che ha del compositore, cioè di un autore colorista, evocativo, a limite narrativo, dall'altro le sue (del direttore) stesse qualità, per l'appunto vincenti nell'interpretazione di quei caratteri (della serie, pur volendo, avrebbe realisticamente potuto tirar fuori qualcosa di diverso con i mezzi a sua disposizione? si torna sempre al discorso dell'attitudine dell'interprete che si deve incontrare con lo stile della partitura che va ad interpretare)... l'effetto quindi è inevitabilmente "a quadri", da poema sinfonico o balletto, il che probabilmente banalizza, seppure in maniera involontaria, l'idea originaria della sinfonia. Non direi che Dutoit sia superficiale, quel che fa lo fa bene, solo lo fa sulla musica sbagliata :P In effetti, ora che conosco un altro punto di vista, mi viene spontaneo riconsiderare il ruolo di Roussel nell'esperienza del '900 storico francese.

Altri suggerimenti per Roussel? a livello di interpretazioni del suo catalogo sinfonico...

figurati, a me piace pure Dutoit in Roussel, anche se non in quelle due sinfonie, lo preferisco in assoluto nei balletti. Come dicevo già alcuni giorni addietro, quando si trova a poter giocare sui timbri (in questo è stato un grande direttore) e sulla libertà ritmica allora ottiene grandi risultati. Le sue quattro sinfonie di Roussel risentono di questo approccio, essendo le ultime due ricche di spunti presi dal balletto e di tratti tipici del neoclassicismo francese riesce a risolvere le esecuzioni. Il problema è che Roussel non è stato solo un compositore neoclassico e tanto meno un epigono del post impressionismo. Sono due equivoci duri a morire.

Mah, il Roussel sinfonico è poco frequentato in disco, in genere ci si ferma sempre sui soliti tre-quattro pezzi (ultime due Sinfonie, la Suite per orchestra, suites dai balletti Bacchus e Festin). Al di là dei grandi dischi di Martinon, Dutoit, Munch, Bernstein, Cluytens, Pretre non credo ci sia poi questo gran che. Neppure tutti i direttori elencati lo hanno inciso diffusamente, spesso limitandosi a una o due opere. Quello che ha fatto di più, nelle generazioni passate, mi pare sia stato proprio Martinon. Negli ultimi anni si è fatto notare molto Denève per Naxos, che ha avuto diversi premi e ampia considerazione critica, ma ho ascoltato poco e senza particolare interesse, mi pare un altro superficiale o, comunque, non all'altezza dei predecessori. Jarvi ha pubblicato un disco di un certo successo con les suites dai balletti e un paio di sinfonie, ma è un altro direttore che ha sbagliato repertorio. E' un compositore che tira poco presso il pubblico, molti suoi pezzi sono praticamente sconosciuti ai più e, di conseguenza, godono di rare incisioni... per citarne qualcuno: balletto Aenéas, il Concerto per pianoforte, la 1a Sinfonia, Padmavati.

---

Schmitt: Psaume 47, per soprano, coro e orchestra con organo

Andréa Guiot, soprano; ORTF e Maitrise de l'ORTF diretti da Martinon

una delle esecuzioni memorabili del boxone Martinon-Erato.

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Con tutto il rispetto per Ravel, una delle cose più noiose che abbia mai sentito. Ufficialmente pentito di aver comprato questo cd :(
(è la prima delusione che ricevo dalla musica di Ravel)

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Joseph Haydn

Sinfonia n.94 in sol maggiore

Philharmonia Hungarica

diretta da Antal Dorati

... ancora e ancora Papà Haydn ...

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inspiegabile l'assenza di pezzi come questo dai repertori pianistici... 

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18 ore fa, Nitriero Cavalleone dice:

81qVA5k5YGL._SY355_.jpg

Con tutto il rispetto per Ravel, una delle cose più noiose che abbia mai sentito. Ufficialmente pentito di aver comprato questo cd :(
(è la prima delusione che ricevo dalla musica di Ravel)

che strano, a me pare, invece, una delle poche cose veramente interessanti di Ravel ;) 

---

stasera si torna bambini, questo disco è stato uno dei primi ascoltati di Mahler in vita mia. Di sicuro la mia prima 4a

Mahler: Sinfonia n.4

von Stade, Wiener, Abbado

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28 minuti fa, Madiel dice:

stasera si torna bambini, questo disco è stato uno dei primi ascoltati di Mahler in vita mia. Di sicuro la mia prima 4a

Mahler: Sinfonia n.4

von Stade, Wiener, Abbado

"In realtà avevamo quasi tutti i nostri vizietti nascosti, e quando eravamo ben certi che babbo e mamma se n'erano andati a dormire, prendevamo di soppiatto dagli scaffali la Sinfonia «della Resurrezione» diretta da Klemperer o lo Heldenleben diretto da Mengelberg, chiedendoci come sarebbe stato il mondo senza tutte quelle complicazioni del dovere essere «in» ad ogni costo".

(Glenn Gould, L'ala del turbine intelligente)

:P

Joseph Haydn

Sinfonia n.95 in do minore

Philharmonia Hungarica

diretta da Antal Dorati

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30 minuti fa, glenngould dice:

"In realtà avevamo quasi tutti i nostri vizietti nascosti, e quando eravamo ben certi che babbo e mamma se n'erano andati a dormire, prendevamo di soppiatto dagli scaffali la Sinfonia «della Resurrezione» diretta da Klemperer o lo Heldenleben diretto da Mengelberg, chiedendoci come sarebbe stato il mondo senza tutte quelle complicazioni del dovere essere «in» ad ogni costo".

(Glenn Gould, L'ala del turbine intelligente)

:P

 

mhmmmhhh.... in tutta sincerità, la Quarta è stata un vizietto, neppure tanto nascosto, attorno ai sedici-diciasette anni, ero sinceramente convinto che fosse grande musica. Poi scoprii poco alla volta altre sinfonie mahleriane e la Quarta iniziò a scivolare nel dimenticatoio. E' stata la prima a essere depennata dalla lista opere mahleriane preferite :o Diverse altre sinfonie, come la 1a, la 2a, la 6a, la 7a e la 9a, hanno mantenuto intatto il loro fascino e la mia predilezione nel corso dei decenni. Adesso, ogni qual volta che la riascolto la trovo quasi insopportabile. E' una musica da ragazzini proprio :wacko:. Riguardo all'edizione di Abbado, non la sentivo da una vita... il movimento Ruhevoll è pesantissimo, non finisce più, ha qualcosa di fasullo, o per meglio di dire di atteggiato, non suona mai convinto e convincente. Notavo che nelle edizioni successive in disco lo ha dimezzato di circa quattro minuti, e penso con ragione. Mentre da ragazzino idolatravo Mahler, detestavo Strauss (più che altro perché lo conoscevo poco e lo capivo ancor meno). Adesso la situazione si è equilibrata, vado in sollucchero con Ein Heldenleben senza ritegno :girl_hospital::rofl:

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7 minuti fa, glenngould dice:

"In realtà avevamo quasi tutti i nostri vizietti nascosti, e quando eravamo ben certi che babbo e mamma se n'erano andati a dormire, prendevamo di soppiatto dagli scaffali la Sinfonia «della Resurrezione» diretta da Klemperer o lo Heldenleben diretto da Mengelberg, chiedendoci come sarebbe stato il mondo senza tutte quelle complicazioni del dovere essere «in» ad ogni costo".

sennò le avrebbe prese di santa ragione! se assunta in tenera età è roba che ti rovina il cervello definitivamente, altro che alcool e spinelli :cat_lol:

°°°°°

... ma in fondo anche io sto ascoltando una roba un po' trombo-socialista, benchè in un'esecuzione maiuscola:

dopo una decima moscia e piatta e una settima stupefacente, Paavone nostro firma una quinta emozionante, malinconica più che tragica, cameristica, che nel finale sa prendere quota grazie alla sua ormai caratteristica bacchetta aerea. 

@Antheil unico dedicatario possibile, si dovesse riaffacciare per caso...

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2 minuti fa, Madiel dice:

mhmmmhhh.... in tutta sincerità, la Quarta è stata un vizietto, neppure tanto nascosto, attorno ai sedici-diciasette anni, ero sinceramente convinto che fosse grande musica. Poi scoprii poco alla volta altre sinfonie mahleriana e la Quarta iniziò a scivolare nel dimenticatoio. E' stata la prima a finire depennata dalla lista opere mahleriane preferite :o Diverse altre sinfonie, come la 1a, la 2a, la 6a, la 7a e la 9a, hanno mantenuto intatto il loro fascino e la mia predilezione nel corso dei decenni. Adesso, ogni qual volta che la riascolto la trovo quasi insopportabile. E' una musica da ragazzini proprio :wacko:. Riguardo all'edizione di Abbado, non la sentivo da una vita... il movimento Ruhevoll è pesantissimo, non finisce più, ha qualcosa di fasullo, o per meglio di dire di atteggiato, non suona mai convinto e convincente. Notavo che nelle edizioni successive in disco lo ha dimezzato di circa quattro minuti, e penso con ragione. Mentre da ragazzino idolatravo Mahler, detestavo Strauss (più che altro perché lo conoscevo poco e lo capivo ancor meno). Adesso la situazione si è equilibrata, vado in sollucchero con Ein Heldenleben senza ritegno :girl_hospital::rofl:

Esatto, perchè lo stesso Mahler in realtà non ne sembra convinto e, manco a dirlo, peggiorerà la situazione con l'Adagietto della Quinta, vero inno al piagnisteo più becero:D. Nota poi come le circostanze della vita renderanno Mahler più essenziale, scheletrico (pensa alla conclusione della Nona). E' la differenza che passa tra il fare l'addolorato ed esserlo per davvero.

visto che ci siamo

Richard Strauss

Ein Heldenleben op.40

Concertgebouw di Amsterdam

diretto da Willem Mengelberg

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4 ore fa, glenngould dice:

Esatto, perchè lo stesso Mahler in realtà non ne sembra convinto e, manco a dirlo, peggiorerà la situazione con l'Adagietto della Quinta, vero inno al piagnisteo più becero:D. Nota poi come le circostanze della vita renderanno Mahler più essenziale, scheletrico (pensa alla conclusione della Nona). E' la differenza che passa tra il fare l'addolorato ed esserlo per davvero.

esatto!

 

oddioddioddio, più fasullo dell'Adagietto non si può proprio... sono le pagine in cui Mahler tocca il fondo :wacko::wacko: 

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segue il primo quartetto, di poco successivo alla stesura della sinfonia di cui sopra... 

MI0001116819.jpg

da quando ho scoperto l'interpretazione del quartetto Danel, intensa ed aerea (appunto) allo stesso tempo, sono diventati il mio personale riferimento.

°°°°

1 minuto fa, Madiel dice:

oddioddioddio, più fasullo dell'Adagietto non di può proprio... sono le pagine in cui Mahler tocca il fondo :wacko::wacko: 

a proposito di falsità, sono da sempre stato convinto che Karajan incise questa sinfonia esclusivamente per l'Adagietto, non si poteva lasciar sfuggire un'occasione così ghiotta :P

Ultimamente è perfetta colonna sonora degli altrettanto patinati spot GUCCI:

 molto glamour.

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1 ora fa, glenngould dice:

Esatto, perchè lo stesso Mahler in realtà non ne sembra convinto e, manco a dirlo, peggiorerà la situazione con l'Adagietto della Quinta, vero inno al piagnisteo più becero:D.

al di là delle considerazioni personali, in effetti ci sono direttori che lo hanno reso più scorrevole. Riguardo a incisioni quasi coeve a quella in questione, penso a un eccellente Inbal, che in questa sinfonia per me è un riferimento. Abbado ci ha messo del suo a renderlo fasullo, o per meglio dire a renderlo come lo vorrebbe la massa degli ascoltatori mahleriani: sciropposo.

53 minuti fa, Majakovskij dice:

 

a proposito di falsità, sono da sempre stato convinto che Karajan incise questa sinfonia esclusivamente per l'Adagietto, non si poteva lasciar sfuggire un'occasione così ghiotta :P

 

 

potrebbe anche essere, ma la 5a di von K. è il suo primo approccio con Mahler e si percepisce che è ancora ben poco convinto. Non mi sento di considerare la sua 5a come un riferimento indipendentemente dal mio pensiero sul direttore e l'opera.

---

Satie: Les Aventure de Mercure (1924)

Utah SO diretta da Maurice Abravanel

 

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Guest Virgin12
On 1 gennaio 2017 at 15:06, Madiel dice:

benvenuta in forum! :D

 

Grazie. :axehead:

....

 

 

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12 minuti fa, dioniso1889 dice:

Grazie. :axehead:

....

 

 

adesso lo sai che cosa ti succede ? ^_^ Anno nuovo, ban nuovo :rofl:

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Grieg, Peer Gynt (Musiche di scena complete).

A quanti debba controdediche.

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4 ore fa, Madiel dice:

che strano, a me pare, invece, una delle poche cose veramente interessanti di Ravel ;)

Ti dirò, Madiel, ammetto di essere stato un po' precipitoso nel giudizio. Ho riascoltato oggi L'Enfant et les Sortilèges con più attenzione, libretto alla mano, e devo dire che ci sono passaggi molto godibili ed addirittura geniali (il foxtrot del dialogo tra la tazzina cinese e la teiera, mi pare, il rumoreggiare degli animali ecc.)... insomma, tutta un'altra cosa rispetto all'impressione datami dall'ascolto più distratto di ieri.
L'impressione di "pallosetto" me l'ha data più che altro l' Heure Espagnole. La riascolterò con più concentrazione, promesso. ;)

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1 ora fa, Nitriero Cavalleone dice:

Ti dirò, Madiel, ammetto di essere stato un po' precipitoso nel giudizio. Ho riascoltato oggi L'Enfant et les Sortilèges con più attenzione, libretto alla mano, e devo dire che ci sono passaggi molto godibili ed addirittura geniali (il foxtrot del dialogo tra la tazzina cinese e la teiera, mi pare, il rumoreggiare degli animali ecc.)... insomma, tutta un'altra cosa rispetto all'impressione datami dall'ascolto più distratto di ieri.
L'impressione di "pallosetto" me l'ha data più che altro l' Heure Espagnole. La riascolterò con più concentrazione, promesso. ;)

forse è vero per l'Heure, opera più tradizionale e molto francese nella sua stilizzazione estrema di un ambiente, potrebbe sembrare in effetti abbastanza monotona. L'Enfant sta senz'altro su un altro livello. Il disco è magnifico, tra i capisaldi del repertorio discografico raveliano, da avere comunque. Recentemente stavo per comprarlo pure io, ma ho desistito perché devo prendere Ravel a piccole dosi :o 

Ricambio e dedico a te e ai "francesi" del forum un compositore che non mi stancherò mai di consigliare

Roger-Ducasse: Marche Française

Orchestra Sinfonica della Renania-Palatinato diretta da Leif Segerstam

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36 minuti fa, Madiel dice:

forse è vero per l'Heure, opera più tradizionale e molto francese nella sua stilizzazione estrema di un ambiente, potrebbe sembrare in effetti abbastanza monotona. L'Enfant sta senz'altro su un altro livello. Il disco è magnifico, tra i capisaldi del repertorio discografico raveliano, da avere comunque. Recentemente stavo per comprarlo pure io, ma ho desistito perché devo prendere Ravel a piccole dosi :o 

Ricambio e dedico a te e ai "francesi" del forum un compositore che non mi stancherò mai di consigliare

Roger-Ducasse: Marche Française

Orchestra Sinfonica della Renania-Palatinato diretta da Leif Segerstam

Grazie ;)

Dunque, considera l'Enfant riascoltato oggi (e riconsiderato) come la mia controdedica.

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20 ore fa, Madiel dice:

oddioddioddio, più fasullo dell'Adagietto non si può proprio... sono le pagine in cui Mahler tocca il fondo :wacko::wacko: 

Bisogna però ammettere che gli dà un senso inserendo il tema trasformato nel finale (un po' caciarone, è vero, ma era il Mahler che stava cercando il suo equilibrio).

Ho iniziato l'anno ascoltando musica russa (il bel cd di Solti con la London Symphony) e proseguo quindi.

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Risultati immagini per classic voice vivaldi sonate à violino solo

Ed eccolo, il disco-palla del mese: non si tratta d'una specie recentemente scoperta (ché anzi è vecchia come il mondo), bensì una delle mie ultime, incaute acquisizioni. Sì, perché dal momento che sono molto furbo, ho fatto passare questo CD per un regalo natalizio, ma in realtà me l'ero accattato io poco prima dell'agognata festività e pertanto non avrei scusanti a favore; d'altronde siamo in guerra e la causa reazionaria si serve anche spacciando un acquisto colpevole proprio per un innocente regalo altrui.

Ora non è che, a fronte della condanna ùnanime del qui presente forum, il disco sopra esposto faccia schifo e/o pena. È uno dei tanti CD ordinari che costellano il firmamento musicale italiano e, devo ammetterlo senza però confessare come, ne ho tratto comunque il mio disonestissimo tornaconto, tra l'altro senza neppure sospettarlo nel momento in cui ho comprato la rivista Clasic Voice, non senza fare il mio puntuale e insopportabile sfoggio di capacità musical-riconoscenziali ("Questa che Lei sta ascoltando in questo momento è l'ultima Sonata per piano di Haydn!"), visto che lo sventurato edicolante stava proprio ascoltando musica classica quando sono entrato nella sua bottega.

Ma si diceva che le Suonate vivaldiane à violino solo, vuoi per l'esecuzione, vuoi per la loro effettiva seppur modesta consistenza, non fanno così schifo come aspettàvomi; in genere se ne rintraccia il meglio nei punti in cui si richiede al solista di sciorinare il proprio virtuosismo (rivolgersi in merito alla Sonata VII in do minore RV 6, non malvagia), pur ricadendo abbastanza pesantemente di livello nel corso dei numerosi adagi o tempi poco mossi (due su quattro per sonata, e ciò non è simpatico). Per quanto non convenzionalissimo, l'accompagnamento (sembra un organo e invece è una tiorba, all'occorrenza spalleggiata da un clavicembalo, da un violoncello e da un contrabbasso) non aiuta a digerire il fluire spesso monotono dei pensieri musicali.

Alla fine del disco trovi un regaletto inatteso per chi ha avuto la pazienza, come il sottoscritto, di ascoltare fino alla fine: una Corrente (Allegro, dalla Sonata V in sib maggiore RV 759) che ha tutta l'apparenza di un minuetto e, per 3 minuti primi e 45 secondi, fa di Vivaldi un preveggente.

Pare incredibile, per noi zerocenteschi di professione o costrettivi a forza, pensare ad un minuetto (foss'anche quello di Califano) come a un anticipo del futuro: eppure in tal caso (alle soglie del 1720) doveva essere così, o quanto meno era un ritmo che non s'era ancora tanto diffuso nella musica classica. 

 

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Non avendo il coraggio di controdedicare a Pink il disco appena recensito (comunque migliore di quello sconcertante con le musiche di Allaga per cymbalum in cui sono incappato pochi giorni fa), cerco rimedio & redenzione con quest'altro CD un minimo più interessante:

Risultati immagini per ottorino respighi concerto all'antica

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