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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2017

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2 ore fa, Alucard dice:

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disco bellissimo. 

Canzoni moralizzanti eseguite dal gruppo Sollazzo! E chi dice che la morale deve essere greve?! :D 

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questa mi sta già simpatica, e sembra pure bravina...

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Bruckner, Gielen, Sinfonie
Orchestra SWR di Baden Baden - Friburgo, e Orchestra della Radio di Saarbrucken

Mi mancano ancora quasi tutta l'Ottava e naturalmente la Nona, preferisco finire di ascoltare tutto prima di scrivere le mie impressioni, peraltro già abbondantemente definite.
Unica anticipazione: ascolto super positivo.
Appuntamento tra qualche giorno nel topic dedicato ad Anton Bruckner!

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Mi spiace, no signori.
Visto che (ve lo anticipo), la Quarta di Gielen è immensa (almeno, a mio giudizio), ho voluto ascoltarne un'altra, anch'essa eseguita nella prima versione (opta per la 1874 anche Gielen).
Per me è un no. Asma, mal di mare, barcollio. Questo mi comunica una simile lettura, squinternata nei tempi, sfilacciata e totalmente priva di coerenza interna nell'agogica. Sono rimasto sconcertato. Se davvero si tratta di una scelta interpretativa, posso dire di esserne lontano anni luce.

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56 minuti fa, Wittelsbach dice:

Mi spiace, no signori.
Visto che (ve lo anticipo), la Quarta di Gielen è immensa (almeno, a mio giudizio), ho voluto ascoltarne un'altra, anch'essa eseguita nella prima versione (opta per la 1874 anche Gielen).
Per me è un no. Asma, mal di mare, barcollio. Questo mi comunica una simile lettura, squinternata nei tempi, sfilacciata e totalmente priva di coerenza interna nell'agogica. Sono rimasto sconcertato. Se davvero si tratta di una scelta interpretativa, posso dire di esserne lontano anni luce.

massì Norrington non c'entra nulla con quegli autori, e in generale non credo sia direttore per te, non so come ti sia venuto in mente :D Poi, lo dicevo altrove, si è ostinato a voler abolire completamente il vibrato, secondo la teoria per la quale le orchestre hanno cominciato ad usarlo dopo il 1940 (da quel che si sente dalle registrazioni d'epoca il vibrato era usato anche prima, ma molto più selettivamente di quanto non accadrà nel dopoguerra, quando entrò in uso il "vibrato cronico"). Dirò che mi è piaciuta però la sua terza sinfonia di Vaughan Williams, ma è un caso particolare (e musica particolare).

Sarebbe ora che qualcuno portasse avanti uno studio filologico serio su Bruckner, sui tempi verosimilmente usati, il vibrato, gli strumenti ecc. Se su Brahms si è fatto ancora poco, su Bruckner non s'è fatto quasi niente (conosco solo Venzago su CPO che c'ha provato). I giovani, per quanto ne so, si sono mossi tutti più o meno nel solco della tradizione (compreso Schaller, proprio su Hassler). A 'sto punto, tradizione per tradizione, meglio qualche vecchio direttore più di nicchia come Gielen, Blomstedt, Rogner, Wand, che non i soliti nomi blasonati che si sono imposti decenni fa sul mercato (DG ed EMI da evitare, soprattutto). 

Sarebbe da ascoltare questo:

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potrebbe essere meraviglioso come altamente deludente... trovo Rosbaud eccellente nel repertorio del primo '900 ma abbastanza indietro (rispetto anche a colleghi della sua stessa epoca) sul repertorio classico (Mozart, Beethoven ecc), quindi boh.

°°°°

Sempre dal catalogo Challenge, un altro giovane pianista alle prese con un repertorio troppo troppo poco frequentato, ma meritevole di ampia riscoperta:

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Non mi sembra neanche, a dirla tutta, che quella roba di Norrington parta da presupposti filologici o innovativi come quelli di cui parli. C'è solo una irritante mancanza di respiro della musica.

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On 13/11/2017 at 08:13, zeitnote dice:

Urca, troppo per le mie sinapsi. :D

:D

 

8 ore fa, Majakovskij dice:

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questa mi sta già simpatica, e sembra pure bravina...

Curioso accostamento, soprattutto perché, da quanto ne so, Stravinsky non amasse molto Beethoven.

 

Honegger, Martin, Martinu: Chamber Music, Concertos by Philips

Martinu

Concerto per oboe

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Piotr Ilic CIAIKOVSKY
Quartetto per archi n. 1 in re maggiore op. 11

Quartetto Keller

Bellissima questa interpretazione dei Keller, che fanno del pudore espressivo la loro cifra stilistica in un'opera che invece permetterebbe smancerie plateali (come avviene in molte esecuzioni, soprattutto di complessi russi). In questo modo la musica parla in modo intimo e asciutto e rivela dettagli che approcci più passionali e chiassosi nascondono o lasciano sullo sfondo.

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14 ore fa, Majakovskij dice:

massì Norrington non c'entra nulla con quegli autori, e in generale non credo sia direttore per te, non so come ti sia venuto in mente :D Poi, lo dicevo altrove, si è ostinato a voler abolire completamente il vibrato, secondo la teoria per la quale le orchestre hanno cominciato ad usarlo dopo il 1940 (da quel che si sente dalle registrazioni d'epoca il vibrato era usato anche prima, ma molto più selettivamente di quanto non accadrà nel dopoguerra, quando entrò in uso il "vibrato cronico"). Dirò che mi è piaciuta però la sua terza sinfonia di Vaughan Williams, ma è un caso particolare (e musica particolare).

Infatti, è una mega boiata di Norrington. Basta leggere i resoconti di Herbert Borodkin e Herman Martonn, che suonarono con Mahler a inizio 900 sia a Vienna che a New York, per capire che il vibrato era onnipresente, sicuramente molto più di oggi, ma anche molto più usato rispetto agli anni 60...“ Mahler used a lot more vibrato than most conductors do today (1964!). He insisted on it. He asked for it. When you played a melodic tune, you would have to use a lot of vibrato and sing, as he called it.”

Su Bruckner, potrebbe essere interessante (anche se come direttore non mi entusiasma granchè) l'integrale di Bolton, recentemente ristampata, con l'orchestra del Mozarteum di Salisburgo. Rosbaud non mi convince, poi l'audio è mediocre.

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Bruckner, Quarta, Wiener Philharmoniker, Haitink

Versione molto ma molto migliore che non la "classica" dell'integrale col Concertgebouw.
Ascolterò anche la più recente con la LSO.

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4 ore fa, Ives dice:

Infatti, è una mega boiata di Norrington. Basta leggere i resoconti di Herbert Borodkin e Herman Martonn, che suonarono con Mahler a inizio 900 sia a Vienna che a New York, per capire che il vibrato era onnipresente, sicuramente molto più di oggi, ma anche molto più usato rispetto agli anni 60...“ Mahler used a lot more vibrato than most conductors do today (1964!). He insisted on it. He asked for it. When you played a melodic tune, you would have to use a lot of vibrato and sing, as he called it.”

sì esistono diversi trattati che dicono la stessa cosa, più che altro come dicevo prima il "vibrato" era una risorsa espressiva che veniva usata per sottolineare alcuni passaggi melodici in alcuni comparti selettivamente... nei video di Mengelberg degli anni '30 si nota come ad esempio i violini vibrino ampiamente mentre i violoncelli pochissimo... nelle registrazioni mahleriane di Walter, ancora, si sente come il direttore scelga di usare o non usare il vibrato a seconda dei contesti. Era una risorsa che - nella musica tardoromantica - serviva a creare contrasti, distinguere i piani sonori, accentuare la cantabilità (figurati se un piagnone come Mahler non usava il vibrato!!). Il senso è che quando lo si usava lo si usava in maniera più marcata rispetto ad oggi, infatti stessa cosa accadeva nella lirica, dove fino agli anni '30 i cantanti di base avevano una voce molto più "fissa" dell'impostazione anni '60, e vibravano all'occorrenza, un po' come è rimasto oggi nella musica leggera. Su una cosa ha ragione Norrington, che l'uso del vibrato cronico (quindi in ogni istante dell'esecuzione e in ogni comparto degli archi) ha schiacciato e confuso il suono delle orchestre, ma la soluzione che propone va bene al massimo fino alla prima metà dell'800. Il limite di questi pionieri della filologia è che lavoravano su studi approssimativi, e andavano molto spesso per intuizioni. Alcuni, come Norrington, sono rimasti poi con le loro convinzioni errate. La pratica cambia non solo da un periodo storico ad un altro, ma pure da autore ad autore!

C'è da ricordare pure che ci sono diverse testimonianze di metà ottocento che ci dicono che il vibrato era un'escamotage delle orchestre mediocri per mascherare la non precisa intonazione, tant'è che un uso eccessivo dello stesso era malvisto all'epoca perchè sinonimo di cattiva esecuzione (e cattivo gusto), il che vuol dire che all'epoca di Wagner esisteva già, per dire.

 

16 ore fa, il viandante del sud dice:

Curioso accostamento, soprattutto perché, da quanto ne so, Stravinsky non amasse molto Beethoven.

Peggio per lui, io amo entrambi ^_^ 

Comunque, accostamento riuscito, anche perchè di Beethoven sono proproste non le solite composizioni d'acchiappo facile che mettono nei recital pianistici... classicismo e neoclassicismo visti in chiave polifonica (le sonate) e aforistica (gli altri pezzi), almeno non è il solito disco di Sciopensciubertsciumann. 

 

1 ora fa, Wittelsbach dice:

 

Bruckner, Quarta, Wiener Philharmoniker, Haitink

Versione molto ma molto migliore che non la "classica" dell'integrale col Concertgebouw.
Ascolterò anche la più recente con la LSO.

Perchè i Wiener sono la più grande orchestra del vecchio continente.

 

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1 ora fa, Majakovskij dice:

Perchè i Wiener sono la più grande orchestra del vecchio continente.

Non ti facevo cosi "trombone"...è la classica risposta del pensionato austriaco :D

°°°°°°

Boccherini

Sinfonie

LCDS/Savall

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Bruckner, Seconda, Wiener Philharmoniker, Horst Stein

Mi piace, e molto. Lo Scherzo è semplicemente meraviglioso.
Identica sensazione coi due pezzi di Weber inseriti a mo' di bonus.

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11 ore fa, Wittelsbach dice:

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Bruckner, Seconda, Wiener Philharmoniker, Horst Stein

Mi piace, e molto. Lo Scherzo è semplicemente meraviglioso.
Identica sensazione coi due pezzi di Weber inseriti a mo' di bonus.

Bellissimo disco! Stein non era un fenomeno della bacchetta, ma in questa sinfonia giovanile ancora embrionale rende al meglio: clima acceso, passo svelto e Wiener davvero in gran forma. Incise anche una Sesta bruckneriana riuscitissima, ristampata sempre in questa serie australiana. Benissimo anche nei pezzi di Weber:

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35 minuti fa, Ives dice:

Bellissimo disco! Stein non era un fenomeno della bacchetta, ma in questa sinfonia giovanile ancora embrionale rende al meglio: clima acceso, passo svelto e Wiener davvero in gran forma. Incise anche una Sesta bruckneriana riuscitissima, ristampata sempre in questa serie australiana. Benissimo anche nei pezzi di Weber:

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Questi Bruckner "eloquence" mi hanno fatto pensare che io ho questo:
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Uno splendido Bruckner non fracassone. Te lo consiglio!

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20 ore fa, hurdy-gurdy dice:

Pausa da Schütz:

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Molto bello questo CD. Vista la qualità dei concerti verosimile l'ipotesi che ci sia la mano di Telemann dietro. Suonati e registrati molto bene.

---

Heinrich Schütz
Symphoniae Sacrae I, Op. 6
Weser-Renaissance
Manfred Cordes

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