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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2017

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Louis Moreau GOTTSCHALK
Sinfonia n. 1 "La notte dei tropici"

Orchestra dell'Opera di stato di Vienna
Igor Buketoff

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Saint-Saëns

Tone Poems:

Danse Macabre

La Rouet d'Omphale

La Jeunesse d'Hercule

Phaeton; Marce Heroique

Philharmonia Orchestra/Dutoit

4754652.jpg

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Debussy

Images

Berlioz

Symphonie Fantastique

San Francisco Symphony/Tilson Thomas

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MTT ottimo anche in questo repertorio!

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Johann Friedrich FASCH
Sei sonate per due oboi, fagotto e (quattro volte su sei) basso continuo

Burkhard Glaetzner e Ingo Goritzki, oboe
Thomas Reinhardt, fagotto
Siegfried Pank, viola da gamba - Achim Beyer, violone
Christine Schornsheim, clavicembalo

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2 ore fa, Ives dice:

Debussy

Images

Berlioz

Symphonie Fantastique

San Francisco Symphony/Tilson Thomas

0821936006924_300.jpg

0828766085921_300.jpg

MTT ottimo anche in questo repertorio!

La SONY ha appena ristampato questo gioiellino:

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Louis Moreau GOTTSCHALK
Variazioni sull'inno nazionale portoghese per pianoforte e orchestra

Eugene List, pianoforte
Orchestra dell'Opera di Stato di Vienna
Igor Buketoff
 

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On 5/11/2017 at 18:21, Majakovskij dice:

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inspiegabile l'assenza dal grande repertorio di certa musica originale di Busoni, anche perchè ha tutte le carte per piacere al grande pubblico, specie queste composizioni della fine dell'800. Qui troviamo ad esempio tanto Beethoven, Schubert e Brahms, declinati attraverso uno stile asciutto e rigoroso, benchè permeato ovunque di un peculiare lirismo, che comincia a guardare anche un po' in là verso il futuro (mi riferisco ad esempio ad una certa disinibizione armonica), pur conservando un'intensità ed una leggibilità di immediato appeal. Non è il Busoni irrinunciabile, ma comunque un bel sentire.

@il viandante del sud @superburp

Grazie,

ricambio con

J. S. Bach

Suite Inglese n. 2 in la minore, BWV 807

Murray Perahia

 

 

 

 

On 8/11/2017 at 19:52, zeitnote dice:

 

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Eccellenti i duettanti Häkkinen e Hantai, mentre l’orchestra è più compita e tradizionale, una specie di riedizione aggiornata dello stile richteriano.

 

Dev'essere un'esecuzione molto rapida...

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On 10/11/2017 at 18:28, giobar dice:

Louis Moreau GOTTSCHALK
Sinfonia n. 1 "La notte dei tropici"

Orchestra dell'Opera di stato di Vienna
Igor Buketoff

oioi, e non mi dedichi il Gottschalk?

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fresco fresco di upload... secondo me è pure un lavoro atipico (le percussioni, il trattamento dei timbri molto stravinskiano), sicuramente avvincente e di grande qualità.

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10 ore fa, Alucard dice:

oioi, e non mi dedichi il Gottschalk?

In genere non faccio dediche, ma se non lo conosci già, ti posso consigliare questo gustosissimo doppio cd con vecchie ma assai pregevoli incisioni Vox: uno spasso!

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Il contenuto dettagliato lo trovi qua: https://www.discogs.com/Louis-Moreau-Gottschalk-Eugene-ListVienna-State-Opera-OrchestraBerlin-Symphony-Orchestra-Igor-Buketo/release/7963630

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1 ora fa, Majakovskij dice:

fresco fresco di upload... secondo me è pure un lavoro atipico (le percussioni, il trattamento dei timbri molto stravinskiano), sicuramente avvincente e di grande qualità.

per carità, non citare Stravinsky con Jolivet, perché il collega francese si sarebbe pure offeso. Di recente ho scoperto che Jolivet prese pubblicamente le distanze dal russo con un articolo estremamente polemico dal titolo "Assez Stravinsky", pubblicato nel 1946 con grande scalpore. In buona sostanza diceva che non aveva nessuna caratteristica dell'arte francese e che il suo neoclassicismo doveva essere superato. Soprattutto, gli rimproverava la distanza emotiva, secondo l'autore divenuta oramai inattuale (la guerra....) Oggi ricordiamo Boulez con il suo "Schoenberg est mort" (1951), ma la prima polemica musicale francese del dopoguerra è stata innescata proprio da Jolivet. Una volta ricordai la crisi del linguaggio neoclassico stravinskyano attorno al 1945, e l'attacco di Jolivet rientra in questo processo di dissoluzione. Interessante notare che la risposta fu affidata a Poulenc, che pubblicò su Le Figaro un articolo entusiasta intitolato "Vive Stravinsky !"

---

Stravinsky: Sinfonia in tre movimenti

CBC SO diretta benissimo dall'Autore

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16 ore fa, zeitnote dice:

La SONY ha appena ristampato questo gioiellino:

0002718986.jpg

Integrale pregevole, soprattutto la Quarta è tra le migliori. Ma la Seconda mi risulta un pò fiacca.

I miei riferimenti restano il vecchio Bernstein DGG e, a sopresa, Neeme Jarvi a Detroit:

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2 ore fa, Madiel dice:

per carità, non citare Stravinsky con Jolivet, perché il collega francese si sarebbe pure offeso. Di recente ho scoperto che Jolivet prese pubblicamente le distanze dal russo con un articolo estremamente polemico dal titolo "Assez Stravinsky", pubblicato nel 1946 con grande scalpore. In buona sostanza diceva che non aveva nessuna caratteristica dell'arte francese e che il suo neoclassicismo doveva essere superato. Soprattutto, gli rimproverava la distanza emotiva, secondo l'autore divenuta oramai inattuale (la guerra....) Oggi ricordiamo Boulez con il suo "Schoenberg est mort" (1951), ma la prima polemica musicale francese del dopoguerra è stata innescata proprio da Jolivet. Una volta ricordai la crisi del linguaggio neoclassico stravinskyano attorno al 1945, e l'attacco di Jolivet rientra in questo processo di dissoluzione. Interessante notare che la risposta fu affidata a Poulenc, che pubblicò su Le Figaro un articolo entusiasta intitolato "Vive Stravinsky !"

Essì, scrivono i pamphlet e poi scopiazzano a piene mani! :lol: dai, ci sono passaggi che sono proprio pescati di peso, non parlo solo di analogie stilistiche, proprio di influenze dirette (frammenti melodici, schemi ritmici ecc). Jolivet era un altro rosicone :P la verità è che si era ascoltato bene Orpheus, la citazione del tema della prima danza è abbastanza spudorata, ma anche alcuni passaggi del finale (alla faccia della distanza emotiva...).

Che poi, si può superare la distanza emotiva inglobando elementi diversi senza rinnegarne altri, che poi era quel che faceva lui, un mischione organizzato di neoclassicismo, impressionismo, lirismo ecc. Ma succede sempre che i compositori si devono fare la guerra per ragioni ideologiche, quando non personali. Vedi poi Boulez, il nuovo che avanza contro tutti come uno schiacciasassi, e che - una volta che è arrivato - fa pace col mondo.

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1 ora fa, Majakovskij dice:

Essì, scrivono i pamphlet e poi scopiazzano a piene mani! :lol: dai, ci sono passaggi che sono proprio pescati di peso, non parlo solo di analogie stilistiche, proprio di influenze dirette (frammenti melodici, schemi ritmici ecc). Jolivet era un altro rosicone :P la verità è che si era ascoltato bene Orpheus, la citazione del tema della prima danza è abbastanza spudorata, ma anche alcuni passaggi del finale (alla faccia della distanza emotiva...).

Che poi, si può superare la distanza emotiva inglobando elementi diversi senza rinnegarne altri, che poi era quel che faceva lui, un mischione organizzato di neoclassicismo, impressionismo, lirismo ecc. Ma succede sempre che i compositori si devono fare la guerra per ragioni ideologiche, quando non personali. Vedi poi Boulez, il nuovo che avanza contro tutti come uno schiacciasassi, e che - una volta che è arrivato - fa pace col mondo.

in effetti, lo stesso Jolivet di lì a poco finì vittima del più giovane Boulez, che a sua volta lo rivalutò da anziano! Jolivet non credo fosse poi tanto ostile, essendo un allievo di Varèse non poteva permetteselo fino in fondo, piuttosto cercava una via nazionalista rinnovata che non cadesse nel solito post impressionismo, nel ravelismo e nel neoclassicismo più generico.

....

Stravinsky: The Flood

London Sinfonietta, Knussen

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22 ore fa, il viandante del sud dice:

Grazie,

ricambio con

J. S. Bach

Suite Inglese n. 2 in la minore, BWV 807

Murray Perahia

 

 

 

 

 

Dev'essere un'esecuzione molto rapida...

In verità, no. Il Bach di Häkkinen non è annoverarsi tra quelli filologicamente forsennati alla Amadine Beyer, per intenderci. Come detto, nel III volume dei concerti per tastiera si ritrova persino un’aura richteriana.

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21 minuti fa, zeitnote dice:

 

Suntuoso, magnificente, danzante. Grande Harno!

@Majakovskij

 

Cosa sono? live dell'ultimo periodo? 

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1 ora fa, zeitnote dice:

In verità, no. Il Bach di Häkkinen non è annoverarsi tra quelli filologicamente forsennati alla Amadine Beyer, per intenderci. Come detto, nel III volume dei concerti per tastiera si ritrova persino un’aura richteriana.

Ehm, ironizzavo sul cognome, Ha(e)kkinen (Mika) ^_^

Dvorák: String Quintet; String Sextet

Quintetto "Americano"

 

Dvorák: Complete Works for Piano Duet

Danze Slave, op. 46

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10 ore fa, Majakovskij dice:

Cosa sono? live dell'ultimo periodo? 

Registrazioni in studio - e si sente, la cura del suono e dei dettagli è maniacale - fatte tra il 2003 e il 2006.

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9 ore fa, il viandante del sud dice:

Ehm, ironizzavo sul cognome, Ha(e)kkinen (Mika) ^_^

(...)

Urca, troppo per le mie sinapsi. :D

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Somers: Stereophony (1963)

Toronto SO diretta da JP Saraste

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