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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2017

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1 ora fa, Ives dice:

Se ti sente Madiel ti banna a vita...:D

La cosa in effetti non ha senso e non deve averlo, è appunto tipico del nonsense britannico. Per il resto è un lavoro scavatissimo nello strumentale quintessenziato e nel virtuosistico divertimento esercitato su effetti dinamici e fonici giocati sulla velocità di direzione ritmica, sulle rime, sulle assonanze.

come minimo <_< Inutile aggiungere che il tuo commento è pertinente, descrive alla perfezione l'importanza del pezzo. Ci sarebbe anche da dire qualcosa sull'importanza storica, ma se si conosce un po' la musica inglese del periodo è lampante.

1 ora fa, Wittelsbach dice:

Dirò la verità: mi ha innervosito profondamente :o

io l'ho apprezzato subito, trovandolo perfino geniale. Ho avuto, però, la ventura di scoprirlo quando conoscevo praticamente tutto di Walton. Per uno strano caso mi sono avvicinato a Façade molto tardi, dopo aver metabolizzato tutto il resto per anni. Ho capito solo allora dove prendevano origine certi umori acri tipici della musica waltoniana matura. Ascoltare la sola suite strumentale non serve a niente, fidati! Devi ammettere che per il 1922 è un lavoro almeno originale.

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1 ora fa, giobar dice:

Credo che sia uno di quei pezzi che non possono essere ascoltati come un qualunque altro brano di musica classica. A me in fondo piace, ma l'ho sempre visto come l'antesignano - in giacca e cravatta e un po' imparruccato - di certe performances allestite, per esempio, da John Cage o da Mauricio Kagel, dove la componente musicale è solo una parte che deve essere valutata insieme a quelle teatrale, testuale, visuale, provocatoria, beffarda e di puro gioco.

esatto! Era nato dalla penna di una nobildonna annoiata e dal talento di un giovane compositore dissacrante. Se pensiamo che nel 1922 Vaughan Williams tentava una mediazione tra la retorica elgariana e il folkolore britannico, Holst cercava nuovi mondi sonori sempre più lontani dal "reale" e la maggior parte degli altri compositori inglesi di quella generazione si atteneva più o meno ai modelli germanici o francesi, Façade non poteva che avere un effetto devastante sulla musica britannica. Neppure si può parlare di effetto della musica neoclassica parigina, perché in quel momento il neoclassicismo era appena nato. Dubito pure che abbia guardato a Histoire du Soldat, almeno non direttamente. Il modello di Façade, secondo me, sta solo nella musica di Lord Berners, padre di tutti gli antiborghesi britannici ^_^ Non sarebbe mai nato senza composizioni dissacranti come L'uomo dai baffi, Poisson d'or, le Three Songs in the German Manners o i Valses bourgeoises. Quella di Berners era sostanzialmente una operazione elitaria, Walton, invece, si impegna a creare qualcosa di "pop" adatto per il grande pubblico. Una musica fine a sé stessa, divertente, surreale e disimpegnata al massimo, che prende in giro i benpensanti borghesi dell'epoca: volete sentimento o impegno ? E invece no, vi prendete solo tante pernacchie :rofl:

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Camomille: Sinfonia n.3

Alain, Martinon ecc.

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                                                        Ludwig van BEETHOVEN

 

            Septet in E flat major OP. 20

                 for clarinet, basson, horn, violin,viola, cello & double bass  

                 Academy of St. Martin-in-the-Fields Chamber Ensemble

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Johann Friedrich FASCH
Sei sonate per due oboi, fagotto e (quattro volte su sei) basso continuo

Burkhard Glaetzner e Ingo Goritzki, oboe
Thomas Reinhardt, fagotto
Siegfried Pank, viola da gamba - Achim Beyer, violone
Christine Schornsheim, alias Wanna Marchi, clavicembalo

Deliziosissime e fantasiose queste sonate di Fasch, esattamente contemporaneo di Bach, Handel e Vivaldi e anche di Zelenka, cui forse deve l'ispirazione per delle sonate così combinate. Infatti le opere di Fasch seguono di 15-20 anni quelle (per identico organico) scritte da Zelenka nel 1715. Ci sono però fra i due evidenti differenze stilistiche: severe, spesso quasi speculative, quelle di Zelenka; ariose, cantanti, oscillanti tra lo zuccheroso e lo spumeggiante quelle di Fasch.

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Walton: Music for Children (1940)

London PO diretta dall'Autore

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2 ore fa, Madiel dice:

come minimo <_< Inutile aggiungere che il tuo commento è pertinente, descrive alla perfezione l'importanza del pezzo. Ci sarebbe anche da dire qualcosa sull'importanza storica, ma se si conosce un po' la musica inglese del periodo è lampante.

io l'ho apprezzato subito, trovandolo perfino geniale. Ho avuto, però, la ventura di scoprirlo quando conoscevo praticamente tutto di Walton. Per uno strano caso mi sono avvicinato a Façade molto tardi, dopo aver metabolizzato tutto il resto per anni. Ho capito solo allora dove prendevano origine certi umori acri tipici della musica waltoniana matura. Ascoltare la sola suite strumentale non serve a niente, fidati! Devi ammettere che per il 1922 è un lavoro almeno originale.

Senza dubbio!
Semplicemente, per ora l'ho messo nella mia personale directory "Più buono da pensare che bello da sentire". Ossia, opere di cui riconosco l'importanza o l'originalità o addirittura la grandezza, ma che mi "segnano" poco all'ascolto. Un gruppo in cui, per dire, metto le Metamorphoseon di Respighi.
Tutte cose che di solito provo a ri-approfondire sempre.

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5 minuti fa, Wittelsbach dice:

Senza dubbio!
Semplicemente, per ora l'ho messo nella mia personale directory "Più buono da pensare che bello da sentire". Ossia, opere di cui riconosco l'importanza o l'originalità o addirittura la grandezza, ma che mi "segnano" poco all'ascolto. Un gruppo in cui, per dire, metto le Metamorphoseon di Respighi.
Tutte cose che di solito provo a ri-approfondire sempre.

anche quelle ? :o:mellow:

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Adesso, Madiel dice:

anche quelle ? :o:mellow:

Per adesso sì, anche se l'ascolto che ho fatto non è avvenuto nel momento giusto di concentrazione. Rimedierò.

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38 minuti fa, Wittelsbach dice:

Per adesso sì, anche se l'ascolto che ho fatto non è avvenuto nel momento giusto di concentrazione. Rimedierò.

non sono un pezzo "difficile", avrei capito le perplessità per lavori come Concerto Gregoriano o Quartetto Dorico, effettivamente criptici e poco apprezzati dal pubblico.

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Walton: The Quest, suite dal balletto (arrangiamento di Tausky 1961)

London SO diretta dall'Autore

Arrangiamento di alcuni pezzi dell'unico vero e proprio balletto scritto da Walton, forma per il quale era poco tagliato. Ne scrisse un paio per conto di F. Ashton negli anni quaranta (ma The Wise Virgins è solo una orchestrazione di pezzi di Bach), con poco successo. Dopo le prime rappresentazioni ne arrangiò alcune pagine per delle suite, ma sono lavori che, nonostante la piacevolezza e la maestria, non si sono imposti nel repertorio e tanto meno in disco. Walton stesso li considerava dei fallimenti. Un peccato, perché almeno The Quest, recuperato una ventina di anni fa nella forma completa da D. Lloyd-Jones in un eccellente disco Naxos, ha una trama interessante e musica che "regge". Per esempio, segnalo la maestosa passacaglia conclusiva. Nell'edizione che sto ascoltando, un (mediocre) arrangiamento fatto da un allievo di Walton sotto la supervisione dell'autore, i tagli e le modifiche all'orchestrazione sono tali e tanti che la musica perde un po' della bellezza originaria. Resta un mistero perché l'autore abbia autorizzato un tale scempio.

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Prokofiev: Sinfonia n.3

Philadelphia Orchestra diretta da Riccardo Muti

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Holst: The Planets

Berliner + von K.

una suite che non smette mai di stupirmi, ogni volta scopro qualche sfumatura nuova... adesso le influenze di Rimsky-Korsakov (3° movimento)

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                    Johannes   Brahms

      Concerto per piano e orchestra no.2 op.83

         Maurizio Pollini, piano

         Wiener Philharmoniker

         Claudio Abbado 

        una magica alchimia

        rec. Vienna Musikverein 5/1976

 

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Sulla scia di @Ludwig Tapfermann

 

Anton Bruckner, Sinfonia n. 7
Orchestra Reale del Concertgebouw di Amsterdam
direttore Eugen Jochum
Esecuzione dal vivo, risalente al 1986 (credo)

Questo documento formidabile consente di vedere Jochum dirigere, oltre a sentirlo. Se si tratta dell'esecuzione del 1986, abbiamo il Maestro ormai prossimo a passare a miglior vita. Tant'è che preferisce accomodarsi su un confortevole puff.
Ma guardate che gesto! Che precisione! Che civiltà musicale! E il rapporto di Jochum con quell'orchestra (mi sono sempre chiesto come mai sia rimasto lì per così poco tempo come direttore musicale, per giunta in affiancamento all'allora rampante Haitink) emerge, oltre che dal risultato sonoro, anche dagli sguardi.
Semplicemente gaudioso.

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On Monday, September 25, 2017 at 18:25, Majakovskij dice:

Tra l'altro una delle migliori interpretazioni di Gould... altro che Maestri Cantori...

@glenngould @Nitriero Cavalleone

Grazie per il bel pensiero! Davvero apprezzo tanto Facade di Walton, uno dei miei pezzi preferiti...

Non so, invece, se gradirai il mio ascolto. In ogni caso...

Gustav Mahler 

Das Lied von der Erde

Christa Ludwig, Fritz Wunderlich

Philharmonia & New Philharmonia Orchestra 

Direttore, Otto Klemperer 

@Ludwig Tapfermann e all'amico @Madiel

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Ludwig van BEETHOVEN
Sonata per pianoforte n. 3 in do maggiore op. 2 n. 3

Arturo Benedetti Michelangeli
(registrazione del 1941 a Milano)

Non conoscevo questa pimpantissima interpretazione della sonata n. 3, che fu una presenza costante nel repertorio di ABM lungo tutta la sua carriera e figura in molte altre registrazioni successive. Ciò che mi sorprende, soprattutto, è la qualità formidabile dell'incisione. Il disco è uno quelli con cui l'etichetta Praga Digital sta riproponendo registrazioni storiche in veste tecnologicamente aggiornata. Non si capisce (nulla è detto al riguardo) se si tratti di una rimasterizzazione o di una semplice pulizia del suono, ma il risultato è davvero sorprendente. 

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43 minuti fa, glenngould dice:

Grazie per il bel pensiero! Davvero apprezzo tanto Facade di Walton, uno dei miei pezzi preferiti...

Non so, invece, se gradirai il mio ascolto. In ogni caso...

Gustav Mahler 

Das Lied von der Erde

Christa Ludwig, Fritz Wunderlich

Philharmonia & New Philharmonia Orchestra 

Direttore, Otto Klemperer 

@Ludwig Tapfermann e all'amico @Madiel

sei cambiato parecchio da quando ti conosco... :P Per il Das Lied von der Erde si fa sempre un'eccezione. Io ascolto il vecchio Stokowski alle prese con Hindemith, che controdedico. E' direttore che mi lascia sempre molto perplesso: dirigeva tutto e di più, in genere bene, ma è stato poco sfruttato in sede discografica e oggi la sua stella è piuttosto appannata.. 

 

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eh, i grandi dilemmi esistenziali: meglio il Rach2 o il Rach3 ?

:P

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22 ore fa, Madiel dice:

sei cambiato parecchio da quando ti conosco... :P 

Eh, caro, gli anni passano...quando ci siamo conosciuti ero uno sbarbatello :D

Però certe cose rimangono, tipo Mahler, quello non va via...

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