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Bizzarri-91

Qual'è la vostra rivista (di musica) preferita?

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nessuna, io non seguo le riviste musicali. In genere, a mio modo di vedere, fanno chiacchiere sui musicisti, stilano classifiche di comodo o scrivono dell'ovvio. Si trovano più commenti interessanti o informazioni sui forum. Il nostro, per esempio ! B)

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anni fa ne leggevo almeno 3 (Musica, Gramophone, Diapason) ora sono quasi del partito di Madiel, dico quasi perchè continuo a leggere Diapason, saltuariamente Musica - forse la migliore per qualità di contenuti - Gramophone non ne vedo un numero da 4-5 anni ormai, dopo l'ultimo cambio di linea editoriale, un peccato perchè fino al decennio scorso era l'unica a dedicare mensilmente spazio alla contemporanea.

 

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Sono abbonato a Musica da ormai molti anni e non credo che smetterò a breve perché, a prescindere dagli articoli sull'attualità musicale e da interviste a volte non interessanti, presenta sempre validissimi articoli di approfondimento storico-musicologico o di storia dell'interpretazione, veri e propri saggi di elevata qualità spesso ripartiti su più numeri della rivista per la loro mole. Mediamente valida e anche molto valida la panoramica delle numerose recensioni delle novità discografiche, spesso affidate a recensori assai esperti che riescono a inquadrare il disco nel contesto della storia interpretativa dei vari pezzi. Molto interessanti anche le numerose recensioni di spettacoli dal vivo, che riescono in genere a dare un quadro affidabile dell' "aria che tira" nell'ambito della musica dal vivo.

A confronto con Musica, Amadeus (che ho comprato per un po' ma poi mi ha stufato) presenta articoli molto più superficiali e recensioni discografiche davvero inconsistenti e poco accurate. A suo favore va l'attività di sostegno che da anni porta avanti nei confronti di giovani interpreti italiani, dei quali pubblica dischi spesso molto validi e con progammi originali.

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Io ho iniziato con Amadeus, pochi numeri in realtà, abbonandomi poco dopo ad una nota rivista flautistica. Ora per aggiornarmi forum e qualche volta il Corriere Musicale per le recensioni sui concerti pianistici. Volevo abbonarmi ad una rivista specifica per pianoforte, ma non ne ho trovata nessuna che mi abbia ispirato... :(
Diciamo che mi piacerebbe avere questa:

9705c3c48edd296c472791fc777126b3.jpg  :wub:

Ma credo sia pubblicata solo in Japan (>__<) Invidia! Magari di bello ha solo il titolo e qualche copertina, chi lo sa... XD
Certo, se fosse acclusa ogni volta una breve pagina musicale tratta dall'infinito repertorio pianistico con tanto  di analisi varrebbe sicuramente la spesa a prescindere. ^^

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Ma come, nessuno legge Classic Voice? :huh: Io sono abbonato da diversi anni, iniziai a comprarla per i cd in allegato (la mia discoteca purtroppo è fatta di "soli" questi cd praticamente, per il resto c'è il tubo), ma anche perchè mi piaceva leggere ogni mese il commento politico/musicale di Quirino Principe (ci scrive ancora) nella rubrica a lui dedicata. Ma anche i contenuti della rivista mi sembrano di primo ordine. Una bella fetta è dedicata alla recensione dei dischi in uscita ogni mese e mi pare ci siano recensori anche di un certo livello, come credo sia ad esempio Elvio Giudici.

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Negli anni le ho provate e seguite un po' tutte, sia italiane che straniere, per le italiane dalle più vecchie Musica e Dossier oppure Orfeo (dedicata solo alla musica antica e barocca), a CdClassica, poi divenuta CDClassics (non so se esista ancora), certamente Musica l'ho acquistata per parecchi anni, poi non avendo più spazio in casa avevo smesso, ma ho ripreso di recente da quando hanno cambiato formato (rimpicciolito), Musica/Realtà, Amadeus, e molte altre.

Tra le francesi : Diapason, Le Monde de la Musique e Repertoire. Quest'ultima quando si chiamava così, era la mia preferita, sia per la veste grafica che per la qualità delle recensioni. Poi divenne Classica-Repertoire, ora credo sia solo Classica :D

Tra le inglesi : certamente va ricordata quella storicamente più prestigiosa, cioè Gramophone. Poi seguivo anche BBC Music Magazine, di livello inferiore.

In seguito, a causa soprattutto di mancanza di spazio, praticamente infatti ho accumulato una stanza piena di queste riviste e temevo il pavimento potesse cedere da un momento all'altro :D , sono passato ai formati elettronici pdf, tra l'altro se ne trovano online gratuitamente ( :ph34r_anim:vabbè ...)

Successivamente mi sono stancato di tutte, anche perchè più o meno dopo averle scartabellate per anni, mi sono fatto un'idea di quali siano le registrazioni di riferimento dei vari repertorio e compositori.

Ora il tempo preferisco dedicarlo a leggere letteratura al posto di queste riviste, che praticamente non seguo più, ma capita di tanto in tanto che le vada a consultare.

Insomma, come dice Madiel, non è che siano dannose, a volte sono presenti articoli ben fatti ed utili, approfondimenti sulle discografie, certo molta dell'attenzione è posta sugli interpreti, ma non sempre. Spesso sono presenti veri e proprio approfondimenti su compositori anche minori. Ma negli ultimi anni bisogna dire è aumentato notevolmente il materiale presente online, sono nate riviste di questo tipo elettroniche, recensioni se ne trovano ovunque, così come analisi e commenti musicali.

Da ultimo voglio aggiungere che fu leggendo una recensione di Gianluigi Mattietti apparsa su CDClassica parecchi anni fa, che prima acquistai e poi mi innamorai del Peer Gynt di Schnittke. E quest'uomo lo vorrei ringraziare.

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1 hour ago, Euripide said:

Ma come, nessuno legge Classic Voice? :huh: Io sono abbonato da diversi anni, iniziai a comprarla per i cd in allegato (la mia discoteca purtroppo è fatta di "soli" questi cd praticamente, per il resto c'è il tubo), ma anche perchè mi piaceva leggere ogni mese il commento politico/musicale di Quirino Principe (ci scrive ancora) nella rubrica a lui dedicata. Ma anche i contenuti della rivista mi sembrano di primo ordine. Una bella fetta è dedicata alla recensione dei dischi in uscita ogni mese e mi pare ci siano recensori anche di un certo livello, come credo sia ad esempio Elvio Giudici.

Delle italiane a me sembrava la peggiore, zeppa di pubblicità, però i cd allegati probabilmente sono di ottimo livello, ristampe con grandi pianisti o direttori. Ne ho qualche numero. Ah ecco, di recente preso dall'entusiasmo "kraussiano", ho acquistato qualche numero della Antiqua, sia fisico che online. Così, tanto per provare. Forse in questi ultimi anni è migliorata come contenuti, all'inizio non mi sembrava granchè. Comunque mi pare sia disponibile anche in versione digitale, a prezzo inferiore. L'estate scorsa mi pare fosse presente una promozione, tutto al 50%. Volevo comprare i numeri di Antiqua, poi essendo distratto al mare mi dimenticai, ora aspetterò il prossimo giro di promozione ... :D 

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1 hour ago, LudwigII said:

Negli anni le ho provate e seguite un po' tutte, sia italiane che straniere, per le italiane dalle più vecchie Musica e Dossier oppure Orfeo (dedicata solo alla musica antica e barocca), a CdClassica, poi divenuta CDClassics (non so se esista ancora), certamente Musica l'ho acquistata per parecchi anni, poi non avendo più spazio in casa avevo smesso, ma ho ripreso di recente da quando hanno cambiato formato (rimpicciolito), Musica/Realtà, Amadeus, e molte altre.

Tra le francesi : Diapason, Le Monde de la Musique e Repertoire. Quest'ultima quando si chiamava così, era la mia preferita, sia per la veste grafica che per la qualità delle recensioni. Poi divenne Classica-Repertoire, ora credo sia solo Classica :D

Tra le inglesi : certamente va ricordata quella storicamente più prestigiosa, cioè Gramophone. Poi seguivo anche BBC Music Magazine, di livello inferiore.

In seguito, a causa soprattutto di mancanza di spazio, praticamente infatti ho accumulato una stanza piena di queste riviste e temevo il pavimento potesse cedere da un momento all'altro :D , sono passato ai formati elettronici pdf, tra l'altro se ne trovano online gratuitamente ( :ph34r_anim:vabbè ...)

Successivamente mi sono stancato di tutte, anche perchè più o meno dopo averle scartabellate per anni, mi sono fatto un'idea di quali siano le registrazioni di riferimento dei vari repertorio e compositori.

Ora il tempo preferisco dedicarlo a leggere letteratura al posto di queste riviste, che praticamente non seguo più, ma capita di tanto in tanto che le vada a consultare.

Insomma, come dice Madiel, non è che siano dannose, a volte sono presenti articoli ben fatti ed utili, approfondimenti sulle discografie, certo molta dell'attenzione è posta sugli interpreti, ma non sempre. Spesso sono presenti veri e proprio approfondimenti su compositori anche minori. Ma negli ultimi anni bisogna dire è aumentato notevolmente il materiale presente online, sono nate riviste di questo tipo elettroniche, recensioni se ne trovano ovunque, così come analisi e commenti musicali.

Da ultimo voglio aggiungere che fu leggendo una recensione di Gianluigi Mattietti apparsa su CDClassica parecchi anni fa, che prima acquistai e poi mi innamorai del Peer Gynt di Schnittke. E quest'uomo lo vorrei ringraziare.

non dico che siano dannose, dico che oggi per me sono sostanzialmente inutili. Personalmente cerco approfondimenti in libri o in lavori specialistici. Riguardo alla discografia più o meno dicono cose che so già, cose che noto da solo o, più spesso, noto che i critici correnti riportano giudizi così insulsi e superficiali che mi passa la voglia di leggere. Non sono feticista degli esecutori, per cui sapere le ultime novità sulla pianista di turno o sul direttore pompato dai media neanche mi interessa. Figurarsi i pettegolezzi à la Lebrecht. Preferisco parlare direttamente con i musicisti, se ho bisogno di "gossip". In casa ricordo che secoli fa girava Musica, mi pare quella che regalava i cd, ma a parte le guide d'ascolto il resto non mi ha mai entusiasmato. A suo tempo seguivo con costanza solo Gramophone, poi poco alla volta l'abbandonai. Da quel che vedo on line, mi pare che sia decisamente decaduta rispetto ai bei tempi.

Trovo più incisivo un commento di zeitnote che una sparata del bloggaro Lebrecht, imparo di più da un intervento di Saint Just che da tutti gli ultimi venti numeri di Gramophone messi insieme :D

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18 minutes ago, Madiel said:

non dico che siano dannose, dico che oggi sono sostanzialmente inutili. Personalmente cerco approfondimenti in libri o in lavori specialistici, riguardo alla discografia più o meno dicono cose che so già o, più spesso, critici correnti riportano giudizi così insulsi e superficiali che mi passa la voglia di leggere. Non sono feticista degli esecutori, per cui sapere le ultime novità sulla pianista di turno o sul direttore pompato dai media neanche mi interessa. Figurarsi i pettegolezzi à la Lebrecht. Preferisco parlare direttamente con i musicisti, se ho bisogno di "gossip". In casa ricordo che girava Musica, mi pare quella che regalava i cd, ma a parte le guide d'ascolto il resto non mi ha mai entusiasmato. A suo tempo seguivo con costanza solo Gramophon, poi poco alla volta l'abbandonai. Da quel che vedo on line, mi pare che sia decisamente decaduta rispetto ai bei tempi. 

Sostanzialmente sono d'accordo con quanto dici, come già accennavo sopra e ben sappiamo ormai online si trova molto materiale di approfondimento (dalle guide più elementari fino a tesi di laurea su singoli lavori), discografie, siti dedicati agli interpreti, commenti di semplici ascoltatori (vedi youtube) come di appassionati (per esempio su questo forum). Francamente anche a me non interessa molto seguire le ultime star pompate dell'interpretazione, quando abbiamo a disposizione il meglio dal passato. Certo esiste anche una storia dell'interpretazione, che è sempre in divenire, ma mi pare che il panorama attuale sia piuttosto scadente. Quindi se ho a disposizione le interpretazioni di un S. Richter o di un Carlos Kleiber non mi interessa perdere tempo con l'ultimo arrivato cinese e tantomeno leggere le recensioni e le pompature dei suoi dischi.
Se si vuole poi approfondire singoli compositori e storia della musica, i libri o le enciclopedie approfondite di certo non mancano. 

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16 minutes ago, LudwigII said:

Sostanzialmente sono d'accordo con quanto dici, come già accennavo sopra ormai online si trova molto materiale di approfondimento (dalle guide più elementari fino a tesi di laurea su singoli lavori), discografie, siti dedicati agli interpreti, commenti di semplici ascoltatori (vedi youtube) come di appassionati (per esempio su questo forum). Francamente anche a me non interessa molto seguire le ultime star pompate dell'interpretazione, quando abbiamo a disposizione il meglio dal passato. Certo esiste anche una storia dell'interpretazione, che è sempre in divenire, ma mi pare che il panorama attuale sia piuttosto scadente. Quindi se ho a disposizione le interpretazioni di un S. Richter o di un Carlo Kleiber non mi interessa perdere tempo con l'ultimo arrivato cinese e tantomeno leggere le recensioni e le pompature dei suoi dischi.
Se si vuole poi approfondire singoli compositori e storia della musica, i libri o le enciclopedie approfondite di certo non mancano. 

esatto, la penso proprio così. Penso che morti gli ultimi grandi direttori della vecchia scuola come Muti, Levine, Ozawa, Boulez etc., rimarranno solo i grandi specialisti dei vari settori, che interessano coloro che seguono quei generi (soprattutto barocco, prebarocco, contemporanea). Oramai siamo a un giro di boa imminente, i grandi talenti del podio sono rari (i giovani non è detto che mantengano le promesse) e si sta per aprire una crisi epocale. Diverse famose orchestre sono in via di decadenza, o peggio di mutazione genetica. Si trova più immediatezza da esecutori di provincia e da direttori sconosciuti! C'è ancora qualche singolo esecutore eccellente, che forse passerà alla storia, ma alla fine mi importa pochissimo perchè, come ho già detto, non soffro di feticismo. Quando vedo l'ennesima copertina commerciale con il solito pianista cinese o la solita violinista bonazza mi passa la voglia di leggere :wacko: Secondo me, con la mediocrità imperante rimane solo da approfondire l'aspetto musicologico (sempre sia presente in tali riviste). 

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5 minutes ago, Madiel said:

esatto, la penso proprio così. Penso che morti gli ultimi grandi direttori della vecchia scuola come Muti, Levine, Ozawa, Boulez etc., rimarranno solo i grandi specialisti dei vari settori, che interessano coloro che seguono quei generi (soprattutto barocco, prebarocco, contemporanea). Oramai siamo a un giro di boa imminente, i grandi talenti del podio sono rari (i giovani non è detto che mantengano le promesse) e si sta per aprire una crisi epocale. Diverse famose orchestre sono in via di decadenza, o peggio di mutazione genetica. Si trova più immediatezza da esecutori di provincia e da direttori sconosciuti! C'è ancora qualche singolo esecutore eccellente, che forse passerà alla storia, ma alla fine mi importa pochissimo perchè, come ho già detto, non soffro di feticismo. Quando vedo l'ennesima copertina commerciale con il solito pianista cinese o la solita violinista bonazza mi passa la voglia di leggere :wacko: Secondo me, con la mediocrità imperante rimane solo da approfondire l'aspetto musicologico. 

quote ^ 2 : esatto, la penso proprio così :smile_anim:
purtroppo

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8 hours ago, LudwigII said:

 non mi interessa perdere tempo con l'ultimo arrivato cinese e tantomeno leggere le recensioni e le pompature dei suoi dischi.

8 hours ago, Madiel said:

 C'è ancora qualche singolo esecutore eccellente, che forse passerà alla storia, ma alla fine mi importa pochissimo perchè, come ho già detto, non soffro di feticismo. Quando vedo l'ennesima copertina commercile con il solito pianista cinese

 


Ragazzi siete rimasti indietro, è koreano! XD
Comunque dipende anche da cosa si cerca in una rivista, di solito si sfoglia anche per puro intrattenimento. Francamente le recensioni di libri e CD non mi sono mai interessate, sappiamo tutti come funziona, per lo più saranno accondiscendenti. XD Preferisco un monografico su qualche opera, autore, epoca e naturalmente gli spartiti. Magari anche qualche highlights su stagioni concertistiche e situazione manageriale di orchestre & Co. E qualche intervista che non guasta mai.

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11 hours ago, Euripide said:

Ma come, nessuno legge Classic Voice? :huh: Io sono abbonato da diversi anni, iniziai a comprarla per i cd in allegato (la mia discoteca purtroppo è fatta di "soli" questi cd praticamente, per il resto c'è il tubo), ma anche perchè mi piaceva leggere ogni mese il commento politico/musicale di Quirino Principe (ci scrive ancora) nella rubrica a lui dedicata. Ma anche i contenuti della rivista mi sembrano di primo ordine. Una bella fetta è dedicata alla recensione dei dischi in uscita ogni mese e mi pare ci siano recensori anche di un certo livello, come credo sia ad esempio Elvio Giudici.

La rivista non mi interessa, c'è una strabordante percentuale di cd di musica ottocentesca e pianistica. Però ho comprato qualche uscita di Classic Gold.

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14 hours ago, giobar said:

Sono abbonato a Musica da ormai molti anni e non credo che smetterò a breve perché, a prescindere dagli articoli sull'attualità musicale e da interviste a volte non interessanti, presenta sempre validissimi articoli di approfondimento storico-musicologico o di storia dell'interpretazione, veri e propri saggi di elevata qualità spesso ripartiti su più numeri della rivista per la loro mole. Mediamente valida e anche molto valida la panoramica delle numerose recensioni delle novità discografiche, spesso affidate a recensori assai esperti che riescono a inquadrare il disco nel contesto della storia interpretativa dei vari pezzi. Molto interessanti anche le numerose recensioni di spettacoli dal vivo, che riescono in genere a dare un quadro affidabile dell' "aria che tira" nell'ambito della musica dal vivo.

A confronto con Musica, Amadeus (che ho comprato per un po' ma poi mi ha stufato) presenta articoli molto più superficiali e recensioni discografiche davvero inconsistenti e poco accurate. A suo favore va l'attività di sostegno che da anni porta avanti nei confronti di giovani interpreti italiani, dei quali pubblica dischi spesso molto validi e con progammi originali.

ho visto i contenuti dei numeri arrestrati e mi ha quasi convinto. Dicci un po' sui cd allegati (immagino con l'abbonamento sostenitore).

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6 hours ago, Flaux said:

 

 


Ragazzi siete rimasti indietro, è koreano! XD
Comunque dipende anche da cosa si cerca in una rivista, di solito si sfoglia anche per puro intrattenimento. Francamente le recensioni di libri e CD non mi sono mai interessate, sappiamo tutti come funziona, per lo più saranno accondiscendenti. XD Preferisco un monografico su qualche opera, autore, epoca e naturalmente gli spartiti. Magari anche qualche highlights su stagioni concertistiche e situazione manageriale di orchestre & Co. E qualche intervista che non guasta mai.

vabbeh, quella roba lì, è pur sempre un limone :D Sì, anche io preferisco numeri monografici (ma fatti bene), il resto non mi interessa proprio.

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18 hours ago, LudwigII said:

Delle italiane a me sembrava la peggiore, zeppa di pubblicità, però i cd allegati probabilmente sono di ottimo livello, ristampe con grandi pianisti o direttori. Ne ho qualche numero. Ah ecco, di recente preso dall'entusiasmo "kraussiano", ho acquistato qualche numero della Antiqua, sia fisico che online. Così, tanto per provare. Forse in questi ultimi anni è migliorata come contenuti, all'inizio non mi sembrava granchè. Comunque mi pare sia disponibile anche in versione digitale, a prezzo inferiore. L'estate scorsa mi pare fosse presente una promozione, tutto al 50%. Volevo comprare i numeri di Antiqua, poi essendo distratto al mare mi dimenticai, ora aspetterò il prossimo giro di promozione ... :D 

Proprio oggi ho chiesto all'editore se sia prevista la pubblicazione della seconda serie Antiqua (numeri dall'11 al 20), vediamo icche rispondono :D Davvero una delle migliori riviste in circolazione, adesso, con registrazioni che mi sono parse ottime e un buon corpus di note nei libretti. Le altre, in effetti, fanno soprattutto molte chiacchiere, CD a parte. Tant'è vero che per un certo tempo ho solo acquistato Amadeus plus, ovvero 4 CD a 10 euri senza alcuna rivista allegata, tanto non sapevo che farmene.

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On 21/11/2015, 12:53:45, dejure said:

ho visto i contenuti dei numeri arrestrati e mi ha quasi convinto. Dicci un po' sui cd allegati (immagino con l'abbonamento sostenitore).

No, con Musica non ci sono mai stati CD allegati (e così puntualizzo anche in merito a un'affermazione di Madiel, che evidentemente si riferiva ad un'altra rivista). E' vero che con l'abbonamento sostenitore ti mandano "in regalo" un certo numero di CD, ma ho fatto l'esperimento due volte e non l'ho più ripetuto, perché si trattava per lo più di dischi di nessun interesse dei quali si volevano, giustamente, liberare. Invece negli ultimi anni ho sempre beneficiato di uno sconto piuttosto consistente nel rinnovo dell'abbonamento (anche il 40%) aderendo a varie proposte di acquisto di libri della casa editrice Zecchini (tutta roba molto buona a sua volta venduta con forti sconti). Quanto ai contenuti, un esempio dall'ultimo numero di Musica trovato oggi nella cassetta della posta: un ottimo articolo sulla  musica organistica di Max Reger, un altro su un'opera rarissima come I cavalieri di Ekebù di Zandonai, uno documentatissimo di Aspinall (un vero e proprio saggio) sulla prassi esecutiva dei Lieder di Strauss. E poi alcune interessanti riflessioni critiche su avvenimenti musicali recenti: fra gli altri, concorso Busoni, festival MITO, il modello manageriale della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi.

edit.: stavo giusto bacchettando mio figlio per uno striminzito 6 in italiano quando ho scritto "un'altro". Vergogna! 

Modificato da giobar

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Purtroppo c'è tanta fuffa in queste riviste oggi. Aria fritta condita di nulla. In più numerose le marchette al divo di turno.

Seguo solo le recensioni o gli ascolti comparati di alcuni critici, tipo i francesi Huss o Friederich.

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io tempesto di domande gli utenti di musica-classica.it e, visto che nel 75% dei casi ne sanno più di me, mi va di lusso :D

Ma poi, col costo di una rivista non si compra un cd (se non più di uno)?!

io in generale ho smesso di comprare riviste (di tutti i generi) con l'avvento di internet, con un budget limitato bisogna fare delle scelte... mi dispiace un po' per gli edicolanti... e anche per il fatto che quando si è alla toilette soli con sè stessi lo smartphone non dà certo le stesse emozioni della carta patinata.

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1 ora fa, Majakovskij dice:

lo smartphone non dà certo le stesse emozioni della carta patinata.

E non assolve allo stesso uso (però la carta patinata non va molto bene, è meglio quella porosa).

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11 minuti fa, vasilievic dice:

E non assolve allo stesso uso (però la carta patinata non va molto bene, è meglio quella porosa).

:sarcastic: giustissimo!

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Guest zeitnote

Non compro più nulla neanche io. Costano e tendono ad accumularsi in casa.
Ricordo, però, che mi piacevano molto le recensioni di "Repertoire" che successivamente si è fusa con "Monde de la Musique" per diventare l'odierna "Classica".
repertoire_vignette.jpg

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