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PetarPopara

I migliori pezzi di classica degli ultimi 100 anni

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Visto che hai salvato Saariaho, Grisey, e Carter - Madiel - deduco che oltre alla tua nota avversione per il minimalismo nella spazzatura metti anche gente come Haas, Benjamin, Rautavaara, Poppe (evitare battute del ***** grazie :laughing_x:) Vasks: a volte ho l'impressione che tu innalzi il tuo gusto a manifesto intellettuale.

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6 ore fa, mdm67 dice:

Visto che hai salvato Saariaho, Grisey, e Carter - Madiel - deduco che oltre alla tua nota avversione per il minimalismo nella spazzatura metti anche gente come Haas, Benjamin, Rautavaara, Poppe (evitare battute del ***** grazie :laughing_x:) Vasks: a volte ho l'impressione che tu innalzi il tuo gusto a manifesto intellettuale.

no, è meno complicato: io scrivo e ascolto quello che mi pare e piace, non sto a farmi domande su cosa pensa il mio interlocutore ^_^  Comunque, mi era sfuggito J.L. Adams, salvo anche lui, contento ? (tra altro, Dark Waves l'avevo pure caricato io su Wellesz :D ). A mio modesto avviso, il problema non è solo l'elenco dei compositori, ma anche il fatto che le opere di quelli maggiori non sono fondamentali. Neanche per i nomi che ho citato come importanti, vedi il caso del Concerto per clarinetto di Carter (sorge spontanea la domanda: perché proprio quello e non la mastodontica Symphonia Sum Pretium Spei del 1996 ? Forse è più facile ?).

A proposito di Rautavaara, ne ho sempre parlato abbastanza male ^_^  Mettono lui, il suo pacchiano concerto per arpa è proprio dimenticabile, e mi omettono la 10a sinfonia di Henze. Il solo Hymne della sinfonia si mangia il 90% di tutte le note assemblate da lorsignori. E Crumb, un altro grande compositore, non ha scritto belle opere negli ultimi vent'anni ? Per esempio, manca completamente Berio, che alla fine della sua attività avrebbe scritto di certo tre opere maggiori (non dico capolavori altrimenti SaintJust mi mena :rofl: ) come Ekhprasis II (1996), Solo (1999) e soprattutto Stanze (2003). Noto che nella lista non è neppure contemplato il criterio dell'evoluzione dello stile dei compositori, basta vedere che riaffiorano come cadaveri galleggianti i soliti Glass, Reich, Adès, Adams, Rautavaara, Lindberg e altri che oggi vanno per la maggiore, il cui stile è oramai cristallizzato. Cosa dovrei scegliere e come, soprattutto ? Vado di pancia ? (spero non di corpo :rofl: ) Ho la sensazione che quei pezzi non finiranno nei libri di storia della musica. Al massimo, qualcuno verrà citato nell'ambito di un singolo autore, ma non come rappresentativi di un'epoca o delle estetiche (se esistono ancora). Di sicuro non accadrà con la mediocre vincitrice. Il discorso si riduce a questo, ma credo che tutto sommato, quando parli di autori derivativi, il nostro punto di vista non è poi tanto lontano dal mio. Basta mettersi d'accordo sulle virgole.

Però, dai, tutto sommato vi è andata bene, non mi pare di aver letto i nomi di Penderecki e Pelecis nella lista :rofl:

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6 ore fa, LudwigII dice:

Ecco, trovato !
Per raffronti con lo scorso anno, sia della classifica, che dei vostri commenti :D

Fa parte del thread "Nuovi orizzonti: i compositori d'oggi", di Saint Just e la maratona radiofonica era stata segnalata da Rinaldino , qui  WQXR. Vediamo cos'è cambiato  :shiftyeyes_anim:

non sono così allergico alle classifiche ! La scelta dei maggiori dell'intero secolo, però, è oggettivamente molto difficile. Se non ci sono criteri precisi per la selezione è impossibile muoversi. Anche usando solo un criterio storicistico, di fatto esiste una cesura verso il 1950-1960, motivo per cui il secolo andrebbe diviso in due. Ci vorrebbero diverse competenze, oltre che i sentimenti. Troppi problemi, le mie rampogne erano meritate. Si cade nel ridicolo (la 3a di Gorecki !!!!!). Il XX secolo è difficile per eccesso di possibilità, gli ultimi vent'anni sono impossibili per il problema opposto :P Ne consegue che le porcherie della seconda lista sono praticamente totali :D

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23 ore fa, SaintJust dice:


Ma, tornando alla classifica, bisogna ovviamente mettersi d'accordo su cosa può darci questa classifica. Può darci, tra le tante cose, uno sguardo selettivo (o panoramico) nei confronti di soli compositori recenti nell'ambito colto. In questo senso la classifica può funzionare. Se invece cerchiamo le opere che, oltre che essere panoramiche, rappresentano un vertice compositivo formale, allora siamo messi male. Siamo ancora più messi se cerchiamo lo "sviluppo di concetti speculativi e concettuali", allora siamo messi malissimo. Anche volendo analizzare la classifica in ottica di un giovane compositore, questi titoli al giorno d'oggi non hanno avuto la forza per entrare dentro al dibattito compositivo. 

e quindi tu chi avresti scelto? su, tira fuori i nomi e le motivazioni, so che sei una fucina :D 

13 ore fa, Madiel dice:

veramente, prima ho dato un'occhiata (anzi, sarebbe meglio dire un'orecchiata :rofl: ) al pezzo della Shaw: è una cag*** pazzesca ! Di una stupidità assoluta, concettualmente ridicolo. Mi domando come possa essere arrivato primo in quella lista. I giovani sono in media mediocri, quelli più anziani o famosi non hanno scritto niente di memorabile, togliamo un tre nomi di compositori senz'altro grandi (quelli sopra citati), cosa resta alla fine ? :suicide_anim:

mentre zio Mad mi pare di capire che degli ultimi 20 anni non salva proprio un bel niente, o no? perchè poi citi Crumb, Henze, Berio, (SJ ha tirato fuori Lachenmann, stessa storia) gente che era già vecchia negli anni '90, insomma che si è espressa prevalentemente in decenni precedenti... cioè di "giovani" (nati almeno dopo il 1960) non c'è nessuno o quasi di davvero rilevante dal tuo (vostro) punto di vista? (domanda estesa anche a @mdm67 e @giobar che stanno partecipando attivamente a questa discussione).

Mi interesserebbe anche capire se siamo di fronte ad un blocco generazionale (di almeno 3 generazioni a questo punto, quindi una vera e propria agonia della musica), oppure se in mezzo c'è anche un problema di prospettiva storica (in soldoni, la cronica incapacità dell'uomo di giudicare l'arte del suo tempo). Tralasciando le vostre posizioni più o meno estreme, il succo del discorso è - mi pare di capire - che nessuno di voi è entusiasta dei nomi tirati in ballo, nè avete tirato fuori liste alternative, vorrei capire se è possibile fare un'analisi del perchè accade questo.

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Anni fa - ormai non seguo più certe dinamiche - la fetta di mercato della classica nell'ambito della musica registrata era pari al 3% - la fetta di mercato di novecento e contemporanea era pari al 3% del 3%: la nicchia all'interno della nicchia. Qui tutti compriamo dischi, ma ci entriamo mai in un negozio di dischi? io la settimana scorsa sono entrato al 23 a Padova, che ha un discreto spazio dedicato alla classica, ma gli autori in scaffale più recenti sono Strauss e Mahler. Partendo da questa considerazione puramente numerica chi ascolta Adés ha tutta la mia ammirazione, chi ascolta una radio come Q2 Music ha tutta la mia ammirazione, chiunque si sia preso la briga di votare nel sondaggio di Q2 Music ha tutta la mia ammirazione, indipendentemente dai risultati - che non sono una classifica di merito partorita da un gruppo di musicologi riuniti per l'occasione - ma solo un'indicazione dei gusti del pubblico che ascolta quella radio, anzi di quella parte di pubblico che ha partecipato al sondaggio. Madiel forse a questo punto chioserebbe dicendo che il pubblico di Q2 Music brilla per cattivo gusto, ma come si fa a definire spazzatura un David Lang, praticamente liquidandolo alla stessa stregua della schifezza Allevi? Siamo una riserva indiana gente, e di quelle sfigate, senza turisti e senza casinò: questa considerazione mi porta a guardare sempre con curiosità e rispetto tutti coloro che la popolano.

@Majakovskij ma mica è un problema solo della musica, quale campo oggi può vantare nomi in grado di competere per fama e influenza con quelli di trent'anni fa e oltre? bisogna semplicemente accettare il fatto che il progresso e l'innovazione sono processi finiti, l'arte non dimentichiamolo è prima di tutto una tecnica e ogni tecnica raggiunge il suo stato dell'arte: immagino che nel resto della mia vita vedrò grandi novità nel campo delle energie alternative, ma la lavatrice resterà più o meno uguale e comunque indispensabile. Ovvio che la musica non è una lavatrice - altrimenti a casa Madiel userebbero ancora quella comprata dalla nonna nel '56 - ma ostinarsi a non voler prendere atto di questa realtà - per quanto ancorata a una visione del processo musicale ormai fuori del tempo - è posizione legittima, ma è altrettanto legittimo prendere atto della situazione e godere dell'enorme confusione/proposta dei nostri giorni, per me la musica è prima un'esperienza sensoriale e poi - semmai - intellettuale: il mio compositore preferito degli ultimi vent'anni si chiama Bernhard Lang, non vale né Xenakis né Beethoven? e chi se ne frega! il mio scrittore preferito degli ultimi vent'anni si chiama Sebald, non vale né Kafka né Borges? ma neanche mi pongo la domanda!

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On sabato 2 gennaio 2016, Madiel dice:

non ho capito su cosa. Gould o la Shaw ? La seconda non so neanche chi sia... :rofl:

Intendevo la Shaw... XD

23 ore fa, LudwigII dice:

Tra l'altro ricordo che se n'era parlato credo un annetto fa, con il precedente "concorso", tanto che allora per curiosità andai ad ascoltare proprio il pezzo che guarda caso quest'anno è vincitore, Partita di Caroline Shaw.

Ah, allora forse è per quello che mi sembrava di averlo già ascoltato... :wacko:

22 ore fa, Madiel dice:

Ho la sensazione che quei pezzi non finiranno nei libri di storia della musica. Al massimo, qualcuno verrà citato nell'ambito di un singolo autore, ma non come rappresentativi di un'epoca o delle estetiche (se esistono ancora). Di sicuro non accadrà con la mediocre vincitrice.

Dipende, se sono amici di chi il libro lo scrive, magari qualche americano critico improvvisato storico e blablabla, vedi che ci finiscono eccome... con tanto di super intervista esclusiva. XD

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3 ore fa, mdm67 dice:

Anni fa - ormai non seguo più certe dinamiche - la fetta di mercato della classica nell'ambito della musica registrata era pari al 3% - la fetta di mercato di novecento e contemporanea era pari al 3% del 3%: la nicchia all'interno della nicchia. Qui tutti compriamo dischi, ma ci entriamo mai in un negozio di dischi? io la settimana scorsa sono entrato al 23 a Padova, che ha un discreto spazio dedicato alla classica, ma gli autori in scaffale più recenti sono Strauss e Mahler. Partendo da questa considerazione puramente numerica chi ascolta Adés ha tutta la mia ammirazione, chi ascolta una radio come Q2 Music ha tutta la mia ammirazione, chiunque si sia preso la briga di votare nel sondaggio di Q2 Music ha tutta la mia ammirazione, indipendentemente dai risultati - che non sono una classifica di merito partorita da un gruppo di musicologi riuniti per l'occasione - ma solo un'indicazione dei gusti del pubblico che ascolta quella radio, anzi di quella parte di pubblico che ha partecipato al sondaggio. Madiel forse a questo punto chioserebbe dicendo che il pubblico di Q2 Music brilla per cattivo gusto, ma come si fa a definire spazzatura un David Lang, praticamente liquidandolo alla stessa stregua della schifezza Allevi? Siamo una riserva indiana gente, e di quelle sfigate, senza turisti e senza casinò: questa considerazione mi porta a guardare sempre con curiosità e rispetto tutti coloro che la popolano.

@Majakovskij ma mica è un problema solo della musica, quale campo oggi può vantare nomi in grado di competere per fama e influenza con quelli di trent'anni fa e oltre? bisogna semplicemente accettare il fatto che il progresso e l'innovazione sono processi finiti, l'arte non dimentichiamolo è prima di tutto una tecnica e ogni tecnica raggiunge il suo stato dell'arte: immagino che nel resto della mia vita vedrò grandi novità nel campo delle energie alternative, ma la lavatrice resterà più o meno uguale e comunque indispensabile. Ovvio che la musica non è una lavatrice - altrimenti a casa Madiel userebbero ancora quella comprata dalla nonna nel '56 - ma ostinarsi a non voler prendere atto di questa realtà - per quanto ancorata a una visione del processo musicale ormai fuori del tempo - è posizione legittima, ma è altrettanto legittimo prendere atto della situazione e godere dell'enorme confusione/proposta dei nostri giorni, per me la musica è prima un'esperienza sensoriale e poi - semmai - intellettuale: il mio compositore preferito degli ultimi vent'anni si chiama Bernhard Lang, non vale né Xenakis né Beethoven? e chi se ne frega! il mio scrittore preferito degli ultimi vent'anni si chiama Sebald, non vale né Kafka né Borges? ma neanche mi pongo la domanda!

Però, io alla ventesima rifrittura degli stessi procedimenti compositivi di un Lindberg, cito non a caso perché è un autore che mi piace, dico basta e passo ad altro. Se a ciò aggiungiamo una mancanza di talento assoluto, detto volgarmente genio, di moltissimi citati per me è inutile perdere tempo. Il tempo è l'unica cosa che nessuno mi restituisce, motivo per cui cerco di usarlo al meglio ;) Bastava saltare un decennio indietro (1980-1990) ed ecco che le opere importanti spuntano come funghi, anche di autori che francamente detesto (v. Reich). Il problema, è che in quella lista non c'è niente che rappresenta veramente il periodo in questione, è solo il riflesso della decadenza dei gusti del pubblico americano di tipo modernista. Per il resto, non è mia intenzione paragonare Lang a Xenakis, e men che meno fare un discorso piagnone del tipo "non c'è più arte". Ci sono (rari) bravi giovani compositori viventi, come Filidei, che adoro! Prendo atto che mancano.

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2 ore fa, Flaux dice:

Dipende, se sono amici di chi il libro lo scrive, magari qualche americano critico improvvisato storico e blablabla, vedi che ci finisco eccome... con tanto di super intervista esclusiva. XD

esatto, mi sa che finirà così :D

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4 ore fa, Majakovskij dice:

e quindi tu chi avresti scelto? su, tira fuori i nomi e le motivazioni, so che sei una fucina :D 

mentre zio Mad mi pare di capire che degli ultimi 20 anni non salva proprio un bel niente, o no? perchè poi citi Crumb, Henze, Berio, (SJ ha tirato fuori Lachenmann, stessa storia) gente che era già vecchia negli anni '90, insomma che si è espressa prevalentemente in decenni precedenti... cioè di "giovani" (nati almeno dopo il 1960) non c'è nessuno o quasi di davvero rilevante dal tuo (vostro) punto di vista? (domanda estesa anche a @mdm67 e @giobar che stanno partecipando attivamente a questa discussione).

Mi interesserebbe anche capire se siamo di fronte ad un blocco generazionale (di almeno 3 generazioni a questo punto, quindi una vera e propria agonia della musica), oppure se in mezzo c'è anche un problema di prospettiva storica (in soldoni, la cronica incapacità dell'uomo di giudicare l'arte del suo tempo). Tralasciando le vostre posizioni più o meno estreme, il succo del discorso è - mi pare di capire - che nessuno di voi è entusiasta dei nomi tirati in ballo, nè avete tirato fuori liste alternative, vorrei capire se è possibile fare un'analisi del perchè accade questo.

almeno di quella lista proprio niente. Spiacente, ma trovo più interessanti le opere di autori vecchi scritte in quel periodo, o di qualche giovane di nicchia. Proprio con i giovani, tranne rari casi, non ci trovo quasi nulla d'interessante :mellow: Per altro, con un linguaggio molto complesso e in gara con il caos linguistico vigente, è raro che un autore trentenne sforni un capolavoro (o comunque un'opera veramente nuova). I ritorni tonali (o per meglio dire consonanti), per contro, hanno fatto sempre flop.

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24 minuti fa, Madiel dice:

Ci sono (rari) bravi giovani compositori viventi, come Filidei, che adoro! Prendo atto che mancano.

ma il punto è sempre lo stesso, Madiel, quanta musica di Filidei è in CD? la registrazione tradizionale - non fa differenza se venga poi diffusa col supporto fisico o da Spotify e affini - resta il sistema principale di diffusione della musica.

YouTube non ti dà la possibilità di fare un sondaggio del genere tra i ¨followers¨ di Wellesz?

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3 ore fa, mdm67 dice:

ma il punto è sempre lo stesso, Madiel, quanta musica di Filidei è in CD? la registrazione tradizionale - non fa differenza se venga poi diffusa col supporto fisico o da Spotify e affini - resta il sistema principale di diffusione della musica.

YouTube non ti dà la possibilità di fare un sondaggio del genere tra i ¨followers¨ di Wellesz?

e sì, questo resta un problema forte, però le sue incisioni circolano a livello accademico e sul web (su Wellesz ne abbiamo tante che hanno discreto successo). Non so, però, fino a che punto possano servire. Per esempio, un altro bravo compositore italiano, de Rossi Re, è abbastanza rappresentato in disco (Rai trade) ma non va oltre l'Europa. E' anche un problema di paese e di lingua.

Francamente non so se sia possibile fare un sondaggio del genere su Wellesz, dovrò controllare i problemi tecnici. Fare un sondaggio generale risulterebbe difficile perché, se riferito ai nostri video, per molti autori non possiamo caricare nulla causa problemi di "copyright". Abbiamo delle statistiche private generate dal sistema riguardo al traffico e sappiamo quali brani "vanno" di più presso il pubblico, e come si compone il pubblico. Il nostro pubblico è prevalentemente anglosassone, americano, europeo e soprattutto italiano, e si divide in due nettamente tra novecento storico e avanguardia (spesso estrema). Le eccezioni sono i compositori sudamericani o dell'estremo oriente, molto seguiti e apprezzati indipendentemente dal loro linguaggio.

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@Majakovskij Boh, non saprei, perché considera che ormai di musica contemporanea uscita nel 2015 (in disco o su soundcloud) ho ascoltato molto di meno perché non avevo più tanta voglia di dare chance a lavori troppo pretenziosi. 

Concettualmente (quindi lasciando stare il discorso musicale) ho trovato particolarmente interessanti e rappresentativi nell'ambito colto roba tipo i Professor Bad Trip/An Index of Metals di Romitelli. Questo per tutta una serie di ragioni che sono abbastanza intellegibili a tutti.Romitelli è riuscito a dare corpo ad una musica volutamente vicino alla sensibilità distopica del nuovo millennio. Ricordiamoci però che, musicalmente, si tratta di un Dufourt più aspro e duro e di un Grisey meno elegante. 

Un altro nome abbastanza recente, che ha citato già mdm67, è Bernhard Lang. Credo che il ciclo "Differenz/Wiederholung" possa ergersi tranquillamente a manifesto di musica "deleuziana". Io purtroppo, non per offendere certo mdm67, lo trovo un po' troppo kitsch e post-moderno. Inserirei forse DW 8, però boh. Non è musica che fa per me. 

Infine ti cito sicuramente il lavoro di Mauro Lanza/Andrea Valle sui loro vari "Regna". Ecco, probabilmente questo è il progetto più consapevole per svariate ragioni tecnica/estetiche. Lascio qui un'intervista per chi volesse inquadrare il progetto: http://www.thenewnoise.it/i-regnum-di-andrea-valle-e-mauro-lanza/

Poi ovviamente ci sarebbe starebbe il buon Christophe Bertrand, su cui abbia speso già molte parole su questo forum. Ricordo Pollini che lo considerava addirittura come uno dei pochi ad aver proseguito la via di Ligeti. 

Toh, ma anche un Beat Furrer è purtroppo molto rappresentativo al giorno d'oggi. Lo si potrebbe considerare tranquillamente quasi un capo-scuola della Nuova Vienna. 

Ci sarebbe tanto altro forse altro, ma ho bisogno di più tempo per ragionarci. A livello concettuale mi vengono in mente questi qua. A livello musicale ovvio che l'unico che ha composto dei "piccoli vertici" è Bertrand, purtroppo. 


PS: Io inserirei insieme a qualcosa di Lachenmann, visto che siamo in tema di "vecchi", anche "The Road" di Rzewski ma boh, non è oggettivamente un'opera facile da ascoltare (anche se concettualmente è potentissima, IMHO). 

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