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Pinkerton

Confronti

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Ringrazio Wittelsbach,Ives, giordanoted e Pinkerton per avermi risposto sulla scena del Commendatore.


Sto imparando moltissimo leggendo i vostri confronti!!! :ohno02:

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Sono in accordo con Pinkerton. La Verrett incarna anche meglio il ruolo, a mio modestissimo parere.

Mi permetto di cambiare opera e chiedervi quale sia la migliore interpretazione della scena del commendatore dal "Don Giovanni" di Mozart. "Don Giovanni, a cenar teco".

>https://www.youtube.com/watch?v=dK1_vm0FMAU

>https://www.youtube.com/watch?v=jATcM8X29zc

Consigliatemi pure altre interpretazioni, sono molto curiosa di conoscere il vostro parere.

I due video del finale di Don Giovanni da te postati, Wagnerina, differiscono sia come direzione che come regia che, infine, come vocalità dei due bassi .

Su quest'ultimo aspetto mi limiterò a rilevare che nell'edizione più recente c'è una maggiore distinzione timbrica fra il Commendatore ( Moll, basso perofondo) e Don Giovanni ( Ramey, basso-baritono) laddove nell'edizione del '51 i timbri di Siepi ed Ernster sono più simili. Ernster inoltre palesa un'avanzata usura vocale e una tecnica comunque inferiore a Kurt Moll il quale però pronuncia e accenta senza criterio prosodico.

Cesare Siepi infine canta meglio di tutti, anche di Ramey, pur apparendo piuttosto monocorde.

Concordi Wagnerina?

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Pink ascolta la Gencer del '60 in Macbeth , è molto più naturale e meno "rana gonfia" .

In effetti, Maja, nel '60 la Lady della Gencer era migliore peer via della voce più fresca e della gola più elastica. La sua figurazione del personaggio è notevole anche se, se pur vocalmente migliore, ripete gli stilemi delle incisioni degli anni successivi ( oltre che risultare, come negli anni successivi, troppo turgida nei centro-gravi e un poco stridente nelle puntature).

Pur animosa nello slancio e varia nel fraseggio e nei colori, anche alla " giovane" Gencer manca qella tensione sinistra, diabolica, che la divina Maria sapeva rendere.

>https://www.youtube.com/watch?v=raDegluLr8k

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I due video del finale di Don Giovanni da te postati, Wagnerina, differiscono sia come direzione che come regia che, infine, come vocalità dei due bassi .

Su quest'ultimo aspetto mi limiterò a rilevare che nell'edizione più recente c'è una maggiore distinzione timbrica fra il Commendatore ( Moll, basso perofondo) e Don Giovanni ( Ramey, basso-baritono) laddove nell'edizione del '51 i timbri di Siepi ed Ernster sono più simili. Ernster inoltre palesa un'avanzata usura vocale e una tecnica comunque inferiore a Kurt Moll il quale però pronuncia e accenta senza criterio prosodico.

Cesare Siepi infine canta meglio di tutti, anche di Ramey, pur apparendo piuttosto monocorde.

Concordi Wagnerina?

Effettivamente i miei video sono molto diversi per le ragioni che dici tu. La versione del 1990 è molto bella da vedere: tra il belloccio Sam Ramey, il monumentale Kurt Moll e la scenografia, si è sedotti a guardarla più volte. Musicalmente, e questo è ciò che qui conta, anche a me Ernster non piace, non ha una voce abbastanza scura e grave come mi piacerebbe fosse per questo ruolo. Su Cesare Siepi che dire? A mio parere il miglior Don Giovanni di sempre. Ha un ottimo fraseggio e una voce "rotonda".

Riesce a districarsi tra il basso e il baritono con una naturalità unica.

Un buon compromesso è la versione del 1955 diretta da Max Rudolf, da te citata. Non l'avevo mai sentita e devo riconoscere la bravura di Giuseppe Taddei. Ti chiedo tra Italo Tajo e Kurt Moll?

Nel frattempo, vado a leggere cosa sia il criterio prosodico.

Ammetto la mia ignoranza sperando di non dare scandalo tra i forumisti. :sad02:

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. Ti chiedo tra Italo Tajo e Kurt Moll?

:

Italo Tajo , Wagnerina, interpreta Leporello e Moll il Commendatore.

Ma, a parte questo, Tajo e' un basso comico di buona tecnica, immaginoso, fantasioso e di gusto superiore.

Kurt Moll e' un basso profondo, drammatico, dalla voce scurissima e marmorea, austera, ma alquanto monocorde.

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Italo Tajo , Wagnerina, interpreta Leporello e Moll il Commendatore.

Ma, a parte questo, Tajo e' un basso comico di buona tecnica, immaginoso, fantasioso e di gusto superiore.

Kurt Moll e' un basso profondo, drammatico, dalla voce scurissima e marmorea, austera, ma alquanto monocorde.

Chiedo venia, non conosco le voci di quel tempo. Chi è il commendatore in quell'opera?

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Chiedo venia, non conosco le voci di quel tempo. Chi è il commendatore in quell'opera?

E' Antonio Zerbini, valido basso del periodo '50-'70, che canta il Commendatore molto meglio di Ernster.

In sede di puro canto e' superiore anche a Moll che pero' dispone di un timbro piu' scuro ma anche piu' sinistro e inquietante.

Il timbro di Zerbini invece e',diciamo, piu' "cordiale" rispetto a quello di Moll.

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Io ritengo, tra le altre cose, che il cast maschile dell'edizione di Rudolf sia in assoluto uno dei più "giusti" e perfetti per quest'opera.


Taddei lo si conosce come Leporello nei dischi di Giulini, ma è ugualmente bravissimo nella tracotanza di don Giovanni, in duo con Italo Tajo che è poi Leporello e mostra una duttilità di fraseggio e una capacità canora che hanno pochi confronti. Di Zerbini abbiamo già detto, ci resta Cesare Valletti che è un Ottavio stupendo per dolcezza ed eleganza.


Scadente invece il Masetto dozzinale di Vito Susca. Oltre, purtroppo, a tutto il cast femminile, a mio modo di vedere. Qualche passatista, ultimamente, sta rivalutando la figura di Carla Gavazzi come vocalista, ma io ammetto di non essere affatto d'accordo.


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Beccatevi questi


>https://www.youtube.com/watch?v=y4X68lD7UdE


>https://www.youtube.com/watch?v=u-bPQ2Bg9Ak



Canto vs bercio


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Beccatevi questi

Canto vs bercio

Corena,Wittel, ha cantato peggio ma fra lui e Kipnis qui c'e' un abisso. Kipnis ha pienezza, morbidezza , varieta' dinamica, un'agogica altamente espressiva e una linea di canto legatissima.

La mezza voce in "stentando" del grande Alexander a 0:50 poi e' impagabile. Una gemma.

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L'arietta mozartiana dal Ratto, in bilico fra il malinconico e il giocoso, è qui interpretata, con sorprendente leggerezza, dal basso profondo Kurt Moll che è bravo ma che comunque resta alquanto sotto il livello di Kipnis:



>https://www.youtube.com/watch?v=69CD8O2CdQU


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Su Kurt Moll ho una notazione.


Lo chiami "basso profondo", e talvolta lo definisco così anch'io.


Dovevano chiamarlo così in molti, anni fa, perché Celletti, recensendo il Ratto di Bohm dei primi anni Settanta, disse più o meno: "Moll non è un basso profondo. E' un basso che ha l'estensione e le note che i normali bassi dovrebbero avere". Che ne dici? Pensi anche tu che l'imponenza vocale della bellissima cavata di Moll faccia pensare a un'estensione, in basso, che in realtà non ha?


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Su Kurt Moll ho una notazione.

Lo chiami "basso profondo", e talvolta lo definisco così anch'io.

Dovevano chiamarlo così in molti, anni fa, perché Celletti, recensendo il Ratto di Bohm dei primi anni Settanta, disse più o meno: "Moll non è un basso profondo. E' un basso che ha l'estensione e le note che i normali bassi dovrebbero avere". Che ne dici? Pensi anche tu che l'imponenza vocale della bellissima cavata di Moll faccia pensare a un'estensione, in basso, che in realtà non ha?

La tua osservazione, Wittel , ripresa da Celletti, e' esatta e te ne ringrazio.

Moll ha un colore vocale molto scuro, marmoreo e tenebroso ( qualcosa di simile, ma solo timbricamente, era la voce di Giulio Neri) e una ragguardevole consistenza.Ma non e' un basso profondo, checche' ne abbia detto Pink.

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L'arietta mozartiana dal Ratto, in bilico fra il malinconico e il giocoso, è qui interpretata, con sorprendente leggerezza, dal basso profondo Kurt Moll che è bravo ma che comunque resta alquanto sotto il livello di Kipnis:

>https://www.youtube.com/watch?v=69CD8O2CdQU

Più austera e castigata la versione di Gottlob Frick, che comunque canta bene sebbene anch'egli sia inferiore a Kipnis:

, https://www.youtube.com/watch?v=DmhaO2nNFn0

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Con Frick siamo nel classico, senza dubbio.


Ma sentire anche il più "casereccio" Herbert Alsen, colonna della Staatsoper in tempo di guerra


>https://www.youtube.com/watch?v=KqT_p_ZR6QY&list=PLV1O0ADXviAo00X7-Jjwg2-UjBRf-waR9


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>https://www.youtube.com/watch?v=gi5pv-X5qgo

>https://www.youtube.com/watch?v=8bG2nscjMwQ

>https://www.youtube.com/watch?v=OaoBC40i0VU

Et voilà.

Dite la vostra, grazie.

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>https://www.youtube.com/watch?v=gi5pv-X5qgo

>https://www.youtube.com/watch?v=8bG2nscjMwQ

>https://www.youtube.com/watch?v=OaoBC40i0VU

Et voilà.

Dite la vostra, grazie.

Della terna di soprano, caro amico, la Devia è quella che canta meglio ma è anche la meno espressiva ( un p' scolastica).

Opterei per la Dessì visto che la Callas assomma numerose asprezze e una marcata disuguaglianza che in più momenti sfiora la forzatura.

Ma poi, a ben riascoltare, la Divina, è ancora "uber alles" . Nn solo è sempre vivida e presente nel fraseggio ma è l'unica che sappia dare espressione agli ornamenti ( la gestione delle agilità da 4:02 a 4:35 è un pezzo di alta scuola).

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Nell'edizione dell'opera completa della Philips, Giordano, Medora è Jessye Norman che non canta male ma che, forse anche per il bronzeo spessore della voce, incappa in qualche disagio nelle agilità cosicchè le viene a mancare quella fluida leggerezza da rendere a tempo sugli accordi dell'arpa che si addice alla magnifica pagina verdiana:



>https://www.youtube.com/watch?v=yy152dlRaBw



Tutto sommato, grazie anche al timbro più confacente al personaggio, meglio della Norman risulta questa giovanissima Katia Ricciarelli che è alquanto flebile e insipida nel recitativo ma che nel cantabile, malgrado l'emissione dilettantesca degli acuti, presi d'istinto e poveri di rotondità, rende bene quella ritmata leggerezza e quella sognante fluidità che qui sono irrinunciabili:



>https://www.youtube.com/watch?v=ZHlxkInIXdQ


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Della terna di soprano, caro amico, la Devia è quella che canta meglio ma è anche la meno espressiva ( un p' scolastica).

Opterei per la Dessì visto che la Callas assomma numerose asprezze e una marcata disuguaglianza che in più momenti sfiora la forzatura.

Ma poi, a ben riascoltare, la Divina, è ancora "uber alles" . Nn solo è sempre vivida e presente nel fraseggio ma è l'unica che sappia dare espressione agli ornamenti ( la gestione delle agilità da 4:02 a 4:35 è un pezzo di alta scuola).

Ricordiamo anche che parliamo di una Callas agli sgoccioli... dopo le ultime stentate recite del 1965 la Callas fermò la sua attività definitivamente salvo "riprovarci" nel '69 con un disco di arie verdiane che gli costò non poca fatica e che, alla fine, non uscì. Quello che ascoltiamo infatti è poco più che un provino (si avvertono alcuni momenti più "marcati" che cantati), le registrazioni non furono più completate e vennero fuori solo alla morte della cantante. Nonostante il timbro a tratti sgradevole e ormai artefatto, l'emissione forzata e disuguale la Maria, almeno sul piano della concezione espressiva del brano, è sempre una spanna sopra. Sono gli ultimi barlumi della sua genialità.

Della Katia esiste anche una registrazione giovanile molto bella, non so se disponibile su youtube. La Norman è una cantante che apprezzo, ma in questa scrittura la sento a disagio. A ragione giordano quando evoca Bellini, la scrittura sospesa e legatissima, introversa e a quasi tutta a mezza voce richiede proprio lo stesso tipo di vocalità.

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Per la scorrevole e ritmata levità nonchè per l'uguaglianza di registro, ottenuta risolvendo con irrisoria facilità tutti gli impervi nodi vocali della scrittura merita di essere ascoltata Beverly Sills, già segnalata da Maja.


La sills opta per una versione sognante, quasi idilliaca del brano e sorvola sulla tinta mesta e angosciosa, Tuttavia, in sede di puro canto,è al primo posto fra le soprano finora ascoltate:



>https://www.youtube.com/watch?v=8iQaRtTxW14


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Questo ulteriore confronto, in campo tenorile, esemplifica come l'approssimazione tecnica unita a un generico slancio ( condimento buono per tutte le minestre) possano appiattire e svilire un'aria verdiana, celandone le potenziali dovizie espressive;


Il giovane e baldo Pepe Carreras sbriga tutta la faccenda attestandosi da cima a fondo( escluso un semiafono ripiegamento in falsetto a 0:58) su un canto a pieni polmoni, ben scandito ma sempre stentoreo, poverissimo di alternative dinamiche, a tratti quasi gridato.


Risultato: durezza, monotonia, povertà espressiva.



>https://www.youtube.com/watch?v=8UQwMRaCyBw




Ben diverso è il risultato se canta Carlo Bergonzi, per il respiro complessivo e la varietà dinamica, agogica e coloristica cento volte meglio di Carreras,




>https://www.youtube.com/watch?v=loKAQWsQ2dk


,


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Questo ulteriore confronto, in campo tenorile, esemplifica come l'approssimazione tecnica unita a un generico slancio ( condimento buono per tutte le minestre) possano appiattire e svilire un'aria verdiana, celandone le potenziali dovizie espressive;

Il giovane e baldo Pepe Carreras sbriga tutta la faccenda attestandosi da cima a fondo( escluso un semiafono ripiegamento in falsetto a 0:58) su un canto a pieni polmoni, ben scandito ma sempre stentoreo, poverissimo di alternative dinamiche, a tratti quasi gridato.

Risultato: durezza, monotonia, povertà espressiva.

Un'esecuzione "onesta" dell'aria tenorile di sortita dal I° Atto del Corsaro ce la offre la limpida vocalità di Giorgio Casellato Lamberti, che è ancora lontano dalla larghezza di fraseggio e dall'incisività d'accento di Bergonzi, ma che è comunque più vario di Carreras oltre che meglio impostato tecnicamente: fraseggio sufficientemente ampio, suono nitido e ben immascherato (se si escludono un paio di acuti nasaleggianti).:

Per trovare un tenore di una certa fama che canti peggio di Carreras bisogna scomodare il suo conterraneo e omonimo Josè Cura che oltre ad essere stentoreo e montono almeno quanto Carreras ha un timbro meno bello e, in sovrapprezzo, è anche metronomico e frettoloso: e butta lì l'aria con irritante trasandatezza:

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Gli ascolti da te proposti Pink non fanno altro che sottolineare l'equivoco storico cui è andato incontro il verbo verdiano, specie quello della prima parte della produzione: Verdi utilizza, personalizzandola, la stessa scrittura belcantista di Bellini e Donizetti, e quindi richiede la stessa la finezza tecnica che questi compositori esigono. Purtroppo la tradizione interpretativa ha sempre fatto più leva sull'accento bruciante e il declamato scultoreo, caratteristiche di presa più immediata, piuttosto che concentrarsi sul legato, la cantabilità, e pure il virtuosismo (che se non è quasi mai vertiginoso, in Verdi è pure sempre presente). Ne son venute fuori interpretazioni nel migliore dei casi eloquenti ma comunque un po' abborracciate. E diciamo pure che se è vero che alcune opere del primo periodo possono definirsi "minori", è pur vero che spesso l'inadeguatezza degli interpreti le ha rese peggiori di quel che sono in realtà.


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Verdi utilizza, personalizzandola, la stessa scrittura belcantista di Bellini e Donizetti, e quindi richiede la stessa la finezza tecnica che questi compositori esigono. Purtroppo la tradizione interpretativa ha sempre fatto più leva sull'accento bruciante e il declamato scultoreo, caratteristiche di presa più immediata, piuttosto che concentrarsi sul legato, la cantabilità, e pure il virtuosismo (che se non è quasi mai vertiginoso, in Verdi è pure sempre presente).

L'accento bruciante e il declamato scultoreo, Maja, non sono estranei al canto verdiano, tutt'altro. In realtà ne sono parte essenziale. Solo che, da soli, non bastano.

La cantabilità verdiana richiede necessariamente un ampio e articolato ventaglio dinamico e coloristico, un'assidua alternanza agogica, ma soprattutto richiede ampiezza di fraseggio e larghezza di respiro.

Ascolta Bergonzi in quest'aria. C'è tutto quanto occorre al vero canto verdiano: incisività, abbandono, varietà dinamica, nettezza di pronuncia e di articolazione,

larghezza di respiro:

>https://www.youtube.com/watch?v=6kU2wWpjLkk

Nello stesso brano ascolta adesso Margaret Price che attacca bene con accento dolentissimo e poi esibisce numerosi dettagli pregevoli in sede di accentazione e di modulazioni dinamiche. Buona esecuzione la sua sebbene le manchi l'ampia cantabilità che troviamo in Bergonzi:

>https://www.youtube.com/watch?v=AG76pVUb2_g

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Guest zeitnote

A proposito del Verdi belcantista e cabalettista, mia moglie ed io l'altra sera ci siamo divertiti come matti con "Un Giorno di regno"...


>https://www.youtube.com/watch?v=9eVhihQxeXY


Scoppiettante.


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