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Pinkerton

Confronti

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La bravura di Gigli nei ripiegamenti lirici m'ha stupito perchè a sessant' anni poteva anche starci che non fosse più in grado di dare certe sfumature al suo canto. Poi, come nel caso di Pavarotti, il bel timbro è ancora sostanzialmente tutto lì, poco intaccato dallo scorrere del tempo e non posso scrivere la stessa cosa del mio beniamino Di Stefano il cui bel timbro, già a cinquant' anni era belle che compromesso e che concordo anche io essere più o meno pessimo nella Manon. Personalmente trovo anche la Callas in scarsa forma vocale in quella registrazione. Trattandosi della Callas ci sono passaggi geniali ma in alcuni momenti traballa molto


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La bravura di Gigli nei ripiegamenti lirici m'ha stupito perchè a sessant' anni poteva anche starci che non fosse più in grado di dare certe sfumature al suo canto. Poi, come nel caso di Pavarotti, il bel timbro è ancora sostanzialmente tutto lì, poco intaccato dallo scorrere del tempo e non posso scrivere la stessa cosa del mio beniamino Di Stefano il cui bel timbro, già a cinquant' anni era belle che compromesso e che concordo anche io essere più o meno pessimo nella Manon. Personalmente trovo anche la Callas in scarsa forma vocale in quella registrazione. Trattandosi della Callas ci sono passaggi geniali ma in alcuni momenti traballa molto

Sono tutte esatte, Alfio, le tue osservazioni. I buoni risultati anche in tarda età, di Gigli derivano tutti dalla corretta impostazione tecnica della voce esattamente come per Di Stefano la tecnica lacunosa( ma non solo) fu la causa determinante del suo precoce declino.

Per la Callas il discorso è più complesso: la Divina infatti aveva elaborato una tecnica di canto di alto livello ma la scelta iniziale di ampliare l'estensione ben oltre i confini naturali della sua voce (quattro ottave di estensione per una soprano per natura "corta" sono decisamente troppe) e anche la riproposta di un modulo di canto ibrido e gravoso come il "soprano drammatico di agilità", furono i fattori principali che ne causarono il precoce e inevitabile declino.

Tutti i discorsi, Alfio, relativi alle sue vicende personali come causa principale della sua breve carriera sono solo sciocche e ignobili chiacchere fatte da gente grossolana e ignorante di vocalità.

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Sentite 16 minuti di porcheria totale


>https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=ufku0r9eBos


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Roberto, Dimitri e la bionda Inva, o Principe, provano Otello con residue e modestissime attitudini vocal-interpretative e risultati dopolavoristici.

Ai tre rinomati cantatori rivolgo questo quesito: che vi ha fatto di male Pepìn Verdi da Busseto buonanima per trattarlo in questo modo?

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Roberto, Dimitri e la bionda Inva, o Principe, provano Otello con residue e modestissime attitudini vocal-interpretative e risultati dopolavoristici.

Ai tre rinomati cantatori rivolgo questo quesito: che vi ha fatto di male Pepìn Verdi da Busseto buonanima per trattarlo in questo modo?

Esattamente sessant'anni fa l'Otello si cantava così. Il trio dei dopolavoristi dovrebbe ascoltare attentamente questo video RAI in bianco e nero.

>https://www.youtube.com/watch?v=cKXdiCHyFII

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Come se la cava qui Dieguito?



>https://www.youtube.com/watch?v=AvySWctOHrc



o meglio Alva?



>https://www.youtube.com/watch?v=4xqRx5ggOqs


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Come se la cava qui Dieguito?

>https://www.youtube.com/watch?v=AvySWctOHrc

o meglio Alva?

>https://www.youtube.com/watch?v=4xqRx5ggOqs

Dal punto di vista puramente fonatorio, Giordano, Florez è notevolissimo: tutte le note emesse sono facili e tirate a lucido, piene e di bel colore, perfettamente appoggiate e ben legate. Il tempo staccato però è troppo lento e l'effetto complessivo è più compassato e soporifero che appassionato e sognante.

Insomma un'esecuzione impeccabile ma un'interpretazione scolastica.

Alva per contro opta per un'agogica appropriata: il ritmo è spedito e impaziente con qualche opportuno rallentamento in passaggi ispirati e anche l'accento è fervido e animato. Inoltre è rimarchevole la precisione e la rapidità con cui snocciola terzine e quartine, da vero virtuoso.

Sotto l'aspetto strettamente vocale però , specie nelle mezzevoci, ricorre a un'emissione molto falsettistica che a tratti diviene troppo esile, sbiancata ed esangue, quasi asessuata. Un pessimo biglietto da visita per affascinare e conquistare una fanciulla.

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Un tempo molto lento lo stacca anche Alfredo Kraus ma, a differenza di Florez, è espressivo e ispirato, con nell'accento una vena di malinconia.




https://www.youtube.com/watch?v=PVCgqk_k5RE





E' interessante anche, Giordano, la versione "storica" di Fernando de Lucia. Dal punto di vista strettamente musicale don Fernando non era certo irreprensibile: le vistose deroghe ritmiche non si contano e anche le pause abusive, che compromettono un "legato" per altro di alta classe. Inoltre qualche nota in "mezzoforte" risulta piuttosto aperta.


Nondimeno la morbidezza e la flessibilità delle mezzevoci nel modulare le agilità (molte delle quali fuori ordinanza) sono assolutamente eccezionali


e bastano a spiegare il motivo della straordinaria celebrità di questo tenore :




https://www.youtube.com/watch?v=YwEt4qyaunI


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Tutto quello che volete, ma Alva con l'autentica vocalità del virtuoso rossiniano (acuti e coloratura, anzi specie quest'ultima, che non era mai di forza ma sempre di grazie, ed eseguita o aspiratissima o immersa in oscillazioni indistinte) aveva quasi nulla a che spartire.


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io dico che quando si parla di Barbiere Florez gioca in casa quindi meglio lui di Alva anche perchè sebbene l' abbia rivalutato, Alva perde molti confronti anche coi conti d' Almaviva della sua epoca


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A mio avviso se consideriamo l' esatto modo con cui andrebbe cantata la parte del conte, non ce n'è per nessuno e Florez stacca tutti ma, se consideriamo anche i conti del passato che non erano sicuramente così rispettosi del dettato rossiniano come Florez, allora potremmo andare avanti a lungo con esempi interessanti. Personalmente sono anche amante del timbro amaro e malinconico di Tagliavini che cantò la parte anche in un film d' opera



>https://www.youtube.com/watch?v=p_jzqwP1XaY


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Teatranti vs Extraterrestri, si apra il match!


>https://www.youtube.com/watch?v=nR8bgW8NDVY



>https://www.youtube.com/watch?v=u2YWO-CriKg


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Teatranti vs Extraterrestri, si apra il match!

Nesterenko e Weikl sono esperti teatranti ma

hanno anche la platealita" dei guitti:caricano troppo l'accento e spingono sistematicamente sul sillabato che diventa

monotono e scoppiettante.Poi, per colorire,

alterano e deteriorano l'emissione emettendo

suoni che vorrebbero essere comici e invece quasi sempre sono solo ridicoli e di dubbio gusto. Cosi' facendo la dizione risulta piuttosto penalizzata e si capisce poco di quello che dicono.

Insomma a forza di mettere sale e pepe la pietanza diventa indigesta.

Altra cosa sono Bruscantini e Nucci: al brio si associa la leggerezza e le inflessioni sono sempre misurate ed espressive.

La pronuncia infine e' eccellente.

Morale: la classe non e' acqua.

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Bruscantini - Nucci sono spassosissimi, cantano in modo brillantissimo, sono perfettamente calati nella parte di Don Pasquale e Malatesta, e hanno una dizione de fero. Da capogiro. Al livello dei migliori attori di prosa. Cosa che purtroppo non si può dire della coppia Nesterenko - Weikl, che sembra veramente provenire da un altro pianeta.. al di là degli infiniti errori di pronuncia...quanta pesantezza!

Quindi direi che i teatranti mangiano tranquillamente i risi in testa agli extraterrestri.

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Facciamoci due risate, ammirando anche la concezione megalomane del video.


>https://www.youtube.com/watch?v=vBqsFPXfqLo



Confrontiamolo col Va Pensiero di Muti o con quello della Scala di Romano Gandolfi.


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Ecco ancora la voce regina della canzone italiana nel più celebre arioso di Puccini che, a pieni polmoni, dà voce a tutti i manovali della nostra bella Italia. Confronti? Non ce ne sono.

https://www.youtube.com/watch?v=EHDu-sr5EPE&list=RDEHDu-sr5EPE#t=0

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Ecco ancora la voce regina della canzone italiana nel più celebre arioso di Puccini che, a pieni polmoni, dà voce a tutti i manovali della nostra bella Italia. Confronti? Non ce ne sono.


>https://www.youtube.com/watch?v=EHDu-sr5EPE&list=RDEHDu-sr5EPE#t=0

sto morendo dalle risate !!! :laughingsmiley:

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A mio avviso se consideriamo l' esatto modo con cui andrebbe cantata la parte del conte, non ce n'è per nessuno e Florez stacca tutti ma, se consideriamo anche i conti del passato che non erano sicuramente così rispettosi del dettato rossiniano come Florez, allora potremmo andare avanti a lungo con esempi interessanti. Personalmente sono anche amante del timbro amaro e malinconico di Tagliavini che cantò la parte anche in un film d' opera

https://www.youtube.com/watch?v=p_jzqwP1XaY

Tagliavini, Alfio, qui canta in modo eccellente con voce ancora morbida, duttile, melodiosa. Nondimeno è fuori dal giusto stile tenorile rossiniano.

Io credo che questa registrazione del 1907 sia quanto di meglio si possa ascoltare di questo brano:

https://www.youtube.com/watch?v=KM82tYnaPQU

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Io la vedo così: le interpretazioni che colgono in pieno le intenzioni dell' autore vanno naturalmente privilegiate per cui ad esempio un vero conte d' almaviva dovrebbe saper cantare anche il cessa più di resistere (pezzo del quale comunque io personalmente non sentirei la mancanza perchè non mi piace). Però al pubblico possono anche piacere conti d' almaviva scorretti. Schipa non era certamente il conte che aveva pensato Rossini, ma che bello ascoltarlo nei pochi frammenti lasciati ai posteri! E lo stesso vale per Elvino della sonnambula che una volta lo si cantava senza acuti perchè chi lo interpretava non li aveva, ma, allora, a voler essere rigidi, quanti grandi Elvini senza acuti dovremmo buttare alle ortiche ?


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Io la vedo così: le interpretazioni che colgono in pieno le intenzioni dell' autore vanno naturalmente privilegiate per cui ad esempio un vero conte d' almaviva dovrebbe saper cantare anche il cessa più di resistere (pezzo del quale comunque io personalmente non sentirei la mancanza perchè non mi piace). Però al pubblico possono anche piacere conti d' almaviva scorretti. Schipa non era certamente il conte che aveva pensato Rossini, ma che bello ascoltarlo nei pochi frammenti lasciati ai posteri! E lo stesso vale per Elvino della sonnambula che una volta lo si cantava senza acuti perchè chi lo interpretava non li aveva, ma, allora, a voler essere rigidi, quanti grandi Elvini senza acuti dovremmo buttare alle ortiche ?

Concordo parola per parola.

Gli acuti e i sopracuti, Alfio, sono solo note, l'arte del canto è molto di più e molto altro.

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Confonto impietoso, Principe, di una Callas-Santuzza querula e spenta e di un Di Stefano sbraitante con due veri cantanti d'opera al meglio dei loro mezzi.

Altra cosa era Pippuzzo da Motta Sant'Anastasia alla Scala nel '55, dal timbro giovanile vivido e impetuoso, proprio a fianco della Giulietta nazionale:

https://www.youtube.com/watch?v=pPX9RQdyAiI&feature=youtube_gdata

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Il grande monologo finale di Hans Sachs in difesa della Sacra Arte tedesca.


Sentiamo qui Josef Herrmann alla riapertura dell'Opera di Berlino.


Una prestazione quantomeno imbarazzante. Due mesi dopo il basso-baritono sarebbe morto, probabilmente era già malato. Comunque qui mostra fatica penosa, pare un pessimo Beckmesser anziché Sachs


>https://www.youtube.com/watch?v=sMIZ93bNibI



Tutt'altra cosa Karl Ridderbusch, qui diretto da Karajan a Salisburgo


>https://www.youtube.com/watch?v=SmBFuQLyZZg


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Il grande monologo finale di Hans Sachs in difesa della Sacra Arte tedesca.

Sentiamo qui Josef Herrmann alla riapertura dell'Opera di Berlino.

Una prestazione quantomeno imbarazzante. Due mesi dopo il basso-baritono sarebbe morto, probabilmente era già malato. Comunque qui mostra fatica penosa, pare un pessimo Beckmesser anziché Sachs

https://www.youtube.com/watch?v=sMIZ93bNibI

Tutt'altra cosa Karl Ridderbusch, qui diretto da Karajan a Salisburgo

https://www.youtube.com/watch?v=SmBFuQLyZZg

Herrmann, per i motivi detti da Wittel, è in palese difficoltà vocale mentre Ridderbusch, dal fraseggio insieme autorevole e sensibile, alquanto consono al personaggio, è un Sachs del tutto convincente. Tuttavia la voce, qua e là dura e fibrosa, accusa una certa usura.

Una qual certa aridità vocale contrassegna anche Fischer Dieskau che, a mio avviso, non centra nemmeno perfettamente il personaggio, risultando tendenzialmente piuttosto freddo e professorale:

https://www.youtube.com/watch?v=9FTzk7J9Nh4

Vocalmente imponente e tecnicamente superbo, Alexander Kipnis delinea un Hans Sachs autorevolissimo anche se forse troppo monocorde:

https://www.youtube.com/watch?v=OBoWEMTGaa8

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