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Majakovskij

Quartettisti minori

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Grazie a tutti quelli che stanno animando questo interessante topic! :hi:

Ho in mente gli interessanti quartetti di diversi autori non ancora menzionati, anche delle aree geografiche e dei periodi già presi in considerazione, ma in questi giorni una serie di incombenze lavorative e familiari mi impediscono di elaborarne una presentazione. Mi riservo di farlo più in là.

grazie a te giobar...

Personalmente aspetto con ansia il tuo contributo... il miei interventi del resto sono, come ho già detto, solo il tentativo di organizzare quello che in realtà è un "work in progress" assolutamente casuale, e quindi tutt'altro che esaustivo e menchemeno con pretese enciclopediche. Sono sicuro che i tasselli mancanti e i tesori nascosti sono ancora parecchi, solo nel 7-800 (il periodo di cui mi sto occupando, semplicemente per maggiore familiarità).

Per ora mi tengo lontano dall'area tedesca, anche perchè solo lì si possono trascorrere mesi interi! :D

E infatti ora torno in Italia...

Abbiamo visto come nel '700 il contributo degli italiani allo sviluppo e alla diffusione del genere sia stato tutt'altro che marginale, secondo solo all'esperienza mirabile e seminale di Haydn.

Cosa accade nell'800? L'Italia dell'800, al contrario di altre scuole nazionali, poteva vantare autentici pezzi da novanta del calibro di Rossini, Bellini e Verdi, che coi loro capolavori hanno imposto quello che inequivocabilmente possiamo definire "lo stile italiano", forse l'unico assolutamente indipendente da quello tedesco (piaccia o no). E questo per non menzionare le opere maggiori di Donizetti e di alcuni minori di lusso come Pacini, Mercadante, Boito, Ponchielli, Catalani (quest'ultimo stimato persino da Mahler). Con tutta questa attenzione al teatro musicale, la musica strumentale è stata, come ben si sa, assai trascurata. Paganini ebbe un'influenza fortissima a livello europeo, ma in fin dei conti fu più "mediatica" (e in fondo culturale) che non strettamente musicale.

L'etichetta DYNAMIC si è occupata in particolare di alcuni compositori italiani di musica strumentale. Alessandro Rolla (1757-1841) fu una figura emblematica nell'Italia a cavallo tra i due secoli. Noto per essere stato il maestro di Paganini, in realtà era un musicista di respiro molto più ampio: fu uno dei primi direttori stabili della Scala, dove propose le opere italiane di Mozart, le sinfonie di Beethoven e alcune prime assolute degli autori dell'epoca (la Norma per esempio). Fu pure fondatore di un circolo culturale di musica da camera che contribuì alla diffusione dei capolavori della scuola austro-tedesca.

Anch'egli quindi finì per cimentarsi con la musica da camera, e col quartetto. Non sono riuscito a trovare i quartetti di Rolla sul web, questo movimento di "duo concertante" ci mostra però un compositore tecnicamente abile, che non rinuncia affatto alla piacevolezza della melodia "all'italiana" che tanto nel '700 influenzò la musica di Mozart.

>https://www.youtube.com/watch?v=QR1OGwNAOO0

I quartetti dell'op. 5 sono comunque disponibili su disco:

Rolla+String+Quartets+Op+5+Nos+35.jpg

Ottima la segnalazione di Fibbo di quello che era più che un abile virtuoso, ossia Giovanni Bottesini (1821-1889). Anche lui noto per essere "il Paganini del Contrabbasso", e per alcuni concertini e concertoni dedicati al suo strumento, fu in realtà musicista assai raffinato, vuoi anche per le numerose tourneè che lo portarono in giro per il mondo a contatto con diverse realtà musicali. A riprova di ciò, Verdi lo volle direttore della prima assoluta di Aida al Cairo, forse uno degli eventi più leggendari di tutta la storia del melodramma italiano. Al quartetto dedicò 11 composizioni, solo 3 delle quali (criminalmente) incise. Quelle 3 però ci mostrano un compositore abilissimo e dallo stile tipicamente italiano, con una incredibile fluidità di scrittura e una inaspettata padronanza del contrappunto. Purtroppo anche qui dovete accontentarvi dell'esecuzione (un po' scapestrata peraltro) di un movimento di quintetto per avere almeno un'idea dello stile del nostro (anche se su Spotify, per chi ha l'account, è disponibile il disco DYNAMIC):

>https://www.youtube.com/watch?v=ynkHKQONnqQ

MI0003148966.jpg

Musicista di più basso profilo a confronto appare Antonio Bazzini (1818-1897), una specie di "Paganini dei poveri" :D

Seppure (leggo) fu stimato da Schumann e Mendelssohn, e si possa fregiare di essere stato l'insegnante di quel geniaccio di Giacomo Puccini, la sua musica appare più grossolana, non priva del fascino e degli stilemi italiani, ma meno raffinata di quella del collega contrabbassista, in termini di qualità della scrittura e omogeneità dell'ispirazione. Non mancano però alcuni momenti irresistibili e, pure questi, tipicamente dal profumo della nostra terra:

>https://www.youtube.com/watch?v=KRc2nmimbRU

I suoi 6 quartetti sono disponibili tutti sempre su DYNAMIC (e ristampati nel box dell'etichetta dedicata al quartetto italiano):

MI0001115907.jpg

Quando Tchaikovsky ascolto il secondo quartetto di Ferruccio Busoni (1866-1924) pare che lo giudicò "straordinariamente originale dal punto di vista ritmico e armonico", salvo rammaricarsi che un musicista italiano rinunciasse così scopertamente alla sua tradizione suonando "troppo tedesco". Non è un mistero che i modelli di Busoni siano da sempre stati quelli della grande musica tedesca (Bach, Beethoven e Brahms su tutti), tanto che il compositore sembra che abbia speso molto tempo e ingenti energie per portare a compimento le sue due composizioni nel genere, schiacciato com'era dal confronto coi suoi riferimenti. Per quel che possiamo ascoltare, l'epigonismo è evidente fino ad un certo punto, laddove invece le qualità peculiari del compositore si esprimono con l'originalità che non era passata inosserava neanche al grande maestro russo:

>https://www.youtube.com/watch?v=e9Kkyo5y4h4

0761203926428.jpg

A completare il quadro, menzioniamo almeno l'episodio singolare (e notevolissimo) di Giuseppe Verdi e un quartetto di Giovanni Sgambati di cui purtroppo non sono riuscito a trovare alcun riferimento.

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Beh Kraus, al solito.... :hi:

più che due righe come faccio io hai scritto un saggetto!

Aggiungo solo che il nostro sfortunato giovine sembra non abbia avuto seguito in terra spagnola...

Grazie Maja ;) Confesserotti che ho improvvisato mentre riascoltavo i quartetti arriagani, ed ora che sto ascoltando l'inizio del terzo mi domando: visto che, all'epoca in cui Juan Crisostomo componeva, la fama di Haydn era ancora assai viva nelle stesse composizioni dei suoi allievi (anche a Parigi, corrigerìtemi se sbaglio), non fatico a capire perché nei quartetti di Arriaga ci sento tanto Haydn.

L'esempio maggiormente significativo si trova proprio nelle battute d'inaugurazione del 3°:

[media]https://www.youtube.com/watch?v=YU_kVxHSAmU

Il tema è una parafrasi di quello che apre la quartultima sonata di Haydn

([media]https://www.youtube.com/watch?v=eI9B8sIzaoA)

e anche il rimanente del brano si rifà abbondantemente alla quieta poetica haydniana, con il consueto diligente lavorio nello sviluppo. A differenza della giovialità che abbiamo ammirato nel Quartetto in la, in questo il carattere è più controllato e teso alla moderazione. Il tema gentile viene rimasticato e rigenerato sotto varie forme.

Abbiamo visto che la convenzionalità delle strutture è uno dei tratti di queste opere. L'unico strappetto alla regola è l'inserimento di una Pastorale (Andantino), ma sempre di lento si tratta, Più che altro non ci aspetteremmo i suoi fiotti di passione, avvertibili nei tremoli che attraversano questo pezzo in barba al suo nome e ne fanno il più avanzato tra i movimenti scritti da Arriaga per questo organico.

[media]https://www.youtube.com/watch?v=GR-Rx0Rpht0

Inaspettatamente, il minuetto è in minore, ma più in linea con le convenzioni e segnato da un'inquietudine che si ricollega alle tensioni del II movimento, mentre sul trio Haydn rivendica una volta ancora i suoi diritti. (E potrebbe avere da ridire pure sull'ultimo tempo, eheh). Nel finale tutta l'angoscia avvertita in precedenza si sfilaccia per lasciare il passo a un euforico melodizzare monotematico, in cui anche l'abbozzo di un secondo tema è da ricondursi al primo, le cui formule contagiano l'orditura dell'intero brano. Con questa comoda e fiduciosa conclusione Arriaga non lascia un testamento musicale: anche quest'opera è rivolta complessivamente al passato e lasciava tutt'al più pensare a una futura produzione d'altri quartetti, magari più floridi e di tempo più avanzato.

[media]https://www.youtube.com/watch?v=MoTc7L9r-Zc

[media]https://www.youtube.com/watch?v=zQD9eT1sx-4

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Grazie Maja ;) Confesserotti che ho improvvisato mentre riascoltavo i quartetti arriagani, ed ora che sto ascoltando l'inizio del terzo mi domando: visto che, all'epoca in cui Juan Crisostomo componeva, la fama di Haydn era ancora assai viva nelle stesse composizioni dei suoi allievi (anche a Parigi, corrigerìtemi se sbaglio), non fatico a capire perché nei quartetti di Arriaga ci sento tanto Haydn.

L'esempio maggiormente significativo si trova proprio nelle battute d'inaugurazione del 3°:

Il tema è una parafrasi di quello che apre la quartultima sonata di Haydn

Beh Kraus, sono basito... tu arrivi pure a svelare i plagi :o:D

Con questa comoda e fiduciosa conclusione Arriaga non lascia un testamento musicale: anche quest'opera è rivolta complessivamente al passato e lasciava tutt'al più pensare a una futura produzione d'altri quartetti, magari più floridi e di tempo più avanzato.

Guarda, io mi sono fatto un'idea, e cioè che in generale abbiamo una visione complessiva del primo ottocento condizionata dai traguardi di Beethoven, che erano assai (ma assai assai) avanzati rispetto al periodo, e che condizioneranno la storia della musica solo con un certo ritardo. Se togli la figura di Beethoven, i primi 20 anni buoni dell'800 sono assolutamente in continuità con l'estetica haydniana/mozartiana (che pure gli stessi nelle loro ultime composizioni erano andati parecchio avanti), anche nelle cose che possono apparire più "pre-romantiche". Lo stesso Schubert - per citare un gigante - è partito (tanto nella sinfonia quanto nella musica da camera) da Haydn e Mozart. Come hai detto tu è anche una questione anagrafica. Se fosse morto a 20 anni e non a 30 non avresti avuto nè l'Incompiuta nè il Quintetto, nè le ultime sonate, ma probabilmente solo qualche pregevole lied, un pugno di gioiose sinfonie pseudo-settecentesche e qualche quartetto pure malriuscito. Insomma non era Arriaga ad essere indietro ma Beethoven ad essere avanti :D

Ed era così avanti che andò pure oltre il romanticismo: la generazione dei Mendelssohn e degli Schumann ha cominciato ad emulare il "secondo Beethoven", quello degli anni 1800-1813, neanche quello dell'ultima fase, che è rimasto lettera morta per un secolo quasi. Ricordiamoci che nell'813 Beethoven aveva scritto già 8 sinfonie, tutti i suoi concerti, 26 sonate su 32, i quartetti "Razumovsky", "delle Arpe" e "Serioso", il trio "Arciduca", tutte le sonate per violino e piano ecc. Nel 1813! a soli 10 anni di distanza dall'ultimo quartetto di Haydn! alle volte neanche io me ne rendo conto...

Schumann scrive la sua quarta sinfonia (che poi è la seconda) nel 1841, una roba che Beethoven avrebbe potuto scrivere (meglio anche) 25 anni prima.

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Come quartetti del 900 vorrei raccomandare i 3 quartetti di Korngold, compositore formatosi nel tardo impero austroungarico, di origine ceca (Brno), ma cresciuto nella cultura viennese, emigrante in America, come Toscanini per via del nazismo.

Noto per musica che va dal concertismo, all'opera, operette e soprattutto per musiche da film apprezzate.


Giudicato un genio da Mahler, era avversato dalla critica perché etichettato come compositore di stile tardo romantico, quando ormai era troppo tardi, solo molto più tardi (anni 70) è stato rivalutato e ripresentato al pubblico.


Abbozza un primo quartetto in età giovanile, progetto abbandonato e riconvertito in un sestetto apprezzato.


Compone quindi il suo primo quartetto (in la maggiore, Op. 16,) a 23 anni, tra il 1920 e il 1923, dopo avere completato la sua opera più famosa, "Die tote Stadt", come per rilassarsi ritornando alla musica nella sua forma più pura.

Compome il secondo quartetto (in mi bemolle maggiore, Op. 26) solo nel 1933. Opera pubblicata in america dove si era rifugiato.

Il terzo quartetto (in re maggiore, Op. 34) risale al 1944, composto a Los Angeles dove ormai vive da anni scrivendo musiche da film di successo (che gli valsero 2 oscar) e dove morirà nel 1957.


Lo stile dei quartetti non è una pedissequa reinterpretazione del quartetto viennese, ma anzi le opere hanno un buona originalità e complessità.

Korngold fa riuso in alcuni casi di temi usati in altre sue opere e usa tempi diversi che spaziano da modi classici, momenti meditativi e allegri in alternanza fino ad arrivare anche ad usare in modo originale un tempo di valzer nel finale del secondo quartetto.


Una nota curiosa: Korngold aveva il permesso di riusare le sue idee musicali in composizioni fuori dal mondo cinematografico per una precisa norma contrattuale, dovuta probabilmente al fatto che allora non si dava ancora così tanta importanza al diritto di autore per quella musica.


Ottima l'interpretazione del Doric String Quartet proposta da Chandos.


Korngold_cover.jpg

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Sempre stando a Nord, ho dimenticato di mettere Sibelius nel post sopra



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qui la domanda che mi tormenta da 20 anni è perchè è stato messo insieme a quello di Verdi :sarcastic:


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Per quanto riguarda i musicisti del Nord, segnalerei

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Mi accodo al buon Fibbo, e segnalo anche i quartetti di Langgaard e di Nørgård (questi ultimi, però, non li ho mai sentiti). Le incisioni sono dei soliti ottimi Kontra Quartet, e del Kroger Quartet.

langgaard4tets.jpg61rnspdhw-L._SL500_AA280_.jpgMI0001173888.jpg?partner=allrovi.com

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Sempre stando a Nord, ho dimenticato di mettere Sibelius nel post sopra

qui la domanda che mi tormenta da 20 anni è perchè è stato messo insieme a quello di Verdi :sarcastic:

Sibelius l'avevo citato anche io, perchè rientrava in qualche modo nell'800 (almeno nella sua produzione quartettistica)...

La risposta alla tua domanda è... boh! :D

Vedo che mi avete anticipato Danimarca e Norvegia, che avrei presto affrontato... ottimo! però cerchiamo di non fare solo gli elenchi, e magari cerchiamo di mantenere un senso cronologico (lungi da me mettere delle regole, vuole essere solo un suggerimento personale per mantenere vivo, interessante e più facilmente consultabile il thread, si intende).

PS: Tobias non l'ho ancora incontrato, e non so neanche chi sia! leggo che era estone... ottima segnalazione!

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Sibelius l'avevo citato anche io, perchè rientrava in qualche modo nell'800 (almeno nella sua produzione quartettistica)...

La risposta alla tua domanda è... boh! :D

Vedo che mi avete anticipato Danimarca e Norvegia, che avrei presto affrontato... ottimo! però cerchiamo di non fare solo gli elenchi, e magari cerchiamo di mantenere un senso cronologico (lungi da me mettere delle regole, vuole essere solo un suggerimento personale per mantenere vivo, interessante e più facilmente consultabile il thread, si intende).

PS: Tobias non l'ho ancora incontrato, e non so neanche chi sia! leggo che era estone... ottima segnalazione!

si, hai ragione....mi sono fatto prendere dall'entusiasmo, se non mi fermano posto foto di CD tutto il giorno! :happystrange:

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Verdi non è certamente un "minore", ma lo si può definire così nel campo del quartetto...

L'ho già segnalato nel topic "cosa state ascoltando" (del resto ho consultato lo spartito nel conservatorio di Napoli grazie all'allora direttore Mons. Vincenzo De Gregorio)

Giuseppe VERDI

Quartetto per Archi (1873)

http://www.youtube.com/watch?v=7EvqgOzElJ8

fu composto su richiesta di Lauro Rossi, direttore del conservatorio di Napoli (successore di Mercadante). Poiché Verdi era assai restìo ad assecondare la richiesta, che peraltro era stata fattagli a titolo gratuito..., Lauro Rossi si rivolse direttamente alla moglie Giuseppina Strepponi che alla fine convinse il marito! Così Verdi scrisse il Quartetto ma sul frontespizio (senza far nomi ma rivolto evidentemente a Lauro Rossi) scrisse "Tanto Vi dovevo"...

a chi ama le curiosità della Storia... :D

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Sibelius l'avevo citato anche io, perchè rientrava in qualche modo nell'800 (almeno nella sua produzione quartettistica)...

La risposta alla tua domanda è... boh! :D

Vedo che mi avete anticipato Danimarca e Norvegia, che avrei presto affrontato... ottimo! però cerchiamo di non fare solo gli elenchi, e magari cerchiamo di mantenere un senso cronologico (lungi da me mettere delle regole, vuole essere solo un suggerimento personale per mantenere vivo, interessante e più facilmente consultabile il thread, si intende).

PS: Tobias non l'ho ancora incontrato, e non so neanche chi sia! leggo che era estone... ottima segnalazione!

Ricevuto! :D Nel frattempo provo a riascoltare quelli di Langgaard, e a farmi un'idea di quelli di Nørgård, tanto dovrebbero trovarsi tutti su Spotify.

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Bene, invitato dall'amico Maja, posto qualche nota sul Quartetto per archi n°2 di Rued Langgaard (1918). Non aspettatevi un'analisi tecnica, non ne sono capace, diciamo che è una sorta di presentazione per invogliare all'ascolto :D



Interessanti i titoli dati ai vari movimenti, quasi ad essere caratterizzati come dei "quadri". Il 1° mov., "Storms cloud receding", ha un che di brahmsiano, nel continuo avvicendamento di passaggi ora placidi, ora vivaci, ora fortemente ritmati; da notare la chiusura in tritono, che verrà poi replicato alla fine della composizione. Il 2° mov., "Train passing by", è il più interessante e originale, con un ostinato che riproduce "rumoristicamente" l'incedere di un treno (notare che siamo cinque anni prima di Pacific 231 di Honegger). Il 3° mov., "Landscape in twilight", è uno scherzo dal carattere sereno, con un trio fiero alla zingaresca più ritmato e solenne. Il 4° ed ultimo movimento, "The walk", alterna varie sezioni di diverso spirito, con numerosi rimandi tra le stesse, tanto che a me era sembrato, ai primi ascolti, una sorta di rondò.



Su YT c'è l'esecuzione del Kontra Quartet, dei veri e propri apostoli della musica nordica



>http://www.youtube.com/watch?v=MgKxuWSYOsE



51okDLP4%2BHL._SL500_AA280_.jpg



C'è anche il Nightingale String Quartet, che oltre ad aver inciso due volumi



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è decisamente più fascinoso :on_the_quiet2:



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Accidenti che Fig. di Quartetto, Endymion :D

Rubo la parte relativa al movimento del treno e la segnalo nel Topic acconcio nel Forum organo...

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A questo punto avrei una mezza voglia di aprire un topic sui quartettisti maggiori, in modo da approfondire l'argomento anche per quei compositori esclusi da questa discussione... Non penso ci sia già un thread in merito.


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A questo punto avrei una mezza voglia di aprire un topic sui quartettisti maggiori, in modo da approfondire l'argomento anche per quei compositori esclusi da questa discussione... Non penso ci sia già un thread in merito.

Immagino che si possano anche usare i thread dedicati (parli di Haydn, Beethoven ecc. immagino...)... certo che se facessi un'approfondimento dei tuoi sarebbe molto interessante :o

io purtroppo ho poco tempo in questi giorni... :(

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Immagino che si possano anche usare i thread dedicati (parli di Haydn, Beethoven ecc. immagino...)... certo che se facessi un'approfondimento dei tuoi sarebbe molto interessante :o

io purtroppo ho poco tempo in questi giorni... :(

Sì, ma c'è il rischio di disperdere le informazioni. Mi sarebbe piaciuto qualcosa di più "unificato", per così dire. Il confronto Haydn/Mozart, per esempio, risulterebbe più comodo in una discussione unica.

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Sì, ma c'è il rischio di disperdere le informazioni. Mi sarebbe piaciuto qualcosa di più "unificato", per così dire. Il confronto Haydn/Mozart, per esempio, risulterebbe più comodo in una discussione unica.

Figurati, la mia era un'idea buttata li.... non è che sono moderatore... :)

Puoi fare come Witt: "Le recensioni quartettistiche di Kraus" :D

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Figurati, la mia era un'idea buttata li.... non è che sono moderatore... :)

Puoi fare come Witt: "Le recensioni quartettistiche di Kraus" :D

No, no, non è mica un topic personale, dai ;) Su Shostakovic e i moderni in genere, poi, mi troverei in fiera difficoltà (ma m'interesserebbe leggere qualche analisi a cura dei forumisti che ne conoscono i quartetti).

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Brilliant continua a far uscire quartetti di illustri sconosciuti, in questo caso Bartolomeo Campagnoli


http://it.wikipedia.org/wiki/Bartolomeo_Campagnoli



61mL1-brCYL._SL500_AA280_.jpg



copio e incollo da amazon



""Quartetto n.5 in Fa maggiore per archi; Quartetto n.6 in Do maggiore per archi; Quartetto n.4 in Mi bemolle maggiore per archi; Quartetto n.3 in Sol per archi; Quartetto n.1 in Re - Bartolomeo Campagnoli (1751-1827) iniziò a dedicarsi alla musica studiando con Giuseppe Tartini e Pietro Nardini, due dei compositori più famosi di quell’epoca, e ben presto iniziò a esibirsi come virtuoso di violino in alcune delle città più importanti d’Europa, tra cui Freising (Baviera), Dresda e Stoccolma, per poi diventare Kapellmeister della celebre Gewandhausorchester di Lipsia. Campagnoli affermò più volte che il suo stile era basato sulle «raffinate architetture tedesche e sull’anima italiana» e i suoi quartetti per archi – un genere relativamente nuovo, che proprio in quegli anni stava conoscendo un grande successo grazie ai capolavori di Franz Joseph Haydn – sono caratterizzati da un intenso lirismo saldamente incardinato nelle collaudate strutture musicali del Classicismo viennese. Simone Laghi, viola e leader dell’Ensemble Symposium, ha compiuto profonde ricerche nella produzione di Campagnoli e ha curato la prima edizione critica di questi quartetti. La magistrale interpretazione dell’Ensemble Symposium rende piena giustizia all’originalità di queste opere con un approccio storicamente informato e una spiccata musicalità. Il booklet contiene ampie note di copertina firmate dallo stesso Laghi. Igor Cantarelli, violino I; Gian Andrea Guerra, violino II; Simone Laghi, viola; Gregorio Buti, violoncello""



Su YT troviamo un estratto



[media]http://www.youtube.com/watch?v=wE3rBAfkkpYE


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..questa nuova uscita Brilliant sembra interessante

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Brilliant continua a far uscire quartetti di illustri sconosciuti, in questo caso Bartolomeo Campagnoli

http://it.wikipedia.org/wiki/Bartolomeo_Campagnoli

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copio e incollo da amazon

""Quartetto n.5 in Fa maggiore per archi; Quartetto n.6 in Do maggiore per archi; Quartetto n.4 in Mi bemolle maggiore per archi; Quartetto n.3 in Sol per archi; Quartetto n.1 in Re - Bartolomeo Campagnoli (1751-1827) iniziò a dedicarsi alla musica studiando con Giuseppe Tartini e Pietro Nardini, due dei compositori più famosi di quell’epoca, e ben presto iniziò a esibirsi come virtuoso di violino in alcune delle città più importanti d’Europa, tra cui Freising (Baviera), Dresda e Stoccolma, per poi diventare Kapellmeister della celebre Gewandhausorchester di Lipsia. Campagnoli affermò più volte che il suo stile era basato sulle «raffinate architetture tedesche e sull’anima italiana» e i suoi quartetti per archi – un genere relativamente nuovo, che proprio in quegli anni stava conoscendo un grande successo grazie ai capolavori di Franz Joseph Haydn – sono caratterizzati da un intenso lirismo saldamente incardinato nelle collaudate strutture musicali del Classicismo viennese. Simone Laghi, viola e leader dell’Ensemble Symposium, ha compiuto profonde ricerche nella produzione di Campagnoli e ha curato la prima edizione critica di questi quartetti. La magistrale interpretazione dell’Ensemble Symposium rende piena giustizia all’originalità di queste opere con un approccio storicamente informato e una spiccata musicalità. Il booklet contiene ampie note di copertina firmate dallo stesso Laghi. Igor Cantarelli, violino I; Gian Andrea Guerra, violino II; Simone Laghi, viola; Gregorio Buti, violoncello""

Su YT troviamo un estratto

[media]http://www.youtube.com/watch?v=wE3rBAfkkpYE

Li ho presi entrambi. Manfredini l'ho restituito al negoziante, musica piuttosto mediocre e comunque non di mio gusto. Peraltro anche la rivista Musica ha assegnato al cd tre stelle appena.

Assai diverse le cose per Campagnoli, davvero una bella sorpresa. Ovviamente è musica "minore", ma l'invenzione è sempre piacevole, a tratti estrosa. La scrittura è corposa, quasi orchestrale, e ciò mi garba assai. L'esecuzione, poi, è energica quanto serve, gli strumentisti non si limitano a fare il compitino ma credono in quello che suonano. Un bellissimo cd, a mio avviso.

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Li ho presi entrambi. Manfredini l'ho restituito al negoziante, musica piuttosto mediocre e comunque non di mio gusto. Peraltro anche la rivista Musica ha assegnato al cd tre stelle appena.

Assai diverse le cose per Campagnoli, davvero una bella sorpresa. Ovviamente è musica "minore", ma l'invenzione è sempre piacevole, a tratti estrosa. La scrittura è corposa, quasi orchestrale, e ciò mi garba assai. L'esecuzione, poi, è energica quanto serve, gli strumentisti non si limitano a fare il compitino ma credono in quello che suonano. Un bellissimo cd, a mio avviso.

Grazie per il tuo parere. I quartetti di Manfredini li ho comprati anche io ma sono ancora nella pila dei CD da ascoltare. Il tuo commento non mi stupisce considerando che finora quello che ho ascoltato del Manfredini strumentale non mi ha per niente colpito, probabilmente le sue qualità musicali erano più portate verso le opere vocali ( fu molto attivo e con ottimi successi alla corte di San Pietroburgo)

I quartetti di Campagnoli sono in lista e arriveranno anche loro :happystrange:

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Grazie per il tuo parere. I quartetti di Manfredini li ho comprati anche io ma sono ancora nella pila dei CD da ascoltare. Il tuo commento non mi stupisce considerando che finora quello che ho ascoltato del Manfredini strumentale non mi ha per niente colpito, probabilmente le sue qualità musicali erano più portate verso le opere vocali ( fu molto attivo e con ottimi successi alla corte di San Pietroburgo)

I quartetti di Campagnoli sono in lista e arriveranno anche loro :happystrange:

- OT parziale -

di Vincenzo Manfredini ho le Sei Sonate per clavicembalo dedicate all'imperatrice di Russia Caterina II, nella revisione di Anna Maria Pernafelli. Ogni tanto ne suono qualcuna sull'organo con ottimi risultati nel senso che piacciono molto al pubblico. Stile settecentesco, poco o nulla profetico verso l'imminente romanticismo, ma abbastanza estrose e di buon gusto. Penso che anche i Quartetti siano così

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