Vai al contenuto
pentatonico

musica e nazismo (e stalinismo)

Recommended Posts

vabbeh, giobar, un aiutino possiamo darglielo ancora. Poi si arrangia :D




Bellissimo! Sono contento che vi siate sbloccati... ahah! Scherzo! :rofl:


Purtroppo i russi che avete citato non li conosco.


Credo che il rapporto musica-stalinismo sia più complesso da analizzare rispetto a quello con il nazismo. A occhio direi che il regime sovietico operava più di soppiatto e non ci fosse la percezione esatta di cosa stesse succedendo.



durante lo stalinismo no, c'era violenza palpabile e oggettiva. Qualsiasi persona poteva essere teoricamente in pericolo, sotto questo aspetto non ci sono differenze con il regime nazista. Regnava un vero e proprio terrore sociale. In seguito, alla caduta di Stalin, il regime sovietico perse alcune caratteristiche di violenza indiscriminata, e da dittatura violenta viene declassato dagli studiosi di scienza politica a regime autoritario. Detto in soldoni, ovviamente, non sto entrando in dettagli. Magari ti studi il problema per conto tuo, è abbastanza complesso.



Stravinsky era anticomunista o antistalinista (antiregime)?



anticomunista convintissimo.



Non vorrei entrare troppo nei particolari, ma avrei una domanda... la sua idea si ritrova nella sua musica? Se sì dove? Si può avvertire?


Si trasferì altrove o continuò a vivere in Unione Sovietica? Ebbe asilo dagli Stati Uniti che a loro volta lo usarono a loro vantaggio o rimase super


partes?



no, la musica di Stravinsky è oggettiva, non ci sono idee politiche. Solo in qualche rarissimo caso ci sono allusioni, come in alcuni pezzi della maturità (Jeu de cartes, The Dove descending), ma sono riconoscibili solo per diretta ammissione del compositore e molto sfumate.


Stravinsky si trovò bloccato all'estero allo scoppio della prima guerra mondiale. Rimase in Svizzera e in Italia durante il conflitto, poi abitò stabilmente in Francia diventando cittadino francese nel 1937. Nel 1940 si trasferì negli USa e divenne cittadino statunitense poco dopo. E là morì. Subito dopo la fine del primo conflitto mondiale ebbe offerte dal regime sovietico di tornare in patria, ma lui rifiutò sempre. Ottenne solo il visto per l'espatrio della madre. Erano note le sue posizioni anticomuniste sia in Francia che negli USA, ma Stravinsky non si fece mai usare ideologicamente da nessuno.



Quindi Karajan era solo un arrivista?



da quel che sembra senza dubbio sì.



Furtwangler invece? E' veritiera la storia che non fuggì all'estero per mantenere vivo un lumicino all'interno del regime (quello della cultura e della musica)?



vera.



E quando e come si guastarono i rapporti tra lui e il regime? So che lui la tessera non l'ha mai presa. E' qui che subentra il giovane Karajan usato dal regime come l'anti-Furtwangler (Karajan quindi che galoppa il momento per arrivare al suo scopo)?



praticamente da subito. Già nel 1934 Furtwangler ebbe seccature perchè difendeva pubblicamente la musica di alcuni compositori invisi al regime, come Hindemith.



Non credo che von Karajan fosse una specie di anti-Furtwangler, la scelta tra i direttori noti e amici del regime era variegata. Prima di lui c'erano ben altri nomi famosi (vedi Bohm sopra citato).



Riguardo a Shostakovich e ai suoi tormentati rapporti con il regime (tra adesione rifiuto, come dice giobar)... Questa altalena di emozioni si riflette nella sua musica (per esempio nelle sinfonie)? Cioè, ci sono sinfonie pro-comunismo e sinfonie contro il regime?



sì, la musica di Shostakovich rifletteva questo stato d'animo. E' ricchissima, soprattutto nella fase finale della sua vita, quando le condizioni artistiche furono più favorevoli, di allusioni alla sua situazione personale e sociale. Era sinceramente comunista (e pure libertario se vogliamo), ma dubitava di diversi aspetti di questa ideologia - o almeno di alcune sue pratiche applicazioni. La musica di Shostakovich è spesso un rebus per via di queste caratteristiche ambigue, sfumate. Era un maestro dell'allusione. Non direi che fosse un oppositore senza mezzi termini, era di natura paurosa e schiva, piuttosto direi che combatteva la sua battaglia di idee come poteva, cioè con la musica.


Ad un certo momento della sua vita divenne il compositore sovietico di riferimento, e volente o nolente fu costretto a scrivere musiche per il regime (già lo aveva fatto sotto Stalin). I titoli si sprecano, ricordo solo i pezzi che scriveva su commissione dello stato per commemorare grandi avvenimenti e feste nazionali. Non sempre è musica di pregio, ma qualcosa di ottimo a volte lo scrisse (ad esempio il poema sinfonico Ottobre, del 1967).


Tieni presente che era nella mentalità dei compositori sovietici scrivere musiche di questo tipo, per cui non sempre ci sono conflitti evidenti tra la libertà espressiva personale e la posizione del singolo nella società comunista. Anzi, più il compositore era famoso e più si sentiva in dovere di scrivere musiche per esaltare la patria. Se avrai la pazienza, un giorno, di vedere i cataloghi di diversi compositori sovietici giovani (nati nel decennio 1920-1930, cioè quando già esisteva l'URSS e il sistema era rodato da generazioni) troverai pezzi che esaltano Lenin o Marx, vicino ad altri dove si criticano le condizioni difficili della società russa o si fa una specie di fronda intellettuale. Tutto ciò con una disinvoltura che a noi occidentali può sembrare sospetta.



p.s. Non entrerei nel merito di distinguere tra simpatizzanti comunisti e sostenitori del regime proprio per evitare di parlare di poltica, se pur alla lontana. Perché credo, a quanto ho capito, che sia proprio il caso di Shostakovich (credeva all'ideologia ma si opponeva al regime).



tranquillo, se il topic deraglia nella politica viene chiuso senza storie: passa il kgb e... zac, sparisce di colpo nella Lubianka :sarcastic_hand:


Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

tranquillo, se il topic deraglia nella politica viene chiuso senza storie: passa il kgb e... zac, sparisce di colpo nella Lubianka :sarcastic_hand:

A proposito di democrazia! :rofl:

Grazie dell'aiutino!!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

a proposito di Shostakovich e del suo ambiguo rapporto con il potere, potresti leggere questo buon libro appena pubblicato



505b.jpg



Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

questi in relazione a Furtwangler



502b.jpg



401b.jpg



scusate le copertine ingombranti, ma non ho trovato di meglio.


Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

vabbeh, giobar, un aiutino possiamo darglielo ancora. Poi si arrangia :D

Ahahah! :laughingsmiley: Mi scuso anzitutto con pentatonico se il tono della mia risposta poteva sembrare seccato. In realtà c'era soltanto la stanchezza dell'una di notte dopo una domenica assai poco riposante. Aggiungo che non mi sottraggo al compito di dare "aiutini" a chi li chiede, ma credo sia importante anche segnalare la possibilità di trovare da soli, in modo semplice, delle risposte di base che permettano poi di fare delle domande più puntuali.

Quanto al rapporto di Shostakovich con il regime sovietico, nelle sue varie fasi, e con l'ideologia comunista, il problema è stato oggetto di molti studi in tutto il mondo e non è agevolmente semplificabile.

Per aggiungere un utile suggerimento bibliografico, ricordo che la questione del rapporto fra grandi musicisti e i regimi totalitari nazista e sovietico è stato affrontata con una certa ampiezza e buona documentazione nel famoso libro di Alex Ross "Il resto è rumore" (ed. italiana Bompiani), che consiglio caldamente a pentatonico perché è una buona, ancorché perfettibile introduzione alla musica del XX secolo, col grandissimo pregio di essere scritta in modo assai comprensibile econ un tasso di fruibilità in molte parti superiorea quello di un buon romanzo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie infinite.


Mi scuso io se ho fatto la figura di quello pigro che vuole sapere senza sbattersi. In realtà sto leggendo molto sul web su questo, per me nuovo, argomento. Ero solo curioso di sapere qual era il vostro giudizio su Karajan e Furtwangler, visto che di certezze non ce ne sono: c'è chi giustifica il primo ma non il secondo, chi fa il contrario, chi giustifica tutti, chi nessuno! Per le poche informazioni in mio possesso tenderei a "salvare" più volentieri Furtwangler... la prima sera libera che avrò mi guarderò A torto o a ragione.


Per il momento ho saziato la mia curiosità (qualcosina adesso so). In futuro leggerò senz'altro qualcuno dei libri che mi avete consigliato (anche il primissimo che mi avete consigliato su come costruire una discoteca classica).


Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ahahah! :laughingsmiley: Mi scuso anzitutto con pentatonico se il tono della mia risposta poteva sembrare seccato. In realtà c'era soltanto la stanchezza dell'una di notte dopo una domenica assai poco riposante. Aggiungo che non mi sottraggo al compito di dare "aiutini" a chi li chiede, ma credo sia importante anche segnalare la possibilità di trovare da soli, in modo semplice, delle risposte di base che permettano poi di fare delle domande più puntuali.

Quanto al rapporto di Shostakovich con il regime sovietico, nelle sue varie fasi, e con l'ideologia comunista, il problema è stato oggetto di molti studi in tutto il mondo e non è agevolmente semplificabile.

Per aggiungere un utile suggerimento bibliografico, ricordo che la questione del rapporto fra grandi musicisti e i regimi totalitari nazista e sovietico è stato affrontata con una certa ampiezza e buona documentazione nel famoso libro di Alex Ross "Il resto è rumore" (ed. italiana Bompiani), che consiglio caldamente a pentatonico perché è una buona, ancorché perfettibile introduzione alla musica del XX secolo, col grandissimo pregio di essere scritta in modo assai comprensibile econ un tasso di fruibilità in molte parti superiorea quello di un buon romanzo.

Anche se non ne ho diretta cognizione perché non l'ho letto e perché ritengo che la musica di Shosta non abbia poi bisogno di tante spiegazioni, un mio conoscente mi disse che un buon libro per approfondire i rapporti suoi col Comunismo russo è quello di Volkov Solomon - Stalin e Sostakovic. Solomon fu amico personale del grande Dmitri, la qual cosa, penso, gli attribuisca un notevole credito nel parlare di lui. Non l'ho letto e non ci metto la mano sul fuoco, ma prendilo come un modesto suggerimento "per interposta persona" :D

Ho invece letto il libro di Alex Ross e mi permetto di dissentire con quanto dice Giobar. Io l'ho trovato un libro molto superficiale e terribilmente irritante.E da parte mia ti suggerisco di starne molto alla larga,

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Anche se non ne ho diretta cognizione perché non l'ho letto e perché ritengo che la musica di Shosta non abbia poi bisogno di tante spiegazioni, un mio conoscente mi disse che un buon libro per approfondire i rapporti suoi col Comunismo russo è quello di Volkov Solomon - Stalin e Sostakovic. Solomon fu amico personale del grande Dmitri, la qual cosa, penso, gli attribuisca un notevole credito nel parlare di lui. Non l'ho letto e non ci metto la mano sul fuoco, ma prendilo come un modesto suggerimento "per interposta persona" :D

Gli scritti di Solomon Volkov su Shostakovich hanno destato furiose polemiche e molte voci autorevoli, non ultimi i parenti di shostakovich, lo hanno accusato di essere un vero e proprio contaballe. Non ho elementi per sostenere l'una o l'altra campana, ma registro che le polemiche hanno riguardato questo autore e non i tanti altri che hannoindagato la biografia di Shostakovich.

Ho invece letto il libro di Alex Ross e mi permetto di dissentire con quanto dice Giobar. Io l'ho trovato un libro molto superficiale e terribilmente irritante.E da parte mia ti suggerisco di starne molto alla larga,

Addirittura irritante! E' un testo con scopo dichiaratamente divulgativo ma assolve con onore al compito di far capire (superficialmente? vabbè, meglio di niente) nel complesso il 900 musicale a chi non vuole o non può dedicarsi ad approfondimenti più dotti. La ricchezza di note, indicazioni bibliografiche, citazioni testuali lo rende inoltre sufficientemente onesto e trasparente. Io stesso ho detto che è perfettibile, ma ciò non mi induce a sconsigliarne la lettura a chi voglia farsi un'idea del XX secolo in musica.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Bellissimo! Sono contento che vi siate sbloccati... ahah! Scherzo! :rofl:

Purtroppo i russi che avete citato non li conosco.

Credo che il rapporto musica-stalinismo sia più complesso da analizzare rispetto a quello con il nazismo. A occhio direi che il regime sovietico operava più di soppiatto e non ci fosse la percezione esatta di cosa stesse succedendo.

Stravinsky era anticomunista o antistalinista (antiregime)?

Non vorrei entrare troppo nei particolari, ma avrei una domanda... la sua idea si ritrova nella sua musica? Se sì dove? Si può avvertire?

Si trasferì altrove o continuò a vivere in Unione Sovietica? Ebbe asilo dagli Stati Uniti che a loro volta lo usarono a loro vantaggio o rimase super partes?

Quindi Karajan era solo un arrivista?

Furtwangler invece? E' veritiera la storia che non fuggì all'estero per mantenere vivo un lumicino all'interno del regime (quello della cultura e della musica)?

E quando e come si guastarono i rapporti tra lui e il regime? So che lui la tessera non l'ha mai presa. E' qui che subentra il giovane Karajan usato dal regime come l'anti-Furtwangler (Karajan quindi che galoppa il momento per arrivare al suo scopo)?

Riguardo a Shostakovich e ai suoi tormentati rapporti con il regime (tra adesione rifiuto, come dice giobar)... Questa altalena di emozioni si riflette nella sua musica (per esempio nelle sinfonie)? Cioè, ci sono sinfonie pro-comunismo e sinfonie contro il regime?

p.s. Non entrerei nel merito di distinguere tra simpatizzanti comunisti e sostenitori del regime proprio per evitare di parlare di poltica, se pur alla lontana. Perché credo, a quanto ho capito, che sia proprio il caso di Shostakovich (credeva all'ideologia ma si opponeva al regime).

Di Stravinskij ho letto anche frasi entusiaste sul Duce, ovviamente dette nel periodo del Ventennio. Spero che non lo eviterai per questo :D. Comunque mi pare di aver capito che fosse bravo soprattutto a farsi gli affari suoi (letteralmente --> $$$).

Nell'altro messaggio dove dici che Karajan ti è crollato perchè hanno fatto di tutto per farlo sembrare un grande... Ma così confondi l'uomo con l'artista, perchè di Karajan viene sempre e solo esaltato il lato artistico (e giustamente direi, per quanto possa non piacere).

Comunque alla lista di collaborazionisti col regime aggiungi Cortot, mentre di tedeschi con note simpatie per il regime c'era Gieseking ed Ella Ney (ai tempi era famosa). Poi so che Kulenkampff era il violinista di riferimento, non so quanto per sua volontà.

Grazie infinite.

Mi scuso io se ho fatto la figura di quello pigro che vuole sapere senza sbattersi. In realtà sto leggendo molto sul web su questo, per me nuovo, argomento. Ero solo curioso di sapere qual era il vostro giudizio su Karajan e Furtwangler, visto che di certezze non ce ne sono: c'è chi giustifica il primo ma non il secondo, chi fa il contrario, chi giustifica tutti, chi nessuno! Per le poche informazioni in mio possesso tenderei a "salvare" più volentieri Furtwangler... la prima sera libera che avrò mi guarderò A torto o a ragione.

Per il momento ho saziato la mia curiosità (qualcosina adesso so). In futuro leggerò senz'altro qualcuno dei libri che mi avete consigliato (anche il primissimo che mi avete consigliato su come costruire una discoteca classica).

Fai bene, è un bel film, per nulla pesante nonostante non ci sia praticamente azione.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Il problema dei compositori russi è molto più complicato. Quelli che non ci stavano venivano accusati di formalismo. Etichetta che in realtà veniva usata per tutti gli usi, sia per le cose troppo moderne che per quelle troppo folcloristiche.

Conoscevo già da tempo simili "uscite" del règime, ma ogni volta mi stupisco per come, per plasmare l'"uomo nuovo", tentasse di estirpare lo stesso sostrato Culturale del "proletariato". Si giunse persino a censurare le fiabe tradizionali perché "irrazionali", al loro posto le "fiabe nuove" sulla produzione e sul sacrificio dell'operaio per lo Stato-imprenditore (ma non erano gli imprenditori capitalisti a pensare solo al proprio guadagno :D :D ?).

la Yudina aveva pure un altro grave problema agli occhi del regime: era ortodossa praticante e profondamente credente!

Ma direi che fosse questa la questione che più la esponesse al pericolo...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Più che altro mi interesserebbe sapere, per esempio in Shostakovich, se la sua musica segue il suo pensiero politico.

In un certo senso si: lui seguiva le direttive di règime, però le sapeva aggirare molto bene. In questo fu sempre un bravissimo "trapezista", sempre nel vuoto, ma senza mai cadervi.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Conoscevo già da tempo simili "uscite" del règime

Perché sdrucciola?

Ma direi che fosse questa la questione che più la esponesse al pericolo...

Non solo. Era veramente una testa calda e assolutamente libera: appassionata di poesia, nei suoi concerti proponeva a mo' di intervallo letture di poeti di tutto il mondo, ovviamente non il linea con l'ideologia dominante; frequentava senza ritegno intellettuali dissidenti o comunque eterodossi (per dire, Bachtin e Pasternak erano suoi amici fraterni); sosteneva economicamente le famiglie di dissidenti spediti in Siberia; grazie alla sua perfetta conoscenza della lingua tedesca intratteneva relazioni epistolari con musicisti e intellettuali importanti di tutto il mondo e proponeva e faceva studiare ai suoi allievi le opere dell'avanguardia musicale del dopoguerra. Il tutto condito da una fede indomita e viva,che la spinse, sulla soglia dei 70 anni, a chiedere formalmente di iscriversi all'accademia teologica di Mosca, prima e unica donna e per giunta di quella notorietà.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Per chi vuole farsi un'idea più provante di Khrennikov, Brilliant quest'estate ha recuperato una serie di registrazioni Melodya.


51O-cZ1e4WL._SY450_.jpg


Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Gli scritti di Solomon Volkov su Shostakovich hanno destato furiose polemiche e molte voci autorevoli, non ultimi i parenti di shostakovich, lo hanno accusato di essere un vero e proprio contaballe. Non ho elementi per sostenere l'una o l'altra campana, ma registro che le polemiche hanno riguardato questo autore e non i tanti altri che hannoindagato la biografia di Shostakovich.

Addirittura irritante! E' un testo con scopo dichiaratamente divulgativo ma assolve con onore al compito di far capire (superficialmente? vabbè, meglio di niente) nel complesso il 900 musicale a chi non vuole o non può dedicarsi ad approfondimenti più dotti. La ricchezza di note, indicazioni bibliografiche, citazioni testuali lo rende inoltre sufficientemente onesto e trasparente. Io stesso ho detto che è perfettibile, ma ciò non mi induce a sconsigliarne la lettura a chi voglia farsi un'idea del XX secolo in musica.

Non ho mai approfondito la faccenda anche perché, ripeto, non ho mai letto questo libro. Il conoscente è uno Shostakovichiano convinto e, forse anche per la sua fede ideologica, questo testo deve averlo particolarmente colpito. La tua valutazione è decisamente più "neutra" e come tale ne registro il valore ;) . Comunque se c'è un compositore che davvero "racconta" la sua storia e la storia del suo tempo attraverso la musica questi è proprio Shosta, a mio modesto parere ovviamente.... non credo servano tante analisi.

Quanto al libro di Ross hai ragione su un punto. Può essere un buon testo per chi è totalmente digiuno del 900, ma onestamente non ha aggiunto assolutamente nulla alla mia conoscenza, come penso alla tua e come tale lo trovo assolutamente deludente.

Anzi no, come scrissi una volta a Madiel in uno scambio di battute fuori da qui, mi ha informato di una cosa che non sapevo: a casa Messiaen non c'era il bagno privato, ma uno in comune con i dirimpettai del pianerottolo :whaa:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non ho mai approfondito la faccenda anche perché, ripeto, non ho mai letto questo libro. Il conoscente è uno Shostakovichiano convinto e, forse anche per la sua fede ideologica, questo testo deve averlo particolarmente colpito. La tua valutazione è decisamente più "neutra" e come tale ne registro il valore ;) . Comunque se c'è un compositore che davvero "racconta" la sua storia e la storia del suo tempo attraverso la musica questi è proprio Shosta, a mio modesto parere ovviamente.... non credo servano tante analisi.

il volume di Volkov ha suscitato una grande ondata di polemiche, finora non sopite, perchè avrebbe un difetto nel manico, diciamo così. Fu assemblato da ricordi e pseudo documenti di mano di Shostakovich quando Vollkov era fuggito a Londra sul finire degli anni settanta (era un dissidente). Cioè sarebbe un lavoro di seconda mano. Motivo per cui diversi commentatori hanno messo in dubbio che quanto scrive Volkov sia farina del sacco di Sostakovich. Altri affermano l'esatto contrario. Quale che sia la verità, l'autore era amico del compositore e il libro ha un suo qualche fondamento. Motivo per cui, anche io sono dell'idea che vada letto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Per chi vuole farsi un'idea più provante di Khrennikov, Brilliant quest'estate ha recuperato una serie di registrazioni Melodya.

51O-cZ1e4WL._SY450_.jpg

la cosa buffa è che per i gusti di pentatonico, almeno da quel che ha scritto finora, rischia di piacergli veramente...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Di Stravinskij ho letto anche frasi entusiaste sul Duce, ovviamente dette nel periodo del Ventennio. Spero che non lo eviterai per questo :D. Comunque mi pare di aver capito che fosse bravo soprattutto a farsi gli affari suoi (letteralmente --> $$$).

Nell'altro messaggio dove dici che Karajan ti è crollato perchè hanno fatto di tutto per farlo sembrare un grande... Ma così confondi l'uomo con l'artista, perchè di Karajan viene sempre e solo esaltato il lato artistico (e giustamente direi, per quanto possa non piacere).

Comunque alla lista di collaborazionisti col regime aggiungi Cortot, mentre di tedeschi con note simpatie per il regime c'era Gieseking ed Ella Ney (ai tempi era famosa). Poi so che Kulenkampff era il violinista di riferimento, non so quanto per sua volontà.

Fai bene, è un bel film, per nulla pesante nonostante non ci sia praticamente azione.

Be', Stravinsky non mi andava a genio anche prima di sapere questa notizia... motivo in più per starne alla larga! :rofl:

Su Karajan hai ragione.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

?

intendevo Khrennikov, era un compositore piuttosto reazionario. Realismo sovietico con una punta di post romanticismo, una variante peggiorata del peggio di Shostakovich. Non apprezzi il modernismo, per cui....

Riguardo a Stravinsky, quanto scrive burpo è una forzatura bella e buona. E' stato il compositore più importante del XX secolo, privarsene è da masochisti. E se poi ti piace ? :D

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi sai che hai lavorato troppo di fantasia ad immaginare i miei gusti musicali!


Ti do un aiutino... direi che i miei compositori preferiti, per ora, sono Bach, Beethoven, Bruckner, Tchaikovsky, Mahler, Debussy, Bartok. Non mi straccio le vesti per il romanticismo troppo esasperato, mi rompo piuttosto le palle con i russi (anche in letteratura) (anche se i quartetti di shosta mi piacciono) e c'è stato un periodo in cui ascoltavo solo i pezzi per pianoforte preparato di Cage.


Apprezzo quello che mi piace, senza farmi troppi problemi se una cosa è in o out, snob o pop. Non mi piacciono quelli che dicono che dopo il Settecento la musica non vale niente, idem quelli che snobbano tutto quello che è orecchiabile e/o famoso.


:rolleyes_anim:


Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi sai che hai lavorato troppo di fantasia ad immaginare i miei gusti musicali!

Ti do un aiutino... direi che i miei compositori preferiti, per ora, sono Bach, Beethoven, Bruckner, Tchaikovsky, Mahler, Debussy, Bartok. Non mi straccio le vesti per il romanticismo troppo esasperato, mi rompo piuttosto le palle con i russi (anche in letteratura) (anche se i quartetti di shosta mi piacciono) e c'è stato un periodo in cui ascoltavo solo i pezzi per pianoforte preparato di Cage.

Apprezzo quello che mi piace, senza farmi troppi problemi se una cosa è in o out, snob o pop. Non mi piacciono quelli che dicono che dopo il Settecento la musica non vale niente, idem quelli che snobbano tutto quello che è orecchiabile e/o famoso.

:rolleyes_anim:

mai dire mai con Stravinsky. Di russo, tutto sommato, ne ha ben poco. Nel 1919 scriveva già neoclassico e propugnava un ritorno a Bach. Adorava pure Ciaikoskji, ed è orecchiabile. Insomma, è giusto per te :D

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

mai dire mai con Stravinsky. Di russo, tutto sommato, ne ha ben poco. Nel 1919 scriveva già neoclassico e propugnava un ritorno a Bach. Adorava pure Ciaikoskji, ed è orecchiabile. Insomma, è giusto per te :D

C'è un balletto che è fatto su modello di quelli di Tchaikovsky (o utilizza temi, ora non ricordo), è vero? io non ce l'ho però...

In effetti a parte quest'ultimo poi hai citato tutti autori (Bach, Beethoven, Bruckner, Mahler, Debussy, Bartok) che in molti casi richiedono un impegno maggiore nell'ascolto di quel che richiederebbe Stravinsky (o del pianoforte preparato di Cage!! che sicuro hai letto su una rivista di rock :D). E poi si è tuffato in così tanti stili che c'è uno Stravinsky per tutti, o volendola vedere al contrario, può aprirti molte porte per l'ascolto di tanta altra musica. Ma attento! nonostante le simpatie di Frank Zappa fà molto poco figo... se vuoi "acchiappare" prova con Ligeti o meglio ancora Xenakis, di cui puoi farti anche la maglietta:

xl_Schermata-2013-10-17-alle-22.18.50.jp

scusa mad, non ho resistito :rofl:

PS: tra l'altro - per restare in topic - Xenakis da quel che ne so ebbe una vitaccia, quando i nazisti entrarono in Grecia finì in guerra, fu ferito, poi fu pure condannato a morte e scappò in Francia, a fare l'assistente di Le Corbusier! che personaggio...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

intendevo Khrennikov, era un compositore piuttosto reazionario. Realismo sovietico con una punta di post romanticismo, una variante peggiorata del peggio di Shostakovich. Non apprezzi il modernismo, per cui....

Riguardo a Stravinsky, quanto scrive burpo è una forzatura bella e buona. E' stato il compositore più importante del XX secolo, privarsene è da masochisti. E se poi ti piace ? :D

Io mi son limitato a riportare un fatto che avrebbe potuto influenzare ulteriormente pentatonico (se si vuol far del male da solo a rinunciare a qualche compositore per motivi extra-musicali, da bravo sadico gli do una mano :spiteful::lol:).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

C'è un balletto che è fatto su modello di quelli di Tchaikovsky (o utilizza temi, ora non ricordo), è vero? io non ce l'ho però...

In effetti a parte quest'ultimo poi hai citato tutti autori (Bach, Beethoven, Bruckner, Mahler, Debussy, Bartok) che in molti casi richiedono un impegno maggiore nell'ascolto di quel che richiederebbe Stravinsky (o del pianoforte preparato di Cage!! che sicuro hai letto su una rivista di rock :D). E poi si è tuffato in così tanti stili che c'è uno Stravinsky per tutti, o volendola vedere al contrario, può aprirti molte porte per l'ascolto di tanta altra musica. Ma attento! nonostante le simpatie di Frank Zappa fà molto poco figo... se vuoi "acchiappare" prova con Ligeti o meglio ancora Xenakis, di cui puoi farti anche la maglietta:

xl_Schermata-2013-10-17-alle-22.18.50.jp

scusa mad, non ho resistito :rofl:

PS: tra l'altro - per restare in topic - Xenakis da quel che ne so ebbe una vitaccia, quando i nazisti entrarono in Grecia finì in guerra, fu ferito, poi fu pure condannato a morte e scappò in Francia, a fare l'assistente di Le Corbusier! che personaggio...

Detesto il rock, mai comprato una rivista rock! :rofl::rofl:

Non amo nemmeno Morgan perché ormai gioca all'interno del mondo schifoso della televisione... ma devo ammettere che è un gran conoscitore della musica e, a suo modo, geniale (è un polistrumentista notevole), per quanto a me distante.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

You need to be a member in order to leave a comment

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

  • Chi sta navigando   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×