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giordanoted

Dido and Aeneas a Caracalla

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Ieri sera, regalo di una cara amica, ho assistito al Dido and Aeneas di Purcell alla palestra orientale delle Terme di Caracalla.


Serata magnifica, ma non per l'opera, che apre la stagione estiva dell'opera di Roma.


Orchestra insipientemente dislocata sull'estrema sinistra della scena. A parte la follia dello sbilanciamento della sorgente sonora, la piccola orchestra barocca da laggiù si sentiva poco e niente. Impossibile dunque giudicare la parte musicale.


Cantanti: protagonisti Serena Malfi (Didone) scolasticamente passabile. Il famoso lamento è stato eseguito con correttezza e preparazione. Non viene un nodo alla gola come ascoltando Kirsten Flagstad o Jessye Norman, ma complessivamente una prova adeguata. Il baritono sudafricano Jacques Imbrailo (Enea) è andato anche meglio, solo un piccolo infortunio in un attacco, non ha carisma, così ha giocato sugli aspetti più umani di Enea.


La maga, Alda Caiello, che sul suo sito è definita "una delle maggiori interpreti nel panorama europeo per versatilità, raffinatezza e capacità espressive", è stata a dir poco al di sotto della sufficienza. Più che una maga, un fantasma.


Le due streghe, altrettanto degne di dimenticatoio.


Kiandra Howarth (Belinda) soprano australiano dalla voce alquanto fissa, è stata più presente, gli accenti della compassionevole ancella della regina erano quelli giusti, ma non siamo molto sopra la mediocrità.


Ma il vero disastro è stata la regia di Chiara Muti.


Lasciamo pure perdere la maga e le streghe vestite da goth girls, in pizzo nero, stile rocky horror show.


Lasciamo pure perdere la confusione di maschere, da Pulcinella, le parrucche secentesche, i movimenti scenici da filodrammatica, l'agghiacciante passo dell'Eneide letto dalla stessa Muti con birignao "la mia sorrrrrte!" e diffuso da un altroparlante.


Diciamo solo questo: la regia era quella di una recita scolastica. Anzi, come ha detto la mia amica, le recite scolastiche sono fatte meglio.


Non so se Chiara Muti firmi sempre regie così o sia stato un infortunio.


Direi che papà Riccardo, che governa l'Opera di Roma, non ha fatto una scelta opportuna a mettere in cartellone uno spettacolo così, affidato alla regia della figlia, evidentemente impreparata o priva di talento.


Il pubblico, molti gli stranieri, ha applaudito. Credo fosse incantato dalle rovine e dalla serata e dal cielo attraversato da petulanti gabbiani. Noi siamo fuggiti.


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Ieri sera, regalo di una cara amica, (...)

Serata magnifica, ma non per l'opera, (...)

Noi siamo fuggiti.

Ah, ecco... :whistle::sarcastic:

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Giobar screanzato! :ohno01: Forse che il grande Giulio Rapetti in arte Mogol e il grande Lucio Battisti avevano torto? Non si può avere una donna per amico? :sarcastic_hand:


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Giobar screanzato! :ohno01:

Ma dai, l'hai servita su un piatto d'argento! :laughingsmiley:

Forse che il grande Giulio Rapetti in arte Mogol e il grande Lucio Battisti avevano torto? Non si può avere una donna per amico? :sarcastic_hand:

Si può, si può... :thumbsup_still:

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[...]

Lasciamo pure perdere la maga e le streghe vestite da goth girls, in pizzo nero, stile rocky horror show.

[...]

No-no, non lasciamo perdere affatto. Erano così? :D

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Sì magari, guarda la foto in questo link, dove ballano il can-can (e infatti, proprio da can era la regia)

http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2013/06/10/foto/didone_ed_enea_aprono_l_estate_alle_terme_di_caracalla_a_roma-60812894/1/#7

Beh però guardando le immagini non si riceve il classico pugno nell'occhio di molte rappresentazioni barocche, almeno ti sono stati risparmiati i costumi spaziali e gli anacronismi ridicoli che tanto piacciono ai registi (soprattutto inglesi).

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Beh però guardando le immagini non si riceve il classico pugno nell'occhio di molte rappresentazioni barocche, almeno ti sono stati risparmiati i costumi spaziali e gli anacronismi ridicoli che tanto piacciono ai registi (soprattutto inglesi).

Vedo dalla foto della locandina che il costumista è il bravo Alessandro Lai. Da ragazzi eravamo amici, poi partì in cerca di fortuna e non ci vediamo da molti anni.

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