Vai al contenuto
Pinkerton

Letteratura

Recommended Posts

Qualcuno saprebbe indirizzarmi su quale scegliere? (Marsilio la scarterei anche solo per la resa del titolo)

Ho l'epub della Garzanti se ti interessa vedere com'è, che ha pure un' utile introduzione sull'autore, la bibliografia e affini, piacevoli comunque... Vuoi avere una traduzione fedele o bella? Io non so come sono le altre, tra l'altro ho studiato altre lingue a scuola e sono autodidatta per lo spagnolo, però posso dirti la mia: lo spagnolo è una lingua tutto sommato non distante dall'italiano, possibilità di fare disastri traducendo e adattando come nel tedesco o nel russo non ce ne sono tante, certo lo spagnolo del 600 non sarà quello moderno, ma lo sappiamo tutti... Se proprio ti interessa l'aspetto della resa nelle due lingue, prendi proprio la Marsilio con lo spagnolo a fronte. Purtroppo sulla bravura e la fama dei traduttori non posso aiutarti perché ho fatto altri studi all'università...In caso mandami un pm. :pilot:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Guest zeitnote

Grazie Vale, sei molto gentile, ma in un giro da Libraccio mi caduta tra le mani l'edizione Garzanti, che alla fine ho acquistato anche per la copertina con il dipinto del Lotto. Ah, ha pure il testo a fronte.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Lieta che tu abbia risolto alla fine. :) Nel mio epub la versione a fronte manca, chissà perché. :glasses:



massime-4_3726_x600.jpg



Mi ha accompagnato in una notte insonne in campagna :ph34r_anim: , e io che cercavo ben altro da leggere, ho poi comprato questo... :cowboy::handlebars:


Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Letto per curiosità, certi punti non sono male ma soprattutto il finale è davvero tirato per i capelli, poteva tagliare almeno un centinaio di pagine.



51-BjTK43eL._SY344_BO1,204,203,200_.jpg

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Guest zeitnote

41ViA9poVwL._SX372_BO1,204,203,200_.jpg


Sono analisi ad amplissimo raggio (dall'antropologia alla psicologia, dalla sociologia alla critica letteriaria, al costume, alla filosofia ecc.) che colgono la società della (post)moderna industrializzazione nei suoi suoi stadi sorgivi (siamo alla fine anni '50). Zolla qui è tagliente, corrosivo, apoditticamente pessimista, nondimeno se si sanno cogliere i noccioli essenziali dei suoi argomenti, scorporati dalle bolle polemiste che li veicolano, restano dei saggi terribilmente attuali. Ne esce un affresco della spietata e grottesca insensatezza di un'umanità ormai incamminata sulla via della perdita di se stessa.


Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

419G-ymlU9L._SX322_BO1,204,203,200_.jpg



9788807880223_quarta.jpg



BulletParkCheever-e1357742402985.jpg



6247829_404482.jpg



arton113525.jpg



ho iniziato l'estate letteraria con bullet park e poi sono piombato in libreria a comprarmi tutto quello che trovavo di cheever. uno dei romanzi più belli che abbia letto ultimamente è 'falconer'. perché bello? perché mi ha fatto piangere, e non capitava da anni. dopo i 3 romanzi ho acquistato i racconti, che sto leggendo un po' alla volta, li uso nei ritagli di tempo...assieme ai pensieri racolti nell'intenso diario 'una specie di solitudine'.


ora sto leggendo sportsman di richard ford (vi posto la copertina) nell'intento di leggermi tutta la trilogia che ha come protagonista frank bascombe, un uomo esattamente della mia età. frank è un uomo che ha lasciato a metà un romanzo, non si sa quale (se quello che sta scrivendo, il libro stesso che leggo, o anche la sua vita). ha abbandonato una sua passione per qualcosa di sicuro, forse. giornalista sportivo. lo odio per questo. e da questo odio nasce il mio interesse per il suo modo a tratti patetico di affrontare lo stato delle cose.


sportswriter.jpg



gli ultimi 2 capitoli della trilogia sono in ordine 'il giorno dell'indipendenza' e, appunto, 'lo stato delle cose'. che leggerò tutto d'un fiato come sempre


ford2.jpg


statocose.jpg


Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Anche l'ultimo capitolo della collezione di Frank Bascombe (il quarto, se non erro) non si smentisce, molto bello:



9788807031403.jpg



E anche questo Canada non male:



51lLALoJ00L._SX315_BO1,204,203,200_.jpg



Per Ford il Canada significa la frontiera, il confine, una linea che, una volta superata, non concede un’altra chance.


Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Anche l'ultimo capitolo della collezione di Frank Bascombe (il quarto, se non erro) non si smentisce, molto bello:

9788807031403.jpg

E anche questo Canada non male:

51lLALoJ00L._SX315_BO1,204,203,200_.jpg

Per Ford il Canada significa la frontiera, il confine, una linea che, una volta superata, non concede un’altra chance.

grazie dei consigli per gli acquisti :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

È tempo di rileggere Cuor di tenebra.

forse hai visto recentemente kingkong?

interrompo la lettura di ford (ora sto leggendo il giorno dell'indipendenza) solo per dire che vanno comprati tutti i suoi libri. non credo esista uno scrittore contemporaneo con una produzione costantemente alta come la sua. ripeto che sportswriter già memorabile è dell'86. questo del 95 e lo stile si è addirittura elevato. uno scrittore prolifico, a differenza delle comparsate di franzen (un libro buono in tutta la produzione, certamente le correzioni ha un'impostazione e il valore di un grande classico, ma un po', e spiace dirlo, resta un episodio isolato come potrebbe essere underworld di delillo). ci sono scrittori che si esauriscono in un'unica opera, talvolta di poche centinaia di pagine. ford è un dickens, un balzac, un dostoevskji. nati con la penna. scrittori inesauribili e in continuo fermento.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Datti una calmata.

che è una minaccia?

qualche giorno fa hanno rifatto su italiauno king kong di jackson 2005. mentre sono sulla nave uno legge stralci bellissimi da un libro. si legge la copertina. heart of darkness di conrad. l'ho ripreso in mano per rileggere alcune bellissime parti. se ti poni così per partito preso nei miei confronti, mi pare ovvio che la calmata dovresti dartela tu, non pensi? :) se fossi in te concluderei con un 'stai tranquillo' o una specie di fly down. ma tutto ok.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

che è una minaccia?

qualche giorno fa hanno rifatto su italiauno king kong di jackson 2005. mentre sono sulla nave uno legge stralci bellissimi da un libro. si legge la copertina. heart of darkness di conrad. l'ho ripreso in mano per rileggere alcune bellissime parti. se ti poni così per partito preso nei miei confronti, mi pare ovvio che la calmata dovresti dartela tu, non pensi? :) se fossi in te concluderei con un 'stai tranquillo' o una specie di fly down. ma tutto ok.

Oops. Hai pienamente ragione e ti chiedo scusa.

Ho dormito non bene (malaccio ma non troppo, sai quando hai dormito ma non sei riposato per qualche ragione?) e sono più suscettibile del solito.

Mi do una calmata.

P.s.

Belle le pagine su Ford. Mi metti curosità - non l'ho mai letto temo l'eccessiva presenza di riferimenti puramente americani, lo sport, la frontiera, il fallimento e il riscatto sotto la bandiera lacera del Sogno Americano ecc...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Guest zeitnote

È tempo di rileggere Cuor di tenebra.

Prova con questa traduzione, che mi è piaciuta davvero molto...

cop%20Conrad.jpg

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Prova con questa traduzione, che mi è piaciuta davvero molto...

cop%20Conrad.jpg

Caro Zeit, grazie per la segnalazione, non vorrei fare lo snob ma io il polacco Korzeniowski lo leggo, come tutti gli scrittori in lingua inglese, in inglese. Lo lessi in una tascabile "everyman" anche la prima volta, era accoppiato a The secret sharer, credo che sia tradotto col Compagno segreto. Che pure è una bellissima storia.

Ora ce l'hanno tutti con lo "storytelling"... a me lo storytelling piace. E Conrad ne era un maestro.

Mi deluse invece The Shadow Line - Linea d'ombra. Lo trovai un po' noioso e non così significativo. L'idea della bonaccia che diventa una calamitosa minaccia è bella, ma alla fine davvero s'impantanava pure il piacere della lettura.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Guest zeitnote

Caro Zeit, grazie per la segnalazione, non vorrei fare lo snob ma io il polacco Korzeniowski lo leggo, come tutti gli scrittori in lingua inglese, in inglese. Lo lessi in una tascabile "everyman" anche la prima volta, era accoppiato a The secret sharer, credo che sia tradotto col Compagno segreto. Che pure è una bellissima storia.

Ora ce l'hanno tutti con lo "storytelling"... a me lo storytelling piace. E Conrad ne era un maestro.

Mi deluse invece The Shadow Line - Linea d'ombra. Lo trovai un po' noioso e non così significativo. L'idea della bonaccia che diventa una calamitosa minaccia è bella, ma alla fine davvero s'impantanava pure il piacere della lettura.

Nessun problema, gio'. Ti confesso che mi aspettavo una risposta del genere. ;) In ogni caso, l'una cosa (leggere l'originale) e l'altra (leggere la/le traduzione/i) non necessariamente si escludono. No? Poi lasciami dire che perché questa "metafisica dell'originale" abbia davvero un senso bisogna che si conosca la lingua in questione ad un livello vicino, vicinissimo a quello di un madrelingua, senza - cioè - che la traduzione sia semplicemente rimandata nella nostra testa durante la lettura. Infine aggiungo pure che alcuni scrittori sono addirittura migliorati da certe traduzioni ispirate: il Proust di Raboni - par exemple - è superiore in unità di spanne all'originale!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Nessun problema, gio'. Ti confesso che mi aspettavo una risposta del genere. ;) In ogni caso, l'una cosa (leggere l'originale) e l'altra (leggere la/le traduzione/i) non necessariamente si escludono. No? Poi lasciami dire che perché questa "metafisica dell'originale" abbia davvero un senso bisogna che si conosca la lingua in questione ad un livello vicino, vicinissimo a quello di un madrelingua, senza - cioè - che la traduzione sia semplicemente rimandata nella nostra testa durante la lettura. Infine aggiungo pure che alcuni scrittori sono addirittura migliorati da certe traduzioni ispirate: il Proust di Raboni - par exemple - è superiore in unità di spanne all'originale!

Ho imparato l'inglese presto, da ragazzino, quindi per fortuna riesco a leggerlo senza passare troppo per una versione mentale italiana, anche se a volte mi diverto a tradurre nella mente per vedere quale soluzione avrei adottato se fossi stato il traduttore. Comunque è vero, ci sono traduzioni magistrali e comunque traduzione e originale possono benissimo integrarsi. Ora sto leggendo per esempio I sotterranei del Vaticano in una vecchia e ottima traduzione Garzanti e magari un giorno proverò il francese di Gide che temo alquanto ostico.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Infine aggiungo pure che alcuni scrittori sono addirittura migliorati da certe traduzioni ispirate: il Proust di Raboni - par exemple - è superiore in unità di spanne all'originale!

Benchè ci siano precedenti illustri - ad esempio Goethe sosteneva che il suo Faust era migliore nella traduzione di Nerval - è un'affermazione che non mi persuade, una traduzione per quanto brillante possa essere rimane una sorta di falso d'autore; non conosco il Proust di Raboni e neanche mi interessa conoscerlo perchè mi interessa il Proust di Proust - feticismo autoriale? può essere, ma come mai in letteratura accettiamo e difendiamo questa sorta di remake mentre nel cinema lo ripudiamo?

Riporto una boutade di non ricordo più che romanziere americano anni fa a Pordenonelegge che commentò così la lettura di un estratto del suo libro: che strano, sono l'autore di questo libro ma non ne capisco una parola

- non ho messo tra virgolette la battuta in quanto ho tradotto :paint_x:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Benchè ci siano precedenti illustri - ad esempio Goethe sosteneva che il suo Faust era migliore nella traduzione di Nerval - è un'affermazione che non mi persuade, una traduzione per quanto brillante possa essere rimane una sorta di falso d'autore; non conosco il Proust di Raboni e neanche mi interessa conoscerlo perchè mi interessa il Proust di Proust - feticismo autoriale? può essere, ma come mai in letteratura accettiamo e difendiamo questa sorta di remake mentre nel cinema lo ripudiamo?

Riporto una boutade di non ricordo più che romanziere americano anni fa a Pordenonelegge che commentò così la lettura di un estratto del suo libro: che strano, sono l'autore di questo libro ma non ne capisco una parola

- non ho messo tra virgolette la battuta in quanto ho tradotto :paint_x:

entro nella discussione rispondendo a te ma riferendomi anche a quanto detto da giordano e zeit.

quando sento dire 'ma lo leggo in lingua originale' mi viene da ridere a meno che non sia di fronte ad un esperto linguista in semantica e magari anche poeta in più lingue nonché conoscitore della cultura germinale.

ma che stiamo a ddì? che leggendo proust in francese, un comune mortale madrelingua italiano o francese nato nel 1970 o poco prima o poco dopo possa capire le inflessioni, il gergo, i modi di dire, le raffinatezze, le sonorità etc di una cultura anni luce lontana da lui e dalla sua formazione come se invece di francese-francese stessimo leggendo francese-slangdibrooklyn anni '80 perché diverso da quello della middletown o di brooklyn anni 20 o da quello degli italoamericani rispetto a quelli della chinatown. ma

che stiamo a ddì? qualcuno di madrelingua inglese crede che leggendo joyce in inglese ne capisca più e meglio di quanto possa capirne un italiano con celati? ma ci stiamo prendendo in giro? chi sa leggere proust meglio di raboni? un madrelingua francese sbarbatello nato nel 1980? o un francese delle banelieu di una generazione fa cresciuto leggendo hollebeque o come azz si scrive?

ma c'è qualcuno nel forum che quando legge manzoni crede davvero di leggere un libro in italiano comprensibile? o quando leggete d'annunzio credete di capirlo? e perché quando leggete moresco cogliete davvero il senso?

non voglio citare eco anche se i suoi libri abbastanza divulgativi sul 'dire quasi la stessa cosa' o sulle traduzioni spieghino già a sufficienza la cosa...ma posso capire i filosofi, che quasi sempre devono tentare di leggere in lingua originale e studiarsi decine di testi ermeneutici esegetici etc dipende dove devono andare a parare e quanto vogliono capire...ma alla fine non c'è alcuna differenza fra quanto un europeo medio che possa comprendere, per stare al contemporaneo, il linguaggio di delillo tradotto in italiano di quanto possa capirlo un londinese o un newyorkese in lingua originale. direi anzi che leggendo un libro tradotto abbiamo il vantaggio di sapere già a priori che di ogni parola e di ogni significato non ne avremo che un riflesso di noi stessi mediato dal nostro background. che sia nostro in toto o del traduttore poco importa se non la possibile identificazione dell'autore del determinato pensiero che partoriamo. fino a dove possiamo 'viaggiare'? su questo non sta a me dirlo. ci si deve rassegnare all'interpretabilità. alla fine i pensieri, per come sono, resterebbero muti ed incomunicabili se chi li esprime non accettasse la trasfigurazione e la lettura che gli altri ne fanno e alla quale, specie in letteratura, l'autore non può ribellarsi, salvo gravi fraintendimenti (che sono tuttavia spesso forieri di ulteriori speculazioni non per forza di cose 'negative').

detto questo, sono felice che esistano persone spesso sottopagate e relegate spesso all'anonimato che amino così tanto la cultura da spendere la propria vita traducendo e interpretando e convertendo in altri idiomi lo stile di altri scrittori. un mestiere difficilissimo. e che pochissime persone al mondo sanno fare (davvero un numero esiguo se pensiamo invece a quanti siano i pseudolettori senza contare pseudoscrittori). se poi giordano capisce conrad come potrebbe capire una

chiaccherata al bar fra due amici che parlano il suo stesso dialetto e che frequentano gli stessi giri e che hanno stesso intercalare stessa forma d'ironia o quantomeno a lui comprensibile, ben per i giordano. dovremmo tutti leggerci l'eneide in inglese o infinite jest in polacco. sarebbe la stessa cosa.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Temo mi sfugga il punto del tuo messaggio, Vul, eppure viviamo nella stessa epoca, usiamo la stessa lingua e frequentiamo lo stesso forum, puoi tradurre?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Benchè ci siano precedenti illustri - ad esempio Goethe sosteneva che il suo Faust era migliore nella traduzione di Nerval - è un'affermazione che non mi persuade, una traduzione per quanto brillante possa essere rimane una sorta di falso d'autore; non conosco il Proust di Raboni e neanche mi interessa conoscerlo perchè mi interessa il Proust di Proust - feticismo autoriale? può essere, ma come mai in letteratura accettiamo e difendiamo questa sorta di remake mentre nel cinema lo ripudiamo?

Riporto una boutade di non ricordo più che romanziere americano anni fa a Pordenonelegge che commentò così la lettura di un estratto del suo libro: che strano, sono l'autore di questo libro ma non ne capisco una parola

- non ho messo tra virgolette la battuta in quanto ho tradotto :paint_x:

Sono d'accordo con te, mdm 67.

Ogni traduzione,imbroccata che sia, e' sempre un azzardo e si risolve in un rifacimento, in una reinterpretazione,in una revisione del testo originale.

Dal punto di vista strettamente linguistico poi non si puo' che andare incontro a ripetuti patteggiamenti, ad a un obbligato quanto talora penoso lavoro di approssimazione.

E' gia' molto riuscire a limitare i danni.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

entro nella discussione rispondendo a te ma riferendomi anche a quanto detto da giordano e zeit.

quando sento dire 'ma lo leggo in lingua originale' mi viene da ridere a meno che non sia di fronte ad un esperto linguista in semantica e magari anche poeta in più lingue nonché conoscitore della cultura germinale.

ma che stiamo a ddì? che leggendo proust in francese, un comune mortale madrelingua italiano o francese nato nel 1970 o poco prima o poco dopo possa capire le inflessioni, il gergo, i modi di dire, le raffinatezze, le sonorità etc di una cultura anni luce lontana da lui e dalla sua formazione come se invece di francese-francese stessimo leggendo francese-slangdibrooklyn anni '80 perché diverso da quello della middletown o di brooklyn anni 20 o da quello degli italoamericani rispetto a quelli della chinatown. ma

che stiamo a ddì? qualcuno di madrelingua inglese crede che leggendo joyce in inglese ne capisca più e meglio di quanto possa capirne un italiano con celati? ma ci stiamo prendendo in giro? chi sa leggere proust meglio di raboni? un madrelingua francese sbarbatello nato nel 1980? o un francese delle banelieu di una generazione fa cresciuto leggendo hollebeque o come azz si scrive?

ma c'è qualcuno nel forum che quando legge manzoni crede davvero di leggere un libro in italiano comprensibile? o quando leggete d'annunzio credete di capirlo? e perché quando leggete moresco cogliete davvero il senso?

non voglio citare eco anche se i suoi libri abbastanza divulgativi sul 'dire quasi la stessa cosa' o sulle traduzioni spieghino già a sufficienza la cosa...ma posso capire i filosofi, che quasi sempre devono tentare di leggere in lingua originale e studiarsi decine di testi ermeneutici esegetici etc dipende dove devono andare a parare e quanto vogliono capire...ma alla fine non c'è alcuna differenza fra quanto un europeo medio che possa comprendere, per stare al contemporaneo, il linguaggio di delillo tradotto in italiano di quanto possa capirlo un londinese o un newyorkese in lingua originale. direi anzi che leggendo un libro tradotto abbiamo il vantaggio di sapere già a priori che di ogni parola e di ogni significato non ne avremo che un riflesso di noi stessi mediato dal nostro background. che sia nostro in toto o del traduttore poco importa se non la possibile identificazione dell'autore del determinato pensiero che partoriamo. fino a dove possiamo 'viaggiare'? su questo non sta a me dirlo. ci si deve rassegnare all'interpretabilità. alla fine i pensieri, per come sono, resterebbero muti ed incomunicabili se chi li esprime non accettasse la trasfigurazione e la lettura che gli altri ne fanno e alla quale, specie in letteratura, l'autore non può ribellarsi, salvo gravi fraintendimenti (che sono tuttavia spesso forieri di ulteriori speculazioni non per forza di cose 'negative').

detto questo, sono felice che esistano persone spesso sottopagate e relegate spesso all'anonimato che amino così tanto la cultura da spendere la propria vita traducendo e interpretando e convertendo in altri idiomi lo stile di altri scrittori. un mestiere difficilissimo. e che pochissime persone al mondo sanno fare (davvero un numero esiguo se pensiamo invece a quanti siano i pseudolettori senza contare pseudoscrittori). se poi giordano capisce conrad come potrebbe capire una

chiaccherata al bar fra due amici che parlano il suo stesso dialetto e che frequentano gli stessi giri e che hanno stesso intercalare stessa forma d'ironia o quantomeno a lui comprensibile, ben per i giordano. dovremmo tutti leggerci l'eneide in inglese o infinite jest in polacco. sarebbe la stessa cosa.

La nota del mio amico vul e' acuta e piena di buon senso.

Non posso che concordare.

La comprensione di un testo scritto nella propria lingua e' gia' un'avventura ermeneutica. Non tutti gli italiani parlano lo stesso italiano o, meglio ancora, ogni italiano parla il "proprio" italiano.

Figuriamoci se la lingua e' diversa da quella che si parla abitualmente.

Cio' non toglie che leggere in lingua originale come fa Giordano sia comunque un'operazione intellettuale alquanto intrigante.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Penso anche io che vul dica cose ragionevoli e fondate. Però la lettura in originale la consiglio, quando possibile. Aiuta a uscire un po' dalla propria bolla linguistica, a sentire la differenza. È un esercizio intellettuale e conoscitivo particolare come dice Pink. Dopo poco, si avverte uno scarto che sarà pure ricompreso dal nostro codice culturale ma è pur sempre proveniente da fuori di esso. Quanto alle questioni ermeneutiche non saprei dire granché e forse non le trovo troppo rilevanti, rispetto all'esperienza immediata sul testo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

You need to be a member in order to leave a comment

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

  • Chi sta navigando   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×