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Madiel

Nozze di Figaro

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Ovviamente Kraus si parla di grandissimi, quindi è logico che certe distinzioni o gerarchie hanno un che di arbitrario, dipende dalle prospettive, dai contesti, però, ripeto, a mio gusto Handel ha un che di affettato, di cerimonioso (non di inautentico, questo mai) nell'espressione degli affetti, non perde mai una certa compostezza teatrale, una dignità di chi sa di essere di fronte a un pubblico, mentre in Purcell e Mozart l'abbandono sentimentale mi pare più integro e spontaneo. Non per caso Handel non è mai licenzioso o osceno (che io sappia, ma smentiscimi pure) mentre Mozart sì (Purcell, anche, non so).

Conosco purtroppo ancora poco di Handel e Purcell per poter confermare o smentire la presenza di licenziosità nelle loro opere. Penso però che, quel che in Mozart strizza l'occhio alla sessualità (comprese le allusioni nei libretti) è reso possibile dal tipo dell'opera. Voglio dire: non trovi ombra di oscenità nella Clemenza di Tito o nell'Idomeneo perché il carattere serio dell'opera, di fatto, le esclude a priori.

Forse qualcosa di sensuale, ma certo non di osceno, si trova nel Purcell della Dido & Aeneas, mentre Handel devo ancora approfondirlo, e di brutto anche. In ogni caso l'incisione dell'Armida abbandonata che ho ascoltato ieri mi sentirei proprio di consigliarla (non è quella intubata che ho postato, bensì quella con Eva Mei e Antonini alla direzione del Giardino Armonico).

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Sinceramente, pur amando molto Mozart, non posso essere d'accordo con quanto dite. La musica del Salisburghese è certo "lineare" e in buona sostanza anche "vera", ma è vera come lo sono le leggi fisiche: solo a certe particolari condizioni. È musica astratta, che ritrova nell'espressione filtrata, nella purificazione del sentimento la sua ragion d'essere. Nessuno può sentire allo stesso modo di un personaggio del teatro mozartian-dapontiano. Alla fine, secondo me è di gran lunga più distante dal quotidiano l'asettica ricerca del particolare che Mozart porta avanti, rispetto alla retorica più o meno compiutamente profonda di Beethoven. Poi non so, sarà una questione di attitudini individuali :o

Come tu ben sai, o valente Cadetto, la commedia è vedere la realtà così come appare alla nostra intelligenza e alla nostra buona disposizione d'animo, senza la lente deformante dell'asprazione all'ideale.

I personaggi della commedia sono sempre mezzi caratteri ma proprio in quanto tali complessi e contraddittorii, mai veramente risolti. Siamo alla fine noi, con i nostri peccati e le nostre virtù, le nostre colpe, i nostri slanci e

le nostre mesdhinità, le nostre incrollabili testardaggini e le nostre croniche irrisolutezze. Ma soprattutto, colla nostra, salutare attitudine a fingere. Come se tutta la vita fosse un teatro perpetuo a cielo aperto, un'interminabile e incomparabile scuola di sopravvivenza.

Capirai bene, Rinaldino, che di tutto questo nel migliore dei casi non si può che ridere bonariamente e con leggera ironia. E Mozart-Da Ponte sono uno dei casi.migliori.

http://www.youtube.com/watch?v=IHHZmGWui1s

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Nel film "Le ali della libertà", una fiaba carceraria di provenienza USA, il protagonista trova dei vecchi vinili nella biblioteca del carcere e, senza permesso, collega il grammofono col diffusore: per tutti gli spazi chiusi e aperti della prigione, si diffonde la musica libera e innocente della "Canzonetta sull'aria" dalle Nozze mozartiane.


Di questo delizioso duettino esistono innumerevoli versioni ma quella che a mio avviso è più riuscita ha come protagonisti la Price e la Battle accompagnate dalla Filarmonica di Vienna diretta da Riccardo Muti.


Il direttore napoletano qui è veramente bravo nel trovare il filo conduttore ritmico-melodico di questo dialoghetto sotto dettatura, in bilico fra estemporaneità e languore, ennesimo colpo di genio mozartiano:




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"La grazia stessa sembra discendere sulla terra, nell' unisono dei violini, la cui discesa in valori di ottavo si intreccia al canto di gioia di tutti i personaggi non tanto con carattere di didascalica pittura sonora, quanto come ritrovata parola di benedizione espressa in lingua prebabelica." (Ivan Nagel)

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7 ore fa, noone dice:

 

"La grazia stessa sembra discendere sulla terra, nell' unisono dei violini, la cui discesa in valori di ottavo si intreccia al canto di gioia di tutti i personaggi non tanto con carattere di didascalica pittura sonora, quanto come ritrovata parola di benedizione espressa in lingua prebabelica." (Ivan Nagel)

Mozart è Mozart, è un fuori categoria, è un miracolo dell'omnia munda mundis.

Ma la musica, Maddalena, tutta la musica, non è forse una lingua prebabelica?

 

 

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35 minuti fa, Pinkerton dice:

Mozart è Mozart, è un fuori categoria, è un miracolo dell'omnia munda mundis.

Ma la musica, Maddalena, tutta la musica, non è forse una lingua prebabelica?

 

 

Sì.

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