Vai al contenuto
alfiocarrettiere

Nostalgia del passato

Recommended Posts

Ditemi che, pur con tutti i distinguo del caso, Bensing e la Joesten non sono due signori cantanti

>https://www.youtube.com/watch?v=ANGgRizXrb0

Bensing , Wittel, non brilla né per bellezza di colore né per integrità timbrica, Tuttavia respira bene ed esibisce un appoggio diaframmatico sicuro e così può fraseggiare con larghezza e impeto ma, all'occorrenza, anche con morbidezza.

La Joesten,fervida e appassionata, ha timbro migliore, intenso e luminoso, anche se certe note piene sono affette da vibrato largo..

Per confronto il duetto cantato nel '65 al Met dalla Callas e Corelli.

La Divina è vocalmente alle corde e canta "in difesa".

Corelli, per contro, scarica vagonate di decibel ( il Sib acuto di "Ah m'avvinci nei tuoi lacci", a 3:04, è una montagna di suono) ma è sempre , a fine frase, in grado di sfumare e ammorbidire,

( notevolissimo il ppp "morendo" di "mia sirena" a 3:15).

>https://www.youtube.com/watch?v=qjL3Mc8Kx4g

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Se in Tosca Bensing si fa valere, in Ernani delude non poco.


Gli difettano soprattutto l'accento eroico e scandito, il fraseggio incisivo, il disperato abbandono che concorrono necessariamente alla figurazione degli eroi guerrieri romantici.


Bensing rispetta abbastanza i segni di espressione e gli abbellimenti che ornano l'aria verdiana; ne risulta però un'esecuzione scialba, incolore, dal tono indeciso e tremebondo.


Insomma, per cantare Verdi non basta la correttezza, occorre metterci energia:



>https://www.youtube.com/watch?v=ZPhpZm6fZpE

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Se in Tosca Bensing si fa valere, in Ernani delude non poco.

Gli difettano soprattutto l'accento eroico e scandito, il fraseggio incisivo, il disperato abbandono che concorrono necessariamente alla figurazione degli eroi guerrieri romantici.

Bensing rispetta abbastanza i segni di espressione e gli abbellimenti che ornano l'aria verdiana; ne risulta però un'esecuzione scialba, incolore, dal tono indeciso e tremebondo.

Insomma, per cantare Verdi non basta la correttezza, occorre metterci energia:

>https://www.youtube.com/watch?v=ZPhpZm6fZpE

Per confronto ecco Carlo Bergonzi dal vivo in una recita del '72.

L'impatto vocale è considerevole ma non tanto per il volume quanto per la larghezza del fraseggio che ha una forza di penetrazione straordinaria. A ciò concorre anche la fonazione sempre morbida e sostenuta.

Grazie a queste premesse in certi momenti appare irresistibile il vigore dell'accento ( v. a 1:55 la forza del declamato " Il vecchio Silva stendere osa su lei la mano!"):

>https://www.youtube.com/watch?v=UhQrWW5dRkQ

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sulla bruta forza fisica della voce Imposta la sua interpretazione Mario del Monaco la cui vocalità risulta troppo rigida anche se se ne apprezza l'impeto eroico e la scolpitezza di fraseggio:




>https://www.youtube.com/watch?v=wIRgC7Mozh8




Per contro lentissima e quasi sognante è l'esecuzione di Ferdinando De Lucia, per molti aspetti agli antipodi di Del Monaco. Due modi, eccentrici ma entrambi coinvolgenti, di cantare il primo Verdi



>https://www.youtube.com/watch?v=7Vb4L2dhZYk


Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Magari sono OT, più che nostalgia del passato in questo momento provo abbastanza ribrezzo per ciò a cui ho assistito ieri sera alla Scala. Era in scena la Tosca. Regia pacchiana e incoerente. L'unico che salverei del cast principale è Fabio Sartori (cavaradossi), il che è tutto dire visto che si sta parlando di un tenore davvero poco espressivo e con problemi negli acuti. La Monzon con la Tosa centra ben poco, lucic inadatto per scarpia, anche se in confronto al primo atto dove vocalmente è stato inesistente, nel secondo si è disimpegnato bene.

Il tutto condito dalla direzione approssimativa di Carlo Rizzi.


>https://www.youtube.com/watch?v=F7u77WFkcKQ

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

L'unico che salverei del cast principale è Fabio Sartori (cavaradossi), il che è tutto dire visto che si sta parlando di un tenore davvero poco espressivo e con problemi negli acuti.

Fabio Sartori, Desa, tutto sommato è un Cavaradossi accettabile:

>https://www.youtube.com/watch?v=g6e-eawGxng

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Simpatica provincia italiana di un tempo. Gino Sarri faceva Normanno nella prima Lucia della Callas, qui è catapultato addirittura a fare Otello!


>https://www.youtube.com/watch?v=zt1Om9aZm_g


Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
On 6/12/2015, 17:08:32, alfiocarrettiere dice:

Un Gigli ancora giovane

 

 

Il duetto che hai postato, Alfio, è di assoluto riferimento. Gigli è in stato di grazia e il suo canto, per controllo dell'emissione e purezza timbrica, rasenta la perfezione.

Certo in alcuni passaggi ( v. a 6:36 "Ah soltanto il nostro foco" , oppure a 8:18 " ...sempre o cara serberò") il tenore recanatese si abbandona pressochè totalmente al falsetto ma il risultato è così bello che sembra di ascoltare un angelo.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Forse l' ho già postata sta cosa, comunque un Gigli 61 enne si concede un lucevan le stelle così, come bere un bicchier d' acqua. Possiamo anche vederla come una "gigionata" come quella che fece Corelli nella Tosca di Parma, però, in entrambi i casi, gigionate sì o no, direi che siamo in presenza di un controllo della voce incredibile. E ripeto, in particolare Gigli qua aveva 61 anni, il diabete etc

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
9 ore fa, alfiocarrettiere dice:

Forse l' ho già postata sta cosa, comunque un Gigli 61 enne si concede un lucevan le stelle così, come bere un bicchier d' acqua. Possiamo anche vederla come una "gigionata" come quella che fece Corelli nella Tosca di Parma, però, in entrambi i casi, gigionate sì o no, direi che siamo in presenza di un controllo della voce incredibile. E ripeto, in particolare Gigli qua aveva 61 anni, il diabete etc

 

 

 

Sottoscrivo, alfio, ogni parola della tua nota.Qui, in Tosca, Gigli è ancora padrone di una tecnica superba. E' vero che, per ragioni di età, la mezzavoce è quasi accennata e è anche vero che nell'espansione conclusiva si lascia andare ad un effettismo veristicheggiante, ma il livello tecnico vocale è assolutamente superiore.

Il vero Gigli però è questo. Nel difficile arioso di Gioconda, la cui tessitura grava sul passaggio di registro e che alterna ripiegamenti sognanti a slanci appassionati, il tenore marchigiano non trova confronti in tutta la discografia:

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Una meraviglia il canto quasi accennato, sommesso, morbido e modulato di Rossi Lemeni in Bellini.

Malgrado un acuto duro e un po' stimbrato a 3:38, assai gradevole risulta anche l'esecuzione della cabaletta amorosa "Tu non sai",  per vitalità intrinseca, varietà dinamica e senso ritmico:

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

You need to be a member in order to leave a comment

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

  • Chi sta navigando   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×