Vai al contenuto
maxfiottolone

Miglior Almaviva Barbiere Rossini?

Recommended Posts

Però non fa particolari danni rendendo il Bartolo troppo caricaturale stile commedia dell' arte come era d' uso in quel periodo e anche per questo motivo considero questa incisione più orientata alle letture moderne del Barbiere che a quelle più antiche.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Che piaccia a te è un conto, ed è perfettamente accettabile.

Però di danni ne fa, canta male e, come dici, ha cattiva pronuncia.

Alva ha un timbro gradevole, ma per voce, tecnica e temperamento con Almaviva non c'entra nulla. E' stato uno dei primi a legittimare il falso storico di un Almaviva tenorino. Ha fatto una vera appropriazione indebita, tanto che il suo Almaviva fu quasi ricalcato da Misciano, da Nicola Monti e da altri tenori "di grazia". Il fatto è che Almaviva non è "di grazia". Alva peraltro cambiò anche il modo di far le agilità con gli anni: da quelle impastate di questa edizione, a quelle aspirate alla tedesca, orripilanti, che si sentono con Abbado.

La mia opinione è che di davvero davvero moderno in questi dischi ci sia solo la Callas, e che il resto sia più o meno da ignorare. Ah: il direttore è quantomeno brillante e teatrale, dà un bel ritmo.

Non ho capito cosa intendi dire con "considero questa incisione più orientata alle letture moderne del Barbiere che a quelle più antiche". Quali sono quelle antiche? I dischi anni Trenta con Stracciari e Borgioli? O che altro?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Però non fa particolari danni rendendo il Bartolo troppo caricaturale

Mi affianco ( se ce ne fosse bisogno) a Wittel nella spregevole opera di maramaldeggiamento verso il povero Fritz, confermando la propensione di noi italiani a

esser forti con i deboli e viceversa.

Ollendorf, max, non arriva ad essere il Corena d'oltralpe ma ci va abbastanza vicino. La sua pecca principale sta proprio nella tendenza a caricare l'accentazione nel tentativo di dar sapore ai recitativi e alle arie rossiniani, come se Rossini di per sè non fosse abbastanza arguto e spiritoso.

Caricando l'accentazione e diventando parodistico ( al quadrato però, perchè già Rossini da sè fa egregiamente con Bartolo la parodia del vecchio rimbambito) purtroppo trascura il canto che diviene frammentato, discontinuo e comunque minoritario rispetto al repertorio continuamente esibito di colpi di glottide, versetti,risatine più o meno sardoniche, sospiri e sospiretti, cachinni,sbavature, cambi iprovvisi di intensità e di colore ecc., ecc., ecc..Impegnato nel confezionare tutta questa serie di espedienti dimentica di cantare, approssimando l'emissione, appesantendo le agilità, trascurando il legato.

Quindi, al contrario di quanto tu dici, risulta troppo caricaturale.

Tu e Wittel avete rilevato gli errori di pronuncia ma, ahimè, non solo di ciò si tratta.

Per convincertene te lo faccio ascoltare in versione "lingua-madre", dove canta meglio che in italiano ma sostanzialmente continua ad essere troppo parlante e buffonesco:


/>http://www.youtube.com/watch?v=mgmOGh-O4L0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Come ho forse già scritto altre volte sino a un certo momento collocato neanche tanti anni fa, il Barbiere fu un' opera bistrattata con cambi di dialoghi molto disinvolti, ruoli come quello di Bartolo e Basilio resi sin troppo caricaturali...io ho ascoltato solo la incisione della Callas. Non so come fu la versione teatrale. Probabilmente qualche atteggiamento da "macchietta" ci fu in teatro, ma, stando alla incisione non so per quale motivo visto che non è che sono un esperto delle vecchie incisioni del Barbiere che infatti non amo troppo, ebbene, però, io questo Barbiere Callassiano lo trovo come un tentativo di interpretare quest' opera in modo un poco diverso dai clichè del tempo.

Certo, il grosso lo fa la Callas che inserì alcune variazioni poco note da contralto nei suoi pezzi solistici (eppoi c'è quel cambio di colore della voce nel "ma" di una voce poco fa che basta solo quello) e disegnò una Rosina diversa dal solito (al di là del fatto che potesse piacere o non piacere), ma anche negli altri interpreti, forse perchè trascinati dalla Callas, non ho trovato cadute volgari.

Io però Alva non lo vedo come iniziatore della categoria Almaviva=tenorino, perchè quella falsariga se vogliamo c'era già visto che i vari Valletti, Monti, Infantino, avevano già cantato il ruolo prima di lui e ribadisco che tra gli Almaviva della sua generazione, se avesse avuto gli acuti un pò più corposi, sarebbe stato il migliore per la naturale eleganza del fraseggio.

Ho visto che su youtube c'è tutta la famosa recita del 1980 di Macerata con Horne, Palacio, Nucci in piena forma. Ma devo dire che più che quella, m' intrigano alcuni estratti del barbiere che Blake cantò con Nucci negli anni 80 perchè più che Palacio, vedo Blake come elemento di rottura della tradizione dei vecchi Almaviva

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io però Alva non lo vedo come iniziatore della categoria Almaviva=tenorino, perchè quella falsariga se vogliamo c'era già visto che i vari Valletti, Monti, Infantino

Tra Valletti e gli altri due, max, c'è un abisso.

Alva ,è vero, è elegante e aggraziato, ma è anche molto manierato, lezioso, a tratti, svenevole. In più ha una vocetta gradevole, ma sempre tenue e sbiancata tanto da diventare alla fine monotona.

Su Blake-Almaviva ho una mia idea ma aspetto, se vorranno, le valutazioni di Wittel e di Pazzo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ho sempre avuto poca considerazione per Alva ma in questa incisione, non so se perchè aiutato dal contorno generale, m'ha stupito positivamente. Io Blake lo vedo come il protagonista di quella generazione che ha posto fine all' Almaviva vecchia maniera. Ci fa parte anche Palacio, ma Blake è più rivoluzionario.

Comunque la famosa edizione critica di Abbado del 1972 la trovo critica sino a un certo punto: come Figaro ci si affida a un baritono tedesco e non capisco come mai non fu scritturato Bruscantini. La Berganza va non bene ma benissimo come Rosina, OK. E come Almaviva si ricorse comunque al buon vecchio Alva perchè Blake e tanti altri erano ancora ragazzini e quindi era per l' epoca il conte migliore possibile.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

L'edizione critica, per essere esatti, era di Albertone Zedda. Abbado la usò in teatro e nella sua incisione discografica, che peraltro presenta il taglio di alcuni recitativi e la scomparsa del marginale personaggio di Ambrogio.

Bruscantini all'epoca sarebbe stato ancora un eccellente Figaro. Difatti, nelle stagioni scaligere, fu impiegato in quel ruolo da Abbado, ma stranamente per poche recite. Trovo in ogni caso che Prey si comporti abbastanza bene, anche se la dizione è meno buona rispetto a dischi come le Nozze di Figaro dirette da Bohm nel 1968.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Alva peraltro cambiò anche il modo di far le agilità con gli anni: da quelle impastate di questa edizione, a quelle aspirate alla tedesca, orripilanti, che si sentono con Abbado.

Ricordo male o Alva, tra una registrazione e l'altra del Barbiere, prese lezioni di canto di agilità proprio dalla Berganza? Possibile che le agilità "aspirate alla tedesca" le avesse imparate proprio da lei?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ma son proprio il solo qua ad amare i bei barbieroni di una volta pieni di corbellerie ?

Le edizioni discografiche di qualunque opera sono sempre più castigate dei live e infatti se si prende il live dell' anno prima anche la Callas è molto più sopra le righe che in disco (Alva invece è diafano come al solito :-) ).

Nel corso degli anni, in teatro, gli artisti si son presi molte libertà col barbiere e ci sono state arie cambiate, altre cancellate...va bene, ma ditemi voi quale opera non abbia subito tagli, ritagli, aggiustamenti di tono etc

E se c'ho un bel Figaro che sa stare sul palcoscenico, perchè dovrebbe frenarsi? Per la filologia?

Nel corso degli anni si è cantato questa opera diversamente da come l' aveva scritta Rossini: è vero. Non ci sono mai stati problemi a trovare Rosine brave con la coloratura (anzi, il problema era che non eccedessero in troppi trilli e volatine), mentre le agilità sono state abolite o ridotte per tutti gli altri cantanti e la figura originale di Almaviva è forse (scrivo forse perchè la filologia non è una scienza esatta) ricomparsa dagli anni 70 con l' avvento di alcuni Almaviva "agili".

Ma a me piacciono anche gli Almaviva alla tenore di grazia con agilità zero o poche e senza quel maledetto cessa più di resistere.

Ma poi, se il motore dell' opera è Figaro, perchè il buon Rossini scrisse un pezzo di così gran bravura per il conte,

che al giorno d' oggi sembra che il pubblico vada a vedere "il conte di Siviglia" e non più il barbiere e se un povero

tenore, magari bravo in tutto il resto, non sa fare quel rondò lì, è spacciato.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ricordo male o Alva, tra una registrazione e l'altra del Barbiere, prese lezioni di canto di agilità proprio dalla Berganza? Possibile che le agilità "aspirate alla tedesca" le avesse imparate proprio da lei?

Non sapevo niente di tutto questo!

Lei di sicuro non le fa così, comunque.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Tratto da wikipedia, che non è la Bibbia ma poco ci manca :-)

Caratteristiche vocali di Manuel Garcia, il primo conte del Barbiere:

la sua voice era, secondo Fétis, "di tenore profondo",[14] cioè a dire, possedeva quelle caratteristiche baritonaleggianti che erano tipiche del tenore italiano barocco e neoclassico, il quale è stato conseguentemente spesso in seguito definito come "baritenore".[15][16]

García possedeva peraltro un'estensione vocale veramente ragguardevole: se da un lato era in grado di affrontare, come già detto, anche ruoli da vero e proprio baritono, le parti scritte per lui da Rossini sono tendenzialmente più acute di quelle scritte per altri baritenori

capacità virtuosistiche eccezionali, con una vocalizzazione fluente e rapida e un trillo di forza di grande effetto. Dominava con notevole efficacia anche l'emissione in falsetto,

Ora, il primo nome che mi viene in mente che si avvicini a queste caratteristiche e che abbia cantato il Barbiere è BLAKE.

Nemmeno l' attuale superspecialista del ruolo Florez ha tutte queste caratteristiche.

Ma allora cosa facciamo: buttiamo via decenni di conti perchè non rispondevano alle caratteristiche del creatore del ruolo ?

In questo caso dovremmo considerare farlocchi tutti i principi ignoti post prima della Turandot perchè non avevano le caratteristiche di Fleta ma sarebbe assurdo anche perchè è proprio Fleta che forse non c' azzeccava nulla con la Turandot...

Tra l' altro la prima Rosina fu un contralto per cui per essere ligi alla tradizione dovremmo andare a cercare col lanternino contralti...

Queste mie considerazioni sparse mi fanno venire in mente che le edizioni critiche, la filologia, sono anche belle cose ma le edizioni filologiche sicure al 100% forse non esistono

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non sapevo niente di tutto questo!

Lei di sicuro non le fa così, comunque.

Furono Suozzo e Stinchelli in una Barcaccia (e, a scanso di equivoci, va detto che in quella circostanza erano seri) ad affermare che la radicale differenza tra il primo ed il secondo Almaviva di Alva era dovuta alle lezioni di agilità che il tenore aveva chiesto nel frattempo alla connazionale.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Tratto da wikipedia, che non è la Bibbia ma poco ci manca :-)

Caratteristiche vocali di Manuel Garcia, il primo conte del Barbiere:

la sua voice era, secondo Fétis, "di tenore profondo",[14] cioè a dire, possedeva quelle caratteristiche baritonaleggianti che erano tipiche del tenore italiano barocco e neoclassico, il quale è stato conseguentemente spesso in seguito definito come "baritenore".[15][16]

Ora, il primo nome che mi viene in mente che si avvicini a queste caratteristiche e che abbia cantato il Barbiere è BLAKE.

Blake, Alfio, non ha timbro baritonale ma possedeva un timbro chiaro, ma ruvido, poco levigato.Inoltre gridava quasi sempre. Di Garcia non abbiamo reperti sonori e potrebbe anche darsi che somigliasse a Blake.Nessuno lo sapra' mai.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io voglio dire che se la Rossini reinassance ha fatto credere sbagliata la tradizione degli Almaviva alla Schipa, cioè alla tenore di grazia, ma questa tradizione è veramente sbagliata se sulla base delle informazioni storiche in nostro possesso il primo Almaviva fu addirittura un baritenore ? Allora tutti gli Almaviva dovrebbero essere baritenori e quindi sfido a trovarne a manciate di cantanti con queste caratteristiche!

Cioè, un ruolo può anche essere rappresentato da tipologie vocali diverse, se possibile, nel corso dei secoli. Ho scritto se possibile perchè per esempio un tenore lirico-leggero non potrà mai cantare in teatro in modo credibile l' Otello ma anche nel caso dell' Otello forse il solo Lauri Volpi aveva una vocalità simile a quella del creatore del ruolo, cioè Tamagno e non è che gli altri, siccome avevano una vocalità diversa, erano tutti da buttare

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Cioè, un ruolo può anche essere rappresentato da tipologie vocali diverse, se possibile, nel corso dei secoli.

Trovo molto sensata la tua osservazione, alfio..Le istanze "filologiche", nel canto lirico possono essere superate.

Purchè si sappia cantare ( e questo è un discorso a sè stante).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

La filologia può anche essere messa da parte ma le note scritte dall' autore no. Io non butto via i Barbieri di Siviglia cosidetti di una volta, ma è un fatto che tutti o quasi i conti, i Figaro e le Rosine e i Bartolo e i Don Basilio attuali cantino tutte le note scritte da Rossini mentre prima ciò non avveniva. E non sto parlando di un semplice acuto evitato live, di qualche battuta con tonalità abbassata o omessa, ma di una rilettura dell' opera che non risponde più a quanto pensato dal suo autore

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Come che sia, max, lo ripeto, è inutile far tutte le note e poi cantar male.

Tornando ad Almaviva propongo Dino Borgioli, che attacca la sua aria d'ingresso con timbro un po' caprino. Però esibisce una morbidezza e una flessibilità straordinarie ogniqualvolta debba salire. Rimarca qualche portamento ma il suo legato è eccellente.

Una vera lezione di canto che si lascia indietro anche i pur bravi Kraus e Florez:


/>http://www.youtube.com/watch?v=WpO7GNssvN0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

You need to be a member in order to leave a comment

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

  • Chi sta navigando   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×