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maxfiottolone

Corelli, aiutatemi ad apprezzarlo!

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In effetti, a quanto mi risulta, Corelli l'Otello non solo non l'ha mai cantato, ma non l'ha nemmeno inciso. Ai tempi, siamo stati "anni" ad attendere l'evento che non si e' mai verificato. I ma

Igni dicono che al tanore sia mancato il coraggio, in quanto risulta che la parte l'aveva studiata a puntino.. Non so nemmeno se abbia inciso qualche romanza isolata. Se ciò' fosse, mi piacerebbe sentirlo!

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A proposito di Otello c'è la famosa questione da sempre dibattuta dai fans di Corelli del mancato Otello Corelliano per il quale è indubbio che il tenore avrebbe avuto tutte le carte in regola per fare un figurone. Credo non l' abbia nemmeno inciso solo su disco

E' probabile che in vari momenti dell'opera , Franco Corelli sarebbe stato un Otello notevole:


/>http://www.youtube.com/watch?v=BAXa6TplnWg

Quello che forse gli mancava ( e che Del Monaco aveva) era l'emissione pronta, tesa, lampante, lo scatto nervoso per rendere al meglio certe frasi brucianti, incalzanti e perentorie del II° e del III° Atto ( Ad es." No, il vano sospettar nulla giova" e il seguente "Amore e gelosia vadan dispersi insieme!", oppure "L'empio m'irride, il suo scherno m'uccide!",e poi tutto il serrato dialogo con Desdemona da "Che? L'hai perduto forse?" fino a "Giura e ti danna!").

E qui allora, caro Alfio, i conti tonano e viene buono il tuo discorso sui cantanti dall'emissione più spontanea rispetto a quelli più "costruiti".

Queste tuttavia sono solo ipotesi, perchè Corelli l'Otello non lo cantò mai integralmente e quindi "che" Otello sarebbe stato non lo sapremo mai.

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Ecco che Pinkerton ha colmato la mia (grave) lacuna. Non conoscevo questo brano, e mi e' piaciuto molto.Di qui si puo' ben comprendere che notevole Otello sarebbe stato Corelli. Un "Venere splende" così' non l'avevo ancora sentito! Grazie Pinkerton!

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D' altronde per il delicato equilibrio nervoso di Corelli sarebbe stata una impresa improba, sebbene probabilmente vocalmente alla sua portata, cantare l' Otello con ancora in attività colui che fu e potremmo anche parlare al presente scrivendo "è" l' Otello di riferimento, e cioè il Del Monaco appunto.

Se avesse avuto la "sfacciataggine" di un Domingo che se ne fregò di ogni confronto e cantò Otello nel 1976 con Del Monaco in sala tra il pubblico, come minimo almeno un unicum l' avrebbe lasciato.

Ricordo che anche i motivi del ritiro di Corelli sono "curiosi" e sempre legati alla sua costante insicurezza, nel senso che a metà degli anni 70 sentì la sua voce non più brillante come un tempo e deciso a prendersi un momento di riflessione, lo prolungò poi all' infinito perchè vide che l' assenza dai palcoscenici non gli pesava affatto, anzi!

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Un "Venere splende" così' non l'avevo ancora sentito! Grazie Pinkerton!

Di nulla, Giorgione ma sarebbe meglio ringraziare direttamente Corelli!

Visto che apprezza Corelli nelle vesti del Moro di Venezia, dedico al mio amico Giorgione questo ampio e sfolgorante "Esultate!", inciso nel '57 negli studi RAI:


/>http://www.youtube.com/watch?v=3fE_ULvQnzY&feature=fvsr

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I discorsi stilistici sul piace non piace, lirico o meno lirico, sono sicuramente validi però io che sono sempre avvinto dalle prodezze vocali, dico che con Corelli ci si ascolta dei Vittoria che sono delle cannonate con la nota tenuta all' infinito e dei fiati portentosi nel lucean le stelle.

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Una delle registrazioni "live" più convincenti di Corelli è quella di un'Adriana Lecouvreur dal S. Carlo di Napoli datata 1959, protagonista un'impareggiabile Magda Olivero.

Corelli è in stato di grazia e canta il ruolo di Maurizio di Sassonia con esuberanza vocale e ampiezza di fraseggio, qualità queste fatte ulteriormente risaltare dalla morbidezza delle mezzevoci:


/>http://www.youtube.com/watch?v=4qG6IRvuoAc&feature=related

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Voglio farmi perdonare le mie continue "punzecchiature" e col Manrico del Trovatore penso di dare testimonianza del personaggio forse più riuscito di Corelli. A naso direi che questo più Andrea Chenier, Calaf, Radames e comunque sia il bel Mario della Tosca costituiscano i "cavalli di battaglia" del tenore.

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Per completare il quadro, aggiungerei anche Polito, strepitosa "performance"di Corelli alla Scala del 1960 con la Callas e Bastianini.

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Volevo scrivere Poliuto ed e' uscito Polito!

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Per completare il quadro, aggiungerei anche Poliuto, strepitosa "performance"di Corelli alla Scala del 1960 con la Callas e Bastianini.

Verissimo, Giorgione.

In questo Poliuto scaligero, di cui ho gia postato l'aria più celebre, Corelli realizza il modello del tenore neoclassico, un baritenore di grande estensione,

dal fraseggio imperioso e scandito nei recitativi e ampio e scultoreo nei cantabili, come si apprezza nel brano che segue.

Nota, Giorgione, a 3:52, malgrado la massa di suono prodotta, con quale morbidezza e senso del "legato" Corelli attacchi e sviluppi l'aria "D'un'alma troppo fervida" :


/>http://www.youtube.com/watch?v=o8pRC5LWiUA

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Ho fatto una ricerca e noto che l' opera Ugonotti è stata discussa poche volte qua, quindi ne approfitto x sapere se qualcuno di voi abbia mai ascoltato questa incisione dal vivo e che ne pensa. So che da molti è considerata storica e lo suppongo anch' io


/>http://www.youtube.com/watch?v=LBJD5vVJYTs

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E' la migliore reperibile. Gavazzeni è efficace ma manca di rifiniture però il quintetto dei protagonisti ( Sutherland, Simionato,Cossotto, Corelli, Ghiaurov), tutti all'apice dei loro mezzi, è in gran forma.

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Corelli aveva facilità in acuto perché uno dei suoi difetti iniziali (una specie di voce caprina) è stato poi uno dei suoi pregi. La voce caprina da molta facilità in acuto con la tecnica giusta, però risulta essere difficile da apprezzare subito. Certe volte invece risulta vero chiamarlo le cascate del Niagara, come lo avevano nominato. Anch'io lo ho apprezzato tardi. Poi il terrore che aveva prima di andare a cantare...

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/>http://www.youtube.com/watch?v=xDHSFxVbMWc

giudizio tecnico? Minkia!

super Corelli....

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giudizio tecnico? Minkia!

super Corelli....

La voce, Calaf, è scurissima quindi non molto adatta al carattere impulsivo e giovanile di Manrico.

Ma, tanto nell'aria che nel duettino che, infine, nella cabaletta, malgrado il volume fluviale, il controllo dell'emissione è assoluto, il "legato" eccellente e il fraseggio straordinariamente ampio.

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Ma tu o Pinkerton, così su 2 piedi, chi metti ai primi posti tra quelli che hanno mai cantato meglio il difficile ah sì ben mio, posto che una posizione è già occupata da Corelli e probabilmente un' altra lo sarà da Volpi

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Ma tu o Pinkerton, così su 2 piedi, chi metti ai primi posti tra quelli che hanno mai cantato meglio il difficile ah sì ben mio, posto che una posizione è già occupata da Corelli e probabilmente un' altra lo sarà da Volpi

Certamente Alfio. Lauri Volpi, anche per la chiarezza e il nitore del timbro oltre che per l'accento nobile e per lo scatto bruciante in acuto, è il Manrico per antonomasia:


/>http://www.youtube.com/watch?v=xTmuCot-KII

In questa registrazione live un po' fortunosa si riesce comunque a traudire quello che probabilmente, almeno nella prima parte della carriera, per il colore argentino e la dolcezza delle mezzevoci, fu un Manrico di primissimo piano:


/>http://www.youtube.com/watch?v=YzVVYcy6BaA

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Intensi ascolti degli Ugonotti edizione 1962 mi inducono a scrivere che quella sera Corelli fu veramente grande (per non parlare poi anche del resto di quel cast stellare) e mi chiedo come mai (ma forse mai glieli proposero) non interpretò i Vespri e addirittura ,azzardo, il Tell che secondo il gusto dell' epoca avrebbe potuto cantarlo benissimo anche se per una unica volta. Ma ci sono anche altre opere che penso inspiegabilmente credo non cantò mai e mi riferisco alla Manon Lescaut e anche al Ballo che, tenendo conto che si cimentò anche col repertorio più lirico, avrebbe potuto benissimo farlo

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Corelli probabilmente non cantò mai il Tell per due motivi: terrore delle tessiture acute (problema psicologico) ed effettiva scarsa propensione alle tessiture acute (problema fisiologico). Alcune frasi di Arnoldo sono ineseguibili per un baritenore come Corelli, anche se estesissimo in alto. Ma questo non era un limitie di Corelli, è proprio una caratteristica inevitabile del suo tipo di voce.

Per me inspiegabile, invece, come mai non si sia mai cimentato in Otello, ruolo che gli sarebbe calzato come un guanto...

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Pare che Otello se lo fosse studiato a puntino e poi all' ultimo rinunziò ma non trovo la cosa così inspiegabile perchè considerando la psicologia del Corelli egli potrebbe anche avere temuto il confronto col contemporaneo Otello di un cantante dall' ego smisurato quale era Del Monaco.

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Per me inspiegabile, invece, come mai non si sia mai cimentato in Otello, ruolo che gli sarebbe calzato come un guanto...

La parte di Otello, Pazzo, è usurante. Il declamato melodico verdiano escogitato per questo ruolo ( formula vocale questa che aveva, in nuce, le sue premesse in certi passaggi di Alvaro, Riccardo e Radames) consta di una tessitura centrale scandita e, a tratti, araldica ( es. "Esultate!", "Pingea dell'armi il fremito", "Abbasso le spade!, "Ora e per sempre addio, sante memorie", "Sì pel ciel marmoreo giuro", ecc.) con improvvise ascensioni in acuto , ora sferzanti, ora tonanti, ( "... amore e gelosia vadan dispersi insieme!", "Giura e ti danna!", " Oh cielo! Oh gioia!", "...quella vil cortigiana...", ecc.) e infine prima estatici e poi dolenti e patetici abbandoni lirici ( es. "Ingentilìa di lagrime", "...e tu m'amavi per le mie sventure...", "... spento è quel sol, quel sorriso, quel raggio...", " E tu come sei pallida, e stanca, e muta e bella!").

Il tutto sovente confrontato con una densità orchestrale ragguardevole e, necessariamente, accompagnato da una controscena alquanto attiva.

Come ebbe a dire Del Monaco " Cantare Otello non è difficile, ma in casa propria o in sala di registrazione. In teatro è un'altra cosa"".

E' probabile che Corelli il quale, concordo con te Pazzo, avrebbe avuto le carte in regola per essere un grande Otello, abbia tenuto conto dei "rischi" connessi con la frequentazione del ruolo.


/>http://www.youtube.com/watch?v=BAXa6TplnWg


/>http://www.youtube.com/watch?v=motUFYY4d-g

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Però stando sul repertorio classico, anche la Turandot non scherza perlomeno da un punto di vista della orchestrazione eppure Corelli la Turandot se la mangiava a colazione quindi io penso sempre che forse un Corelli dotato della spavalderia di un Del Monaco, l' Otello l' avrebbe anche potuto fare, anche se non sarebbe magari stato un titolo che avrebbe potuto affrontare abitualmente. D' altronde sia pure per una volta sola, Lauri Volpi, che non aveva di certo i centri di Del Monaco o di Corelli, l' Otello lo cantò e non mi pare con critiche negative. Anzi, forse l' Otello di Volpi rappresenta come canto quanto di più vicino ci possa essere alla interpretazione del Tamagno. E infine aggiungo che Domingo, la cui voce non è di certo più potente di quella di Corelli, di Otelli ne ha cantati. Certo, magari Otelli "tascabili" e di certo vocalmente non corposi, però li ha fatti.

Io comunque questa incredibile prodezza sul fiato dal 45 secondo al minuto e 4 secondi sull' esultate l'ho per ora trovata solo nell' esultate di Del Monaco:


/>http://www.youtube.com/watch?v=B-feXlMPdFY

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