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Wittelsbach

Parliamo di baritoni e bassi

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Cesare Siepi: la voce che ogni basso vorrebbe avere! Per non dire del fraseggio e musicalità che ne hanno fatto un interprete unico. Tancredi Pasero voce bellissima la sua e grande interprete.

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Di grandi bassi e' piena la storia del canto. Per ricordare solo i più' famosi, Chaliapine, Mardones, Kipnis. E, non ultimo, Ezio Pinza. Di quest'ultimo possiedo un'incisione de "la vergine degli angeli, che certamente anche voi conoscete, in cui egli fa un controvanto che in nessun'altra occasione mi e' capitato di ascoltare.Proba vilmente dipende dalla sistemazione dei microfoni, ma l.'effetto e' strepitoso!

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Di grandi bassi e' piena la storia del canto. Per ricordare solo i più' famosi, Chaliapine, Mardones, Kipnis. E, non ultimo, Ezio Pinza. Di quest'ultimo possiedo un'incisione de "la vergine degli angeli, che certamente anche voi conoscete, in cui egli fa un controvanto che in nessun'altra occasione mi e' capitato di ascoltare.Proba vilmente dipende dalla sistemazione dei microfoni, ma l.'effetto e' strepitoso!

E' un'incisione americana del '28, Giorgione, dove il Padre Guardiano è in primo piano con un effetto suggestivo anche perchè Pinza ha timbro soffice e morbido:


/>http://www.youtube.com/watch?v=u1kU0SEA_wA

Pinza passava per un basso cantante ma in un ruolo da basso profondo se la cava benissimo esebendo gravi scuri, pieni e risonanti.

La sua attitudine per il canto fluido, rapido e brillante si evidenzia in questa fanosa incisione del '30, dal Don Giovanni:


/>http://www.youtube.com/watch?v=rh5F0Ffa0Yw

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Stavo giusto recentemente ascoltando un pò di Bastianini su youtube e quindi mi son chiesto e ora vi chiedo quali sono le voci di baritono e basso che per me hanno un significato particolare e cioè che "esteticamente" mi piacciono di più (e non per forza devono essere inequivocabilmente belle ma anche semplicemente particolari). Per quanto riguarda i baritoni voto Bastianini e qui la voce era proprio bella. Per i bassi a me le volte che l'ho ascoltato m'ha sempre colpito la voce di Neri

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A me Bastianini e' sempre piaciuto molto.Gli imputano di cantare sempre "forte" ed anche una certa inerzia interpretativa; tuttavia la voce

era bellissima ed in teatro ancora più' bella che nei dischi. Un altro baritono che mi e' sempre piaciuto molto e' Gino Bechi. So che a molti non piace, ma per me e' sempre stato uno dei preferiti.

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Bechi piace anche a me. Peccato sia declinato molto presto per un baritono, però da un punto di vista estetico a mio avviso non c'è paragone con la voce di Bastianini che la definisco bella quanto la voce della Tebaldi nella corda di soprano

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non c'è paragone con la voce di Bastianini che la definisco bella quanto la voce della Tebaldi nella corda di soprano

Bastianini, Alfio, era in possesso di una tecnica piuttosto elementare orientata su emissioni in mezzo-forte che facevano risaltare il pregevole impasto squisitamente baritonale di una voce che però nelle intenstà ridotte tendeva a opacizzarsi e a pieno volume si induriva. Inoltre, come interprete, non aveva grande fantasia nè spiccata sensibilità.

Restano comunque, nelle riprese dal vivo, alcune felici performances come questo splendido momento dall'Ernani fiorentino del '57 dove Bastianini, per l'accento raccolto e il timbro vellutato, è davvero soggiogante:


/>http://www.youtube.com/watch?v=EqMHojimawg

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E invece qual è il vostro duetto basso-baritono preferito? Non solo da un punto di vista degli interpreti ma anche da un punto di vista di pura bellezza del duetto in se. Io opto per Verdi e il suo rigoletto-sparafucile:


/>http://www.youtube.com/watch?v=GFF7SdGCwaQ&feature=results_video&playnext=1&list=PL6149DBDD52AEDB94

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E invece qual è il vostro duetto basso-baritono preferito? Non solo da un punto di vista degli interpreti ma anche da un punto di vista di pura bellezza del duetto in se. Io opto per Verdi e il suo rigoletto-sparafucile:


/>http://www.youtube.com/watch?v=GFF7SdGCwaQ&feature=results_video&playnext=1&list=PL6149DBDD52AEDB94

Questo dialogo notturno, Alfio, è ben cantato da Taddei mentre Neri, malgrado il colore tenebroso, accusa qualche rigidità de emissione e manca di vera ampiezza.

Per confronto la versione di Cesare Siepi, dalla fonazione perfettamente centrata e contrassegnata da una straordinaria souplesse:


/>http://www.youtube.com/watch?v=Z30FmoA70lw

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Ed ecco Ugo Savarese, che alcuni chiamavano "il Bastianini dei poveri", ma che in questo Balen tradisce acuti discretamente faticosi:

[media]http://www.youtube.com/watch?v=anc-DkwU1x8

Col passare degli anni Savarese, che aveva una dizione un po' artefatta e tendeva a raccogliere e a "chiudere" molto i suoni, divenne negli acuti un poco stretto e forzato.

Nel suo momento migliore però la voce era sufficientemente ampia, ben immascherata, intensa e levigata:

http://www.youtube.com/watch?v=JkocgGW8LB8

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Perdonate la ignoranza, ma spesso parliamo degli acuti femminili e maschili ma sempre per la corda di soprano e tenore, e ricordiamo artisti che gli acuti ce li avevano per così dire in tasca e altri no. Ma storicamente, quali sono stati i bassi e baritoni con gli acuti più in tasca di altri?

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Fra i baritoni famosi, senz'altro Sherrill Milnes, che pare arrivasse tranquillamente al si. Fra gli italiani non se la cavava niente male Cappuccilli. Per ora mi vengono in mente loro.

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Dopo una veloce ricerca su youtube, confermo:
/>http://www.youtube.com/watch?v=sheu_lmbIYg
/>http://www.youtube.com/watch?v=koPHpfRrp0E

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Incredibile Milnes

Milnes aveva colore tenorile ed era naturalmente esteso ma non sempre il settore dal Re al La bemolle, specie in mezzavoce, era rotondo e centrato nell'intonazione.

Un baritono americano degli anni '50 e '60 che invece possedeva acuti potenti e timbrati era Cornel Mc Neil che qui, nella "Vendetta", a 2:08, sfodera un La bemolle acuto pieno e perfettamente immascherato:

http://www.youtube.com/watch?v=UGOIGUhblUY

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Fra i bassi degli ultimi cinquant'anni ricorderei Cesare Siepi che aveva acuti sicuri e risonanti ( anche se coi gravi non scherzava certo) e, anche Ruggero Raimondi

che in realtà era un basso-baritono:


/>http://www.youtube.com/watch?v=0zxWyjHkqC0

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Warren a casa degli amici cantava la Pira facendo il do.

Milnes, suo imitatore tra l'altro, aveva pure lui acuti facili, ma aveva il difetto di passare di registro troppo tardi, come fosse stato un tenore.

Sicché i re e i mi spesso li faceva suonare un po' tirati e soffocati.

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A meno di smentita scrivo che anche Gino Bechi, da giovane, aveva acuti facili

Se avesse curato di più le mezzevoci, che baritono sarebbe stato!...

Qui è alla Scala nella cavatina del Barbiere. Molti attacchi sono pesanti e molte inflessioni patiscono di un timbro artificioso. Il suo è un Figaro che manca di leggerezza, ipertrofico e, a tratti, persino iracondo.

Nondimeno gli acuti, compatti e immascheratissimi, sono una meraviglia e il suo sillabato tien dietro senza affanno al ritmo indiavolato di Victor De Sabata:


/>http://www.youtube.com/watch?v=BkStKKUy_kI&feature=related

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Milnes aveva colore tenorile ed era naturalmente esteso ma non sempre il settore dal Re al La bemolle, specie in mezzavoce, era rotondo e centrato nell'intonazione.

Un baritono americano degli anni '50 e '60 che invece possedeva acuti potenti e timbrati era Cornel Mc Neil che qui, nella "Vendetta", a 2:08, sfodera un La bemolle acuto pieno e perfettamente immascherato:

http://www.youtube.com/watch?v=UGOIGUhblUY

E non solo: nella Maledizione finale ne fa ancora di migliori. Parlo della registrazione con Sanzogno.

Certo, si può sindacare se tali note non scritte siano realmente necessarie.

Mio parere: ci sta meglio l'acuto fuori ordinanza qui, che non dopo arie patetiche e nobili in altre opere come "Oh de verdi anni miei" o "Urna fatale".

E poi gli acuti han senso se li si sa fare. MacNeil li sapeva decisamente fare.

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Warren a casa degli amici cantava la Pira facendo il do.

Milnes, suo imitatore tra l'altro, aveva pure lui acuti facili, ma aveva il difetto di passare di registro troppo tardi, come fosse stato un tenore.

Sicché i re e i mi spesso li faceva suonare un po' tirati e soffocati.

Non sapevo, Wittel, delle performances tenoril-domestiche del grande Leonard Warren.

Warren aveva il corpo e il colore vocali di un baritono drammatico ma la spiccata morbidezza e l'indole erano quelle di un baritono lirico.

Il punto era se mai di ordine fonatorio: se è vero che l'appoggio diaframmatico era eccellente è pur vero che la "copertura" del suono era molto marcata,forse eccessiva, generando nelle mezzevoci e in tutto il settore acuto un lieve effetto di ingolatura ( caratteristica questa che Milnes non mancò di riprodurre).

Nel brano del Simone che segue questo effetto si percepisce anche nei due pur splendidi Fa diesis acuti di " e vo' gridando amor!" (2:29 e 4:46).


/>http://www.youtube.com/watch?v=ZQe2yxsteWc

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Mio parere: ci sta meglio l'acuto fuori ordinanza qui, che non dopo arie patetiche e nobili in altre opere come "Oh de verdi anni miei" o "Urna fatale".

Concordo.

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E poi gli acuti han senso se li si sa fare. MacNeil li sapeva decisamente fare.

Riconcordo.

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