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Wittelsbach

Parliamo di baritoni e bassi

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Un altro che morì giovane quasi come Neri fu Luciano Neroni, magnifico basso profondo marchigiano, anche lui lievemente in difficoltà sugli acuti. Abbastanza gettonato nelle incisioni EIAR, poi RAI.

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Tornando ai baritoni del recente passato, che ne pensate di Gino Bechi? So che a molti non piace, che lo si giudica quasi il capostipite di quella che viene definita "scuola del muggito". A me piace molto, tolte alcune celebri "gigionate" ( un vindice avrai! Dal Rigoletto). L'ho visto una volta in teatro, in tempi lontani, a Napoli, in Otellou con Vinay e la Tenaldi. Mi sembro' molto valido anche come attore? AE il "sogno" di Jago, tutto cantato a mezza voce, mi fece una grande impressione.

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Su Bechi dico questo: non era proprio un muggitore, almeno da giovane.

Anzi aveva voce chiara e spontanea.

Era facile negli acuti, cosa che si coglie nello Chenier e nella Cavalleria Rusticana.

Era molto meglio impostato vocalmente di quanto non fosse Gobbi, coetaneo suo.

Il suo maggior limite fu quello di essere un cantante sostanzialmente verista per habitus mentale. La cosa era al suo posto in Cavalleria, un po' meno in Verdi, dove era spesso molto plateale, oltre a mettere in cornice gli acuti.

I medesimi acuti, sempre un po' spinti, diventarono fibrosi a partire dal 1950. Bechi a poco a poco non venne più chiamato a incidere dischi, dopo il Barbiere di Siviglia di Serafin. Continuò naturalmente a cantare in teatro, ma certo non fu come Carlo Tagliabue che riuscì a essere molto convincente fino ai sessant'anni.

Insomma: buon canto lasciato rovinare da poco discernimento.

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ma certo non fu come Carlo Tagliabue che riuscì a essere molto convincente fino ai sessant'anni.

Il problema di Bechi, acuitosi con l'età, stava nella difficoltà di emettere mezzevoci autentiche. Bechi al più, emetteva dei "piani" ma sempre ricorrendo all'emissione

piena e congestionata che utilizzava nei "forti". Insomma aveva un'emissione a senso unico, che lo portava alla monotonia e alla tendenza a cantare tutto forte.

Altra cosa fu Tagliabue,in grado di cantare con facilità e naturalezza, oltre che con proprietà di emissione. lungo tutto il pentagramma e padrone di uno dei più bei passaggi di registro di baritono della storia.

Come osserva Wittel, la sua tecnica gli permise di cantar bene fino a sessant'anni.

In questa registrazione del '51 è cinquantatreenne e lo affianca una Caterina Mancini in gran forma.

I due cantano probabilmente il miglior duetto baritono-soprano di Trovatore mai inciso:


/>http://www.youtube.com/watch?v=nPRSN4ldzw4&feature=fvsr

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Pressapoco in quegli anni (credo 52 o53) ho avuto anch'io l'occasione di vedere dal vivo Tqgliabue. Una volte in Rigoletto, a Pavia, e l'altra volta in Trovatore, alla scala con

A Callas, la Stignani e Gino Penno. Daveero un grandissimo baritono, con voce bella, Chiara e potente ed anche discreto attore in Palcoscenico. Un altro baritono che ritengo possa annoverarsi fra i grandi della scena lirica italiana e' Giuseppe Tassei. Purtroppo non ho mai avuto l'occasione di sentirlo dal vivo. L'ho sentito in parecchie produzioni radiofoniche ed anche in disco (ho un bel Rigoletto).Lo giudico comunque uno dei grandi baritoni italiani.

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Un momento! Ma ti sei sentito anche la Callas dal vivo!!!!!!Oltretutto una Callas pre-dieta dalla voce totalmente integra! E che ricordi hai? Perdonami l' ardire ma insomma non è da tutti poter raccontare un tale aneddoto

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Caro Alfio, non mi piace parlare troppo di me, ma se tiriamo in ballo la Callas mi inviti a nozze,perché' la callas e' il mio idolo assoluto. Ma forse andiamo fuori tema. Comunque la Callas l' ho vista tante volte.Ho cominciato a Firenze più' o meno nel 48/49 con Traviata (con Albanese) e con i Puritani (con Conley).Poi ho continuato alla Scala col Trovatore di cui ho gia' detto e quindi ancora con Traviata, Ballo in Maschera, Fedora, Poliuto, Sonnambula, Anna Bolena, Don Carlo. I ricordi? Era favolosa. Cantava come non ho più' sentito cantare nessuna. Nella Norma, che ho dimenticato nell'elenco, era addirittura inarrivabile. Mi ha dato delle emozioni che non ho più' provate, nel campo della lirica, in vita mia. Mi scuso ancora per essere andato fuori tema.

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Mi scuso anch' io per la mia domanda che ti ha costretto ad andare fuori tema, però insomma sapere che al forum partecipa un utente che ha visto dal vivo la Callas m'ha un momentino entusiasmato!

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' Giuseppe Taddei. Purtroppo non ho mai avuto l'occasione di sentirlo dal vivo. L'ho sentito in parecchie produzioni radiofoniche ed anche in disco (ho un bel Rigoletto).Lo giudico comunque uno dei grandi baritoni italiani.

E infatti lo è stato!

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E infatti lo è stato!

Taddei oltre a una buona tecnica e a un timbro pastoso e accattivante aveva brio, fantasia, gioia di vivere. Era uno di quei cantanti in grado di trasmettere

cordialità e buon umore.

Cantò un vasto ed eterogeneo repertorio ma la sua vocazione naturale era quella di baritono comico-brillante:


/>http://www.youtube.com/watch?v=L2iggMcmBhI&feature=related

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Un'incursione nel mondo sotterraneo, sulfureo, dei bassi profondissimi ( ottavisti).

E' una categoria a sè e, una volta appagata la curiosità di sentire certi suoni, l'effetto, in genere, è soporifero.

Il non ancora cinquantenne Vladimir Miller, dalla voce setosa e affetta da "vibrato largo", è forse l'ottavista vivente più significativo:


/>http://www.youtube.com/watch?v=zO5Smg6XDHY&feature=related

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Questi qua c'erano in tutti i grandi cori russi, spessissimo facevano una specie di "effetto organo" sotto le altre voci.

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Cosa ne pensate di Laurent Noauri (il marito della Dessay per intenderci)?

Affronta un po' tutto il repertorio (con una certa insistenza nel barocco) però io l'ho sempre trovato gradevole...

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Cosa ne pensate di Laurent Noauri (il marito della Dessay per intenderci)?

Affronta un po' tutto il repertorio (con una certa insistenza nel barocco) però io l'ho sempre trovato gradevole...

Ha garbo, finezza, anche buon timbro. Sa anche passare di registro, ma appoggia e "raccoglie" poco i suoni, manca di cavità e di ampiezza. Il fraseggio poi non dice granchè.

Qui in Traviata con la di lui consorte, canta "Pura siccome un angelo" tutto sommesso e garbato e sfuma la voce "come candela al vento": è un Germont aggraziato e giovanile, che sposta e snatura il personaggio, e la povera Mademoiselle Valery non ci si raccapezza più:


/>http://www.youtube.com/watch?v=GUJuwOmeh9k

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E Ramey?

Qui nel finale del Don Giovanni, in un "tripudio" di bassi! :thumbsup_anim:

Lui è bravissimo, terribile invece Moll...

[media]http://www.youtube.com/watch?v=dK1_vm0FMAU

Concordo, kaj.

Ramey canta benissimo, con la giusta proiezione e accento sferzante.

Moll invece è un Commendatore sfiatato nei gravi, imbottigliato nei centri e fibroso in acuto.

La sua voce è ormai alle corde, nondimeno realizza un colore "oltretombale" che qui, malgrado tutto, ci sta.

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... Giorgio Zancanaro.....


/>http://www.youtube.com/watch?v=QWvJKERPgCU

Zancanaro vanta facilità di emissione in tutti i registri e omogeneità di linea. Manca però, specie nel recitativo, dell'ampiezza di fraseggio e della caratura timbrica necessarie per essere un autentico baritono verdiano.

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In questo "Baleno", Wittel, Manca Serra lega poco e male. Inoltre , a 3:04, c'è una brutta ripresa di fiato "scoperta" che infrange la linea di canto.

Malgrado ciò, la voce è pastosa, ha uguaglianza nei registri e in zona acuta, sebbene appena velata, è timbrata e rotonda. Rose e fiori comunque, rispetto a tanti baritoni di oggidì.


/>http://www.youtube.com/watch?v=ldJiaTObcGY

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è la prima volta che ascolto Serra, non lo conoscevo. Come pasta di voce ha dei mezzi simili a Bastianini. Ma oltre ai mezzi, secondo me porta nella romanza a tirare indietro l'orchestra, mentre negli acuti spinge e chiude la gola nei gravi. Posso sbagliare. Il fraseggio e il gusto musicale, e la sensibilità sono comunque eccellenti, degni di una persona che sa quello che canta. Il recitativo è molto bello. La cabaletta l'ha cantata meglio dell'aria con un appoggio maggiore e una conseguente proiezione migliore perché è veloce e non può stare a pensare al suono. (Secondo me). Oggi comunque sarebbe un grande baritono.

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Uno dei banchi di prova per i bassi, da cui è possibile desumerne tutto il valore, è l'aria "Vi ravviso o luoghi ameni" dalla Sonnambula di Bellini. Squisitamente lirica e gravitante sul passaggio di registro, richiede accento ispirato oltre che doti straordinarie di controllo del fiato per poter legare e graduare la dinamica.

Ildebrando D'Arcangelo la esegue scolasticamente, incappando in qualche suono ruvido e in qualche lieve ma fastidioso squilibrio dinamico:


/>http://www.youtube.com/watch?v=cvCCx34_97Q

Un po' meglio Carlo Colombara:


/>http://www.youtube.com/watch?v=kRb6DSi4WmU

Su un altro livello Cesare Siepi, non nitidissimo nella dizione ma memorabile per la straordinaria morbidezza e rotondità del timbro:


/>http://www.youtube.com/watch?v=zyOl4TmuxO4

Per finire l'esecuzione di Tancredi Pasero, forse la migliore in assoluto per la ricchezza e l'uguaglianza del timbro, l'ampiezza del fraseggio, la dizione netta, l'accento a un tempo eloquente e ispirato:


/>http://www.youtube.com/watch?v=nU8YrzITzZs

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