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Wittelsbach

Parliamo di baritoni e bassi

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Caro Wittel, ti comprendo benissimo e so che altri (molti) la pensano come te. Pero' quegli anni io li ho vissuti e i ricordi sono veramente indelebili. Tornando al tema, cosa ne dite di Enzo Mascherini e di Paolo Silveri?

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Mai entusiasmato il primo, sempre stato abbastanza fioco.

Notevole il secondo, nonostante a un certo punto abbia cominciato a cantare tutto forte quando non fortissimo.

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Il Campolonghi che avete postato era un bravo cantante, purtroppo limitato da un gusto diciamo "provinciale" nelle interpretazioni.

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Caro Wittel, ti comprendo benissimo e so che altri (molti) la pensano come te. Pero' quegli anni io li ho vissuti e i ricordi sono veramente indelebili. Tornando al tema, cosa ne dite di Enzo Mascherini e di Paolo Silveri?

Mascherini, Giorgione, era un baritono di complemento con precisi limiti sia vocali che di fraseggio.Qui, in Donizetti, è pesante e monotono:


/>http://www.youtube.com/watch?v=i-LfD5L5i1k

Silveri invece era molto esteso ( a fine carriera tentò addirittura la parte di Otello) e aveva un timbro pieno, compatto, arricchito da riverberi tenorili.

Da ciò la propensione a una vocalità estroversa, esibita, sbalzata dal frequente ricorso al colpo di glottide e predisposta verso l'acuto facile e timbrato, sostanzialmente aliena dall'introspezione. Non che Silveri non avesse mezzevoci, talora anche di bel colore, ma erano mezzevoci "di passaggio", un po' sbrigative,

poco curate nel gioco delle modulazioni e delle legature, in certo qual modo minoritarie rispetto alle squillanti espansioni in zona acuta:


/>http://www.youtube.com/watch?v=GRiHbEVT4tw&feature=related

Nei Pagliacci è convincente ma nel Don Carlo mostra disagio , oltre che un sostegno approssimativo, nel canto patetico a fior di labbro:


/>http://www.youtube.com/watch?v=02iO074oWNE

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Un altro baritono che mi e' molto piaciuto, anche se non l'ho visto molto spesso in disco, e' Mario Sereni.L'ho ascoltato, fra l'altro, nell'Ernani in disco con Bergonzi e mi e' sembrato piuttosto. Valido.

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Un altro baritono che mi e' molto piaciuto, anche se non l'ho visto molto spesso in disco, e' Mario Sereni.L'ho ascoltato, fra l'altro, nell'Ernani in disco con Bergonzi e mi e' sembrato piuttosto. Valido.

A me Sereni non ha mai entusiasmato e ciò non perchè avesse una certa limitatezza (nonchè qualche fibrosità) timbrica o perchè tecnicamente non andasse oltre a discreti "fondamentali" ( con chiari limiti di estensione), ma soprattutto perchè mancava di una vera personalità di interprete.

Anche lui era un baritono di complemento ma , rispetto a Mascherini, vocalmente più rigoglioso ma scontato e plateale, almeno cantava con correttezza, espressività

e una discreto stile:


/>http://www.youtube.com/watch?v=jx6blXULn74


/>http://www.youtube.com/watch?v=V1ENHWlIfdQ

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E lo fu. Senza essere un fenomeno, Sereni era un baritono molto fine e composto nei modi vocali. Non tutto nel passaggio di registro funzionava, ma non urlava, legava bene. E ha fatto un Germont strepitoso a Lisbona nel 1958!

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Warren non direi che è dimenticato, prova a dirlo agli americani! Direi che nemmeno da noi è snobbato, poiché aveva ancora la tecnica di canto della scuola antica, con voce chiara, suadente, squillante. Interpretativamente capitava che fosse manieristico, ma non sempre. In ogni caso, un baritono di portata veramente storica, notevole soprattutto nelle parti più liricheggianti.

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E tanto per andare a prendere nomi forse oggi un poco dimenticati, che mi dite di Leonard Warren?

Un grande baritono, portato al canto patetico e affettuoso più che al fraseggio drammatico e all'accento mordente. Le attitudini a modulare erano ragguardevoli e "legava" con maestria, mentre la fonazione a piena voce era lievemente costretta e ingolata e il timbro, pur consistente, presentava una leggera velatura.


/>http://www.youtube.com/watch?v=AEQi1tQ2jWY


/>http://www.youtube.com/watch?v=ZZ0UCt-KMeA

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Sempre stando in ambito americano citerei anche Sherril Milnes e Cornell Macneil

Milnes, baritono lirico, ebbe più risalto in campo discografico ma Mcneil, più versato al drammatico, gli era superiore sia come mezzi naturali che per impostazione tecnica.

Entrambi molto estesi ( ma i La bemolle di Mcneil erano folgoranti), accusavano però una pronuncia non perfetta in italiano.


/>http://www.youtube.com/watch?v=eIWsRUCrc2c


/>http://www.youtube.com/watch?v=rqWmoMvW3eA

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A me, fra i quasi contemporanei, piace molto Fisher Dieskau; a mio parere il Rigoletto discografico, da lui interpretato sotto la direzione di Kubelik e' da annoverare fra i migliori Rigoletti che io abbia mai ascoltato. Fra i baritoni del passato, il mio preferito e' Giuseppe De Luca.

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A me, fra i quasi contemporanei, piace molto Fisher Dieskau; a mio parere il Rigoletto discografico, da lui interpretato sotto la direzione di Kubelik e' da annoverare fra i migliori Rigoletti che io abbia mai ascoltato. Fra i baritoni del passato, il mio preferito e' Giuseppe De Luca.

Il Rigoletto di Fischer Dieskau è straordinario per la varietà e la penetrazione dell'accento anche se, come gli accade sovente nel repertorio italiano, a volte eccede nel colorire il fraseggio e nel marcare le inflessioni. Inoltre, come baritono verdiano, aveva un peso vocale modesto, sostanzialmente inadeguato per i passaggi più drammatici.


/>http://www.youtube.com/watch?v=ORdqlU2DoEk

Giuseppe De Luca, baritono lirico di timbro chiaro, aveva una gamma di tinte e di intensità più limitata ma sfoggiava una morbidezza di emissione sensazionale, "carusiana" direi, che rendeva affascinanti i suoi "cantabili".


/>http://www.youtube.com/watch?v=l339O45656I

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Fischer Dieskau, Rigoletto rimarchevole, ha sempre avuto il problema di un passaggio di registro mai davvero risolto. La chiarezza della voce lo aiutava.

Detto questo, penso sia uno dei cantanti che maggiormente abbiano saputo rendere il carattere di questo personaggio, nonostante oggettivi limiti nello "stile grandioso" ("Solo per me l'infamia" e simili).

Ma a conti fatti, quanti sono i Rigoletti davvero grandi? Meglio un Fischer Dieskau che le gigionate di un Campolonghi o la pesantezza di un Merrill.

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Ma a conti fatti, quanti sono i Rigoletti davvero grandi?

Qui, in questo live giapponese del '61 con un'ottima Tucci, Aldo Protti si concede qualche inflessione plateale ma la voce solida e franca e la tecnica sicura ne fanno forse il migliore Rigoletto del secondo novecento:


/>http://www.youtube.com/watch?v=19b2Ll4B_Bs&feature=related


/>http://www.youtube.com/watch?v=o4mlGdnCHAg

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Io però continuo a battere sulle tournè scaligere in Messico e cito Robert Weede, protagonista di un' Aida messicana con la Callas;

Robert Weede, Alfio, aveva nerbo e propensione alla platealità. Lo assisteva una voce ragguardevole, molto risonante, tutta proiettata in avanti e capace di "atouts" formidabili in acuto, ma alquanto aperta e a volte sguaiata in basso.

L'Aida che citi ha un suono non ottimale ma ugualmente si ascolta un Amonasro bellicoso, barricadero, incline a disinibiti parossismi.

La tensione "teatrale" è alle stelle ma la pronuncia fa acqua da tutte le parti cosicchè il suo "Su dunque sorgete..." si risolve in una specie di sillabato irrefrenabile e incomprensibile, che non fa certo onore all'incolpevole Verdi.

Va detto però che il suo "...dei Faraoni tu sei la schiava!", travolgente, squillantissimo, resta nella memoria.


/>http://www.youtube.com/watch?v=wH5TPb_90Qc

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Se non lo conoscete già vi giro questo interessante sito dove sono riportate cronologicamente le performances teatrali e discografiche di alcuni cantanti storici.

Comunque il punto, e stando ai soli baritoni ma tanto sarebbe lo stesso anche prendendo in esame i bassi, è che considerando anche i soli baritoni storici emersi sinora (che poi ce ne sono anche altri) e che sono tutti nati tra il 1910 e il 1940, potremmo mettere insieme allo stesso tempo diversi cast con un baritono eccellente e sicuramente in passato fu anche fatto. Al giorno s' oggi, non è che non ci sono baritoni eccellenti, ma non così tanti da poter mettere insieme contemporaneamente più cast stellari e visto che questo problema riguarda anche tutti gli altri ruoli lirici sia maschili che femminili, viene confermata la teoria di Pink per cui x qualche arcano motivo o mancano i talenti o i cantanti studiano peggio dei tempi andati e quindi rimangono i difetto e non vengono fuori i pregi


/>http://www.frankhamilton.org/

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Un basso che ha fatto epoca nella seconda metà del novecento fu Nicolai Ghiaurov. A partire dai primi anni '70 la voce lentamente perse colore e integrità timbrica ma le sue incisioni degli anni '60 si raccomandano per il fraseggio scolpito e la poderosa consistenza vocale:


/>http://www.youtube.com/watch?v=1SngawvKwS0

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Un altro grande basso, a mio avviso, e' stato Nicola Roaai Lemeni, anche lui dotato di una bellissima voce ed anche lui vittima di un precoce decadimento vocale. E' stato anche grandissimo attore. Lo ricordo inAnna Bolena: era davvero impressionante.

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Un altro grande basso, a mio avviso, e' stato Nicola Roaai Lemeni, anche lui dotato di una bellissima voce ed anche lui vittima di un precoce decadimento vocale. E' stato anche grandissimo attore. Lo ricordo inAnna Bolena: era davvero impressionante.

Concordo Giorgione. Rossi Lemeni, rispetto a Ghiaurov, aveva voce meno possente ma era più abile fraseggiatore, disponeva di un ventaglio più ampio di tinte e otteneva comunque una linea di canto più omogenea.

Tutto ciò appare dal confronto, fa i due bassi, dell'aria da Ernani, dove, a 1:47, la frase "Ah perchè, perchè l'etade in seno giovin cuore m'ha serbato" è resa da Rossi Lemeni con grande ampiezza ed espressività grazie a opportune gradazioni dinamiche:


/>http://www.youtube.com/watch?v=XrKUifrTbjM&feature=related

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Incredibile, lo dico per l'ennesima volta, come Rossi Lemeni dal 1954 (31 anni circa) perse la voce quasi completamente. Uno dei misteri della storia del canto. Da lì in poi il suo strumento vocale divenne rachitico, sbiancato, esiguo. La musicalità non era mai stata il suo forte, ma da quell'epoca iniziò a stonare ovunque. E sì che negli anni precedenti era stato una vera promessa.

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Un altro basso che ha sempre suscitato il mio interesse, e' stato Giulio Neri. Non mi risulta, o almeno io non l'ho mai sentito, che abbia interpretato i grandi personaggi tipo Filippo secondo o Borisb Godunov,Tuttavia in certi ruoli di contorno pareva insostituibile ( Sparafucile, Fiesco, La Favorita, Don Basilio ecc.) .Le sue note più' profonde erano davvero impressionanti tanto erano sonoro e ben emesse.(Scusate il mio modo di esprimermi, ma non sono un tecnico!).

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Un altro basso che ha sempre suscitato il mio interesse, e' stato Giulio Neri. Non mi risulta, o almeno io non l'ho mai sentito, che abbia interpretato i grandi personaggi tipo Filippo secondo o Borisb Godunov,Tuttavia in certi ruoli di contorno pareva insostituibile ( Sparafucile, Fiesco, La Favorita, Don Basilio ecc.) .Le sue note più' profonde erano davvero impressionanti tanto erano sonoro e ben emesse.(Scusate il mio modo di esprimermi, ma non sono un tecnico!).

Purtroppo Neri, Giorgione, non possedeva un'emissione ben centrata e allora, in acuto, spesso risultava duro quando non stimbrato mentre nei gravi, malgrado il bel colore scuro e "marmoreo", era lievemente ingolato e mancava di vera morbidezza.

Inoltre, per una qual certa monotonia e monocromaticità di fondo, non sempre, come interprete, era personale e convincente.

Certo, Giorgione, la "spettacolarità" di questa voce, per potenza e colore, è singolare e l'impatto sul pubblico

eve essere stato notevole:

http://www.youtube.com/watch?v=oEKs9XDSQ5E

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