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Wittelsbach

Parliamo di baritoni e bassi

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Vedo che qui si discute parecchio, e assai fecondamente, di tenori.

Anche se forse li pagano di meno in teatro, mi è venuta voglia di parlare di bassi e, soprattutto, baritoni, corda alla quale mi vanto di appartenere.

Bassi e baritoni vecchi e nuovi.

Magari tirando fuori dall'oblio qualche figura ingiustamente ritenuta "minore", ma di sicuro affidamento.

Penso che un cantante di livello medio come il sardo Antonio Manca Serra, oggettivamente non eccelso, oggi sarebbe più acclamato di alcuni vociferatori che si sentono in teatro e in disco negli ultimi anni.

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Hai ragione Witt. Allora visto che in un' altra discussione ho ampiamente "rotto le scatole" a tutti con i miei ragionamenti sul timbro non timbro di Krasu :-) scrivo che il primo nome che mi viene in mente è quello di Bastianini e scrivendo ciò mi riferisco anche al fatto che la sua voce sia considerata come una delle più belle voci baritonali del 900. Poi per ragioni affettive perchè cantò spesso con Di Stefano, cito Gobbi anche se molti di voi me lo stroncheranno :-)

Ma andando nel raro, non so perchè ma mi ha sempre fatto simpatia anche se non era certo un cantante di serie A, Mascherini, il quale cantò il Barbiere messicano col Pippuzzo nel 1949. E poi sempre stando al Messico, abbiamo il Campolonghi (e questo direi che è meglio di Mascherini) della Tosca del 1952.

Riguardo ai bassi non so perchè ma ora per la testa mi gira solo un nome: GHIAUROV

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Magari tirando fuori dall'oblio qualche figura ingiustamente ritenuta "minore", ma di sicuro affidamento.

Penso che un cantante di livello medio come il sardo Antonio Manca Serra, oggettivamente non eccelso, oggi sarebbe più acclamato di alcuni vociferatori che si sentono in teatro e in disco negli ultimi anni.

In questo "Baleno", Wittel, Manca Serra lega poco e male. Inoltre , a 3:04, c'è una brutta ripresa di fiato "scoperta" che infrange la linea di canto.

Malgrado ciò, la voce è pastosa, ha uguaglianza nei registri e in zona acuta, sebbene appena velata, è timbrata e rotonda. Rose e fiori comunque, rispetto a tanti baritoni di oggidì.


/>http://www.youtube.com/watch?v=ldJiaTObcGY

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scrivo che il primo nome che mi viene in mente è quello di Bastianini e scrivendo ciò mi riferisco anche al fatto che la sua voce sia considerata come una delle più belle voci baritonali del 900.

Bellissimo timbro ma tecnica sommaria e gusto limitato. Qui, in Trovatore, si salva:


/>http://www.youtube.com/watch?v=3n2mwqDE9y0&feature=related

E qui , nell'Ernani fiorentino del '57, diretto da Mitropoulos, unisce il velluto del timbro a un accento ispirato.

Forse la cosa migliore che abbia registrato:


/>http://www.youtube.com/watch?v=EqMHojimawg

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Ma sì so che a Bastianini rimproverarono sempre una certa piattezza interpretativa con tendenza a cantare tutto forte ma d' altronde con una voce bella come la sua ci può anche stare che forse non fosse troppo stimolato a cercare nuove vie interpretative. Non voglio parlare dei grandi perchè sarebbe anche fin troppo facile citare Capuccilli o Bruson tanto per dire i primi 2 nomi che mi vengono in mente o pensare a Siepi, per cui la butto sulla domanda e chiedo: tolto Nucci che per motivi anagrafici il suo l'ha già ampiamente fatto, qual'è attualmente il migliore o uno dei migliori Figaro in circolazione?

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Ottima domanda. Di baritoni ormai ce n'è pochissimi, vogliono fare tutti i tenori. C'erano una serie di allievi di Bruscantini abbastanza interessanti, come Ruggeri o Di Matteo, ma non so dire se siano ancora validi, o se come Figaro ce la possano fare.

Paolo Bordogna? Forse. Lo conosco troppo poco. O l'ormai sperimentato Roberto Frontali, che peraltro comincia a evidenziare qualche fatica.

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Faccio una precisazione: segnalando Manca Serra, morto giovanissimo a soli 33 anni, volevo citare un cantante utilité, senza la pretesa di dargli patenti di grandezza che non aveva. Del resto, lui stesso non si era mai atteggiato a grande cantante, non voleva essere nulla di diverso da ciò che era: un baritono che, bene o male, era in possesso dei "fondamentali". Cosa oggi tutt'altro che scontata.

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O l'ormai sperimentato Roberto Frontali, che peraltro comincia a evidenziare qualche fatica.

Nel '99 alla Scala, Frontali fu un Figaro interessante e per certi versi inedito, dal timbro tenorile e dal fraseggio sobrio e tagliente:


/>http://www.youtube.com/watch?v=pKO9X48ln7o

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Un baritono italiano i cui esordi in Falstaff fecero presagire una carriera luminosa è Ambrogio Maestri che però, invece di percorrere la strada del lirico-brillante, perfezionando tinte e mezzevoci, ha optato per un repertorio drammatico imboccando la strada di un canto stentoreo e monocorde.

Nondimeno la solidità della colonna vocale, la buona dizione,l'ampiezza del fraseggio assieme allo schietto colore baritonale possono ancora sortire effetti ragguardevoli

come appare in questo duetto da Trovatore:


/>http://www.youtube.com/watch?v=CCjR7uqAhtk

Ancora avaro di alternative dinamiche e sbrigativo nel fraseggio oltre che meno squillante di un tempo ma comunque efficace, in questo recentissimo Tonio scaligero:


/>http://www.youtube.com/watch?v=WmivWcnqSWU

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Fra i bassi italiani in attività una menzione merita Carlo Colombara, un basso lirico che si distingue per il colore genuino e la bella uguaglianza di registro:


/>http://www.youtube.com/watch?v=3FK-s5RzMfA

Nello Stabar Mater rossiniano si palesano le sue qualità naturali e la sua vocazione di basso-cantante. Notare la perfezione del "legato" a 2:54, di grande morbidezza e dolcezza, poggiato su una pausa, senza ricorrere al portamento:


/>http://www.youtube.com/watch?v=YjEzldNZDl8

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Uno dei banchi di prova per i bassi, da cui è possibile desumerne tutto il valore, è l'aria "Vi ravviso o luoghi ameni" dalla Sonnambula di Bellini. Squisitamente lirica e gravitante sul passaggio di registro, richiede accento ispirato oltre che doti straordinarie di controllo del fiato per poter legare e graduare la dinamica.

Ildebrando D'Arcangelo la esegue scolasticamente, incappando in qualche suono ruvido e in qualche lieve ma fastidioso squilibrio dinamico:


/>http://www.youtube.com/watch?v=cvCCx34_97Q

Un po' meglio Carlo Colombara:


/>http://www.youtube.com/watch?v=kRb6DSi4WmU

Su un altro livello Cesare Siepi, non nitidissimo nella dizione ma memorabile per la straordinaria morbidezza e rotondità del timbro:


/>http://www.youtube.com/watch?v=zyOl4TmuxO4

Per finire l'esecuzione di Tancredi Pasero, forse la migliore in assoluto per la ricchezza e l'uguaglianza del timbro, l'ampiezza del fraseggio, la dizione netta, l'accento a un tempo eloquente e ispirato:


/>http://www.youtube.com/watch?v=nU8YrzITzZs

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Vorrei dire qualcosa sul costume scenico di Colombara, ma tanto saprete tutti quello che intendo.

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[media]http://www.youtube.com/watch?v=Ip4CPmhZcgI

Vi dedico questo "Dalle stanze", cantato da Ivo Vinco nel 1959, nella Lucia di Lammermoor BMG-Ricordi diretta da Sanzogno, con una bravissima Scotto, un Di Stefano declinatissimo e un Bastianini purtroppo molto incolore.

Ma questo Vinco è un bellissimo Raimondo, incisivo, forse un po' giovanile ma senza l'ombra di cavernosità.

Curiose tra l'altro le vicissitudini di quest'edizione, fuori catalogo e ristampata dalla Myto in versione monofonica anche se registrata in stereo. Vedo che ci sarebbe pure una stampa dell'Urania, ma non so se sia in stereo o no.

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Un cantante dalle qualità vocali spiccate (bel colore, estensione, volume) e ben impostato (uguaglianza, immascheramento, pienezza, rotondità)è stato, nella seconda metà del Novecento, Franco Pagliazzi.

Se avesse avuto un gusto più fine e avesse coltivato uno stile più ricercato, invece di cedere alle tentazioni della platealità nell'assecondare mezzi tanto rigogliosi, forse avremmo avuto un grande baritono:


/>http://www.youtube.com/watch?v=ExA3Vdnpais

Malgrado questa vocalità piena, risonante e generosa si addica in qualche modo al repertorio verista è opportuno ascoltare il "non plus ultra" delle registrazioni del Prologo di Pagliacci, nell'interpretazione di Mario Basiola dove all'eccellente qualità del suono si uniscono morbidezza e flessibilità delle modulazioni ( notare ad es. , a 1:47 ("...e che per gli uomini scrivere ei deve..."), come la voce, pur ben sostenuta, "galleggi" leggera sul fiato. Oppure come, a 2:10 ( "Un nido di memorie...") la mezza voce sia dolce e raccolta:


/>http://www.youtube.com/watch?v=Mkh6M3NIqZY

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Rimarco che il prologo di Basiola si può trovare in un cd Bongiovanni accoppiato al prologo di un altro grandissimo: Giovanni Inghilleri. Due sommi.

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un altro grandissimo: Giovanni Inghilleri.

Inghilleri non aveva l'emissione perfetta in ogni registro e la linea equilibrata di Basiola. Nei gravi era piuttosto scarno, nei centri pativa qualche lieve squilibrio dinamico e in acuto, esaltando l'immascheramento, sovente cercava il turgore del suono più che la morbidezza.

Però legava con perizia e spesso esibiva un fraseggio fervido e fantasioso, giocando abilmente sulle tinte e sugli accenti:


/>http://www.youtube.com/watch?v=VFW7VT6ze7M&feature=related

Baritono lirico, sebbene di colore più scuro, non ignorò la lezione del grande Galeffi:


/>http://www.youtube.com/watch?v=IsHz0eKtgIs

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Un grande basso russo, che agì nella prima metà del '900, fu Alexander Kipnis, du cui furono leggenderie l'uguaglianza e la pastosità del timbro lungo tutta la gamma.

Kipnis aveva inoltre un registro acuto molto morbido e modulabile, che gli permetteva suggestive inflessioni lirico-patetiche.

Qui, in Verdi, una dizione lacunosa non offusca i superbi risultati sonori, dovuti a un controllo assoluto dell'emissione:


/>http://www.youtube.com/watch?v=kwLIrcRrqSs&feature=relatedù

Anche in Handel risalta la qualità della fonazione:


/>http://www.youtube.com/watch?v=Gl6BeCFqoqM

In queste due versioni dell'invocazione di Sarastro invece, accanto alla vocalità superba, si notano alcuni difetti agogico-ritmici:

uno stacco troppo lento (specie nella versione toscaniniana), alcuni "indugi" impropri e qualche difetto di legatura:

http://www.youtube.com/watch?v=VrxMLxe711I

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Tornando ai baitoni, mi pare che nessuno abbia ancora nominato Aldo Protti. Io lo considero uno dei grandi baritoni italiani. L'ho anche visto in teatro nella Forza del destino, con la Tebaldi e Di Stefano, e vi assicuro che era un gran nel sentire!

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Tornando ai baitoni, mi pare che nessuno abbia ancora nominato Aldo Protti. Io lo considero uno dei grandi baritoni italiani. L'ho anche visto in teatro nella Forza del destino, con la Tebaldi e Di Stefano, e vi assicuro che era un gran nel sentire!

Protti, Giorgione, è stato il più importante baritono drammatico verdiano del dopoguerra per il franco colore baritonale, l'ampiezza e il volume della colonna vocale e la facilità dell'emissione in ogni registro, dovuta quest'ultima ad un'ottima tecnica.

Disponeva di un fraseggio espressivo ed efficace, anche se tendeva a limitare le alternative dinamiche e il gioco dei chiarioscuri.

Qui è con Del Monaco in un celebre live della Forza, diretto da Motropoulos:


/>http://www.youtube.com/watch?v=ugil3m_S-Ng&feature=fvsr

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Grazie, Pinkerton, per il bellissimo ascolto; ascolto che mi ha fatto ricordare anni in cui fu possibile assistere a spettacoli d'opera in allestimenti memorabili con "cast" di artisti che hanno lasciato un'impronta indelebile nella memoria di chi, come me, ha avuto la fortuna di poterli vedere e ascoltare dal vivo!

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Giorgione! Hai scritto che assieme a Protti vedesti a teatro anche la Tebaldi e Di Stefano. Per motivi "sentimentali" sono curiosissimo di sapere se ti ricordi com' era la voce del Pippuzzo dal vivo perchè anche se la ritengo molto fonogenica credo che anche la voce più "discografica" perda qualcosina rispetto all' ascolto dal vivo. E già che ci sono approfitto di te anche per sapere se la voce della Tebaldi dal vivo era veramente una voce d' angelo. Grazie in anticipo.

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Caro Alfio, mi inviti a nozze chiedendomi di parlare di Di Stefano. Pippo e' stato ed e' tuttora il mio idolo.Possiedo tutti i dischi di lui che sono riuscito a trovare e li ascolto sempre con grande piacere. L'ho visto nell'Elisir d'amore ed in Boheme con la Carteri (brava soprano e bellissima donna), in Cavalleria con la Simionato, In Pagliacci con la Petrella, i n. Aida con la Stella, nel Ballo in Maschera con la Callas. Dal vivo la sua voce era splendida, come in disco; a mio parere dal vivo si notavano meno i difetti che gli vengono addebitati, in modo particolare la fibrosità' degli acuti. Si muoveva anche molto bene in scena, ma, soprattutto, metteva l'anima in tutto quello che. cantava. Quanto alla Tebaldi, la sua voce dal vivo era addirittura più' bella cha in disco Tuttavia certi suoi acuti estremi parevano "tirati" e qualche volta leggermente calanti..Non l'ho vista molte volte. La ricordo i Wally, con Del Monaco e nella Forza del destino che ho già' citato.

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Non vi capirò mai, a me Di Stefano dà solo un grandissimo fastidio. Ma a posto così. :thumbsup_still:

Certo Protti il cremonese è stato un eccellente cantante, forse meno propenso alle sfumature di quanto avrebbe potuto, ma di sicuro rimarchevole e dalla carriera lunga, anche se, per motivi che non mi spiego, a partire dagli anni Sessanta uscì dal giro discografico, pur non essendo affatto declinato, anzi.

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Insomma Giorgione, praticamente hai assistito ad alcune interpretazioni più "mitiche" degli anni 50 scaligeri!

Guardando su youtube il video della Tosca del 1975 con la Caballè, voce disfatta a parte, avevo intuito che Pippo era un animale da palcoscenico. Sia chiaro: non era di certo una Callas ma rispetto alla media dell' epoca ritengo che sapesse muoversi bene in scena.

E quando scrivi che dal vivo secondo te certi difetti si notavano meno che in disco, confermi pienamente la solita teoria di Pinkerton per cui il teatro è una cosa mentre la sala d' incisione un' altra.

Tra l' altro leggo anche che hai ascoltato dal vivo quel fiume di voce che doveva essere Marione del Monaco (che anche dai dischi s' intuisce che possedeva tonnellate di voce), per cui non posso che buttarti le braccia al collo!

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