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Paul Hindemith (1895-1963)

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Mi è parso che non fosse stato ancora aperto un topic su di lui...

Di fatto è stato per me una sorta di introduzione alla musica del '900, e per la precisione con tre sinfonie (Mathis der Maler, la Pittsburgh, Symphonische Metamorphose). Oggi ho scoperto grazie a Novalis la Kammermusik n. 5 in attesa di ascoltare le altre.

Noto che ha scritto musica per tutti gli strumenti possibili o quasi, un autentico benefattore dei solisti insomma :D

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A me piacciono molto le sue Sonate per Piano, le Sinfonie e il Concerto per Orchestra :D!

Uno dei pochi compositori che condivido con zio mad :sarcastic_hand:

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Il mio primo post! (dopo quello di presentazione)... anche per me Hindemith è stato il volano che mi ha portato verso il '900, sarà per via del suo linguaggio rigoroso ma mai pedante, in bilico tra la tradizione e un nuovo universo di relazioni tonali alternative al serialismo che (credo) non ha precedenti; sarà semplicemente che la sua musica la trovo spesso tesa e coinvolgente (a dispetto delle critiche sulla sua presunta "freddezza" che mi è capitato di leggere quì e là). Vorrei più che altro dei consigli discografici...

Questi i dischi in mio possesso:

le maggiori opere orchestrali dirette dall'autore

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e poi questi:

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Cosa mi manca di essenziale? (immagino un bel po' di roba, considerando la prolificità del compositore)... che interpreti consigliate in genere?

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Beh direi le opere, almeno Sancta Susanna, Cardillac e Mathis der maler. Ci sono le eccellenti incisioni di Gerd Albrecht per l'etichetta Wergo, oppure per le ultime due, rispettivamente: Keilberth e Kubelik.

Anche la Sinfonia in mi bemolle del 1940 è un'opera importante nella vasta produzione di questo compositore.

Per la musica da camera, l'insolita Sonata per tromba e pianoforte.

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Mi pare che una buona parte dell'essenziale ci sia già: pezzi vari per orchestra e concertanti, Kammermusiken, sonate e Ludus tonalis per piano, qualche sonata per violino o viola e piano... Forse approfondirei la musica da camera: quartetti e soprattutto sonate per vari strumenti e piano o per viola sola. E poi mancano le opere. almeno Cardillac, Mathis der Maler e Sancta Susanna rientrano fra le opere più importanti del 900.

Quanto agli interpreti, in alcuni casi (musica da camera) c'è l'imbarazzo della scelta e si può solo ricordare che a Hindemith si sono dedicati grandi musicisti: ad esempio Glenn Gould per la serie delle sonate per fiati e pianoforte, o la Kashkashian per la viola. Per le opere la scelta è più ristretta: su cd mi sembra che attualmente siano disponibili soltanto Kubelik per Mathis der Maler (peraltro grandissima incisione), Keilberth per Cardillac e Tortelier per Sancta Susanna. Su dvd ci sono anche Nagano e Sawallisch per Cardillac ma non li conosco.

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Forse approfondirei la musica da camera: quartetti e soprattutto sonate per vari strumenti e piano o per viola sola.

Nel box dell'ensamble Villa Musica ci sono tutte le sonate per piano e strumenti, per organo, arpa ecc. e in effetti su 7 cd non si butta via nulla!

Le sonate di Gould le conosco (come quasi tutto inciso da Gould), mi dovrei procurare le opere in realtà, sì!

E i quartetti...

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Nel box dell'ensamble Villa Musica ci sono tutte le sonate per piano e strumenti, per organo, arpa ecc. e in effetti su 7 cd non si butta via nulla!

Ah...dall'immagine che hai postato sembrava che avessi solo il primo volume con alcune sonate per violino e viola. Allora su quel fronte sei a posto.

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la discografia di Hindemith è ricchissima, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Per quanto mi riguarda posso segnalare:

1) il Mathis esiste in due edizioni cd, come sopra indicato. Il problema è il prezzo e nei difetti vari che le due edizioni presentano. L'edizione Wergo (Albrecht) ha il libretto, è a pieno prezzo e ha il pregio di avere un direttore che prende l'opera con scatto. Sono eccellenti soprattutto le scene tipo tableaux vivants (la scena alla corte del Cardinale o quella della battaglia per intenderci), e il direttore cerca di rendere l'opera il meno statica possibile. Il cast è ottimo, soprattutto nei ruoli secondari, ma il protagonista (R. Herrmann) ha qualche pecca vocale, più che un Matthias Grunewald eroico ci delinea un pittore stanco, vecchio e sfiduciato. L'edizione Emi (Kubelik) manca di libretto, ma è economica. Soffre di lentezze e di tempi letargici, Kubelik sembra non capire fino in fondo l'opera e si annoia sul palco. La sua visione è grandiosa, ma anche parecchio monotona perchè, a mio giudizio, dirige un po' piattamente tendendo all'astrazione (che è un difetto della musica del Mathis, va detto) e senza creare contrasti forti tra le varie scene. Sembra considerarla un oratorio piuttosto che un'opera lirica. Il protagonista Fischer-Dieskau, pur non avendo più la potenza di una precedente selezione pubblicata nel 1961 per DG, è l'incarnazione di Grunewald. Il resto del cast è buono, ma sembra piuttosto subire la concezione claustrale imposta dal direttore e, di conseguenza, spiccano veramente solo i due protagonisti Mathis e il Cardinale. Sono, insomma, due edizioni assolutamente opposte per risultati e che vengono incontro a gusti molto diversi.

2) Wergo ha pubblicato diverse opere liriche. Vanno ricordate Das nusch-Nuschi, Sancta Susanna, Morder Hoffnung der Frauen, e Neues vom Tage. Sono tutte edizioni eccellenti e ottime, mentre per Cardillac va preferito senza indugio il sopra citato Keilberth. Keilberth diresse l'opera per un film nel 1968, pochi mesi prima della morte e si avvale di un cast perfetto, capitanato da Fischer-Dieskau. L'edizione Wergo di Cardillac è mediocrissima, l'unico buco nell'acqua di una impresa che rimarrà nella storia della discografia. Wergo ha inciso anche le ultime opere liriche hindemithiane Die Harmonie der Welt (1957) e Il lungo pranzo di natale (1962). Sono edizioni più che buone, ma i problemi sono evidenti soprattutto in Die Harmonie, con un cast squilibrato o a volte fuori parte (penso in particolare ai ruoli di Susanna e di Wallenstein), con il protagonista (François Le Roux) che spicca poco e si fa spesso oscurare da personaggi secondari più vivaci e caratterizzati (la madre, la figlia, Tansur e Ulrich per citarne alcuni). Insomma, in questo caso bere o affogare, non ci sono opzioni possibili. Va ricordato che queste due opere, come concezione, sono molto diverse dalle precenti, spesso rimangono un po' statiche e concettuali.

3) tra gli oratori vanno citati almeno Das Unaufhoerliche (L'incessante) e il Requiem per coloro che amiamo. Il primo esiste in una buona edizione Wergo, il secondo è consigliabile nella edizione di Shaw per Telarc. Il Requiem esiste pure con Sawallisch e Fischer-Dieskau (Orfeo), inciso dal vivo nel 1982, ma soffre di una esecuzione pesante e teutonica - che magari può anche piacere. Sconsigliabile l'edizione Wergo (mal registrata tra l'altro), con due solisti mediocri e la direzione monotona di Zagrosek.

4) le opere orchestrali sono state incise benissimo molte volte. Blomstedt, per Decca, presenta le sinfonie e diversi concerti diretti con forza e attenzione come suo solito. Tortelier per Chandos ha licenziato alcune letture sensazionali (penso alla Symphonia Serena o Die Harmonie der Welt), unite a una registrazione sfavillante. Bernstein (DG) ha registrato la Sinfonia Mathis der Maler, Metamorfosi e Konzertmusik op.50, forse le migliori mai presentate in disco. Discreta, ma niente di più, l'integrale di Albert per CPO: il direttore manca di personalità e le orchestre australiane hanno un suono inadeguato per questo repertorio. Da tenere presente solo se si è un fan accanito e si vogliono collezionare anche i pezzi dimenticati o minori. Albert fa decisamente meglio con la serie dei concerti per fiati, qui senz'altro consigliabile, anche perchè presenta diverse rarità con solisti più o meno famosi, per fortuna uniti a una orchestra tedesca di livello. Molto buone anche le sue direzioni dei concerti per violoncello o dei lavori con pianoforte concertante, ancora una volta con orchestre e solisti tedeschi. Ci sono, infine, numerose edizioni eccellenti di singoli pezzi, ma il discorso si fa lungo...

5) se si ha la passione per qualsiasi musica di Hindemith, allora non va sottovalutata la produzione cosidetta "d'uso", per appassionati e scolari. La Ploener Musiktag, scritta per diversi organici, è stata incisa integralmente da Wergo, con una orchestra di ragazzi e studenti coadiuvati da qualche solista professionale. Un cd molto interessante, che svela un lato oggi dimenticato dell'attività di questo autore negli anni venti e trenta. E' musica scritta bene, anche se priva di grande profondità concettuale.

6) per le opere da camera, d'accordo con quanto detto sopra, segnalo solo l'integrale dei quartetti per Wergo, che ebbe anche dei premi se male non ricordo, e un cd economico di Stradivarius dalla qualità superlativa con l'Ottetto, il Trio Eckelphon e il Settimino. Altro lavoro cameristico fondamentale è il Das Marienleben, che va segnalato nella edizione con Gould al piano (Sony), ma penso sia già noto perchè unito alle tre sonate per pianoforte sopra menzionate. Anni fa ne circolava anche una edizione prestigiosa con la Janowitz, ma è un cd oggi introvabile (credo fosse prodotto da Jecklin [*]). Tra la musica pianistica va ricordato il Ludus Tonalis, che l'autore considerava come la summa della sua produzione per questo strumento.

7) tra le opere corali vanno ricordati almeno la Messa, ultimo lavoro dell'autore, e i Madrigali. Sono stati incisi ottimamente da Chandos, Wergo e Globe.

[*]

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Modificato da Madiel

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Accidenti grazie mille! più esaustivo di così non potevi essere... mi metterò a caccia senz'altro!

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Accidenti grazie mille! più esaustivo di così non potevi essere... mi metterò a caccia senz'altro!

la discografia hindemithiana è vastissima e spesso eccellente. Per la musica da camera, ad esempio per i trii, i quartetti, i pezzi pianistici ecc., ci sono diverse alternative. Stesso discorso per i singoli lavori orchestrali più famosi. Magari, più in là se ne riparla perchè ci sarebbe da scrivere un altro super post.

I cd che hai già sono un ottimo inizio. A parte il cd Nimbus, che non conosco, gli altri sono più o meno "famosi".

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Madiel quando hai tempo e voglia attendo i tuoi interventi! mi devi istruire per bene.... :)

Sto facendo un assaggio dal tubo del terzo quartetto... fenomenale... solo l'incipit, quell'ingresso strisciante in fugato (almeno credo)... fenomenale!

Una domanda tecnica: per quel che ne so io Hindemith si creò una vera e propria nuova impalcatura di riferimenti armonici, catalogando dissonanze, stabilendo gradienti ecc... insomma una vera alternativa teorica al serialismo, e alla musica tonale ovviamente. La mia domanda è: è stato l'ultimo? Esistono altri teorici dopo di lui? oppure si è andato solo per "distruzioni successive"? sono arrivato alla conclusione che la sua musica riesce ad essere spesso convincente alle mie orecchie anche perchè avverto un linguaggio, una sintassi definita e riconoscibile... perdona la banalità della domanda...

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Bernstein (DG) ha registrato la Sinfonia Mathis der Maler, Metamorfosi e Konzertmusik op.50, forse le migliori mai presentate in disco.

Non meno rilevante, anzi, il cd dedicato a Hindemith da Bernstein nel periodo newyorchese, purtroppo di non facile reperimento (come peraltro quello DGG). Include anche la Symphony in E-flat anch'essa commissionata da Koussevitzki per la Boston Symphony Orchestra:

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Come pure da segnalare, di Bernstein, l'incisione del Violin Concerto con Isaac Stern (Sony):

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Delle celebri Symphonic Metamorphoses c'è anche una magnifica incisione di George Szell con la Cleveland Orchestra (Sony). Come pure la Concert Music è diretta egregiamente da William Steinberg (DGG con la Boston Symphony Orchestra, cd recentemente ristampato in serie economica Eloquence):

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Un capolavoro di Hindemith è anche il ciclo Das Marienleben, su poemi di Rilke. Ne esistono due versioni, quella originale del '23 e quella revisionata del '48, sostanzialmente diverse, sopratutto dal punto di vista armonico. Della prima versione c'è la per me impareggiabile esecuzione di Roxolana Roslak con Glenn Gould. Gould sosteneva che la seconda versione - che non ho mai ascoltato - fosse inferiore alla prima, perché Hindemith aveva tolto di mezzo tutte le soluzioni armoniche più ardite e brillanti per appianare la composizione secondo i canoni del suo sistema armonico, che risale alla metà degli anni '30. A tutto scapito della freschezza e della spontaneità.

Quello che posso dire è che Marienleben (la prima versione) è per me l'opera più bella di Hindemith.

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Das Marienleben di Gould ce l'ho! i cd di Lenny mi mancano... ho Haydn, Stravinsky, Sibelius, Beethoven, Ives ecc. ma l'Hindemith di Bernstein non mi è mai capitato sotto tiro neanche per sbaglio. Effettivamente a naso le Metamorfosi o la Concert Music sono pezzi gli si addicono alla grandissima! mi metterò a caccia, magari della versione con la NYPO...

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Non meno rilevante, anzi, il cd dedicato a Hindemith da Bernstein nel periodo newyorchese, purtroppo di non facile reperimento (come peraltro quello DGG). Include anche la Symphony in E-flat anch'essa commissionata da Koussevitzki per la Boston Symphony Orchestra:

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Come pure da segnalare, di Bernstein, l'incisione del Violin Concerto con Isaac Stern (Sony):

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Delle celebri Symphonic Metamorphoses c'è anche una magnifica incisione di George Szell con la Cleveland Orchestra (Sony). Come pure la Concert Music è diretta egregiamente da William Steinberg (DGG con la Boston Symphony Orchestra, cd recentemente ristampato in serie economica Eloquence):

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a proposito del concerto per violino, famosissima è l'edizione di Oistrakh del 1961. Diretta, se non sbaglio, dallo stesso Autore. Adesso non ricordo in quale ristampa si trovi (credo Decca).

Magnifica la segnalazione di Szell, un'altra pietra miliare della discografia !

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Madiel quando hai tempo e voglia attendo i tuoi interventi! mi devi istruire per bene.... :)

Sto facendo un assaggio dal tubo del terzo quartetto... fenomenale... solo l'incipit, quell'ingresso strisciante in fugato (almeno credo)... fenomenale!

Una domanda tecnica: per quel che ne so io Hindemith si creò una vera e propria nuova impalcatura di riferimenti armonici, catalogando dissonanze, stabilendo gradienti ecc... insomma una vera alternativa teorica al serialismo, e alla musica tonale ovviamente. La mia domanda è: è stato l'ultimo? Esistono altri teorici dopo di lui? oppure si è andato solo per "distruzioni successive"? sono arrivato alla conclusione che la sua musica riesce ad essere spesso convincente alle mie orecchie anche perchè avverto un linguaggio, una sintassi definita e riconoscibile... perdona la banalità della domanda...

la sua idea dell'armonia era assolutamente tonale e la considerava "naturale", quindi era l'armonia per eccellenza. Postulava un'idea naturale dell'armonia, in quanto pensava che i suoni fossero stabiliti da soli, cioè che fossero fissi e immutabili perchè naturali. Inoltre, i suoni della natura erano, per lui, un riflesso della metafisica. Affrontò il problema nella sua grande opera teorica pubblicata tra il 1946 e il 1953 (il Trattato d'armonia), che ebbe un forte riflesso proprio nell'opera Die Harmonie der Welt. Il limite di questa teoria sta proprio nel problema che cerca di dimostrare: non esiste una prova scientifica assoluta che definisce gli intervalli come naturali o innaturali nella scala musicale. La teoria fu formulata in un momento in cui il tonale nella musica classica era in crisi, di conseguenza morì con l'autore. Non so se dopo di lui siano stati scritti altri trattati così organici, va però sottolineato che diversi altri movimenti hanno sviluppato le loro personali idee riguardo ai suoni. Una delle più recenti, che prese le mosse da Debussy e da certe idee di Messiaen, fu quella ribattezzata "spettralismo". Oppure ancora, nello stesso periodo (anni settanta-ottanta) ci fu un revival dei microtonalisti. Riguardo al ritorno alla tonalità più o meno "pura", esistono diverse correnti dai minimalisti ai neocitazionisti. Oggi direi che, per la maggiore, non esiste una netta separazione tra tonale e non tonale sempre che non si abbracci una scuola di pensiero per forza, tutto sommato è un problema vecchio.

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Un capolavoro di Hindemith è anche il ciclo Das Marienleben, su poemi di Rilke. Ne esistono due versioni, quella originale del '23 e quella revisionata del '48, sostanzialmente diverse, sopratutto dal punto di vista armonico. Della prima versione c'è la per me impareggiabile esecuzione di Roxolana Roslak con Glenn Gould. Gould sosteneva che la seconda versione - che non ho mai ascoltato - fosse inferiore alla prima, perché Hindemith aveva tolto di mezzo tutte le soluzioni armoniche più ardite e brillanti per appianare la composizione secondo i canoni del suo sistema armonico, che risale alla metà degli anni '30. A tutto scapito della freschezza e della spontaneità.

Quello che posso dire è che Marienleben (la prima versione) è per me l'opera più bella di Hindemith.

tra l'altro, la revisione del 1948 fu anche trascritta parzialmente per orchestra. Gould, che riprende una idea di Schoenberg se non erro, aveva sostanzialmente ragione.

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a proposito del concerto per violino, famosissima è l'edizione di Oistrakh del 1961. Diretta, se non sbaglio, dallo stesso Autore. Adesso non ricordo in quale ristampa si trovi (credo Decca).

Magnifica la segnalazione di Szell, un'altra pietra miliare della discografia !

Si, è un classico della Decca. L'ultima ristampa in ordine di tempo credo sia quella della Eloquence australiana:

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Oppure si può trovare in altre edizioni economiche (anche se in copertina non è indicato, l'incisione è quella):

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Le Symphonic Metamorphosis di Abbado con la LSO sono comunque superiori a quelle successive con i Berliner (DGG).

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a proposito del concerto per violino, famosissima è l'edizione di Oistrakh del 1961. Diretta, se non sbaglio, dallo stesso Autore. Adesso non ricordo in quale ristampa si trovi (credo Decca).

Sono disponibili due versioni: quella che tu ricordi, del 1961 con lo stesso Hindemith sul podio della London Symphony e incisa per la Decca; quella, altrettanto famosa per via delle licenze che la Melodiya negli anni ha concesso a chiunque, incisa il giorno di Natale del 1962 con Rozhdestvensky e l'orchestra di stato dell'URSS. La seconda è ora disponibile nel box Brilliant dedicato a Oistrakh.

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Penso che la "veste" più interessante sia questa, costa sui 10/11 euro

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Si, c'è anche in questa veste. Però, sul fatto che sia più interessante, dipende: a me, per esempio, Bruch non interessa e per Mozart preferisco interpreti filologici, per cui non saprei che farmene di due cd. O alludevi alla ri-masterizzazione?

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Si, c'è anche in questa veste. Però, sul fatto che sia più interessante, dipende: a me, per esempio, Bruch non interessa e per Mozart preferisco interpreti filologici, per cui non saprei che farmene di due cd. O alludevi alla ri-masterizzazione?

Si mi riferivo alla rimasterizzazione, i Decca Legends di solito hanno un suono eccezionale.

Ok ragazzi in conclusione..Oistrakh/Hindemith o Stern/Bernstein?

Comunque su amazon.it il cd di Bernstein/Hindemith sta a 11,99 (per ora le volte che ho acquistato presso zoverstocks usato-ottime condizioni ho fatto sempre ottimi affari con cd pressoché nuovi)

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Ok ragazzi in conclusione..Oistrakh/Hindemith o Stern/Bernstein?

e perchè non tutti e due ? :D Sinceramente, il concerto per violino mi è sempre sembrato il concerto più brutto scritto da Hindemith, per me sono soldi sprecati. Però, se proprio dovessi comprare un cd allora vada per Oistrakh/Hindemith.

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e perchè non tutti e due ? :D Sinceramente, il concerto per violino mi è sempre sembrato il concerto più brutto scritto da Hindemith, per me sono soldi sprecati. Però, se proprio dovessi comprare un cd allora vada per Oistrakh/Hindemith.

Concordo, ho l'edizione Bernstein/Stern e, nonostante sia un ammiratore di Hindemith, considero il concerto per violino una vaccata.

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