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Alla riscoperta dei vinili

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Ho acquistato da un po' il Doctor Sound, una faccenduola che permette di riascoltare i vinili che avevamo messo da tempo in disparte dopo l'avvento dei CD. Negli scaffali c'era un po' di roba che non avevo neppure messo a verbale nell'archivio collezionistico, ma a metterla sul piatto saltano fuori meraviglie paurose.

Tipo un sei sonate di Telemann per flauto diritto e basso continuo eseguite da Brueggen, Leonhardt e Byslma, il BWV 1052 con Richter al piano o alcuni concerti di Vivaldi da far venire l'acquolina alle orecchie. Noto che, malgrado la durata non lunghissima delle facciate, già all'epoca si registrava di tutto, anche rarità o musica che pensavo avessimo scoperto solo negli ultimi 10-15 anni. Chi si ricordava, per esempio, della Première Suite di Jean-Joseph Mouret, o di un Caprice di Michel-Richard Delalande inciso nel 1984?

E' capitato anche a voi di rimettere i dischi sul padellone come a me in questi giorni? Se sì, fate sapere urbi et orbi com'è andata.

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Prima o poi dovrò mettermi a spulciare scientificamente i vinili di mio padre (arricchiti dalla collezione completa de I Grandi Compositori e da qualche acquisto fatto proprio agli albori del CD, quando era una cosa "da ricchi").

Ci sono delle cose davvero particolari, molte delle quali non ho mai sentito, all'epoca frustavo le sinfonie di Beethoven e poco altro. Per esempio ci sono dischi di Martinu e delle cose strane di Bartok e Debussy tutte da scoprire.

Ho anche una cospicua dose della vecchissima raccolta I Grandi Musicisti (confezioni bianche con fascicolo incorporato, 33 giri di dimensioni ridotte, roba uscita, credo tra gli anni sessanta e settanta), avanzati da un amico di famiglia e in parte poi distrutti dal gatto che ci si faceva le unghie.

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Prima o poi dovrò mettermi a spulciare scientificamente i vinili di mio padre (arricchiti dalla collezione completa de I Grandi Compositori e da qualche acquisto fatto proprio agli albori del CD, quando era una cosa "da ricchi").

Ci sono delle cose davvero particolari, molte delle quali non ho mai sentito, all'epoca frustavo le sinfonie di Beethoven e poco altro. Per esempio ci sono dischi di Martinu e delle cose strane di Bartok e Debussy tutte da scoprire.

Ho anche una cospicua dose della vecchissima raccolta I Grandi Musicisti (confezioni bianche con fascicolo incorporato, 33 giri di dimensioni ridotte, roba uscita, credo tra gli anni sessanta e settanta), avanzati da un amico di famiglia e in parte poi distrutti dal gatto che ci si faceva le unghie.

Quello che ho ascoltato finora si è conservato bene, spero anche il resto... Anch'io, tra l'altro, sono partito proprio da Beethoven (quinta e sesta, non a caso) e a lungo mi sono mantenuto su quell'epoca (ascoltavo però soprattutto musica per piano, più che sinfonica). Il fatto è che ci sono tante ottime cose da ascoltare (e non solo perché tecnicamente il disco si lascia sentire bene, ma anche perché come interpretazioni mi sembra che ci siano delle squisitezze che avevamo abbandonato da tempo in un cantuccio.

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Salve a tutti! Sono tornato per le ferie estive...

Proprio negli ultimi mesi sto riscoprendo il vinile (supporto che già preferivo per il jazz e il rock, specie per il progressive) anche nella musica classica.

A parte il discorso del suono analogico che secondo molti è superiore come qualità, si trovano spesso delle interpretazioni molto interessanti e rare.

Pochi giorni fa ad esempio in un negozio di dischi usati ho preso a meno di 10 euro un cofanetto della collana "movimento musica" (qualcuno la conosce?) con 8 LP con le nove sinfonie di Beethoven dirette ognuna da un grande direttore della "vecchia scuola" (nell'ordine: Furtwängler, Schuricht, Walter, Böhm, Erich Kleiber, Jochum, Klemperer, Knappertsbusch, Karajan) in registrazioni live degli anni '50, quasi tutte con i Berliner Philharmoniker. Registrazioni quasi tutte introvabili, credo, e molto belle nonostante l'audio monofonico.

Poi nella collana "i tesori della Classica", penso di fine anni 70, ho trovato molta roba interessante, come la quinta di Mahler diretta da Neumann con l'Orchestra Filarmonica Ceca (avevo già su CD quella con l'orchestra del Gewandhaus di Lipsia), e la rarissima Quarta di Brahms diretta da Dietrich Fischer-Dieskau in una delle sue sporadiche esperienze come direttore d'orchestra. Devo anche dire che ascoltandola in parte si capisce perché ha lasciato subito perdere e ha fortunatamente continuato come cantante, ma questo è un altro discorso :D

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e la rarissima Quarta di Brahms diretta da Dietrich Fischer-Dieskau in una delle sue sporadiche esperienze come direttore d'orchestra. Devo anche dire che ascoltandola in parte si capisce perché ha lasciato subito perdere e ha fortunatamente continuato come cantante, ma questo è un altro discorso :D

Questa da qualche parte l'ho vista... devono averla pubblicata in CD.

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Questa da qualche parte l'ho vista... devono averla pubblicata in CD.

Ho visto un po' in giro, e mi risulta soltanto questa: http://www.arkivmusic.com/classical/Drilldown?name_id1=13792&name_role1=3&bcorder=3&name_id=1441&name_role=1

Però quella che ho in vinile è un'altra, presumibilmente degli anni 70... la Quarta deve piacergli davvero tanto, considerato che è tra le poche cose che ha diretto e a quanto pare più di una volta.

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Qui continuano intanto le sorprese e le esecuzioni eccellenti: dopo un bel Quartetto haydniano (La rana) interpretato bene dal Quartetto di Tokyo, segue uno spavaldo Trio degli Spettri beethoveniano a cura del Beaux Arts Trio. Uno dice: sì, ma è farina del sacco della Deutsche Grammophon, però non ho mai sentito nulla di simile in tante versioni su CD che, in teoria, avrebbero dovuto stracciare questa.

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Il Brahms di Fischer Dieskau non è affatto raro, pochi anni fa veniva venduto in edicola. Dovrebbe essere una licenza della Supraphon, mi sembra che diriga la Filarmonica Ceca.

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Il Brahms di Fischer Dieskau non è affatto raro, pochi anni fa veniva venduto in edicola. Dovrebbe essere una licenza della Supraphon, mi sembra che diriga la Filarmonica Ceca.

Infatti è proprio quella, e il disco in vinile in cui ce l'ho fa parte di una collana uscita in edicola. Allora mi correggo, non è una registrazione rara, ma perlomeno "inconsueta" :D

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Qualcuno ricorda delle raccolte in vinile di un certo pregio? Per conto mio ne ho un paio (una completa e l'altra a metà) entrambe della DG/Mondadori, copertina rossa la prima e copertina blu l'altra. Riguardandole più attentamente scopro che una (la blu) si sofferma più sulle epoche mentre l'altra le attraversa prendendo come tema principale gli organici o i generi.

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Qualcuno ricorda delle raccolte in vinile di un certo pregio? Per conto mio ne ho un paio (una completa e l'altra a metà) entrambe della DG/Mondadori, copertina rossa la prima e copertina blu l'altra. Riguardandole più attentamente scopro che una (la blu) si sofferma più sulle epoche mentre l'altra le attraversa prendendo come tema principale gli organici o i generi.

La raccolta DG/Mondadori (quella blu) è stata la mia introduzione alla musica classica, e conserva nel mio cuore un posto insostituibile.

Sempre venduti per corrispondenza, ricordo i cofanettoni di Selezione del Reader's Digest, dei quali possiedo l'integrale delle sinfonie di Beethoven dirette da Leibowitz e una antologia di Rubinstein in 6 LP, ma ricordo anche raccolte di "classical favourites" diretti da Karajan.

Passando invece alle serie da edicola, un ruolo importante negli anni 70-80 era rappresentato dalle edizioni della Fabbri.

Negli anni '70 uscì una raccolta di opere liriche, in gran parte registrazioni effettuate in proprio dalla casa editrice ma alcune in licenza da etichette straniere minori, tra le quali un Anello del Nibelungo diretto da Swarowsky. Appartiene a questa serie anche l'unica registrazione dell'Elisir d'Amore con Tagliavini nel ruolo di Nemorino, che mi risulta essere abbastanza ricercata tra i collezionisti, non essendo mai stata ristampata in CD. Magari potrei digitalizzarla e metterla in rete, chissà... (non è comunque un gran che, secondo me)

Sempre delle Fabbri era la raccolta di 96 LP "I grandi musicisti" con incisioni prevalentemente in concessione Vox-Turnabout (una vecchia etichetta americana) e interpreti di secondo o terzo piano, in gran parte a me ignoti. (mai sentito parlare di Louis de Froment o Eduard van Remoortel?) Ogni tanto però ci scappava qualche nome interessante, come Boult, Schippers, Horenstein o un giovanissimo Brendel.

La Fabbri rilanciò subito dopo con una serie di 32 LP dedicata alle incisioni RCA di Toscanini, più Aida, Otello e Falstaff, e la raccolta "I grandi interpreti della musica" con registrazioni pescate nei cataloghi RCA e EMI con interpreti come Gieseking, Richter, Karajan...

Anche la De Agostini si cimentò nell'impresa grazie ad un accordo con DG e Philips con la collana "I grandi compositori" con interpretazioni di nomi del calibro di Kempff, Giulini, Kubelik, Bernstein: gli LP erano stampati direttamente dalla DG, quindi con qualità superlativa.

La Curcio uscì con la serie di 100 LP "I tesori della musica classica" pescando soprattutto nel catalogo della ceca Supraphon; qui ci sono registrazioni interessantissime come interpretazioni di von Matacic, il Trio Suk, il Quartetto Janacek eccetera. A questa raccolta appartiene il Brahms di Fischer-Dieskau menzionato prima.

Ma il colpaccio lo mise a segno la Ricordi con la raccolta "Il melodramma": avendo a disposizione i cataloghi DG, Decca, Philips e EMI, pubblicò una serie di opere liriche in interpretazioni spesso tuttora di riferimento; per esempio Barbiere e Cenerentola di Berganza/Abbado; L'Italiana in Algeri di Giulini; L'Assedio di Corinto di Schippers con la Sills; i Bellini e i Donizetti della premiata ditta Sutherland/Bonynge; il Rigoletto di Kubelik; Trovatore, Ballo in Maschera e Bohème dirette da Colin Davis; l'Otello (del Monaco) e la Tosca di Karajan con la Pryce e Di Stefano; la Turandot di Metha con Pavarotti, Caballé e Sutherland; eccetera eccetera. Anche in questo caso, lo stampaggio era effettuato dagli stabilimenti Deutsche Grammophone.

Come si vede, all'epoca la musica classica "tirava". Dopodichè venne l'era dei CD: ma questa, come si dice, è un'altra storia.

(OT per tutti i forumisti appassionati di jazz: la Fabbri pubblicò anche una strepitosa, competentissima e completissima raccolta di 104 LP chiamata "I grandi del Jazz", che, sul piano antologico, è tutto ciò che un amante di questa musica possa desiderare)

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La Curcio uscì con la serie di 100 LP "I tesori della musica classica" pescando soprattutto nel catalogo della ceca Supraphon; qui ci sono registrazioni interessantissime come interpretazioni di von Matacic, il Trio Suk, il Quartetto Janacek eccetera. A questa raccolta appartiene il Brahms di Fischer-Dieskau menzionato prima.

Questa raccolta credo di averla vista in casa di una mia insegnante...

Sarei curioso di mettere le mani sui 100 LP dei grandi del Jazz, in fin dei conti potrebbe appassionarmi anche questo genere che ho sempre considerato con un po' di soggezione.

P.S. Complimenti per l'elenco esauriente e dettagliato :)

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Sarei curioso di mettere le mani sui 100 LP dei grandi del Jazz, in fin dei conti potrebbe appassionarmi anche questo genere che ho sempre considerato con un po' di soggezione.

All'epoca questa serie (tra l'altro molto ben fatta anche riguardo i testi di accompagnamento) ebbe una discreta tiratura, non dovrebbe essere impossibile trovare qualche privato che se ne voglia disfare.

La mia, comunque, me la tengo ben stretta...

100-0001_STA.JPG

(Update: in rete la vendono completa per cifre intorno ai 600 €)

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Beh, forse prenderla tutta è un po' affrettato, vedrò di cercarne qualche copia nei mercatini...happystrange.png

Se riesci a trovare i dischi singoli, e vuoi avere una visione sintetica dell'evoluzione del jazz nel tempo, ti consiglio i seguenti volumi, da ascoltare nell'ordine: Jelly Roll Morton, Louis Armstrong, Benny Goodman, Duke Ellington, Billie Holiday, Charlie Parker, Thelonious Monk, Charles Mingus, Miles Davis, John Coltrane, Ornette Coleman.

Ti consiglio anche di evitare come la peste una serie analoga prodotta dalla Curcio che si chiamava "I giganti del Jazz", che presentava un po' a casaccio registrazioni pirata o live eseguite spesso con mezzi di fortuna, e i cui contenuti sonori spesso non corrispondevano affatto alle indicazioni di copertina. I dischi Fabbri invece utilizzavano registrazioni originali su licenza, scelte tra il meglio della produzione degli artisti.

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All'epoca questa serie (tra l'altro molto ben fatta anche riguardo i testi di accompagnamento) ebbe una discreta tiratura, non dovrebbe essere impossibile trovare qualche privato che se ne voglia disfare.

La mia, comunque, me la tengo ben stretta...

100-0001_STA.JPG

(Update: in rete la vendono completa per cifre intorno ai 600 €)

Di questa raccolta ho tutti e 104 i dischi... Tra l'altro più della metà sono ancora incellophanati, perché a quanto pare mio padre negli anni 70 amava spendere i soldi come faccio io oggi, pur non avendo mai molto tempo a disposizione per gli ascolti :D

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Oggi vado al mercato delle pulci e ti trovo una raccolta di dodici vinili intitolata "Festival di musica classico-leggera". Penso "ohi ohi", chissà che pacchianata, e invece guardando l'indice scopro che la parte "leggera" di questi dischi è l'operetta (e ce n'è per giunta molto poca). Acquistato al volo, così mi becco anche l'Ouverture del Ruslan e Ludmilla sentita ieri al Concerto di Ferragosto per televisione. Figuratevi che invece mi aspettavo un improbabile centone di arrangiamenti di classica mischiata con la leggera, o qualcosa del tipo "Il classico a modo mio", magari contenente il Rondò alla Turca suonato col sassofono.

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Considerare il jazz musica "non seria" è da persone decisamente "poco serie".

Ma per me puoi ingollare tutto il jazz che vuoi.

Solo non capisco tanto astio nei confronti di Madiel.

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