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Wittelsbach

Censimento delle orchestre e degli interpreti fantasma

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Io questa ridda di esecutori inventati o fantasma la trovo molto divertente. Spariglia le certezze sui giudizi di valore e porta un po' di sana anarchia nella considerazione del rapporto tra composizione ed esecuzione. Peccato che non esistano etichette che pubblichino CD che recano l'indicazione "esecutori sconosciuti" o "interpreti anonimi". Musica senza contesto, musica assoluta. :o

Sarebbe divertente rilasciare cd con nomi di esecutori del periodo in cui furono composte le musiche.

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Fino a quanlche tempo fa pensavo che anche Swarowsky fosse un nome di comodo... come la Vodka Rachmaninoff.

Comunque vorrei proprio sapere chi è il direttore della spendida quarta di Bruckner "adolphiana".

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Chissà quella quarta di Brahms nell'edizione Hobby&Work, che suonava tanto bene...Sarà "originale"?

Originale o taroccata io me la tengo ben stretta in attesa di trovarne una migliore... ma ormai dubito.

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Discussione molto interessante! Complimenti a Wittel per l'ottima idea di farne un thread indipendente. Vorrei portare una mia piccola testimonianza sulla ZYX Music, etichetta divenuta "famigerata" ma fino a non troppo tempo fa tutt'altro che scadente: tra l'altro curava ristampe e distribuzione in territorio germanico dei preziosissimi cataloghi "Original Jazz Classics" (per dire, i capolavori targati Prestige, Contemporary, Galaxy, Jazzland ecc., vale a dire il meglio del repertorio dei Forties e Fifties), nonché la benemerita ESP (pioniera del Free anni Sessanta-Settanta) quando nessun altro in Europa sembrava interessarsene.

Poi, perché sia finita a taroccare orchestre e conduttori appare fin troppo chiaro.

Comunque, a volte, questi dischi "Ombra-Che-Cammina" non sono neanche male! Peccato solo non poterli decifrare a dovere...

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Carissimi,

riuppo per un momento questa vecchia discussione perché, dando una sistemata alla mia collezione, ho ritrovato alcuni cd risalenti ai miei primissimi anni di ascolto della musica classica... ebbene, anch'io ho una discreta rappresentanza di direttori e orchestre "fantasma". Alcuni sono stati già nominati, altri no, e magari neanche lo sono (qualche traccia sul web esiste, ma non metterei la mano sul fuoco). Li elenco qui di seguito:

-Händel, Concerti per organo (Camerata Romana/Eugen Duvier) (Pilz, tarocco di sicuro)

-Händel, Water Musik (Norddeutsche Philharmonie/Hans Zanotelli) (Saar, sospetto)

-Vivaldi, Concerti per violini-L'Estro Armonico op. 3 nn. 1-7 (Camerata Romana/Eugen Duvier) (Pilz, tarocco di sicuro)

-Cherubini, Requiem per coro misto ed orchestra (Orch, sinfonica e coro radiotelevisivi di Ljubljana/Marko Munih) (Pilz, sospetto... peccato perché non è niente male!)

-Mozart, Concerti per clarinetto e fagotto (Mozart Festival Orchestra/Alberto Lizzio) (più falso di un cinese che lavora part-time)

-Schubert, Winterreise (baritono Rudolf Knoll, pianista non indicato!) (Pilz, sospettissimo).

Se ne avete degli altri... è divertente parlarne! :D

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Carissimi,

riuppo per un momento questa vecchia discussione perché, dando una sistemata alla mia collezione, ho ritrovato alcuni cd risalenti ai miei primissimi anni di ascolto della musica classica... ebbene, anch'io ho una discreta rappresentanza di direttori e orchestre "fantasma". Alcuni sono stati già nominati, altri no, e magari neanche lo sono (qualche traccia sul web esiste, ma non metterei la mano sul fuoco). Li elenco qui di seguito:

-Händel, Concerti per organo (Camerata Romana/Eugen Duvier) (Pilz, tarocco di sicuro)

Orchestra e direttore inventati, sì.

-Händel, Water Musik (Norddeutsche Philharmonie/Hans Zanotelli) (Saar, sospetto)

Orchestra e direttore veri, forse vera anche l'esecuzione.

-Vivaldi, Concerti per violini-L'Estro Armonico op. 3 nn. 1-7 (Camerata Romana/Eugen Duvier) (Pilz, tarocco di sicuro)

Come sopra.

-Cherubini, Requiem per coro misto ed orchestra (Orch, sinfonica e coro radiotelevisivi di Ljubljana/Marko Munih) (Pilz, sospetto... peccato perché non è niente male!)

Quelli di Lubiana sono veri di solito.

-Mozart, Concerti per clarinetto e fagotto (Mozart Festival Orchestra/Alberto Lizzio) (più falso di un cinese che lavora part-time)

Ci hai preso.

Nota bene che in nessuno di questi cd mozartiani (ci sono anche i concerti per corno) indicano il solista.

-Schubert, Winterreise (baritono Rudolf Knoll, pianista non indicato!) (Pilz, sospettissimo).

Non lo so.

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Carissimi,

riuppo per un momento questa vecchia discussione perché, dando una sistemata alla mia collezione, ho ritrovato alcuni cd risalenti ai miei primissimi anni di ascolto della musica classica... ebbene, anch'io ho una discreta rappresentanza di direttori e orchestre "fantasma". Alcuni sono stati già nominati, altri no, e magari neanche lo sono (qualche traccia sul web esiste, ma non metterei la mano sul fuoco). Li elenco qui di seguito:

-Händel, Concerti per organo (Camerata Romana/Eugen Duvier) (Pilz, tarocco di sicuro)

-Händel, Water Musik (Norddeutsche Philharmonie/Hans Zanotelli) (Saar, sospetto)

-Vivaldi, Concerti per violini-L'Estro Armonico op. 3 nn. 1-7 (Camerata Romana/Eugen Duvier) (Pilz, tarocco di sicuro)

-Cherubini, Requiem per coro misto ed orchestra (Orch, sinfonica e coro radiotelevisivi di Ljubljana/Marko Munih) (Pilz, sospetto... peccato perché non è niente male!)

-Mozart, Concerti per clarinetto e fagotto (Mozart Festival Orchestra/Alberto Lizzio) (più falso di un cinese che lavora part-time)

-Schubert, Winterreise (baritono Rudolf Knoll, pianista non indicato!) (Pilz, sospettissimo).

Se ne avete degli altri... è divertente parlarne! :D

Zanotelli: http://de.wikipedia.org/wiki/Hans_Zanotelli

La Norddeutsche Philharmonie è l'orchestra di Rostock: http://www.volkstheater-rostock.de/menschen/menschen.phtml?showsingle-521&AID=5

Munih e la sua orchestra radiotelevisiva: http://sl.wikipedia.org/wiki/Marko_Munih

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Uhm... mi ricorda qualcosa questa discussione, trattando di "false attribuzioni". :laughingsmiley:

In passato avevo preso qualche cd di questo tipo, ma francamente di "tarocchi" penso di averne beccato uno solo, anzi "mezzo":

I Maestri immortali della musica classica (De Agostini): un cd con programma tutto mendelssohniano (Concerto per violino, ouvertures Le Ebridi, Calma di mare e viaggio felice, Il ritorno dall'estero) con la premiata ditta Philharmonia Slavonica/Alberto Lizzio e la violinista Helena Spitkova nel concerto (esecuzione dignitosa); la Suddeutsche Philharmonie/Alfred Scholz nel Ritorno dall'estero (ottima esecuzione tra l'altro). Le altre due ouvertures erano invece originalissime, facenti parti del catalogo Supraphone e dirette da Vaclav Smetacek: qui sorge l'unico dubbio perchè è indicata l'Orchestra Filarmonica Ceca, ma dovrebbe invece trattarsi dell'Orchestra Sinfonica di Praga. Da cosa lo deduco? Semplice: sia nei dischi Supraphon che in un'ulteriore e più datata pubblicazione De Agostini (I maestri della musica) è indicata quest'ultima orchestra, con l'aggiunta di una delle più incandescendi esecuzioni ch'io conosca dell'ouverture Sogno di una notte di mezza estate. A conferma che non tutti questi cd sono "tarocchi" il fatto che su quest'ultimo cd era ospitato un altro classico della discografia ceca: il Concerto per violino con Josef Suk, l'Orchestra Filarmonica Ceca e Karel Ancerl... :thank_you2:

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Grazie Giobar, ma infatti sapevo che questi direttori e orchestre esistevano realmente (avendo fatto delle ricerche sul web), avevo solo dubbi sulla genuinità dei cd.

Comunque, credo che anche LUI abbia diritto ad un doveroso omaggio. :D

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Della medesima serie ho la Prima di Mahler e l'Alexander Nevsky con Ancerl sul podio.

Del resto le licenze, sul retro, sono indicate.

Quelle Supraphon sono abbastanza numerose.

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Comunque attualmente i detentori delle licenze dei vari Lizzio sono questi qua:
/>http://www.pointclassics.com/

Come vedete, è abbastanza facile, e verosimilmente poco costoso, pubblicare cd coi loro contenuti.

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Tutto il repertorio di "Alfred Scholz", roba che Karajan e Jarvi sono due imberbi:
/>http://www.pointclassics.com/search.php?search_id=1003494&page=0

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Della medesima serie ho la Prima di Mahler e l'Alexander Nevsky con Ancerl sul podio.

Del resto le licenze, sul retro, sono indicate.

Quelle Supraphon sono abbastanza numerose.

Fra gli anni 70 e 80, prima dell'avvento del cd, la Supraphon fu assai generosa nel concedere licenze a numerose etichette low-cost. Ne beneficiò a man bassa anche la Curcio per una collana da edicola di cui non ricordo il titolo (copertina panna e grafica abbastanza elegante) che si segnalava per l'eccellenza delle esecuzioni: c'erano appunto molte incisioni Supraphon con solisti come Suk, Panenka, Ruzikova e direttori cechi di gran nome, ma anche incisioni Melodiya (alcune persino con Rostropovich). Non possiedo nessuno di quei dischi perchéli collezionò tutti una mia zia che frequentavo spesso e che me li prestava anche per lunghi periodi.

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Tutto il repertorio di "Alfred Scholz", roba che Karajan e Jarvi sono due imberbi:
/>http://www.pointclassics.com/search.php?search_id=1003494&page=0

Alfred Scholz, vecchio manigoldo. Ho un suo CD (DeAgostini ovviamente) con le rapsodie ungheresi per orchestra, comprato per due danari un decennio fa. A quei tempi mi domandavo continuamente chi diamine fosse 'sto direttore Carneade dal nome così poco sentito. Poi compresi il perché. http://www.abruckner.com/Data/articles/articlesenglish/berkyjohnpseudonym/pseudonyms.pdf

Già che ci siamo, chi mi sa dire di un'etichetta chiamata Calliope? Da ascrivere al novero delle "sospette"? :shiftyeyes_anim:

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Già che ci siamo, chi mi sa dire di un'etichetta chiamata Calliope? Da ascrivere al novero delle "sospette"? :shiftyeyes_anim:

Ma no, assolutamente. Calliope era una raffinatissima etichetta francese che ha chiuso i battenti nel corso del 2011. Il proprietario Jacques Le Calvé, nel dicembre 2010, annunciò la chiusura con una lettera fra il polemico e il nostalgico pubblicata sul sito della sue etichetta, prendendosela con le majors e con le loro politiche di dumping sui prezzi. Il catalogo Calliope era abbastanza nutrito e vantava la presenza di incisioni piuttosto pregiate di grandi musicisti, non soltanto francesi. E' stato smembrato fra due diverse etichette francesi che lo ripubblicheranno a poco a poco. I pezzi più pregiati (incisioni dell'organista André Isoir, del quartetto Talich e del pianista Pascal Amoyel) sono stati acquisiti dall'etichetta La Dolce Volta (http://www.ladolcevolta.com/fr/actualites/106-diapason3-questions-a-florence-petros.html), che è subebtrata anche nel contratto della Calliope col quartetto Talich. L'intera discografia di André Isoir sarà a breve disponibile in download a pagamento (http://www.ladolcevolta.com/fr/catalogue/numerique/andre-isoir.html). Il resto del ctalogo Calliope è stato acquisito dall'etichetta Indésens (http://www.indesens.fr/index.php?th=79), che ha rilevato anche il marchio dell'etichetta defunta e lo appone sulle sue riedizioni.

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Ma no, assolutamente. Calliope era una raffinatissima etichetta francese che ha chiuso i battenti nel corso del 2011. Il proprietario Jacques Le Calvé, nel dicembre 2010, annunciò la chiusura con una lettera fra il polemico e il nostalgico pubblicata sul sito della sue etichetta, prendendosela con le majors e con le loro politiche di dumping sui prezzi. Il catalogo Calliope era abbastanza nutrito e vantava la presenza di incisioni piuttosto pregiate di grandi musicisti, non soltanto francesi. E' stato smembrato fra due diverse etichette francesi che lo ripubblicheranno a poco a poco. I pezzi più pregiati (incisioni dell'organista André Isoir, del quartetto Talich e del pianista Pascal Amoyel) sono stati acquisiti dall'etichetta La Dolce Volta (http://www.ladolcevolta.com/fr/actualites/106-diapason3-questions-a-florence-petros.html), che è subebtrata anche nel contratto della Calliope col quartetto Talich. L'intera discografia di André Isoir sarà a breve disponibile in download a pagamento (http://www.ladolcevolta.com/fr/catalogue/numerique/andre-isoir.html). Il resto del ctalogo Calliope è stato acquisito dall'etichetta Indésens (http://www.indesens.fr/index.php?th=79), che ha rilevato anche il marchio dell'etichetta defunta e lo appone sulle sue riedizioni.

Azz, mi rimangio i miei sospetti seduta stante. :o

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Il proprietario Jacques Le Calvé, nel dicembre 2010, annunciò la chiusura con una lettera fra il polemico e il nostalgico pubblicata sul sito della sue etichetta, prendendosela con le majors e con le loro politiche di dumping sui prezzi.

Va bene tutto, ma se costui adduce davvero queste motivazioni non mi suscita grande compassione, visti i prezzi astronomici a cui vendeva i dischi di grami sconosciuti (esclusi quelli menzionati da Giobar).

Mister maionese, camomillati.

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Va bene tutto, ma se costui adduce davvero queste motivazioni non mi suscita grande compassione, visti i prezzi astronomici a cui vendeva i dischi di grami sconosciuti (esclusi quelli menzionati da Giobar).

Mister maionese, camomillati.

Questo il suo messaggio del dicembre 2010:

33 tours et puis s'en vont...

Les grandes en­seignes ont dé­truit les dis­quaires avant de se dés­in­

té­res­ser du disque au pro­fit de nou­veaux « pro­duits » : au temps

de l’âge d’or, il y avait au moins un dis­quaire dans chaque sous-pré­

fec­ture. Au­jour­d’hui… !

Cette pré­sence du disque – comme tou­jours au­jour­d’hui pour le

livre – était vi­tale. Les ra­ris­simes suc­cès sont de­ve­nus éphé­

mères, les « grands » édi­teurs bradent leurs tré­sors dans de vo­lu­

mi­neux cof­frets à prix sui­ci­daires et le pi­ra­tage anar­chique ac­

cé­lère ce nau­frage.

Il me faut donc éteindre le flam­beau Cal­liope au tout début de 2011,

après avoir œuvré pen­dant 40 ans en lais­sant l’em­preinte de 400

disques ho­no­rés de tant de dis­tinc­tions. Avec une im­mense amer­

tume at­té­nuée par votre confiance et votre fi­dé­lité et par la pré­

sence es­ti­mée de Cal­liope dans tant de pays.

Ce site s’étein­dra très pro­chai­ne­ment. N’hé­si­tez pas à sai­sir

la der­nière oc­ca­sion de vous pro­cu­rer les disques Cal­liope en

nous contac­tant par té­lé­phone au 03.​44.​23.​27.65.

Mu­si­ca­le­ment vôtre

Jacques Le Calvé

Condivido nella sostanza le tue osservazioni, tanto che i pochi dischi Calliope che possiedo li ho presi soltanto in coincidenza con occasioni favolose (una vendita fallimentare, usato di Amazon, offerte specialissime...). Tuttavia mi sembra la riproposizione di un meccanismo che ormai pervade tutto il mondo del commercio, anche del commercio di strumenti culturali: i grossi potentati produttivi e distributivi, ahimè, condizionano il mercato a livello di prezzi. Se non ricordo male, tu ti occupi di gastronomia e alimenti e dunque sai bene a quale livello di pressione siano sottoposti i piccoli e grossi produttori che non vogliono perdere il treno della grande distribuzione e quale sia invece la conventio ad excludendum nei confronti degli isolati che vorrebbero praticare il prezzo "giusto" che combini qualità, costi di produzione e guadagno onesto. Da consumatore non approvo e non concepisco i prezzi di certe etichette di dischi o di certi editori di libri o di musica, ma so che più di un certo livello non potrebbero abbassarli se non vogliono sparire. E c'è chi, come monsieur maionese, a un certo punto, dopo tanti anni, si stanca o semplicemente si ferma prima di finire in pasto ai creditori.

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Della Calliope ho il doppio cd (bellissimo) con l'integrale della musica da camera di Ravel, eseguita dal Quartetto Talich e altri. Le etichette "a rischio" sono in effetti altre, ed in particolar modo la Pilz e le sue sotto-etichette, tutti quei cd da autogrill spesso venduti in cofanetti da 5 pezzi a prezzo irrisorio... lì è da controllare più che bene.

Ovviamente anche lì ci sono le eccezioni: ricordo di averne parlato con Wittel in un vecchio thread un paio d'anni fa... tra i famosi "cd da benzinaio" si possono anche trovare cose da non buttare via. Ad esempio, come ho detto ne "L'ultimo cd acquistato" pochi giorni fa, ho preso su una bancarella al mercato due doppi con alcune sinfonie giovanili di Mozart dirette da Scimone con i Solisti Veneti (etichetta Azzurra Music, che ha in catalogo di tutto, dalla musica per il relax alle canzoni per bambini... nulla di male, per carità, ma non è la DGG).

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Sì giobar, hai ragione sostanzialmente.

Con un "nota bene": la qualità delle interpretazioni proposte dalle grandi case a prezzi stracciati è mediamente superiore a quella dei prodotti da GDO.

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