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Mime

I migliori interpreti del Ring di Wagner

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Grazie per la tua analisi. Vedo che in linea di massima sei d'accordo con me. Senti una cosa, secondo te qual'è la migliore versione del Primo Atto di Walter della Valchiria? Io ho quella ultima della Emi delle Great Recordings, ma c'è anche quella della Naxos (completa nel 2 atto) e la vecchia versione Emi del 1988? Secondo te? Lo chiedo perchè a volte succede che le vecchie versioni siano meglio di quelle nuove (vedi per esempio il Don Giovanni di Giulini, che sono fortunato ad avere nella masterizzazione del 1987 mentre quella recente del 2002 l'ho sentita con l'mp3 ed è molto deludente..).

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Grazie per la tua analisi. Vedo che in linea di massima sei d'accordo con me. Senti una cosa, secondo te qual'è la migliore versione del Primo Atto di Walter della Valchiria? Io ho quella ultima della Emi delle Great Recordings, ma c'è anche quella della Naxos (completa nel 2 atto) e la vecchia versione Emi del 1988? Secondo te? Lo chiedo perchè a volte succede che le vecchie versioni siano meglio di quelle nuove (vedi per esempio il Don Giovanni di Giulini, che sono fortunato ad avere nella masterizzazione del 1987 mentre quella recente del 2002 l'ho sentita con l'mp3 ed è molto deludente..).

Mime ti rispondo io perché, come te, mi sono appassionato alla questione dei remastering e delle diverse edizioni. Dunque, in linea generale gli Emi GROC (gli ultimi remastering emi) sono peggiori delle prime versioni. Nel caso che citi (Valchiria I atto - Bruno Walter), ti consiglio senz'altro la vecchia EMI, rimasterizzata dal compianto Keith Hardwick, leggendario tecnico della EMI che sapeva quello che faceva. L'ultima generazione dei tecnici emi, i vari Gibson, Jones, sono soliti combinare disastri. Jones ha letteralmente massacrato la storica edizione di Boheme con Beecham, nessuna profondità, archi stridenti, resa sonora completamente artificiale.

Naxos fa un ottimo lavoro, ma non lavora mai dai master originali, ma da copie, 78 o 33 giri. Il che a volte restituisce un suono un po' ovattato, meno incisivo di una buona restaurazione sui master. Naxos dovrebbe sempre essere una seconda scelta rispetto a un buon lavoro sui master, cosa che la vecchia EMI faceva, l'ultima serie GROC no.

Per fortuna molti vecchi emi sono ancora in vendita dai seller di amazon.

p.s. Tenete d'occhio le opere ripubblicate da Brilliant su licenza EMI. Per fortuna, spesso si tratta dei vecchi (anni '80) remastering, che la EMI scioccamente ha ceduto, tenendosi gli ultimi remastering fatti dai suoi incompetenti e anti-musicali ingegneri dell'ultima generazione.

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Mime ti rispondo io perché, come te, mi sono appassionato alla questione dei remastering e delle diverse edizioni. Dunque, in linea generale gli Emi GROC (gli ultimi remastering emi) sono peggiori delle prime versioni. Nel caso che citi (Valchiria I atto - Bruno Walter), ti consiglio senz'altro la vecchia EMI, rimasterizzata dal compianto Keith Hardwick, leggendario tecnico della EMI che sapeva quello che faceva. L'ultima generazione dei tecnici emi, i vari Gibson, Jones, sono soliti combinare disastri. Jones ha letteralmente massacrato la storica edizione di Boheme con Beecham, nessuna profondità, archi stridenti, resa sonora completamente artificiale.

Naxos fa un ottimo lavoro, ma non lavora mai dai master originali, ma da copie, 78 o 33 giri. Il che a volte restituisce un suono un po' ovattato, meno incisivo di una buona restaurazione sui master. Naxos dovrebbe sempre essere una seconda scelta rispetto a un buon lavoro sui master, cosa che la vecchia EMI faceva, l'ultima serie GROC no.

Per fortuna molti vecchi emi sono ancora in vendita dai seller di amazon.

p.s. Tenete d'occhio le opere ripubblicate da Brilliant su licenza EMI. Per fortuna, spesso si tratta dei vecchi (anni '80) remastering, che la EMI scioccamente ha ceduto, tenendosi gli ultimi remastering fatti dai suoi incompetenti e anti-musicali ingegneri dell'ultima generazione.

Comunque mi sembra che alla Emi si siano migliorati e parecchio anche:

questa serie:

beethoven:-fidelio,-overture-leonore-no-3.jpg

è rimasterizzata benissimo!

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Mime ti rispondo io perché, come te, mi sono appassionato alla questione dei remastering e delle diverse edizioni. Dunque, in linea generale gli Emi GROC (gli ultimi remastering emi) sono peggiori delle prime versioni. Nel caso che citi (Valchiria I atto - Bruno Walter), ti consiglio senz'altro la vecchia EMI, rimasterizzata dal compianto Keith Hardwick, leggendario tecnico della EMI che sapeva quello che faceva. L'ultima generazione dei tecnici emi, i vari Gibson, Jones, sono soliti combinare disastri. Jones ha letteralmente massacrato la storica edizione di Boheme con Beecham, nessuna profondità, archi stridenti, resa sonora completamente artificiale.

Naxos fa un ottimo lavoro, ma non lavora mai dai master originali, ma da copie, 78 o 33 giri. Il che a volte restituisce un suono un po' ovattato, meno incisivo di una buona restaurazione sui master. Naxos dovrebbe sempre essere una seconda scelta rispetto a un buon lavoro sui master, cosa che la vecchia EMI faceva, l'ultima serie GROC no.

Per fortuna molti vecchi emi sono ancora in vendita dai seller di amazon.

p.s. Tenete d'occhio le opere ripubblicate da Brilliant su licenza EMI. Per fortuna, spesso si tratta dei vecchi (anni '80) remastering, che la EMI scioccamente ha ceduto, tenendosi gli ultimi remastering fatti dai suoi incompetenti e anti-musicali ingegneri dell'ultima generazione.

E' la cosa che lamento nei Maestri cantori di Knappertsbusch in studio del '51 rimasterizzati da loro. E' deludente come suono.

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E' la cosa che lamento nei Maestri cantori di Knappertsbusch in studio del '51 rimasterizzati da loro. E' deludente come suono.

Comunque quella è un'edizione con un suono disgraziato all'origine, anche se probabilmente il primo riversamento in cd Decca (fuori catalogo e pressoché introvabile) era più incisivo dell'edizione Naxos. Ma comunque poca roba, bisogna accontentarsi.

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Comunque mi sembra che alla Emi si siano migliorati e parecchio anche:

questa serie:

beethoven:-fidelio,-overture-leonore-no-3.jpg

è rimasterizzata benissimo!

Dipende da caso a caso. Tutta quella serie (Emi home of opera) non è altro che l'ennesima riedizione degli ultimi remastering della serie GROC, in una nuova confezione senza libretto (che è stato messo su cd per contenere i costi, tenete presente che la EMI è indebitatissima). Ora, come ho detto, quasi sempre i vecchi remastering sono migliori, più naturali, soprattutto più musicali, perché erano opera di Anthony Griffith e Keith Hardwick, che oltre a essere dei tecnici erano veri conoscitori di questioni musicali e vocali. Poi sono venuti i maghi della consolle, che ne hanno combinate di tutti i colori e che rimasterizzano a rullo musica classica, pop, hip hop, rock, ecc.

Allora che fare?

Il mio consiglio è prendere sempre i vecchi emi (prima dell'ultima serie GROC e prima di questa EMI home of hopera che è sempre la GROC sotto nuove vesti). In caso preferire le riedizioni Brilliant, che sono i vecchi remastering. Tuttavia in alcuni (pochi) casi le edizioni GROC sono decenti (quelle rimasterizzate da Allan Ramsay e Andrew Walter, ma non sempre).

Per la vostra sanità mentale vi consiglio comunque di non infilarvi nel ginepraio della "miglior rimasterizzazione", perché poi alla fine si diventa collezionisti fissati, si comprano cd più per l'ingegnere del riversamento che per la musica. Parlo per esperienza personale, che sono arrivato a prendere tre edizioni della Tosca Callas/De Sabata per confrontare i remastering (quello Brilliant - cioè il vecchio EMI - è il migliore).

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Comunque quella è un'edizione con un suono disgraziato all'origine, anche se probabilmente il primo riversamento in cd Decca (fuori catalogo e pressoché introvabile) era più incisivo dell'edizione Naxos. Ma comunque poca roba, bisogna accontentarsi.

A questo punto meglio ripiegare su una delle tante registrazioni dal vivo sue.

Parlo per esperienza personale, che sono arrivato a prendere tre edizioni della Tosca Callas/De Sabata per confrontare i remastering (quello Brilliant - cioè il vecchio EMI - è il migliore).

Buono a sapersi, è l'edizione che prima o poi voglio prendere di quell'opera :D;).

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Ho preso anche l'edizione Naxos della Valchiria di Walter: mi sembra buona, anche se non ai livelli di quella della GROC della Emi. Però qui nella versione Naxos c'è tutto il secondo atto integrale, con un buon Annuncio di Morte (o Invito al Walhalla, chiamatelo come vi pare). A questo punto per completare la triade su disco mi manca solo la versione originale della Emi del 1988, peccato sia così difficile da trovare! Comunque la Naxos fa sempre un ottimo lavoro, e i suoi dischi costano sempre pochissimo. Per me è una delle migliori etichette, anche per questo. Ma quelli della Emi perchè hanno fatto i tagli nel secondo atto? Davvero INSPIEGABILE. Non potevano mettere 2 cd? Troppo difficile?

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Dipende da caso a caso. Tutta quella serie (Emi home of opera) non è altro che l'ennesima riedizione degli ultimi remastering della serie GROC, in una nuova confezione senza libretto (che è stato messo su cd per contenere i costi, tenete presente che la EMI è indebitatissima). Ora, come ho detto, quasi sempre i vecchi remastering sono migliori, più naturali, soprattutto più musicali, perché erano opera di Anthony Griffith e Keith Hardwick, che oltre a essere dei tecnici erano veri conoscitori di questioni musicali e vocali. Poi sono venuti i maghi della consolle, che ne hanno combinate di tutti i colori e che rimasterizzano a rullo musica classica, pop, hip hop, rock, ecc.

Allora che fare?

Il mio consiglio è prendere sempre i vecchi emi (prima dell'ultima serie GROC e prima di questa EMI home of hopera che è sempre la GROC sotto nuove vesti). In caso preferire le riedizioni Brilliant, che sono i vecchi remastering. Tuttavia in alcuni (pochi) casi le edizioni GROC sono decenti (quelle rimasterizzate da Allan Ramsay e Andrew Walter, ma non sempre).

Per la vostra sanità mentale vi consiglio comunque di non infilarvi nel ginepraio della "miglior rimasterizzazione", perché poi alla fine si diventa collezionisti fissati, si comprano cd più per l'ingegnere del riversamento che per la musica. Parlo per esperienza personale, che sono arrivato a prendere tre edizioni della Tosca Callas/De Sabata per confrontare i remastering (quello Brilliant - cioè il vecchio EMI - è il migliore).

Per curiosità sono andato a controllare il cd della 2° di Mahler diretta da Klemperer della serie GROC il cui audio mi è sempre parso ottimo (ma si sa che non faccio testo in questi argomenti) e l'ingegnere è proprio quell'Andrew Walter: sono stato così fortunato da beccare una delle poche eccezioni positive?

E comunque mi hai fatto venire un dubbio su questo:

418E3WR546L._SL500_AA300_.jpg

Nel rondò del concerto di Beethoven c'è un accordo suonato da tutta l'orchestra dove c'è un suono che sembra quasi di un organo che mi è sempre parso strano. Che sia di quelli rifatti dai tecnici meno bravi? (Purtroppo non ho qui il cd ora, potrò controllare la settimana prossima).

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C'é qualcuno qui che per caso ha il Ring di Karajan di Salisburgo in live? Quello in studio di Berlino lo abbiamo tutti, ma vi è appunto anche questo altro Ring con gli stessi interpreti. Com'è? Qualcuno lo possiede? Ci sono differenze con quello in studio?

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non volendo impazzire, e sperperare, e diciamocelo pure, non avendo tempo 'da perdere', volevo fare un attimo di 'chiarezza' sulla questione ring.

come tutte le opere, essendo opere andrebbero esclusivamente dati i giudizi delle rappresentazioni viste perché è impensabile che un bravo tenore non sia anche un bravo attore nella parte. e per non parlare dei costumi..wotan può essere nella parte quanto vuole, ma se a teatro è vestito da buzzurro, resterà un buzzurro.

detto ciò essendo quindi impossibile produrre un ring 'buono' perché fra le versioni in dvd reperibili, tutte hanno dei gravi difetti, vi chiedo di ignorare quindi le registrazioni prodotte anche in dvd chiudendo quindi un occhio su tutto ciò che rende opera un'opera, e non un'opera un coro orchestrato, vorrei chiedervi 2 cose.

fra l'altro essendo una decina i personaggi del ring, vorrei limitare a 4 l'indagine (ed esclusivamente perché sono i ruoli su cui per ora mi sono un attimo soffermato.

wotan, siegfrid, brunhilde, alberich.

ecco la questione principale:

come inquadrate questi 4 personaggi? o meglio: data la narrazione e il ruolo, che tipo di carattere deve avere la voce e il recitato di questi 4 personaggi??

vi chiedo questo perché ad esempio in tutto il ring di barenboim, ho ritenuto ridicolo il personaggio di siegfrid (sia per l'aspetto del cantante, che per il costume, che per il recitato, e forse non ultimo il tipo di voce). wotan mi ha convinto un po' di più, costumi a parte.

esistono davvero voci in grado di sostenere la parte e il recitato di wotan e siegfrid?

credo siano molto più facili brunhilde e alberich (non tecnicamente) ma il dubbio che mi sorge è che non esistano artisti in grado di sostenere i 2 ruoli di cui sopra.

nella storia chi va considerato?

ps. nel ring che ho ascoltato wotan = tomlinson, alberich = von kannen, brunhilde = evans, siegfrid = jerusalm. inutile dire che in generale le donne sono state pressoché tutte straordinarie.

e se mi chiedete, e siegmnud..te ne freghi? beh sì, il suo ruolo mi pare semplicissimo - dal punto di vista della narrazione e quindi dal punto di vista dell'entrata nella parte dell'interprete. (la fortuna dell'assenza di molte versioni in dvd aiuta..perché davvero woatn o siegfrid se 'vestiti' male o poco capaci di recitare..diventano davvero ridicoli - per non parlare dell'impossibilità di gestire le scene volute da wagner..utopia pura la sua..manco spielberg avrebbe preteso così tanti effetti speciali nel suo secolo..quindi boccio wagner anche su questo..o meglio lo si promuoverà nel 2200 quando ci saranno allestimenti e tecnologie all'altezza delle sue sconfinate titaniche pretese megalomaniche)

pps. mi comprerò comunque il ring 'economico' janowski facilmente reperibile

ppps. della parte orchestrale, che sia l'aureo karajan o il tormentato solti m'importa 'relativamente'. vorrei i nomi del 'poker migliore' (mi basta sapere 'il meno peggio')

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pps. mi comprerò comunque il ring 'economico' janowski facilmente reperibile

vul, in attesa che wagneriani competenti ti rispondano sui cantanti, mi sento di sconsigliarti il Ring di Janowski. Ha un punto debolissimo nella Valchiria, che perlomeno a mio gusto è l'opera più bella del ciclo, e che Janowski fa marciare con passo bolso, affaticato. Il Rheingold è bellissimo, invece, rapido, guizzante, ma già col Siegfried si ritorna a una grigia routine. Non ho ancora sentito invece il Crepuscolo. Il mio ciclo preferito è attualmente Knappertsbusch '56, ma è un'incisione storica e la sconsiglio come primo ascolto. A ogni modo, tenuto conto che è economico, Janowski non è poi così male, ma quella Valchiria è davvero un handicap enorme.

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vul, in attesa che wagneriani competenti ti rispondano sui cantanti, mi sento di sconsigliarti il Ring di Janowski. Ha un punto debolissimo nella Valchiria, che perlomeno a mio gusto è l'opera più bella del ciclo, e che Janowski fa marciare con passo bolso, affaticato. Il Rheingold è bellissimo, invece, rapido, guizzante, ma già col Siegfried si ritorna a una grigia routine. Non ho ancora sentito invece il Crepuscolo. Il mio ciclo preferito è attualmente Knappertsbusch '56, ma è un'incisione storica e la sconsiglio come primo ascolto. A ogni modo, tenuto conto che è economico, Janowski non è poi così male, ma quella Valchiria è davvero un handicap enorme.

terrò in considerazione anche questo..

ma, se hai sentito anche altre incisioni, ti sembrano credibili wotan e siegfried ?..ti son piaciuti 'in generale'..?

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terrò in considerazione anche questo..

ma, se hai sentito anche altre incisioni, ti sembrano credibili wotan e siegfried ?..ti son piaciuti 'in generale'..?

Se ho capito bene mi chiedi se i personaggi di Wotan e Siegfried sono credibili, plausibili, giusto? Allora ti dirò vul che nella mia umilissima opinione Siegfried è una sgangherata incarnazione delle frustrazioni più puerili del suo autore. Bada bene, ci sta nella tetralogia una specie di Conan il barbaro giovane, un demente che scorrazza con gli orsi e poi si strugge per sua madre e sua padre, voglio dire, è l'imbarazzante adolescenza delusiva e complessata portata a potenza mille, tutti gli adolescenti sono goffi, imbarazzanti e poco credibili: in questa chiave persino Siegfried è drammaturgicamente un colpo di genio, una specie di Alex di Arancia Meccanica cresciuto nei boschi e imbevuto di leggende, fanfaluche panteistiche, e sulle sue spalle poderose ma d'argilla Wagner posa anche il destino del suo cosmo. Ti rendi conto che in questa contraddizione spaventosa, assurda e quasi comica il personaggio assume una sua grandiosità. In un certo senso, è l'eterna storia della gioventù che se lo prende in quel posto.

Wotan è quello che, se mi passi il linguaggio, prepara il palo (o porta la lancia, e fa niente che Siegfried gliela infranga, ormai Siegfried è fregato) che finirà in quel posto. Wotan è un titano, è davvero l'emanazione più malefica che drammaturgia abbia prodotto dai tempi dei greci antichi o forse per essere più precisi, dal mito del Faust, cui Wotan somiglia terribilmente. E qui, complici anche i bellissimi passi che Wagner scrive per lui, il suo rapporto con le valchirie che se fossi uno psicanalista da talk show direi sono i suoi istinti, la sua parte femminile (e infatti brunilde fa ciò che lui vorrebbe fare ma non può ostacolato da Fricka, che in realtà è una specie di sorella maggiore e frigida, una madre superiora più che una moglie) devo ammettere che per quanto anche lui fin troppo sovraccarico di simboli, significati, allusioni, Wotan è il dinamismo catastrofico del dramma, l'anello è solo un pretestino, un giochettino, un trastullo.

Alberich ovviamente è un Wotan in sedicesimo. Mosso dall'invidia per il boss. E' l'eterno secondo. Un po' più interessante Hagen, che ha qualcosa di guerriero e fiero nel suo tramare. (cosa che emerge bene nel ciclo dei nibelunghi di Fritz Lang, che ti consiglio caldamente di vedere e che si discosta molto da Wagner pur mantenendo alcuni personaggi).

Bene, il delirio direi che è completo, spero di non averti completamente stordito. :happystrange:

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non volendo impazzire, e sperperare, e diciamocelo pure, non avendo tempo 'da perdere', volevo fare un attimo di 'chiarezza' sulla questione ring.

come tutte le opere, essendo opere andrebbero esclusivamente dati i giudizi delle rappresentazioni viste perché è impensabile che un bravo tenore non sia anche un bravo attore nella parte. e per non parlare dei costumi..wotan può essere nella parte quanto vuole, ma se a teatro è vestito da buzzurro, resterà un buzzurro.

Non in Wagner che ha sostanza musicale tale da superare l'esigenza della rappresentazione teatrale, non lo dico io ma lo affermava lo stesso Wagner che accettò sempre malvolentieri la messa in scena naturalistica affermando alla fine di non voler vedere più nulla: orchestra, palco, cantanti e tutto ciò che appartenenva al teatro lirico tradizionale. Poi vennero le imprescindibili teorizzazioni di Adolphe Appia realizzate in parte da Wieland Wagner a Bayreuth negli anni'50 e purtroppo soverchiate successivamente da un'orda di registi da quattro soldi che in Germania fecero scempio dell'opera wagneriana. L'ascolto ideale del Ring è per me quello discografico, sì discografico! L'ascolto attento, intimo e ripetuto, permette di mettere a nudo la drammaturgia musicale dei leitmotiven che è la vera anima della Tetralogia rispetto alla quale scenografia, costumi e regia sono del tutto insignificanti. L'azione in Wagner è tutta nell'orchestra, il Ring è un interminabile poema sinfonico che come un flusso fonde personaggi, vicende, simboli, stati d'animo fino alla catarsi conclusiva.

detto ciò essendo quindi impossibile produrre un ring 'buono' perché fra le versioni in dvd reperibili, tutte hanno dei gravi difetti, vi chiedo di ignorare quindi le registrazioni prodotte anche in dvd chiudendo quindi un occhio su tutto ciò che rende opera un'opera, e non un'opera un coro orchestrato, vorrei chiedervi 2 cose.

fra l'altro essendo una decina i personaggi del ring, vorrei limitare a 4 l'indagine (ed esclusivamente perché sono i ruoli su cui per ora mi sono un attimo soffermato.

wotan, siegfrid, brunhilde, alberich.

ecco la questione principale:

come inquadrate questi 4 personaggi? o meglio: data la narrazione e il ruolo, che tipo di carattere deve avere la voce e il recitato di questi 4 personaggi??

vi chiedo questo perché ad esempio in tutto il ring di barenboim, ho ritenuto ridicolo il personaggio di siegfrid (sia per l'aspetto del cantante, che per il costume, che per il recitato, e forse non ultimo il tipo di voce). wotan mi ha convinto un po' di più, costumi a parte.

esistono davvero voci in grado di sostenere la parte e il recitato di wotan e siegfrid?

credo siano molto più facili brunhilde e alberich (non tecnicamente) ma il dubbio che mi sorge è che non esistano artisti in grado di sostenere i 2 ruoli di cui sopra.

nella storia chi va considerato?

ps. nel ring che ho ascoltato wotan = tomlinson, alberich = von kannen, brunhilde = evans, siegfrid = jerusalm. inutile dire che in generale le donne sono state pressoché tutte straordinarie.

e se mi chiedete, e siegmnud..te ne freghi? beh sì, il suo ruolo mi pare semplicissimo - dal punto di vista della narrazione e quindi dal punto di vista dell'entrata nella parte dell'interprete. (la fortuna dell'assenza di molte versioni in dvd aiuta..perché davvero woatn o siegfrid se 'vestiti' male o poco capaci di recitare..diventano davvero ridicoli - per non parlare dell'impossibilità di gestire le scene volute da wagner..utopia pura la sua..manco spielberg avrebbe preteso così tanti effetti speciali nel suo secolo..quindi boccio wagner anche su questo..o meglio lo si promuoverà nel 2200 quando ci saranno allestimenti e tecnologie all'altezza delle sue sconfinate titaniche pretese megalomaniche)

pps. mi comprerò comunque il ring 'economico' janowski facilmente reperibile

ppps. della parte orchestrale, che sia l'aureo karajan o il tormentato solti m'importa 'relativamente'. vorrei i nomi del 'poker migliore' (mi basta sapere 'il meno peggio')

Per me dovresti prendere il Ring di Solti in CD.

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Per me dovresti prendere il Ring di Solti in CD.

Concordo sulla scelta discografica di Miasko, che rappresenta una "base" più che buona sia dal punto di vista orchestrale che da quello vocale oltre che per qualità della registrazione.

Pur avendo apprezzato la nota, freudianamente scanzonata, di Giordano, credo anch'io, come Miasko, che il Ring che di teatrale ha poco (o troppo, il che, alla fine, è lo stesso), vada soprattutto ascoltato e riascoltato, perchè su tutto del Ring si può discutere, ma sul valore della musica no.

Per quanto riguarda la vicenda in sè, al di là della sua collocazione storico-mitologica e della caleidoscopica poliedricità simbolica a cui si presta, il Ring mi sembra , stringi stringi, una questione di famiglia, con pesanti strascichi patrimoniali e qualche scheletro nell'armadio ( qui lo dico e qui lo nego).

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Concordo sulla scelta discografica di Miasko, che rappresenta una "base" più che buona sia dal punto di vista orchestrale che da quello vocale oltre che per qualità della registrazione.

Pur avendo apprezzato la nota, freudianamente scanzonata, di Giordano, credo anch'io, come Miasko, che il Ring che di teatrale ha poco (o troppo, il che, alla fine, è lo stesso), vada soprattutto ascoltato e riascoltato, perchè su tutto del Ring si può discutere, ma sul valore della musica no.

Per quanto riguarda la vicenda in sè, al di là della sua collocazione storico-mitologica e della caleidoscopica poliedricità simbolica a cui si presta, il Ring mi sembra , stringi stringi, una questione di famiglia, con pesanti strascichi patrimoniali e qualche scheletro nell'armadio ( qui lo dico e qui lo nego).

mah sinceramente infatti la storia mi pare un buon zuppone fra mitologia nordica nibelungica o germanica o blablabla e quella greca. non mi pare affatto 'na genialata'. scusate il poco rispetto eh! poi sul fatto di ascoltarlo in cd, mi state consigliando solti per ora..e certamente lo comprerò. resta il fatto che, anche secondo la concezione dell'opera di wagner e le sue volontà, è una grande boiata ascoltarlo senza guardarlo.. e su questo ci si deve mettere l'anima in pace ed accettare d'immaginare ciò che invece lui voleva realmente rappresentare. purtroppo se in molte opere di altri compositori, l'elemento scenico è possibile metterlo in secondo piano, nel ring, ripeto, mi sembra assurdo. e a maggior ragione se dovessimo, come facciamo per mia richiesta, limitarci alle incisioni su cd..le incisioni 'da studio' e non 'live' sono ancor più un buco nell'acqua. solti chiama :)

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Al precedente sproloquio aggiungo che l'unico personaggio drammaturgicamente perfetto, quello che reggerebbe senza tema di ridicolo anche traslato in una piece moderna di ibsen o cecov è gunther, il gibichungo re travicello fratello di gutrune.

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Esistono tenori che oggi sappiano rendere compiutamente la vocalità di Siegfried?

La risposta è no, purtroppo.

Da Windgassen in poi (ma anche lui non era un Melchior) più o meno si sono "arrangiati" tutti. Il Siegfried, specialmente, è opera che ha una parte tenorile di lunghezza e difficoltà quasi folle. Il Crepuscolo un po' meno.

Così, i tenori dell'ultimo quarantennio hanno cercato, diciamo, di venire a capo della parte. Alcuni in maniera più gradevole di altri.

Brunnhilde non è nient'affatto più facile. Anzi, il Crepuscolo è un gran casino per lei, anche se nemmeno il Siegfried non scherza. C'è più margine di manovra in Valchiria, ma senza esagerare.

Wotan oggi come oggi è ben coperto da discreti artisti, e ha difficoltà meno strenue da un punto di vista tecnico. Idem per Alberich.

Mi sarebbe piaciuto sentire un Siegmund fatto da Domingo.

Magari il Domingo di qualche anno fa o, ancora meglio, quello dei Meistersinger di Jochum.

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In realtà (dicono) Wagner voleva usare la storia come metafora della caduta della società capitalistico-industriale basata sulla brama di oro e potere.

Ma come ben sapete, sono sempre poco interessato a dietrologie del genere.

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Esistono tenori che oggi sappiano rendere compiutamente la vocalità di Siegfried?

La risposta è no, purtroppo.

Da Windgassen in poi (ma anche lui non era un Melchior) più o meno si sono "arrangiati" tutti. Il Siegfried, specialmente, è opera che ha una parte tenorile di lunghezza e difficoltà quasi folle. Il Crepuscolo un po' meno.

Così, i tenori dell'ultimo quarantennio hanno cercato, diciamo, di venire a capo della parte. Alcuni in maniera più gradevole di altri.

Brunnhilde non è nient'affatto più facile. Anzi, il Crepuscolo è un gran casino per lei, anche se nemmeno il Siegfried non scherza. C'è più margine di manovra in Valchiria, ma senza esagerare.

Wotan oggi come oggi è ben coperto da discreti artisti, e ha difficoltà meno strenue da un punto di vista tecnico. Idem per Alberich.

Mi sarebbe piaciuto sentire un Siegmund fatto da Domingo.

Magari il Domingo di qualche anno fa o, ancora meglio, quello dei Meistersinger di Jochum.

grazie mille per le annotazioni!

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Quanto sto per scrivere non c'entra con il "Ring", ma con il Tannhauser dello stesso grande Wagner (non sapevo dove altro postare una richiesta del genere).

Quale tra queste versioni mi consigliate di acquistare? Quale di queste è più aderente all'originale idea wagneriana?


/>http://www.ibs.it/dvd/0044007344460/richard-wagner-tannhauser.html


/>http://www.ibs.it/dvd/0880242720085/richard-wagner-tannhauser.html


/>http://www.ibs.it/dvd/0044007341711/richard-wagner-tannhauser.html


/>http://www.ibs.it/dvd/4006680100142/brian-large/richard-wagner-tannhauser.html


/>http://www.ibs.it/dvd/0807280135190/nikolaus-lehnhoff/richard-wagner-tannh-auml-user.html

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Guarda, facendo finta di ignorare il mio odio per l'opera in video (vorrei risponderti "nessuna"), t'indirizzo sul Sinopoli.

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Comunque sto riascoltando la bellissima Valchiria di Furtwaengler alla Scala, e devo dire che il bistrattato (da Wittelsbach) Guenther Treptow, nel ruolo di Siegmund, mi sta piacendo. Non dà l'idea di un interprete molto sfaccettato, è vero, il timbro è un po' fosco, però dopo aver ascoltato recenti interpretazioni, anche a Bayreuth, dei Siegmund d'oggidì, mi tengo Treptow, almeno c'è l'eroismo, la potenza, lo squillo. E che cavolo. Sti Siegmund spompati non se ne può più.



p.s.


Certo che Winterstuerme, magari, lo canta meglio Domingo...


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