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kraus

Trittico verdiano

Traviata, Rigoletto o Trovatore?  

23 voti

  1. 1. Quale tra queste opere preferite?

    • La Traviata
      4
    • Il Rigoletto
      4
    • Il Trovatore
      8
    • Tutte a pari merito
      1
    • Traviata e Rigoletto a pari merito
      0
    • Rigoletto e Trovatore a pari merito
      1
    • Trovatore e Traviata a pari merito
      0
    • Un'altra opera verdiana (quale?)
      5


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No, Giordano, un personaggio come Manrico non "deve avere per forza" la voce chiara, ma se ha un timbro più chiaro e pregiato rispetto a quello,

scurissimo e di grana non eccelsa, di Franco Corelli, direi che è meglio. Anche Pertile aveva un timbro non bello eppure fu un grande Manrico, ma Corelli e Pertile sono casi straordinari,sono eccezioni, e non bisogna fare delle eccezioni una regola.

Lasciando stare Lauri Volpi, per me è inarrivabile nel ruolo, il colore vocale di di un Bjorling o di un Pavarotti, tenori chiari, ma anche di un Del Monaco, meno chiaro ma di caratura timbrica superiore, erano più idonei a cantare Manrico.

Senonchè a Bjorling mancava lo scatto nervoso e la comprensione delle parole e a Pavarotti, checchè se ne dica, mancava il volume necessario.

Dei problemi di Del Monaco abbiamo parlato.

Insomma, Giordano, nel delineare certi personaggi operistici, e Manrico è uno di questi, anche i requisiti vocali in senso stretto hanno il loro peso, la loro importanza.

Pink, e Licitra nell'edizione Muti l'hai ascoltato? Come se la cava?

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Ma è per caso l' edizione dei do della Pira "vietati" dal maestro perchè non scritti da Verdi?

Sì, questa:


/>http://www.youtube.com/watch?v=pZrKQ7B6JQc

(premetto che di tutta la faccenda Do sì, Do no, testo versus tradizione ecc., non me ne può fregar di meno. era solo per vedere se da Corelli in poi era uscito qualche Manrico decente).

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Scusami Giordano. Era solo che m' era venuta in mente sta questione dei do. Io non sono un grande fan di Licitra e quindi non mi esprimo perchè il mio non sarebbe un giudizio parziale e poi è meglio che si esprima chi se ne intende come Pink o Witt. Forse un Manrico attuale decente potrebbe essere Alvarez che ormai si può dire che abbia abbandonato il repertorio prettamente lirico


/>http://www.youtube.com/watch?v=QEZIjIhgJiU

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Pink, e Licitra nell'edizione Muti l'hai ascoltato? Come se la cava?

Tutto sommato, Giordano, non se la cava male, se non altro perchè cerca di rispettare le indicazioni della partitura. E' un Manrico di taglio lirico, ma ha qualche difetto di emissione che ne appesantisce un po' la linea e poi non ha grande personalità.

Rispetto ai nomi di cui si è parlato , sia per voce, sia per tecnica, sia come interprete, è su un livello inferiore.

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Scusami Giordano. Era solo che m' era venuta in mente sta questione dei do. Io non sono un grande fan di Licitra e quindi non mi esprimo perchè il mio non sarebbe un giudizio parziale e poi è meglio che si esprima chi se ne intende come Pink o Witt. Forse un Manrico attuale decente potrebbe essere Alvarez che ormai si può dire che abbia abbandonato il repertorio prettamente lirico


/>http://www.youtube.com/watch?v=QEZIjIhgJiU

Figurati Max, è solo che non mi appassiono a quelle questioni di filologia. Quanto a Alvarez, non ne capisco granché, però sì, mi sembra decente, ma niente di più, e anche un discreto urlatore. Ecco invece Jussi:


/>http://www.youtube.com/watch?v=tlZYwPWMkhA&feature=related

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Non amo troppo Bjorling per questioni di pronunzia, ma la classe non è acqua e si riconosce sempre, o per dirla alla Pinkerton, una volta per qualche imprecisato motivo i cantanti avevano più tecnica di quelli attuali.Licitra l' avevo ascoltato in una Tosca e, sarà magari per una mera questione di gusto personale, mi aveva annoiato! Gli preferisco Alvarez che sarà magari anche rozzo ma più genuino nel suo canto.

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Forse un Manrico attuale decente potrebbe essere Alvarez che ormai si può dire che abbia abbandonato il repertorio prettamente lirico

Ecco, max, un'altro equivoco. Ossia quello di pensare che i ruoli tenorili più vigorosi, cosiddetti "lirico spinti", ruoli spesso anche più difficili di quelli lirici puri, possano rappresentare una specie di "refugium peccatorum" per quei tenori che, partiti lirici per qualità naturali poi, per appesantimento della voce o, peggio ancora, per scelte di ordine commerciale, quando non addirittura( al peggio non c'è mai fine) per imitazione dei grandi del passato ( come se per essere Pertile bastasse cantare il repertorio di Pertile), tenori questi, dicevo, nati per cantare Lucia o Bohème, Favorita o Traviata, si mettono a cantare Trovatore, Aida, Gioconda, Turandot, col risultato di vanificare del tutto quello che di buono c'era ( di solito non molto) nella loro tecnica di canto.

Tenori in grado di cantare bene sia il "lirico" che il "lirico spinto" non ce ne sono stati molti ( cito ad esempio Caruso, Gigli, Pertile, Corelli e, per certi ruoli (come Manrico) anche Bjorling)e comunque tutti possedevano, oltre a una voce eccezionale, una grande tecnica. Che ci vuole, sempre. Checchè ne dicano Di Stefano, Domingo, Carreras e compagnia bella.

Come giustamente osserva il mio amico Giordano ( che di canto ci capisce di più di quanto vuol far credere) parlando di Alvarez, costoro saranno quasi sempre destinati a rinfoltire la schiera degli urlatori.

Ma per "urlare" ci sono palcoscenici appositi, non c'è bisogno di andare alla Scala o al Covent Garden.

Anzi lì, a urlare, sarebbe meglio non andarci proprio.

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Rigoletto è la prima opera verdiana davvero innovativa, ma col Trovatore sembra che il compositore faccia un passo indietro. Però Il Trovatore è una delle poche Opere che riesco a seguire da cima a fondo con attenzione.

Il Rigoletto contiene pagine potentemente belle (adoro Monterone in ogni sua apparizione, e il finale del II atto, e la "tempesta"), ma non posso sentire "Caro nome". :sleeping_03anim:

Ciò che La Traviata ha di più innovativo è la trama. In effetti i critici del 1853 rimasero sconvolti. Ma Violetta è uno dei personaggi verdiani che non si dimenticheranno mai ... ha la stessa potenza di Rossella O'Hara. :rolleyes_anim:

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Ciò che La Traviata ha di più innovativo è la trama. In effetti i critici del 1853 rimasero sconvolti.

I critici di solito, in fatto di comprensione del nuovo, arrivano sempre in ritardo. Ma in Traviata non è solo la trama a spiazzare e anticipare. E' anche la musica, fortemente melodica, penetrante, pervasiva, altamente comunicativa, a rompere gli schemi tradizionali.

Prendiamo i due brevi preludi del I° e III° Atto: essenziali, intimistici, commoventi, sono una lente di ingrandimento dentro l'anima della Valery, vanno bene per lei e solo per lei, per la sua particolare vicenda, sono il ritratto del suo dolore. C'è una singolare somiglianza di modi espressivi fra questi preludi e l'intermezzo della Manon Lescaut pucciniana.

[media]http://www.youtube.com/watch?v=EX9PW_H8zqU


/>http://www.youtube.com/watch?v=XPbecLX89Es

[media]http://www.youtube.com/watch?v=7M-EkowB2cI

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tra le tre opere ho scelto la traviata, il primo atto è splendido, geniale e coinvolgente, al secondo posto metto rigoletto. il trovatore un po' mi annoia...

a proposito di rigoletto tempo fa vidi in tv una specie di opera film in bianco e nero di almeno una cinquantina di anni fa davvero eccezionale, aveva un che di horror, il duca di mantova se ben ricordo era filippeschi, rigoletto (il personaggio) secondo me imbattibile, la voce assomigliava tantissimo a quella di gobbi... (forse era lui? boh..)

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