Vai al contenuto
kraus

Trittico verdiano

Traviata, Rigoletto o Trovatore?  

23 voti

  1. 1. Quale tra queste opere preferite?

    • La Traviata
      4
    • Il Rigoletto
      4
    • Il Trovatore
      8
    • Tutte a pari merito
      1
    • Traviata e Rigoletto a pari merito
      0
    • Rigoletto e Trovatore a pari merito
      1
    • Trovatore e Traviata a pari merito
      0
    • Un'altra opera verdiana (quale?)
      5


Recommended Posts

Questa com'è?

51f4WRBeP1L._SL500_AA300_.jpg

E' una versione di discreto livello e soprattutto non ha interpreti sotto tono.

Previtali dirige con correttezza e senso del teatro, Tucker è un Alfredo un po' ruvido ma vocalmente a posto, Merril anch'esso ha tanta voce e poca eleganza.

Su tutti emerge Anna Moffo , buona cantante ed interprete sensibile.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Di Kleiber vorrei sentire il famoso Otello scaligero che promette benissimo.

Io l'ho ascoltato in una ripresa a metà degli anni '80 ( con Domingo, Bruson, Freni) e lo ricordo come una delle cose migliori sentite dal vivo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io l'ho ascoltato in una ripresa a metà degli anni '80 ( con Domingo, Bruson, Freni) e lo ricordo come una delle cose migliori sentite dal vivo.

Ah, quindi prima che cacciasse in malo modo Bruson per chissà quali motivi?

Ma detto fra noi: Bruson era bravo come Iago? Non l'ho mai sentito in questo ruolo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ma detto fra noi: Bruson era bravo come Iago? Non l'ho mai sentito in questo ruolo.

Ne avevo fatto allora una registrazione con un Sony portatile a cassetta (nastro che anni dopo si deteriorò) ed ebbi modo di riascoltarlo con calma.

Fu un magnifico Otello. L'orchestra di Kleiber ora impetuosa ora sensibilissima, dalle tinte limpide e prodiga di dettagli illuminanti.

Domingo ( "Esultate! " a parte, anche quella sera un po' fibroso) insolitamente scattante e squillante ( ricordo un "amore e gelosia vadan dispersi insieme!" alla Del Monaco), la Freni perfetta e vibrante, che riempiva il teatro anche col pianissimo di "Te ne rammenti?".

E poi un Bruson inedito, dalla voce schiarita e dal fraseggio articolato,insinuante, sfaccettatissimo. Una vera sorpresa per chi, come me,

allora considerava Bruson un baritono "di timbro e di stile" ma avaro di colori e sostanzialmente monocorde.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Il Trovatore di sicuro, è la mia opera preferita

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

La Traviata. Come sempre è arduo scegliere tra i capolavori, ma la storia di Violetta è stata musicata talmente bene che non c'è un minuto uno in cui la mia attenzione sonnecchi.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sto ascoltando Il Trovatore in una splendida edizione, Karajan al festival di Salisburgo del '62, con Leontyne Price, Franco Corelli e Giulietta Simionato. Grandissimi, eccezionali. Sicuramente della trilogia Trovatore è quello col libretto più debole, però la musica è ispiratissima, poi con questi cantanti e questa direzione...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sto ascoltando Il Trovatore in una splendida edizione, Karajan al festival di Salisburgo del '62, con Leontyne Price, Franco Corelli e Giulietta Simionato. Grandissimi, eccezionali. Sicuramente della trilogia Trovatore è quello col libretto più debole, però la musica è ispiratissima, poi con questi cantanti e questa direzione...

Complessivamente, Giordano, questa è con ogni probabilità la miglior registrazione in assoluto di Trovatore. I cantanti sono all'altezza e Karajan straordinario in uno dei titoli verdiani prediletti ( gli altri sono Don Carlo, Aida, Otello, Requiem):


/>http://www.youtube.com/watch?v=eKoE5ifXt2g

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Concordo al cento per cento.Sono tutti bravissimi ma la Price e' eccezionale. E "sei tu dal ciel disceso......." e' forse la piu' bella frase che Verdi abbia musicato.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io sarei più' del parere che il Manrico per eccellenza, passato e presente, sia stato Lauri Volpi, fermo restando che Corelli lo giudico, in quel ruolo, quasi a pari merito

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io sarei più' del parere che il Manrico per eccellenza, passato e presente, sia stato Lauri Volpi, fermo restando che Corelli lo giudico, in quel ruolo, quasi a pari merito

Concordo con Giorgione. Lauri-Volpi, di cui comunque Corelli è stato allievo e ne ricalca certa larghezza di fraseggio, è il Manrico di riferimento.

Ciò per l'aulica ampiezza dell'accento, per lo scatto perentorio, ma soprattutto per la chiara, lucente, argentina consistenza del colore vocale in zona acuta, configurando anche timbricamente la figura giovanile ed eroica del personaggio, là dove Corelli, pur impostato in modo eccellente,

non può derogare da un timbro scurissimo, da baritenore.

Lauri Volpi poi sfoggia mezzevoci in emissione mista di alta scuola, che ne rendono aristocratica e stilizzata la linea di canto.

Corelli non possiede la nettezza di emissione di Lauri Volpi. E' certo un grande Manrico, certo più allineato a un gusto moderno, ma anche meno nobile e più muscolare.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Se non erro di Lauri Volpi esiste una incisione dal vivo con la Callas probabilmente con audio pessimo, anche se stiamo parlando di un Lauri Volpi già avanti con la carriera. Comunque non resisto e allego un Pavarotti d' annata che dal vivo ti fa tutti i do della pira anche se so benissimo che Manrico non fu un "suo ruolo" per eccellenza. Che poi non voglio entrare nella questione dei do della pira perchè mi pare che Corelli, che penso per anni sia stato il Manrico di riferimento, dal vivo i do della pira non li fece quasi mai pur avendoceli in canna e anche Lucianone molto spesso li evitava.


/>http://www.youtube.com/watch?v=pNYGv7zxhT4

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Di miglior qualità sonora, anche se sempre con un Lauri Volpi vecchio, è la registrazione Cetra dello stesso anno, con Carlo Tagliabue (non ricordo il soprano).

Corelli ometteva i do per paura. Erano paure che non avevano titolo di esistenza, com'è possibile giudicare dall'incisione di studio emi con Schippers. Tuttavia Corelli ebbe sempre uno scrupolo fortissimo che nelle serate peggiori diventava vera e propria ansia.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

secondo me il migliore Manrico è stato Mario del Monaco

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Se posso permettermi Leonora, da un punto di vista di tuo gusto personale la tua affermazione ci sta eccome, perchè ognuno di noi ha i suoi beniamini, ma non sono sicuro che Del Monaco amasse molto il ruolo e credo che lo abbandonò presto, anche se pure io come Manrico ce lo vedo alla grande!. Tornando ai do della Pira, un Manrico che credo fece i do per quasi tutta la carriera o anche tutta, fu quasi con certezza Filippeschi. Poi ribadisco che la questione dei do è relativa perchè so per certo che alcuni considerano eccellenti, sia pure per un breve lasso di tempo, alcune prestazioni di Domingo nel Trovatore, ma direi che Domingo anche da giovane litigasse parecchio coi Do.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Se non ricordo male il soprano dell'edizione in studio del trovatore con Lauri Volpim era Caterina Mancini.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Comunque tornando al ragionamento precedente di Leonora, so quasi per certo che Marione del Monaco non "frequentò" mai troppo il ruolo di Manrico, però mi chiedo: ma perchè? La potenza vocale c' era tutta. Probabilmente non ci sarebbero stati i do della Pira, ma chissenefrega. Eppure son sicuro che non lo considerò mai un suo cavallo di battaglia

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Perché, come molti critici avveduti han fatto notare, Manrico ha sì dei pezzi declamatori e scanditi, ma anche un sacco di brani di canto dolce, legato, amoroso (brani in cui vien fuori la sua natura giovanile, innamorata e soprattutto poetica) che Del Monaco non padroneggiò mai del tutto.

Il grande Mario, artista intelligente, preferì approfondire altri ruoli.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Perché, come molti critici avveduti han fatto notare, Manrico ha sì dei pezzi declamatori e scanditi, ma anche un sacco di brani di canto dolce, legato, amoroso (brani in cui vien fuori la sua natura giovanile, innamorata e soprattutto poetica) che Del Monaco non padroneggiò mai del tutto.

Il grande Mario, artista intelligente, preferì approfondire altri ruoli.

A me il Manrico di Corelli sembra perfetto, del resto non vedo perché un giovane, o addirittura un "adolescente" (secondo Giudici) come Manrico debba per forza aver voce molto chiara, mica è un castrato. E mentre nel Poliuto con la Callas, Corelli mi sembrava solo un cannone vocale, qui, forse merito anche di Karajan (e del personaggio, e di Verdi), è molto più sfumato. Insomma, non direi che si sente la mancanza di un Manrico efebico, come piacerebbe a Giudici. E non sono malizioso, solo per dire che non sono d'accordo con lui.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

A me il Manrico di Corelli sembra perfetto, del resto non vedo perché un giovane, o addirittura un "adolescente" (secondo Giudici) come Manrico debba per forza aver voce molto chiara, mica è un castrato. E mentre nel Poliuto con la Callas, Corelli mi sembrava solo un cannone vocale, qui, forse merito anche di Karajan (e del personaggio, e di Verdi), è molto più sfumato. Insomma, non direi che si sente la mancanza di un Manrico efebico, come piacerebbe a Giudici. E non sono malizioso, solo per dire che non sono d'accordo con lui.

Corelli, come ben sai (e se non lo sai te lo dico adesso), è forse il mio tenore preferito tra quelli del dopoguerra.

Come giustamente rimarchi, rispetto a Del Monaco sa padroneggiare assai meglio il canto legato, dolce, "sul fiato", amoroso e raccolto.

Approvo totalmente la tua visione della cosa.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Comunque tornando al ragionamento precedente di Leonora, so quasi per certo che Marione del Monaco non "frequentò" mai troppo il ruolo di Manrico, però mi chiedo: ma perchè? La potenza vocale c' era tutta. Probabilmente non ci sarebbero stati i do della Pira, ma chissenefrega. Eppure son sicuro che non lo considerò mai un suo cavallo di battaglia

Non è questione di Do di petto o di potenza , max. Se è per questo Del Monaco faceva anche il Re bemolle 4 alla fine del terzetto del I° atto.

E' questione di tessitura complessiva del ruolo e della tessitura di certe frasi , come ha osservato Wittel, che richiedono un canto modulato e legato

( una per tutte, per esemplificare, il doppio "Riposa o madre" nel duetto del carcere con Azucena).

Mario del Monaco, che comunque, specie nella registrazione RAI con la Gencer del '57, fu un Manrico di prima grandezza ( come la stessa Gencer ebbe a sottolineare in un'intervista), proprio perchè era un tenore autentico, di estensione completa, oltre che un "fenomeno" vocale assoluto, riuscì a cantare il ruolo con uguaglianza vocale e senza scadimenti o rabberciamenti timbrici.

Se mai è vero il contrario. Era proprio il suo metodo di emissione, franco e spiegato,sbalzato e "di petto" anche nelle mezzevoci, a sottoporlo

in questo ruolo, a un impegno vocale continuo e gravoso proprio là dove altri tenori, nei passaggi lirici a intensità ridotta, disponevano di una tecnica di emissione meno dispendiosa.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

A me il Manrico di Corelli sembra perfetto, del resto non vedo perché un giovane, o addirittura un "adolescente" (secondo Giudici) come Manrico debba per forza aver voce molto chiara, mica è un castrato.

No, Giordano, un personaggio come Manrico non "deve avere per forza" la voce chiara, ma se ha un timbro più chiaro e pregiato rispetto a quello,

scurissimo e di grana non eccelsa, di Franco Corelli, direi che è meglio. Anche Pertile aveva un timbro non bello eppure fu un grande Manrico, ma Corelli e Pertile sono casi straordinari,sono eccezioni, e non bisogna fare delle eccezioni una regola.

Lasciando stare Lauri Volpi, per me è inarrivabile nel ruolo, il colore vocale di di un Bjorling o di un Pavarotti, tenori chiari, ma anche di un Del Monaco, meno chiaro ma di caratura timbrica superiore, erano più idonei a cantare Manrico.

Senonchè a Bjorling mancava lo scatto nervoso e la comprensione delle parole e a Pavarotti, checchè se ne dica, mancava il volume necessario.

Dei problemi di Del Monaco abbiamo parlato.

Insomma, Giordano, nel delineare certi personaggi operistici, e Manrico è uno di questi, anche i requisiti vocali in senso stretto hanno il loro peso, la loro importanza.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Però io non butterei nemmeno il Manrico di Filippeschi che non sarà al pari di quello dei più grandi ma Filippeschi fu sempre notevole nel Trovatore


/>http://www.youtube.com/watch?v=2ypt-I0HOg0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

You need to be a member in order to leave a comment

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

  • Chi sta navigando   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×