Vai al contenuto
kraus

Trittico verdiano

Traviata, Rigoletto o Trovatore?  

23 voti

  1. 1. Quale tra queste opere preferite?

    • La Traviata
      4
    • Il Rigoletto
      4
    • Il Trovatore
      8
    • Tutte a pari merito
      1
    • Traviata e Rigoletto a pari merito
      0
    • Rigoletto e Trovatore a pari merito
      1
    • Trovatore e Traviata a pari merito
      0
    • Un'altra opera verdiana (quale?)
      5


Recommended Posts

Scusate la copia, ma ormai la curiosità era accesa...

Per conto mio, voto la Traviata, ma si tratta veramente di una lotta serratissima: quest'opera batte le altre perché, pur condividendo con entrambe una sontuosità melodica che pochi operisti possono eguagliare, riesce a commuovermi maggiormente. Il Trovatore è un capolavoro più sanguigno, il Rigoletto quasi un'opera crudele per via del sacrificio di Gilda, ma nella Traviata si ascolta proprio tutto: angoscia (quando Violetta si pente d'avere accettato l'invito perché c'è anche Alfredo, e s'intuisce che di lì a poco saranno capperi amari), amore (pressoché in tutta l'opera), ira furibonda (Alfredo che sfascia tutto dopo aver creduto che Violetta amasse un altro), moralismo sentenzioso con quel trombone di Germont, pentimento (immediato per Alfredo, tardivo per Germont).

Se devo scegliere un'altra opera, allora dico il Ballo in maschera, con il leggendario quintetto "O è scherzo o è follia" e le arie di Oscar.

Dite la vostra che ho detto la mia...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Scusate la copia, ma ormai la curiosità era accesa...

Per conto mio, voto la Traviata, ma si tratta veramente di una lotta serratissima: quest'opera batte le altre perché, pur condividendo con entrambe una sontuosità melodica che pochi operisti possono eguagliare, riesce a commuovermi maggiormente. Il Trovatore è un capolavoro più sanguigno, il Rigoletto quasi un'opera crudele per via del sacrificio di Gilda, ma nella Traviata si ascolta proprio tutto: angoscia (quando Violetta si pente d'avere accettato l'invito perché c'è anche Alfredo, e s'intuisce che di lì a poco saranno capperi amari), amore (pressoché in tutta l'opera), ira furibonda (Alfredo che sfascia tutto dopo aver creduto che Violetta amasse un altro), moralismo sentenzioso con quel trombone di Germont, pentimento (immediato per Alfredo, tardivo per Germont).

Se devo scegliere un'altra opera, allora dico il Ballo in maschera, con il leggendario quintetto "O è scherzo o è follia" e le arie di Oscar.

Dite la vostra che ho detto la mia...

Io ho votato "altro": mi piacciono di più le ultime e cioè l'otello e il Falstaff; le trovo decisamente più valide musicalmente.

Cmq pensavo che sondaggi come il mio o questo avrebbero attirato più votanti...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Il problema è forse che la sezione "Sondaggi" è poco frequentata. In genere si punta direttamente a quella "Generale" e non si bada tanto per il sottile. Comunque aspettiamo fiduciosi...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Altro (Otello e Falstaff).

Il Falstaff lo conosco troppo poco (un ascolto e mezzo, non basta per valutarlo), l'Otello mi piace soprattutto nei primi atti, altrove mi sembra un po' povero melodicamente e molto incline all'analisi dei personaggi, un aspetto che tuttora non sono capace di apprezzare appieno.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Oddio dove caschi caschi bene...

Ho votato il Rigoletto, probabilmente per questioni meramente soggettive e legate ad un innamoramento particolare per quest'opera, oppure potrei azzardare che è la più "completa" (mi pare che lo stesso Verdi dicesse qualcosa del genere a riguardo) in quanto a gamma di emozioni. E' vero che la Traviata è più commovente e languida, e il Trovatore ha i suoi momenti eccellenti, insomma un po' dipenderà anche dello stato d'animo del momento o dall'ascoltatore, perché sulla qualità in sé non si può discutere molto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Secondo me mettere l'opzione "Un'altra opera verdiana" è un errore.

Credo che pur amando di più altre opere di Verdi, ciò non impedisca di dare la propria preferenza a qualche titolo della Trilogia Popolare.

Io ho votato Rigoletto + Trovatore.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sono tre opere molto diverse fra loro, malgrado siano accumunate dalla rapida successione della loro composizione e dalla popolarità di cui hanno sempre goduto

grazie forse all'"appeal" ( ah!, Pink, e l'italiano?) derivato da una vena melodica forse facile ma quanto mai possente e sanguigna.

Trovatore è incentrato sull'archetipo della madre, custode dell'amore e dei segreti del passato, su uno sfondo storico corrusco e sanguinario.

Rigoletto tratta dell'arroganza invulnerabile del potere, che, per contrasto, dà grande risalto ai due personaggi patetici del padre e della figlia.

Traviata parla delle singolari vicende di una giovane prostituta di alto bordo predestinata a breve vita dalla malattia. Non ha bisogno di antefatti nebulosi, di armigeri, di corti sfarzose per compiersi. E' una storia borghese come tante, fatta di convenienze,titoli, rendite, onorabilità, che non lascia spazio al riscatto individuale. E' anche la metafora della giovinezza e del vero amore (" true love", e ridaje Pink...) che non possono sopravvivere a se stessi, e comunque, a parte ciò, è una storia privata, interiore, di un anima di fronte al suo destino.

Per questo Traviata sarà sempre moderna. Per questo la preferisco.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Secondo me mettere l'opzione "Un'altra opera verdiana" è un errore.

Credo che pur amando di più altre opere di Verdi, ciò non impedisca di dare la propria preferenza a qualche titolo della Trilogia Popolare.

Effettivamente sono stato impreciso, ma in realtà era solo uno stratagemma per conoscere meglio le preferenze di tutti... ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sono tre opere molto diverse fra loro, malgrado siano accumunate dalla rapida successione della loro composizione e dalla popolarità di cui hanno sempre goduto

grazie forse all'"appeal" ( ah!, Pink, e l'italiano?) derivato da una vena melodica forse facile ma quanto mai possente e sanguigna.

Trovatore è incentrato sull'archetipo della madre, custode dell'amore e dei segreti del passato, su uno sfondo storico corrusco e sanguinario.

Rigoletto tratta dell'arroganza invulnerabile del potere, che, per contrasto, dà grande risalto ai due personaggi patetici del padre e della figlia.

Traviata parla delle singolari vicende di una giovane prostituta di alto bordo predestinata a breve vita dalla malattia. Non ha bisogno di antefatti nebulosi, di armigeri, di corti sfarzose per compiersi. E' una storia borghese come tante, fatta di convenienze,titoli, rendite, onorabilità, che non lascia spazio al riscatto individuale. E' anche la metafora della giovinezza e del vero amore (" true love", e ridaje Pink...) che non possono sopravvivere a se stessi, e comunque, a parte ciò, è una storia privata, interiore, di un anima di fronte al suo destino.

Per questo Traviata sarà sempre moderna. Per questo la preferisco.

Concordo su tutto, specialmente sulla modernità della Traviata che è più vicina a noi sotto ogni aspetto. E' vero che l'opera scandalizzò il pubblico alla prima?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

E' vero che l'opera scandalizzò il pubblico alla prima?

Il pubblico, alla prima di Venezia, respinse l'opera, forse giudicando l'argomento inconsistente e, fra le critiche, ci fu anche chì rilevò l'inopportunità del soggetto, così "scabroso" per i benpensanti di allora.

Dal carteggio verdiano però risulta anche che la prima fu cantata male.

Di fronte a questo fiasco Verdi si lamentò dei cantanti ma si dimostrò convinto del valore di Traviata e del suo futuro successo.

Qualche problema con la censura, Kraus, ce l'ebbe anche Rigoletto che dovette subire alcune modifiche testuali: il Duca di Mantova al posto del Re ( evidentemente un Duca poteva essere libertino , un Re no) e l'"ammorbidimento" di alcune frasi troppo esplicite del tenore nella scena dell'incontro amoroso con Maddalena.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Rigoletto tratta dell'arroganza invulnerabile del potere, che, per contrasto, dà grande risalto ai due personaggi patetici del padre e della figlia.

C'è qualcosa però nel Rigoletto che approfondisce questo discorso del potere, cioè una certa "forza del destino" (tema tipicamente romantico peraltro) che fa dell'eroe un personaggio "tragico" (nella struttura innaugurata dalla tragedia greca, eschilea soprattutto). Poi sarà Wagner ad abusarne.

Nel Rigoletto nello specifico è la questione della "Maledizione" (titolo di lavorazione dell'opera mi pare) che ricorre anche musicalmente con un Do, e del correre destinale di queste pedine ad una catastrofe di cui sono loro stessi gli artefici senza saperlo (uno per vendetta, l'altro per libertinaggio, l'altra per amore). Tutto questo, essendo un meccanismo base delle opere tragiche, c'è quasi sempre, ma non sempre è lucido e ben messo in scena come nel Rigoletto. Forse è il libertinaggio del duca che, creando un'opposizione continua con la pesantezza drammatica, dà una potenza estrema all'opera (quando per esempio Rigoletto sente da lontano il duca cantare La Donna è Mobile, e capisce così che il suo destino è segnato, è un colpo di genio di Verdi forse unico nella storia della lirica).

Beninteso sono un fanatico del Rigoletto quindi sono di parte e potrei aver esagerato nell'elogio! :heart:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Che ne pensate della Traviata di Carlos Kleiber? Sembra l'unica registrazione operistica del grande Carlos che non goda di grandi consensi.

Neanch'io mi sono entusiasmato all'ascolto, pur amando Kleiber.

Quanto al sondaggio, non posso votare perché non conosco il Trovatore, ma tra Rigoletto e Traviata preferisco il primo, per i motivi già elencati dal precedente intervento: è il più vicino a una tragedia greca (ma non di Eschilo, l'ultimo Sofocle o Euripide).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

C'è qualcosa però nel Rigoletto che approfondisce questo discorso del potere, cioè una certa "forza del destino" (tema tipicamente romantico peraltro) che fa dell'eroe un personaggio "tragico" (nella struttura innaugurata dalla tragedia greca, eschilea soprattutto). Poi sarà Wagner ad abusarne.

Nel Rigoletto nello specifico è la questione della "Maledizione" (titolo di lavorazione dell'opera mi pare) che ricorre anche musicalmente con un Do, e del correre destinale di queste pedine ad una catastrofe di cui sono loro stessi gli artefici senza saperlo (uno per vendetta, l'altro per libertinaggio, l'altra per amore). Tutto questo, essendo un meccanismo base delle opere tragiche, c'è quasi sempre, ma non sempre è lucido e ben messo in scena come nel Rigoletto. Forse è il libertinaggio del duca che, creando un'opposizione continua con la pesantezza drammatica, dà una potenza estrema all'opera (quando per esempio Rigoletto sente da lontano il duca cantare La Donna è Mobile, e capisce così che il suo destino è segnato, è un colpo di genio di Verdi forse unico nella storia della lirica).

Beninteso sono un fanatico del Rigoletto quindi sono di parte e potrei aver esagerato nell'elogio! heart.gif

Facile essere di parte, con le opere di Verdi :) In effetti l'analisi che hai fatto è illuminante, il contrasto fra il drammone psicologico di Rigoletto e Gilda (chi è suo padre? cosa fa? ecc.) e la leggerezza - in tutti i sensi - del Duca l'avevo sempre avvertito ma non l'avevo mai notato.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Anche per me l'opzione "altro" inficia un po' il sondaggio, infatto ho votato Il Trovatore, l'opera romantica che più romantica non si può, truce, ruspante, viva, anche se l'opera più bella di Verdi, tra quelle che conosco è senza dubbio Aida.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Che ne pensate della Traviata di Carlos Kleiber? Sembra l'unica registrazione operistica del grande Carlos che non goda di grandi consensi.

Neanch'io mi sono entusiasmato all'ascolto, pur amando Kleiber.

Oddio, non t'ha risposto nessuno.

Ci penso io. Posto che faccio parte di quelli che non capiscono l'adorazione sperticata per Kleiber, debbo dire che la colpa maggiore del grande maestro in questa registrazione è di venir poco a patti con cantanti che ne avrebbero bisogno. Ileana Cotrubas come Violetta è un'assurdità, secondo me. Fosse almeno un'acrobata delle agilità stile Mercedes Capsir lo capirei, ma la romena ha semplicemente la vocettina sottile, e basta. Trasforma Violetta in una fanciullina spaurita, ed è tremendamente in difficoltà da un punto di vista vocale.

Domingo, all'epoca veramente affaticato, è un'altra scelta non vincente, e non a caso Alfredo non è mai stato uno dei suoi personaggi favoriti. Vocalmente è troppo pesante per la parte, non ha la fluidità necessaria per rendere appieno l'aria e la cabaletta. Gli acuti non sono troppo felici, e anzi corre voce che siano stati "aiutati" dai tecnici del suono con opportuni giochi di manopole e di "taglia e cuci".

Il baritono è sicuramente il migliore. Anni fa sicuramente ammiravo Milnes molto di più di quanto non lo stimi adesso: l'emissione è leggermente dura, specie sul passaggio di registro. Però gli acuti sono ancora quasi tenorili, e qui la vera natura di Milnes, ossia di baritono lirico, emerge compiutamente con una serie di sfumature e di idee interpretative davvero rimarchevoli. Milnes non ha paura di cantare piano. Magari la voce si stimbra un po', ma il senso del momento scenico è sempre centrato alla grande.

I comprimari erano tutti quelli che erano di casa alla Scala di Abbado, e si sente: c'è addirittura la Malagù come Flora.

Kleiber in sé dirigerebbe benissimo, con grande senso del fraseggio orchestrale. La sua idea è di creare una potente drammaticità: il fatto è che con Cotrubas e Domingo ci può riuscire fino a un certo punto, lancia un sacco di ossi che non raccolgono.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Guest Lenny

Questa com'è?

51f4WRBeP1L._SL500_AA300_.jpg

°°°°°

Di Kleiber devo dire che personalmente neanche il suo Tristan DG con Kollo e la Price mi convince molto (ma esiste anche un live a Bayreuth con Brilioth e la Ligendza). Su Strauss, Verdi (Otello) e Weber (Freischutz) nulla da dire, però.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Di quella Traviata ho ascoltato solo qualche pezzo sparso cantato dalla Moffo, che è leggerina ma complessivamente mi è sembrata meglio della Cotrubas.

Visti i nomi, potrebbe essere ben cantata, ma bisogna vedere come rispondono Tucker e Merrill. Previtali non sono riuscito a giudicarlo, nelle arie è difficile, ho percepito un ottimo accompagnamento ma non è abbastanza per dare un parere.

Di Kleiber vorrei sentire il famoso Otello scaligero che promette benissimo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Oddio, non t'ha risposto nessuno.

Ci penso io. Posto che faccio parte di quelli che non capiscono l'adorazione sperticata per Kleiber, debbo dire che la colpa maggiore del grande maestro in questa registrazione è di venir poco a patti con cantanti che ne avrebbero bisogno. Ileana Cotrubas come Violetta è un'assurdità, secondo me. Fosse almeno un'acrobata delle agilità stile Mercedes Capsir lo capirei, ma la romena ha semplicemente la vocettina sottile, e basta. Trasforma Violetta in una fanciullina spaurita, ed è tremendamente in difficoltà da un punto di vista vocale.

Domingo, all'epoca veramente affaticato, è un'altra scelta non vincente, e non a caso Alfredo non è mai stato uno dei suoi personaggi favoriti. Vocalmente è troppo pesante per la parte, non ha la fluidità necessaria per rendere appieno l'aria e la cabaletta. Gli acuti non sono troppo felici, e anzi corre voce che siano stati "aiutati" dai tecnici del suono con opportuni giochi di manopole e di "taglia e cuci".

Il baritono è sicuramente il migliore. Anni fa sicuramente ammiravo Milnes molto di più di quanto non lo stimi adesso: l'emissione è leggermente dura, specie sul passaggio di registro. Però gli acuti sono ancora quasi tenorili, e qui la vera natura di Milnes, ossia di baritono lirico, emerge compiutamente con una serie di sfumature e di idee interpretative davvero rimarchevoli. Milnes non ha paura di cantare piano. Magari la voce si stimbra un po', ma il senso del momento scenico è sempre centrato alla grande.

I comprimari erano tutti quelli che erano di casa alla Scala di Abbado, e si sente: c'è addirittura la Malagù come Flora.

Kleiber in sé dirigerebbe benissimo, con grande senso del fraseggio orchestrale. La sua idea è di creare una potente drammaticità: il fatto è che con Cotrubas e Domingo ci può riuscire fino a un certo punto, lancia un sacco di ossi che non raccolgono.

Grazie! Devo risentire questa Traviata, come ho detto i primi ascolti (l'avrò sentita due volte) sono stati deludenti. C'è anche un problema di livelli sonori, come del resto anche nel Tristan dello stesso Kleiber, non so che combinavano alla DG quando registravano Carlos nelle opere, forse l'atmosfera non era delle migliori e allora... Comunque qualche tempo fa ascoltai la famosa Traviata a Lisbona con la Callas e Kraus e, nonostante il suono terrificante, finalmente posso dire di aver ascoltato Traviata. Credo proprio che abbia ragione tu: i cantanti non erano all'altezza.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Oddio, non t'ha risposto nessuno.

Ci penso io. Posto che faccio parte di quelli che non capiscono l'adorazione sperticata per Kleiber, debbo dire che la colpa maggiore del grande maestro in questa registrazione è di venir poco a patti con cantanti che ne avrebbero bisogno. Ileana Cotrubas come Violetta è un'assurdità, secondo me. Fosse almeno un'acrobata delle agilità stile Mercedes Capsir lo capirei, ma la romena ha semplicemente la vocettina sottile, e basta. Trasforma Violetta in una fanciullina spaurita, ed è tremendamente in difficoltà da un punto di vista vocale.

Domingo, all'epoca veramente affaticato, è un'altra scelta non vincente, e non a caso Alfredo non è mai stato uno dei suoi personaggi favoriti. Vocalmente è troppo pesante per la parte, non ha la fluidità necessaria per rendere appieno l'aria e la cabaletta. Gli acuti non sono troppo felici, e anzi corre voce che siano stati "aiutati" dai tecnici del suono con opportuni giochi di manopole e di "taglia e cuci".

Il baritono è sicuramente il migliore. Anni fa sicuramente ammiravo Milnes molto di più di quanto non lo stimi adesso: l'emissione è leggermente dura, specie sul passaggio di registro. Però gli acuti sono ancora quasi tenorili, e qui la vera natura di Milnes, ossia di baritono lirico, emerge compiutamente con una serie di sfumature e di idee interpretative davvero rimarchevoli. Milnes non ha paura di cantare piano. Magari la voce si stimbra un po', ma il senso del momento scenico è sempre centrato alla grande.

I comprimari erano tutti quelli che erano di casa alla Scala di Abbado, e si sente: c'è addirittura la Malagù come Flora.

Kleiber in sé dirigerebbe benissimo, con grande senso del fraseggio orchestrale. La sua idea è di creare una potente drammaticità: il fatto è che con Cotrubas e Domingo ci può riuscire fino a un certo punto, lancia un sacco di ossi che non raccolgono.

M'era sfuggito il post di Giordano.

Concordando con Wittel, direi che Kleiber, forse sulla scia di Toscanini, opta per una direzione asciutta, elettrica,talora spedita, carica di tensione ma al tempo stesso molto "cantabile". Il problema sono proprio i cantanti con i quali il direttore austriaco non riesce ( e come potrebbe?) a entrare in sintonia. Domingo si salva solo nel secondo atto quando può accentare "Mi chiamaste? Che bramate?" e seguenti. Per il resto è rozzo, sbrigativo, a disagio tutte le volte che deve colorire o modulare.

La Cotrubas non è il disastro che descrive Wittel ma canta sulla difensiva, sia nel fraseggio che nei passaggi vocali più difficili, restando ancorata a una onesta routine. Milnes fa cose buone e altre meno ma , nell'insieme, la sua figurazione di Giorgio Germont si attaglia al personaggio.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

You need to be a member in order to leave a comment

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

  • Chi sta navigando   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×