Vai al contenuto
kaj88

Oratorio

Recommended Posts

Ci sarebbero poi tante opere che hanno caratteristiche oratoriali per il soggetto e per la prevalenza dell'elemento corale, oltre ad una certa staticità dell'azione. Citando così alcuni titoli famosi direi: Nabucco, Mosé in Egitto, Parsifal, forse anche Alceste di Gluck.

Un'opera celebre che, invece, nacque inizialmente proprio come Oratorio è Samson e Dalila di Saint-Saens. Basta ascoltare le bellissime pagine corali che contraddistinguono il primo atto per rendersene conto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Da non sottovalutare poi le due cantate giovanili di Beethoven, WoO 87-88 per la morte di Giuseppe II e l'Incoronazione di Leopoldo II, forse anche superiori al successivo oratorio "Christus am Olberg", che peraltro contiene belle pagine, a partire dall'introduzione strumentale.


/>http://www.youtube.com/watch?v=qTx3Wlr_kG8&feature=related

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

on line, su Wellesz e canali associati, stiamo pubblicando un bel po' di lavori impegnativi di don Perosi: finora ci sono tre messe, una sinfonia-oratorio e un paio di oratori veri e propri. Abbiamo in cantiere anche un terzo oratorio di grandi dimensioni.

Le messe sono proprio belle e denotano una tecnica corale di prim'ordine, raffinata, memore della grande tradizione palestriniana. Direi che a Perosi vadano a genio le forme medio-piccole, coro con un accompagnamento molto discreto di organo. Quando diventa ambizioso la sua musa zoppica assai tendendo al retorico, alla prolissità e alla noia, la musica si sfalda letteralmente. Anche l'orchestrazione dà la sensazione di essere poco curata pur in un contesto contrappuntistico complesso (sempre limitato alle voci corali). Un esempio di questi limiti si riscontra nel magniloquente, quanto pesante, Mosè.

Ho ascoltato qualcosa del Mosè ed effettivamente mi è sembrato un pò forzato... però la "Risurrezione di Cristo", pur essendo una composizione ad ampio respiro, non mi ha dato la stessa fastidiosa sensazione...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Un'opera celebre che, invece, nacque inizialmente proprio come Oratorio è Samson e Dalila di Saint-Saens. Basta ascoltare le bellissime pagine corali che contraddistinguono il primo atto per rendersene conto.

L'ascoltava spesso mia sorella che è molto più melomane di me... di quel LP ricordo solo che la Ludwig interpretava Dalila...

invece mi piacerebbe molto poter ascoltare per intero sia "La Lyre et la Harpe" che "La Deluge"... ho visto che c'è un CD doppio dove la Dessay e la Pollet sono dirette da Jacques Mercier (ti è capitato di ascoltarlo?)... ma è diventato molto difficile da reperire e, i pochissimi negozi che lo hanno ancora, lo vendono a cifre spropositate (intorno ai 50 euro :cat_uhh: )... a questo punto, mi accontenterei anche di una copia...

Da non sottovalutare poi le due cantate giovanili di Beethoven, WoO 87-88 per la morte di Giuseppe II e l'Incoronazione di Leopoldo II, forse anche superiori al successivo oratorio "Christus am Olberg", che peraltro contiene belle pagine, a partire dall'introduzione strumentale.

Abbastanza Mozartiane, ma indubbiamente belle... il Christus però ha tutt'altra consistenza... io ho la versione in cui il Cristo è interpretato dall'immenso Wunderlich... peccato però che nel finale si perda un pò troppo nei corali...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

per gli amanti della melodia semplice ed armonie dal gusto retrò, cè un piccolo oratorio di Cesar Franck per soli, coro, organo, cello ed arpa "Sept Paroles du Christ sur la Croux"...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

La cosa non può che farmi IMMENSO piacere. :i-m_so_happy:

In effetti merita, e contiene alcune pagine molto ispirate e drammatiche. L'unico difetto è che si tratta di "mezza" passione, perchè ne musicò soltanto la prima parte, tralasciando totalmente la seconda a differenza dei suoi colleghi. Va anche detto però che sembra essersi impegnato, specie nei cori, un po' di più rispetto ad essi, con l'eccezione forse di Naumann da cui ha probabilmente preso esempio (la Passione di quest'ultimo fu data nel 1767 a Padova, e non si esclude che il suo coetaneo Luchesi l'abbia potuta conoscere).

Avevi ragione... possiede una tensione invidiabile e, melodie ed armonie, sono davvero molto belle e mai banali...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Avevi ragione... possiede una tensione invidiabile e, melodie ed armonie, sono davvero molto belle e mai banali...

Con un commento come questo, Donatella, non mi resta che nominarti solennemente S.U.L. (Somma Utente Luchesiana). :laughingsmiley:

Di quest'opera (1774-76 ca.) mi affascina soprattutto la parte iniziale, dalla serrata e drammatica Sinfonia al coro "Quanto costa il tuo delitto", in cui Luchesi mostra tra parentesi una singolare capacità di mettere a fuoco i momenti salienti del dramma. Il lungo recitativo accompagnato, che interrompe la coda della Sinfonia, è poi particolarmente ricco di sfumature e l'orchestra viene utilizzata con colori decisamente espressivi nel "dipingere" le parole commentate successivamente da Pietro.

La prima aria di Maddalena ("Vorrei dirti il mio dolore") poi vola davvero altissima, anche se poi non tutta l'opera rimane su questo piano (l'aria "Come a vista di pene sì fiere" è la meno felice nel complesso), ma lascia comunque soddisfatti.

Peccato che abbia musicato solo la prima parte, anche se ammetto che la seconda sia meno tesa a livello drammatico.

Anche le altre Passioni elencate sopra, tuttavia, possiedono caratteristiche abbastanza spiccate e, quantomeno, a livello singolo offrono pagine di buono spessore, Paisiello (1782) in primis.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Un'opera-oratorio che non è stata citata è l'Oedipus Rex di Stravinsky. E poi c'è la trilogia dei Trionfi di Orff e il suo De temporum fine comoedia.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ho ascoltato qualcosa del Mosè ed effettivamente mi è sembrato un pò forzato... però la "Risurrezione di Cristo", pur essendo una composizione ad ampio respiro, non mi ha dato la stessa fastidiosa sensazione...

concordo, in effetti Risurrezione è migliore. Forse il tema trattato stava più a cuore a Perosi.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Con un commento come questo, Donatella, non mi resta che nominarti solennemente S.U.L. (Somma Utente Luchesiana). :laughingsmiley:

Di quest'opera (1774-76 ca.) mi affascina soprattutto la parte iniziale, dalla serrata e drammatica Sinfonia al coro "Quanto costa il tuo delitto", in cui Luchesi mostra tra parentesi una singolare capacità di mettere a fuoco i momenti salienti del dramma. Il lungo recitativo accompagnato, che interrompe la coda della Sinfonia, è poi particolarmente ricco di sfumature e l'orchestra viene utilizzata con colori decisamente espressivi nel "dipingere" le parole commentate successivamente da Pietro.

La prima aria di Maddalena ("Vorrei dirti il mio dolore") poi vola davvero altissima, anche se poi non tutta l'opera rimane su questo piano (l'aria "Come a vista di pene sì fiere" è la meno felice nel complesso), ma lascia comunque soddisfatti.

Peccato che abbia musicato solo la prima parte, anche se ammetto che la seconda sia meno tesa a livello drammatico.

Anche le altre Passioni elencate sopra, tuttavia, possiedono caratteristiche abbastanza spiccate e, quantomeno, a livello singolo offrono pagine di buono spessore, Paisiello (1782) in primis.

visto che son stata insignita di così alta onorificenza, ho pensato di far un ascolto n°2... confermo l'impressione del primo ascolto ed aggiungo che, nonostante la tensione, è riuscito a rilassarmi...

a costo di ripetermi, però: peccato per tutto quel riverbero davvero inutile...

che abbia lasciato a metà il lavoro lo si intuisce dall'ultimo accordo che non "chiude"...

il prossimo ascolto sarà la Passione di Paisiello (Fasolis)...

azzardo una ipotesi: la discontinuità di cui parli non sarà dovuta al fatto che, anche per un grande compositore, scrivere 2 ore di musica mantenendo costante il livello sia molto più complicato che scriverne solo una (come nel caso di Luchesi)?

ti è capitato di ascoltare nel frattempo le "sette parole..." di Franck?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Un'opera-oratorio che non è stata citata è l'Oedipus Rex di Stravinsky. E poi c'è la trilogia dei Trionfi di Orff e il suo De temporum fine comoedia.

che versione dei Trionfi ci consigli?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

... un pò come il Peer Gynt di Grieg?

Quale versione mi consigliate?

Scusa, ma avevo "saltato" il tuo intervento.

Di Kullervo ci sono diverse edizioni, perlopiù con orchestre e artisti delle regioni scandinave, e tutte ugualmente valide.

Forse le "classiche" (nel senso di datazione anteriore) possono definirsi quelle di Paavo Berglund (EMI) e Neeme Jarvi (BIS), le quali però non saprei dirti se attualmente sono in catalogo.

Il Peer Gynt non è nè una sinfonia nè un oratorio, ma musiche di scena sul testo di Ibsen.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

visto che son stata insignita di così alta onorificenza, ho pensato di far un ascolto n°2... confermo l'impressione del primo ascolto ed aggiungo che, nonostante la tensione, è riuscito a rilassarmi...

a costo di ripetermi, però: peccato per tutto quel riverbero davvero inutile...

che abbia lasciato a metà il lavoro lo si intuisce dall'ultimo accordo che non "chiude"...

il prossimo ascolto sarà la Passione di Paisiello (Fasolis)...

azzardo una ipotesi: la discontinuità di cui parli non sarà dovuta al fatto che, anche per un grande compositore, scrivere 2 ore di musica mantenendo costante il livello sia molto più complicato che scriverne solo una (come nel caso di Luchesi)?

ti è capitato di ascoltare nel frattempo le "sette parole..." di Franck?

Sull'eccessivo riverbero della registrazione hai perfettamente ragione, e i tecnici del suono potevano senz'altro ridurlo in fase di editing. Ma ci si può passare sopra.

Giusti inoltre i tuoi rilievi sulla chiusura "sospesa" di Luchesi, il quale potrebbe far pensare a un "continua..." - ma non è un "unicum" per Luchesi, che nel Miserere è ancor più estremo, concludendo in pianissimo dopo un fugato di alta potenzialità "sismica" - ma con Paisiello noterai la stessa cosa, con la differenza che in quest'ultimo - ma anche in Myslivecek ad esempio - non vi è la minima elaborazione contrappuntistica (manca del tutto la fuga centrale, a differenza di Luchesi) e si risolve tutto in un canto pacato che, con discrezione, ci accompagna alla seconda parte. Mi sa, pertanto, che Luchesi, nonostante gli apparenti puntini di sospensione si sia fermato volutamente, forse proprio perchè temeva la seconda parte, che a livello drammatico è assai meno interessante della prima, effettivamente.

In effetti anche negli altri autori interessati è sempre più riuscita la prima parte...

Franck purtroppo non sono ancora riuscito ad ascoltarlo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

che versione dei Trionfi ci consigli?

Io ho solo quella di Jochum e poi a parte ho la sua seconda registrazione dei soli Carmina burana (direi più riuscita della prima). Un altro direttore storico per Orff e Leitner, ma non so come sia.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Scusa, ma avevo "saltato" il tuo intervento.

Di Kullervo ci sono diverse edizioni, perlopiù con orchestre e artisti delle regioni scandinave, e tutte ugualmente valide.

Forse le "classiche" (nel senso di datazione anteriore) possono definirsi quelle di Paavo Berglund (EMI) e Neeme Jarvi (BIS), le quali però non saprei dirti se attualmente sono in catalogo.

Il Peer Gynt non è nè una sinfonia nè un oratorio, ma musiche di scena sul testo di Ibsen.

ho ascoltato il Kullervo più di una volta in una versione più recente... non so se dipenda (ma non credo) dall'esecuzione, ma rappresenta proprio lo stereotipo di musica vocale "moderna" che non riesco in nessun modo a farmi entrare... per assurdo, l'unica parte che mi piace è l'introduzione che è solo strumentale... il resto dell'opera provoca al mio sistema nervoso qualcosa che si avvicina molto a ciò che si prova per esempio quando gratti con l'unghia un piatto di ceramica grezza :mega_shok:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sull'eccessivo riverbero della registrazione hai perfettamente ragione, e i tecnici del suono potevano senz'altro ridurlo in fase di editing. Ma ci si può passare sopra.

Il problema è proprio l'inverso: ce l'hanno aggiunto in editing perchè si sente chiaramente che è digitale...

Giusti inoltre i tuoi rilievi sulla chiusura "sospesa" di Luchesi, il quale potrebbe far pensare a un "continua..." - ma non è un "unicum" per Luchesi, che nel Miserere è ancor più estremo, concludendo in pianissimo dopo un fugato di alta potenzialità "sismica" - ma con Paisiello noterai la stessa cosa, con la differenza che in quest'ultimo - ma anche in Myslivecek ad esempio - non vi è la minima elaborazione contrappuntistica (manca del tutto la fuga centrale, a differenza di Luchesi) e si risolve tutto in un canto pacato che, con discrezione, ci accompagna alla seconda parte. Mi sa, pertanto, che Luchesi, nonostante gli apparenti puntini di sospensione si sia fermato volutamente, forse proprio perchè temeva la seconda parte, che a livello drammatico è assai meno interessante della prima, effettivamente.

In effetti anche negli altri autori interessati è sempre più riuscita la prima parte...

ora sono ancora più incuriosita di far delle comparazioni come stai facendo tu... mi ci vorrà però un pò di tempo perchè voglio ascoltarle bene tutte...

certo, son rimasta un pò basita quando ho sentito quell'ultimo accordo, ancor di più poichè tutte le altre frasi era state chiuse, direi ermeticamente...

Franck purtroppo non sono ancora riuscito ad ascoltarlo.

sto insistendo perchè sono certa sarà di tuo gusto... è un pezzo che non guarda né al presente (né tanto meno al futuro), ma si volge al passato quasi con un senso di rimpianto...


/>http://www.youtube.com/watch?v=bkUhLGfMeW8&feature=related

una considerazione su Franck: mi è capitato nel tempo di ascoltare tanti suoi pezzi, a partire da alcuni per piano-solo, fino ad arrivare a composizioni sinfoniche... a parte la struggente sonata per violino e pianoforte in La+, non mi è piaciuto particolarmente mai nulla (anzi, la sua sinfonia è seconda in inconsistenza solo alla seconda di Rachmaninov)... di tutt'altra grana invece i suoi corali (sia per organo che vocali)...

a parte Les Beatitudes ed il pezzo che vi ho segnalato, c'è anche la Redemption che è stupenda...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

ho ascoltato il Kullervo più di una volta in una versione più recente... non so se dipenda (ma non credo) dall'esecuzione, ma rappresenta proprio lo stereotipo di musica vocale "moderna" che non riesco in nessun modo a farmi entrare... per assurdo, l'unica parte che mi piace è l'introduzione che è solo strumentale... il resto dell'opera provoca al mio sistema nervoso qualcosa che si avvicina molto a ciò che si prova per esempio quando gratti con l'unghia un piatto di ceramica grezza :mega_shok:

Esagerata... :D

Sibelius è uno dei miei compositori favoriti, ma ammetto che Kullervo non ha mai convinto troppo neanche me: è un'opera giovanile, si sente, e forse eccessivamente ambiziosa. Sulla sua presunta "modernità" francamente non sono d'accordo, anche se bisogna notare alcune rozzezze armoniche che presto il compositore finnico abbandonerà a favore di uno stile più mitteleuropeo, benchè personalissimo. Sarebbe utile poter sondare che autori ruotassero attorno a lui in Finlandia - a partire da Kajanus - per poter trovare eventuali modelli in casa sua.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

sto insistendo perchè sono certa sarà di tuo gusto... è un pezzo che non guarda né al presente (né tanto meno al futuro), ma si volge al passato quasi con un senso di rimpianto...


/>http://www.youtube.com/watch?v=bkUhLGfMeW8&feature=related

una considerazione su Franck: mi è capitato nel tempo di ascoltare tanti suoi pezzi, a partire da alcuni per piano-solo, fino ad arrivare a composizioni sinfoniche... a parte la struggente sonata per violino e pianoforte in La+, non mi è piaciuto particolarmente mai nulla (anzi, la sua sinfonia è seconda in inconsistenza solo alla seconda di Rachmaninov)... di tutt'altra grana invece i suoi corali (sia per organo che vocali)...

a parte Les Beatitudes ed il pezzo che vi ho segnalato, c'è anche la Redemption che è stupenda...

Molto bello e armonioso questo brano di Franck... Mi colpisce il suo passare da uno stile inizialmente severo, che può anche ricordare Bruckner, a più lirico e quasi teatrale nelle generose frasi del tenore.

Su Franck, in generale, non mi pronuncio perchè lo conosco davvero troppo poco e... quel poco non è che mi abbia mai convinto. La Sinfonia in Re più che alla innocente Seconda di Rachmaninov l'avvicino alla Terza di Scriabin: molto fumo...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Il problema è proprio l'inverso: ce l'hanno aggiunto in editing perchè si sente chiaramente che è digitale...

Se quello che dici corrisponde al vero non c'è che dire... dei bei fenomeni. :laughingsmiley:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Su Franck, in generale, non mi pronuncio perchè lo conosco davvero troppo poco e... quel poco non è che mi abbia mai convinto. La Sinfonia in Re più che alla innocente Seconda di Rachmaninov l'avvicino alla Terza di Scriabin: molto fumo...

Sorprendenti, a dir poco, questi due giudizi ingenerosi su quella che per me (che non sono nessuno) ma soprattutto per pressoché tutti i musicologi e storici della musica è una delle più importanti (e belle!) sinfonie dell'800. Chiaro che ai gusti non si comanda, ma parlare di fumo per un'opera così raffinata sul piano tematico e costruttivo... :scratch_one-s_head:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Esagerata... :D

Sibelius è uno dei miei compositori favoriti, ma ammetto che Kullervo non ha mai convinto troppo neanche me: è un'opera giovanile, si sente, e forse eccessivamente ambiziosa. Sulla sua presunta "modernità" francamente non sono d'accordo, anche se bisogna notare alcune rozzezze armoniche che presto il compositore finnico abbandonerà a favore di uno stile più mitteleuropeo, benchè personalissimo. Sarebbe utile poter sondare che autori ruotassero attorno a lui in Finlandia - a partire da Kajanus - per poter trovare eventuali modelli in casa sua.

Mi sono approcciata a Sibelius nel modo più positivo possibile, partendo dai vecchi ascolti come il concerto per violino ed alcuni pezzi per piano-solo che mi erano piaciuti molto... la prima delusione è stata la Sinfonia n°2 che mi ha dato le stesse sensazioni negative del Kullervo... a me sembra che sia tutto un pò forzato, e questo mi mette ansia piuttosto che piacere d'ascolto...

magari, consigliami qualcosa sua di piu "mitteleuropeo...

Molto bello e armonioso questo brano di Franck... Mi colpisce il suo passare da uno stile inizialmente severo, che può anche ricordare Bruckner, a più lirico e quasi teatrale nelle generose frasi del tenore.

se ascolti altri brani del pezzo troverai ancora delle differenti analogie...

Su Franck, in generale, non mi pronuncio perchè lo conosco davvero troppo poco e... quel poco non è che mi abbia mai convinto. La Sinfonia in Re più che alla innocente Seconda di Rachmaninov l'avvicino alla Terza di Scriabin: molto fumo...

non ho ancora ben presente la terza di Scriabin perchè le ho ascoltate in sequenza tutte e 3, ma solo una volta... la prima sensazione non è stata un gran chè, in effetti... più che fumosi li definirei però: portatori sani di "fuoco" fatuo...

invece mi son piaciute molto le 2 e 1/2 di Borodin... le ho trovate piene di fantasia e di talento melodico...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sorprendenti, a dir poco, questi due giudizi ingenerosi su quella che per me (che non sono nessuno) ma soprattutto per pressoché tutti i musicologi e storici della musica è una delle più importanti (e belle!) sinfonie dell'800. Chiaro che ai gusti non si comanda, ma parlare di fumo per un'opera così raffinata sul piano tematico e costruttivo... :scratch_one-s_head:

La Symphonie en ré mineur di Franck è la più importante sinfonia francese dopo i lavori di Berlioz. Il cromatismo di derivazione wagneriana, ma già molto personale, e la cosiddetta "forma ciclica" (ripetizione di certo materiale da movimento a movimento come agente dell'unità totale, importante quanto le relazioni tra le chiavi) contraddistinguono un'opera pervasa da un'impressionante impeto e struggimento melodico, sicuramente di grande qualità musicale e ingegno compositivo.

E' un pò come la Sonata in si minore di Liszt, che viene apprezzata solitamente anche da coloro che rigettano (soprattutto tra i compositori) il linguaggio listziano in toto. Ma di Franck io salverei anche le Variazioni sinfoniche per piano e orchestra.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

La Symphonie en ré mineur di Franck è la più importante sinfonia francese dopo i lavori di Berlioz. Il cromatismo di derivazione wagneriana, ma già molto personale, e la cosiddetta "forma ciclica" (ripetizione di certo materiale da movimento a movimento come agente dell'unità totale, importante quanto le relazioni tra le chiavi) contraddistinguono un'opera pervasa da un'impressionante impeto e struggimento melodico, sicuramente di grande qualità musicale e ingegno compositivo.

E' un pò come la Sonata in si minore di Liszt, che viene apprezzata solitamente anche da coloro che rigettano (soprattutto tra i compositori) il linguaggio listziano in toto. Ma di Franck io salverei anche le Variazioni sinfoniche per piano e orchestra.

Vorrei fare una precisazione: non me ne intendo particolarmente di tecniche compositive, percui non posso giudicare formalmente l'opera, nè tanto meno pesare l'impegno compositivo dell'autore... quando parlavo di "inconsistenza" intendevo riguardo l'impatto emotivo che essa offre... a me è sembrato che, mentre lo struggimento di cui parli fosse genuino, l'impeto lo fosse un pò meno... o che forse, più semplicemente, non fosse riuscito ad esprimerlo a pieno...

quindi non "salvi" nulla delle sue opere corali?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Rispondo a Giobar e Ives anche se... stiamo andando OT. :scratch_one-s_head:

Nessuno nega i pregi giustamente sottolineati di questa sinfonia, ma che devo dire?

Se la raffronto ai prodotti coevi di Brahms e soprattutto Bruckner (a proposito di forma-ciclica), francamente, mi resta assai poco; aggiungo pure che in Francia contemporaneamente il buon Saint-Saens riusciva più personale e genuino nella sua Sinfonia con organo, e poco dopo Dukas e Chausson - forse sulla scorta di Franck - si facevano notare con la loro unica e rispettiva sinfonia, le quali forzano meno la mano e producono risultati convincenti, occhieggiando già verso certo impressionismo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi sono approcciata a Sibelius nel modo più positivo possibile, partendo dai vecchi ascolti come il concerto per violino ed alcuni pezzi per piano-solo che mi erano piaciuti molto... la prima delusione è stata la Sinfonia n°2 che mi ha dato le stesse sensazioni negative del Kullervo... a me sembra che sia tutto un pò forzato, e questo mi mette ansia piuttosto che piacere d'ascolto...

magari, consigliami qualcosa sua di piu "mitteleuropeo...

Anche con Sibelius rischiamo l'OT, perchè di vocale non ha scritto moltissimo (c'è comunque della buona musica per coro maschile a cappella, e qualche breve brano anche con orchestra), ma è ovvio che mi sento di consigliarti il Sibelius dalla Terza Sinfonia in poi, ove ogni forzatura è davvero bandita. La Seconda non è la migliore delle sue sinfonie ed è discontinua, ma è stranamente la più famosa... :scratch_one-s_head: Molto più ispirata la Prima al confronto. Su Sibelius sono aperti diversi argomenti qui in forum, comunque.

invece mi son piaciute molto le 2 e 1/2 di Borodin... le ho trovate piene di fantasia e di talento melodico...

OT Anche a me piacciono le sinfonie di Borodin, anche se c'è il problema di stabilire "quanto" di esse sia davvero di sua mano, visto che furono rimaneggiate da Rimski-Korsakov (la seconda) o messe su carta da Glazunov (la terza incompiuta), il quale disse di "ricordarsi a memoria" quello che Borodin gli suonò al pianoforte poco prima di morire... :scratch_one-s_head:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

You need to be a member in order to leave a comment

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

  • Chi sta navigando   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×