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kaj88

Oratorio

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Ma qualcuno ha mai sentito il Christus di Mendelssohn? E' uscito credo quest'anno per l'anniversario mendelssohniano diretto da un certo Bernius e un po' mi incuriosisce.

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Guest Lenny

Tra parentesi, nonostante le migliori incisioni siano in lingua tedesca, fu musicata originariamente in inglese.

Vero. Fu scritto, se non ricordo male, per il Festival di Birmingham e poi successivamente vi si affiancò la versione in tedesco. Entrambe comunque sono autenticamente valide. Di quella in inglese, c'è la splendida incisione Emi diretta da Fruhbeck de Burgos con Fischer-Dieskau, Gedda e la Baker:

612N48NNJCL._SL500_AA240_.jpg

Per la versione in tedesco, l'incisione di Sawallisch (Philips) credo rimanga insuperata, con un grandissimo Theo Adam.

p.s. il Paulus lo trovo invece poco riuscito, senza grande slancio drammatico, che Mendelssohn non credo possedesse in gran misura, essendo essenzialmente un compositore lirico. I modelli handeliani e bachiani non fanno che rendere il tutto alquanto tedioso e prolisso. Esistono due validissime versioni, con protagonisti Fischer-Dieskau e Theo Adam, la prima sempre di Fruhbeck de Burgos (Emi) e la seconda di Masur (Philips) in una delle sue poche ottime performance:

31Z6FVCNVKL._SL500_AA180_.jpg

81vIQ0l01XL._AA240_.png

Ma qualcuno ha mai sentito il Christus di Mendelssohn? E' uscito credo quest'anno per l'anniversario mendelssohniano diretto da un certo Bernius e un po' mi incuriosisce.

Mai sentito ma è incompiuto. Credo che la priorità vada allo splendido Elias.

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p.s. il Paulus lo trovo invece poco riuscito, senza grande slancio drammatico, che Mendelssohn non credo possedesse in gran misura, essendo essenzialmente un compositore lirico. I modelli handeliani e bachiani non fanno che rendere il tutto alquanto tedioso e prolisso. Esistono due validissime versioni, con protagonisti Fischer-Dieskau e Theo Adam, la prima sempre di Fruhbeck de Burgos (Emi) e la seconda di Masur (Philips) in una delle sue poche ottime performance

Sia il Paulus che l'Elias li ricordo poco, però del primo c'è questo bel coro drammatico:

[media]http://www.youtube.com/watch?v=dFIrAYIM-hU

Mai sentito ma è incompiuto. Credo che la priorità vada allo splendido Elias.

Sì certo, è solo una curiosità per sapere cosa ci siamo persi.

P.S.: Masur nel Paulus sarà anche meglio del solito (che poi è la registrazione che ho anch'io), ma ho sentito gli estratti delle sinfonie per archi e non mi hanno convinto, sono pesantucce. Meglio quelle del Concerto Köln, anche se il suono un po' metallico non mi entusiasma sono eseguite con la dovuta vitalità.

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Secondo me nella media. A volte mi sembra un po' superficialotta.

Salieri e Naumann gli stanno sopra di brutto :)
/>http://www.youtube.com/user/MehdiCapsII#grid/user/D1342A962B0E8C9F

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Gli oratori di Mendelssohn, a mio modo di vedere di gran lunga al di sopra della media. Tra gli oratori "non ufficiali" segnalo il Davidde Penitente di Mozart, rielaborazione della Messa KV 427.

Condivido, Paulus e Elias sono capolavori assoluti, rigeneranti.


/>http://www.youtube.com/watch?v=7jJZanSXPWM

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Guest Lenny

Tra quelli di fine 800, c'è anche il tonitruante "Mors et Vita" di Gounod, il bellissimo "Oratorio de Noel" di Saint Saens (gemma ormai dimenticata), gli oratori di Bruch (ormai dimenticati) e chissà quanti altri più o meno minori. In effetti, di oratori moderni (più o meno ibridi, spesso definiti come oratorio-balletto, opera-oratorio e altri generi) diciamo dal 1900 in poi, non si è parlato. Mi vengono in mente, in ordine sparso: "Sancta Civitas" di Vaughan Williams; "The Child of our Time" e "The Mask of Time" di Tippett (quest'ultimo lo sto asoltando in questi giorni); "Belshazzar's Feast" di Walton; "Oedipus Rex" di Stravinsky; "The Passion According of St. Luke" di Thompson; le varie passioni e oratori di Penderecki; "Il Processo di Cristo di Porrino; oratori vari di Honegger (Jeunne d'Arc, David...); "Das Floss der Medusa" di Henze; "Job" di Dallapiccola; "Isaiah's Prophecy" di Creston; "Das Unaufhorliche" di Hindemith; la "Passio Domini" di Part; oratori vari di Perosi; "Die Flucht" di Vogel; "Gilgamesh" di Martinu; "The Celestial Sphere" di Wuorinen; "La Veritè di Jeanne" di Jolivet; "Il Libro di Ruth" a altri oratori di Castelnuovo Tedesco; "Joshua" di Waxman; "New Land, New Covenant" di Hanson; "Mass of Life" di Delius; "Der Grossinquisitor" di Blacher. Ma chissà quanti ne dimentico, soprattutto di autori inglesi.

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Tra quelli di fine 800, c'è anche il tonitruante "Mors et Vita" di Gounod, il bellissimo "Oratorio de Noel" di Saint Saens (gemma ormai dimenticata), gli oratori di Bruch (ormai dimenticati) e chissà quanti altri più o meno minori. In effetti, di oratori moderni (più o meno ibridi, spesso definiti come oratorio-balletto, opera-oratorio e altri generi) diciamo dal 1900 in poi, non si è parlato. Mi vengono in mente, in ordine sparso: "Sancta Civitas" di Vaughan Williams; "The Child of our Time" e "The Mask of Time" di Tippett (quest'ultimo lo sto asoltando in questi giorni); "Belshazzar's Feast" di Walton; "Oedipus Rex" di Stravinsky; "The Passion According of St. Luke" di Thompson; le varie passioni e oratori di Penderecki; "Il Processo di Cristo di Porrino; oratori vari di Honegger (Jeunne d'Arc, David...); "Das Floss der Medusa" di Henze; "Job" di Dallapiccola; "Isaiah's Prophecy" di Creston; "Das Unaufhorliche" di Hindemith; la "Passio Domini" di Part; oratori vari di Perosi; "Die Flucht" di Vogel; "Gilgamesh" di Martinu; "The Celestial Sphere" di Wuorinen; "La Veritè di Jeanne" di Jolivet; "Il Libro di Ruth" a altri oratori di Castelnuovo Tedesco; "Joshua" di Waxman; "New Land, New Covenant" di Hanson; "Mass of Life" di Delius; "Der Grossinquisitor" di Blacher. Ma chissà quanti ne dimentico, soprattutto di autori inglesi.

Vero, entrambi molto belli. Poi in passato avevo chiesto informazioni su Perosi, ma ancora non ho avuto modo di risentire qualche suo pezzo: la curiosità resta e hai fatto bene a ravvivarmela :D.

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Sbagliate, l'Elias fu composto in tedesco, ma essendo in inglese la prima, si adattò subito il testo (lo fece Mendelssohn stesso). Che però l'aveva composto in tedesco.

Io conosco il Christus. Meravigliose le parti che ha composto. Eccone il link: http://www.youtube.com/watch?v=lZ4QJNKXD34

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non credo possano mancare gli oratori Handeliani: Jephtha, Belshazzar, e l'incomparabile Athalia ! (solo per citarne alcuni).

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Tra quelli di fine 800, c'è anche il tonitruante "Mors et Vita" di Gounod, il bellissimo "Oratorio de Noel" di Saint Saens (gemma ormai dimenticata), gli oratori di Bruch (ormai dimenticati) e chissà quanti altri più o meno minori. In effetti, di oratori moderni (più o meno ibridi, spesso definiti come oratorio-balletto, opera-oratorio e altri generi) diciamo dal 1900 in poi, non si è parlato. Mi vengono in mente, in ordine sparso: "Sancta Civitas" di Vaughan Williams; "The Child of our Time" e "The Mask of Time" di Tippett (quest'ultimo lo sto asoltando in questi giorni); "Belshazzar's Feast" di Walton; "Oedipus Rex" di Stravinsky; "The Passion According of St. Luke" di Thompson; le varie passioni e oratori di Penderecki; "Il Processo di Cristo di Porrino; oratori vari di Honegger (Jeunne d'Arc, David...); "Das Floss der Medusa" di Henze; "Job" di Dallapiccola; "Isaiah's Prophecy" di Creston; "Das Unaufhorliche" di Hindemith; la "Passio Domini" di Part; oratori vari di Perosi; "Die Flucht" di Vogel; "Gilgamesh" di Martinu; "The Celestial Sphere" di Wuorinen; "La Veritè di Jeanne" di Jolivet; "Il Libro di Ruth" a altri oratori di Castelnuovo Tedesco; "Joshua" di Waxman; "New Land, New Covenant" di Hanson; "Mass of Life" di Delius; "Der Grossinquisitor" di Blacher. Ma chissà quanti ne dimentico, soprattutto di autori inglesi.

Le vin herbé di Martin? Che ne pensi?

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salve a tutti

spulciando sul web qualche mese fa mi sono imbattuta in questo vecchio post... l'ho trovato molto educativo, visto che proprio in quel momento mi ero ritrovata con un rinnovato interesse per la musica vocale in genere e per gli oratori in particolare (prima ero quasi totalmente all'oscuro di questo mondo un pò sommerso)... da allora ho ascoltato molte delle vostre segnalazioni, sconfinando anche in altri generi affini:

Mozart - Davidde Penitente (Kuijken)

Beethoven - Christus am Orberge (Spruit)

Beethoven - Trauerkantate auf den Tod Kaiser Josephs II (Thielemann)

Beethoven - Kantate auf die Erhebung Leopold II zur Kaiserwürde (Thielemann)

Berlioz - L'enfance du Christ (Gardiner)

Mendelssohn - Paulus (Frühbeck de Burgos)

Mendelssohn - Elias (Knubben e Herreweghe)...quella di Knubben mi ha dato più emozioni

Mendelssohn - Christus (Equilbey)

Mendelssohn - Hymn of Praise (Abbado)

Schumann - Das Paradies und die Peri (Gardiner)

Franck - Les Beatitude (Jordan)

Franck - Redemption (Plasson)

Saint_Saens - Oratorio de Noel (Hellmann)

Bruch - Odysseus (Botstein)

Arriaga - Stabat mater (Mandeal)

Rossini - Stabat mater (Kertesz)

Rossini - Piccola messa solenne (Fasolis)

Mendelssohn - Walpurgisnacht (Harnoncourt)

Gounod - Messe Solennelle de Sainte Cécile (Prêtre)

Berlioz - La mort de Cleopatre (Bernstein)

Berlioz - Les Nuits d'Etè (Ansermet)

Dvorak - Stabat mater (Kubelik)

Bruckner - Te deum (Jochum)

Zemlinsky - Lirische Symphonie (Conlon)

Vari Salmi di Mendelssohn, Bruckner, Boulanger

Mi è piaciuto tutto moltissimo, tranne Le Beatudini di Franck (forse davvero troppi lunghi i corali... e forse perchè la registrazione è pessima)

Inoltre presto ascolterò anche:

Schumann - Scenes from Goethe's Faust

Gounod - Mors et Vita

Max Bruch - Das Lied von der Glocke

Dvorak - Santa Ludimilla

Avete altre segnalazioni, sia su altre opere, sia su versioni diverse di queste stesse opere?

Non sono riuscita a capire: quali sono le differenze sostanziali tra cantate ed oratori?

grazie anticipatamente...

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Ci sono i due grandi oratori di Haydn, La creazione e Le stagioni (ci sono varie esecuzioni, io ho Karajan per il primo e Böhm per il secondo), oltre a un altro suo oratorio meno importante, Il ritorno di Tobia. E poi ci sono gli oratori di Natale e di Pasqua di Bach oltre ovviamente a tutti quelli di Händel.

Per l'Elias di Mendelssohn è famosa la registrazione di Sawallisch.

P.S.: La differenza precisa tra oratorio e cantata non la so, non mi sono mai posto il problema in realtà.

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Vero, entrambi molto belli. Poi in passato avevo chiesto informazioni su Perosi, ma ancora non ho avuto modo di risentire qualche suo pezzo: la curiosità resta e hai fatto bene a ravvivarmela :D.

Da quel poco che ho ascoltato di Perosi mi pare che si tratti davvero di di un Signor Compositore...

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Avete altre segnalazioni, sia su altre opere, sia su versioni diverse di queste stesse opere?

Non sono riuscita a capire: quali sono le differenze sostanziali tra cantate ed oratori?

grazie anticipatamente...

Penso che cantata, in genere, sia considerato un termine più vago rispetto all'oratorio. Mentre quest'ultimo in genere è una struttura di dimensioni generalmente molto ampie (aldilà della preminenza o meno del coro sui soli), la cantata non necessariamente è intesa in senso sinfonico-corale, ma anche cameristico. Non richiede dunque quasi mai la "gravità" dell'oratorio, il quale nella maggior parte dei casi è basato su soggetti sacri, mentre la cantata è generalmente legata a occasioni e celebrazioni, non per forza religiose.

Se si guarda anche ai tantissimi oratori composti dagli operisti italiani tra sette e ottocento (quasi tutti dimenticati) si può notare in questi ultimi un maggior costruttivismo ed anche (a volte) una certo impegno, rispetto ai melodrammi. Mi sovviene, per importanza, la Passione di Paisiello (1782), anche se forse le varie "passioni" sul testo di Metastasio meriterebbero un capitolo a parte. Ho ascoltato alcune pagine da "Debora e Sisara" di P.A.Guglielmi e vi ho trovato cose veramente sorprendenti e drammatiche, insospettabili in un autore così dimenticato (peraltro Guglielmi fu nominato Maestro di Cappella a San Pietro nel 1793, dunque non era certo uno sprovveduto). Anche Il giudizio universale di Pietro Raimondi dimostra un certo impegno formale, al cospetto di una cantabilità comunque spiccata: un'opera travestita da oratorio si direbbe.

Se poi vogliamo vedere un po' qualche differenza tra i due generi, possiamo prendere ad esempio il solito Mendelssohn: Paulus ed Elias tra gli oratori, e La Prima notte di Valpurga tra le cantate. A parte il fatto che gli oratori sono su soggetto sacro e la cantata su soggetto profano (il che già li differenzia sin nella struttura), è abbastanza evidente - in questo caso - che la Cantata sembra possedere un taglio quasi operistico, tale è la linearità e la leggerezza che la pervadono da cima a fondo, in un susseguirsi di episodi concatenati ma meravigliosamente contrastanti tra loro. Anche in questa cantata Mendelssohn sembra davvero essersi superato, e raramente ritroverà una tale felicità d'ispirazione.

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Ci sono i due grandi oratori di Haydn, La creazione e Le stagioni (ci sono varie esecuzioni, io ho Karajan per il primo e Böhm per il secondo), oltre a un altro suo oratorio meno importante, Il ritorno di Tobia. E poi ci sono gli oratori di Natale e di Pasqua di Bach oltre ovviamente a tutti quelli di Händel.

Curiosamente La Creazione di Haydn (Karajan) è stato uno dei primi (e dei pochi) cd di musica vocale che ho comprato anni fa... mi piaceva abbastanza e mi piace tuttora. Invece non riesco proprio a digerire le opere vocali di Bach ed Handel, mentre ne ammiro indiscriminatamente tutte le altre. Credo che per poterne godere l'essenza bisogna avere una serenità d'animo che probabilmente in questo momento non ho...

PS: comunque non demordo: mi è appena arrivato il cd con la versione riveduta e semplificata di Mendelssohn della Passione Secondo Matteo di Bach...

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Kullervo però non è un oratorio, ma una sinfonia a programma con interventi di coro e solisti.

... un pò come il Peer Gynt di Grieg?

Quale versione mi consigliate?

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Penso che cantata, in genere, sia considerato un termine più vago rispetto all'oratorio. Mentre quest'ultimo in genere è una struttura di dimensioni generalmente molto ampie (aldilà della preminenza o meno del coro sui soli), la cantata non necessariamente è intesa in senso sinfonico-corale, ma anche cameristico. Non richiede dunque quasi mai la "gravità" dell'oratorio, il quale nella maggior parte dei casi è basato su soggetti sacri, mentre la cantata è generalmente legata a occasioni e celebrazioni, non per forza religiose.

Se si guarda anche ai tantissimi oratori composti dagli operisti italiani tra sette e ottocento (quasi tutti dimenticati) si può notare in questi ultimi un maggior costruttivismo ed anche (a volte) una certo impegno, rispetto ai melodrammi. Mi sovviene, per importanza, la Passione di Paisiello (1782), anche se forse le varie "passioni" sul testo di Metastasio meriterebbero un capitolo a parte. Ho ascoltato alcune pagine da "Debora e Sisara" di P.A.Guglielmi e vi ho trovato cose veramente sorprendenti e drammatiche, insospettabili in un autore così dimenticato (peraltro Guglielmi fu nominato Maestro di Cappella a San Pietro nel 1793, dunque non era certo uno sprovveduto). Anche Il giudizio universale di Pietro Raimondi dimostra un certo impegno formale, al cospetto di una cantabilità comunque spiccata: un'opera travestita da oratorio si direbbe.

Talmente dimenticati che è difficile (ed in taluni casi impossibile) trovare delle incisioni su cd :confused02: ...

ho ascolto degli stralci della Passione di Paisiello su youtube... è molto bella! (sarà uno dei prossimi acquisti)

inoltre, mentre cercavo conferme sui tuoi suggerimenti, mi sono incuriosita su un'opera di Perosi (la Risurrezione di Cristo)... è stata una felice scoperta.

Se poi vogliamo vedere un po' qualche differenza tra i due generi, possiamo prendere ad esempio il solito Mendelssohn: Paulus ed Elias tra gli oratori, e La Prima notte di Valpurga tra le cantate. A parte il fatto che gli oratori sono su soggetto sacro e la cantata su soggetto profano (il che già li differenzia sin nella struttura), è abbastanza evidente - in questo caso - che la Cantata sembra possedere un taglio quasi operistico, tale è la linearità e la leggerezza che la pervadono da cima a fondo, in un susseguirsi di episodi concatenati ma meravigliosamente contrastanti tra loro. Anche in questa cantata Mendelssohn sembra davvero essersi superato, e raramente ritroverà una tale felicità d'ispirazione.

Credo di aver capito... anche se ci sono degli oratori profani che non hanno nulla da invidiare a quelli sacri. E poi c'è Berlioz che sembra non entrare in nessuno schema...

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Talmente dimenticati che è difficile (ed in taluni casi impossibile) trovare delle incisioni su cd :confused02: ...

ho ascolto degli stralci della Passione di Paisiello su youtube... è molto bella! (sarà uno dei prossimi acquisti)

inoltre, mentre cercavo conferme sui tuoi suggerimenti, mi sono incuriosita su un'opera di Perosi (la Risurrezione di Cristo)... è stata una felice scoperta.

Se cerchi nel forum troverai una discussione chiamata "Passioni italiane", in cui si accenna sia a Pasiello che ai molti altri autori (Myslivecek, Naumann, Luchesi, Salieri, ecc.) che musicarono la Passione di Metastasio.

Gli altri due oratori citati di Guglielmi e Raimondi sono stati registrati, anche se il primo credo solo in forma antologica. Del secondo trovi uno stralcio orchestrale su youtube. Perosi confermo di trovarlo suberbo...

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Curiosamente La Creazione di Haydn (Karajan) è stato uno dei primi (e dei pochi) cd di musica vocale che ho comprato anni fa... mi piaceva abbastanza e mi piace tuttora. Invece non riesco proprio a digerire le opere vocali di Bach ed Handel, mentre ne ammiro indiscriminatamente tutte le altre. Credo che per poterne godere l'essenza bisogna avere una serenità d'animo che probabilmente in questo momento non ho...

PS: comunque non demordo: mi è appena arrivato il cd con la versione riveduta e semplificata di Mendelssohn della Passione Secondo Matteo di Bach...

Se preferisci il barocco italiano c'è di Vivaldi il Juditha Triumphans.

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